Stile Euterpe vol. 2 – Come partecipare all’antologia su Aldo Palazzeschi

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I redattori della Rivista Euterpe hanno inteso proporre il secondo volume del progetto Stile Euterpe – Antologia tematica per una nuova cultura.

Il primo volume di questa iniziativa è stato dedicato al poeta siciliano Leonardo Sciascia e l’antologia porta il titolo Leonardo Sciascia: cronista di scomode realtà (PoetiKanten Edizioni, 2015, 124 pp., prefazione di Nazario Pardini e postfazione di Antonio Spagnuolo, ISBN: 9788894038859, costo 10€; per acquisti: rivistaeuterpe@gmail.com).

 

Il progetto:

Ogni anno i redattori della rivista sceglieranno un autore contemporaneo.

I partecipanti potranno inviare saggi, racconti e poesie che siano fedeli allo stile,  alle tematiche e al curriculum letterario che ha caratterizzato l’intellettuale Aldo Palazzeschi. Il volume porterà il titolo di Aldo Palazzeschi: il crepuscolare, il futurista, l’ironico.

Per la partecipazione all’iniziativa editoriale bisognerà riferirsi all’opera dell’autore fiorentino, alle sue fasi poetiche, al suo percorso letterario, ai suoi luoghi cari e alle tematiche di fondo della sua carriera poetica e della sua produzione narrativa (Sorelle Materassi, Il codice di Perelà,..) nonché saggistica quale firmatario di vari manifesti futuristi.

L’obiettivo non è quello di plagiare o scovare il nuovo Palazzeschi, bensì omaggiare o rileggere lo stile dello scrittore toscano attraverso un’antologia tematica, aperta soprattutto agli appassionati del genere e dello stile di uno dei più poliedrici intellettuali del primo ‘900. In questo modo Euterpe vuole dare risalto ad autori sommersi e amanti della vera letteratura.

 

Selezione del materiale e composizione dell’Antologia:

I partecipanti potranno presentare:

– 1 saggio breve o articolo (massimo 5mila caratteri spazi esclusi);

– 2 poesie (massimo 25 versi);

– 1 racconto (massimo 5mila caratteri spazi esclusi).

Ci si può candidare sola a una delle tre categorie.

I lavori, corredati dei propri dati personali e un curriculum letterario, dovranno essere inviati a rivistaeuterpe@gmail.com entro il 20 settembre 2015.

La selezione sarà effettuata dai redattori della Rivista Euterpe (http://rivista-euterpe.blogspot.it/p/chi-siamo.html).

Entreranno a far parte dell’Antologia un massimo di 20 poesie; 10 racconti; 5 saggi brevi.

La pubblicazione dell’Antologia sarà affidata a PoetiKanten Edizioni e sarà dotata di regolare codice ISBN, immessa nel mercato librario online e disponibile al prestito in alcune biblioteche comunali della penisola dove i volumi verranno depositati.

La partecipazione al concorso è gratuita.

L’autore selezionato per la pubblicazione si impegnerà ad acquistare 2 copie dell’Antologia al prezzo totale di 25€ (spese di spedizione incluse) dietro sottoscrizione di un modulo di liberatoria che verrà poi fornito.

I redattori della rivista Euterpe non dovranno intrattenere rapporti personali e/o di corrispondenza con gli autori che parteciperanno al progetto pena la squalifica dei testi dalla selezione.

 

Premiazione:

Non vi sarà una premiazione vera e propria, in quanto non ci sarà una graduatoria di merito: tutti i selezionati verranno pubblicati in antologia secondo i criteri sopra esposti.

In base ai tempi di selezione e pubblicazione dell’Antologia, sarà scelta una location dove verrà presentata l’opera e alla quale gli autori presenti nel testo sono caldamente invitati a partecipare e intervenire.

  

Info:

www.rivista-euterpe.blogspot.com

rivistaeuterpe@gmail.com

Anna Scarpetta su “Neoplasie civili” di Lorenzo Spurio

NEOPLASIE CIVILI

Silloge poetica di  LORENZO SPURIO

 

Recensione di ANNA SCARPETTA (Poetessa e scrittrice)

 

             

Neoplasie civili di Lorenzo Spurio

Neoplasie civili di Lorenzo Spurio

 Neoplasie Civili di Lorenzo Spurio è il primo libro di poesie che ha incuriosito e continua a incuriosire non solo i critici ma anche il numeroso pubblico che  segue le costanti novità editoriali, fresche di stampa, del giovane scrittore e saggista.

