XIV Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” – ecco il bando di partecipazione. Scadenza al 31/05/2026

XIV PREMIO NAZIONALE DI POESIA “L’ARTE IN VERSI”

Ideato, fondato e presieduto da Lorenzo Spurio

BANDO DI PARTECIPAZIONE

Articolo 1

Il Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, ideato, fondato e presieduto da Lorenzo Spurio e organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe APS di Jesi (AN) è giunto alla sua quattordicesima edizione.

Il Premio è patrocinato moralmente dalla Regione Marche, dall’Assemblea Legislativa della Regione Marche, dalla Provincia di Ancona, dai Comuni di Jesi e Senigallia, dall’Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino e dal Movimento Internazionale “Donne e Poesia” di Bari.

Articolo 2

Il Premio è articolato in sei macrosezioni al cui interno vi sono sottosezioni specifiche alle quali è possibile partecipare. Ciascuna macro-sezione è dedicata al ricordo di insigni poeti ed esponenti della cultura italiana contemporanea, alcuni dei quali già premiati – con premi speciali o d’altro tipo – in seno a questo premio letterario.

L’autore può prendere parte a una o più sottosezioni del Premio, anche afferenti a diverse macro-sezioni.

Articolo 3

L’organizzazione delle varie macro-sezioni e delle relative sotto-sezioni di cui all’art. 2 è così strutturata:

MACROSEZIONE A – “POESIA A TEMA LIBERO”

Dedicata al ricordo di Giusi Verbaro Cipollina (1938-2015)

A1 – Poesia singola [opere inedite]

A2 – Silloge di poesia [opere inedite]

A3 – Libro edito di poesia [opera edita]

A4 – Prosa poetica [opere inedite]

MACROSEZIONE B – “POESIA A TEMA”

Dedicata al ricordo di Amerigo Iannacone (1950-2017)

B1 – Poesia naturalistica [opere inedite]

B2 – Poesia d’amore [opere inedite]

B3 – Poesia religiosa [opere inedite]

B4 – Poesia civile [opere inedite]

MACROSEZIONE C – “LINGUA E POESIA”

Dedicata al ricordo di Alfredo Bartolomei Cartocci (1945-2022)

C1 – Poesia in dialetto [opere inedite]

C2 – Poesia in lingua straniera [opere inedite]

MACROSEZIONE D – “ARTE E POESIA”

Dedicata al ricordo di Aldo Piromalli (1946-2024)

D1 – Poesia visiva [opere inedite]

D2 – Foto poesia [opere inedite]

D3 – Video poesia [opere edite e inedite]

MACROSEZIONE E – “POESIA DI ORIGINE GIAPPONESE IN LINGUA ITALIANA”

Dedicata al ricordo di Pietro Tartamella (1948-2022)

E1 – Haiku [opere inedite]

E2 – Haibun [opere inedite]

E3 – Haiga [opere inedite]

MACROSEZIONE F – “POESIA E CRITICA LETTERARIA”

Dedicata al ricordo di Lucia Bonanni (1951-2024)

F1 – Recensione [opere edite e inedite]

F2 – Prefazione / postfazione [opere edite]

F3 – Saggio letterario [opere edite e inedite]

F4 – Libro edito di saggistica [opera edita]

Articolo 4

I minorenni partecipano a titolo gratuito. Per loro si richiede l’autorizzazione (scheda di partecipazione) compilata da almeno uno dei due genitori o da chi ne fa le veci e ne detiene la responsabilità genitoriale.

Articolo 5

Le modalità di partecipazione per ciascuna sottosezione ovvero la tipologia, il numero, la lunghezza dei testi, etc. sono specificate, per ciascuna sottosezione, nelle note a continuazione.

MACROSEZIONE A “POESIA A TEMA LIBERO”

Sezione A1 – Poesia singola: massimo nr. 3 opere in lingua italiana a tema libero inedite e prive di dati personali. Ciascuna opera non dovrà superare la lunghezza di 30 versi senza conteggiare il titolo ed eventuali dediche e dovrà comparire su un file Word singolo.

