Primo Concorso TraccePerLaMeta – sezione poesia

Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è anche la giornata mondiale della poesia.

L’Associazione Culturale TraccePerLaMeta, al suo esordio nel panorama culturale italiano, ha scelto il mese di marzo per indire il

 

Primo Concorso Letterario di Poesia

“TraccePerLaMeta”– Edizione 2012

 

(con scadenza  il 30 aprile 2012)

 “…e infine uscimmo a riveder le stelle.”

                                                                                                    “…puro e disposto a salire a le stelle.”

“…l’amor che move il sole e l’altre stelle.”

Dante Alighieri, padre della letteratura italiana, conclude le tappe del suo cammino dell’anima alzando gli occhi al cielo e beandosi alla vista delle stelle che illuminano la notte degli uomini e  ispirano i versi dei poeti.

Il concorso è aperto a poesie ispirate ai versi di apertura del concorso o a tema libero.

1-      Possono partecipare tutti coloro che sono residenti in Italia o all’estero, ma si ammetteranno soltanto opere scritte in lingua italiana.

2-      Ciascun autore può partecipare al presente concorso inviando fino a un massimo di due poesie e ciascuna non potrà superare i 30 versi di lunghezza. Gli autori si assumono ogni  responsabilità in ordine alla paternità degli scritti inviati, esonerando l’Associazione TraccePerLaMeta da qualsivoglia responsabilità anche nei confronti dei terzi. Le opere possono essere edite o inedite, purché non siano state premiate in precedenti concorsi, e gli autori devono dichiarare di possederne a ogni titolo i diritti.

3-      Per partecipare al presente concorso ciascun autore dovrà inviare le proprie opere e la scheda di partecipazione in formato digitale (file in Word) all’indirizzo di posta elettronica info@tracceperlameta.org  o in cartaceo a: Associazione Culturale TraccePerLaMeta, Via Oneda 14/A, 21018 –Sesto Calende (VA) specificando sulla busta “Premio Concorso Letterario di Poesia” entro e non oltre la data del 30 APRILE 2012.

4-      Non verranno accettati testi che presentino elementi razzisti, pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, alla violenza, alla discriminazione di ciascun tipo.

5-      Ciascun autore, nell’allegato contenente le proprie opere, deve inserire il proprio nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, indirizzo e-mail, la dichiarazione che l’opera   è frutto esclusivo del proprio ingegno, la dichiarazione che l’autore ne detiene i diritti  e l’espressa autorizzazione al trattamento dei propri dati personali ai sensi del D.lgs. n. 196/2003, compilando la scheda allegata al bando.

6-      La partecipazione è gratuita per gli iscritti all’Associazione Culturale TraccePerLaMeta. Per tutti gli altri partecipanti  si richiede una tassa di lettura di euro 10; Il pagamento potrà essere effettuato:

a)      mediante bonifico postale: IBAN: IT-53-A-07601-10800-0010042176 08 intestato a Associazione Culturale TraccePerLaMeta, inserendo come CAUSALE DEL PAGAMENTO: Nome e Cognome e riferimento al concorso “TPLM  -30.4.2012”. Copia del versamento dovrà essere allegata all’invio dell’opera. In caso contrario l’opera a concorso non sarà esaminata.

b)      mediante versamento su conto corrente postale 01004217608 intestato a Associazione Culturale TraccePerLaMeta, inserendo come CAUSALE DEL PAGAMENTO: Nome e Cognome e riferimento al concorso “TPLM  -30.4.2012”. Copia del versamento dovrà essere allegata all’invio dell’opera. In caso contrario l’opera a concorso non sarà esaminata.

c)      inserendo la quota di partecipazione in contanti in una busta assieme ai materiali in cartaceo.

7- La Giurianominata dall’Associazione Culturale TraccePerLaMeta è formata dai soci fondatori e da un comitato di lettura di cui si darà conto in sede di premiazione; il giudizio è insindacabile.

8- Verranno proclamati un vincitore, un secondo e terzo classificato. A giudizio della commissione giudicante potranno essere segnalati anche altri autori. Al primo classificato sarà assegnato un premio in denaro di 100 euro e una pergamena miniata a mano. Al secondo e terzo classificato una pergamena miniata a mano. A tutti i concorrenti presenti alla premiazione verrà donato un attestato di partecipazione personalizzato.

9- La premiazione avverrà il giorno 23 giugno. Ulteriori precisazioni sul luogo e sull’ora verranno comunicate a tutti i partecipanti.

