“L’angelo che imparò a volare” di Anna Verlezza, recensione a cura di Lorenzo Spurio

L’angelo che imparò a volare

di Anna Verlezza

prefazione di Tiziana Ruscio

Edizioni Melagrana, San Felice a Cancello (CE)

ISBN: 978-88-6335-081-4

Pagine: 59

Costo: 10 €

 

Recensione a cura di Lorenzo Spurio

 

 

Ma con lui c’erano anche mamma

e papà ed in fondo dove ci sono loro

c’è sempre casa. (p. 31)

 

L’angelo che imparò a volare di Anna Verlezza è un libro curioso e didattico pensato e dedicato ai lettori dell’infanzia e basato su di una storia vera. Il libro risulta particolarmente avvincente a un lettore giovane proprio in virtù del suo aspetto estetico (assomiglia più a una sorta di Student Book per le vacanze estive che a un vero libro) e per i numerosi disegni multicolori che accompagnano passo passo l’intera narrazione che la Verlezza costruisce.

Il libro si apre con la struttura della favola e contiene la storia di Francesco Pio, una storia a tratti felici, a tratti amara che, nel complesso ci trasmette un sapore di agrodolce in bocca. Ma è anche un esempio di amore, di manifestazione di sentimenti allo stato puro, di attaccamento all’altro e di speranza. E’ questo, forse, il messaggio principale che Anna Verlezza con questo libricino vuole trasmettere.

Ma, esulando la trama, sono molti i punti di forza del libro che ci consentono di dire che sia davvero, se non unico, per lo meno raro: l’utilizzo di carta riciclabile (è una scelta questa della casa editrice alla quale la Verlezza si è affidata ma credo e mi pare di intuire che sia anche una sua precisa volontà) e l’apparato sussidiario con esercizi sul testo che vogliono essere una prima guida al lettore giovane su come analizzare un testo. Non solo, gli esercizi gli permettono di rielaborare quanto letto, dare una sua interpretazione e di produrre quindi, seppur con un dominio lessicale non ancora ampio, un pensiero di tipo critico-analitico.

Per tutte queste ragioni, per la sua semplicità e sistematicità nella struttura, per la sua componente più chiaramente didattica e ludica, il testo è da consigliare ampiamente come materiale didattico nelle scuole primarie.

Chi è l’autrice?

Anna Verlezza (Caserta, 1973) dopo la maturità ha conseguito il diploma all’Istituto Magistrale spostando la sua attenzione sui bambini e i loro bisogni. Ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Al suo attivo ha due masters universitari, di primo e secondo livello, rispettivamente sulle “metodologie e strategie d’insegnamento” e su “il profilo del D.S. Management, leadership e responsabilità”. E’ docente alla scuola d’infanzia presso la Direzione Didattica di S. Maria a Vico (Ce). Partecipa attivamente a commissioni e progetti che investono il campo della didattica di qualità.

E’ SEVERAMENTE VIETATO RIPRODURRE E/O DIFFONDERE LA PRESENTE RECENSIONE IN FORMATO INTEGRALE O IN STRALCI, SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTORE. 

a cura di Lorenzo Spurio

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Pubblicato il 04/07/2012, in Recensioni librarie con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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