               Il titolo di questa Silloge è incredibilmente mirato, abbastanza forte e preciso, per narrare, in versi, l’essenzialità di tutti quei malesseri oscuri di un mondo malato da troppi mali sociali, così profondi e gravi: taluni lasciati nella più completa indifferenza e degrado, altri, invece, rimasti come tracce di storia da ricordare. Tuttavia, sono sempre mali neoplastici, tra virgolette, del nostro pianeta. Invero, mali che deteriorano quei valori sani di una società costantemente offuscata  da troppe crudeli violenze, miste di terrori e soprusi così miserabili. Il libro è davvero profondo e risalta quei valori sociali che sembrano aver perso il giusto passo con la realtà, così come si può constatare in questa poesia, Polvere e Sangue: “ (…) Alla nuda  frontiera del mondo/ impavidi  cecchini sparavano, uccidendo soldati amici(…)”. pag. 35; o  ancora meglio specificato in questa lirica dal titolo Kalashnikov d’estate, in cui il poeta, con sottile stile sostanzioso, enuncia:”(…) Lì tra le torok di polvere e i chawaree di terra depressa/ morivano uomini./Un prepotente capotribù era saltato in aria/con figli, amici e sconosciuti/ poco lontano dal mercato (…)”.  pag. 24

               Invero, le liriche sono pregne di reali contenuti, inerenti ai mali che affliggono l’umanità dei nostri tempi che non appaiono mai così giusti e maturi abbastanza per guarire ogni crudele ferita inferta, quando ancora sanguina nella memoria della nostra storia, sia passata che presente. Mi piace, altresì, evidenziare taluni versi, assai forti, di Lorenzo inPolvere e sangue, in cui i mali sembrano raggiungere livelli impensabili, quando egli afferma: “Quelle pietre perfette/ assorbivano sangue, diventando tumori in metastasi. Un vecchio fumava/ stanco dell’oppio e mugugnava frasi d’odio. I bambini giocavano addolorati/fra le pozzanghere nere, senza fine. (…)” e di nuovo  ribattono i versi incalzanti, dicendo la verità: “(…) Non ho mai avuto tanto freddo;/ serravo i pugni con sovrumana forza/con la speranza di polverizzarmi (…)”. pag. 35

               La visione di questa poesia risulta perfetta come metafora, la bravura di Lorenzo Spurio riesce a descrivere la durezza delle pietre pregne di sangue, destinate nel tempo a divenire tumori in metastasi, proprio quando cala silenzioso il velo dell’indifferenza. Sicché, s’intuisce chiara la rassegnazione di un vecchio che fuma,  rimuginando, tra sé,  solo frasi di odio. Peraltro, mi risulta spontaneo citare altri versi significativi, in un dialogo, quasi intimo, ovvero, un lento interrogarsi continuo senza mai giungere a risposte giuste. In effetti l’autore si apre, dicendo in Colloquio: Ho guardato la terra  e le ho chiesto dove andasse/ usando un linguaggio di vergogna/ per ammazzare noiosi secondi” (…) pag. 52. Anche  la limpida e tenera lirica  A una madre, risulta inequivocabile quando recita: “(…) Le lacrime di un popolo scivolano copiose, per un momento; quelle di una madre/non trovano fine”. pag. 15

               Ebbene, tutto incentrato nel cuore malato del mondo, sin da subito, si rivela particolarmente interessante questo libro di poesie di Lorenzo Spurio. Mi piace aggiungere,è un modo assai singolare, di saper narrare, dialogando, con giusta misura, nelle succinte o aperte descrizioni di certune delicate tematiche. Invero, una silloge, di poesie così originali e impegnative, preparata in grande stile, che si presenta al pubblico, ben nutrita di particolari, mettendo in risalto, una molteplicità di eventi accaduti. In sintesi, i versi del poeta scandiscono con incisiva espressività un lento, continuo scorrere di accadimenti avvenuti, nel mondo, in una sequela  impressionante, davvero inquietante, in veste di delicati temi sociali, tutti avvolti da un alone inconfutabile di veridicità così intrigante. Poesie, peraltro, frutto di un costante lavoro assai minuzioso, che scorrono fluide come l’acqua di un fiume agli occhi di chi legge.

