“Monte Olympus”, poesia di Emanuele Marcuccio con commenti di Spurio, Castagnetta, Carocci, Domenighini, Pardini e Cassese

 MONTE OLYMPUS

POESIA DI EMANUELE MARCUCCIO

Ispirato dal vulcano “Olympus Mons”, il più grande rilievo del pianeta Marte e di tutto il sistema solare, con i suoi venticinquemila metri di altezza e i seicentomila di larghezza.

Marte
rosso pianeta
di sole abbacinato
 
 
monte
che ti slarghi
e in altezza
per miglia
e migliaia
di chilometri
 
 
solitario
fredda la cima
forse fuoco
ancora alberga
nei recessi

(9 giugno 2013)

Commento a cura di LUCIANO DOMENIGHINI

644px-Olympus_MonsComposizione in tre tempi con apertura in vocativo, dà il senso dell’avvicinamento, dell’approdo spaziale “Marte […] monte […] solitario”. Le prime due parti sono descrittive, topografiche, con effetto di ingrandimento visivo fino all’ingresso dell’immagine sul terzo tempo, meditativo, all’interno della mente del poeta, con lo straordinario risalto dato dall’avverbio “forse” alla fase speculativa, indagatrice, appropriante, del pensiero conoscente. Interessante è anche la costruzione sintattica e grammaticale del secondo momento, una valutazione dimensionale dove i due parametri geometrici (larghezza e altezza) sono sostenuti l’uno da una relativa “che ti slarghi” e l’altra da un quinario in complemento di limitazione “e in altezza” fortemente ellittico per finire con l’unità di misura tramite un neologismo gergale allitterante “per miglia e migliaia”: l’effetto complessivo è vago e mitico, iperbolico e amplificante.

In questa lirica Marcuccio perfeziona il suo metodo ellittico sottrattivo e, anche grazie a una sempre maggior sicurezza e distinzione delle scelte lessicali e al prosciugamento della punteggiatura, perviene a una forma netta, sbalzata, essenziale.

Malgrado la brevità e l’apparente semplicità, questa lirica segna un punto di maturazione importante nel cammino artistico del poeta palermitano.

LUCIANO DOMENIGHINI

Travagliato (BS), 12 giugno 2013

Commento a cura di ROSA CASSESE

La lirica “Monte Olympus” è non solo originale, ma ispirata da sensazioni reali, “assaporata” dalla visione di un Monte “di sole abbacinato”. Pur nella scientificità dell’argomento, si nota la voce “calda” del cuore del poeta-rosso-come il pianeta Marte, la maestosità della sua cima, in cui quasi s’intravede lo sguardo “proteso” verso l’altezza e, la fissità oculare quando è raggelata, inoltre la possibilità che, nei “recessi”, possa esserci ancora fuoco e, pertanto vita. Una poesia dall’ampio respiro e, dalla notevole capacità di poter, mediante pochi versi, renderci partecipi di tanta maestosità, con la maestria di un grande poeta come Marcuccio.

ROSA CASSESE

11 giugno 2013

Commento a cura di MARZIA CAROCCI

Poesia che va oltre l’immaginazione, poiché il soggetto è scrutabile solo attraverso il dubbio e il quesito dell’umano pensiero. Marte , pianeta solo ipotizzabile a livello dell’occhio, ma scrutabile nella genialità dell’indagare. Rosso di luce riflessa che ospita la grandezza di un promontorio naturale, vivo come vivo può essere il movimento vulcanico che esternamente è freddo come il marmo ma nella pancia la fiamma, l’ebollizione, il fermento vivo e rigoglioso della forza del fuoco.

Una poesia dove ogni singolo idioma , tassello, dopo tassello completa minuziosamente un grande movimento/spettacolo lontano dal nostro occhio attento, ma reale in un universo tutto da scoprire.

Emanuele Marcuccio, con questa sua composizione, ha colto l’invisibile rendendolo presente e traccia d’esistenza.

