Pubblicazioni

POESIA

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Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per Federico Garcia Lorca, prefazione di Nazario Pardini, commenti di Corrado Calabrò e Lucia Bonanni, nota di lettura di Valentina Meloni, Illustrazioni del Maestro Franco Carrarelli, PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016, ISBN: 9788899325466, pp. 86

Questa plaquette contiene una decina di poesie in qualche modo ispirate dalla figura e dalla poesia di Federico García Lorca, nella ricorrenza degli 80 anni dal suo assassinio. Molte poesie hanno tratti sensitivi e impressionistici: “Doloroso [è] il suono della cicala”; “Le ali delle vespe battevano troppo veloci/ per riflettersi nell’argento liquido dei giorni” mentre la luna si nasconde “Con lo scuro incorporato e/la camicia inargentata”. La silloge è al tempo stesso una rievocazione ed un’invocazione del poeta, con un fondo di accoramento che si scioglie nel colloquio con le piante e con la natura, in sintonia col sentire del poeta e in risonanza con i suoi versi: “Os hablan las cosas/y vosotros no escucháis” come Spurio cita il poeta in esergo. A volte l’aggancio è ulcerante come un uncino: “una madre rimesta nell’utero con dita adunche”; “El niño che ha muerto era listo para vivir/Corría al bordo del rio con risa suave”, annota il poeta marchigiano direttamente nell’idioma spagnolo. Ma anche la rievocazione più accorata rifiorisce nella freschezza della poesia di Federico, che ci piace ricordare con “Sul volto un sorriso di gigli freschi”, anche se: “Le piante quel giorno hanno smesso di parlare”.  Anche l’incomprensibilità di quella morte deve essere introiettata, rientrando nell’incomprensibile casualità della sorte effimera che ci accomuna tra noi e con la natura, su questo sperduto pianeta: “Comprendo che non c’è un rigore con il quale le foglie del fico cadono. Alcune sono più resistenti di altre. Ma l’inverno non ne lascerà nessuna”.(Commento di Corrado Calabrò) 

 

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Le acque depresse, in  I grilli del Parnaso. Alterne Stratificazioni, prefazione di Pina Piccolo,  PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016, ISBN: xxx, pp. 192

Ciascuna delle diciotto liriche che scandiscono il palinsesto acqueo/terroso di Lorenzo Spurio assume una diversa consistenza a turno solida o liquida, talvolta gelatinosa e raggrumata, talvolta scorrevole e gorgogliante, poi riarsa e screpolata, prende la forma di un cavallone o di un’onda piatta, di un terreno limaccioso preannunciante sabbie mobili (tutte presenze lessicali che formano lo humus dell’opera) e che trovano infine una sorta di ancora nel carme lento “Sacchi Neri” che conclude la raccolta.  Il titolo stesso Le acque depresse incuriosisce giocando sulla dimensione psicologica e fisica: si può pensare a una depressione del suolo che soggiace alle acque e che induce l’acqua ad abbassarsi o si può pensare ad una reazione dell’acqua che si deprime sia per il suo status di testimone delle attuali atrocità compiute dentro la sua estensione o al suo limitare (“In ventuno alla battigia genuflessi”) sia per il suo mutamento a livello di struttura molecolare dovuto  alla presenza di decine di migliaia di corpi in essa annegati, vittime delle ingiustizie di un sistema.

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Neoplasie civilicon prefazione di Ninnj Di Stefano Busà, postfazione di Cinzia Demi e una lettera di Corrado Calbrò, Agemina, Firenze, 2014, ISBN: 9788895555744, pp. 60

Poesie scevre da orpelli, da particolarismi formali, ma che offrono al lettore una traccia di riflessione, che scuotono la coscienza, indignano e feriscono.   Il cuore della silloge è proprio quella formazione cancerosa a cui ci si riferisce nel titolo che minaccia, ammorba, fagocita, dilania e distrugge un’esistenza fisicamente sana e moralmente incorrotta.  […] Il mondo lirico di Spurio è asciutto ma concreto, a volte duro ma quanto mai necessario e vivido e l’occhio critico del nostro è quello di una persona che osserva con acume le incongruenze della realtà e le fa sue sulla carta per denunciarle, per rompere quel velo di indifferenza e di apatia che contraddistingue chi nella vita presente ha ancora la fortuna di vivere in un paese dove non cadono bombe, non si muore di fame o ancora, salvo sporadici ma durissimi casi, sembra ancora che ci si rispetti l’un l’altro.