 

               In sintesi, l’ampia finestra, di questo libro, si apre generosa sul mondo per lasciare intravedere tanti minuziosi flash istantanei di quegli eventi, misti di orrende violenze, nonché, duri soprusi. Ma, tuttavia, evidenziano anche periodi di tanta tirannia e suicidi che abilmente  Lorenzo ha saputo catturare con la sua curiosità.  Difatti, i versi descrivono la brutale follia di uno scrittore francese, Dominique Venner, morto suicida il 21 Maggio del 2013 nella cattedrale di Parigi. Invero, anche in questo tragico avvenimento, i versi dell’autore risultano abbastanza incisivi in Notre-Dame De Paris: “(…) In cattedrale si suicida uno scrittore/per sdegnare il tormento/di gravosi e disoneste leggi/contro-natura, che spaccano la Sacra Famiglia (…)”. pag. 22.

              Dunque, accadimenti  importanti, che hanno comunque scosso il mondo per la tragica morte della principessa, Lady Diana. In realtà, nella lirica Verde per sempre, Lorenzo, inequivocabilmente, enuncia: “(…)Non era stata regina,/ ma principessa declassata di titoli, onori/e infangata da accuse e presunzioni” (…). pag. 20

               Leggendo con attenzione il libro, ebbene, non si può non lasciarsi coinvolgere da questi versi, marcati dalla durezza degli eventi che sembrano interrogarci con estrema inquietudine, in Non più favole, in cui Lorenzo dice chiaro: “Non era tempo per favole/e idiote freddure, quello./ Il sole riscaldava l’erba/l’aria e il cemento, ma non me” (…) pag. 34.  La minuziosa ricerca accurata, del poeta, va oltre alla visione di taluni tragici fatti, esaltando, in genuini versi, molte crudeltà consumate in paesi stranieri, come in Turchia, durante un clima di forte repressione nel giugno del 2013.

               I versi di Neoplasie civili, in concreto, raccontano dure verità, in una sequela  inaudita di squallori, misti di dolore e forte sofferenza di un popolo governato col pugno duro e autoritario, così come descrive Lorenzo Spurio in Non abbattete quegli alberi!: “Nelle strade tra polvere e odio/indignazione e difesa ecologica/la voglia di libertà/ stringeva alle mani/il verde futuro/ di una patria, affollata nelle preoccupazioni,/ massacrata nelle opposizioni,/ martoriata dalle aberrazioni,/ di un capo pur eletto/ ma non più amato.” (…) pag. 39.

               Infine, nella bella lirica: Alla piazza di sangue, Lorenzo risalta una speciale visione di un pubblico rumoroso che rimane affascinato dinanzi ad uno spettacolo di tori eroici nell’arena. Così gli estasiati versi immortalano certe scene abbastanza chiare:  “Un vecchio registrava affanni/e claudicante ricercava/ il suo posto all’ombra. |Holà! (…) Il clarino suonò dolciastro,/la folla estasiata si godeva quei terzi/nell’arena appiattita. |Aca toro! (…) Qualcuno avrebbe mangiato una coda/in una taverna della plaza./L’avrebbe condita con patate, come pregiatissime medaglie/di un bottino ritrovato. (…)”. pag.46/47

               In conclusione, la nuova poetica di Neoplasie civili s’impone con minuziosa accortezza e narra drammi umanitari sparsi nel mondo. La nuova silloge di poesie di Lorenzo Spurio sembra proprio  che c’inviti, in sintesi, a riflettere seriamente, con un bel suo pensiero, rivolto a tutti, indistintamente, ch’io racchiuderei così: “Benvenuti nel nostro mondo infernale, coi mali orrendi, coi suoi soprusi, coi suo contrasti accesi, coi risvolti di mille facce e sfaccettature, che ci tolgono il respiro. Tante sono state le vicissitudini che abbiano dovuto sopportare, con fatica, per dimenticare. Le abbiamo sopportate inermi, attoniti, fino a toglierci il piacere di una serenità che nessuno avrà mai più”. Ecco, mi piace concludere così questa doviziosa raccolta di liriche, così intensamente forti, vere. A mio dire, neppure un bravo reporter, in giro per il mondo con la sua macchina fotografica avrebbe potuto fotografare meglio tutto ciò che Lorenzo ci ha descritto, minuziosamente, in questi magnifici, reali, versi.

 

 

Novara, lì 26.04.2015                                                                        Anna Scarpetta