“Metamorfosi e sublimazioni” di Rita Fulvia Fazio. Recensione di Anna Castrucci

Recensione di Anna Castrucci 

 

Si usano gli specchi per guardarsi il viso

e si usa l’arte per guardarsi l’anima.

 G.B. Shaw

Fazio Rita Fulvia 2019 [EL] - Metamorfosi e sublimazioni [fronte].pngRita Fulvia Fazio al suo esordio letterario, è ospite di Guido Miano Editore nella collana Poesia Elegiaca del Maestri Italiani dal ‘900 con l’opera Metamorfosi e sublimazioni (2019).

Questa autrice va letta con estrema attenzione. In Ritmo tra sogno e realtà alla pag. 55 l’autrice con semplicità ed estrema grazia pare offrirci il suo programma poetico. Dichiara insomma di cosa sia fatta la sua Poesia, che essenzialmente si nutre di natura, traendo però misura e ritmo dall’immaginazione. In una poetica così intesa c’è tutta la vita di Rita Fulvia Fazio. Attraverso la Poesia, la natura ispiratrice le invia i suoi messaggi ed attraverso la poesia l’autrice risponde alla natura, facendosi canale di trasmissione e recezione di poetiche   missive.

Ella utilizza il mezzo poetico, per chiedere agli elementi della natura stessa di esprimere la loro essenziale perfezione poiché solo così ha senso per l’autrice, la sua stessa esistenza: “Esisto, eppure / non per me vorrei / chiedere al tempo / d’esistere… vorrei /…/ ma per… chiedere / alla fonte d’essere viva, / sempre; / alla rosa di crescere, / perfetta; / al mare di avvolgersi / nell’onda dal sapore / di salsedine…” (Scintilla d’eternità).

Ma vi è sicuramente di più. È senza dubbio un occhio innamorato a guidare il senso poetico di Fulvia Fazio e le sue liriche si possono ben considerare figlie della poesia elegiaca contemporanea, soprattutto quando nel prevalere degli aspetti soggettivi, ella si ripiega in se stessa e osserva il suo io, la sua anima o quanto di intoccabile e invisibile possa esistere nel processo di cambiamento e metamorfosi in un essere umano.

Le liriche di Rita Fulvia Fazio, hanno proprio questo pregio specifico: condurre il lettore lungo il percorso di vita fatto dalla sua stessa anima, curiosa e per taluni versi impavida. Una strada che, al pari dell’autrice, con l’aiuto della Poesia, ognuno di noi può compiere.

I temi e i motivi della sua ispirazione sono molteplici e tra loro sovente intrecciati. Spaziano dalla condizione umana vera e propria alla sua personale sensibilità amorosa. L’amore che ella sente e descrive, è a volte infelice e a volte fonte di gioia e di felicità.

È nell’incontro con la sofferenza però, che questo sentimento diviene,  nell’espressività di Fulvia Fazio,  esclusivo e totalizzante. In alcune sue liriche, a poetessa evidenzia un cuore continuamente senza pace, il sentimento sembra portatore di angoscia più che di serenità, tanto che in una incessante azione selezionatrice, esso diviene quanto mai strumento di altissima elevazione spirituale. Di pari, si innalza la sua ricerca poetica a speculare i temi dello spazio, del tempo e del proprio Sé, introducendo il lettore in atmosfere spazio temporali davvero rarefatte e talvolta dal sapore metafisico. È questo il modo che la poetessa predilige per agire una vera e propria fuga dalla realtà.

Ciò nonostante appaiono sublimi le sue evasioni in un mondo di sogni, dove lo spirito si rasserena e rinfranca e i problemi quotidiani, i desideri irrisolti, le aspirazioni deluse, immersi in paesaggio idilliaco, fatto di pace gioia e serenità,  sembrano perdere consistenza perché è proprio in quell’onirico mondo in cui Rita Fulvia Fazio vuole nel tempo  ritrovare,  oltre se stessa,  anche chi di più le è caro: “Tre affetti / e li porto con me / ma, aspettatemi, perché / se rinasco, lì vi voglio trovare…” (Trucioli).

Siamo di fronte ad una splendida autrice dalla plurima sensibilità da cui derivano anche i molteplici significati, taluni apparenti, altri volutamente nascosti, che il suo messaggio poetico reca. Immergersi tra le liriche di Fulvia Fazio è come trovarsi in una fantasmagorica sala degli specchi dove l’anima, in mille modi riflessa, tenta di risolvere l’enigma e il mistero della sua esistenza temporale. A noi dunque solo resta “… con mani di calce bianca /…/ intonacata /…tra cielo e mare, / la meraviglia!” (Accordi)  e con la sua arte concordare.

ANNA CASTRUCCI

 

L’autrice della recensione acconsente alla pubblicazione su questo spazio senza nulla pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro. E’ severamente vietato copiare e diffondere il presente testo in formato integrale o parziale senza il permesso da parte del legittimo autore. Il curatore del blog è sollevato da qualsiasi pretesa o problematica possa nascere a seguito di riproduzioni e diffusioni non autorizzate, ricadendo sull’autore dello stesso ciascun tipo di responsabilità.

