“Punte”, poesia di Emanuele Marcuccio, con vari commenti critici

PUNTE
(poesia di Emanuele Marcuccio)

la punta di un albero in piazza
espande
propaggini
profumi
 
 
nella notte
 
 
 
la punta di un iceberg nel glaciale
propaga
bufere
 
 
all’aurora

4 settembre 2013

Commento a cura di Luciano Domenighini

Bipartita, perfettamente simmetrica, in due brevi strofe raccordate dall’incipit comune, dal predicato (“espande propaggini” è sinonimo di “propaga”) e dalla coda in monoverso. La forma dicotomica, anaforico-oppositiva, si realizza nella puntuale corrispondenza degli elementi (“albero in piazza”/ “iceberg nel glaciale”, “profumi”/“bufere”, “nella notte”/“all’aurora”) riferiti al comune soggetto iterato (“la punta”) e opera una “variatio” netta, definendo due paesaggi, due climi, fisici e psicologici, totalmente differenti se non antitetici. È anche questa una lirica declinata lungo spazi immensi, che mette in relazione luoghi lontanissimi e diversissimi contenendoli in una struttura verbale sobria e sintetica. Sono solo le parole a sostenerne le corrispondenze e a suggerirne la magica analogia poetica. “Punte”, nella sua essenzialità, nel suo ammirevole rigore formale, rappresenta un ulteriore passo in avanti in quell’“ermetismo cosmico” che sembra essere il nuovo approdo poetico della più recente produzione di Marcuccio.

LUCIANO DOMENIGHINI

Travagliato (BS), 8 settembre 2013

Commento a cura di Lorenzo Spurio

foto per Punte MarcuccioAltra lirica del Marcuccio sintetico dal titolo curioso e affilato, “Punte”. Chiaramente ci si riferisce ad altitudini, a elementi che rimandano nel nostro vivere quotidiano a una sensazione di altezza, di prominenza, di piano superiore nel quale ci troviamo comunemente noi mortali. È la natura ad assumere questa posizione di risalto, di rilievo, quasi come se salisse su un piedistallo e da lì dominasse onnipresentemente l’uomo che, pure, è parte di essa. La poesia dal taglio asciutto e a tratti incalzante va letta in maniera veloce per assaporarne l’andamento serrato che miscela nei versi il contenuto di un pensiero ricco ed elaborato. Marcuccio, giunto ormai a quella che anche lui definisce una fase poetica sintetica, o addirittura ermetica, dà prova con questa poesia di sapersi misurare con un metro nuovo dettato principalmente dall’accostamento di suoni che contribuiscono ad armonizzare, seppur in maniera ridotta, la lirica. Si noti ad esempio il suono della bilabiale “p” che si ripete in tutta la prima parte della lirica (punta, piazza, espande, propaggini, profumi). A livello tematico i nuclei concettuali, che vengono posti su una sorta di bilancia a doppio piatto, sono due: l’escrescenza di un albero che si eleva verso l’alto, il Cielo e Dio diffondendo un profumo vegetale che possiamo ipotizzare sia quello di qualche odorosa conifera e poi nella seconda parte uno scenario completamente diverso: la location un ecosistema boreale o comunque artico dove è l’iceberg con la sua punta di gelo che invece assiste a marosi e bufere.
Marcuccio dà inoltre al lettore una più precisa caratterizzazione della temporalità in cui queste due istantanee vengono colte: di notte la prima (possiamo figurarci un cipresso ai margini di un cimitero se decidiamo di interpretare i versi in maniera neogotica) e l’aurora che, appunto, ricalca l’idea già espressa di una dimensione boreale e che, come da contraltare si oppone all’idea della notte, proiettando colorazioni tenui di un giorno alle porte. Niente di superfluo è aggiunto e la lirica, priva di una determinazione sonora data dalla punteggiatura, continua a volteggiare impetuosa tra due scenari che si danno l’un l’altro il turno per salire sul palcoscenico della natura inviolata.