Sezione A2 – Silloge di poesia: massimo nr. 1 silloge composta da un numero di poesie in italiano a tema libero comprese tra 20 e 30 inedite e di dati personali. La silloge dovrà essere dotata di titolo e dovrà comparire in un unico file Word.

Sezione A3 – Libro edito di poesia: massimo nr. 1 opera edita di poesia in lingua italiana a tema libero pubblicata in un periodo non precedente al 2019 da una casa editrice o un self-publishing e dotata di codice identificativo ISBN. L’opera va inviata in due file: l’interno del libro in formato PDF e la copertina (stesa o frontale) in formato PDF o immagine (JPG) e NON dovrà essere inviata in cartaceo.

Sezione A4 – Prosa poetica: massimo nr. 3 opere in lingua italiana a tema libero inedite e prive di dati personali. Si rappresenta che l’opera dovrà configurarsi come un testo in prosa (no versi) di lunghezza non superiore a 1.800 battute spazi inclusi nella quale l’elemento narrativo rappresenti un aspetto marginale e secondario a beneficio degli elementi più marcatamente riflessivi e descrittivi che possano far risaltare gli aspetti emozionali e sensoriali, dando sfogo alla propria interiorità prediligendo composizioni costruite su un piano lirico di chiaro impatto. Non saranno conformi a tale sezione racconti canonicamente intesi, fondati prevalentemente sulla costruzione del personaggio (fiction) o la narrazione di episodi (storytelling).

MACROSEZIONE B – “POESIA A TEMA”

Sezione B1 – Poesia naturalistica: massimo nr. 3 opere in lingua italiana a tema “la natura” (liberamente intesa) inedite e prive di dati personali. Ciascuna opera non dovrà superare la lunghezza di 30 versi senza conteggiare il titolo ed eventuali dediche e dovrà comparire su un file Word singolo.

Sezione B2 – Poesiad’amore: massimo nr. 3 opere in lingua italiana a tema “l’amore” (liberamente intesa) inedite e prive di dati personali. Ciascuna opera non dovrà superare la lunghezza di 30 versi senza conteggiare il titolo ed eventuali dediche e dovrà comparire su un file Word singolo.

Sezione B3 – Poesia religiosa: massimo nr. 3 opere in lingua italiana a tema religioso (liberamente inteso) inedite e prive di dati personali. Ciascuna opera non dovrà superare la lunghezza di 30 versi senza conteggiare il titolo ed eventuali dediche e dovrà comparire su un file Word singolo.

Sezione B4 – Poesia civile: massimo nr. 3 opere in lingua italiana a tema civile (liberamente inteso) inedite e prive di dati personali. Ciascuna opera non dovrà superare la lunghezza di 30 versi senza conteggiare il titolo ed eventuali dediche e dovrà comparire su un file Word singolo.

MACROSEZIONE C – “LINGUA E POESIA”

Sezione C1 – Poesia in dialetto: massimo nr. 3 opere in dialetto (specificare il tipo di dialetto e la zona geografica dove viene parlato) inedite e prive di dati personali. Ciascuna opera non dovrà superare la lunghezza di 30 versi senza conteggiare il titolo ed eventuali dediche e dovrà comparire su un file Word singolo. È requisito fondamentale allegare, in altrettanti file Word singoli ciascuno per ogni opera, la traduzione in italiano di ciascuna poesia in dialetto presentata.

Sezione C2 – Poesia in lingua straniera: massimo nr. 3 opere in lingua straniera (specificare la lingua) inedite e prive di dati personali. Ciascuna opera non dovrà superare la lunghezza di 30 versi senza conteggiare il titolo ed eventuali dediche e dovrà comparire su un file Word singolo. È requisito fondamentale allegare, in altrettanti file Word singoli ciascuno per ogni opera, la traduzione in italiano di ciascuna poesia in lingua straniera presentata.

