Il 5 dicembre a Jesi una conferenza su Amedeo Modigliani, tra arte e letteratura

Domenica 5 dicembre presso la Sala conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi (ingresso da Via Francesco di Giorgio Martini) si terrà l’evento “Amedeo Modigliani, l’uomo e l’artista” voluto e organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi. Esso segue un percorso di appuntamenti sull’arte contemporanea che, in precedenza, ha visto la trattazione di opere dell’artista Gustave Klimt con una conferenza tenutasi nel 2019.

Nel 2020 si sono celebrati i cento anni dalla morte del geniale pittore livornese ma, a causa delle limitazioni dettate dall’emergenza Coronavirus, non è stato possibile organizzare un evento per ricordare la grandezza dell’artista noto per i nudi femminili, le figure filiformi e per essere stato amico e collega di importanti artisti di spicco, tra pittori e intellettuali, del secolo scorso.

La vita e l’opera artistica di Modigliani sono state raccontate da sempre attraverso la leggenda e il mito, nati alla morte dell’artista. Inquieto e capriccioso, Modigliani ha incarnato quel modello perfetto di “pittore maledetto”. Le sue opere parlano, però, un linguaggio perduto di ricerca “classica” e di impenetrabile tensione verso la perfezione. Spesso nei ritratti di donne o nelle sue sculture gli occhi ermetici e socchiusi raccontano storie che portano in sé qualcosa di tragico e fatale, un po’ come la parabola della sua esistenza che sappiamo essere stata costellata di esperienze irripetibili, inquieta malinconia e da un epilogo intenso e drammatico.

L’iniziativa, che si terrà con il patrocinio morale del Comune di Livorno, di Jesi Cultura e della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, verrà presentata dalla poetessa e scrittrice Marinella Cimarelli (Consigliere Ass.ne Euterpe) e vedrà la conferenza della prof.ssa Monia Fratoni, storica dell’arte, dal titolo “Amedeo Modigliani. Lo sguardo altrove” che si snoderà con l’ausilio di opportune diapositive atte a mostrare e commentare alcune delle opere più importanti di Modigliani.

Ad arricchire il pomeriggio artistico saranno anche alcuni contributi letterari tra i quali alcuni inediti (sia poetici che estratti di una scenografia) del noto poeta Dante Maffia (candidato in passato al Premio Nobel) e socio onorario da anni dell’Associazione Culturale Euterpe dedicati all’amore tra il pittore livornese e la tormentata poetessa russa Anna Achmatova. Tali brani saranno letti da Roberta Javarone, come pure quelli di alcuni estratti di racconti dell’antologia “Il grande racconto di Modigliani” (Edizioni della Sera, Roma, 2020) cura di Monia Rota dove figura, tra gli altri, il racconto “Alice” dello scrittore e Consigliere dell’Associazione Euterpe Stefano Vignaroli.

Modigliani, dunque, non solo celebrato artista ma anche esponente centrale nello sviluppo di un fermento culturale attivissimo, tanto nella capitale francese degli anni Venti che in seguito. Il critico letterario Lorenzo Spurio, presentando gli inediti di Maffia, traccerà brevemente il variegato e florido contesto letterario nel quale Modigliani a lungo lavorò a contatto con intellettuali di prim’ordine, con attenzione all’amore travolgente e tormentato con la poetessa russa Anna Achmatova (1889-1966).

Gli interventi musicali – alla chitarra – saranno a cura del Maestro Massimo Agostinelli.

Per partecipare alla serata è richiesta la prenotazione unicamente mediante mail all’indirizzo: ass.culturale.euterpe@gmail.com dove si dovrà indicare nome e cognome delle persone che parteciperanno e numero di cellulare. Data la riduzione dei posti in sala, riceveranno la conferma di prenotazione coloro che, in ordine cronologico, rientreranno nella platea di posti liberi. Al luogo dell’evento si accederà solo dietro conferma di prenotazione, mediante esibizione del Green Pass, misurazione della temperatura e mascherina indossata.

