A Palermo ad Aprile un reading poetico che celebrerà poeti grandi e dimenticati

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La rivista di letteratura Euterpe organizza il reading poetico dal titolo “GRANDI E DIMENTICATI: Tributo alla poesia che non muore” che si svolgerà a PALERMO  alla Libreria Spazio Cultura in Via Marchese di Villabianca 102 sabato 18 aprile 2015 alle ore 17:30.

 

Il reading poetico ha la volontà di ricordare poeti che hanno contraddistinto la storia della letteratura italiana e straniera nel corso dei secoli con opere poetiche ispirate a loro o alle loro opere o ad essi dedicate.

Come indica il titolo del reading “Grandi e dimenticati”, la serata sarà volta a ricordare mediante il genio individuale e il personale atto creativo tanto di esponenti di spicco e di inopinabile grandezza, quanto autori meno conosciuti, regionali o di nicchia, o che nel processo storico sono stati ingiustamente tralasciati e dimenticati.

 

Ogni partecipante potrà leggere un massimo di 3 liriche che dovranno avere le seguenti caratteristiche:

– dovranno essere di completa produzione dell’autore;

– non dovranno superare i 30 versi;

– dovranno attenersi, seppur vagamente, al tema proposto

 

Nessun contributo è richiesto per la partecipazione al reading.

La partecipazione all’evento mediante l’invio dei propri testi presuppone la propria presenza fisica il giorno del reading. Non verranno declamati testi poetici di autori che non saranno fisicamente presenti in sede di reading.

 

I poeti che intendono partecipare debbono inviare entro e non oltre il 10 aprile 2015 alla mail rivistaeuterpe@gmail.com mettendo come oggetto “Reading poetico Palermo” i seguenti materiali in formato doc o pdf:

– il testo delle poesie (nel caso si presenti poesie in dialetto è richiesto di allegare anche la relativa traduzione in italiano);

– un documento contenente i dati personali dell’autore (nome, cognome, indirizzo, telefono e cellulare, mail per essere eventualmente contattato)

– l’autorizzazione di paternità dei testi, di seguito indicata, che dovrà essere inserita a continuazione del file contenente i dati personali:

 

Attesto che la poesia che presento al suddetto concorso è frutto del mio ingegno, ne dichiaro la paternità e l’autenticità.

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/2003 e successive modifiche e acconsento alla pubblicazione di questo testo nell’opera antologica, senza avere nulla a pretendere né ora né mai.

 

Al termine dell’evento gli organizzatori si premureranno di raccogliere tutte le liriche dei poeti partecipanti in un volume antologico che sarà pubblicato nel corrente anno e del quale verranno fornite tutte le indicazioni ai partecipanti. L’acquisto di detto volume non sarà obbligatorio, ma consigliato a testimonianza del ricordo della serata di poesia e condivisione artistica.

   

Info:

Lorenzo Spurio – rivistaeuterpe@gmail.com

Luigi Pio Carmina – uazzo2002@yahoo.it

 

Media Partners

“Precariopoli” di Fabio Lastrucci

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 184 KB
  • Lunghezza stampa: 52
  • Editore: Milena Edizioni (2 settembre 2014)
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B00N9BZE1C

Sinossi

Un giovane disoccupato s’imbatte per caso in un bando di concorso elusivo e misterioso quanto una loggia massonica. In palio c’è un solo posto come titolista di film porno.La prospettiva è irresistibile, ma che conseguenze può comportare? È quello che scopre a sue spese Mariotti Mario, precario, timido e incline al disfattismo, non appena decide di concorrere al lavoro della sua vita.Trovandosi circondato da una cerchia di amici improbabili e marginali come lui, Mario deve difendere la segretezza del suo progetto, sfuggendo ai giudizi taglienti del Filosofo e alle avventurose strategie lavorative dello Sbadante, per dimostrare a se stesso e al mondo di poter riuscire. Solo che l’impresa non è affatto semplice e richiede l’aiuto di un peso massimo della materia, il portiere esperto di trash Signor Borrelli, l’uomo senza nome e senza pudore che diventerà il suo trainer.In una narrazione immersa nel quotidiano, si dipanano situazioni grottesche e surreali, per seguire gli sforzi di un ragazzo qualunque, immerso nei meccanismi di un mondo più difficile di quanto non desideri. Una vicenda impossibile, che può essere una metafora del nostro rapporto con la vita ai tempi della crisi.È una maniera di sorridere, senza cinismo e con un pizzico di speranza, sulla realtà giovanile e le sue grandi sfide.