MACROSEZIONE D – “ARTE E POESIA”

Sezione D1 – Poesia visiva: massimo nr. 3 opere in italiano inedite e prive di dati personali. Ciascuna opera non dovrà superare la lunghezza di 30 versi senza conteggiare il titolo ed eventuali dediche e dovrà comparire su un file Word singolo. Si rappresenta che, sulla scia dei noti “Calligrammi” di Apollinaire, l’opera dovrà avere una disposizione particolare sul fondo bianco, con particolare attenzione all’aspetto estetico atto a rivelare forme, immagini, possibili simboli, in una combinazione di linguaggi tra poesia e grafia, contenuto e gesto.

Sezione D2 – Foto poesia: massimo nr. 3 opere in italiano inedite e prive di dati personali. Ciascuna opera non dovrà superare la lunghezza di 30 versi senza conteggiare il titolo ed eventuali dediche e dovrà comparire su un file Word singolo. La poesia deve essere abbinata a una foto di propria produzione (affiancata, sovrapposta, in filigrana, o altra posizione): è fondamentale che vi siano i due elementi: testuale e fotografico e che vi sia una correlazione o un contrasto volti al messaggio da comunicare e a difendere l’intenzione espressiva dell’autore.

Sezione D3 – Video poesia:massimo nr. 1 opera in italiano a tema libero edita o inedita della lunghezza massima di 4 minuti. L’opera dovrà essere inviata con una di queste due modalità: 1) inviare il link (URL) di YouTube dove figura il video; 2) allegare l’opera nei soli formati AVI, MP4, WMV mediante WeTransfer. Nel caso della modalità di invio nr. 1 si rappresenta che il link non dovrà essere modificato né rimosso per tutta la durata di svolgimento del Premio, pena la squalifica.

MACROSEZIONE E – “POESIA DI ORIGINE GIAPPONESE IN LINGUA ITALIANA”

Sezione E1 – Haiku: massimo nr. 3 opere in lingua italiana inedite a tema libero, prive di dati personali, con la canonica struttura di tre versi di 5/7/5 sillabe. Il computo sillabico che può essere adottato è o il conteggio ortografico o quello metrico. I componimenti devono essere provvisti del termine stagionale (kigo) o del tema stagionale (kidai). Ciascuna opera dovrà comparire su un file Word singolo.

Sezione E2 – Haibun: massimo nr. 3 opere in lingua italiana inedite, prive di dati personali, redatte o nella forma classica (kiko haibun), ovvero sotto forma di diario di viaggio, o nella forma del bozzetto, in grado di presentare in modo succinto luoghi, ambientazioni o persone familiari. La lunghezza massima di ciascun componimento non dovrà eccedere le 3.600 battute spazi inclusi. Ciascuna opera dovrà comparire su un file Word singolo.

Sezione E3 – Haiga: massimo nr. 3 opere in lingua italiana inedite a tema libero, prive di dati personali, in cui sia previsto l’accostamento di uno haiku a un’immagine, sia essa un dipinto, un disegno o una foto. Lo haiku dovrà rispettare la canonica struttura di tre versi di 5/7/5 sillabe. Nello haiga non deve esserci un’eccessiva ridondanza tra l’immagine scelta e lo haiku, piuttosto le due espressioni devono creare un insieme integrato in modo che l’una sarebbe incompleta senza l’altra e viceversa. Ciascuna opera dovrà comparire su un file Word singolo.

MACROSEZIONE F – “POESIA E CRITICA LETTERARIA”

Sezione F1 – Recensione: massimo nr. 2 opere in lingua italiana a tema libero, edite o inedite e prive di dati personali, ciascuna della lunghezza massima di 5.400 battute spazi inclusi. Si potrà inviare unicamente recensioni a libri di poesia (di autori locali, nazionali o stranieri; classici, contemporanei o esordienti) e all’inizio dell’opera debbono necessariamente essere indicati in maniera precisa e completa i dati del libro (titolo, nome e cognome autore, editore, anno di pubblicazione). Ciascuna opera va inserita in un file WORD singolo.

