Giorgia Spurio, giovane scrittrice ascolana pluripremiata e con vari libri di poesia pubblicati, continua i suoi incontri con i lettori e con gli amanti della scrittura e della poesia. Sabato 17 settembre ore 18, il suo nuovo libro “Le ninne nanne degli Šar” farà tappa al Centro Commerciale Città delle Stelle (presso lo spazio adibito, spazio Fuoriluogo) a Castel di Lama (AP), in collaborazione con la libreria Mondadori. A moderare l’incontro saranno Maria Grazia Isolini e Matteo Giorgi. Un incontro immerso nella magia del verso e di un viaggio, quello del bambino protagonista che con la sua famiglia dovrà lasciare la Macedonia per arrivare in Italia. Il libro, definito “romanzo di formazione in versi”, sarà un viaggio per piccoli e grandi. Sarà un viaggio “reale” con dettagli geografici dai monti Šar, al confine tra Kosovo e Macedonia, fino alle coste d’Italia. Sarà un viaggio interiore, ricco di dettagli pedagogici. Un viaggio che solo i libri riescono realmente a creare.”
Si selezionano poesie di impronta civile per una antologia tematica dal titolo “Non uccidere. Caino ed Abele dei nostri giorni” che sarà pubblicata da The Writer Edizioni nei primi mesi del 2017.
L’intenzione è quella di proporre, mediante una serie di liriche selezionate dai curatori Izabella Teresa Kostka e Lorenzo Spurio, un percorso concreto all’interno di difficili dinamiche sociali che caratterizzano la nostra contemporaneità dove la violenza, l’indifferenza e l’abuso verso le minoranze sembrano dominare in modo ancor più marcato da come ci viene dato di conoscere mediante la stampa.
Questa antologia parlerà di ciò che di nefasto ed imprevedibile accade nel mondo, di quelle notizie terribili che giungono alle nostre orecchie e che ci fanno star male anche se non vissute direttamente. Il volume darà voce al tormento e alla sfiducia, ma anche all’indignazione e ai moniti di ribellione, farà parlare gli animi di persone che non accettano le ingiustizie che dominano in un mondo gravato dalla corruzione, dal materialismo, dalla facile convenienza. Canti di denuncia, brani di disprezzo e voglia di verità, brani impegnati o semplici riflessioni dettate dal clima di allarmismo e sfiducia nel quale l’uomo purtroppo in questi tempi è piombato.
A seguire le indicazioni tecnico-logistiche per poter prendere parte al progetto antologico:
Tematica:
Si prediligeranno tutti quei componimenti che lasceranno parlare l’uomo stanco di episodi di violenza e discriminazione, casi di violenza domestica, stupri, femminicidi, incesto, pedofilia, abuso psicologico e fisico, bullismo, episodi di xenofobia, omofobia, fanatismo, violazioni dei diritti, tirannie, sistemi corrotti e antidemocratici, nonché si riferiscano a una azione malvagia dell’uomo contro i suoi simili: guerre, scontri civili, lotte di autodeterminazione, segregazioni, discriminazioni razziali, religiose, etc., stragi, terrorismo, minaccia nucleare, insensibilità e disprezzo nei confronti dei propri simili, degli animali e degli ecosistemi.
In base alle varie tematiche i curatori provvederanno ad istituire sezioni interne dedicandole a ciascun argomento/tema trattato.
Non verranno accettate poesie che presentino elementi razzisti o di incitamento all’odio, alla discriminazione e alla violenza, aspetti denigratori, offensivi, blasfemi, pornografici o politici.
Elaborati:
Ciascun poeta può inviare un massimo di tre poesie inedite in lingua italiana. Non verranno prese in considerazione poesie in lingue straniere o in dialetto, seppur accompagnate da relativa traduzione in italiano. Ciascun testo dovrà essere scritto e salvato in formato Word e dovrà avere una lunghezza massima di 30 versi (senza conteggiare gli spazi tra strofe, né il titolo). È gradito, in apertura a mo’ di dedica o in nota a piè di pagina, un accenno diretto al fatto storico/di cronaca al quale ci si riferisce con la lirica o da quale episodio è stata evocata. La nota dovrà essere breve e avere una lunghezza di non più di due righe.
Assieme alle tre poesie è richiesto l’invio della propria nota biobibliografica, in un altro file Word, che dovrà essere scritta in terza persona ed avere una lunghezza non eccedente le 15 righe.
Fotografie:
Si selezionano altresì immagini (fotografie) che richiamino o siano collegate ad una delle tematiche di cui sopra, affinché i curatori provvedano a scegliere tra quelle che perverranno l’immagine di copertina del volume. Ciascun autore può inviare un massimo di tre proposte. Le foto dovranno pervenire alla mail di cui sotto in formato .jpeg. Se di grande dimensioni potranno essere inviate mediante sistema di condivisione We Transfer e ciascuna dovrà avere l’indicazione del suo titolo.
Scadenza:
Gli elaborati dovranno pervenire alla mail proartem@yahoo.com entro e non oltre il 10 dicembre 2016.
Selezione:
I curatori del progetto antologico, Izabella Teresa Kostka e Lorenzo Spurio, leggeranno tutti i materiali pervenuti e provvederanno a selezionare quelli che a loro discrezione e giudizio riterranno più pertinenti e di buona qualità. Entreranno nel volume un massimo di 40 poeti che potranno essere presenti –a seconda della selezione- con un unico testo, due poesie o tutte e tre.
I curatori provvederanno ad informare dell’avvenuta selezione entro il 10 gennaio 2017 mediante comunicato diffuso sui Social ed inviato a mezza mail a tutti i partecipanti.
La selezione operata dai curatori è insindacabile e non verranno fornite motivazioni circa l’esclusione al progetto di determinati testi od autori.
Pubblicazione:
Ogni autore selezionato si impegna, con successivo modulo-liberatoria che verrà poi inviato, all’acquisto minimo di 2 (DUE) copie della antologia al prezzo di 20€ (VENTI EURO) comprensivo di spese di spedizione mediante piego di libro ordinario. Il pagamento dovrà essere fatto verso The Writer Edizioni i cui riferimenti verranno forniti in un secondo momento.
Beneficenza:
Scopo dell’iniziativa è quello di sostenere economicamente con questo progetto una realtà di emarginazione, dando vicinanza e supporto anche materiale nei confronti di un ente che si occupa della difesa delle donne
I curatori del volume, d’accordo con The Writer Edizioni, hanno deciso che i ricavi derivanti dalla iniziativa antologica detratti le spese di stampa e i costi tecnici editoriali verranno destinati totalmente all’Associazione contro la violenza sulle donne “Pronto Donna” di Arezzo (www.prontodonna.it). I curatori provvederanno a dare notizia dell’avvenuto versamento effettuato da The Writer con tale iniziativa antologica mediante i loro canali.
