3- Scrivono di me

Su “Flyte & Tallis”, la critica ha scritto:

copertina solo frontMonica Fantaci: “Ogni filo vitale che tracciano McEwan e Waugh viene menzionato da Lorenzo Spurio, garantendo una specifica sequenzialità dei fatti, attraverso una narrazione e una spiegazione del tutto particolare, perché si evince una grande capacità di investigare, interrogare, interpretare le due opere, per confrontarle, per equipararle e, infine, dirigerle verso una riflessione univoca sui personaggi disegnati dal loro ideatore”.

Sara Grosoli: ”   L’indagine di Spurio evidenzia l’ampia quota di riferimenti letterari presenti nelle due opere, sottolineando la volontà degli autori di affiliare la propria creazione alla tradizione umanistica britannica. [...] “Flyte & Tallis” è lettura stimolante, un utile compendio per chi ha già letto questi romanzi e desidera avere maggiori informazioni sul percorso creativo dei loro autori e sul patrimonio letterario di cui sono eredi.

 

 

Su “La metafora del giardino in letteratura”, la critica ha scritto:

Anna Maria Folchini-Stabile: “La lettura agevole e la scrittura apparentemente leggera sottintendono, invece, un lavoro di analisi e documentazione che spazia nella storia letteraria e testimonia in modo colto quanto nelle opere oggetto di analisi è scritto. Non  è, quindi, un’opera semplice, ma è un’opera di facile consultazione, un florilegio, un grande giardino, appunto, di cui gli Autori sono abili giardinieri”.

Marzia Carocci: ”Sarà un viaggio attraverso i giardini in decadenza, giardini poveri di alberi, di fiori e di verde, giardini sfarzosi e incredibilmente vasti, giardini sterili e di cemento, giardini rigogliosi e prosperi. [...] Un libro che può dare mille risposte, a secondo di cosa un lettore cerca: conoscenza?, curiosità?, riflessione?. Senza dubbio Lorenzo Spurio e Massimo Acciai, ci aprono una finestra nella visione totale di un pensiero e a tante considerazioni che , forse, senza questo libro, non ci avrebbero  neppure sfiorato!”.

 

Su “Jane Eyre, una rilettura contemporanea”, la critica ha scritto:

Diletta Nespeca: “Il viaggio che Lorenzo ha intrapreso lungo le righe di “Jane Eyre” e le opere di riscrittura ( “Il gran mare dei Sargassi”, “La bambinaia francese” e “Charlotte –l’ultimo viaggio”), è un paziente e complesso lavoro di “rammendo” che sicuramente valeva la pena intraprendere.

Mauro Biancaniello: “Un saggio “diverso”, adatto davvero a chiunque, anche a chi non ha letto nessuna delle opere che Spurio cita. Anche perché egli riesce perfettamente a darci uno sguardo complessivo su ogni libro, lasciando comunque il lettore intrigato a prendere (o a riprendere) in mano una di queste letture”.

Sandra Carresi: “In quest’era di elettronica e di rincorse, dove spesso il dio danaro viene valorizzato più in testa che in tasca, se da un lato mi è familiare la lettura  di un capolavoro come Jane Eyre, classico della letteratura inglese, dall’altro, mi coglie piacevolmente sorpresa la minuziosa analisi e ricerca che il giovane Spurio ha saputo portare alla luce con eleganza e modernità”.

 

Su “Ritorno ad Ancona e altre storie”, la critica ha scritto:

Marzia Carocci: “Libri come questo, hanno il potere di allargare la mente del lettore e donare sogni d’aspettativa dove lo sguardo si posa oltre ciò che l’occhio vede; va oltre l’ombra, posandosi sui colori della speranza, della consapevolezza dove a volte ci sfiorano opportunità uniche e irripetibili. Quattro mani che hanno saputo tessere una trama ricca d’ episodi, esaltando una morale unica alla vita: il valore del sentimento”.

Monica Fantaci: “Gli autori marcano il valore dell’amore spontaneo, vissuto negli attimi, senza pensare a ciò che c’era prima e a ciò che verrà dopo, focalizzando l’attenzione sui momenti del presente, perché le persone e le cose fuggono insieme al tempo e possono essere fermate attraverso il sogno e il ricordo”.

Michela Zanarella: “Lorenzo Spurio e Sandra Carresi tracciano un reportage sulle tappe della vita e sul significato che ogni gesto ed azione possono assumere nel tempo”.

Ilde Rampino: “Questo libro diviene la voce di due anime che si sono incontrate sulle parole di pagine che esprimono sentimenti in cui tutti possono riconoscerci”.

Rita Barbieri: “Un collage di storie quotidiane, di esperienze comuni e di personaggi non archetipici che conduce, attraverso una prosa essenziale e ordinata, alla scoperta di un sottotesto personale e individuale, valido per ogni lettore. Una lettura sobria, semplice e piacevole, per questo consigliata”.

Luciano Domenighini: “Un fitto ordito, minuzioso e incalzante, di dettagli ambientali, “storici”, psicologici, l’analisi meticolosa della gestualità dei personaggi e la logica serrata che ne interpreta l’agire,  irretiscono e ammaliano il lettore calandolo in una dimensione tutta femminile”.

Santina Russo: “Una narrazione semplice e lineare, impreziosita da dettagli minuziosamente descritti, assicura al lettore una lettura piacevole e rilassante. Alla fine si ha quasi l’impressione di aver letto nei diari di questi personaggi, che hanno confidato i loro sentimenti al lettore, il quale non può non sentirsi partecipe dei loro eventi”.