Sezione F2 – Prefazione / Postfazione: massimo nr. 2 opere in lingua italiana a tema libero edite (perché pubblicate nel volume di poesia) ciascuna della lunghezza massima di 5.400 battute spazi inclusi. Si potrà inviare unicamente prefazioni e postfazioni a libri di poesia (di autori locali, nazionali o stranieri; classici, contemporanei o esordienti) e all’inizio dell’opera debbono necessariamente essere indicati in maniera precisa e completa i dati del libro (titolo, nome e cognome dell’autore, editore, anno di pubblicazione) e dell’autore che ha stilato la prefazione/postfazione. Ciascuna opera va inserita in un file WORD singolo.

Sezione F3 – Saggio letterario: massimo nr. 2 opere in lingua italiana a tema libero inedite e prive di dati personali, ciascuna della lunghezza massima di 9.000 battute spazi inclusi. Si potrà inviare un saggio di critica letteraria su autori e opere della poesia locale, nazionale e internazionale, di autori classici, contemporanei o esordienti. Ciascuna opera va inserita in un file WORD singolo.

Sezione F4 – Libro edito di saggistica: massimo nr. 1 opera in lingua italiana vertente su autori e opere della poesia locale, nazionale, internazionale, di autori classici, contemporanei o esordienti. L’opera dovrà essere stata pubblicata in un periodo non precedente al 2019 da una casa editrice o un self-publishing e dotata di codice identificativo ISBN. L’opera va inviata in due file: l’interno del libro in formato PDF e la copertina (stesa o frontale) in formato PDF o immagine (JPG) e NON dovrà essere inviata in cartaceo.

Articolo 6

È fatto divieto di partecipare, pena l’esclusione, ai soci fondatori, ai soci onorari, ai Consiglieri (in carica o passati) dell’Associazione Culturale Euterpe APS e ai Presidenti di Giuria attivi o passati del presente premio.

Saranno, altresì, escluse tutte le opere che presentino elementi razzisti, xenofobi, denigratori, pornografici, blasfemi, di offesa alla morale e al senso civico, d’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione di ciascun tipo o che fungano da proclami ideologici, partitici e politici.

Articolo 7

Per prendere parte al Premio è richiesto un contributo di € 20,00 (VENTI//00) che è comprensivo della quota sociale annualità 2026 a Euterpe Aps di Jesi (AN) e del contributo di adesione per la prima sottosezione alla quale si partecipa. Per ogni sottosezione aggiuntiva alla quale si decide di aderire andrà corrisposto un ulteriore contributo pari a € 5,00 (CINQUE//00). È possibile partecipare a più sottosezioni corrispondendo il relativo contributo in un unico pagamento.

L’inoltro del contributo potrà avvenire mediante:

Bollettino postale – CC n°1032645697

Intestazione: Euterpe APS

Causale: Quota sociale e contributo XIV Premio “L’arte in versi” – nome e cognome del partecipante (se diverso dall’ordinante del pagamento)

Bonifico – IBAN: IT31H0760102600001032645697

BIC / SWIFT: BPPIITRRXXX (per bonifici dall’estero)

Intestazione: Euterpe APS

Causale: Quota sociale e contributo XIV Premio “L’arte in versi” – nome e cognome del partecipante (se diverso dall’ordinante del pagamento)

Articolo 8

I materiali per partecipare al Premio sono:

  • la scheda di partecipazione adeguatamente compilata in ogni parte e sottoscritta in originale;
  • la copia del pagamento effettuato;
  • i file delle opere in linea con i requisiti indicati in tabella.

Essi dovranno pervenire unicamente a mezzo mail all’indirizzo di posta elettronica premiodipoesialarteinversi@gmail.com entro il 31 maggio 2026, indicando quale oggetto della comunicazione “Partecipazione al XIV Premio di Poesia L’arte in versi”.