10 – I vincitori saranno avvisati telefonicamente e via mail; il premio in denaro verrà consegnato soltanto al vincitore o a un suo delegato. I concorrenti presenti alla premiazione potranno leggere le poesie presentate.

11- E’ altresì prevista la realizzazione di un’antologia che raccolga le migliori opere  pervenute. A tal propositola Giuriaselezionerà le migliori opere selezionate che verranno raccolte in un testo di cui  ne viene richiesto l’acquisto da parte degli autori prescelti; il suo costo, a copertura delle spese per ogni copia, comprese le spese di spedizione, sarà di euro 10. Ogni copia in più ordinata sarà scontata del 30%.

12- Gli autori, per il fatto stesso di inviare le proprie opere, dichiarano di accettare l’informativa sulla Privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196 del 30 giugno 2003.

13- Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al presente concorso, autorizzano l’Associazione TraccePerLaMeta a pubblicare le proprie opere sull’antologia, rinunciando, già dal momento in cui partecipano al concorso, a qualsiasi pretesa economica o di natura giuridica in ordine ai diritti d’autore ma conservano la paternità delle proprie opere.

14 – Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al presente concorso, accettano integralmente il contenuto del presente bando.

Per qualsiasi informazione in merito al presente bando di concorso, si consiglia di avvalersi dei seguenti contatti:

www.tracceperlameta.org

info@tracceperlameta.org

 

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Primo Concorso TraccePerLaMeta – sezione narrativa

Primo Concorso Letterario  di Narrativa

“TraccePerLaMeta”Edizione 2012

 

              (con scadenza  10 maggio 2012)

“… e infine uscimmo a riveder le stelle.”

       “… puro e disposto a salire a le stelle.”

              “… l’amor che move il sole e l’altre stelle.”

Dante Alighieri, padre della letteratura italiana, conclude le tappe del suo cammino dell’anima alzando gli occhi al cielo e beandosi alla vista delle stelle che illuminano la notte degli uomini e  ispirano i versi dei poeti.

Il concorso è aperto a racconti ispirati a questi versi di apertura o a tema libero.

- Possono partecipare tutti coloro che sono residenti in Italia o all’estero, ma si ammettono soltanto opere scritte in lingua italiana.

 Ciascun autore può partecipare al presente concorso inviando un racconto che non potrà superare 7 cartelle (12.600 battute spazi compresi). Gli autori si assumono ogni responsabilità in ordine alla paternità degli scritti inviati, esonerando l’Associazione TraccePerLaMeta da qualsivoglia responsabilità anche nei confronti dei terzi. Le opere possono essere edite o inedite, purché non siano state premiate in altri concorsi, e gli autori devono dichiarare di possederne a ogni titolo i diritti.

- Per partecipare al presente concorso ciascun autore dovrà inviare la propria opera e la scheda di partecipazione in formato digitale (file in Word) all’indirizzo di posta elettronica info@tracceperlameta.org  o in cartaceo a: Associazione Culturale TraccePerLaMeta, Via Oneda 14/A, 21018 –Sesto Calende (VA) specificando sulla busta “Premio Concorso Letterario di Poesia” entro e non oltre la data del 10 MAGGIO 2012.

- Non verranno accettati testi che presentino elementi razzisti, pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, alla violenza, alla discriminazione di ciascun tipo.

- Ciascun autore, nell’allegato contenente le proprie opere, deve inserire il proprio nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, indirizzo e-mail, la sezione alla quale intende partecipare, la dichiarazione che l’opera   è frutto esclusivo del proprio ingegno, la dichiarazione che l’autore ne detiene i diritti  e l’espressa autorizzazione al trattamento dei propri dati personali ai sensi del D.lgs. n. 196/2003, compilando la scheda allegata al bando.

- La partecipazione è gratuita per gli iscritti all’Associazione Culturale TraccePerLaMeta. Per tutti gli altri partecipanti  si richiede una tassa di lettura di euro 10. Il pagamento potrà essere effettuato:

a)      mediante bonifico postale: IBAN: IT-53-A-07601-10800-0010042176 08 intestato a Associazione Culturale TraccePerLaMeta, inserendo come CAUSALE DEL PAGAMENTO: Nome e Cognome e riferimento al concorso “TPLM  -10.05.2012”. Copia del versamento dovrà essere allegata all’invio dell’opera. In caso contrario l’opera a concorso non sarà esaminata.

b)      mediante versamento su conto corrente postale 01004217608 intestato a Associazione Culturale TraccePerLaMeta, inserendo come CAUSALE DEL PAGAMENTO: Nome e Cognome e riferimento al concorso “TPLM  -10.05.2012”. Copia del versamento dovrà essere allegata all’invio dell’opera. In caso contrario l’opera a concorso non sarà esaminata.

c)      inserendo la quota di partecipazione in contanti in una busta assieme ai materiali in cartaceo.