Presentazione:
L’antologia verrà presentata al pubblico in alcuni eventi in varie parti d’Italia durante il 2017 secondo un calendario di date e di eventi che verrà poi indicato per tempo e divulgato affinché i poeti partecipanti alla iniziativa possano intervenire per dar lettura ai propri componimenti.
Norme importanti:
I partecipanti inviando propri componimenti dichiarano automaticamente che le poesie/fotografie sono frutto del proprio unico ingegno e che ne detengono i diritti ad ogni titolo. Dichiarano altresì –per la sezione poesia- che esse sono inedite, dunque non pubblicate in altri volumi cartacei –personali o collettivi- dotati di codici ISBN. Qualora tali indicazioni non saranno rispettate, la responsabilità ricadrà direttamente su di loro.
Informazioni:
Per ciascun tipo di richiesta o di informazione, gli autori possono scrivere alla mail proartem@yahoo.com che verrà letta da entrambi i curatori o scrivere in Facebook nella pagina relativa all’evento, raggiungibile a questo link:
La Libera Associazione Culturale ARMONICA-MENTE di Fermo presieduta da Nunzia Luciani, con il Patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Fermo e del Comune di Fermo e con le collaborazioni dell’Ufficio Nazionale CEI per la pastorale, il tempo libero, turismo e sport e dell’Associazione Culturale GueCi di Rende (CS), indice la III Edizione del Premio Letterario “Città di Fermo”.
Regolamento del concorso
Il premio letterario è aperto a tutti gli autori italiani senza limiti di età ed è articolato nelle seguenti sezioni:
Sezione A – Poesia in lingua italiana a tema libero
Sezione B – Poesia religiosa in lingua italiana
Sezione C – Poesia in dialetto (con relativa traduzione in italiano)
Sezione D – Lettera aperta a tema libero
*I testi presentati alla data di partecipazione al concorso possono essere editi e inediti ma non dovranno aver conseguito un 1°, 2°, 3° premio in precedenti concorsi letterari, pena l’esclusione dal concorso degli elaborati*
Per le sezioni Poesia (A, B, C) si potrà partecipare inviando un unico testo poetico munito di titolo, che non dovrà superare i 30 versi di lunghezza (senza conteggiare il titolo e le spaziature tra strofe).
Per la sezione D – Lettera aperta a tema libero, si potrà partecipare inviando un unico testo munito di titolo che non dovrà superare le 3 cartelle editoriali (una cartella editoriale corrisponde a 1800 battute spazi inclusi). Il testo della lettera va inteso quale espressione delle proprie emozioni o del proprio pensiero, può essere autobiografico o di qualsivoglia contenuto e rivolto verso qualsivoglia destinatario.
Per la partecipazione al premio è richiesto un contributo per spese organizzative da inviare secondo le modalità descritte al punto 6 del presente bando:
– 10 € per partecipare ad un’unica sezione
– 15 € per partecipare a due sezioni
– 20 € per partecipare a tre sezioni
– 30 € per partecipare a tutte le sezioni
Il partecipante dovrà inviare il testo che propone al concorso in 6 copie cartacee, tutte rigorosamente anonime, assieme alla ricevuta del versamento e la scheda contenente i propri dati personali entro la scadenza del 20 dicembre 2016 all’indirizzo della Segreteria dell’Associazione Armonica-Mente:
Premio Letterario “Città di Fermo”
c/o Maria Teresa Silenzi
Via Panfili 148
63822- Porto S. Giorgio (FM)
Le opere che giungeranno oltre tale termine non saranno tenute in considerazione e, in ogni caso, farà fede la data del timbro postale.
INOLTRE una copia del proprio elaborato va inviato anche via mail a: premiocittadifermo@gmail.com (esclusivamente in formato word).
Il contributo per spese organizzative potrà essere inviato con una delle seguenti modalità:
In via alternativa sarà possibile inviare contanti, ben occultati nel plico assieme agli altri materiali richiesti. Alla ricezione dei materiali verrà inviata una mail di conferma alla mail indicata nella scheda dei dati di partecipazione al premio.
Non vengono accettate opere che presentino elementi razzisti, denigratori, pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione di ciascun tipo.
La Commissione di giuria è composta da esponenti del panorama culturale e letterario, regionale e nazionale.
Sez. A: Susanna Polimanti, Lorenzo Spurio, Cinzia Franceschelli, Nuccia Martire, Michela Zanarella, Anna Laura Cittadino.
Sez. D: Susanna Polimanti, Lorenzo Spurio, Anna Laura Cittadino, Nuccia Martire, Cinzia Franceschelli.
Il giudizio della giuria che esaminerà le opere pervenute al concorso e decreterà i vincitori è insindacabile e inappellabile.
I Premi saranno stabiliti come di seguito indicato:
Sezioni A, C, D – 1° premio: targa, diploma con motivazione della giuria e 150 Euro.
2° premio: targa, diploma con motivazione della giuria e libri, 3° premio: targa e diploma con motivazione della giuria
Sezione B – 1° premio: targa, diploma con motivazione della giuria e articolo religioso;
2° premio: targa, diploma con motivazione della giuria e libro, 3° premio: targa e diploma con motivazione della giuria
La Giuria si riserva di decretare Menzioni e Premi Speciali a proprio insindacabile giudizio oltre alle targhe quali: Premio Speciale Associazione Culturale GueCi di Rende(CS) per la sezione A Poesia in lingua italiana e Premio Speciale CEI per la sezione B Poesia religiosa.
I premiati saranno contattati a mezzo mail e telefonico ai riferimenti che gli stessi avranno fornito al momento della partecipazione nella relativa scheda con i dati personali.
La cerimonia di premiazione si terrà a Fermo (in un luogo che verrà indicato con precisione in un secondo momento) in un fine settimana del mese di Aprile 2016. A tutti i partecipanti verranno fornite con ampio preavviso tutte le indicazioni circa la premiazione.
I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione per ritirare il premio. In caso di impossibilità, il premio (targa e/o diploma) potrà essere spedito a casa dietro pagamento delle spese di spedizione, fatta eccezione dei premi in denaro che, se non ritirati personalmente, verranno incamerati dall’Associazione per future edizioni del Premio.
Tutti i testi dei vincitori, di eventuali menzionati e premi speciali saranno pubblicati nel volume antologico che sarà presentato nel corso della premiazione.
L’Associazione Armonica-Mente destinerà in beneficienza parte dei proventi derivanti dalla vendita delle antologie a propria discrezione, a realtà bisognose di aiuto nel territorio del Fermano.
La partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutti gli articoli che compongono il bando
La presente scheda compilata è requisito fondamentale per la partecipazione al concorso. Alla scheda va, inoltre, allegata l’attestazione del pagamento della relativa tassa di lettura per posta entro il 20 dicembre 2016
Partecipo alla/e sezione/i (indicare vicino il titolo del testo proposto):
□ A –Poesia in italiano a tema libero _____________________________________
□ B –Poesia in italiano a tema religioso ____________________________________
□ C –Poesia in dialetto _________________________________________________________________
□ D –Lettera aperta a tema libero ________________________________________
Data_________________________ Firma _____________________________
□ Dichiaro che il/i testi che presento è/sono frutto del mio ingegno e che ne detengo i diritti a ogni titolo.
□ Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) e solo relativamente allo scopo del Concorso in oggetto.
Data___________________________ Firma _________________________________
La Commissione di Giuria della XXVII edizione del Concorso Internazionale di Poesia «Città di Porto Recanati», composta da Lorenzo Spurio (Presidente), Susanna Polimanti, Rosanna Di Iorio e Rita Muscardin, dopo attenta operazione di lettura e valutazione delle 104 operepresentate a concorso, ha stabilito la graduatoria finale dei vincitori e dei premiati a vario titolo. Sono stati quindi individuati tre vincitori assoluti, sette premiati e ulteriori otto riconoscimenti.
Inoltre, per ricordare degnamente il prof. Renato Pigliacampo, poeta e scrittore, fondatore del premio di poesia, si è conferito il “Premio Speciale Renato Pigliacampo” a un partecipante che si è particolarmente distinto con la sua poesia per tematiche, aspetti, elementi o rimandi all’opera e alla vita di Renato Pigliacampo. Contestualmente, vengono consegnati Diplomi Speciali “In memoria di Renato Pigliacampo” per opere poetiche significative su tematiche relative all’universo della sordità, delle minoranze sensoriali o dell’impegno civico.
Vincitori assoluti
(Ricevono targa e premio in denaro: 1°premio: 500 €; 2°premio: 300 €; 3°premio: 200 €)
1° Premio: VINCENZO MONFREGOLA di Napoli con la poesia “Quando il tempo non conosce le differenze”
2° Premio: TRISTANO TAMARO di Trieste con la poesia “Un profugo d’Istria”
3° Premio: ATTILIO ROSSI di Carmagnola (TO) con la poesia “Il dono del sentire”
Premiati con targa
4° Premio: MARA PENSO di Mestre (VE) con la poesia “Droga, famelica belva”
5° Premio: DEANNA MANNAIOLI di Marsciano (PG) con la poesia “Linfa nuova”
6° Premio: EGIZIA MALATESTA di Massa con la poesia “Stazione Centrale (sera d’Inverno)”
7° Premio: LORELLA CECCHINI di Noale (VE) con la poesia “Senzatetto”
8° Premio: LORETTA STEFONI di Civitanova Marche (MC) con la poesia “Il vento tra le ciglia”
9° Premio: STEFANO BALDINU di San Pietro in Casale (BO) con la poesia “Quotidiane acrobazie (pensieri di un padre separato)”
10° Premio: MARIA LUISA D’AMICO di Falconara Marittima (AN) con la poesia “Ti ho pensata”
Riconoscimenti con attestato
MARIA ANTONIETTA D’ONOFRIO di Pisticci (MT) con la poesia “Fuori”
CESARINA CASTIGNANI PIAZZA di Monte San Vito (AN) con la poesia “Vespro”
ROBERTO BORGHETTI di Ancona con la poesia “Non lasci mai impronte”
ELISABETTA FREDDI di Senigallia (AN) con la poesia “Oltraggio”
PAOLO BORSONI di Ancona con la poesia “L’amore che ha verso di te qualcuno”
CRISTINA BIOLCATI di Ponte San Nicolò (PD) con la poesia “Invisibili”
RITA GIOVANNA CAVICCHI di Castiglione dei Pepoli (BO) con la poesia “Questione di percezione”
PALMA CIVELLO di Palermo con la poesia “Diversamente simili”
Premio Speciale “Renato Pigliacampo” – Premiato con targa
ROSANNA GIOVANDITTO di Pescara con la poesia “Sola col mio silenzio”
Diplomi Speciali“In memoria di Renato Pigliacampo”
SELVAGGIA CECARINI di Civitanova Marche (MC) con la poesia “Al valore civile di Renato Pigliacampo”
RITA BOSCO di Chieri (TO) con la poesia “Il mio grande silenzio”
FABIANO BRACCINI di Milano con la poesia “Quando la solitudine…”
ANTONELLA VARA di Palermo con la poesia “Povero mondo”
ELVIO ANGELETTI di Senigallia (AN) con la poesia “Il cane e l’amico”
MARCELLO COACCI di Prato con la poesia “Sono pronto”
Tutti i vincitori e i premiati a vario titolo sono invitati a partecipare alla Cerimonia di Premiazione che si terrà sabato 17 settembre 2016 a partire dalle ore 17:30 nella Sala Biagetti della Biblioteca Comunale (Castello Svevo) a Porto Recanati (Piazza Fratelli Brancondi).
Si evidenzia che i premi in denaro saranno consegnati solamente in presenza del vincitore o eventuale delegato e non saranno inviati a mezzo posta in un secondo momento. La delega dovrà pervenire a mezzo e-mail prima dell’evento di premiazione.
Gli altri premi (targhe e attestati), qualora non vengano ritirati il giorno della premiazione, saranno spediti a mezzo posta solamente dopo pagamento delle relative spese di spedizione.
Si richiede, pertanto, una comunicazione di conferma sulla presenza alla cerimonia da parte del premiato o di eventuale delegato, che dovrà pervenire a mezzo e-mail entro il 12 settembre p.v. al Presidente di Giuria e al Segretario del Premio agli indirizzi e-mail lorenzo.spurio@alice.it e poesia.portorecanati@gmail.com
Poeti e poetesse di tutta Italia radunati sabato 20 agosto scorso a Montignano di Senigallia (AN) per celebrare la poesia. La seconda edizione del Concorso di Poesia “Poesia nel Borgo” ideato da Elvio Angeletti e organizzato in collaborazione dalla Biblioteca Luca Orciari di Marzocca, dalla Associazione Promotrice Montignanese e dal Circolo Adriatico, con il Patrocinio del Comune di Senigallia ha visto la sua serata conclusiva nella piazza centrale del piccolo borgo di Montignano.
Intenso il programma che si è aperto nel pomeriggio con i saluti degli organizzatori Elvio Angeletti e Franco Patonico, con letture di poeti partecipanti al concorso che, però, non sono giunti tra i finalisti. Bobo, accompagnato dallo storico gruppo dei “via del Casale”, ha intervallato proponendo brani musicali del panorama cantautorale italiano, riscuotendo vivo successo tra gli astanti. Si è proceduto ad omaggiare una delle poetesse più illustri del territorio, Renata Sellani, di cui è stata letta una poesia degna di nota. La kermesse poetica è stata poi interrotta da un momento di ristoro durante il quale poeti, amanti della scrittura, organizzatori e abitanti di Montignano hanno potuto scambiare quattro chiacchiere, incontrarsi e trascorrere dei minuti insieme all’insegna dell’allegria e della sana partecipazione.