LORENZO SPURIO

Jesi (AN), 7 ottobre 2013

Commento di Rosa Cassese

Per Emanuele Marcuccio tutto può divenire poesia, basta saper cogliere l’essenza naturale; un albero con le sue punte, guardato da un’angolazione atta a cogliere la “salita” verso alte cime, può determinare un momento di pura osservazione o di “estasi”, fantasticando un parallelismo del tutto diverso di due paesaggi lontanissimi. Leggo nella “punta di un albero” del primo paesaggio, l’orgoglio di una piazza di paese o città, che “espande” profumi mentre si “erge” maestoso e quasi imponente nella notte in cui, smesso il vociare, si nota solo il fruscìo delle sue propaggini. Una punta diversa, quella del secondo paesaggio, in un ambiente glaciale, come dire, la “punta” dell’iceberg umano che, invece, “propaga bufere” in un’aurora boreale. Le due “visioni” di punte contrapposte tra notte ed aurora, tra una piazza ed un iceberg, denotano la vastità di voler spaziare mentalmente, effetto che solo un acuto indagatore della natura può fare. Poesia sempre piacevole alla lettura, nella sua essenzialità profonda.

ROSA CASSESE

18 ottobre 2013

 

Commento a cura di Susanna Polimanti

Bellissima poesia di Emanuele Marcuccio che sintetizza in versi molto brevi il significato sacro dell’albero, quale maestro di vita, con le sue punte dona valore energetico e si dirige verso le altezze, verso dunque una vera e propria evoluzione. Tuttavia, l’evoluzione di un individuo spesso viene bloccata da circostanze contrarie che come un iceberg ne impediscono il potenziale e la forza. Complimenti al poeta Marcuccio che riesce sempre a nascondere dietro i suoi versi, le difficoltà e gli impedimenti del nostro vivere quotidiano.

Susanna Polimanti

Cupra Marittima (AP), 18 ottobre 2013

Commento a cura di Marzia Carocci

Il poeta, sincronizza il tempo dove  l’albero/vita procura profumi e olezzi che espande nel tepore notturno, quindi rimbalza al lettore un senso di calma, di osmosi di verde dove la punta/apice è visibile nel buio circostante.

Per contro la punta/apice di un iceberg ci porta alla sensazione visiva di bianco, di freddo di nebbia e luce abbagliante mentre il  tutto si fa neutro e aurora d’intorno.

Le punte determinano la visione astrale di chi guardando “oltre”, ferma l’immagine e delimita l’istante. In questo caso il tempo/periodo visto da due angolazioni completamente opposte: la notte e il giorno.

Marcuccio un’altra volta gioca con le parole e ne fa oggetto in costruzione fino alla completa  formazione di un concetto vedibile sui riflessi dei suoi stessi  idiomi.

 Marzia Carocci

Firenze, 22 ottobre 2013

LA POESIA VIENE QUI PUBBLICATA PER GENTILE CONCESSIONE DELL’AUTORE.

È SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E/O PUBBLICARE LA POESIA E I COMMENTI QUI PRESENTI SENZA IL PERMESSO DA PARTE DEI RISPETTIVI AUTORI.

Il poeta e critico Nazario Pardini uscirà con un ricco volume di critica sugli autori contemporanei

N. PARDINI: “LETTURA DI TESTI DI AUTORI CONTEMPORANEI”

QUESTI DI SEGUITO GLI AUTORI CONTEMPLATI

 

p. 9      Prefazione [Pasquale Balestriere]

p. 13     Prolusione

p. 17     Dedica                                    

p. 19     Citazione

                                                                                                       