Articolo 9

Le commissioni di Giuria, diversificate per le varie sottosezioni, sono presiedute da Michela Zanarella e sono costituite da poeti, scrittori, critici, giornalisti e promotori culturali a livello nazionale: Stefano Baldinu, Cristina Banella, Fabia Binci, don Luca Buzziol, Valtero Curzi, Mario De Rosa, Graziella Enna, Zairo Ferrante, Filomena Gagliardi, Rosa Elisa Giangoia, Fabio Grimaldi, Giuseppe Guidolin, Francesca Innocenzi, Antonio Maddamma, Simone Magli, Emanuele Marcuccio, Francesco Martillotto, Antonio Sacco, Rita Stanzione e Laura Vargiu.

Articolo 10

Per ciascuna sottosezione saranno assegnati premi da podio (1°, 2° e 3° premio) rappresentati da targa personalizzata, diploma e motivazione della Giuria e alcune menzioni d’onore rappresentate da medaglia e diploma.

Verranno altresì assegnati alcuni Premi Speciali: il Premio del Presidente di Giuria, il Premio della Critica, il “Trofeo Euterpe”, il Premio “Picus Poeticum” (assegnato alla migliore opera di un autore marchigiano) e il Premio “Donne e Poesia” (donato dal Movimento Internazionale “Donne e Poesia” di Bari presieduto dalla poetessa e scrittrice prof.ssa Anna Santoliquido).

Il poeta/la poetessa a cui verrà attribuito il Premio Speciale “Alla Carriera” verrà invitato nel corso del 2027 a presentare la sua opera in un evento dedicato organizzato dal Movimento Internazionale “Donne e Poesia” che si terrà a Bari o provincia e del quale si forniranno maggiori informazioni in seguito.

Nel caso in cui non sarà pervenuta una quantità di testi numericamente congrua o qualitativamente significativa per una sottosezione, la Giuria, a sua unica discrezione, si riserva di stabilire un’unica graduatoria per macrosezione o di non attribuire determinati premi.

Tutte le opere premiate verranno pubblicate nell’antologia del Premio, volume disponibile gratuitamente il giorno della premiazione.

Fuori concorso verranno assegnati i Premi Speciali “Alla Memoria”, “Alla Cultura” e “Alla Carriera” a insigni poeti del nostro Paese, su unica proposta del Presidente del Premio. Non si accetteranno candidature in tal senso.

Articolo 11

Per gli obblighi di pubblicità e trasparenza il presente bando di partecipazione, così come il verbale di Giuria, vengono pubblicati e diffusi su questi spazi online:

Sito del Premio – www.premiodipoesialarteinversi.blogspot.com

Sito dell’Associazione Culturale Euterpe APS – www.associazioneeuterpe.com

Blog Letteratura e Cultura – www.blogletteratura.com

Pro Letteratura e Cultura – www.proletteraturacultura.com

Concorsiletterari.it – www.concorsiletterari.it

Concorsiletterari.net – www.concorsiletterari.net

e sulle relative pagine Social ad essi collegate.

Qualsivoglia richiesta inerente al Premio dovrà essere presentata unicamente in forma scritta adoperando la mail premiodipoesialarteinversi@gmail.com

Articolo 12

La cerimonia di premiazione si terrà nelle Marche in un fine settimana di novembre 2026.

I vincitori e i premiati a vario titolo sono tenuti a presenziare alla cerimonia per ritirare il premio. Qualora non possano intervenire hanno facoltà d’inviare un delegato. Non sarà possibile delegare membri della Giuria e familiari diretti degli stessi. Un delegato non potrà avere più di due deleghe da altrettanti autori vincitori assenti. Non verranno considerate le deleghe annunciate in via informale ma unicamente a mezzo mail.

I premi non ritirati personalmente né per delega potranno essere spediti a domicilio (sul solo territorio nazionale) mediante Corriere Fedex, previo pagamento delle relative spese di spedizione a carico dell’interessato. In nessuna maniera si spedirà in contrassegno.

Alla scadenza naturale dei termini entro i quali l’Associazione si è impegnata a inviare i premi, qualora questi non siano stati richiesti, gli stessi entreranno nelle disponibilità dell’ente organizzatore che potrà disporne come meglio crede nel corso della sua attività.