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“Angoli del tempo” di Marco Cirillo, recensione di Vittorio Sartarelli

Recensione di Vittorio Sartarelli


41JboQZ3plL.jpgLeggere Angoli del tempo (Elison Publishing, 2016), giallo-poliziesco psicologico del Dottore Marco Cirillo, costituisce una soddisfazione per l’intelletto ed un piacere per l’anima. Questo brillante autore ci ha piacevolmente sorpreso sia per le sue capacità espressive sia per le sue profonde riflessioni psicologiche sull’animo umano, anche se è la seconda volta che ci accingiamo a recensire un’opera letteraria compiuta da un medico.  Di solito siamo abituati a configurare la figura del medico come una persona estremamente pragmatica anche se dotata di un’ampia cultura settoriale e professionale relativa alla sua specializzazione. Questa volta abbiamo scoperto in un cardiochirurgo esperto ed apprezzato, non solo un abile scrittore con un’ampia e feconda immaginazione, ma sotto sotto, un animo poetico che, di tanto in tanto, fa capolino nella sua prosa limpida e scorrevole. Abbiamo voluto quindi fare una piccola ricognizione sulla sua vita e abbiamo scoperto che Marco Cirillo è nato a Pescara è stato in diverse città della Penisola e molti anni a Bologna dove ha frequentato il Liceo Classico ricevendo uno studio umanistico che è formativo per la cultura e la personalità di chi ne beneficia. Nell’Università di Bologna si è poi laureato in medicina con il massimo dei voti. Attualmente vive a Brescia e presta la sua opera presso la Fondazione Poliambulanza che è un Istituto Ospedaliero privato no profit che ha come missione principale la cura della persona, nel rispetto della sua dignità. Il nostro Dottore opera in seno all’ “Unità Semplice di Chirurgia dello Scompenso Cardiaco” che, nel suo campo, costituisce una delle eccellenze della medicina italiana molto apprezzata. Lui stesso dichiara di “vivere vicino alle persone che soffrono ed ai loro sentimenti di ogni giorno e la scrittura gli fa comprendere e rappresentare questa nostra vita nei suoi infiniti aspetti”. Abbiamo scoperto anche che questo è il suo secondo romanzo pubblicato, assieme ad altre opere di poesia e a un testo finalizzato ad un debutto teatrale.  Insomma, nell’Habitus del cardiochirurgo si è sviluppato l’archetipo del letterato. L’ordito narrativo del libro s’intreccia e si dipana principalmente nella città di Bologna, con puntatine a Genova, Savona e Modena avendo come personaggio principale un Ispettore di Polizia del settore Omicidi, Stefano Righi, famoso per le sue capacità di segugio provetto nel risolvere i casi più intricati e misteriosi di questo settore del crimine. Per queste sue qualità, gli vengono affidati alcuni casi di omicidio efferato che sono rimasti insoluti da qualche anno. Sposato ma separato e con un figlio quindicenne che studia e del quale deve prendersi cura quotidianamente. La sua vita scorre monotona e delusa, sia come lavoro che come esistenza di comunione familiare fallita, ora deve occuparsi con molto impegno di questi omicidi rimasti senza un colpevole né prove concrete o indizi validi. In questi fatti criminosi sembra coinvolta anche se non direttamente una donna, Isabella, un’insegnate di origine portoghese ma nata in Italia, che alcuni testimoni hanno intravisto vicino ai luoghi nei quali si sono verificato gli omicidi. Questa donna abita a Bologna e Righi deve trovarla e ricominciare da lei le indagini su quei crimini.

A questo punto termina la fase interlocutoria del romanzo ed inizia quella cruciale ed interattiva della vicenda che sarà tutta infarcita di psicologia, con dialoghi che sembrano senza fine tra Righi ed Isabel molto fitti ed intensi, durante i quali che dovevano caratterizzare un’indagine accurata, impersonale e distaccata, quasi asettica dell’Ispettore di polizia, si trasformerà in un’intensa seduta di psicologia applicata. La Psicologia, infatti, nel linguaggio comune, permette la conoscenza derivata da un’approfondita analisi dell’animo umano anche nei suoi recessi più nascosti. E qui viene fuori il medico che, nella prassi comune è sempre anche uno psicologo il quale cerca di comprendere i disagi fisico-psichici del paziente, adoperandosi per la rimozione o l’attenuazione di essi. Ci piace soffermarci su questa argomentazione perché riteniamo che, quasi sempre, l’autore di un’opera letteraria finisce con l’identificarsi con il personaggio principe della storia narrata, per una sorta di transfert quasi inconscio del suo ego più intimo. Ne consegue che, necessariamente, con una persona positiva, dotata di sani principi morali e umani e con un senso spiccato della giustizia, un’indagine di polizia su una donna bella ed attraente, ma indifesa, innocente e che richiede protezione muterà, rapidamente, in una relazione amorosa così forte ed impetuosa che renderà le due persone due innamorati senza che essi stessi se ne accorgano. Nasce così un sentimento così forte ed appagante fra i due che si perpetuerà nel tempo e, a proposito del tempo, Righi scoprirà, anche se con ritardo, che Isabel ha delle qualità insospettabili. Lei lo aiuterà a risolvere non solo tutti i casi pregressi rimasti insoluti, ma anche alcuni che si verificano nel corso della sua indagine. In conclusione, una truculenta storia poliziesca, grazie al genio creativo dell’autore, si trasformerà, tra mille difficoltà, incomprensioni, delusioni e contrasti in una splendida e tenera storia d’amore che attrae e coinvolge inevitabilmente il lettore.

VITTORIO SARTARELLI

 

L’autore della recensione acconsente alla pubblicazione su questo spazio senza nulla pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro. E’ severamente vietato copiare e diffondere il presente testo in formato integrale o parziale senza il permesso da parte del legittimo autore. Il curatore del blog è sollevato da qualsiasi pretesa o problematica possa nascere a seguito di riproduzioni e diffusioni non autorizzate, ricadendo sull’autore dello stesso ciascun tipo di responsabilità.