L’evento ha avuto poi il suo apice a partire dalle 21 quando in Piazza Giordano Bruno sono iniziate le premiazioni dei vincitori della seconda edizione del Concorso “Poesia nel Borgo”, apertesi con il saluto e il ringraziamento del Comune di Senigallia da parte di Ilaria Ramazzotti (Assessore alle Politiche per lo Sviluppo). La serata è stata condotta da Donatella Angeletti e Filippo Paolasini che hanno anticipato ai nomi dei vincitori le motivazioni che la Commissione di Giuria – presieduta da Antonio Maddamma- ha provveduto a stilare per tutti i testi meritori di premio.
Questi i premiati in questa edizione del concorso: per la sezione poesia in lingua italiana il 1° premio assoluto è stato attribuito a Gaetano Catalani (Ardore Marina – RC), il 2° premio a Carmelo Salvaggio (Latina) mentre il 3° premio a Michele Izzo (Treviso). Per la sezione poesia in dialetto il 1° premio è stato conferito alla poetessa locale Daniela Gregorini (Ponte Sasso di Fano – PU), il 2° premio a Rolanda Brugiatelli (Montignano di Senigallia – AN) mentre il 3° premio è stato conferito al poeta siciliano Salvatore Greco (Biancavilla – CT). Premi Speciali sono stati consegnati a Luciano Pellegrini di Perugia e Claudio Di Paola di Siracusa, rispettivamente il Premio Speciale del Presidente del Concorso e il Premio Speciale del Presidente di Giuria, quest’ultimo non consegnato fisicamente a causa dell’assenza del premiato.
Ulteriori premi sono stati attribuiti a numerosi altri partecipanti, per entrambe le sezioni. Le Menzioni d’Onore sono state conferite a Ennio Scardicchio (Marghera – VE), Giuseppe Perrone (Taranto), Antonietta Calcina (Senigallia – AN), Paolo Muccio(Lecce), Sergio Camellini (Modena), Irene Sabatini (Marzocca di Senigallia – AN), Roberto Colonnelli (Acquapendente – VT), Erminio Gelmi (Falconara Marittima – AN), Annalena Cimino (Capri – NA), Mauro Marcellini (Senigallia – AN), Maria Pia Silvestrini (Senigallia – AN), Massimo Vico (Ancona), Letizia Greganti (Montemarciano – AN). Menzioni Speciali sono state conferite a Patrizia Papili Marchionni (Ancona), Nadia Ghidetti (Fabriano – AN), Andrea Ansevini (Agugliano – AN), Gianni Palazzesi (Appignano – MC), Giusy Bianchi (Pompei – NA), Carmelo Cossa (TO), Valtero Curzi (Senigallia – AN), Edda Baioni Iacussi (Marzocca di Senigallia – AN), Gaetano Catalani (Ardore Marina – RC).
Ulteriori brani musicali hanno accompagnato la serata arricchendone i contenuti e allietando ancor più il bel clima di festa che gli organizzatori sono riusciti a creare.
DOMENICA 21 AGOSTO SI PARLA DELLA ANTOLOGIA “RISVEGLI”
Domenica 21 agosto alle ore 21:15 a Marotta (PU) nello spazio del Parcheggio di Villa Valentina si terrà un evento poetico destinato a parlare di poesia di impegno civile. L’evento, organizzato dalle Associazioni Chiaro-Scuro e dal Circolo Culturale Marotta, sarà aperto con i saluti di entrambe le presidenti, rispettivamente Ketty Perrone ed Ersilia Riccardi. Il poeta e critico letterario Lorenzo Spurio, curatore del volume antologico Risvegli: il pensiero e la coscienza. Tracciati lirici di impegno civile (PoetiKanten Edizioni, Sesto Fiorentino, 2015) introdurrà la serata che vedrà poi l’intervento del prof. Raffaele Taddeo, prefatore del medesimo volume. A seguire letture poetiche dei poeti Elvio Angeletti, Anna Maria Berni, Ivana Biagetti, Rossana Di Iorio, Elisabetta Freddi, Daniela Gregorini, Rossana Guerra, Michele Miano, Gianni Palazzesi, Franco Patonico, Fiorina Piergigli, Maria Pia Silvestrini, Marco Squarcia e Lorenzo Spurio.
Dal “Resto del Carlino” del 20-08-2016
Da sx: Lorenzo Spurio, Elvio Angeletti, Raffaele Taddeo, Ersilia Riccardi, Maria Pia Silvestrini, Fiorina Piergigli, Elisabetta Freddi, Anna Maria Berni, Daniela Gregorini
Ad Ortigia, il bel centro storico della città di Siracusa, si trova la celebre Fonte Aretusa, un ampio bacino d’acqua di forma tondeggiante fruibile al visitatore da una posizione privilegiata, quasi “aerea”, di stupefacente presa sul turista per la maestosità della vasca e la straordinarietà della sua posizione, non molto distante dal mare che sembra in qualche modo essere un contenitore più ampio. Emilio Rega nella presentazione del suo nuovo libro attesta chiaramente che il titolo, nel quale leggiamo di una “Fontana incantata”, ha a che vedere proprio con Aretusa che, secondo la tradizione mitologica, venne trasformata in fonte da Artemide per sottrarla alle pressioni di Alfeo che l’avrebbe spiata nuda e della quale era profondamente invaghito.
La “fontana incantata” a suo modo sembra richiamare anche qualche ambientazione tipica delle saghe per l’infanzia dei fratelli Grimm o, più in generale, a un oggetto che si fa luogo, che identifica una determinata sequenza di vicende; l’accezione di “incantata” ravvisa da subito la straordinarietà della fonte nonché la sua capacità di rappresentare un emblema iper-carico di significati tanto da venire a rappresentare un simbolo. Per mantenere questo tipo di lettura si potrebbe dire, senza forzare di troppo quella che è una propedeutica ermeneusi del nuovo testo di Emilio Rega, che le tante poesie che compongono la silloge non sono altro che spruzzi d’acqua, gocce più o meno pesanti o suadenti a rappresentare la complessità dell’universo.
Rega in questo nuovo libro utilizza forme diverse: dalla lode al canto, dalla preghiera all’elegia e ancora dal componimento d’amore a quello contemplativo senza mai disdegnare lo sviluppo di pensieri di matrice più chiaramente religiosa, filosofica, morale ed etico-civile. Con essi, anche i registri cambiano: notiamo l’io lirico che si mimetizza nel pensiero, ma anche il poeta che fa autocritica e prende le distanze da vezzosità insultanti l’arte poetica e ancora ammonisce mal-comportamenti. La propensione del Nostro, nei momenti in cui abbandona l’approccio più empatico col testo, è quella di prendere una posizione netta nei confronti di accadimenti, mode e convinzioni generalizzate.
