“Leggere tra le righe” di Guido Galdini, nota di Lorenzo Spurio

Nota di Lorenzo Spurio 

download.jpgDi questo recente volume di Guido Galdini, edito da Macabor, si apprezza lo stile asciutto e il comunicare teso a una franchezza senza pari. Compongono il volume una serie di componimenti che, più che dirsi comunemente ascrivibili al tono lirico, hanno la forma di frammenti, quali tracce di un percorso di meditazione, ricerca e di lettura di se stessi. È un ragionare tra sé, un contemplare obiettivo, quello che Galdini con la sua poesia produce. Non mancano i tocchi di lieve sarcasmo o, più precisamente, di autoironia, ben resa in poesie dal taglio per lo più breve, quasi dal tono epigrammatico. Inserita nella collana “I fiori di Macabor” della casa editrice calabrese Macabor, questo libro di poesia segue le precedenti opere di Il disordine delle stanze (2012) e Gli altri (2017) da Galdini pubblicati negli ultimi anni. Bonifacio Vincenzi, che ha curato la nota critica di accompagnamento, ben fornisce alcune linee ermeneutiche parlando della poesia di Galdini come di una “sfida tra miraggio e fuga nella bufera che attraversa ogni parola”. È, infatti, una poesia anti-naturalistica se intendiamo la natura nei suoi canoni comuni, così abusati nella poesia degli ultimi due secoli, lo è in una maniera sovversiva, si potrebbe dire. Innestandosi a livello intellettuale e radicando versi ai ragionamenti e alle questioni che l´io lirico va indagando, non nega se stessa, ma ce ne fornisce, di riflesso, un possibile contorno.

Lorenzo Spurio

 

La riproduzione del presente testo, in forma di stralcio o integrale, non è consentita in qualsiasi forma senza il consenso scritto da parte dell’autore. 

Premio alla Memoria a Gian Mario Maulo (1943-2014), la motivazione del conferimento avvenuto il 10/11/2018 a Jesi

A continuazione viene riportata la motivazione di conferimento del Premio Speciale “Alla Memoria” attribuito al poeta Gian Mario Maulo (1943-2014)  conferito in data 10 novembre 2018 a Jesi (AN) presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni in seno alla premiazione della VII edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, ideato e presieduto da Lorenzo Spurio e organizzato dall’Ass. Culturale Euterpe di Jesi:

La figura di Gian Mario Maulo è stata più spesso e in ben più ampie circostanze legata prevalentemente al suo impegno pubblico che lo ha visto rivestire vari incarichi a rappresentanza e difesa della collettività, primo tra tutti quello di Sindaco di Macerata. Pur tuttavia la dedizione che Maulo ha mostrato nei confronti della letteratura è stata una costante se si pensa la sua decennale professione di insegnante del noto Istituto Tecnico “Ricci” di Macerata dove, proprio grazie a lui, fu possibile l’introduzione di un nuovo percorso di studio, il socio-pedagogico.

Il poeta Maulo, forse riscoperto in quanto tale un po’ tardivamente dall’opinione pubblica, ha rappresentato una voce indistinguibile e necessaria dell’ampio campionario di cui questa terra feconda e multiforme che è la Regione Marche. Se di quella cosiddetta fioritura di poeti marchigiani degli anni ’70 – ’80 (Garufi, Mancino, Pigliacampo, Berti Sabbieti) Maulo fu ai margini questo non significa che non condivise con gli stessi autori la potenzialità della parola, per lui una confidente necessaria delle sue giornate. Una poetica imbevuta di religiosità dove si percepisce l’animo di meraviglia verso il Creato, attento nel donare luce con le parole anche quando la speranza sembra imboccare un vicolo cieco. Eppure Gian Mario, anche nei momenti di difficoltà e di apparente buio, ha saputo colloquiare con la vita, trasmetterne un senso, incanalare emozioni autentiche in forma originale ed elegante. Il riconoscimento alla sua opera poetica e di uomo di cultura è motivo per ricordarne l’organicità dei ragionamenti e l’afflato sensoriale di tanti begli affreschi di vita vissuta con pienezza.

Lorenzo Spurio

Presidente del Premio 

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Da sinistra: Michela Zanarella (Presidente di Giuria), Lorenzo Spurio (Presidente del Premio) e Anna Rita Lucchetti (moglie di Gian Mario Maulo)

 

Una scelta di testi poetici dell’autore sono stati pubblicati nella antologia del Premio assieme alla summenzionata motivazione del Premio e alla nota bio-bibliografica che segue. 

maulo2_web.jpgGian Mario Maulo nacque a Montecosaro (MC) nel 1943. Ultimo di quattro figli di una famiglia contadina, completò gli studi classici conseguendo, presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma, la Licenza in Filosofia nel 1965 e, in seguito, la specializzazione triennale in Teologia nel 1969. Nel 1974 a Macerata, presso il locale Ateneo, ampliò la sua formazione accademica laureandosi in Filosofia con una tesi dal titolo “La Teologia della speranza di Jürgen Moltmann e la sua matrice filosofica”.

Iniziò la carriera dell’insegnamento come professore di religione a Roma. Abilitatosi in seguito in Scienze Umane e Storia insegnò nella provincia di Macerata filosofia, storia, psicologia, sociologia e pedagogia. Nel 1985 divenne docente titolare della cattedra di Scienze Umane e insegnò presso l’attuale I.I.S. “Matteo Ricci” di Macerata sino al suo pensionamento giunto nel 2008. Fu parte sempre attiva della vita dell’Istituto, si adoperò per la creazione di nuovi indirizzi sperimentali e si batté in particolare per l’istituzione di una Magistrale Statale di cui la città era al momento priva. Nacque così nel 1988 il Sociopedagogico, corso sperimentale che intendeva proporsi come un Magistrale aggiornato, valido anche per una formazione di base per operatori sociali ed educatori. Il corso, che rispondeva a un’effettiva esigenza sociale, vide da subito un ampio afflusso di popolazione scolastica. Collegate alle sua funzione di docente furono anche la partecipazione, come membro di commissione, al concorso a cattedra di Filosofia e Scienze Umane (Ancona 1990) e la docenza in quattro corsi di abilitazione per Scienze Umane (Macerata 1999-2002). Parallelamente, dal 1986 al 1993, svolse l’incarico di Giudice Esperto di Scienze dell’Educazione presso il Tribunale di Sorveglianza delle Marche.

Protagonista attento della vita culturale di Macerata, partecipe del rinnovamento politico che vide protagonista la società civile, dal 1993 al 1997 fu Sindaco della città, il primo sindaco eletto direttamente dai cittadini. Successivamente fu consigliere comunale e, dal 2005 al 2010, ricoprì la carica di Presidente del Consiglio Comunale. Anche nell’amministrazione della cosa pubblica mise in evidenza criteri innovativi e doti di realismo politico finalizzate al rinnovamento e arricchimento del patrimonio culturale, architettonico e urbanistico della città. Aperto alle esigenze e alle proposte dei cittadini, predilesse il dialogo e il confronto propri di una politica partecipata e attenta alle necessità locali. Di lui la città di Macerata “ricorda con riconoscenza l’integrità morale dell’uomo e del politico e l’altro contributo offerto per il bene della collettività attraverso gli insegnamenti e le opere, sempre animati da passione civile e impegno sociale” (Targa commemorativa del Comune di Macerata, inaugurata il 10 novembre 2014). Continuamente presente nel dibattito culturale, si segnalò per numerosi articoli e interventi su riviste, giornali e radio (inclusa la RAI, rubrica Zapping) e soprattutto per la pubblicazione di diverse opere in prosa e poesia.

