Nuovo appuntamento con l’Angelico Certame sabato a Torino. Conduzione di Max Ponte

Sabato 20 ottobre 2018 alle ore 17.30
L’ANGELICO CERTAME a TORINO / VIII
Container, Via del Carmine 11, Torino

Conduce Max Ponte. Con 6 poeti in gara

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Riparte L’ANGELICO CERTAME dopo l’ultima data del Salone Off di Torino.
L’ANGELICO CERTAME è una gara poetica perfomativa ideata e condotta da Max Ponte. Si tratta di un vero spettacolo, ad ingresso libero, basato sull’arte della parola. L’iniziativa è arrivata al suo ottavo appuntamento e prevede un campionato nazionale biennale e un premio finale in denaro per il primo classificato di 500 euro.

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L’ANGELICO CERTAME, che sarà aperto da un open mic, si svolgerà come segue:
– 3 prove che dovranno affrontare tutti i poeti in gara: una prova di improvvisazione, una performativa e una teatrale. Nella prima prova i poeti dovranno creare una poesia in 10/15 minuti in base ad un tema sorteggiato. Nella seconda potranno performare un loro lavoro a piacere. Nella terza fase dovranno usare oggetti di scena o maschere o costumi per rappresentare il loro lavoro.
– una giuria mista (con due membri tecnici e due sorteggiati dal pubblico).
– 2 minuti di tempo massimo per ogni intervento
– tutte le poesie devon esser proprie, dalla produzione personale del poeta certante

L’ANGELICO CERTAME nasce per dare una ulteriore possibilità d’espressione alla poesia orale e performativa italiana, valorizzando il lavoro dei poeti partecipanti, moltiplicando le possibilità creative in un nuovo format che vuole dare slancio ed eleganza allo spettacolo poetico.

Saranno presenti alla lettura libera introduttiva:
Domenico Cavallo
Chiara Pent
Antonino Natale

I Poeti certanti saranno:
Donatella Lessio
Stefano Bandera
Ermanno Emme
Giuseppe Mastarone
Massimo Brioschi
Luca Rubin

Giudici tecnici: Aldo Berti e Chiara Pent

 

 

Presentazione:

Danilo Torrito.jpg“L’ANGELICO CERTAME è una gara poetica ideata e progettata dal poeta Max Ponte, presentata per la prima volta al pubblico il 9 settembre 2016 a Torino. L’ANGELICO CERTAME si configura come una gara poetica antica e allo stesso tempo vicina alla contemporaneità. Il nome riprende il volgare “certame” dal latino “certamen”, sostantivo neutro che significa appunto “gara” o “lotta” derivato dal verbo “certare”. Il termine “certamen” designa oggi gare in latino. Si è preferito il termine “certame” per marcare una distinzione e favorire la riscoperta di una parola quasi dimenticata. L’ANGELICO CERTAME vuole inserirsi nel solco della tradizione letteraria italiana e ridare prestigio alle competizioni poetiche. La gara permette inoltre di valorizzare a pieno le capacità di tutti i poeti CERTANTI, di tutte le età e di tutte le “appartenenze” letterarie. Qualcuno si chiederà perché l’aggettivo “angelico”. Ogni poeta è un messaggero, quindi è portatore di un messaggio ed è un “angelo” nel senso etimologico del termine. Inoltre l’ideatore di questo gioco, lavorando ad un romanzo che ha come protagonista una creatura a suo modo angelica, è stato colto da una spontanea associazione di idee. L’ANGELICO CERTAME nasce per dare un’opportunità in più di gioco, di confronto e di crescita ai poeti; e per offrire al pubblico uno spettacolo di alto livello in cui la poesia si avvicina alla sua dimensione “totale”. L’angelo ha la capacità di portare le parole lontano e di stabilire “analogie senza fili”. L’esigenza di una maggiore libertà e una maggiore qualità nelle gare poetiche è alla base della nascita de L’ANGELICO CERTAME. L’ANGELICO CERTAME, a differenza di altri tipi di competizioni poetiche, garantisce una maggiore attenzione al poeta e alla valutazione del suo lavoro, lasciando al contempo grande libertà espressiva. Inoltre i partecipanti prenderanno parte a tutte le prove diventando veri protagonisti di questa manifestazione dall’inizio alla fine. ”

Max Ponte, Presentazione de L’Angelico Certame

dal sito ufficiale  www.angelicocertame.org 

La classifica parziale al 17 ottobre 2018: vede in testa Danilo Torrito con 2 gare vinte (99,2+100), Chiara De Cillis 1 gara (112), Nanà 1 gara (104,5), Donatella Lessio (100,3), Valeria Bianchi Mian (100), Bruno Giovetti (98,8), Roskaccio (93).  
Per info e candidature alle prossime puntate: angelicocertame@gmail.com
Per organizzazione Enrica Merlo / Angelico Certame
Grazie a Container Torino di Antonietta Altamore.