NOTE BIOGRAFICHE

Fabio Lastrucci nasce a Napoli nel 1962. Scultore e illustratore, ha lavorato per le principali reti televisive nazionali, il teatro lirico e di prosa con i laboratori Golem Studio, Metaluna e Forme mentre attualmente porta avanti il progetto artistico Nuages – morbidi approdi con il fratello Paolo. Nel 1987 disegna l’albo a fumetti La guerra di Martìn, su testi del drammaturgo Francesco Silvestri. Come autore di testi ha messo in scena lo spettacolo teatrale Racconti Salati(con Fioravante Rea e Fulvio Fiori), inoltre ha pubblicato numerosi racconti in riviste e antologie edite tra gli altri da Il Foglio Letterario, CS_libri, Perrone, Montag, DelosBooks, Ciesse e Dunwich. Nel 2012 presenta con le Edizioni Scudo il saggio I territori del fantastico, una raccolta di interviste semiserie con autori italiani e stranieri. Nel 2014 pubblica gli ebook di fantascienza Max Satisfaction (con le edizioni La mela avvelenata) e Utopia Morbida(con Asterisk edizioni). Con Milena Edizioni pubblica il suo primo romanzo Precariopoli – come trovare lavoro a Napoli mentre cerchi di svignartela senza pagare il conto. Con Dunwich edizioni pubblica l’horror L’estate segreta di Babe Hardy. Collabora con interviste e articoli con le riviste «Delos Science Fiction» e «Rivista Milena».

Andrea Schiavone esce con “Pat Spananza”

Titolo: Pat Spananza

Autore: Andrea Schiavone

Formato: E-book

Pagine: 28

Genere: noir/umoristico

Editore: Nero Press, 2014

Prezzo: 0,99

Link Amazon

 

Sinossi: Pat Spananza è un criminale della peggior specie, nel suo curriculum non mancano nefandezze di ogni tipo. Tra queste, ciò che più giova alla sua pessima reputazione è di certo la carriera da assassino professionista. Nulla sembra intaccare il gelo della sua anima, fin quando non gli viene assegnata una missione diversa dal solito: recuperare un oggetto rubato. Scoprire l’identità del ladro sconvolgerà la sua perfetta esistenza. Un noir irriverente da “bere” come fosse un cocktail da buttare giù tutto d’un fiato.

  

CHI E’ L’AUTORE

Andrea Schiavone nasce nel 1989 a Torre Annunziata, ma cresce tra Nocera Inferiore e San Marzano sul Sarno. Si trasferisce a Roma dove consegue la laurea triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo presso “La Sapienza” con una tesi sul cinema noir e poi a Milano per la magistrale in Televisione, Cinema e New Media presso l’Università IULM. Appassionato di cinema e letteratura e amante della scrittura, collabora parallelamente agli studi con numerose testate giornalistiche online e blog in qualità di redattore e critico, tra cui http://www.indie-eye.it, http://www.letteraturahorror.it,www.fantasyplanet.it, http://www.latelanera.com, thrillerpages.blogspot.it http://www.horror.it. Tra i suoi racconti: Affetti e affettati incluso nell’antologia La Serra Trema edito Dunwich Edizioni, Er Cane per l’antologia Per le strade di Roma edito Ensemble Edizioni, Kangor per GDS, Acqua Naiade per la Wizards&Blackholes, L’Oasi per l’antologia Esecranda 2014 e Africa per L’Universo di Lovecraft, entrambe edite dall’associazione culturale Esescifi. Con la poesia L’altra morale è tra i finalisti dell’Interiora Horror Fest. Attualmente lavora come autore e editor per How2 Edizioni.