Fu quest’ultima la sua vera compagna di tutta la vita: poesia come bisogno assoluto dell’anima e partecipazione di immagini, sentimenti, emozioni. Poesia come riflessione sulla vita e sull’oltre-vita, come messaggio individuale e insieme totalizzante, “un percorso dell’andare umano alla ricerca del senso nascosto del sapere e nell’amare, nel vivere e nel morire, nell’inquietudine e nella finitudine che scava senza sosta il cuore e la mente di noi mortali” (dalla introduzione di Dialogo sulle orme di Li Madou del 2010 a cura di Carlo Di Cicco).

Per la poesia pubblicò Tu che vieni (1981), Quando nasce la luce (1983), Settimo giorno (1989 – finalista al Premio “Carducci”), Tempo di attesa (2000 – premio Nazionale “D’Annunzio”), Le colline e il mare (2008), Dialogo sulle orme di Li Madou (2010), Dove si posano le ombre (2016, postumo). Per la prosa pubblicò Una scuola aperta all’Europa. Istituto Tecnico “Matteo Ricci” 1912-1992 (1992), L’ITAS “Matteo Ricci”: ieri, oggi, domani (2006), in collaborazione con colleghi dell’Istituto; Diario laico. Saggio sul Cristianesimo di Provincia (1995). È deceduto a Macerata nel 2014.

 

Nota: La riproduzione del presente testo, in forma di stralcio o integrale, non è consentita in qualsiasi forma senza il consenso scritto da parte dell’autore. 

Premio alla Memoria ad Amerigo Iannacone (1950-2017), la motivazione del conferimento avvenuto il 10/11/2018 a Jesi

A continuazione viene riportata la motivazione di conferimento del Premio Speciale “Alla Memoria” attribuito al poeta Amerigo Iannacone (1950-2017)  conferito in data 10 novembre 2018 a Jesi (AN) presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni in seno alla premiazione della VII edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, ideato e presieduto da Lorenzo Spurio e organizzato dall’Ass. Culturale Euterpe di Jesi:

Amerigo Iannacone ha rappresentato per decenni un pilastro di indiscutibile valore nel campo delle Lettere a tutto tondo. Insegnante, poeta, scrittore, si è dedicato anche alla saggistica e allo studio della storia locale, non esimendosi di esprimersi anche per mezzo di articoli, note, approfondimenti e recensioni che, nel tempo, sono apparsi su riviste di settore, online, blog, siti e collettanee. Immensa la sua produzione perché molteplici e diversificati erano i suoi interessi che lo muovevano a parlare di sé e ad esternare emozioni. Prolifica e lungimirante anche la sua attività redazionale attraverso varie riviste fondate e alle quali ha collaborato, in primis “Il Foglio volante”, un pieghevole semplice, maneggevole e spesso assai divertente che giungeva nelle nostre case di amanti della letteratura, per il quale aveva anche numerosi collaboratori tra docenti universitari e scrittori all’estero. Iannacone è stato anche punto nevralgico nella difesa, promozione e conoscenza della lingua e dell’universo esperanto, curando articoli e volumi nonché prendendo parte o organizzando direttamente convegni, congressi e ha rivestito ruoli importanti nella relativa federazione.

Voce autentica del Molise, ha cantato Venafro e il suo borgo di Ceppagna, legatissimo ai suoi spazi e fedele custode di memorie legate alla popolarità di quella terra di Provincia di cui ha parlato e che ha cercato di far aprire verso l’esterno, con reading, iniziative e consessi pubblici che hanno sensibilizzato il Molise, l’Irpinia, il Sannio e il Matese. Il nostro riconoscimento a un uomo che molto ha dato, la cui eredità sta a noi curare.

Lorenzo Spurio

Presidente del Premio 

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Da sinistra: Eva Iannacone (figlia di Amerigo Iannacone), Mariagrazia Valente (moglie di Amerigo Iannacone), Michela Zanarella (Presidente di Giuria) e Lorenzo Spurio (Presidente del Premio)

 

Una scelta di testi poetici dell’autore sono stati pubblicati nella antologia del Premio assieme alla summenzionata motivazione del Premio e alla nota bio-bibliografica che segue. 

16-Zamb-1.jpgAmerigo Iannacone nacque a Venafro (IS) nel 1950. Legatissimo al suo Molise, amò il borgo di Ceppagna del quale scrisse instancabilmente e fu figura di raccordo di molte esperienze culturali principalmente del Molise, dell’Irpinia e del Lazio Meridionale quasi un padre per la riscoperta della cultura locale sin dalla fine degli anni ‘70. Ma i confini locali non sono stati mai un limite: influente il suo contributo nella comunità esperantista sparsa nel mondo. Quale professore, insegnò presso l’I.S.I.S.S. “Antonio Giordano” della sua città. Poliedrico e pervicace il suo impegno in campo letterario dove si distinse per l’opera poetica, narrativa, saggistica, redazionale, linguistica, di traduzione e di promozione culturale. Fondò nel 1986, e diresse fino alla sua morte, il mensile letterario di cultura varia “Il Foglio Volante – La Flugfolio” e fu redattore di “L’Altra Voce”, “Nuovo Molise”, “Il Quotidiano del Molise”, “Le Libertà”, “La Voce del Molise”, “La Voce del Centro-Sud”, “La Gazzetta del Molise”, “Il Corriere del Molise”.

Vera anima di cultura del Molise, dell’alto Sannio, della Campania settentrionale e del Lazio meridionale per la poesia pubblicò i volumi Pensieri della sera (I ediz. 1980, II ediz. 2012), Dissolvenza incrociata (1983), Eterna metamorfosi / Eterna metamorfozo (1987), Ruith hora (1992) – tradotto in francese nel 1996 da Paul Courget, Mater (1995), L’ombre du caroubier / L’ombra del carrubo (2001 – edizione bilingue con traduzione in francese di Paul Courget), Semi (2004), Versetti e versacci (2006), Oboe d’amore / Ama hobojo (2007), Luoghi (2009), Parole clandestine (2010), Poi (2011), Sabbia (2014), Nuptiae (2015), Eppure (2015), Kaj tamen (2016) e le raccolte di haiku Estaciones (2001) e Stagioni (2005). Sue poesie furono tradotte in inglese, francese, rumeno, cinese, albanese, spagnolo, greco, armeno, brasiliano, catalano, maltese, russo, portoghese, tedesco, siciliano ed esperanto. Fondò il Premio di Poesia “Venafro”, fu presidente di Giuria del Premio “Città di Sant’Elia Fiumerapido” e di altre competizioni poetiche e letterarie a livello nazionale.

Per la narrativa i Microracconti (1991), A zonzo nel tempo che fu (2003), Cronache reali e surreali (2006), Il Paese a rovescio e altre fiabe (2008), Matrioska e altri racconti (2011); per il genere storico pubblicò Parliamo un po’ di Ceppagna (1985), La stramma – Un artigianato in via di estinzione (1997), Dall’otto settembre al sedici luglio (2007); per la cultura molisana: Sera e l’ata sera. Filastrocche, stornelli, proverbi, scioglilingua e altre cosette molisane (2003). Per la saggistica: Verso il fonetismo. Evoluzione della scrittura (1994), Testimonianze. Interventi critici (1998), Vincenzo Rossi e i Canti della Terra (2001 – con Ida Di Ianni), Nuove testimonianze. Interventi critici (2005), Dall’Arno al Tamigi. Annotazioni linguistiche (2008), Prefazioni e postfazioni (2010), …E poi il fiume giallo – Annotazioni linguistiche (2012) e Testimonianze 2007-2014 – Interventi critici (2015).