L’ingresso per il pubblico è libero, gradita l’offerta per sostenere l’iniziativa all’uscita.

“Sandro Bella e la voce del mare” articolo di Stefano Bardi sul noto poeta civitanovese e la sua produzione dialettale

Articolo di Stefano Bardi

Fin dall’alba dei tempi, il tema del mare è stato sempre prediletto nella letteratura, come è dimostrato da numerose opere a partire dalla Sacra Bibbia e dai Vangeli. Un mare che simboleggia i principali aspetti di Dio, ovvero il castigo (Mosè e la sua attraversata del mar Rosso) e la salvezza (l’acqua battesimale). Mare che sarà poi ripreso dalla letteratura greco- romana e bizantina, dove, come tematica, ricoprirà un ruolo prettamente sacrale visto nell’acqua intesa come energia esorcizzante e antidemoniaca.

Un tema, quello del mare, che sarà trattato anche dalle grandi firme della letteratura italiana dal Medioevo fino ai giorni nostri, passando per la poesia cantautoriale come per esempio il Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi, il De Jerusalem celesti e il De Babilonia civitate infernali di Giacomino da Verona, la poesia scherzosa di Cecco Angiolieri, la Divina Commedia di Dante Alighieri, il Dialogo della Natura e di un Islandese di Giacomo Leopardi, la natura sommersa di Salvatore Quasimodo, il mare, anzi l’oceano esistenziale, di Domenico Modugno in Oceano (infinito mare), il mare tombale di Lucio Dalla in Com’è profondo il mare, il mare come luogo magico dove rifugiarsi in Sharazan e il mare come cadavere in decomposizione in Notte a Cerano entrambe di Albano Carrisi. Tanti altri nomi si potrebbero e si dovrebbero fare, ma troppo lunga sarebbe la lista.

Il mare come ambiente e concetto è presente anche nella poesia marchigiana come è dimostrato dal mare scenografico di Elvio Angeletti, dal mare reminiscenziale di Michela Tombi, dal mare civico-umanitario di Marco Bordini, dal mare chimerico e “divino” di Mario Rivosecchi e, in particolar modo, dal mare intimo, nostalgico e cantastoriale di Alessandro Bella (meglio noto come “Sandro”, nato a Civitanova Marche nel 1929) che ci ha lasciato due bellissime opere di poesia marittima, ovvero Quagghiò lo porto (1988) e Li “Portési” (2007). Opere queste, dove al centro c’è sempre la città di Civitanova Marche colma di turismo, arte, inebrianti sapori, popolata da una vasta comunità multietnica. Dire Civitanova Marche o “Citanò”, nell’idioma dialettale locale, vuol dire sopratutto mare e porto, con la sua millenaria storia fatta di rapporti commerciali e con la sua storia moderna, imbevuta da rievocazioni marittimo-culinarie e culturali.

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Il poeta civitanovese Sandro Bella in uno scatto durante la sua pluridecennale attività di barbiere

Un’opera, quella del 1988, dedicata sì al porto di Civitanova Marche, ma il porto marittimo fa da scenografia anche ad altri temi. Un primo tema riguarda il porto marittimo dalle origine Picene e Romane, che nel passato viveva di pesca, mercato ittico e ambulanti che sostavano con le loro mercanzie e che oggi vive sì con la pesca, ma anche con fabbriche di vario tipo ad esso vicine.

Un secondo tema riguarda il vento d’estate, inteso dal poeta come un dolce e chimerico sospiro che ci conduce in fantasiosi universi, immersi nella pace e nella gioia.

Libro-na-Storia-na-Citta-Vicende-Civitanovesi.jpgUn terzo tema riguarda un intimo ricordo e, più nel dettaglio, quello legato alla figura di suo padre. La figura paterna è ricordata come un uomo colmo di nobiltà d’animo, profondo ossequio verso gli altri e, in una parola sola, come esempio virtuoso di vita.   

Nell’altra sua opera citata, pubblicata nel 2007, ritroviamo arcane sapienze marittime ormai dimenticate, arcaiche parole dialettali, il difficile e doloroso legame dell’Uomo con il mare e tanto altro ancora. In particolar modo leggiamo poesie in cui i marinai e i pescatori sono concepiti dal poeta civitanovese come dei moderni menestrelli e cantastorie che ricordano le loro avventurose battute di pesca con le loro lancette che, fra intemperie e tempeste, sfidavano dio Nettuno.

 Un’opera, infine, che tratta in versi anche la figura della donna, vista dal poeta come un’immensa Madre Universale che domina il mondo intero con la sua magica eloquenza dialogativa, il suo tenace spirito da guerriera, il suo amore dolce e la sua fraterna compassione.     

