“Un altro tempo” di Giovanna Rosandini. Recensione di Gabriella Maggio

La vita è un “valore comunque e nonostante”, questo è il messaggio pieno di speranza e fiducia che trasmette il piccolo libro (“il librino” come lei stessa lo chiama) di Giovanna Rosadini Un altro tempo (ed. Internopoesia). Messaggio particolarmente apprezzabile in questo contesto di pandemia.

Il titolo Un altro tempo indica il tempo vissuto dall’autrice nel coma e nella riabilitazione, altro, diverso,  da quello  da lei vissuto prima dell’incidente, altro anche da quello vissuto insieme  ai suoi familiari che ora le sono vicini, altro ancora nella  ripresa della scrittura con cui ordinare e raccontare la sua straordinaria esperienza.

Nel racconto presente, passato e futuro s’intrecciano e cercano la fluida continuità di quando Giovanna era la donna di quella foto appesa alla parete, abbronzata e sorridente…Un incidente dal latino incĭdo (a sua volta da caděre in) ha spezzato lo svolgimento della sua vita quotidiana.

L’incidente è percepito nel testo come un qualcosa di misterioso: Ma cosa sia successo, che tipo di incidente, ancora non me lo hanno detto, o io non l’ho capito. Dopo la notte spessa e densa Giovanna Rosadini ritorna lentamente alla vita apprezzata con gratitudine anche nelle sue limitazioni.

Come suggeriscono i versi di Roberto Cescon in esergo: Saprai l’estate a perdita d’occhio/quando nudo ti coglierai nella nebbia. Così Giovanna si coglie progressivamente al risveglio dal coma e entra del tutto nel nome suo, Giovanna, che allude alla sorpresa di ritrovarsi, compiendo passi certi verso te nella citazione di Paul Celan.  

I trenta brevi capitoli e le due poesie che racchiudono le prose, quasi incipit e explicit, ripercorrono in prima persona questo cammino verso la ripresa della vita attraverso l’azione maieiutica dei medici e dei terapisti della clinica Sant’Anna che insegnano a ricordare quello che già siamo. Lo sguardo della scrittrice è fermo e lucido nelle descrizioni, anche nel cogliere le deficienze del corpo inerme e depotenziato e nella ricostruzione con paziente tenacia dei bagliori di vita ritrovata. Il linguaggio è semplice e poetico, anch’esso rinnovato e ritrovato, come lucidato da quel buio fermentato di nostalgia.

 GABRIELLA MAGGIO

Inizio modulo

L’autore del presente testo acconsente alla pubblicazione su questo spazio senza nulla pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro. E’ severamente vietato copiare e diffondere il presente testo in formato integrale o parziale senza il permesso da parte del legittimo autore. Il curatore del blog è sollevato da qualsiasi pretesa o problematica possa nascere in relazione ai contenuti del testo e a eventuali riproduzioni e diffusioni non autorizzate, ricadendo sull’autore dello stesso ciascun tipo di responsabilità.

“Poesia e Resistenza nel Myanmar Post-golpe Militare” nel contesto di Parma Capitale Italiana della cultura 2020-21

In occasione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020-21 è stata organizzata, grazie all’instancabile lavoro della Sen. Abertina Soliani e del Direttivo dell’Associazione per l’Amicizia Italia Birmania Giuseppe Malpeli, una serie di iniziative dedicate alla situazione in Myanmar oggi, dopo il colpo di stato del 1 febbraio.

Il legame tra Parma, Aung San Suu Kyi e il suo popolo cresce ogni giorno e si rafforza ancora di più con questa iniziativa di carattere internazionale. Il programma è osservabile cliccando qui.

In particolare, per gli interessati di poesia, si segnala che giovedì 18 novembre, Stefano Rozzoni e Federico de Ponti, membri dell’Associazione per l’Amicizia Italia Birmania Giuseppe Malpeli, terranno un intervento intitolato “Poesia e Resistenza nel Myanmar Post-golpe Militare”. Attraverso l’analisi di alcuni testi dei poeti contemporanei K Za Win e Khet Thi si prenderà in esame il legame tra poesia e Resistenza in Myanmar a seguito del golpe militare del 1 febbraio 2021 tracciando un filo rosso che ricerchi analogie tra la Resistenza italiana e quella del paese asiatico. L’intervento, che fa seguito alla camminata organizzata dagli studenti del Liceo sui luoghi della resistenza parmigiana, vuole porsi come occasione di riflessione sul valore della democrazia attraverso un approccio testuale.