Iannacone fu uno dei maggiori esperantisti a livello nazionale e internazionale; significativa la sua opera di traduzione in esperanto, promozione della lingua della pace, stesura di saggi e approfondimenti e partecipazioni a convegni e incontri tematici sul tema. Tra le pubblicazioni afferenti a questa preponderante esperienza vanno ricordati: Esperanto, il perché di una scelta (1986), Da Babilonia a Esperantujo. Considerazione sulla lingua internazionale (1998), Piccolo manuale di esperanto (2006). Nel giugno 2017 pubblicò il suo ultimo libro C’ero anch’io – Un’autobiografia o quasi.  Gran parte della sua produzione letteraria è edita dalla Eva edizioni di Venafro, casa editrice che lui stesso fondò e diresse instancabilmente.

Note critiche sulla sua attività letteraria sono state stilate e diffuse in riviste, quotidiani, monografie e volumi dedicati; tra di esse quelle di Gerardo Vacana, Giorgio Barberi Squarotti, Vincenzo Rossi, Aldo Cervo, Giuseppe Napolitano, Lorenzo Spurio, Antonio Vanni, Silvano Demarchi, Leonardo Selvaggi, Ida Di Ianni, Rita Iulianis, Carmine Brancaccio, Vincenzina Scarabeo, Maurizio Zambardi, Giovanni Petta, Renato Corsetti, Lino Di Stefano, Chiara Franchitti e altri.

Numerosi i premi letterari attribuitigli; vinse il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la Critica Letteraria (conferitogli due volte), la XXVI edizione del Premio Nazionale di Poesia “Libero de Libero” (2010) e il XL Premio Val Comino per il giornalismo culturale e la difesa della lingua italiana letteraria (2015). 

È deceduto nel luglio del 2017 a seguito di un incidente stradale nel centro di Venafro dove venne investito. Il 10 marzo 2018 nella Sala Convegni del Palazzo Municipale di San Pietro Infine (CE) si è tenuto un convegno per ricordarlo dal titolo “Legàmi: Amerigo Iannacone e gli amici di Ad Flexum” al quale hanno preso parte Mariano Fuoco (Sindaco di San Pietro Infine), Maurizio Zambardi (Presidente dell’Associazione Culturale “Ad Flexum”), i critici e scrittori Aldo Cervo, Giuseppe Napolitano, Ida Di Ianni, Antonio Vanni, Rita Iulianis, Carmine Brancaccio e Chiara Franchitti. Gli atti dell’incontro sono stati raccolti nell’omonimo volume edito da Eva Edizioni a cura di Elvira Zambardi.

 

Nota: La riproduzione del presente testo, in forma di stralcio o integrale, non è consentita in qualsiasi forma senza il consenso scritto da parte dell’autore. 

Premio alla Carriera ad Anna Santoliquido, la motivazione del conferimento avvenuto il 10/11/2018

A continuazione viene riportata la motivazione di conferimento del Premio Speciale “Alla Carriera” attribuito alla poetessa e scrittrice Anna Santoliquido  conferitole in data 10 novembre 2018 a Jesi (AN) presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni in seno alla premiazione della VII edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, ideato e presieduto da Lorenzo Spurio e organizzato dall’Ass. Culturale Euterpe di Jesi:

Anna Santoliquido è una poetessa lucana conosciuta a livello internazionale. Nel corso della sua carriera da scrittrice le sono stati conferiti numerosi riconoscimenti letterari come la “Laurea Apollinaris Poetica” nel 2017, premio alla carriera per i migliori poeti italiani viventi. La sua bibliografia è vastissima. È forenzese, ma appartiene al mondo, come lei stessa ha dichiarato più volte in alcune interviste.

La sua poesia è in continuo movimento, guidata dalla costante ispirazione, curiosità e voglia di confronto con gli altri. Considera la scrittura un ponte tra interiorità e società e non poteva dare definizione migliore per le sue poesie. Ogni verso è caratterizzato da un’estrema semplicità: l’autrice riesce a condurre il lettore nei luoghi che descrive, glieli fa toccare con mano. Le emozioni arrivano con naturalezza.

Una scrittura essenziale, ma di rara bellezza, molto visiva, che fa vibrare le corde dell’anima. Dialoga con le pietre e ci fa sentire le parole della terra. Ci fa ascoltare la bellezza della vita e dell’amore, mentre la schiuma del Gargano riflette l’incanto dei luoghi. È osservatrice attenta del mondo, narratrice della storia e dei suoi miti, oltre che testimone delle intimità dei poeti, ai quali dedica versi intensi e profondi. La Giuria ha scelto di assegnarle il Premio alla Carriera non solo per il suo notevole percorso letterario e per le tante attività che svolge come promotrice culturale, ma soprattutto per quella dote innata che l’ha portata ad essere autrice capace di lasciare un segno autorevole nel panorama letterario odierno. Il suo impegno nel fare cultura, nel dare voce alle donne è un esempio positivo per le nuove generazioni.

Michela Zanarella

Presidente di Giuria

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Da sinistra: Michela Zanarella (Presidente di Giuria), Lorenzo Spurio (Presidente del Premio), Anna Santoliquido (Premio alla Carriera) e Luca Butini (Assessore alla Cultura e Vice-Sindaco di Jesi)

Una scelta di testi poetici dell’autrice sono stati pubblicati nella antologia del Premio assieme alla summenzionata motivazione del Premio e alla nota bio-bibliografica che segue.

Anna Santoliquido è nata a Forenza (PZ), vive a Bari dove si è laureata in Lingue e Letterature Straniere. Docente di Inglese, ha collaborato nella stessa Università. Poetessa, scrittrice, saggista. Ha fondato e presiede il Movimento Internazionale “Donne e Poesia”, giunto al 33° anno di attività, organizzandone i Convegni. Traduttrice, fa parte delle redazioni di diverse riviste, tra cui “La Vallisa” e “Clic: Donne 2000” – giornale delle italiane in Germania. Collabora a varie testate anche on line. Opera in associazioni culturali. È membro del Coordinamento della Sezione Nazionale Scrittori SLC-CGIL e responsabile per “Puglia‑Basilicata”. È anche responsabile per la Puglia del PEN Club Italia. Dirige laboratori di poesia. Ha svolto stimolazione poetica in Istituti di pena.

Per la poesia ha pubblicato I figli della terra (1981), Decodificazione (1986), Ofiura (1987), Trasfigurazione (1992), Nei veli di settembre (1996), Rea confessa (1996), Il feudo (1998), Confessioni (di fine Millennio) (2000), Bucarest (2001), Quattro passi per l’Europa (2011), Nei cristalli del tempo (2015), Versi a Teocrito (2015).