- La Giurianominata dall’Associazione Culturale TraccePerLaMeta è formata dai soci fondatori e da un comitato di lettura di cui si darà conto in sede di premiazione; il giudizio è insindacabile.

- Verranno proclamati un vincitore, un secondo e terzo classificato. A giudizio della commissione giudicante potranno essere segnalati anche altri autori. Al primo classificato sarà assegnato un premio in denaro di 100 euro e una pergamena miniata a mano. Al secondo e terzo classificato una pergamena miniata a mano. A tutti i concorrenti presenti alla premiazione verrà donato un attestato di partecipazione personalizzato.

- La premiazione avverrà il giorno 23 giugno. Ulteriori precisazioni sul luogo e sull’ora verranno comunicate a tutti i partecipanti.

- I vincitori saranno avvisati telefonicamente e via mail; il premio in denaro verrà consegnato soltanto al vincitore o a un suo delegato.

- E’ altresì prevista la realizzazione di un’antologia che raccolga le migliori opere  pervenute. A tal propositola Giuriaselezionerà i 10 racconti migliori; agli autori selezionati verrà richiesto l’acquisto del testo, il costo, a copertura delle spese per ogni copia, comprese le spese di spedizione, sarà di euro 10. Ogni copia in più ordinata sarà scontata del 30%.

- Gli autori, per il fatto stesso di inviare le proprie opere, dichiarano di accettare l’informativa sulla Privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196 del 30 giugno 2003.

- Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al presente concorso, autorizzano l’Associazione TraccePerLaMeta a pubblicare le proprie opere sull’antologia, rinunciando, già dal momento in cui partecipano al concorso, a qualsiasi pretesa economica o di natura giuridica in ordine ai diritti d’autore ma conservano la paternità delle proprie opere.

- Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al presente concorso, accettano integralmente il contenuto del presente bando.

Per qualsiasi informazione in merito al presente bando di concorso, si consigli di avvalersi dei seguenti contatti:

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“Le danze del tempo” di Martino Ciano, recensione a cura di Lorenzo Spurio

Le danze del tempo

di Martino Ciano

con prefazione di Tania Paolino

Roma, Arduino Sacco Editore, 2011

ISBN: 978-88-6354-372-8

Pagg. 143

 

Recensione a cura di Lorenzo Spurio

  

“La sua droga perfetta era il passato” (pag. 51).

 

Confesso senza remore che i romanzi di guerra o che comunque fanno riferimento a particolari momenti storici di conflitto o di ribellioni non sono il mio forte ma ho accettato con piacere di leggere il romanzo di Martino Ciano, scrittore esordiente calabrese, grande studioso di storia. Dopo un’interessantissima nota di prefazione curata da Tania Paolino, nella quale si sottolinea soprattutto il valore del tempo nel romanzo, la lettura si snoda attraverso una serie di capitoli che in esergo riportano citazioni tratte dalla Bibbia. La storia contenuta nel romanzo è triste e inumana, come lo sono tutte le storie di guerra. Martino Ciano mette in scena non tanto il dolore e la devastazione degli oppressi ma il cinismo e la spregiudicatezza di coloro che si credono superiori, invincibili, potenti sopra ogni cosa. Di coloro che credono di poter decidere le sorti degli altri quando invece questo è un compito che appartiene solo a Dio.

Il setting iniziale con il quale si apre la storia è Auschwitz, luogo che non necessita di presentazioni. E’ il 1944 e al lager arrivano deportati dalle varie zone della Germania. Siamo, però, come narra la storia, alle ultime battute del regime hitleriano. Il tenente Karl Von Kliest, “l’immagine del perfetto ariano” (pag. 21), si rende colpevole di una serie di violenze e crudeltà tra cui l’uccisione dell’ebreo Jacob e di suo figlio Ismael, nomi che ricordano importanti personaggi biblici. Von Kliest rappresenta la Germania nazista, è un prepotente convinto degli ideali della purezza della razza; decide e manda a morte chi vuole arrogandosi un compito che non gli appartiene. E’ un piccolo Hitler, anzi forse addirittura più potente di Hitler che, come si è detto, ormai si trova nella sua fase calante. Ciano scrive, infatti, “Hitler ormai è finito. Ha paura anche di se stesso” (pag. 26).