PREFAZIONI                                  

p. 23     Nina Amarando: Le stelle del cielo e del mare                       

p. 26     Armando Alciato: Dentro i libri                                      

p. 31     Armando Alciato: Fuga d’attimi

p. 38     Maria Ebe Argenti: C’era una volta il bozzolo                     

p. 41     Rosario Aveni: Fiamme tremule                

p. 48     Pasquale Balestriere: Del padre e del vino                

p. 52     Carla Baroni: Il treno corre

p. 57     Carla Baroni: Canti d’amore per San Valentino

p. 60     Piero Bartalena: Be’ mi’ tempi

p. 65     Miriam Luigia Binda: Guerranima

p. 73     Adriano Bottarelli: Incontro a te

p. 77     Ada Bufalini Pericoli: A mio padre

p. 80     Ninnj Di Stefano Busà: La distanza è sempre la stessa

p. 85     Ninnj Di Stefano Busà: Ellittiche stelle

p. 91     Giorgina Busca Gernetti: Echi di memoria                         

p. 95     Vera Cantini: In urna di memorie                                      

p. 98     Ester Cecere: Gusci d’uovo

p. 106   Luciana Cerne: Lunario                                                 

p. 110   Mercedes Chiti: Stelle di vetro                  

p. 114   Mercedes Chiti: Foglie di vento                 

p. 118   Filadelfio Coppone: Voci sparse nell’anima                        

p. 121   Annarosa Del Corona: Avvisi di cose cadute           

p. 123   Rosanna Di Iorio: Sono cicala: mi consumo e canto                

p. 129   Vanes Ferlini: Ritratti                             

p. 130   Enzo Gaia: A metà strada                                              

p. 132   Patrizia Giovannoni: La vela                                          

p. 136   Luana Innocenti Lami: Mitologie di metamorfosi                   

p. 141   Luana Innocenti Lami: Così per illusione                            

p. 148   Anna Magnavacca: Il colore dei giorni

p. 156   Egizia Malatesta: Il gioco delle nuvole                      

p. 163   G. Manzoni di Chiosca: Credere e amare                           

p. 168   G. Manzoni di Chiosca: Il tempo, le cose, i sentimenti            

p. 172   Fulvia Marconi: Un cesto di more e di fiori               

p. 175   Licia Mariotti: Pensieri come farfalle                                       
p. 177   Ines Betta Montanelli: L’assorta tenerezza della terra

p. 185   Nazario Pardini: Linguaggio e natura, natura e vernacolo         

p. 188   Nazario Pardini: Il gioco delle equivalenze in “Radici”              

p. 192   Maria Adelaide Petrillo Ciucci: Meduse opalescenti               

p. 194   Pier Cesare Pierini: Graffiti di sogno                                  

p. 198   Lida De Polzer: Il grido della luce  

p. 201   Lida De Polzer: A volte una farfalla

p. 207   Mara Santoni: Lampi di sole fra la pioggia                           

p. 209   Giovanni Sbrana: L’amore è spina lieve                              

p. 214   Pierangelo Scatena: Ricordi del presente                   

p. 219   Giuseppe Silvatici: Graffiti                                             

p. 222   Luciana Tagle: La casa sulla collina

p. 223   Luciana Tagle: Un polso ferito

p. 224   Dino Traina: Là dove finiscono le case                                

p. 227   Giovanni Tavčar: Oltre la nebbia del quotidiano

p. 233   M. Luisa Daniele Toffanin: Iter ligure      

p. 240   Umberto Vicaretti: Inventario di settembre

p. 247   Maria Chiara Zippel: Amalia                                         

 

RECENSIONI E NOTE CRITICHE

p. 255   Sandro Angelucci: Chiedo cerchi e amalgama                       

p. 257   Sandro Angelucci: Verticalità                             

p. 258   Mina Antonelli: La luce della luna                                    

p. 259   Maria Ebe Argenti: Scacco al re 

p. 260   Maria Ebe Argenti: Non tramontate stelle

p. 263   Lucianna Argentino: L’ospite indocile

p. 268   Articolo su “La Nazione”: Poesie a Antonio Tabucchi

p. 271   Articolo su “il Giornale”: Essere italiani

p. 272   Articolo su “il Giornale”: Il Risorgimento

p. 273   Adriana Assini: Il mercante di zucchero

p. 275   Adriana Assini: I racconti dell’ombra                                  

p. 279   Autori vari: Percezioni dell’invisibile            

p. 283   Alberto Averini: All’alba della sera                                   

p. 284   Pasquale Balestriere: Prove d’amore e di poesia                      

p. 288   Pasquale Balestriere: Il sogno della luce        

p. 291   Pasquale Balestriere: Del pane, del vino                              

p. 292   Carla Baroni: Rose di luce            

p. 295   Carla Baroni: Rose di luce

p. 296   Carla Baroni: Su “La poesia”                                          

p. 298   Carla Baroni: Su alcune poesie       

p. 301   Carla Baroni: Versi d’ottobre

p. 302   Pierubaldo Bartolucci: 39 Carte                          

p. 303   Giuseppina Luongo Bartolini: Album                             

p. 304   Paolo Bassani: I miei racconti per televideo                            

p. 305   Paolo Bassani: Nel bianco greto della valle

p. 308   Michele Battaglino: Radici e ali    

p. 309   Ines Betta Montanelli: Lo specchio ritrovato

p. 309   Ines Betta Montanelli: Il chiaro enigma                              

p. 313   Patrizia Maria Bianchi: All’azzardo dei giorni          

p. 314   Miriam Luigia Binda: Economia e arte                              

p. 317   Miriam Luigia Binda: Argento 47 e altre poesie

p. 317   Miriam Luigia Binda: Improvviso profondo  

p. 319   Miriam Luigia Binda: Gemme

p. 320   Antonio Bitti: Quelli come noi                                           

p. 321   Adriano Bottarelli: S’incontrano i sogni       

p. 322   Adriano Bottarelli: Sul mio cammino                                 

p. 322   Lucia Bruno: Main kind (Bambina mia)                 