 

 

NARRATIVA

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L’opossum nell’armadiocon prefazione di Marzia Carocci e nota di lettura di Susanna Polimanti, PoetiKanten Edizioni, 2015, ISBN: 9788894038835, pp. 200

La narrazione si svolge sempre con estrema sensibilità, delicatezza e autenticità. Questo libro è il frutto della devozione di Lorenzo Spurio verso tematiche sull’esistenza, scandite dal sapore amaro del disagio, della sofferenza profonda nonché delle preoccupanti problematiche di contagiosità sociale. La sua sagace arguzia consiste nel saper descrivere una serie di dettagli che caratterizzano ciascun elemento della narrazione (personaggi, luogo e situazione) che, a prima vista risultano essere del tutto insignificanti ma nel loro svolgimento conducono il lettore a cogliere ogni singolo momento in tutte le sue sfumature; i suoi racconti sotto forma apparentemente illogica e sconcertante contengono un fondo di validità oggettiva che simula tutte le infinite e “labirintiche” possibilità di preoccupanti problematiche quali fragilità interiori ed esteriori. L’ambiente esterno diviene occasione di sfida e di opportunità, dove un precario equilibrio mantiene separate la nostra dimensione quotidiana e la presunta armonia della nostra esistenza dalla sua messa in discussione. Dal più normale degli accadimenti all’evento più traumatico, nella vita di un individuo possono scaturire reazioni estreme che accrescono o annullano il potere d’impatto psicologico, mettendo in crisi l’intero sistema di riferimento della persona stessa. (Dalla nota di lettura di SUSANNA POLIMANTI)

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La cucina arancionecon prefazione di Marzia Carocci, TraccePerLaMeta Edizioni, 2013, ISBN: 978-88-907190-8-0, pp. 237

 La cucina arancione si compone di ventiquattro racconti di diversa lunghezza e il filo rosso della raccolta è l’analisi di “casi umani”, di personalità fragili o disturbate, personaggi apparentemente sani che, invece, celano al loro interno delle inquietanti verità o problematiche che restano latenti. Nella silloge si parlerà di violenza e solitudine, ma anche di pedofilia, ossessioni adolescenziali e tanto altro. Nella prefazione firmata da Marzia Carocci si legge: «Amori non ricambiati, nonne ricordate, morti improvvise, viaggi di speranza, pulsioni devianti, magie e luoghi incantati, occasioni perdute… Un’appassionante raccolta fantasiosa, dove l’autore con immaginazione, intelligenza e acutezza, propone al lettore vicende realistiche e chimeriche di una mente che va oltre il consueto, sottolineando, però, in questo percorso d’indagine psicologica anche pregi e difetti dell’umanità».

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Ritorno ad Ancona e altre storieco-autrice Sandra Carresi,  Lettere Animate, 2012, ISBN: 978-88-97801-03-0, pp. 141

Il lettore riuscirà a “vedere” fra le righe, partecipando quasi ai fatti descritti e sentirsi testimone delle vicende narrate, riusciremo a percepire le voci, le immagini, le vibrazioni dei protagonisti dei tre racconti, ne comprenderemo le paure, i dubbi, le riflessioni e vorremmo essere lì per consigliarli, per ascoltarli. Per dargli quella mano sulla spalla che offriremo ad amici bisognosi di noi. I nostri autori ci porteranno passo dopo passo in una vita d’ordinaria normalità e proprio come ogni vita, sottoposta agli eventi continui, fatti di dubbi e paure, certezze e timori, ostacoli e constatazioni presenti nel cammino comune d’ogni mortale, quel cammino che a volte ci porta ad un bivio che ha bisogno di risposte e decisioni che dobbiamo cercare solo dentro di noi. Libri come questo, hanno il potere di allargare la mente del lettore e donare sogni d’aspettativa dove lo sguardo si posa oltre ciò che l’occhio vede; va oltre l’ombra, posandosi sui colori della speranza, della consapevolezza dove a volte ci sfiorano opportunità uniche e irripetibili. Quattro mani che hanno saputo tessere una trama ricca d’episodi, esaltando una morale unica alla vita: il valore del sentimento (Marzia Carocci).