Ma come narra la storia, lentamente le cose volgono male per i nazisti e le armate russe fanno il loro ingresso in Germania minacciando Berlino che poi riescono ad assediare. Il tenente viene mandato a Berlino dove, assieme ad altri gerarchi valorosi, è tenuto a organizzare la difesa della città. Non ci riusciranno e tra tanta morte e distruzione il tenente riuscirà a salvarsi e mettersi in fuga. L’impressione che ho avuto è che Ciano sottolinei di continuo l’impossibilità di salvezza per i deboli, i poveri, gli emarginati e sfruttati e di contro l’invincibilità, la salvezza dei cattivi, dei criminali quasi come se Dio osservasse tutto di nascosto e neppure lui riuscisse a regolare gli eventi.

Ma quando la Germania è ufficialmente caduta e con essa lo spregiudicato regime, allora le cose cambiano e non c’è più posto per i crudeli nazisti che prima hanno dominato la scena. Chi fugge, chi si salva, chi si converte, chi si pente, chi si autoelimina, chi nascosto rimane convinto delle proprie idee. Von Kliest decide di farsi fuori. Non riesce a sopportare di vivere in una società che non risponde più ai suoi ideali, ai progetti della sua gente. Non accetta la sconfitta. Non vuole lasciarsi uccidere dai rossi e lasciare che il proiettile delle loro pistole macchi quel corpo ariano e ne sconsacri l’essenza. Si punta la pistola alle tempie ma solo in quel momento, similmente a una pistola scarica nel celebre Gli Indifferenti di Moravia, scopre che i colpi sono finiti. E’ un caso? E’ una vendetta del destino? Non lo sappiamo fino a che non continuiamo nella lettura. La mia idea è che il non poter morire del tenente sia una sorta di pena divina silente come avviene al vecchio marinaio dell’omonima ballata di S.T. Coleridge. Ma come sempre la vita è fatta di un prima e un dopo, un passato e un presente. Ci troviamo ora a Colonia, città natale del tenente, nel 1962. La guerra è finita da tempo, sono trascorsi anni difficili e la ricostruzione del paese è stata lenta e dolorosa. La guerra non solo ha cambiato i luoghi, distrutto le case e annientato intere famiglie, ma ha contribuito a incrinare le psicologie dei sopravvissuti, rendendoli deboli, incurabili in virtù dei traumi subiti. Il tenente, seppur anziano, mantiene in un certo senso la sua integrità di sempre; “La sua anima ancora ricordava il passato, lo desiderava” (pag. 50), scrive Ciano. Sappiamo bene che chi vive del passato è un uomo che non è in pace con se stesso, nostalgico, solo, inattuale e pericoloso. E ancora una volta Karl si identifica con il marchio della dissolutezza, della perversione e dell’immoralità: è nazista nell’anima, alcolista, misogino, violento, tradisce la moglie e ancora a distanza di anni non riesce ad accettare (e forse a comprendere) che la sua Germania gloriosa non c’è più e che gloriosa non lo è mai stata: “ma io ci credo ancora” (pag. 56), confida a un suo vecchio amico.

La costruzione antitetica dei personaggi che popolano il romanzo esemplifica questa struttura manichea del mondo: i nazisti contro gli ebrei, i tedeschi contro i bolscevichi, il Bene e il Male, l’umano e l’animalesco, Dio e Satana, l’amore verso l’altro e l’amore verso se stesso, la ragione e la forza, l’io e l’altro. Ma in fondo non sono rilevanti nomi, luoghi, anni e altre caratterizzazioni che ci consentono di inserire la storia in un particolare momento perché una storia di guerra è metafora di ciascuna guerra, sia essa europea o a noi lontana.