p. 324   Lucia Bruno: Poesie. Racconti. Recensioni                             

p. 326   N. Di Stefano Busà: L’assoluto perfetto (Meditando in Cristo)         

p. 328   N. Di Stefano Busà: L’assoluto perfetto (Meditando in Cristo)         

p. 331   N. Di Stefano Busà: Quella luce che tocca il mondo            

p.  333  N. Di Stefano Busà: Il sogno e la sua infinitezza              

p. 336   N. Di Stefano Busà e A. Spagnuolo: L’evoluzione delle forme poetiche           

p. 338  Ninnj Di Stefano Busà: La traiettoria del vento                                 

p. 343   Ninnj Di Stefano Busà: Oggi è l’antico una preghiera             

p. 346   Franco Campegiani: Ver Sacrum                         

p. 351   Franco Campegiani: Recensione a “Alla volta di Lèucade”      

p. 352   Sandra Carresi: L’ombra dell’anima

p. 352   Sandra Carresi: Le ali del pensiero

p. 356   Fulvio Castellani: Oltre il sipario dell’eco

p. 360   Giannicola Ceccarossi: Aspetterò l’arrivo delle rondini           

p. 361   Giannicola Ceccarossi: Casa di riposo       

p. 364   Ester Cecere: Come foglie in autunno

p. 364   Ester Cecere: Burrasche e brezze                           

p. 367   Umberto Cerio: Solitudini                      

p. 368   Umberto Cerio: Diario del prima                                    

p. 370   Umberto Cerio: Antigone           

p. 381   Nadia Chiaverini: I segreti dell’universo

p. 386   Nadia Chiaverini: Poesie sulla società

p. 390   Commento: Agape di vino e poesia

p. 391   Carmelo Consoli: L’ape e il calabrone                   

p. 393   Nicoletta Corsalini: Di fronte al destino                                 

p. 395   Franco Daleffe e Roberto Marchi: L’orrore di Hiròshima   

p. 397   Elisabetta De Fanti: Storie lungo il fiume                

p. 398   Domenico Defelice: Poeti e scrittori d’oltre frontiera             

p. 399   Domenico Defelice: Resurrectio                          

p. 400   Domenico Defelice: Alberi?                                          