 

ALCUNI ESTRATTI DAL LIBRO 

Pat Spananza era quel che si dice un predestinato. Le sventure che colpirono la sua famiglia, quando ancora il piccolo reietto non era conscio delle brutture della vita, contribuirono a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, il tormentato infelice era oggetto dello sfavore del fato meno di quanto si pensasse.

Pat Spananza era quel che si dice un discriminato. La sua appartenenza etnica, caratterizzata da marcati tratti fisiognomici tipici delle popolazioni dell’est Europa, contribuirono a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, il povero diavolo era oggetto dei soprusi razzisti meno di quanto si pensasse.

Pat Spananza era quel che si dice un ipocrita. Il suo costante sfruttamento della benevolenza altrui, legittimata dalla sua meschina sorte in tenera età, contribuirono a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, l’impudente sfruttatore era oggetto dell’irritato dissenso meno di quanto meritasse.

Pat Spananza era quel che si dice un tipo poco raccomandabile. Il ricco arsenale di armi da fuoco di cui disponeva, e che gelosamente custodiva nel suo alloggio di periferia, contribuiva a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, il reprobo scellerato era oggetto delle malelingue popolari più di quanto meritasse.

Pat Spananza era quel che si dice un pederasta. La sua rinomata passione per l’organo sessuale maschile, con spiccata predilezione per quelli contraddistinti da una ragguardevole circonferenza, contribuiva a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, l’emarginato invertito ero oggetto dei pregiudizi più di quanto meritasse.

Pat Spananza era quel che si dice un pedofilo. Le sue tre condanne per abusi su minori, scontate in quindici anni nel carcere di Rebibbia, contribuirono a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, il viscido pervertito era oggetto del disprezzo altrui meno di quanto si pensasse.

Pat Spananza era quel che si dice uno zoppo. Il suo passo claudicante, esigente di un supporto ulteriore per favorire un più agile movimento, contribuiva a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, il vacillante storpio era oggetto dei pietismi della gente più di quanto meritasse.

 

***

 

 

Lo spino da cui Duzy succhiava il fumo con avidità era davvero enorme, come enorme era il suo culone e la poltrona che aveva l’arduo compito di sostenerlo. Un soggetto ipertrofico da ogni punto di vista, insomma.

Da un sudicio secchio ai suoi piedi il buon Duzy attingeva il consueto pasto grasso. La mano sinistra affondava a mo’ di gru e riemergeva carica di patatine fritte che finivano a forza a manciate in una cloaca buia aperta sull’abisso, o più banalmente, nella sua bocca. E così, tra un tiro di spino, una manciata di patatine, un sorso di birra e una scoreggia, l’abietto omone polacco passava le giornate nell’attesa del segnale telefonico che lo avrebbe richiamato alla mobilità. «Tre squilli», gli aveva detto Rospo. «ar terzo squillo arzi er culo da’ poltrona e te precipiti ner luogo concordato co’ sto pacco; nun l’aprirai, nun chiederai, nun t’impiccerai der contenuto. Te limiterai semplicemente a consegnallo a’ persona che t’ho descritto. E fatte en bagno, cazzo, puzzi peggio der culo d’en barbone». 

 

***

 

Duzy richiuse il pesante pannello alle sue spalle. Di Rospo non si vedeva traccia. Chillu merdaiuolo gli aveva fatto fare una corsa inutile. Stremato e affamato si tuffò su un cumulo di sbrindellati sacchi di juta, tirò fuori dalla tasca un fazzoletto di stoffa formato lenzuolo e prese a tamponarsi la nuca e la fronte zuppe di sudore.

Dei pesanti passi risuonarono dietro il pannello. Duzy smise di asciugarsi e tese l’orecchio: «Rospariello sì tu?». Nessuna risposta. «Ohè! Chi cazz’è loc for?», urlò nervoso.

«E statte zitto, che te urli a rimbambito, so’ io!». Rospo scivolò dentro richiudendo velocemente la porta.

«Mallanemaechitestramuòrto! M’è fatt cacà sott», lo redarguì Duzy riprendendo a tamponarsi la nuca.