Il tenente Von Kliest vive in una dimensione che è fatta di ricordi del passato, di memorie, di progetti e idee che nel passato non hanno preso corpo e il suo presente non è che un passato onnipresente che non annuncia mai a dar la staffetta a quel presente liquido, attuale, al momento. E’ un uomo che mentalmente è già morto e sepolto da decenni, come la sua ideologia, ma che vive in un corpo regredito e involuto. E’ espressione più chiara dell’imbarbarimento della società, dell’illusorietà della superiorità dei potenti sui deboli, del ritorno forzato a un sistema tirannico, prepotente, insano, chiaramente impopolare e inattuale per il suo tempo. E’ un ritorno allo stato di natura, a quella selvaggia e primordiale. Ma anche per lui arriva il momento della resa dei conti: la presa di coscienza, il pentimento, il rimorso, la paura del suo passato. Guardando sua figlia Martha, infatti, non può far a meno di ricordare gli innocui occhi di Ismaele, un bambino ucciso anni prima solo perché ebreo e perché aveva inveito contro di lui per difendere suo padre. E così Karl finisce per “[essere] stuprato da quei ricordi seppelliti” (pag. 59). Ciano impiega un linguaggio freddo, diretto, tagliente e crudo che, però, ben lontano da avere l’intenzione di scioccare, è perfettamente in linea e adeguato a quando va narrando: violenze, nefandezze, stupri, desolazione, rotture, abbandoni, sia fisici che metaforici.

E poi segue il sogno-incubo in cui Karl si vede di fronte a Jacob e Ismael, prova paura e rimorso e l’avvenimento onirico è di sicuro espressione inconscia del fatto che Karl non ha ancora fatto pace con se stesso, con il suo passato che, invece, ritorna a ossessionarlo, minacciarlo, indebolirlo e ad accusarlo per ciò che in assenza di un minimo di raziocinio tanti anni prima ha fatto per asservire un’ideologia assassina. Verso il finale dell’opera tanto egoismo e sicurezza di sé lasciano, però, il posto all’insicurezza, alla debolezza e alla dannazione del personaggio che anni prima si è macchiato di ignominiosi crimini; il suo passato crudele si mischierà al suo presente, alle vicende quotidiane della sua famiglia e proprio all’interno di questo universo si compirà una sorta di vendetta che, troppo pesante da sostenere, lo condurrà a un suicidio (ipotizziamo), questa volta con esito. Ciano condensa il tutto in una frase: “Solo vivendo si comprende la morte, solo peccando si comprende l’espiazione” (pag. 138). C’è una sorta di comprensione e di animo cristiano in questo: il perdono e l’espiazione alle colpe sono sempre disponibili e alla portata di tutti, efficaci solo se l’individuo è capace di crederci veramente.

Ciano ci accompagna in un viaggio doloroso, inserendo le intere vicende narrate in una precisa cornice storica che evidenziano la sua passione e competenza in tale ambito e ci consegna una parabola sulla cattiveria, sulla condizione del cuore umano macchiato dalla colpa. Karl Von Kliest è fratello di Kurtz di Heart of Darkness, e pertanto non è altro che l’espressione più pregnante di quel cuore di tenebra che attanaglia l’umanità.

 a cura di Lorenzo Spurio

E’ SEVERAMENTE VIETATA LA RIPRODUZIONE E LA DIFFUSIONE DI STRALCI O DELL’INTERA RECENSIONE SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTORE.

E’ uscito in nuovo numero della rivista “Segreti di Pulcinella”

Il nuovo numero della rivista, in numero 37, dedicato al tema dei “Numeri” contiene testi di:  Massimo Acciai, Lorenzo Spurio, Sandra Carresi, Marco Bazzato, Andrea Cantucci, Stefano Gecchele, Iuri Lombardi, Gavino Ortu, Rossana D’Angelo, Alessandra Ferrari, Emanuela Ferrari, Maria Lenti, Cesare Lorefice, Luca Mori, Ivana Orlando, Gilbert Paraschiva, Ivan Pozzoni, Gabriele Serpe, Marzia Carocci, Anna Maria Volpini, Michela Zanarella, Aurelian Sorin Dumitrescu, Marius Viorel Girada, Ioana Livia Stefan, Alessandro Rizzo, Paolo Filippi, Mario Gardini, Maria Antonietta Nardone, Luca Mori, Alessandro Pellino, Paolo D’Arpini.

La rivista può essere letta online sul sito, http://www.segretidipulcinella.it oppure scaricarla in formato pdf, collegandosi qui.

Il prossimo numero della rivista avrà come tema “Il razzismo”. I materiali dovranno essere inviati alla mail del direttore massimoacciai@alice.it o a quella di redazione segretidipulcinella@hotmail.it entro e non oltre il 31 Maggio 2012.