MARZIA CAROCCI

Firenze, 15 giugno 2013

Commento a cura di PIERANGELA CASTAGNETTA

“La rappresentazione di un pianeta infuocato descritto come un alto monte, il vulcano Olympus, per l’appunto, che si slarga all’apice per fare uscire, dalla fredda cima, il magma che ancora alberga nel suo interno. Interpreto la poesia del poeta Marcuccio come vedessi un dipinto e intravedo il bisogno di fare uscire fuori dalla sua anima quanto di infuocato e pur vero alberga dentro di sé. E’ la passione che risiede nel suo intimo e che necessita di venir fuori da una fredda apparenza che l’imprigiona.”

Pierangela Castagnetta, 14/6/2013

Commento a cura di Lorenzo Spurio

E’ stato lo stesso autore ad anticiparmi che questa poesia “spaziale”, una delle ultime scritte, tratta un tema particolare e, forse, poco conosciuto. La poetica asciutta ed essenziale che rifiuta la punteggiatura –Marcuccio mi ha rivelato di essere entrato ormai in una nuova “fase poetica” caratterizzata dal minimalismo- si sposa con la volontà di fotografare l’alta vetta presente sul pianeta rosso.

Il monte sembra acquisire vita propria quando il poeta affresca questa vista aerea ed osserva “ti slarghi”, come se il gigante di roccia avesse delle braccia e scansasse con una certa prepotenza che le deriva dalla sua supremazia tutto ciò che lo attornia. E’ chiaramente l’iperbole, la figura che più risalta dalla poesia “per miglia e migliaia di chilometri” usata, però, senza volontà di ingigantire le reali misure del rilievo montagnoso, ma come fedele rapporto geologico della sua altitudine.

Marte, da sempre noto come pianeta “rosso”, ritrova questo suo legame con il colore forte, carnale e violento nel termine che chiude la lirica, il “vulcano”, che richiama alla mente una forte immagine di vitalità, energia e manifestazione impavida del corso della natura.

Commento a cura di Nazario Pardini

I connotati indicativi di questa poesia si verticalizzano, consciamente, su una struttura metrico-simbolica di effetto contemplativo: rosso, abbacinato, slarghi, fuoco; e dominano, con un significante figurativo di labor limae, sul λέμμα[1] (lèmma)/solitario, che, citato una volta, anticipa il verso “fredda la cima”. E si sa che il fuoco è nel cuore delle cose. Nella pancia del cosmo. E si sa, anche, che il poeta è in continua tensione fra la coscienza dell’effimero e l’azzardo dell’oltre. Un azzardo che vorrebbe e bramerebbe realizzarsi in qualcosa di superlativo del sapore di cielo. Solitario. Forse solitario come ogni uomo che “sta solo sul cuore della terra trafitto da un raggio di sole…”. E la solitudine fa parte della vicissitudine umana. Ed è motivo di stimolo, grande stimolo per la poesia. Segno che contraddistingue una stretta vicinanza fra il fatto di esistere ed uno stato interiore che coinvolge la filosofia del creato. Il tutto molecolare che non riesce a confondere l’unicità con gli insiemi. Climax, quindi, di grande impatto visivo ed emotivo; di un crescendo trascinante verso l’alto; e, volendo, verso un pianeta che non è più solamente quel corpo a noi, in parte, noto, ma, direi, verso un mondo che segna uno slancio, un abbrivio, un confondersi in stupefazioni a vincere l’ἀπορία[2] (aporía); a limitare l’entropia[3] e la corruzione dell’uomo/tempo; leggo qui il desiderio di svincolarsi, in qualche misura, dal terreno; di sublimarlo, questo terreno, nell’immaginifico, in uno stadio dove la realtà stessa si coniuga in aspirazione, in avventura. L’ordine morfosintattico di estrema sottrazione, la  geometria verbale, la ricerca speculativa, l’inconscio propedeutico all’atto creativo, cristallizzano una emozione, che, attraverso un percorso allusivo, si generalizza in una scalata dell’anima verso le vertigini dei fuochi eccelsi. Fuochi sempre da scoprire, però. Luminosità verso cui poter penetrare scrostando il ghiaccio che nasconde il nerbo e il mistero del nascere umani. Esistono quei fuochi. Nel nostro animo vivi: forse vogliono combaciarsi con la totalità per tornare alle origini. Una ricerca continua verso quella pancia che contiene la luce accecante di un Marte/Universo e della Poesia.