Con una scrittura assai concreta e ben delineata, facilmente concepibile anche per chi poco mastica di poesia, Rega ci accompagna nei meandri di un vissuto particolare: il suo. Accanto ai componimenti d’amore nutrite sono le immagini che rievocano un passato più o meno distante con una pacificazione tale da non avvertire neppure strascichi di melanconia. Netti e fortemente visuali le poesie in memoria dei genitori che vengono ricordati con una levità assai profonda e al contempo carica di una passione nevralgica.
Il tempo inclemente fa capolino spesso in varie liriche, soprattutto della primissima parte della raccolta, mai visto come un nemico da demonizzare o un mostro che (ci) trasforma ma come presenza ineluttabile, una sorta di compagno terreno di tutte le nostre vicende da quando nasciamo. In Rega è fortemente radicata la concezione di un tempus fugit che non è in sé pericoloso né da condannare, ma che va percepito per quel che è: uno spazio bianco da costruire personalmente giorno dopo giorno.
In varie altre liriche scopriamo un Rega meno intimo e più direttamente legato al senso di comunità. All’intero di questo filone che potremmo definire etico-sociale, sono interessanti due componenti. Da una parte l’ampio discorso che il Nostro fa sul senso della poesia e il ruolo del poeta oggi a partire da divagazioni diverse ma tutte gravate da un pensiero ossessivo di fondo: il poeta d’oggi è spesso vanitoso. D’altra parte il Nostro, con la sua connaturata capacità di sintesi e fascino della brevità comunicativa che fa di lui un grande aforista, non manca di evocare gravi casi di problematicità quali, appunto, la fame e le epidemie sofferte da una grande quantità di bambini in varie parti del mondo.
Leggendo le poesie di Rega si solidarizza con lui in maniera convinta quando parla del divismo e della smodata esuberanza dell’intellettuale d’oggi che ha fatto della sua arte merce e che utilizza la sua poetica in conviviali momenti d’incontro dove è l’immagine, piuttosto che i contenuti, a contare. Si condanna, dunque, un modo di fare che è in qualche modo viziato, disonesto, oltraggioso nei confronti del sentire più puro del genere umano, quello poetico, ma lo si fa con perspicacia e circostanzialità di giudizio, vale a dire con obiettività e onestà. Così il premio che il letterato vince da mera attestazione celebrativa del suo valore artistico diviene vessillo di vizio, emblema di egocentrismi nauseanti facendo di lui non una persona sensibile che impiega la poesia quale mezzo esternante il suo animo ma quale forma di competizione, una attività semplicemente numerica dove lo spirito di autocritica e di crescita vengono soppiantati dalla prepotenza e dall’altezzosità.
Se da una parte Rega accenna al fenomeno della brutalizzazione e mercificazione dell’arte, lascia a noi lettori ricercare le cause prodromiche di quanto sta accadendo ormai da decenni cioè ci fornisce qua e là gli elementi che potrebbero essere utili nel tracciare le linee di forza che uniscono la svendita della poesia (nel volume anche l’editoria viene presa in considerazione) con la purità del sentimento umano. In qualche modo ci lascia intuire anche quali potrebbero essere i rimedi: se non per risolvere in toto una situazione diventata endemica e incontrollabile, per lo meno per cercare di non cadere nel baratro qualunquista della superiorità illegittima tra poeti di varia risma.
In tutto questo il Nostro è abile nel costruire con doviziosa precisione gli ambienti che circondano le situazioni che ci pone chiamandoci a una maggiore e sana riflessione, come quando rammenta dell’importanza dell’ “elemento primordiale dell’acqua” in una ipotetica ricerca di quel legame atavico tra l’uomo e l’elemento equoreo, mezzo di vita. In “In ginocchio davanti al mare” l’elemento acqua fa nuovamente da padrone e in questi versi che ci descrivono la sinuosità del mare l’io lirico anela addirittura a un procedimento di metamorfosi in un abitatore delle acque salate. Dinanzi al mare l’uomo mostra stupore e un senso di insubordinazione dato dall’onnipresenza dell’elemento acquatico che lo conduce ad assumere una posizione riverente, prostrata e servile nei confronti di quel gigante che a volte è in grado di incutere paura.
Emilio Rega, autore del libro
Per usare sue parole, Rega dice “Canto l’amore che non c’è/ quello che poteva esserci e non è stato” mostrando come il poeta sia quell’essere capace non solo di eternizzare i momenti ma di credere nella validità dell’invocazione all’assenza. In pochi versi dalla sintassi quanto mai chiara e ben strutturata Rega costruisce con salde parole al contempo evocative ed invocative un ringraziamento al sentire permettendo a quel senso delle possibilità di trovare spazio nell’ambito discernitivo della mente. Ragionare sul successo e il non successo implica l’adozione di una prospettiva dove è l’intimità col tempo a dominare.
Taluni versi sembrano svuotarsi di un impeto propriamente lirico per farsi, invece, più assertivi, descrittivi in senso stretto, capaci cioè di individuare una descrizione analitica di ciò di cui si sta parlando, in linea con la predisposizione al sintetismo concettuale del Nostro che non di rado ha impiegato l’aforisma quale svelamento della mente, riflessione e circumnavigazione del pensiero. L’aforisma ha come principale capacità, qualora l’aforista abbia le giuste doti come è il caso del Nostro, di presentarsi come una piccola verità, una pillola di saggezza che, pur fuoriuscendo dall’esperienza privata, può avere un significato, dunque un valore, oggettivo ed universale. Non detta una linea di pensiero, dunque, ma consente la riflessione ed espone il lettore a una sorta di dialogico con se stesso, ampliandone il senso critico. Ciò è ben evidente ad esempio nella poesia “A te poeta” nella quale il Nostro sembra più calato nelle vesti di un saggista che di un io lirico quando attesta: “La poesia batte in ritirata/ mentre avanza la putredine del mondo”.
Mi sento allora di poter dire che Emilio Rega non solo ha ben a cuore la grandezza universalistica della poesia quale bene inestimabile che va conservato e addirittura promosso, ma che sia anche ragionevolmente influenzato dal tema vivendo in primis la difficile collocazione del poeta nella nostra contemporaneità. Nella difesa che il Nostro fa del Silenzio quale luogo della tranquillità e dell’ispirazione, spazio bianco della mente che permette la riflessione, acuisce il ricordo e rivitalizza il vissuto, sembra di percepire la Szymborska che in una delle sue ultime interviste parlò del silenzio quale condizione necessaria del poeta per essere felicemente produttivo. Alla conformazione al rumore, allo stridore dei giorni e alla mancanza di differenziazione, Rega contrappone il Silenzio quale arma bianca, una sposa velata che con l’avvenenza di tutte le spose, si unisce a noi. Contro le cacofonie della società, la virulenza dei vizi, l’alienazione dei corpi, la cosificazione della nostra coscienza, Rega reclama ed invoca il silenzio quale ambito di pacificazione al tomento e alla lotta, al subbuglio e ai fragori. Dato che “La poesia è un privilegio/ riservato a pochi eletti” le parole di Rega indirizzano il nostro animo verso lidi della mente che aprono all’autocoscienza mentre ci insegnano che il Silenzio è la parola più difficile da comprendere e da tradurre. Non perché esso non abbia forma propria, semplicemente perché ci si è assuefatti a un mondo di a-silenzio, dominato dal caos e dalla spasmodica rincorsa al bene di turno, velleità di consumo e vezzosità inutili. Il silenzio non è presente solamente negli interstizi tra una comunicazione e l’altra, nelle pause –pure brevi- tra un rumore e un suono, ma va in un certo qual modo ricercato ed esperito.