p. 404   Annarosa del Corona: Mosaico dell’infanzia

p. 405   Liana De Luca: La poetica                      

p. 407   Rosanna Di Iorio: Donna                                              

p. 410   Sandra Evangelisti: Cuore contrappunto      

p. 411   Ezio Felisa: Il pittore della natura                                      

p. 413   Franca Olivo Fusco: Ho ucciso parole        

p. 414   Benito Galilea: Certezza minima                                       

p. 415   Luigi Gasparroni: Qualcosa che vale                      

p. 416   Luigi Gasparroni: Tempo fuggitivo                                    

p. 419   Ignazio Gaudiosi: Antinomie       

p. 420   Giulio Dario Ghezzo: I miei pensieri impazziti                    

p. 421   Giulio Dario Ghezzo: Il viaggio impossibile                        

p. 422   Giulio Dario Ghezzo: Uno spiraglio d’azzurro                   

p. 423   Giancarlo Interlandi: Un sangue che ubriaca                                   

p. 423   Giancarlo Interlandi: Il pane dei ricordi      

p. 424   Maria Teresa Landi: Segreti                                

p. 425   Aristide La Rocca: Teodora                                            

p. 428   Domenico Lombardi: Carteggio                          

p. 429   Domenico Lombardi: Diplopie                                      

p. 430   Alfredo Lucifero: Epigrammi per Lesbia               

p. 431   Dante Maffia: Poesie torinesi                                            

p. 431   Dante Maffia: Abitare la cecità                                        

p. 431   Dante Maffia: Ultimi versi d’amore            

p. 434   Alda Magnani: Ombre e bagliori                                       

p. 435   Anna Magnavacca: Spiccioli di latta e altre poesie      

p. 435   Anna Magnavacca: Soste                                               

p. 435   Anna Magnavacca: Poesie in forma di lettera                        

p. 438   Anna Magnavacca: Oltre la siepe di sambuco e altre poesie

p. 442   Anna Magnavacca: Le promesse dei giorni e altri versi

p. 449   Giacomo Manzoni di Chiosca: Cristalli di ghiaccio             

p. 450   Giacomo Manzoni di Chiosca: Sterpi                 

p. 450   Giacomo Manzoni di Chiosca: Le rane nude                    

p. 452   Fulvia Marconi: Le insidie della luna                                  

p. 453   Emanuele Marcuccio: Per una strada                               

p. 455    Emanuele Marcuccio: Dipthycha. Antologia poetica

p. 457   Franco Martini: Asimetria           

p. 459   Pasquale Martiniello: Acktis                                           

p. 461   Pasquale Martiniello: Le faine

p. 462   Pasquale Martiniello: Il formichiere                        

p. 464   Pasquale Martiniello: La cavalletta                                   

p. 466   Stefano Massetani: Fiore di vetro              

p. 470   Mario Meola: Ancora mi canta nel cuore                             

p. 471   Riccardo Minissi: Diario di bordo           

p. 472   Ivano Mugnaini: Il tempo salvato                                      

p. 473   Lorella Nardi: I fiori che non vissero

p. 474   Luciano Nota: Poesie

p. 476   Luciano Nota: Tra cielo e volto

p. 477   Luciano Nota: Dentro

p. 480   Luciano Nota: Poesie dedicate alla madre

p. 481   Emanuele Occhipinti: Ci sono tempi

p. 482   Poesia e non poesia: Sugli autori nuovi della poesia contemporanea

p. 517   Paolo Polvani: Gli anni delle donne

p. 520   Lida De Polzer: Sulla seta del cuore

p. 521   Lida De Polzer: A volte una farfalla

p. 522   Gianluca Presutti: Composizioni e notturni   

p. 524   Giacono Puccini: Turandot

p. 531   Luisa Puttini Hall: Isole e terre

p. 532   Daniela Quieti: Francis Bacon (La visione del futuro)

p. 533   Daniela quieti: Echi di riti e miti

p. 538   Mario Richter: La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin

p. 540   Diego Repetto: Tramonto all’alba 

p. 541   Gianni Rescigno: Nessuno può restare

p. 546   Gianni Rescigno: Sulla bocca del vento

p. 551   Giacomo Ribaudo – Giovanni Dino: Nuovi Salmi

p. 555   Aldo G. B. Rossi: Versi per Irene e altre poesie

p. 556   Paolo Ruffilli: L’isola e il sogno

p. 557   Maria Rizzi: Anime graffiate

p. 562   Saggio: Vivere la poesia. Gianni Rodari e la didattica

p. 564   Gianna Sallustio: Labirinti

p. 565   Paolo Sangiovanni: La grande attesa

p. 566   Vittorio Sartarelli: Cara Trapani

p. 568   Pierangelo Scatena: Nelle parole   

p. 570   Pierangelo Scatena: Ricordi del presente

p. 571   Pierangelo Scatena: Per prova e per errore

p. 572   Silvana Serafin: La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin

p. 575   Serena Siniscalco: Il poesiario VIII

p. 580   Maurizio Soldini: In controluce

p. 585   Antonio Spagnuolo: Misure del timore

p. 586   Antonio Spagnuolo: Misure del timore       

p. 592   Antonio Spagnuolo: Il senso della possibilità

p. 595   Lorenzo Spurio: Cemento

p. 598   Francesco Tassinari: Ultime poesie 

p. 599   Francesco Tassinari: Poi venne una zazzera d’oro      

p. 600   Francesco Tassinari: Il silenzio del tempo

p. 600   Giovanni Tavčar: Bisognerà presto voltare pagina

p. 601   Giovanni Tavčar: Quel poco che ancora avanza         

p. 602   Beniamino Todaro: Gli uomini il mondo e Dio. Meditazioni minime

p. 603   Maria Luisa Daniele Toffanin: Fragmanta

p. 606   Maria Luisa Daniele Toffanin: Dell’azzurro ed altro

p. 607   Maria Luisa Daniele Toffanin: Per colli e cieli insieme mia euganea terra

p. 608   Maria Luisa Daniele Toffanin: E ci sono angeli

p. 610   Maria Luisa Daniele Toffanin: Appunti di mare

p. 611   Imperia Tognacci: Nel bosco, sulle orme del pastore    

p. 612   Imperia Tognacci: Il richiamo di Orfeo       

p. 616   Flavio Vacchetta: La sala luminosa

p. 619   Flavio Vacchetta: Convivio

p. 621   Silvia Venuti: La visione assorta

p. 624   Giuseppe Vetromile: Percorsi alternativi

p. 627   Rodolfo Vettorello: Passi perduti

p. 628   Rodolfo Vettorello: Contro il tempo Il tempo contro

p. 630   Vittorio Vettori: In ricordo

p. 635   Edda Ghilardi Vincenti: Tre poesie

p. 636   Luigi Zadi: L’albero cavo

p. 637   Vladimiro Zucchi: A più dimensioni

  