Nei Balcani sono apparse le sillogi Kamena kuća (La casa di pietra,  1988), Putovanje (Il viaggio, 1994) e il volume di racconti Bela jedrilica (La vela bianca, 1994), traduzioni in serbo di Dragan Mraović, Utazás (Il viaggio, 2004) traduzione in ungherese, Ed è per questo che erro (2007, edizione bilingue), Città fucilata (2010, edizione bilingue) entrambi con traduzione di Dragan Mraović, Med vrsticami (Tra le righe, 2011, edizione bilingue), traduzione di Jolka Milič, Casa de piatrǎ (La casa di pietra, 2014, edizione bilingue), traduzione di Rǎzvan Voncu, I have gone too far (2016, edizione armeno-inglese), traduzione di Vardan Hakobyan, Profetesha (La Profetessa, 2017), traduzione in albanese di Albana Alia. Ha tradotto dallo spagnolo Diez – poesie (1986) e dall’inglese vari poeti contemporanei. È presente in numerose riviste, antologie e saggi critici nazionali e stranieri, tra cui Scrittrici Italiane dell’ultimo Novecento, di Neria De Giovanni, a cura di Giacomo F. Rech, Presidenza del Consiglio dei Ministri – Commissione Nazionale per la Parità e le Pari Opportunità tra Uomo e Donna (2003), Pet Sodobnih Italijanskih Pesnikov (2003), a cura di Jolka Milič, La VallisaI nostri primi vent’anni con la Serbia (2007), a cura di Dragan Mraović e I nostri primi trent’anni. La Vallisa – Serbia (2015), a cura di Daniele Giancane e Dragan Mraović. Ha curato Zgodbe z juga – Antologija južno italijanske kratke proze (2005), traduzioni di Jana Okoren.

Sue poesie sono state tradotte in inglese, spagnolo, serbocroato, cecoslovacco, greco, sloveno, rumeno, armeno, cinese, albanese, francese, ungherese, arabo, tedesco, russo, macedone, turco, latino, polacco, bulgaro e in braille. È componente di giuria di premi letterari in Italia e all’estero.

Ha curato 5 pesetas di stelle ‑ antologia della nuova poesia spagnola, con Daniele Giancane (1985), traduzioni di Emilio Coco, Donne e poesia 1985 (1986), Le tigri e le mimose (1987), Trasgressioni di marzo (1988), Primule gialle (1989), Rondini e sirene (1990), Stelle zingare (1991), Seni con le ali (1992), Il vivaio allo specchio (1996), I diritti negati, con Patrizia Sollecito, (2011).  Nel 1999 è stata rappresentata l’opera teatrale Il Battista, regia di Ettore Catalano.

Ha coordinato il volume La prosa breve slovenaAntologia di autori contemporanei (2006) a cura di Roberto Dapit.    Tiene relazioni e recital in Italia e all’estero. Nel 2008 ha tenuto incontri letterari a Smederevo, Pozaverac, Petrovac, Sremski Karlovci. Ha rappresentato ufficialmente l’Italia in molti congressi internazionali, tra cui Zagabria, Belgrado, Atene, Creta, Bucarest, Lubiana. Ha partecipato più volte agli Incontri Internazionali degli Scrittori a Belgrado. Ha rappresentato l’Italia in vari Festival Internazionali di Poesia: nel 2005 in Valacchia (Romania), nel 2011 a Francoforte, nel 2012 a Struga in Macedonia e nel 2013 a Istanbul in Turchia, Yerevan in Armenia e Reşita in Romania. Nel 2014 a Stepanakert nel Nagorno Karabakh. Nel 2015 a Magdeburgo in Sassonia-Anhalt (Germania). Ha conseguito numerosi riconoscimenti letterari nazionali e internazionali, tra i quali: il premio della Fondazione Hesperus di Bucarest (1993), il Premio Internazionale Europa – Sezione Poesia dalla Provincia di Pisa (1994), il prestigioso premio “Anello d’oro” (2009) dalla “PKZ Beograda” (Associazione per la cultura e l’istruzione di Belgrado) per il contributo particolare dato alla cultura serba; la “Carta di Morava” e la cittadinanza onoraria (2010). Membro onorario dell’Associazione Scrittori della Serbia e membro onorario dell’Unione degli Scrittori Indipendenti della Bulgaria. Ha ricevuto la Laurea Apollinaris Poetica dall’Università Pontificia Salesiana di Roma. Nel 2018 è stato pubblicato il volume Parole in festa per Anna Santoliquido e ha ottenuto il Diploma e la Medaglia d’Onore dell’Unione degli Scrittori Indipendenti della Bulgaria. La bibliografia sulle sue opere è vastissima.

 

Nota: La riproduzione del presente testo, in forma di stralcio o integrale, non è consentita in qualsiasi forma senza il consenso scritto da parte dell’autore. 

Premio alla Memoria a Maria Ermegilda Fuxa (1913-2004), la motivazione del conferimento avvenuto il 16/11/2019 a Jesi

A continuazione viene riportata la motivazione di conferimento del Premio Speciale “Alla Memoria” attribuito alla poetessa Maria Ermegilda Fuxa (1913-2004)  conferito in data 16 novembre 2019 a Jesi (AN) presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni in seno alla premiazione della VIII edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, ideato e presieduto da Lorenzo Spurio e organizzato dall’Ass. Culturale Euterpe di Jesi. 

Maria Ermegilda Fuxa, di Alia (Palermo) fu una poetessa dal passato traumatico e doloroso, della quale a livello nazionale poco o mai si è parlato, ingiustamente, a dispetto dell’alta caratura della sua penna e della vastità del suo sentire umano. Dall’animo taciturno e schivo, la donna era particolarmente affascinata e legata a vari settori artistici: amava la scrittura, in particolar modo la poesia (molto, addirittura, il vernacolo che la legava alla sua terra) e finanche la musica (troverà ispirazione in Schubert, Mendelssohn e Beethoven). Tuttavia il suo senso d’in-appartenenza al mondo, la sua marcata solitudine, la trascineranno in una vera depressione che le aprirà le porte dell’istituto manicomiale dove venne trattata con la terapia dominante all’epoca: elettroshock e pesante somministrazione di psicofarmaci che la indebolirono e ne offuscarono, forse, le volontà, senza renderla, però, un’ombra. Difatti la sua penna è testimone lucida e inclemente di quei dolorosi momenti, descritti con automatismo e schiettezza al punto da percepirli così vividi ancor oggi. La sua produzione poetica è contenuta in tre lavori pubblicati dall’ASLA (Accademia Siciliana Letteratura ed Arti): Voce dei senza voce (1980), Lasciatemi almeno la speranza (1984) e Paesaggi d’anima (1990).  La donna è deceduta a Palermo nel 2004. Vincitrice di vari premi letterari, con questo nostro riconoscimento “Alla memoria” intendiamo riscoprire il valore culturale, anche in relazione al recente saggio critico su di lei prodotto dalla poetessa Maria Teresa Lentini, che ne ha studiato la poetica e che rappresenta una delle principali eredi della produzione letteraria della donna.

Lorenzo Spurio

Presidente del Premio 

 

Una scelta di testi poetici dell’autrice sono stati pubblicati nella antologia del Premio assieme alla summenzionata motivazione del Premio e alla nota bio-bibliografica che segue. 

 

download.jpgMaria Ermegilda Fuxa nacque ad Alia (PA) nel 1913; della sua città d’origine ebbe a scrivere: «T’amo o mio paese di Alia… ti nasconderò nei miei sogni… sei come preziosa perla e come purissimo fiore di neve…».

Dall’animo taciturno e schivo, la donna si mostrò, nel corso della sua tribolata esistenza, particolarmente affascinata e legata a vari settori artistici: amava la scrittura, in particolar modo la poesia (molto, addirittura, il vernacolo che la legava alla sua terra) e finanche la musica al punto da trovare ispirazione in Schubert, Mendelssohn e Beethoven. Tuttavia il senso d’in-appartenenza al mondo, la sua marcata solitudine e la non inclusione al gruppo familiare, uniti al disinganno amoroso fece sì che venisse trascinata in una vera depressione che le aprirà le porte dell’istituto manicomiale.