La poesia che chiude la raccolta, “Silenzio”, ricalca ancor meglio il concetto: le pause, le ellissi, i punti di sospensione ossia tutti quegli artifici che nella scrittura mascherano una mancanza di materiale, un’assenza, dunque in qualche modo un silenzio improvviso su qualcosa, sono molto probabilmente gli elementi più carichi di significato, densi, saturi di immagini e di complessità, plurievocativi, analogici ed è lì che si concentra la materialità contenutistica. Per questo la poesia degli ermetici è tanto ricca di contenuti e suggestioni, di letture ampie e diversificate da permettere di disquisire ore ed ore su smunti versi, scarnificati fino all’osso.
Esso è una categoria della mente e della percezione e, come tale, la sua appropriazione avverrà a livello personale, intimo, soggettivo. Non esiste un silenzio universale e supremo che valga con la stessa intensità per tutti, ma ognuno di noi ha la sua scala di silenzi e ne conosce la problematicità per poterli raggiungere. Dare un senso all’inesprimibile, dare un colore al bianco-e-nero incalzante, dare un sorriso a un bambino che non ha motivo per ridere diventano allora le tante piccole missioni del poeta che sapientemente e con coraggio, proprio come il Nostro, deve essere in grado di comprendere le criticità del momento storico e l’esigenza di darsi da fare, nella concretezza, per impedire a quella “putredine del mondo” di prendere il sopravvento. Per questo, se il silenzio si può sentire anche nel fragore delle giornate, “la salvezza/ la puoi ancora trovare/ in fondo a quell’oscurità”.
L’intera silloge di Marco Nicastro è una curiosa circumnavigazione attorno al fascino misterico di ombre e luci. Lo stesso titolo, Il buio e la luce, chiarisce in partenza la dicotomica trattazione di tante liriche qui contenute. Ma, in fondo, non sono la luce né le tenebre ad essere i veri temi, i messaggi finali, di queste poesie quanto gli elementi che descrivono gli ambienti, che accolgono gli accadimenti, le condizioni meteorologiche e fisiche esperite dall’io poeta. Si tratta, nel caso di Marco Nicastro, di un fare poetico profondamente radicato al libero e intimo sentire l’anima, fatto di rapsodie di ricordi, sentimenti evocati e anelati, attestazioni di solitudine e richieste d’amore. In questa ampia strada il Nostro non manca di connotare gli ambienti, ma anche gli stati emotivi, di quella polarità cara ai neoplatonici e allo stesso Shakespeare interpretabile nell’ossimorica coppietta di bianco-nero, luce-tenebre e, analogicamente, di segregazione-libertà, avvallamento-sospesione, malinconia-gioia, solitudine-amore, morte-vita. Nicastro caratterizza in maniera puntuale e mai identica i vari squarci emotivi, le incursioni sensoriali, le pillole di memoria che riemergono da un’esistenza spesso affossata dalla noia o appiattita dalla desolante condizione di vivere la solitudine. La stessa opera è divisa per volontà dell’autore in due parti, a compendiare quasi due punti di vista diversi, due differenti propensioni ad approcciarsi al mondo di fuori come, a suo modo, rintraccia Lorenzo Renzi nella nota di prefazione. Non sono altrettanto convinto, come lo è il prefatore, che la divisione stagna delle due sezioni corrisponda con altrettanta sistematicità alla suddivisione di poesie più o meno cupe e attorcigliate su pensieri esistenziali da poesie meno affossate, più liete e che comunque non ammorbano il lettore. Mi pare di ravvisare, invece, che esista un continuum tematico piuttosto palese tra le due sezioni dove ombre e bagliori, luce e tenebre ricorrono spesso a descrivere momenti, a metamorfizzare attimi vissuti a rendere manifesta una situazione a volte leggiadra altre cupa e addirittura nefasta. Vi sono, infatti, liriche dove le perlustrazioni mentali del Nostro lo portano in termini di distanza assai lontano dalle liriche più partecipate emotivamente, accorate, piene di pathos, nelle quali, invece, secondo una impostazione molto cerebrale, fa perno attorno a una interpretazione logica, analitica, razionale degli accadimenti. Si tratta di liriche che, se è comunque azzardato sostenere che abbiano un intendimento filosofico, di certo rasentano dilemmi ontologici abbastanza comuni, resi in una forma che non ha del retorico e che, dopotutto, convince. Rovelli esistenziali, aporie indecifrabili, logaritmi del vissuto di complicata risoluzione vengono posti in questa ampia cesellatura dei versi dove è la dimensione doppia, antipodale, istituita su contrasti e parallelismi da ricercare a fare da padrone.
È possibile ricercare la luce anche nella tenebra più fitta, come ebbe a dire un docente universitario di letteratura inglese trattando la ben nota saga del Signore degli Anelli ad intendere, però, un messaggio universalistico che sembra avere del buono sino al parossismo ma che possiamo anche fare nostro. Si tratta di un messaggio di apertura, di una inclinazione alla scoperta senza rimorsi e, soprattutto una propensione a sentirsi vitale in termini di speranza positiva. Ed è qui, in questo antro concettuale che Nicastro mostra una compiacente verità, desunta da origami di versi appassionati che parlano di amore, della natura e del tempo, nel sostenere che anche il buio può avere le sue tinte. Che anche nel nero più pesto possiamo intravedervi gradazioni differenti; che la luce ha quel potere salvifico abile a fortificarci con i bagliori mnemonici che rinsaldano la nostra identità per vivere ogni intervallo di stagione, anche quando la tempesta sgomenta.
L’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN) in collaborazione con la Biblioteca Ascariana di Cingoli, la ATC Pro Loco di Cingoli e con il Patrocinio Morale del Comune di Cingoli, indice la prima edizione del Concorso di Racconti Brevi “Storie in viaggio” la cui partecipazione è regolamentata dal presente bando.
Nel giorno della premiazione è prevista anche la visita guidata alla città di Cingoli che avverrà grazie alla collaborazione della ATC Pro Loco di Cingoli.