 

 

“Meditazioni al femminile” di Michela Zanarella, recensione a cura di Lorenzo Spurio

Meditazioni al femminile

di Michela Zanarella

con introduzione di Donatella Bisutti

con prefazione di Giuseppe Neri

Sangel Edizioni, 2012

ISBN: 9788897040750

 

Recensione a cura di Lorenzo Spurio

 

Michela Zanarella, poetessa di origine veneta ma da anni attiva nella Capitale, torna con una nuova e interessante silloge di poesie. Dopo Sensualità, edita da Sangel Edizioni, in cui la Zanarella intendeva dipingere una femminilità calda, accogliente e sensuale, arriva Meditazioni al femminile, che il noto poeta napoletano Luciano Somma non ha mancato di avvicinare alla poetica della Merini. Ritengo che paragoni di questa natura sono sempre azzardati e pericolosi ma c’è di sicuro nella poesia della Zanarella una predisposizione ad affrontare temi, soggetti e ambiti che furono particolarmente cari alla grande poetessa milanese.

La parola “meditazioni” nel titolo del libro può far pensare che quello che ci apprestiamo a leggere sia una sorta di prosa ragionata, una scrittura attenta, frutto di ricerca e di sperimentazione. In realtà è tutt’altro. Le meditazioni che la Zanarella fa nel corso di questo libro sono di carattere intimistico, profondo, personale; hanno la volontà di riferirsi alla donna in quanto tale, al suo rapportarsi con il mondo e, soprattutto, con l’altro sesso. Si respira sfogliando le pagine una sensibilità che abbiamo già conosciuto con Sensualità anche se, per certi versi, si individua qui una certa maturità, non espressiva, ma tematica. Il percorso che la Zanarella ci fa fare coinvolge le varie sfere sensoriali e si appella in maniera pacata al lettore affinché questo le impieghi nella lettura, per poterne condividere a pieno l’espressività.

La poesia della Zanarella parte spesso dalla descrizione fulminea e al tempo stesso vivida di elementi naturali, il mare, il sole, i fiori che, piuttosto che darle un’impronta modernista, servono per istituire una serie di parallelismi con la vita dell’uomo. La poetessa esplica l’amore per il suo uomo ricorrendo direttamente ad appelli ed esortazioni in cui la dea Madre, è espressione a sua volta di quella forza impetuosa, continua e rigenerante. E’ una ricerca questa che non conosce limiti e che consente alla poetessa di sognare a occhi aperti e desiderare anche l’impossibile: «voglio esplodere di te/ e sapere il sapore/ del mare» scrive nella lirica che apre la raccolta. Ma in fondo sappiamo bene che in poesia nulla è impossibile e così, con questa prospettiva dobbiamo leggere le poesie della Zanarella che traboccano di gemiti, respiri che si incontrano, “morsi d’amore”, sguardi, baci e momenti d’affetto.

Come avevo avuto modo di osservare nella recensione di Sensualità, nella poetica della Zanarella, le parole si impersonificano: l’amore sembra essere una sorta di divinità onnipresente che tutto può; il Destino viene invocato come una sorta di protettore o altre volte come un’entità capace di volgere le cose come le desideriamo. «[C]onsumeremo il cielo/ gocciolando innamorati sui marciapiedi/ del destino» scrive nella lirica “Insieme oltre”,  la più bella dell’intera raccolta. Nella silloge ci sono, inoltre, poesie ispirate e dirette a persone care della Zanarella così come alla sua città d’origine, Padova, citata direttamente in varie liriche. Bellissimo l’omaggio a Pasolini: «Tradito come un autunno / in maledizione / è stato il tuo canto di verità. / Non si accorsero che assassinando / un guscio secolare di saggezza /  estirpavano fiore universale di poesia» e curioso il ricordo del pontefice Giovanni Paolo II.

E’ la natura che ritorna di continuo, quasi a descrivere una sorta di leitmotiv dell’intera silloge, «mi allaccio al vento, mi abbandono al fuoco» scrive in “Mi incateno alle origini”. Meditazioni al femminile è una riuscita celebrazione dell’amore fisico e dalla sua realizzazione a livello inconscio, dell’erotismo, della voglia di amare e farsi amare, della ricerca di un senso alla vita. E’ un incrocio continuo di due divinità importanti: Gea ed Eros. Si uniscono, dialogano tra loro, a volte addirittura si eguagliano divenendo una divinità unica. Ed è forse nella chiusa della poesia “Fango e radici” che ci capacitiamo di come la Zanarella riesca a fondere i due elementi, quello della natura incontaminata e quello della natura umana: «Ci incontriamo nel petto della stessa terra, / fango e radici / per un nuovo germoglio».

a cura di Lorenzo Spurio

E’ SEVERAMENTE VIETATA LA DIFFUSIONE E LA RIPRODUZIONE DI PARTI O DELL’INTERA RECENSIONE SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTORE. 