Alla morte di entrambi i genitori fu introdotta in una clinica psichiatrica del capoluogo siciliano dove venne trattata con la terapia dominante all’epoca: elettroshock e pesante somministrazione di psicofarmaci che la indebolirono e ne offuscarono le volontà. La sua penna è testimone lucida e inclemente di quei dolorosi momenti, descritti con automatismo e schiettezza al punto da percepirli così vividi ancor oggi.

La sua produzione poetica è contenuta in tre lavori pubblicati dall’ASLA (Accademia Siciliana Letteratura ed Arti): Voce dei senza voce (1980), Lasciatemi almeno la speranza (1984) e Paesaggi d’anima (1990); quest’ultima opere è adornata da una presentazione di Giuseppe Impastato. 

Numerosi i riconoscimenti letterari tra i quali il Premio Internazionale “Mario Giuseppe Restivo” (1963), il Premio Internazionale “Albatros” (1981), il Premio Internazionale “Orso d’oro” (1982), il Premio “Penna d’oro” (1983), il Premio Internazionale “Roma Aeterna” (1984), il Super-Premio “La caravella del successo” (1985), il Premio Internazionale “Guglielmo Marconi”.

La poetessa è deceduta a Palermo nel 2004.

Nel 2011 venne istituito un concorso di poesia in suo nome. A Maria Ermegilda Fuxa è stato intitolato nel novembre 2018 il giardino all’interno dell’ex-ospedale psichiatrico (presidio ospedaliero Pisani) di Via La Loggia a Palermo proprio in un momento in cui si ricorda e celebra l’introduzione della Legge Basaglia che, dopo un lungo dibattito parlamentare, votò per la conversione delle strutture manicomiali. In realtà non è la prima iniziativa promossa in ricordo della poetessa palermitana, infatti, nel giorno della Festa della Donna nel 2017 le venne intitolata la Biblioteca Comunale di Alia.

 

BIBLIOGRAFIA

Voce dei senza voce, ASLA, Palermo, 1980

Lasciatemi almeno la speranza, ASLA, Palermo, 1984

Paesaggi d’anima, ASLA, Palermo, 1990

 

 

Nota: La riproduzione del presente testo, in forma di stralcio o integrale, non è consentita in qualsiasi forma senza il consenso scritto da parte dell’autore.

Premio alla Memoria a Silvio Bellezza (1941-2000), la motivazione del conferimento avvenuto il 16/11/2019 a Jesi

A continuazione viene riportata la motivazione di conferimento del Premio Speciale “Alla Memoria” attribuito al poeta Silvio Bellezza (1941-2000) conferito in data 16 novembre 2019 a Jesi (AN) presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni in seno alla premiazione della VIII edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, ideato e presieduto da Lorenzo Spurio e organizzato dall’Ass. Culturale Euterpe di Jesi. Alla cerimonia era presente la cugina del poeta, Pinuccia Bellezza Mattia e l’Assessore alla Cultura nonché Vice-Sindaco di Lanzo Torinese Fabrizio Casassa.

Silvio Bellezza, che non ha da essere confuso con il poeta romano Dario Bellezza, nacque a Lanzo Torinese nel 1941, in provincia di Torino. Ci ha lasciato una serie di volumi di poesia, in italiano e in dialetto, contenenti anche alcuni racconti, che sono stati pubblicati dalla casa editrice Genesi di Torino sotto la supervisione e l’incoraggiamento del critico letterario Sandro Gros-Pietro. Due gli elementi distintivi di Silvio Bellezza: l’amore indiscusso per la letteratura e la scrittura in genere e la passione per l’alpinismo. Molte sue opere hanno come ambientazione la montagna, da lui così tanto frequentata e scalata, alla ricerca, forse, di quel percorso ideale dell’uomo in ricerca di sé e di una altezza da scalare nella quale riconoscersi, passo dopo passo. Centrale tra le varie opere appare il volume La neve rossa dove, nella seconda parte dell’opera, si possono leggere avvincenti narrazioni brevi. La poetica di Bellezza è un misto di rimpianto e di aspirazioni al bello, vicina al tradizionalismo e pure curiosa anche verso le introduzioni della novità. Il tono, in alcune circostanze, non manca di essere leggermente polemico, altre volte ironico verso se stesso, altre ancora predilige la costruzione iterativa e interrogativa con la quale cerca di sondare possibili spiegazioni a questioni, aporie, e dilemmi che lo pervadono. Un approfondimento della sua opera ci ha condotto alla decisione, appoggiata dalla famiglia dello stesso nella persona della signora Pinuccia Bellezza Mattia e del Comune di Lanzo Torinese, di ricordarlo con il Premio Speciale “Alla Memoria”. Alcuni suoi componimenti trovano spazio nella nostra antologia del Premio per permettere una maggiore diffusione e conoscenza della sua pregevole opera letteraria.

Lorenzo Spurio

Presidente del Premio

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Da sinistra: Lorenzo Spurio (Presidente del Premio), la sig.ra Pinuccia Bellezza Mattina, Michela Zanarella (Presidente di Giuria), Fabrizio Casassa (Assessore alla Cultura e Vice-Sindaco di Lanzo Torinese)

 

Una scelta di testi poetici dell’autore sono stati pubblicati nella antologia del Premio assieme alla summenzionata motivazione del Premio e alla nota bio-bibliografica che segue. 

 

silvio-bellezza-6282.gifSilvio Bellezza nacque a Lanzo Torinese (TO) nel 1941. Collaborò saltuariamente a riviste specializzate ed è stato redattore di Vernice. Presente in numerose antologie e dizionari di Autori contemporanei, ha collaborato con le case editrici Genesi di Torino e Miano di Milano.

Poeta e narratore, diede alle stampe i volumi Il senso degli anni (1972), Parti di un monologo (1974), Sensa pressa (1979), La rivoluzione mancata (1985), L’alfabeto del silenzio (1989), Il libro degli echi (1991), Una pace precaria (1993) e La neve rossa (1999).  Suoi versi sono stati tradotti in francese e rumeno. Per la saggistica letteraria ha dato alle stampe Il leggio incantato (1990) e Presenze poetiche del secondo novecento in Piemonte, ne La poesia contemporanea (1997).

È stato il più convinto promotore del Premio Letterario di poesia e prosa Città di Lanzo di cui ha seguito tutte le edizioni e che alla sua morte – avvenuta nella sua città nel 2000 – gli venne dedicato. Sulla sua opera poetica si sono espressi, tra gli altri, Giorgio Barberi Squarotti, Sandro Gros-Pietro e Piero Rachetto.

 

BIBLIOGRAFIA

 

Poesia

 Il senso degli anni, Torino, 1972

Parti di un monologo, Torino, 1974

Sensa pressa, Torino, 1979

La rivoluzione mancata, Forlì, 1985

L’alfabeto del silenzio, Genesi, Torino, 1989

Il libro degli echi, Torino, 1991

Una pace precaria, Genesi, Torino, 1993

La neve rossa, Genesi, Torino, 1999

 

Saggistica

Il leggio incantato, Genesi, Torino, 1990

Presenze poetiche del secondo novecento in Piemonte, ne La poesia contemporanea, Milano 1997.

 

Nota: La riproduzione del presente testo, in forma di stralcio o integrale, non è consentita in qualsiasi forma senza il consenso scritto da parte dell’autore. 

