“Per una strada” di Emanuele Marcuccio, recensione a cura di Anna Maria Folchini-Stabile

Per una strada
di Emanuele Marcuccio
SBC Edizioni, Ravenna, 2009, pp. 100
ISBN: 978-88-6347-031-4
Genere: Poesia
Prezzo: 12,00 €
 
Recensione a cura di Anna Maria Folchini Stabile
 

Perché i poeti scrivono poesia?

La risposta per Emanuele Marcuccio è una soltanto: “La poesia è la forma verbale più profonda che possa esistere per esprimere i più reconditi sentimenti umani”.

La poesia, quindi, è immaginazione, trasfigurazione ed emozione che passa dal cuore del poeta alla mente e al cuore del lettore che sa mettersi in ascolto, disposto a partecipare a quel miracolo grande che è la comunicazione poetica.

Con questo spirito ho sfogliato le pagine di questa raccolta di versi, pronta a cogliere sfumature, percepire messaggi appena sussurrati, attenta alle parole e al loro significato, ben sicura che un poeta sceglie i vocaboli con l’intento di lasciare un messaggio suo – solo suo – a chi lo legge, essendo ben conscio di aver scelto di farlo.

Ecco, allora, che mi colpisce, innanzitutto, una prima ammissione nella Prefazione scritta dall’Autore stesso. “Per una strada” (pag. 77), le tre parole scelte per dare il titolo alla raccolta, ritornano ad una delle poesie da lui composte, scritta sullo scontrino di una spesa effettuata e ispirato da quanto vede intorno a lui: gli Uomini, tutti insieme, fianco a fianco, percorrono la strada della vita che affratella e pone in relazione pur senza sapere, senza comprendere, senza averne piena coscienza.

Tutti gli esseri umani sono in cammino e questa idea è di frequente sullo sfondo delle liriche di Emanuele Marcuccio che descrive il peregrinare, spesso inutile e forse vano, alla ricerca di una meta. Ecco perché nelle sue liriche “Il viandante” e “Ulisse” (pag.17), scritte nel 1990, il Poeta parla di “immemore errare” e di vita e saggezza che sfuggono a chi pensa di impostare l’esistenza solo sulla razionalità “rude”.

Nel corso di circa quindici anni il Poeta si sofferma sui temi caldi che percorrono la vita di quegli anni e registra gli avvenimenti accompagnandoli col grido civile del dolore, del rammarico, dell’afflizione. Così documenta la Strage di Capaci (pagg. 33-34 “Urlo”), la guerra di Bosnia (pag. 61  “Massacro”), le vicende d’Albania (pag.73 “Albania”), il dramma di chi fugge da terre devastate dall’odio e dalla guerra in cerca di salvezza, di futuro e di pace ( pag. 92 “Per i rifugiati”). Il nostro Autore registra gli avvenimenti nella sua coscienza di uomo e si lascia commuovere dalle vicende di cui è testimone: immerso nella storia, supera il momento della cronaca e diventa presente e responsabile. Le vicende assumono significato, l’Uomo ricorda e tramanda accompagnando le vicende con il suo sentimento partecipato (“Dolore immenso e aspro / dolore orrendo negl’occhi / […] ricordiamo i passati lutti, / giammai dimenticati, […]).

Il conforto dalle tristezze della vita quotidiana gli viene dal rifugio nello studio e nell’approfondimento culturale che accompagna la sua crescita personale e spirituale. Nasce così un colloquio continuo con i Padri della conoscenza e dell’Arte, personaggi letterari e artistici di ogni tempo rivisitati e ritrovati, come in una galleria dedicata ai quadri degli antenati che parlano al suo cuore e ispirano i suoi versi. Così, per esempio, succede grazie alle poesie “Alla Gioconda
(pag. 30), “A Vittorio Alfieri” (pag. 35), “Nausicaa” (pag. 37), “Amleto” ( pag 54), “Parsifal” (pag.55), “Annibale” ( pag.56), “Seneca” ( pag. 57).

Non mancano anche riflessioni sui grandi poeti, quali Dante (pagg. 52-53) e Leopardi (pag. 43), e l’omaggio sentito allo scrittore Sciascia, (pag. 62 “A Leonardo Sciascia”), coscienza del nostro Novecento.

Affiancano le liriche colte i versi dedicati agli affetti personali, al sentimento d’amore che placa gli affanni quotidiani ed è approdo sicuro per il Poeta che sa ritrovarsi Uomo nella pienezza del suo sentire e nella capacità di riconoscere chi sa camminare con lui nelle strade della vita.

Più serene le liriche che chiudono la raccolta, più legate ai sentimenti intimi e profondi come le liriche “Canto d’amore” (pag, 89) e “Come un sogno” (pag. 91). Colpiscono i versi di quest’ultima poesia che testimoniano la serenità conquistata che lo avvolge: “[…] il mio andare disperso / si placa, e non chiedo nulla: / trovo alfin la pace, / la pace serena dei tuoi occhi.”, perché, dice Emanuele Marcuccio, chiudendo questo suo decennale cammino spirituale, la vita va apprezzata con serenità e tranquillità: “[…] Non affrettarti, non affannarti: / prendi la vita come viene, / e non curarti dell’avvenire, / prendi tutto con calma / e alla tua meta giungerai, / e sarai ancora te stesso.”
(pag. 98 “Affollamento e inutili affanni”).