Nazario Pardini

(Poeta, scrittore, critico letterario)


[1] Dal greco λέμμα (lèmma), involucro; guscio; lessema di una parola.

[2] Dal greco ἀπορία (aporía), difficoltà; disagio; incertezza.

[3] Dal greco εντροπία (entropía), disordine.

Premio di Poesia promosso da Edizioni Progetto Cultura in collaborazione con il caffè letterario “Mangiaparole”

PREMIO DEI PREMI DI POESIA

Promosso da Edizioni Progetto Cultura in collaborazione con il caffé letterarioMangiaparole

Scadenza: 31 ottobre 2013

Nell’ambito delle celebrazioni per il decennale della propria attività, Edizioni Progetto Cultura (EPC) promuove, in collaborazione con il cafféletterario “Mangiaparole”, un’iniziativa unica nel panorama letterario italiano: il  PREMIO DEI PREMI DI POESIA!

1.

 Ambito di partecipazione. La partecipazione al PREMIO DEI PREMI è riservata a tutti i poeti le cui opere abbiano conseguito un

“riconoscimento” nei premi/concorsi cui hanno partecipato nei dieci anni compresi fra il 1° luglio 2003 e il 30 giugno 2013. In proposito, si precisa che:

-per “riconoscimento” s’intende qualunque tipo di premio conseguito: dal piazzamento in classifica (dal primo fino all’ultimo posto

assegnato dalla Giuria, compresa la categoria indistinta di “finalista”), alle menzioni di merito e/o d’onore, alle segnalazioni, ai diplomi,

ai premi speciali e ogni altro tipo di riconoscimento ottenuto, comunque denominato;

-per premi/concorsi s’intende qualunque premio/concorso organizzato in Italia da enti/istituzioni/associazioni/case editrici/altro di

natura sia privata sia pubblica riservato alla poesia o che, fra le sezioni di partecipazione, ne abbia prevista una specificamente riservata alla poesia;

-le date del 1° luglio 2003 e del 30 giugno 2013 devono intendersi riferite all’assegnazione del “riconoscimento”.

2.

 Contenuti. Si partecipa esclusivamente con l’opera con la quale è stato conseguito il “riconoscimento” nei premi/concorsi di poesia

di cui sopra. Al riguardo, si precisa che l’opera può essere sia edita sia inedita e riguardare poesie singole, raccolte di più poesie o vere e proprie sillogi, in lingua italiana. Ovviamente, si può partecipare anche con più opere, sempre che le stesse abbiano ottenuto un “riconoscimento” nei diversi premi/concorsi di poesia nell’arco dei dieci anni considerati.

3.

 Giuria, finalisti e vincitori. Fra tutte le opere pervenute, la Redazione di EPC selezionerà 50 finalisti che saranno invitati alla

cerimonia di premiazione. Il vincitore risulterà direttamente dalla votazione di una Commissione, presieduta dal Prof. Cristiano Castelfranchi, di cui faranno parte sette giurati scelti fra i componenti il “Laboratorio di poesia” che opera stabilmente presso il caffèletterario “Mangiaparole” (ai quali, ovviamente, sarà fatto divieto di partecipare al PREMIO DEI PREMI con proprie opere). In particolare, ciascun componente della Giuria, presidente compreso, valuterà le opere dei 50 finalisti e, nel corso della cerimonia di premiazione, esprimerà, secondo il proprio personale giudizio, sette preferenze opportunamente motivate: i cinque poeti che avranno ottenuto il maggior numero di preferenze saranno proclamati vincitori! Successivamente, con ulteriore votazione, la Giuria esprimerà la preferenza motivata riguardo ai cinque poeti vincitori: quello che avrà ottenuto il maggior numero di preferenze sarà proclamato“vincitore assoluto” del PREMIO DEI PREMI!