Premio alla Memoria a Salvatore Toma (1951-1987), la motivazione del conferimento avvenuto il 16/11/2019 a Jesi

A continuazione viene riportata la motivazione di conferimento del Premio Speciale “Alla Memoria” attribuito al poeta Salvatore Toma (1951-1987) conferito in data 16 novembre 2019 a Jesi (AN) presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni in seno alla premiazione della VIII edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, ideato e presieduto da Lorenzo Spurio e organizzato dall’Ass. Culturale Euterpe di Jesi:

L’esperienza letteraria di Salvatore Toma, studiata e antologizzata anche in manuali di critica e storia della poesia regionale della Puglia, come il volume di Catalano, nel corso degli ultimi anni è stata riscoperta e resa fruibile a un pubblico maggiore. Deceduto giovanissimo nella provincia salentina, attorniato dagli immensi ulivi che spesso ritornano nelle sue opere, Toma è stato – forse in maniera troppo facile – inserito in una possibile pattuglia di poeti maledetti locali che, per ragioni e in modi diversi, sono scomparsi nel corso della loro gioventù o poco più come ad esempio la poetessa Claudia Ruggeri, conoscitrice di Dante e produttrice di un verso spesso enigmatico. Salvatore Toma, come avviene in Canzoniere della morte, opera postuma curata e pubblicata per espressa volontà della filologa Maria Corti, impronta un colloquio diretto e continuo, sofferto eppure vitale, con la morte. Il poeta considera alcuni degli aspetti più drammatici e deleteri della vita contemporanea quale la macellazione di animali al fine dell’alimentazione, la cupa solitudine che può gravare su un animo già di per sé depresso, l’effervescenza intellettuale che, se da una parte è origine di una scrittura particolareggiata, dall’altra può significare una sorta di ostacolo al quieto vivere. La produzione poetica di Toma, scomparso nel 1987, è stata recentemente implementata grazie a una edizione dal titolo Il Tomaverso curata da una fondazione di Maglie che, in tal modo, ne ha inteso percorrere il tragitto poetico dell’uomo. Il Premio Speciale “Alla Memoria” che oggi intendiamo attribuire al poeta salentino, con l’autorizzazione della moglie Paola Antonucci Toma, è teso a marcare la volontà di continuare in quel tragitto di conoscenza della sua opera e diffusione, che possa avvenire con iniziative dedicate e, magari, con una pubblicazione organica dell’intera opera omnia.

Lorenzo Spurio

Presidente del Premio 

 

Una scelta di testi poetici dell’autore sono stati pubblicati nella antologia del Premio assieme alla summenzionata motivazione del Premio e alla nota bio-bibliografica che segue. 

salvatore_toma-1.jpgSalvatore Toma nacque a Maglie (LE) nel 1951, località della Provincia salentina, feconda terra di distinti poeti. Assieme a Claudia Ruggeri, Toma è stato considerato parte di quell’età decadente della poesia della seconda metà del Secolo scorso, una Scapigliatura salentina i cui protagonisti, appunto, erano giovani ribelli e disadattati alla vita, insoddisfatti, scissi interiormente.

Toma, esponente senz’altro centrale, di questa pseudo-pattuglia di selvaggi salentini, durante la sua breve vita (morì nella sua Maglie nel 1987) pubblicò sei raccolte poetiche: Poesie (Prime rondini) (1970), Ad esempio una vacanza (1972), Poesie scelte (1977), Un anno in sospeso (1979), Ancóra un anno (1981), Forse ci siamo (1983).

Generalmente, complici le notizie non veritiere o imprecise, la morte di Salvatore Toma è stata descritta come suicidio sebbene alcuni parlarono di diabete etilico o di cirrosi. Che Toma fosse un bevitore sembra esser noto – e anche in alcune liriche se ne ha testimonianza – mentre la moglie del poeta adduce quale causa complicanze di carattere respiratorio intervenute durante il suo periodo di ricovero. È un dato di fatto, e di questo erano convinti amici e critici a lui vicini, che Toma si mostrò compiacente con la sua stessa patologia senza cercare di combatterla e adeguarsi a seguire un dato percorso di cure. La morte, dunque, in tale accezione, vista come il rifiuto delle cure e dei tentativi atti ad allontanarne lo spettro ultimo, potrebbe aver originato l’idea stessa che si fosse suicidato, dunque tolto la vita autonomamente. La filologa Maria Corti parlò di suicidio: «Drammatico è l’uso precoce dell’alcol […] sino al suicidio avvenuto il 17 marzo 1987 a 35 anni».[1]

Per ricordarlo, nell’occasione del decimo anniversario dalla sua morte, venne pubblicato Per Salvatore Toma (1997), antologia curata da Gaetano Chiappini. A livello nazionale le sue poesie vennero accolte dall’editore Einaudi che, solo dopo la sua morte, ne diede pubblicazione (opera oggi fuori catalogo reperibile solo in biblioteche): Canzoniere della morte (1999) a cura di Maria Corti, la nota filologa che, di fatto, lo scoperse e lo fece conoscere al grande pubblico.

Sulla produzione poetica di Toma si espressero anche eminenti critici letterari quali Donato Valli (Rettore dell’Università del Salento dal 1983 al 1992) e Oreste Macrì (ispanista) e, tra gli altri, Gaetano Chiappini, Nicola De Donno (docente e preside del Liceo “Capece” di Maglie che, come ricorda Mario Marti, fu una delle prime a credere nella poesia di Toma, ben prima di Maria Corti), Antonio Verri (poeta), Claudio Micolao, Maurizio Nocera, Claudia De Lorenzis, Giuliana Coppola e Antonio Errico.

 

BIBLIOGRAFIA

 

Poesie (Prime rondini), Gabrieli, Roma, 1970

Ad esempio una vacanza, Gabrieli, Roma, 1972

Poesie scelte, Ursini, Catanzaro, 1977

Un anno in sospeso, Lalli, Poggibonsi, 1979

Ancóra un anno, Capone, Cavallino di Lecce, 1981

Forse ci siamo, Quaderno del Pensionante de’ Saraceni, Lecce, 1983

Per Salvatore Toma, a cura di Gaetano Chiappini, Editrice Magliese, Maglie, 1997

Il Tomaverso. di anime animali creature senzienti, Fondazione “Francesca Capece”, Comune di Maglie, Maglie, 2017.

 

 

[1] Maria Corti, Introduzione a Salvatore Toma, Canzoniere della morte, Einaudi, Torino, 1999, V.

 

Nota: La riproduzione del presente testo, in forma di stralcio o integrale, non è consentita in qualsiasi forma senza il consenso scritto da parte dell’autore. 