 STEFANO BARDI

Chiaravalle, lì 15/10/2018

 

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“Pasolini e il ’68”: un convegno internazionale al Centro Culturale “Enrico Berlinguer” (Roma) dal 29 al 31 ottobre per ricordare e approfondire uno degli intellettuali più scomodi

Siamo a cinquant’anni dal ’68, l’anno delle contestazioni studentesche, delle lotte ideologiche e politiche, degli stravolgimenti sociali.

Il 2 novembre 2018 ricorre il quarantatreesimo anniversario dalla morte di Pier Paolo Pasolini. In tutta Italia è fitto il calendario di eventi per rendere omaggio al poeta friulano, assassinato a Ostia il 2 novembre 1975. Numerose anche le iniziative editoriali che nel corso degli anni sono nate per rilegge e ricordare il celebre poeta di borgata; tra di queste va ricordata l’antologia “Pier Paolo Pasolini: il poeta civile delle borgate. A quaranta anni dall’assassinio” a cura di Michela Zanarella e Lorenzo Spurio per i tipi di PoetiKanten Edizioni di Firenze nel 2016. Il volume raccoglie una quantità pregevole di testi poetici, narrativi e di indagine critica atti a rileggere e approfondire l’opera o l’esistenza travagliata di Pasolini.

L’equivoca poesia “Il Pci ai giovani” che rievoca gli scontri tra gli studenti e la polizia a Valle Giulia a Roma è ancora oggi simbolo di rivoluzione. Ed è proprio nella periferia romana, tanto amata e raccontata da Pasolini, che si terrà il convegno internazionale ‘Pasolini e il’68’.

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Pier Paolo Pasolini

Dal 29 al 31 ottobre 2018 al Centro Culturale Enrico Berlinguer, in viale Opita Oppio 24, nel quartiere Quadraro, tre giorni di incontri, mostre, presentazioni di libri, proiezioni, canzoni romane, poesie dedicati alla figura di uno tra gli intellettuali più importarti ed eclettici del Novecento.

L’iniziativa è ideata e promossa da EMUI EuroMed University in collaborazione con il Centro Culturale Enrico Berlinguer, Cineteca di Bologna, Centro Studi Pier Paolo Pasolini Casarsa della Delizia, Fondo Pasolini Roma e Associazione Culturale Arco di Giano.

 

Si inizia lunedì 29 ottobre con i saluti del Presidente del Centro Culturale Enrico Berlinguer, Claudio Siena, e i saluti del Presidente di EMUI, il prof. Romàn Reyes, proseguendo con alcuni cenni sul quartiere di Ivano Di Carlo, poi la mostra fotografica “Pasolini e il Vangelo secondo Matteo” di Domenico Notarangelo e la mostra pittorica dell’artista spagnolo Antonio Camarò.

Per il teatro “Scartafaccio liturgie pasoliniane” di Giuseppe Lorin, spettacolo vincitore al 4° Festival Pasolini a Soriano al Cimino, con Paolo Matteucci, Michela Zanarella, Giuseppe Lorin, e musiche alla fisarmonica del M° Gianni Mirizzi.

Segue la proiezione del film “La macchinazione” di David Grieco, che ripercorre gli ultimi tre mesi di vita di Pasolini e affronta l’omicidio, di cui restano ancora molti interrogativi irrisolti.

La declamazione di un estratto dell’articolo “Il romanzo delle stragi” di Pasolini a cura di Silvio Parrello è a quadro conclusivo dell’incontro.

Martedì 30 ottobre la presentazione dei libri “Diario di un provocatore. Dov`é andato ora Pasolini” e “Critical Dictionary of Social Sciences: Pier Paolo Pasolini”, di Roman Reyes, l’intervento di Roberto Chiesi “Teorema e Porcile: utopia e distopia negli acquari borghesi”, segue la relazione del prof. Giampaolo Borghello “Una fame di storia e di speranza: Fortini per/contro Pasolini”, e il prof. Angelo Fàvaro con “Il proletariato che si chiama artista, il ’68 e Moravia l’incompreso“. Si chiude con la presentazione del libro “La Roma di Pasolini. Dizionario urbano” di Dario Pontuale, Nova Delphi.

gMercoledì 31 ottobre: una visita storico-culturale nel quartiere Quadraro, la presentazione del libro “Com’erano i ragazzi di vita” di Michela Zanarella, EuroMed Editions, Pasolini e la canzone romana con Corrado Amici e le poesie recitate da Silvio Parrello.

A conclusione una breve storia di EMUI EuroMed University a cura di Paloma Criado e la proiezione del video “Il PCI ai giovani!”.  Una serie di appuntamenti tra cultura, storia e valorizzazione del territorio per conoscere i luoghi tanto amati da Pasolini.

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Il programma: http://www.pierpaolopasolini.net/2018/programma.html

Per info e contatti: international@emui.eu