 

CRITICA LETTERARIA

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Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana. Volume 1, PoetiKanten, 2016, ISBN: 9788899325305, pp. 462

Un’antologia di poeti regionali presuppone da una parte un fascino incondizio­nato verso la lettura, l’analisi e lo studio della poesia (e spesso di testi poco noti, ma non di scarso valore) e dall’altra un grande amore per la superficie geografi­ca sulla quale si è deciso di focalizzarsi, in questo caso le Marche, dove sono nato e vivo. […] Dal poeta che è anche fine critico e si è occupato di storia della let­teratura e che s’identifica con la cultura accademica, al poeta di provincia, delle piccole realtà comunali dove è anima populi e colora la toponomastica con i suoi versi scanzonati e domestici, al poeta-marinaio dei tanti piccoli porti del nostro litorale che “crea” in comunione con le acque negli squarci di riposo dalle ore di lavoro, sino al poeta contadino delle variegate valli che occupano la Regione, in quel colloquio intimo e serrato con la terra che cela un canto di meraviglia.

L’opera ha ottenuto i Patrocini Morali dei Comuni di Pesaro, Urbino, Fano, Ancona, Senigallia, Jesi, Civitanova Marche, Fermo, Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto e della Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”

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Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana. Volume 2,  PoetiKanten, 2016, ISBN: 9788899325329, pp. 280

Non esiste e non è mai esistito (dunque forse mai esisterà) un dialetto marchi­giano, ossia un dialetto unico dal quale magari dipartano piccole differenze o va­rianti ma che abbia una struttura di base univoca. […] Nella presente antologia trovano posto poesie di un gran numero di dialetti distanti tra loro, più o meno lontani dalla lingua italiana, motivo per il quale dette liriche sono accompagnate, a conclusione, della relativa traduzione per facilitarne la comprensione del testo a chiunque. Si spazia dall’urbinate (Germana Duca Ruggeri,…) allo jesino (Martin Calandra, Aurelio Longhi, Marco Bordini,…), all’anconetano (Palermo Giangia­comi, Mario Panzini, Emilio Mercatili,…) al sambenedettese (Bice Piacentini Ri­naldi), all’ascolano (Giuliana Piermarini) al civitanovese (Sandro Bella), passando anche attraverso numerose varietà indipendenti e tipicizzanti: il monsampietrino di Domenico Polimanti, il petritolese di Giovanni Ginobili, il portorecanatese di Novella Torregiani, il montignanese di Edda Baioni Iacussi e numerose altre.

L’opera ha ottenuto i Patrocini Morali dei Comuni di Pesaro, Urbino, Fano, Ancona, Senigallia, Jesi, Civitanova Marche, Fermo, Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto e della Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”

 

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La parola di seta. Interviste ai poeti d’oggicon prefazione di Sandro Gros-Pietro, PoetiKanten, 2015, ISBN: 9788899325206