Premio alla Cultura a Rosanna Di Iorio, la motivazione del conferimento avvenuto il 16/11/2019

A continuazione viene riportata la motivazione di conferimento del Premio Speciale “Alla Cultura” attribuito alla poetessa e scrittrice abruzzese Rosanna Di Iorio conferitole in data 16 novembre 2019 a Jesi (AN) presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni in seno alla premiazione della VIII edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, ideato e presieduto da Lorenzo Spurio e organizzato dall’Ass. Culturale Euterpe di Jesi:

Rosanna Di Iorio, poetessa di Chieti, ha prodotto nel corso degli anni una ingente attività letteraria tanto in termini di produzione libraria, di cui il più recente la silloge poetica La stanza segreta (2018), che in termini di eventi culturali da lei ideati, promossi, co-organizzati e partecipati tra i quali figurano presenze in commissioni di giurie in premi letterari nazionali, presentazioni di libri, kermesse culturali e tanto altro ancora. Vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti che la contraddistinguono per essere una delle poetesse contemporanee maggiormente apprezzate, tanto dalla critica che dal pubblico, spinta dal grande amore per la poesia e particolarmente attaccata alla sua città, ha fondato il Premio Letterario Nazionale “Città di Chieti” che, pur avendo avuto sino ad oggi solo tre edizioni, si è distinto per capacità organizzativa, serietà e ricchezza di contenuti e opere pervenute, nel panorama delle competizioni letterarie. La sua poesia è dolce e flautata, ricca di richiami alla cronaca dei nostri giorni, come non ricordare le poesie dedicate alla sfortunata Melania Rea o ai bambini di Bucarest dove si respira distintamente il pathos che pervade i versi. Anima profonda e intellettuale sincera e impegnata, Rosanna ha saputo costruire importanti sodalizi amicali, collaborativi e di stima reciproca e sentita, tra indiscussi esponenti del panorama culturale letterario che la apprezzano per la sua umanità, generosità d’animo e professionalità. Tale riconoscimento è teso a rimarcare la profonda e rara sintonia che in lei si trova tra bellezza poetica e bellezza interiore, nonché per il suo serio impegno in vari contesti culturali.

Lorenzo Spurio

Presidente del Premio 

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Da sinistra: Lorenzo Spurio (Presidente del Premio), Rosanna Di Iorio, Michela Zanarella (Presidente di Giuria)

 

Una scelta di testi poetici dell’autrice sono stati pubblicati nella antologia del Premio assieme alla summenzionata motivazione del Premio e alla nota bio-bibliografica che segue.

Rosanna Di Iorio è nata a Chieti dove vive. Per la poesia ha pubblicato le opere Oltre lo sguardo (2002), Stelle del nulla misterioso (2005), Con le nostre mani d’anime (2008), Un groviglio di sentimenti (2010), Sono cicala. Mi consumo e canto (2011), Arianna e il Filo. Geografia di Sentimenti (2013), La stanza segreta (2018).  La sua poesia è particolarmente attenta al sociale, alla memoria, agli affetti, all’Amore. Ha curato la presentazione di tre libri, due di racconti di Antonio Palombaro e uno di poesie di Fantino Mincone. Ha collaborato con il mensile La Voce dei marrucini e creato il Concorso letterario nazionale per poesie e racconti “Premio Città di Chieti”, giunta nel 2019 alla terza edizione. È presente in diverse antologie, è stata membro di Giuria del Premio “Mimesis” di Itri e da vari anni è membro di giura del Concorso di Poesia “Città di Porto Recanati”, dedicato al prof. Renato Pigliacampo, e del Premio “Novella Torregiani” indetto dall´Ass. Euterpe a Porto Recanati.

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Numerosi i premi letterari conseguiti negli anni, sia per la poesia che per la narrativa, con numerosi podi, premi speciali, menzioni e altri riconoscimenti. Tra i risultati più importati spiccano i primi posti ottenuti nei Premi “Histonium” (Vasto), “Hombres” (Pereto), “Ad un passo dalla poesia” (Tollo), “Domenico Stromei” (Tocco Casauria), “Elena Sprecacenere” (Pescara), “Certame Poetico poesia dialettale” (Manoppello), “Lorella Santone” (Faiete) Premio “Cesare Vedovelli” (Senigallia) “Portone” (Pisa), “Lettera d’Amore” (Torrevecchia Teatina) Citta di Vignola, Citta di Pianella. Tra i Premi Speciali quelli conseguiti ai concorsi “Laudato Sii, o mi’ Signore” (Falconara Marittima), “Novella Torregiani” (Porto Recanati”, “Vincenzo Travaglini” (Fara San Martino), “Il Faro” (Cologna Spiaggia), etc.

Sulla sua produzione hanno scritto Nazario Pardini, Benito Sablone, Antonio Spagnuolo, Vito Moretti, Massimo Pamio, Rodolfo Vettorello, Claudio Fiorentini, Antonella Pagano, Lorenzo Spurio e altri.

 

BIBLIOGRAFIA

 

 Oltre lo sguardo, Grafiche Edigraf, Pescara, 2002

Stelle del nulla misterioso, Edizioni Noubs, Chieti, 2005.

Con le nostre mani d’anime, Edizioni Noubs, Chieti, 2008.

Un groviglio di sentimenti, Grafiche Edicta, Ponte S. Nicolò, 2010.

Sono cicala. Mi consumo e canto, Edizioni ETS, Pisa, 2011.

Arianna e il Filo. Geografia di Sentimenti, Kairos, Napoli, 2013.

La stanza segreta, Vitale Edizioni, Sanremo, 2018.

 

Nota: La riproduzione del presente testo, in forma di stralcio o integrale, non è consentita in qualsiasi forma senza il consenso scritto da parte dell’autore. 

Premio alla Carriera a Márcia Theóphilo, la motivazione del conferimento avvenuto il 16/11/2019

A continuazione viene riportata la motivazione di conferimento del Premio Speciale “Alla Carriera” attribuito alla poetessa, scrittrice e saggista brasiliana Márcia Theóophilo conferitole in data 16 novembre 2019 a Jesi (AN) presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni in seno alla premiazione della VIII edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, ideato e presieduto da Lorenzo Spurio e organizzato dall’Ass. Culturale Euterpe di Jesi:

Márcia Theóphilo, poetessa, scrittrice, saggista e antropologa di origine brasiliane, vive da molti anni a Roma dove ha conosciuto ed è stata amica di intellettuali di prim’ordine tra cui Alberto Moravia, Dario Bellezza, Amalia Rosselli, Rafael Alberti e tanti altri ancora. Ha conosciuto, tra gli altri, Ferlinghetti, Corso, Ginsberg, esponenti centrali della stagione beat e di controtendenza nella letteratura. Ha dedicato i suoi interessi, ricerche, studi e approfondimenti all’Amazzonia della quale – a ragione – può essere definita come una delle sue voci più distinte. Ha narrato i riti della foresta, ci ha descritto specie animali e arboricole particolari, dal nome difficile e intraducibile nel nostro idioma, per il semplice motivo che qui da noi non esistono. Ha espresso pensieri, inquietudini e percorso dilemmi della comunità indigena, affrontando l’ampio tema sia da un punto di vista antropologico, sociologico, sociale e ambientale. Candidata al Premio Nobel e vincitrice del noto premio Letterario “Città di Vercelli” (attribuito negli anni anche ad Adonis, Evthushenko) per la poesia civile, Márcia Theóphilo è uno degli esempi più vividi nella nostra contemporaneità di connubio inscindibile tra poesia e impegno, tra cultura e denuncia sociale. Le sue battaglie per la difesa ambientale, per la salvaguardia della biodiversità, per i diritti civili delle popolazioni indigene, il suo animalismo e preoccupazione per la situazione ambientale globale la fanno una poetessa seriamente schierata e risoluta il cui verso fluido è stato prodotto in portoghese, italiano e, in traduzione, in inglese, spagnolo, svedese e numerose altre lingue. Testimonial di prestigio delle questioni inerenti alla sostenibilità, il suo ricco e apprezzato repertorio di testi poetici, narrativi, saggistici e di critica sociale ne fanno un’intellettuale unica nel suo genere e di cui la nostra società ha bisogno. È un onore poterla avere oggi in questa circostanza e riconoscerle il Premio “Alla Carriera”.