4.

 Premi per i vincitori. Il premio riservato ai cinque poeti vincitori consiste nel diritto alla pubblicazione di una silloge inedita, diritto che ciascuno dei cinque vincitori potrà esercitare entro il 31 dicembre 2015 sulla base di un contratto di edizione “aperto” che EPC consegnerà agli interessati al termine della cerimonia di premiazione. In aggiunta, colui che sarà proclamato “vincitore assoluto” del PREMIO DEI PREMI riceverà un assegno di 500 euro.

5.

 Quote di partecipazione. La quota di partecipazione è pari a 25 euro. Al riguardo, si precisa che:

il versamento di 25 euro dà diritto a partecipare con due diverse opere che, nel periodo compreso fra il 1° luglio 2003 e il 30 giugno

2013, abbiano ottenuto un “riconoscimento” nei premi/concorsi di poesia;

per ogni opera presentata oltre le prime due, si richiede il versamento di ulteriori 10 euro.

La quota di partecipazione deve essere versata tramite bonifico bancario con IBAN =

IT06I0558403252000000051351 (Banca Popolare di Milano, Ag. Roma) ovvero c/corrente postale n°  

52028743 intestato a Edizioni Progetto Cultura – Roma, indicando come causale “Premio dei Premi”.

6.

 Modalità di partecipazione e scadenza. I partecipanti devono inviare l’opera in unico esemplare dattiloscritto o stampato,

spedendo (per posta, esclusi corrieri) al seguente indirizzo:

EDIZIONI PROGETTO CULTURA – CASELLA POSTALE 746 – 00144 ROMA EUR

La scadenza del PREMIO DEI PREMI è prevista al 31 ottobre 2013 (farà fede il timbro postale).

7.

 Documenti da presentare. Nel plico contenente l’opera devono essere inseriti anche i seguenti documenti:

dichiarazione con la quale si attesta che l’opera presentata (indicare il titolo dell’opera) ha ottenuto un “riconoscimento” (specificare

quale) al premio/concorso di poesia (indicare la denominazione del premio/concorso e il relativo anno);

elenco dei propri dati personali (nome, cognome, indirizzo postale, e-mail, telefono cellulare e codice fiscale) e breve curriculum

(anche letterario);

copia del documento comprovante l’avvenuto versamento della quota di partecipazione (25 euro fino a due opere presentate e

ulteriori 10 euro per ogni opera successiva).

In ordine alle dichiarazioni di cui al primo alinea, EPC si riserva la facoltà di chiedere ai partecipanti di confermare, sulla base di prove documentali, quanto dichiarato, sotto pena di esclusione dal PREMIO DEI PREMI.

8.

 Raccolta antologica. EPC farà una selezione delle opere presentate dai 50 finalisti e le raccoglierà in un’Antologia che –

considerate le caratteristiche del PREMIO DEI PREMI – verrà a rappresentare, a pieno titolo, il più completo e significativo compendio critico delle tendenze in atto nel panorama poetico italiano.

9.

 Comunicazioni. L’elenco dei finalisti verrà pubblicato sul sito di EPC (www.progettocultura.it) e del cafféletterario “Mangiaparole”

(www.mangiaparole.it). Agli interessati verrà data comunicazione anche via e-mail e con lo stesso mezzo sarà comunicata la data

prevista per la cerimonia di premiazione, che concluderà le celebrazioni del decennale di EPC.

10.

 Trattamento dei dati personali. La partecipazione al PREMIO DEI PREMI comporta automaticamente l’accettazione integrale

del presente Regolamento. Con l’invio delle opere, s’intende accordato il consenso al trattamento dei dati personali da parte dei partecipanti per ogni aspetto connesso all’attività di EPC e de cafféletterario “Mangiaparole”.