“La gabbia dei leoni”, racconto di Emilio Rega

La gabbia dei leoni

di Emilio Rega

Quella sera il domatore aveva come uno strano presentimento. Eppure tutto era filato liscio come al solito: i leoni erano stati pasciuti abbondantemente ed avevano provato i loro esercizi con diligenza, come se fossero riconoscenti…

Lo spettacolo era già iniziato ed il pubblico osservava divertito le “prodezze” dei clowns, ma già un pò eccitato all’idea di ciò che sarebbe venuto dopo: il numero dellla “gabbia dei leoni”.

Il leone è un animale “nobile”. Il suo corpo è possente, vigoroso ed il suo aspetto ti colpisce immediatamente per la sua bellezza e maestà. La sua ferocia t’incute certamente timore ma anche una sorta di rispetto.

leoneLa gabbia era stata preparata ed ecco apparire in fila indiana i leoni accompagnati dai sonori schiocchi di frusta del domatore. Erano già tutti in cerchio pronti ad esibirsi obbedienti ai cenni di comando che stavano per ricevere, ma ecco che egli, il domatore, si accorge, sente che c’è qualcosa di nuovo, d’insolito, di non previsto e forse d’imprevedibile che aleggia, vibra intorno a lui: è lo sguardo di un leone non tanto giovane, uno di quelli che avevano fatto sempre il loro onesto “lavoro” senza strafare ma anche in modo affidabile e corretto. Certo non era il preferito, quello a cui si poteva concedere qualche confidenza all’apparenza pericolosa ma che suscitava nello spettatore una benefica reazione adrenalinica. Nulla in ogni modo poteva far presagire che quella sera quel leone avrebbe concesso al pubblico pagante un “extra” così emozionante. Stava ritto sul suo sgabello in una strana attesa, come se volesse far intendere che quella sera le cose sarebbero andate diversamente, che proprio non ci stava a fare l'”idiota” ancora una volta per compiacere il suo “addestratore-benefattore” e fargli fare bella figura davanti al pubblico. Il domatore però non si dimostrò

sorpreso della novità ed osservò quel leone in modo anche lui strano, ma senza timore, come se volesse chiedergli qualcosa che però lui stesso non sapeva precisamente: “stai male?”, “forse non hai digerito bene?”, “ti senti stanco?”, “avresti bisogno di più riposo?”, “qualcuno ti ha trattato male?” e tuttavia sapendo che non era questo, che c’era qualcos’altro sotto.

Che si trattasse di un bisogno di maggiore giustizia e libertà, questo al domatore non sarebbe mai passato per la mente. Egli era così abituato a vedere i leoni obbedire ad ogni suo comando, e la coscienza della sua presunta superiorità su di loro metteva fuori discussione la bontà e l’onestà del suo comportamento. Quella sera però quel leone proprio non ci stava e con un improvviso balzo si gettò sul povero domatore scaraventandolo a terra tra le urla della folla. Un colpo di pistola sparato da un addetto alla sicurezza lo freddò ponendo fine ai suoi giorni, ma quello per lui fu un vero “giorno da leoni”.

EMILIO REGA

QUESTO RACCONTO VIENE QUI PUBBLICATO PER GENTILE CONCESSIONE DELL’AUTORE. LA PUBBLICAZIONE E RIPRODUZIONE DEL PRESENTE RACCONTO E’ SEVERAMENTE VIETATA SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTORE.

“Non a sua immagine” di John Lamb Lash

Non a Sua Immagine
Visione gnostica, ecologia sacra e il futuro della fede
Autore: John Lamb Lash
 

non-a-sua-immagine-libro“Non a sua immagine” si basa sugli scritti di Nag Hammadi e altri testi gnostici, l’autore John Lamb Lash spiega come una semisconosciuta setta messianica espanse il suo dominio, fino a divenire un potere dominante in tutto il mondo, annientando sistematicamente i grandi insegnamenti spirituali gnostici, i sacerdoti Druidi, ed i guaritori sciamanici provenienti da Europa e nord Africa. Bruciarono biblioteche e distrussero templi nel tentativo di mettere a tacere le Antiche Verità, cercando di mantenere il segreto.

Ma come rivela Lash, quando la Verità è il pianeta Terra, questa non può essere distrutta totalmente o nascosta a lungo.

“Non a sua immagine” scava profondamente nelle ombre degli antichi scritti gnostici per ricostruire il passato sacro che i primi cristiani tentarono di levare dalle pagine della storia, esplorando la ricchezza dell’antica spiritualità pagana europea, i Misteri pagani, la Grande Dea, la Gnosi, i miti di Sophia e Gaia, riportando fedelmente la cronaca dell’annientamento della cultura europea pagana per mano del Cristianesimo.

Molto prima della nascita del Cristianesimo, il monoteismo era un’anomalia; l’Europa e il Vicino Oriente fiorirono sotto la guida divina di Sophia, la dea antica della saggezza. La Terra era l’incarnazione di Sophia ed era così sacra alle persone che cercavano l’adempimento in sua presenza. Questa Antica Filosofia stava minacciando l’emergere del credo incentrato sulla sofferenza, promosso dal Cristianesimo, che si basava sul dominio patriarcale sulla Terra e lodava la sofferenza personale come un percorso necessario verso la vita ultraterrena.

“Non a Sua Immagine è un lavoro brillante, sovversivo e provocatorio, scritto con passione, che rovescia tutto quello che si è sempre pensato sul Cristianesimo. I misteri gnostici hanno finalmente trovato un nuovo ed eloquente campione in John Lash.”
Graham Hancock, autore di Impronte degli Dei.

L’autore americano, John Lamb Lash è un esperto di importanza mondiale in mitologia comparata – lo studio dei miti provenienti da tutte le culture del mondo per scoprire paralleli, temi comuni e schemi senza tempo. Considerato il successore di Mircea Eliade e Joseph Campbell, è l’unico studioso di religione antica a prendere le difese degli Gnostici, la classe colta pagana che venne assassinata e soppressa per essersi opposta all’ascesa del Cristianesimo.

Lo trovi qui: http://www.unoeditori.com/index.php?method=ecom&action=zoom&id=611