 

 

 

 

 

“Il terrazzino dei gerani timidi” di Anna Marchesini

LA TIMIDEZZA LETTERARIA

articolo di ANGELA CRUCITTI

Anna Marchesini non finisce mai di stupirci. Da attrice comica nel celebre Trio a fianco di Solenghi e Lopez a regista di drammi teatrali fino a scrittrice di un romanzo “timido”. L’esordio letterario della Marchesini si intitola Il terrazzino dei gerani timidi e racconta, attraverso lo sguardo di una bambina, la vita di tutti i giorni e la preparazione alla Prima Comunione. La descrizione centellinata dei gerani con cui esordisce la narrazione allarga il campo alla casa e poi al mondo che la bambina, protagonista di cui non si conosce il nome, abita. E lo abita tristemente, a causa di un fanciullesco fioretto esaudito in occasione della malattia della madre. Campeggia su tutte le altre figure quella della mamma, che insegna alla figlia una vita di quotidiano sacrificio, di contenimento della gioia. E’ un vero e proprio inno all’infelicità, il romanzo; non ci sono scoppi di gioia in questa narrazione che vuole imitare il pensiero bambinesco e non ci riesce: le lunghe frasi, che si srotolano per cercare di raccogliere ogni particolare del circoscritto mondo, cercano di imitare il linguaggio senza senso e confusionario dei bambini, costruendosi senza ordine logico apparente, tralasciando segni di punteggiatura importanti, ma falliscono nell’intento per i vocaboli esageratamente aulici e ricercati. Inoltre i pensieri sulla morte e sulla vita che le frasi traducono sembrano essere troppo complicati anche per un adulto. Non è un libro facile, è stancante e si finisce spesso per incespicare nei periodi ridondanti, ma a volte si aprono per il lettore dei piccoli spiragli di ironia bambinesca. Come il gioco ingenuo tra la bimba e il suo cugino più grande che creerà ulteriore ansia alla protagonista, convinta, giocando al dottore e alla paziente, di aver commesso un peccatuccio di lussuria e giusto poco prima di ricevere il sacramento della Comunione. Non si potrà che sorridere dolcemente e malinconicamente, di quel sorriso che hanno i grandi nei riguardi di certe ansie infantili. Se si continua nella lettura, si viene ricompensati dalla storia lacerante di Terenzio, un vecchio signore dagli occhi «che si erano spinti a guardare oltre l’orizzonte» e che decide, dopo la morte del figlio, di dimenticarsi di tutto, anche di se stesso, e dal liberatorio episodio di Suor Giuseppina che scoprirà di poter vivere ancora e davvero attraverso la musica. Infine, se si è abbastanza pazienti da arrivare fino in fondo al romanzo, sarà svelato qualcosa che riscatta la pesantezza dell’intreccio: la bimba scopre l’amore per la letteratura e la lettura e si ripropone di scrivere un libro per ripercorrere e custodire il lungo tragitto che l’ha portata alla letteratura, vista come unica fonte di gioia.

Il libro della Marchesini è un libro timido e come per tutti i timidi bisogna avere pazienza per imparare a conoscerlo e apprezzarlo. E per arrivare alla fine.

Angela Crucitti- www.britomarti.wordpress.com

ARTICOLO PUBBLICATO SU RICHIESTA E CONCESSIONE DELL’AUTRICE.

Sandra Carresi e Anna Maria Folchini Stabile a TV2000, 28-02-2012

Le amiche e scrittrici SANDRA CARRESI e ANNA MARIA FOLCHINI STABILE ieri mattina alla trasmissione “Nel cuore dei giorni” su TV2000. Di seguito la conversazione sull’amicizia:

Tavola rotonda sul romanzo “Qualche lontano amore” di Carla De Bernardi

Domani, 23 febbraio, dalle 18,30 alle 18,33 alla Casa di Vetro 

  via Luisa Sanfelice 3 (Tram 12 e 14 e linea bus 90/91-fermata Molise)

www.lacasadivetro.com

 

prima della “Tavola Rotonda”  sul romanzo “Qualche lontano amore”  di Carla De Bernardi (Mursia,2011) a cui parteciperanno Maria Cristina Koch (psicoterapeuta e saggista), Francesca Zanasi, avvocato matrimonialista e titolare della rubrica “Finchè amore non vi separi” su Vanity Fair e Antonio Steffenoni (scrittore di “Ragazze” e “Meglio andare lontano”), Anteprima Mondiale della commedia  “L’Altra” con due grandi protagonisti, Margò Volo, attrice diplomata al Piccolo di Milano e Mario Traverso, avvocato e attore del Teatro di Eduardo.

