E’ uscito “News(paper) revolution. L’informazione online al tempo dei social network” di Umberto Lisiero

News(paper) Revolution – L’informazione online al tempo dei social network
di Umberto Lisiero
Fausto Lupetti Editore, 2012
PAGINE: 205
PREZZO: EURO 15.00
 
novita-newspaper-revolution-umberto-lisiero-L-hGhj6YNews(paper) Revolution è un saggio sulle modalità di approccio dei quotidiani alla Rete, su alcuni dei tratti distintivi del Web (multimedialità, ipertestualità, interattività…) e sul modo con il quale questi vengano sfruttati per diffondere le notizie. Nessuna ambizione di
riuscire a “imbrigliare” un mondo – quello online – sempre in continuo mutamento e sviluppo, quanto piuttosto una riflessione sullo scenario attuale e su come sia cambiato il modo di comunicare, sulle odierne sfide e sui nuovi strumenti a disposizione.
Il volume risponde alle esigenze sia dei professionisti del settore (giornalisti, docenti, responsabili PR e comunicazione) sia a quelle di studenti universitari e semplici lettori che vogliano approfondire e comprendere appieno le potenzialità della comunicazione online.
Il libro, frutto di uno studio dell’autore iniziato nel 2006, concilia la teoria con la pratica, per delineare i tratti della comunicazione online e chiarire le caratteristiche essenziali della Rete.
Il volume, con prefazione di Angelo Perrino (fondatore e direttore Affaritaliani.it), è strutturato in cinque sezioni. La prima è una breve introduzione sulle nuove tecnologie della comunicazione, la seconda è la cronistoria del giornalismo online, la terza sintetizza i cambiamenti del ruolo del giornalista, dell’editore e della redazione. La quarta sezione espone le caratteristiche salienti del quotidiano online mentre l’ultima analizza gli sviluppi futuribili del “quarto potere”. Chiudono il libro, come appendice, le considerazioni di Mario Tedeschini Lalli (vicedirettore, direzione Innovazione e Sviluppo, Gruppo Editoriale L’Espresso).
 
Umberto Lisiero – , nato a Padova, laureato in Scienze della Comunicazione indirizzo Giornalismo, Master in Comunicazione e Marketing Web & Nuovi Media, è co-founder di Promodigital, società acquistata nel 2010 da Ebuzzing, gruppo francese specializzato nella diffusione di video online. Giornalista pubblicista, è incuriosito da tutto ciò che concerne dinamiche e implicazioni della comunicazione con i nuovi strumenti digitali. È tra i co-autori di Buzz Marketing nei Social Media del 2009 e di Viral Video del 2012, entrambi editi da Fausto Lupetti Editore.
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Fausto Lupetti Editore
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Un viaggio in Abruzzo: “Rosetta e le ciambelle” di Anna Maria Boselli Santoni, recensione di L. Spurio

Rosetta e le ciambelle
di Anna Maria Boselli Santoni
C.L.D. Libri, Pontedera (PI), 2012
ISBN: 978-88-7399-217-2
Pagine: 75
Costo: 12 €
Link diretto per acquistare il libro
 
Recensione di Lorenzo Spurio
  

Domani andrò dal signor Martino Lelii, Mart’nuccio il tabaccaio, a comprarmi un quaderno e una matita: proverò a dare forma scritta ai miei sentimenti! Ne ho già accumulata una buona raccolta in questa terra sconosciuta e gentile, dove le donne hanno voci di flauto! (27)

rosetta_e_le_ciambelleCon questo libro Anna Maria Boselli Santoni ha di certo cercato di cristallizzare degli attimi del suo passato personale per renderli eterni. Molti scrittori, più o meno noti, hanno utilizzato la scrittura, cioè la letteratura, come mezzo terapeutico in presenza di stati patologici o di una dolorosa nostalgia dei tempi andati. Tracciare il proprio vissuto sulla carta significa in un certo senso volerlo ripercorrere tante volte quanto si desidera, riattualizzarlo sempre. Così non è un ricordo che si sfuma con il passare dei mesi o degli anni, è una realtà consolidata, un dato di fatto, nel quale ci si può sempre immergersi a fondo. E’ questa –credo di non sbagliare-  l’intenzione di Anna Maria Boselli che con questa raffinata scrittura ci apre le porte della sua vita privata: dalla partenza dalla Lombardia con la madre per andare a Nereto per conoscere i futuri consuoceri fino al ritorno a Leno, nella sua città di origine, carica di ogni bene alimentare abruzzese e, soprattutto, di felici sensazioni che rimarranno per sempre con lei.