Sezioni
L’unica sezione di partecipazione è il racconto. È possibile partecipare sia con elaborati editi (già pubblicati in edizioni cartacee comprensive di codice identificativo ISBN) che inediti.
Tematica
La tematica indicata per questa edizione è “Il viaggio” che può essere interpretata liberamente ad intendere viaggi fisici, di spostamento sul territorio nazionale o internazionale e di viaggi interiori, percorsi di approfondimento e di crescita personale, educativo, morale, spirituale o di altra tipologia.
Caratteristiche degli elaborati
Si partecipa unicamente con testi scritti in lingua italiana. Non verranno accettati racconti in altre lingue né in dialetto, anche se provvisti di relativa traduzione in italiano. Ciascun partecipante può inviare un solo racconto in formato Word (estensione .doc o .docx) di lunghezza complessiva 3 cartelle editoriali (1 cartella = 1800 battute). I testi dovranno essere formattati in carattere Times New Roman corpo 12, non dovranno presentare al loro interno caratteri sottolineati o colorati, né immagini né collegamenti multimediali.
Minori
La partecipazione è aperta anche a minori. In questo caso la scheda dei dati andrà compilata dal minore ma dovrà essere firmata in calce da uno dei due genitori, indicando tra parentesi il grado di parentela. Ogni altra indicazione in merito alla partecipazione segue le linee generali del presente bando.
Partecipazione
Il concorso è completamente gratuito.
Invio degli elaborati
Per prendere parte al concorso è richiesto l’invio a mezzo e-mail all’indirizzo ass.culturale.euterpe@gmail.com del proprio racconto comprensivo di titolo e sprovvisto di dati personali o segni di riconoscimento. Al testo andrà allegata anche la scheda di partecipazione contenente i propri dati personali. Nell’oggetto della mail è richiesto di indicare “Concorso Storie in viaggio”. La mancanza di uno dei due materiali richiesti comporta l’esclusione.
Scadenza
Il termine ultimo per partecipare è fissato al 4 settembre 2016. Non verranno presi in considerazioni elaborati pervenuti dopo tale data.
Pre-selezione
L’organizzazione della Associazione Culturale Euterpe provvederà a effettuare una preselezione dei materiali pervenuti –in forma rigorosamente anonima- dalla quale decreteranno venti finalisti. L’esito della selezione verrà pubblicato sul sito della Associazione (www.associazioneeuterpe.com) e inviato a mezzo mail a tutti i partecipanti a partire dal 12 settembre 2016.
Graduatoria
La commissione giudicatrice valuterà in forma completamente anonima i testi dei venti finalisti e proclamerà i vincitori durante la serata di premiazione.
Cerimonia di premiazione
I finalisti sono tenuti a partecipare alla serata finale che si terrà domenica 9 ottobre 2016 a Cingoli (MC) presso l’Auditorium Santo Spirito. Partecipando a questo concorso l’autore dichiara la propria presenza fisica e ad intervenire durante la serata di premiazione, nel caso figurasse tra i finalisti. Ai finalisti è richiesto di confermare entro 6 giorni dall’avvenuta comunicazione di pre-selezione la propria presenza o meno. Qualora non potranno intervenire la loro posizione di finalista decadrà e l’organizzazione provvederà a far scalare tra i finalisti altri nominativi non rientrati nella iniziale rosa di venti autori. I finalisti che non si presenteranno alla serata di premiazione non avranno diritto a nessun tipo di premio. Non saranno accettati delegati alla cerimonia finale.
Premi
I premi consisteranno in coppe per i primi tre vincitori assoluti e in targhe per i successivi tre autori classificatisi. Tutti i premiati riceveranno anche il diploma. Tutti gli altri finalisti riceveranno attestato di partecipazione.
Visita guidata di Cingoli
L’evento sarà anticipato, nel primo pomeriggio, da una visita guidata della città (gratuita) che avverrà con la collaborazione della ATC Pro Loco di Cingoli per coloro che vorranno (maggiori indicazioni su orari e punti di ritrovo verranno fornite in un secondo momento) a mezzo mail.
Commissione di pre-selezione
La commissione di pre-selezione è composta da alcuni membri del Consiglio Direttivo della Associazione Culturale Euterpe: Lorenzo Spurio, Elvio Angeletti, Alessandra Montali, Marinella Cimarelli, Oscar Sartarelli e Vincenzo Prediletto. Il giudizio della commissione di pre-selezione è definitivo ed insindacabile.
Commissione giudicatrice
La Commissione giudicatrice è composta da Franco Duranti, Stefano Vignaroli, Gioia Casale, Maria Anna Mastrodonato, Laura Margherita Volante, Sara Francucci e Marco Squarcia. Il giudizio della commissione giudicatrice è definitivo ed insindacabile.
Ultime disposizioni
La partecipazione al Premio è subordinata all’accettazione del presente bando in ogni suo articolo.
Ai sensi del D.Lgs 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso e altre attività promosse dalla Associazione Culturale Euterpe.
Lorenzo Spurio – Presidente Ass. Culturale Euterpe
Partecipo al Concorso “Storie in viaggio” indetto dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN) con il racconto dal titolo ________________________________________________________________________
Questo racconto figura in una pubblicazione depositata alla SIAE ?
[ ] SI [ ] NO
Dichiaro, sotto la mia responsabilità, che il racconto è di mia completa produzione e che ne detengo i diritti ad ogni titolo
[ ] SI [ ] NO
Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) per le attività organizzate e promosse dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi.
Venerdì 29 luglio alle ore 19 presso la “Via Maestra” a Loreto (Corso Boccalini 47) si terrà la presentazione al pubblico del romanzo “Il quadro” (Giaconi Editore), opera della socia Alessandra Montali.
Il libro
“Il quadro” affronta la storia di Francesca, una giovane donna che scopre di avere un’ identità nascosta. Le vicende prendono piede nella cittadina marchigiana di Osimo a partire dalla visione di un quadro della madre, una pittrice, morta in un fatale incidente stradale. La presenza di un dettaglio particolare in quella pittura animerà nella donna una ricerca della verità che la porterà a una lunga perlustrazione in vari ambienti espositivi in tutta la Regione al fine di poter ricostruire la verità sul passato e di far combaciare tutte le tessere del puzzle. La ricerca non sarà priva di momenti di difficoltà e addirittura di pericolo, trasmessi al lettore con partecipata verve da incutere suspense sino allo svelamento…
E’ uscito il nuovo numero della rivista di letteratura “Euterpe”, il n°20, che aveva come tema di riferimento “Assenze e mancanze”. Nutrita la partecipazione alle varie sezioni da impegnare la Redazione per intere settimane nelle operazioni di lettura e di selezione.