Lorenzo Spurio

Presidente del Premio 

 

 

Una scelta di testi poetici dell’autrice sono stati pubblicati nella antologia del Premio assieme alla summenzionata motivazione del Premio e alla nota bio-bibliografica che segue.

 

Marcia Theóphilo (Fortaleza, Brasile, 1941) è poetessa e antropologa, scrittrice e giornalista. Dal 1986 rappresenta l’Unione Brasiliana di Scrittori in Italia (U.B.E.).

Come si legge dal suo sito personale: “la sua infanzia è stata influenzata dalla nonna paterna – che viveva in Acre, Amazzonia – che è stata la prima persona che le ha raccontato i miti della foresta, le grandi visioni del fiume, le voci del vento, le metamorfosi della luna, mettendola in sintonia con la polifonia delle voci della natura”.

Ha eseguito gli studi in Brasile e a Roma dove si è laureata in Antropologia. Nel 1972 ha lasciato il Brasile per sottrarsi, alla dittatura militare in corso che impediva di studiare, scrivere ed esprimersi sperimentando la condizione di esule per diritti civili. Ritornerà nel suo paese d’origine a dittatura terminata, vivendo a intervalli tra Rio de Janeiro e Roma.

Ha dedicato il suo studio, i suoi interessi e il suo lavoro a dipingere la situazione naturalistica, ambientale e socio-antropologica dell’Amazzonia alla quale ha dedicato numerosi volumi, sia in italiano che in portoghese, tra poesia, racconti brevi e saggi di approfondimento.

A Roma, grazie all’amicizia col poeta brasiliano Murilo Mendes (1901-1975), conosce Rafael Alberti (1902-1999) con il quale stringerà un forte rapporto, testimoniato anche da una serie di lettere, scritti critici e note di accompagnamento vergate da Alberti (che con lei condivise l’esperienza dell’esilio) alle sue opere stampate.

Partecipa a recital e incontri collettivi di scrittori e artisti e conosce, tra gli altri, Lawrence Ferlinghetti (n. 1919), Evgenij Evtušenko (1932-2017), Allen Ginsberg (1926-1997), Gregory Corso (1930-2001) e l’ermetico Mario Luzi (1914-2005).

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Numerose le conferenze, gli incontri e i programmi di interscambio tra Brasile e Italia dove risulta importante la figura dell’autrice, come co-organizzatrice o partecipanti, tra di essi si ricordano l’esposizione di artisti italiani e brasiliani “Per la democrazia in Brasile” che si tiene al Museo Sant’Egidio di Roma nel 1982 e i recital “Incontro con la poesia brasiliana” a Roma nel 1983 e la manifestazione della Biblioteca Centrale di Roma “Voci di vita” nel 1989.

Ha pubblicato numerosi libri tra i quali Os convites (1969), Bahia terra marina (1980), Catuete curupira (1983), O Rio, O Passaro (1987), Io canto l’Amazzonia (1992), Amazon Sings (2003), Amazzonia respiro del mondo (2005), Amazzonia madre d’acqua (2007), Ama + Zonia, Ogni Parola un essere… (2018),…

Alcune sue poesie figurano su alcune riviste di cultura e letteratura tra cui Euterpe e sono state pubblicate in numerose antologie tra le quali: Quel dio che non avemmo – 20 poeti dell’Europa e del mondo (1999), Poesie d’amore. In segreto e in passione (1999), Antologia de Poetas Brasileiros (2000), Antologia da Poesia Brasileira (2001), Per amore (2002), …

Nel 2011 al Salone del Libro di Torino ha tenuto una Lectio magistralis presso lo stand del Senato della Repubblica dal tema “Natura e nuova economia”. E’ stata presente nel giugno dello stesso anno all’Expo di Rio de Janeiro con il suo libro Ama+Zonia e conseguentemente, nel 2015, all’Expo di Milano.

Testimonial dell’iniziativa “Per una Cultura della Biodiversità”, promossa dalla Commissione Nazionale Italiana UNESCO nell’ambito della campagna di educazione allo sviluppo sostenibile (DESS). Ha ricevuto da Fulco Pratesi il “Panda” come testimonial biodiversità del WWF Italia. È candidata al premio Nobel.

Fra i numerosi premi ricevuti: “Nactional de Contos Editoria” (1969), “Minerva” (1983), “Città di Roma” (1992), “Premio Fregene per la Poesia” (1996), “Nuove Sant’Egidio” (2000),  “Premio Nazionale Histonium” (2003), “Carsulae: Prix international E.I.P. Jacques Muhlethaler” (2005), “I diritti umani e la natura”, “Leggere per conoscere-Un libro per la Scuola, un Autore per domani” (2006), “Un bosco per Kyoto” e “Comitato Foreste Per Sempre” (di quest’ultimo dal 2009 ne è membro della giuria), “Premio Green Book” (2010), Premio alla Carriera “Il senso di una vita”, Premio alla Carriera al “LericiPea” (2011), “Premio Montale Fuori porta” (2012), Premio alla Carriera al “Festival Internazionale di poesia civile – Città di Vercelli” (2015).

Sulla sua produzione hanno scritto: Rafael Alberti, Mario Luzi, Grazia Francescato, Ruggero Jacobbi, Armando Gnisci, Saverio Tutino, Dante Maffia, Dacia Maraini. 

 

BIBLIOGRAFIA

 

In doppia lingua portoghese/italiano

Poesia

Siamo pensiero, Cooperativa Guado, Milano, 1972

Basta! Que falem as vozes / Basta! Che parlino le voci, Roma 1974

Bahia terra marinha/Bahia terra marina, Roma 1980

Catuetê Curupira, La Linea, Roma, 1983

O Rio o passaro as nuvens / Il fiume l’uccello le nuvole, Rossi & Spera, Roma,1987

Io canto l’Amazzonia / Eu canto Amazonas, Edizioni dell’Elefante, Roma 1992

I bambini giaguaro/Os meninos jaguar, Edizioni De Luca, Roma 1995

Amazzonia respiro del mondo, Passigli, Firenze, 2005

Amazzonia madre d’acqua, Passigli, Firenze, 2007

Ogni parola un essere, Iride, Roma, 2018

Amazzonia è poesia, Alpes Italia, Roma, 2018

 

Teatro

Arapuca – “Poemateatrodocumento” (Trappola), I manoscritti del Ciclope, Roma 1979

 

In lingua portoghese

Narrativa

Os convites, Universidade de São Paulo, San Paolo, 1969

 

In lingua italiana

Poesia

Kupahúba, Albero dello Spirito Santo, Tallone Editore, Torino, 2000

Foresta mio dizionario, Edizioni Tracce, Pescara, 2003

 

Saggistica

Il massacro degli indios nel Brasile d’oggi, Eunno, Enna 1977

Gli indios del Brasile, Nuove edizioni romane, Roma 1978

 

Teatro

Dica a quelli che è da parte di Dulce, Franco Valente, Roma 1981

 

In altre lingue

Poesia

Canções de Outono / Canzoni d’autunno, Il Manoscritto, Roma 1977 (portoghese/spagnolo)

Amazônas canta / Amazon Sings, Abooks, São Paulo, Brasile, 2003 (portoghese/inglese)

Pjesme/Poemas, P.E.N. CENTRE, Zagreb, Croazia 2006 (portoghese/croato)

Amazonas världens andetag, 2 Kronors förlag, Höör, Svezia, 2009 (portoghese/svedese)

 

Nota: La riproduzione del presente testo, in forma di stralcio o integrale, non è consentita in qualsiasi forma senza il consenso scritto da parte dell’autore.