Si può vivere, quindi, e si può essere Uomini. Il passo della vita può essere lungo tanto da non affannare il respiro, perché basta darsi il tempo e concedersi a se stessi.

 

Anna Maria Folchini Stabile

(scrittrice e poetessa).

Angera (Va), 23 luglio 2012.

 

 

Chi è l’autore?

Emanuele Marcuccio (Palermo 1974) è poeta, aforista e curatore editoriale. Ha pubblicato: Per una strada (2009, silloge di poesie), Pensieri minimi e massime (2012, silloge di aforismi). Dal 2010 collabora con una casa editrice per la scoperta di nuovi talenti poetici, tra giugno 2010 e luglio 2011 ha presentato tre autori, riuscendo così a curare la pubblicazione di tre libri di poesie e, dal 2011 è consigliere onorario del sito “poesiaevita.com”, che promuove anche una sezione editoriale ospitante le collane di opere da lui curate. Ha curato prefazioni a sillogi poetiche e varie interviste ad autori esordienti ed emergenti su blog letterari (Donatella Calzari, Marco Nuzzo, Maristella Angeli, Gianni Mauro ed altri). È collaboratore della rivista on-line di letteratura Euterpe. È stato membro di giuria nella prima edizione del concorso nazionale di poesia “L’arte in versi” (2012). È presente su blog, siti e forum letterari, tra cui “Literary”, con una scheda bio-bibliografica nell’Atlante letterario italiano. Ha in programma la pubblicazione di una seconda silloge di poesie. Dal 1990 sta scrivendo un dramma epico in versi liberi, ambientato al tempo della colonizzazione dell’Islanda, di argomento storico-fantastico.

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Informazioni su Blog di Letteratura e Cultura

LORENZO SPURIO è nato a Jesi (AN) nel 1985. E’ scrittore e critico letterario. Nel 2011 si è laureato in Lingue e Letterature Moderne all’Università degli Studi di Perugia con una tesi di letteratura inglese. Negli ultimi anni ha pubblicato racconti e saggi di critica letteraria su varie riviste (Sagarana, Le Reti di Dedalus,…), antologie e in volume. Nel 2011 ha fondato la rivista di letteratura Euterpe, un aperiodico tematico digitale, del quale è direttore. Per la narrativa ha pubblicato le raccolte di racconti Ritorno ad Ancona e altre storie (Lettere Animate Editore, 2012), La cucina arancione (TraccePerLaMeta Edizioni, 2013) e L’opossum nell’armadio (PoetiKanten Edizioni, 2015). Intensa la sua attività di critico con un’ampia stesura di recensioni, prefazioni e note critiche per autori esordienti e non. Per la critica letteraria ha pubblicato Jane Eyre, una rilettura contemporanea (Lulu, 2011), La metafora del giardino in letteratura (Faligi, 2011), Flyte & Tallis: Espiazione e Ritorno a Brideshead. Una analisi ravvicinata di due grandi romanzi della letteratura inglese (Photocity, 2012), Ian McEwan: sesso e perversione (Photocity, 2013) e Il sangue, no. L’aporia della vita in “La ballata di Adam Henry” di Ian McEwan (Poetikanten Ed., 2015). Ha curato varie raccolte antologiche pubblicate all’interno di concorsi letterari e Obsession – Raccolta di racconti a tema “Fobie, manie e perversioni” (Limina Mentis, 2012) e Obsession 2 – Raccolta di racconti a tema “Paranoie, deliri e tradimenti” (TraccePerLaMeta Edizioni, 2014). Sensibile alle tematiche sociali, ha organizzato una serie di reading poetici e incontri tematici sul “Disagio psichico e sociale” che hanno toccato varie città (Palermo, Firenze, San Benedetto del Tronto) per i quali ha poi curato le relative antologie dell’evento. Per la poesia recentemente ha pubblicato la raccolta di liriche Neoplasie civili (Agemina Edizioni, 2014) che si apre con una prefazione della poetessa Ninnj Di Stefano Busà e contiene una lettera di Corrado Calabrò. Ha ricevuto attestazioni e lusinghiere segnalazioni in numerosi premi letterari tra cui il terzo premio per la sezione Saggistica del Premio Nabokov (2013) con il saggio Ian McEwan: sesso e perversione e il secondo premio per la sezione Poesia inedita al Premio Internazionale Agemina “Pablo Neruda”, Firenze (2013). E’ Presidente del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” e Presidente di Giuria dei premi letterari “Ponte Vecchio” (Firenze) e del “Città di Fermo”. Contatti: lorenzo.spurio@alice.it

Pubblicato il 25/07/2012, in Poesia, Recensioni librarie con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Anna Scarpetta

    una bella, professionale, recensione, quella di Anna Maria Foschini Stabile alla raccolta di Poesie Per una Strada di Emanuele Marcuccio. Complimenti. Anna Scarpetta

  2. Una magnifica recensione, grazie! :)

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