E in questo lungo viaggio dalla Lombardia a Nereto, in una città della provincia abruzzese, la protagonista respira e vive sulla sua pelle odori e colori mai vissuti prima tanto da portarla a dire: “Sento forte il richiamo della natura, in qualunque ambiente essa si espanda” (15). L’arrivo a Nereto a metà degli anni ’60 è una sorta di ritorno alle origini; lì, infatti, lo scenario che si presenta ai suoi occhi è leggermente regredito da un punto di vista industriale rispetto al nord dal quale ella proviene (questo non viene detto ma al lettore attento è facile individuarlo): “Avverto subito una notevole diversità rispetto al mio ambiente” (19), scrive. E di questo ambiente nuovo, profumato, naturale subito si innamorerà di tutto: “Subito resto affascinata da questo luogo e sento che, alla fine, mi apparterrà come un sogno, per sempre” (16).

Il libro è dedicato a Mammarosa, la suocera conosciuta durante il primo viaggio a Nereto, donna buona e dal dialetto molto marcato. La prima impressione che la protagonista ha di leio è questa: “Una donna picculitta coi capelli brizzolati raccolti in trecce fissate all’insù, una gonna al polpaccio, nera, una sobria camicia di seta color piombo e una parnanza di shantung con le tasche basse e vuote” (18).

Affascinante questo diario di viaggio fatto di incontri, amicizie nate velocemente, sorrisi e momenti di nostalgia, questo appassionato memoriale di Anna Maria Boselli Santoni dove si coniuga la nascita della storia d’amore con il suo Martino al tema del viaggio e alla conoscenza di terre, usi e costumi, modi di fare, cibi e dialetti diversi che risaltano in maniera variopinta da ciascuna pagina del romanzo. E’ un elogio alla semplicità, alla generosità e al grande carattere del popolo abruzzese. Nel viaggio di ritorno verso casa c’è tempo per una pausa a Loreto dove la protagonista viene letteralmente rapita dal misticismo mariano del posto. La Nereto che Anna Maria ha e porta nel cuore non è di certo quella di oggi, ma quella di vari anni fa che la folgorò soprattutto per la grande accoglienza dei parenti di suo futuro marito. Questo libro è anche un curioso documento storico di quell’età ormai perduta in cui la vita di campagna e l’unione familiare, unite all’insegnamento di Cristo, rappresentavano i pilastri fondanti del vivere comune.

 

Lorenzo Spurio

Jesi, 22-01-2013

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“La metafora del giardino in letteratura” di L. Spurio e M. Acciai, recensione di Anna Maria Balzano

La metafora del giardino in letteratura 
di Lorenzo Spurio e Massimo Acciai
Faligi Editore, Aosta, 2011
Genere: Saggistica / Critica letteraria
ISBN: 978-88-574-1703-5
Costo: 20 €
 
Recensione di Anna Maria Balzano

 

frontIl saggio di Lorenzo Spurio e Massimo Acciai, dal titolo “La metafora del giardino in letteratura”, ci guida attraverso l’esame d’una vasta selezione di testi letterari allo scopo di individuare il significato simbolico che ha assunto nei secoli la descrizione del giardino. Si parte dall’Eden, luogo delle delizie, e  dal giardino coranico che può ospitare anche trasgressione e piaceri carnali: si mette in risalto il rapporto giardino-vita, non tralasciando i riferimenti ai classici latini, come per esempio alle Metamorfosi di Ovidio. Il giardino può rappresentare il bene o il male,  può essere il “locus amenus” di Tasso; esso può essere recintato e protetto, ma anche magico e fantastico, come quello in cui avviene l’iniziazione della piccola Alice di Lewis Carroll o come i Kensington Gardens di Peter Pan. L’analisi affrontata è di ampio respiro e riporta brani di opere inglesi, americane, italiane, russe, sottolineando il diverso uso che gli autori hanno fatto della metafora del giardino. Esso può ospitare la memoria dolorosa da cancellare, come nel caso di Burnett, o può essere luogo di guarigione del corpo e dell’anima. Il giardino come microcosmo, dunque. Esso può accogliere amori omosessuali, come nel caso del “giardino essenziale” di Lesbo, per usare una definizione di Fiorangela Oneroso. Il giardino non è solo luogo d’amore, ma anche di morte, come nel racconto di Buzzati “Le gobbe nel giardino”, dove il terreno nasconde “strati di memoria”; esso diviene testimone dell’estinzione d’una intera famiglia nel “Il giardino dei Finzi Contini”, così come può essere il luogo dove la natura è in lotta con il cemento, come nel racconto di McEwan, o essere il testimone della decadenza di grandi famiglie, come nel Gattopardo. L’analisi si sofferma su grandi autori, da Leopardi a Calvino a Buzzati, senza trascurare Wilde, le sorelle Bronte per giungere anche a Stephen King, arricchendosi di particolari, nel citare le produzioni cinematografiche tratte dalle opere di alcuni degli autori esaminati. 

Un saggio di grande respiro, dunque, che guida ad una lettura approfondita destinata a stimolare ed arricchire il lettore più attento.

ANNA MARIA BALZANO

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