 

Rigidamente tratto dal Romanzo in 1 pagina, 17 parole, 89 caratteri spazi esclusi, 99 caratteri spazi inclusi,7 paragrafi, 9 righe

   di Carla De Bernardi

“Eden” e “Ad Lucem” di Alessandro Cortese

Alessandro Cortese è nato a Messina nel 1980. A Pescara lavora come insegnante per la scuola media e superiore. Nel Gennaio 2008, la casa editrice milanese Arpanet decide di pubblicargli il racconto: “Vita e ricordo di Mary Ann Nichols. Prostituta” sul volume “Concept – Storia”, un primo contatto che permette allo scrittore e alla redazione  di conoscersi.

È nel Luglio del 2010 che, sempre per Arpanet, l’autore pubblica il suo primo romanzo, Eden, in cui la storia della Creazione viene riscritta mantenendo i propri punti fermi ma assumendo connotati sostanzialmente diversi. L’opera è premiata da pubblico e critica, i quali hanno apprezzato l’impostazione pirandelliana che l’autore ha impresso al romanzo. Eden è un’audace reinterpretazione della Storia della Creazione e del Giardino dell’Eden dal punto di vista degli angeli. Un gruppo di ribelli, tra insospettabili tradimenti ed enigmatici spiriti, decide di scoprire che cosa significhi libertà. Con un linguaggio dal sapore antico e ricco di riferimenti biblici e un’impaginazione in lettere capitali, Alessandro Cortese rivoluziona la lettura della Genesi, proiettando il lettore verso l’identificazione con Lucifero, custode della luce di Eden. Un ribaltamento che seduce, invertendo l’eterna dialettica tra bene e male.

Il nuovo romanzo di Cortese, che uscirà nel dicembre del 2012 sarà intitolato Ad Lucem. La nuova narrazione si apre dopo la caduta del primo uomo e della prima donna e la cacciata degli angeli ribelli dal paradiso. A metà strada tra un romanzo di genere mistico ed uno fantastico, Ad Lucem si sviluppa osservando la trasformazione di un angelo in soldato, da capo rivoluzionario fedele ai propri credo libertini a dittatore capace di sfruttare tutto e tutti in nome d’un disegno personale. Allusioni all’attuale modo di far politica dei governi mondiali sono la scenografia davanti alla quale monta il tema centrale della vendetta, rendendo l’epopea di Lucifero totalmente diversa, ma mai stonata, rispetto a quanto è noto su questa importante figura non solo religiosa ma anche culturale.

 

COMUNICATO FORNITO DALLO STESSO AUTORE.

 

 

La cultura si arricchisce con TraccePerLaMeta

E’ nata TraccePerLaMeta, un’associazione culturale con sede a Sesto Calende (Varese) ma che non intende avere limiti di distanza geografica. L’idea è nata da un ristretto gruppo di persone, accomunate dall’amore verso la cultura e la scrittura. Come sancito nello Statuto dell’Associazione, regolarmente iscritta, tra i suoi obiettivi c’è la diffusione della cultura artistico-letteraria e la volontà di essere luogo d’incontro e aggregazione.

L’affiliazione all’Associazione offre una serie di servizi quali la partecipazione attiva ad incontri, convegni e conferenze, la possibilità di usufruire di editing e lavori di recensione/prefazione per le proprie opere, delle agevolazioni su eventuali gite organizzate e su concorsi letterari organizzati. Le modalità per associarsi o per rinnovare la propria affiliazione sono indicate sul sito ufficiale dell’Associazione, www.tracceperlameta.org dove pure si potrà venire a conoscenza delle varie attività ed eventi promossi dalla stessa.

L’Associazione intende incentivare un clima culturale attento e condiviso, portare al centro degli interessi delle persone il valore della parola, l’analisi del proprio vissuto, la riscoperta dell’animo poetico e di ogni altra espressione artistica.


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