Sensualità, poesie d’amore d’amare – Intervista a Michela Zanarella

INTERVISTA A MICHELA ZANARELLA

Autore di Sensualita’, poesie d’amore d’amare

Sangel Editore, Cortona, 2011

LS: Questa silloge poetica affronta il tema dell’amore in maniera molto intima. Quanto di personale, di riferimenti autobiografico c’è?

MZ: Considero Sensualità una raccolta poetica molto intima e personale. Ho racchiuso in versi tutta la mia sensibilità femminile, mettendomi a nudo davanti al lettore, senza paure. Questo libro nasce come promessa d’amore al mio compagno. Ho voluto gridare al mondo tutta la purezza e l’autenticità di un sentimento forte e prorompente. Ogni poesia rappresenta un frammento di vissuto; ogni espressione appartiene ad emozioni profonde e reali.

LS: Nelle liriche c’è una presenza fissa che è quella del destino. Come dobbiamo intendere questo concetto, in maniera religiosa come “disegno provvidenziale” oppure come semplice casualità?

MZ: Secondo me ogni situazione avviene per un disegno già tracciato; gli stessi incontri che facciamo nel corso della nostra esistenza non sono e non possono essere casuali. Vedo la poesia come un dono che mi è stato affidato, una sorta di concessione divina. Ogni istante è un bene unico e prezioso che Dio mi offre per renderlo speciale. Scrivere è dunque salvezza e protezione per mente e spirito.

LS: Alcune scene che dipingi magistralmente nella tua poesia sono cariche di erotismo. Mi sono spesso imbattuto in persone che considerano il sesso come un tema troppo basso per essere inserito nella letteratura, tanto meno in poesia. Credi che a tutt’oggi nella cultura letteraria italiana o mondiale ci siano tabù nel trattare un certo tipo di scene e se si perché?

MZ: Trattare temi legati alla sessualità e all’amore fisico in letteratura non è semplice, infatti ancora oggi ci sono tabù e paure quando si affrontano certi argomenti. Non dobbiamo però dimenticare che negli scritti antichi ci sono chiari riferimenti all’amore sensuale, esempi concreti sono i miti greci con Saffo ed i racconti di Le mille e una notte. Lo stesso Cantico dei Cantici contenuto nella Bibbia viene considerato “poesia erotica”. Nel terzo millennio ancora si fa fatica ad accettare la letteratura erotica; uno scrittore cinese, Yan Lianke, ha visto mettere al bando la sua opera, Servire il Popolo, perché narrando il periodo della Rivoluzione Culturale del 1966-76 parla di sesso. La società odierna non è del tutto educata al sesso come concetto naturale e spontaneo dell’individuo. Ho scelto di scrivere d’amore e di sensualità, per liberarmi da pudore e timidezza. Spero di aver creato un libro dalla buona intensità emozionale.

LS: Ci sono autori in particolare ai quali ti sei rifatta nella stesura di questa silloge? Quanto pesano per te i classici della letteratura? Qual è il tuo poeta preferito?

MZ: Non mi sono rifatta ad altri autori per la stesura della silloge, ho cercato di mantenere un mio stile, fatto di immagini, suoni, colori ed odori. I classici della letteratura sono sicuramente una guida per la scrittura, anche se devo ammettere che provo ad essere indipendente dai grandi maestri. Tra i poeti che preferisco ci sono Salvatore Quasimodo, Pier Paolo Pasolini, Alda Merini. Leggo anche poeti meno noti ed emergenti. Sono molto legata alla figura di Pasolini, ho fatto uno studio approfondito sulla sua scrittura e sulla sua vita. Non a caso è stato una figura intellettuale che ha anticipato i tempi. Pasolini ha condotto un’inchiesta dove per la prima volta si parlava di sessualità, alla telecamera furono intervistate persone comuni che esprimevano il loro pensiero su prostituzione, divorzio, rapporti sessuali.

LS: Nella tua scheda biografica ho letto che stai scrivendo un romanzo. C’è da chiedersi perché una poetessa giovane come te abbia così in fretta il bisogno di cambiare metodi espressivi? Puoi anticiparci qualcosa sul romanzo?