Info:

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

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“La macchina del perdono” di Marco Fortuna: un progetto ecologico di rinascita e guarigione

“…prima di perdonare gli altri sento il

bisogno di perdonare me stesso, il

cambiamento deve partire da me…”

Marco Fortuna

Marco Fortuna, scrittore e poeta fermano, presenta “La macchina del perdono”: un manufatto in legno realizzato artigianalmente. Il design e il progetto esecutivo sono a cura dell’autore.

Marco Fortuna

“La macchina del perdono” è stata presentata in anteprima in Svizzera alla giornata dell’educazione allo sviluppo sostenibile, lo scorso ottobre a Locarno. Il progetto, prova d’autore certificata, vuole essere il simbolo di un passaggio interiore e l’inizio di una riflessione profonda su stessi e gli altri.

L’uomo e la macchina, a partire dalla rivoluzione industriale, hanno da sempre vissuto un rapporto controverso ma complementare. Nel progetto di Marco Fortuna la “macchina” non sostituisce l’uomo ma diviene il mezzo per elaborare e trasformare i sentimenti negativi in positività e interiorità.

“La macchina del perdono” vuole condurre chi la utilizza a una profonda riflessione sull’esistenza e i suoi eventi: perdonare e perdonarsi è, infatti, necessario per vivere pienamente e gioiosamente la propria condizione di uomo. Essa rappresenta un antidoto per guarire e per spingere all’altruismo e all’umanità. Ma non solo: è una tentazione e una scoperta.

Così ne parla lo stesso autore: “Sono partito dalla ricerca storica, affrontata come un magnifico viaggio tra forme e colori mischiati alla meccanica e alla funzionalità; ho iniziato poi dal disegno a mano libera per concentrarmi sulla forma, ho ragionato sull’aspetto, sulle dimensioni, sui materiali; lo step successivo è stato il disegno tecnico su pc, per arrivare al progetto completo di misure utili in fase di realizzazione. In parallelo ho sempre pensato all’utilità della macchina, all’importanza del valore che trasmette, all’aspetto importantissimo dell’ecologia. Ho amalgamato tutto questo: concetti, misure, materiali, messaggi, simboli, ed è uscita una macchina che vuole solo essere usata, dai piccoli ai grandi. Sono andato oltre il mio interesse per la scrittura, per costruire un piccolo stargate a disposizione di chiunque voglia fare il primo passo verso il perdono”.

“La macchina del perdono”

Come si utilizza “La macchina del perdono”? Costruita interamente in legno, ha una funzionalità molto semplice ma dalla forte valenza simbolica. Il fruitore scrive su un foglietto di carta piantabile (growingpaper) il nome della persona che vuole perdonare e inserisce il foglietto nell’apposita feritoia. Azionando la manovella della macchina, il foglietto viene triturato e i coriandoli di carta risultanti finiscono, per caduta naturale, nella ‘pancia’ del manufatto in attesa di essere raccolti e utilizzati per la fase due del percorso del perdono. È da evidenziare l’importanza per Marco Fortuna dell’aspetto ecologico de “La macchina del perdono”. La carta utilizzata, infatti, contiene al suo interno semi di ortaggi e fiori. Trasformare, quindi, una cosa negativa come il rancore per un torto subito, in rigenerazione e nuova creazione: ciò è possibile grazie all’utilizzo della carta ecologica che è nuovamente utilizzata come concime per il giardino.

“La macchina del perdono” può essere utilizzata nei luoghi di cultura e insegnamento… Non è previsto un numero minimo o massimo di destinatari ed è adatta a tutte le fasce d’età. Correlate all’utilizzo de” La macchina del perdono” vi sono laboratori, progetti di orticoltura sociale e la lettura della favola “La macchina del perdono” scritta da Marco Fortuna e tratta dal libro per bambini La strada del ritorno.