Nella rivista sono presenti testi di Andrenacci Valeria, Andreucci Erika, Angeletti Elvio, Ardizzoni Nerina, Ausili Marco, Baldazzi Cinzia, Bernardi Luigino, Bettarini Mariella, Biolcati Cristina, Bonanni Lucia, Bonfiglio Anna Maria, Braccini Fabiano, Calabrò Corrado, Carmina Luigi Pio, Carrabba Maria Pompea, Caruso Federico, Casula Carla Maria, Casuscelli Francesco, Chiarello Maria Salvatrice, Chiesi Simona, Ciano Martino, Cimarelli Marinella, Cimino Antonella, Colantonio Linda, Coppari Elena, Corigliano Maddalena, Curzi Valtero, D’Amico Maria Luisa, De Magistris Patrizia, De Maglie Assunta, De Robertis Ubaldo, Di Iorio Rosanna, Di Micco Carlo Valerio, Di Sora Amedeo, Donà Franca, Duranti Franco, Emiri Loretta, Ferraris Maria Grazia, Ferraro Daniela, Filocamo Carlo, Gangemi Maria Letizia, Giordano Angela, Golinelli Luigi, Greco Salvatore…
Il presente “trittico poetico” -naturale evoluzione del dittico a due voci perfezionato da Emanuele Marcucio- attorno al tema della strage di Nizza si compone delle poesie “Sulla Promenade des Anglais” di Lucia Bonanni, “L’ultimo battito” di Lorenzo Spurio e “Nice” di Emanuele Marcuccio.
SULLA PROMENADE DES ANGLAIS
DI LUCIA BONANNI
Iridescente
il suono delle parole
libertà-fraternità-uguaglianza
che nella sera si fonde
in giochi di polvere esplosiva
specchiati sulla battigia
edulcorata dalla festa.
Non sono insorti
i cittadini che annullano frontiere
sul lungomare illuminato
la Bastiglia, la prigione-fortezza,
è già stata presa in un martedì 14 di luglio
la carestia annullata e la miseria sconfitta.
Ma la violenza è cancrena inesorabile
e la verità che impatta gli occhi
ha vettori simili a punte acuminate
per reiterate stragi di innocenti.
Il mare vomita lo scempio.
La schiuma urla e si addensa.
Le stelle e le onde
hanno il volto distorto
da smorfie di dolore.
Sull’asfalto bagnato
insieme ad una nuvola di zucchero filato
è rimasto un sandalino rosa.
Dal giornale al teatro
dal museo alla Promenade des Anglais
il tricolore francese
è listato a lutto e la pietra scagliata
più non dà animo alla rivoluzione della Pace.
Il blu della bandiera si fa cielo
e il bianco è strada di campagna
invasa da primule rosse e silenzi senza peso.
L’ULTIMO BATTITO
DI LORENZO SPURIO
A chi darà la mano
la bambola nuova
acquistata ieri l’altro?
È appena diventata orfana.
L’invertebrata bambola
sfregiata dal secco asfalto
i capelli smossi da fiati:
ma non è vento.
Ogni corpo falciato è
piombato d’aria fradicia
a terra ancorato, greve
in pose turbolente.
Il fantoccio amico
non accetta il lutto
del pargolo padrone.
Lambisce il minuto indice,
gli sussurra una nenia,
gli strizza l’occhio:
anche il cuore di plastica
ha cessato il battito.
(Liquefatta la passeggiata inglese
In una pozione di odio fluido.)
La Nike di Samotracia, conservata al Museo del Louvre a Parigi
Commento a “Nizza” di Emanuele Marcuccio – a cura di Lucia Bonanni
Il verbo “mietere” è proprio del grano e dei cereali maturi. La mietitura richiama l’azione del tagliare a mano, fa vedere la fatica e l’impegno nel lavoro dei campi e il beneficio che ne deriva. Ma nella propria estensione lessicale il verbo “mietere” può indicare anche l’azione di una forza distruttrice quale può essere la furia della guerra oppure quella di eventi catastrofici.
Nel componimento “Nice” l’autore colloca il verbo “mietere” in un verso isolato dall’inarcatura proprio dopo la parola “furia”, personificazione della violenza qui attuata non da un carro agricolo, destinato al carico di mannelli del grano, ma da un carro d’acciaio, armato per distruggere.
La prima terzina introduce un’immagine di guerra, una desolazione aspra, consumata su un fronte dove non ci sono schieramenti opposti a fronteggiarsi col fuoco delle armi, ma persone inermi e del tutto ignare del pericolo incombente su quella costa lambita dalle onde.
“[E] l’azzurro/ la costa/ e sangue” è questa strofa la chiave di volta dell’intero componimento, una terzina di analisi e sintesi, orchestrata su accostamenti cromatici e orientamento spazio-temporale dove sembra esistere una voce fuori scena a narrare il disastro degli eventi che sembrano essere rappresentati su un palcoscenico dove gli attori recitano, seguendo un canovaccio usuale. “[E] l’azzurro”, archetipo del cielo, è immenso, si flette e si fonde nell’elemento liquido e in quello aeriforme; “e sangue”, elemento vitale che vortica e fluisce, inzuppa il selciato mentre l’emoglobina si spezza in molecole perse nel vuoto di una sera riverberata dai fuochi d’artificio.
L’azzurro del cielo e quello del mare, il rosso del sangue, il bianco della costa che si fa sudario di pianto, formano il mosaico di una bandiera, costretta a patire ancora e di nuovo un lutto atroce.
«[E] il suo nome/ ricorda vittoria»: la denominazione di quella città è “Nice”, appellativo che deriva dal ben noto termine greco “Nike”col significato di “Vittoria”, un risultato conseguito non dopo una battaglia bensì in una contesa determinata a vincere le forze del male e conferire foglie di alloro a quel bene spesso usurpato alle umane genti.
Sono versi sintetici, essenziali, concreti, quasi scarni, sobri, ma non eterei e sfuggenti, quelli che scrive Marcuccio che in rappresentazioni di forte impatto visivo ed emozionale e con un lessico ben curato e ben misurato nella forma espressiva e di significato, pongono il lettore dinanzi ad un groviglio di sensazioni che occorre esaminare attraverso l’amore per la parola in un rapporto dialogico col Mondo affinché la bellezza cardine delle parole “libertà”, “fraternità” e “uguaglianza” sia sempre invitta nel percorso etico e sociale di ciascun Uomo.
NOTA:
I tre testi poetici vengono pubblicati su questo spazio per gentile concessione dei rispettivi autori e con la loro autorizzazione.
Le immagini presenti su questo post hanno fini esclusivamente culturali e non commerciali.
[1] Una composizione di due poesie di due diversi autori, scritte indipendentemente, anche in tempi diversi, e accomunate dal medesimo tema in una sorta di corrispondenza empatica.
[2] Scritta in memoria della strage di Nizza del 14 luglio 2016, in cui persero la vita 84 persone di varie nazionalità, tra cui 10 bambini.
Per il titolo ho preferito utilizzare la lezione francese del nome della città, perché etimologicamente più vicina al greco antico “νίκη” (nike), “vittoria”. [N.d.A.]