MZ: Non è questione di fretta di cambiare metodi espressivi, la mia è più un’esigenza dettata dalla voglia di crescere anche in altri generi. Mettersi alla prova in ciò che si conosce meno, stimola ad una costante analisi delle proprie capacità. La poesia sarà sempre la base del mio scrivere, tentare con strade alternative, non significa abbandonare ciò che amo in modo viscerale. Il romanzo richiede una preparazione molto più attenta e profonda, è un genere di narrazione in prosa di una certa estensione, la poesia è sintesi, suono e ritmo. Preferisco non anticipare nulla del romanzo che sto scrivendo, ancora è in fase di sviluppo e voglio creare una certa curiosità nei lettori.

LS: Nella recensione che ho scritto con particolare piacere per la tua silloge mi sono soffermato su alcuni aspetti che, a mio modo di vedere, ritornano spesso durante tutta la raccolta. Uno di questi è il continuo riferimento a una materialità liquida, sia in relazione al paesaggio (ruscelli, mare) che ad esempio alle lacrime versate. Che senso dai a tutto questo?

MZ: L’acqua è l’elemento primordiale, dalla genesi dell’uomo alla natura che lo circonda. E’ come se mi sentissi legata in modo indissolubile a questo elemento, che ha dato vita a numerose tradizioni spirituali. Il mio segno zodiacale è un segno d’acqua, quindi credo che questa simbiosi non sia casuale. L’acqua è ciò da cui tutto nasce. Nella sua imprevedibilità possiede la calma, la gravità e la profondità, ha il potere di fecondare, è segno generatore nell’universo femminile, dal liquido amniotico alle lacrime.

LS: Il titolo della silloge, Sensualità, è già di per sé molto esplicativo evidenziando la carica erotica-romantica delle liriche. A questo hai sentito però di aggiungere un sottotitolo, Poesie d’amore d’amare. Perché?

MZ: Il sottotitolo è nato per dare maggiore concretezza al contenuto del libro, per garantire una maggiore chiarezza ad un concetto così vasto e  universale come la sensualità. “Poesie d’amore d’amare” diventa una sorta di gioco espressione-immagine tra l’amare ed il mare, ecco quindi il riferimento all’acqua, come elemento di vita e femminilità.

LS: Com’è maturata l’idea di scrivere questa raccolta di poesie? C’è stata una genesi particolare?

MZ: Questa raccolta è nata come dedica alla persona che amo, l’ho custodita per mesi, fino a quando ho trovato una casa editrice, la Sangel Edizioni, che mi ha accompagnato nella realizzazione di questo piccolo sogno. L’amore è diventato una sorgente a cui abbeverare la mente ed il cuore quotidianamente. Raccogliere in un libro tutte le poesie d’amore dedicate al mio compagno mi sembra  la migliore promessa per l’eternità.

LS: Per i giovani autori è spesso importante l’originalità e non ripetere temi e formule che si sono già adoperate per evitare il rischio di incorrere in critiche poco positive. Credi che un autore debba continuamente rinnovarsi nel suo stile e nei suoi temi o che possa mantenere un suo personalissimo e comunque originale “marchio di fabbrica” che lo contraddistingua?

MZ: Penso che un autore debba seguire un suo stile, non tralasciando comunque la possibilità di tentare altre forme espressive. Uno scrittore può essere sempre originale, anche non abbandonando le caratteristiche di formazione. Per quanto mi riguarda, posso dire che sono sempre alla ricerca di nuove frontiere, ma tengo ben salde le particolarità stilistiche che mi identificano.

LS: Nella nostra contemporaneità sono tutti scrittori. E’ un dato di fatto che ci sono più scrittori che lettori. La silloge poetica sembra conoscere, come genere, una grande diffusione e, forse, una minore attenzione critico-letteraria. Pensi sia difficile per un nuovo autore oggi imporsi sulla scena? Se si perché? Quali sono gli ostacoli maggiori?

MZ: E’ davvero difficile imporsi nel panorama letterario attuale, come tu stesso hai detto, ci sono più scrittori che lettori. L’importante penso sia scrivere perché si crede in se stessi e nel contenuto del libro che si propone, indipendentemente da un buon successo editoriale o meno. La poesia è un genere poco commerciale, è raro trovare un poeta emergente che riscuota consensi dalla critica e dal mercato librario.

Ringrazio Michela Zanarella per avermi concesso questa breve intervista.

Lorenzo Spurio

7 Luglio 2011

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