Lo scrittore e critico letterario marchigiano Lorenzo Spurio ha raccolto in questo volume una serie di interviste fatte negli ultimi anni ad esponenti di spicco del panorama culturale letterario legate all’universo della Poesia.  Sandro Gros-Pietro nella prefazione osserva: «Per usare la metafora scelta dall’autore, la poesia è una parola di seta, tanto elegante quanto resistente e tenace, pure nella sua leggerezza dell’essere. Il merito maggiore di Lorenzo Spurio, per il quale non smetteremo di essergli grati anche negli anni a venire, è quello di non avere voluto, neppure come idea peregrina o barlume montaliano, propinarci l’ennesimo repertorio sulla poesia italiana d’attualità, cioè una sorta di distillato d’autore sui nomi fondanti e significativi dei bravi poeti che rappresenterebbero il nostro tempo. Lorenzo Spurio non è, dunque, caduto in quel collettore oscuro della vicenda poetica che gorgoglia solo di presunzione e di collusione con il potere editoriale, e che compila le classifiche di merito tra i poeti italiani con la risibilità truffaldina delle hit parade canzonettare, ma al contrario si è mantenuto fedele a una concezione di “viaggio nella conoscenza poetica d’attualità». Tra i poeti intervistati figurano Corrado Calabrò, Marzia Carocci, Ninnj Di Stefano Busà, Fausta Genziana Le Piane, Dante Maffia, Francesco Manna, Fulvia Marconi, Julio Monteiro Martins, Nazario Pardini, Franco Pastore, Renato Pigliacampo, Ugo Piscopo, Anna Scarpetta, Luciano Somma, Antonio Spagnuolo, Rodolfo Vettorello e Lucio Zinna. In appendice una sezione dedicata alle interviste di alcuni giovani promesse poetiche: Iuri Lombardi, Emanuele Marcuccio, Annamaria Pecoraro e Michela Zanarella.

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Il sangue, no. L’aporia della vita ne “La ballata di Adam Henry” di Ian McEwancon prefazione di Anna Maria Boselli Santoni, PoetiKanten, 2015, ISBN: 9788894038897

Il presente nuovo saggio critico di Lorenzo Spurio è dedicato all’analisi dell’ultimo romanzo dell’anglosassone Ian McEwan, La ballata di Adam Henry (The Children Act), opera pubblicata nel 2014 e che, come Spurio delinea, pone dei quesiti etici importanti che chiamano l’uomo contemporaneo alla riflessione, invitandolo a una presa di posizione. Dal testo: «Ciò che motiva le discussioni che possono aprirsi tra diritto alla vita e libero arbitrio, osservanza di precetti religiosi e atto di coscienza o di responsabilità sono tutte circoscritte all’interno di una domanda più ampia con la quale ci chiediamo, pure retoricamente, se sia più importante la vita (pure con i suoi difetti, le sue mancanze, le sue malattie più o meno invalidanti) e la cura e la difesa della stessa o, piuttosto, il far fede a una libera scelta personale, un’osservanza salda in un precetto religioso che rifiuta una terapia terapeutica salvavita. La credenza in un dogma, contestabile da più parti, deve comunque trovare il rispetto e la considerazione degli altri che non lo condividono perché frutto di una libera espressione della propria confessione».

 

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Ian McEwan: sesso e perversionecon prefazione di Antonio Melillo, Photocity, 2013, ISBN: 978-88-6682-463-3

In questo ampio saggio, che si apre con una prefazione dello scrittore Antonio Melillo sul ruolo dell’amore nella letteratura, Spurio sviscera alcune delle problematiche sociali proposte dall’autore inglese tra le quali la follia, le aberrazioni, il perturbante, il deviato e la degenerazione di alcuni atteggiamenti frutto di una psiche malata. Il percorso che il lettore è chiamato ad intraprendere è agevolato da un ricco apparato di critica e di note esplicative o di riferimento che rimandano ad altrettanti testi ai quali Spurio si rifà. Il saggio affronta il tema della sessualità vista dagli occhi allucinati di giovani senza regole (come avviene nel romanzo The Cement Garden) o nei suoi aspetti deleteri di una bieca perversione (come avviene in The Comfort of Strangers) e in varie altri narrazioni l’autore lo impiega, invece, per chiarire l’austerità dei tempi in cui ambienta le sue storie, la contrapposizione tra visione patriarcale e il nascente femminismo. Questo saggio è una ricca e propedeutica analisi critica allo studio della narrativa di Ian McEwan.