INTERVISTE

 p. 641   Lorenzo Spurio

p. 650   Miriam Luigia Binda

p. 660   Fulvio Castellani

  

LA POESIA DI NAZARIO PARDINI

(note critiche 2012-2013)

 p. 689   Sandro Angelucci: Su I miti che verranno

p. 715   Sandro Angelucci: Sulla recensione a Anime graffiate di Maria Rizzi

p. 719   Sandro Angelucci: Sulla poesia Luglio

p. 729   Sandro Angelucci: Su “A colloquio con il padre. Il sogno

p. 680   Adriana Assini: Su Si aggirava nei boschi una fanciulla

p. 681   Adriana Assini: Su D’Autunno” 

p. 682   Adriana Assini: Su “Alla volta di Lèucade

p. 671   Pasquale Balestriere: Su La poesia di Nazario Pardini

p. 689   Pasquale Balestriere: Su I miti che verranno

p. 675   Paolo Bassani: Su Alla volta di Lèucade

p. 690   Miriam Luigia Binda: Su Dicotomie

p. 700   Miriam Luigia Binda: Su Nel regno delle Eumenidi

p. 707   Miriam Luigia Binda: Su Adriade

p. 676   Ninnj Di Stefano Busà: Su “La poesia di Nazario Pardini

p. 695   Ninnj Di Stefano Busà: Su Dicotomie

p. 717   Ninnj Di Stefano Busà: Sulla poesia “Luglio

p. 708   Ninnj Di Stefano Busà: Su “Adriade

p. 720   Ninnj Di Stefano Busà: Prefazione a “I simboli del mito

p. 731   Ninnj Di Stefano Busà: Su “A colloquio con il padre. Il sogno

p. 736   Ninnj Di Stefano Busà: Su “A colloquio con il padre. Il sogno

p. 737   Ninnj Di Stefano Busà: Sulla poesia “Non chiedermi perché

p. 701   Franco Campegiani: Su “Nel regno delle Eumenidi”

p. 706   Franco Campegiani: Su Adriade”          

p. 718   Franco Campegiani: Sulla poesia “Luglio

p. 730   Franco Campegiani: Su “A colloquio con il padre. Il sogno

p. 678   Marisa Cecchetti: Su Alla volta di Lèucade

p. 677   Carmelo Consoli: Su “La poesia di Nazario Pardini”          

p. 734   Domenico Defelice: Postfazione a “I simboli del mito

p. 701   Maria Grazia Ferraris: “A proposito di Adriade

p. 724   Maria Grazia Ferraris: Su “A colloquio con il padre. Il sogno

p. 678   Brunello Gentile: Su La poesia di Nazario Pardini

p. 716   Liana De Luca: Su La poetica di Nazario Pardini

p. 686   Riccardo Minissi: Su Alla volta di Lèucade

p. 687   Ugo Piscopo “Premio Tulliola”: Su Alla volta di Lèucade

p. 683   Premio “Leandro Polverini”: Su Scampoli serali di un venditore di arazzi

p. 684   Premio “Libero De Libero”: Su Colloquio con il mare e con la vita

p. 684   Premio “Portus Lunae”: “Premio alla carriera per alti meriti letterari”

p. 713   Premio “Scriviamo insieme”: Su Scampoli serali di un venditore di arazzi

p. 713   Premio “Città di Abano Terme”: Su Scampoli serali serali… 

p. 734   Premio “Pomezia-Notizie”: Su “I simboli del mito

p. 674   Daniela Quieti: Su “La poesia di Nazario Pardini

p. 698   Daniela Quieti: Su Dicotomie

p. 687   Antonio Spagnuolo: Su Dicotomie”        

p. 685   Silvia Venuti: Su Alla volta di Lèucade

p. 709   Giuseppe Vetromile: Su “Dicotomie

p. 732   Umberto Vicaretti: Sulla prefazione a Inventario di settembre

p. 739   Nazario Pardini: Recensione di chiusura a “Aprile di fiori” di M. Grazia Ferraris 

 

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