 

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Flyte & Tallis – Ritorno a Brideshead ed Espiazione: una analisi ravvicinata di due grandi romanzi della letteratura inglesePhotocity Edizioni, 2012, ISBN: 978-88-6682-300-1, pp. 143

Che cosa hanno in comune Ian McEwan, uno dei più grandi autori inglesi viventi, ed Evelyn Waugh, saggista e giornalista post-vittoriano, oltre ad essere entrambi inglesi e scrittori? A un primo giudizio sommario, molto poco. In realtà, se li si analizza più da vicino ci sono vari punti di contatto tra i due autori, i cui stili, influenze, ideologie e sensibilità, rimangono però molto lontani tra di loro. L’ateo McEwan e il convertito al Cattolicesimo Evelyn Waugh. Il pacifista e femminista McEwan e il colonialista simpatizzante per le Destre fasciste Evelyn Waugh. Non son queste, però, a mio avviso le cose che fanno uno scrittore. Si tratta, infatti, di libere impostazioni personali che derivano dalla scelta incondizionata di ideologie o credenze che rimangono mera questione personale e oggettiva dell’autore. Alcuni critici – e lo stesso McEwan- hanno osservato che è evidente l’influenza waughiana di un classico come Ritorno a Brideshead nell’acclamato romanzo Espiazione, pubblicato nel 2001.  Non è necessario avere una completa conoscenza della narrativa dei due autori per poter azzardare tale affermazione. Questo saggio che si apre con una prefazione del critico fiorentino Marzia Carocci, analizza in maniera comparativa questi due libri dei due autori che hanno contribuito a innalzare la grandezza del genere narrativo. In conclusione è riportata, inoltre, la traduzione in italiano di un valido saggio scritto da un Brian Finney, docente americano, sul romanzo di McEwan. (dalla quarta di copertina)

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La metafora del giardino in letteraturaco-autore Massimo Acciai, Faligi, 2011, ISBN: 978-88-574-1703-5, pp. 240

La metafora del giardino in letteratura è una raccolta di saggi di breve-media lunghezza scritta assieme a Massimo Acciai che analizzano il tema del giardino e il suo significato in numerosi libri della letteratura europea, prevalentemente quella italiana e quella di lingua inglese. La passeggiata che i due autori ci fanno fare in questi giardini – alcuni edenici, altri misteriosi, altri in decadenza – si apre con una interessante riflessione del poeta e scrittore fiorentino Paolo Ragni che, gentilmente, ha scritto una nota di prefazione. Il percorso parte dall’immaginario del giardino nei testi religiosi e nel mito per poi passare alla letteratura moderna e contemporanea; i capitoli si susseguono volutamente senza seguire un criterio cronologico per rendere la lettura più varia e meno dottrinale. Acciai ha prediletto prevalentemente lo studio e l’analisi di testi che appartengono al genere fantasy e al fantascientifico, tra cui opere di Asimov, Tolkien, C. S. Lewis, Oscar Wilde, G.H. Wells mentre Spurio si è dedicato ad analizzare la “metafora del giardino” in vari classici (Jane Eyre di Charlotte Brontë, Il giardino segreto di F.H. Burnett, Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll…). Il testo fornisce, infine, una adeguata bibliografia in lingua italiana e in lingua originale delle opere trattate e di altri testi saggistici per chi fosse interessato ad approfondire ulteriormente l’argomento.

 

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Jane Eyre, Una rilettura contemporaneaLulu Edizioni, 2011, ISBN: 9781447794325, pp. 101 – anche e-book

Jane Eyre, il grande romanzo di Charlotte Brontë, anche se venne scritto più di centocinquanta anni fa, è particolarmente attuale. Ne è testimone la grande tradizione critico-letteraria che da sempre ha posto al centro del suo studio e della sua esegesi questo romanzo considerato, assieme a Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen e Cime tempestose di Emily Brontë, una delle prime narrazioni in cui l’eroina è espressione di ideali femministi. Negli ultimi venti anni un gran numero di scrittori affermati e esordienti hanno ripreso il mother text di Jane Eyre per continuare la storia in esso contenuta, rivederne alcuni aspetti o, addirittura, stravolgerla per darne una veste completamente diversa e originale. Questo saggio affronta in maniera comparativa come alcuni scrittori hanno fatto utilizzo del testo della Brontë nelle loro riscritture e rivisitazioni dell’opera.

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