Articolo 13

Ai sensi del D.Lgs 196/2003 e del Regolamento Generale sulla protezione dei dati personali n°2016/679 (GDPR) il partecipante acconsente al trattamento, diffusione e utilizzazione dei dati personali da parte della Segreteria del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” che li utilizzerà per i fini inerenti al concorso in oggetto e per iniziative culturali e letterarie analoghe organizzate dall’Associazione Culturale Euterpe APS di Jesi.

Dott. Lorenzo Spurio – Ideatore e Presidente del Premio

Dott.ssa Michela Zanarella – Presidente di Giuria

Dott. Stefano Vignaroli – Presidente Associazione Culturale Euterpe APS di Jesi

Prof.ssa Anna Santoliquido – Presidente Movimento “Donne e Poesia” di Bari


Info: premiodipoesialarteinversi@gmail.com

Sito internet: https://premiodipoesialarteinversi.blogspot.com/

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/arteinversi


Scheda di partecipazione

XIV PREMIO NAZIONALE DI POESIA “L’ARTE IN VERSI” Edizione 2026

Nome/Cognome _________________________________________________________________

Nato/a a ____________________________________________ il__________________________

Residente in via _________________________________________________________________

Città _____________________________ Cap ___________________Provincia______________

Tel. ______________________________________ E-mail _______________________________

Partecipo alla/e macrosezione/i – sottosezione/i:

MACROSEZIONE A – “POESIA A TEMA LIBERO”

□ A1 – POESIA SINGOLA _________________________________________________________

□ A2 – SILLOGE DI POESIA ________________________________________________________

□ A3 – LIBRO EDITO DI POESIA ____________________________________________________

□ A4 – PROSA POETICA __________________________________________________________

MACROSEZIONE B – “POESIA A TEMA”

□ B1 – POESIA NATURALISTICA ___________________________________________________

□ B2 – POESIA D’AMORE _________________________________________________________

□ B3 – POESIA RELIGIOSA ________________________________________________________

□ B4 – POESIA CIVILE ____________________________________________________________

MACROSEZIONE C – “LINGUA E POESIA”

□ C1 – POESIA IN DIALETTO ______________________________________________________

□ C2 – POESIA IN LINGUA STRANIERA ______________________________________________

MACROSEZIONE D – “ARTE E POESIA”

□ D1 – POESIA VISIVA ____________________________________________________________

□ D2 – FOTOPOESIA _____________________________________________________________

□ D3 – VIDEOPOESIA ____________________________________________________________

MACROSEZIONE E – “POESIA DI ORIGINE GIAPPONESE IN LINGUA ITALIANA”

□ E1 – HAIKU

□ E2 – HAIBUN

□ E3 – HAIGA

MACROSEZIONE F – “POESIA E CRITICA LETTERARIA”

□ F1 – RECENSIONE _____________________________________________________________

□ F2 – PREFAZIONE / POSTFAZIONE _______________________________________________

□ F3 – SAGGIO LETTERARIO ______________________________________________________

□ F4 – LIBRO EDITO DI SAGGISTICA ________________________________________________

Data_________________________________ Firma ___________________________________

L’autore è iscritto/ tutelato dalla SIAE?                              □  Sì                □  No

I testi presentati al concorso sono depositati alla SIAE?    □  Sì                □  No

Se Sì indicare quali testi: ___________________________________________________________

______________________________________________________________________________

______________________________________________________________________________

______________________________________________________________________________

DICHIARAZIONE DA SOTTOSCRIVERE (PER I PARTECIPANTI DI TUTTE LE SEZIONI)

□ Esprimo la mia volontà di partecipare al Premio in oggetto e, in linea con quanto predisposto dal bando, manifesto la mia intenzione di aderire all’Associazione Culturale Euterpe APS di Jesi divenendone socio per l’annualità 2026 mediante il contributo che mi autorizza a prendere parte al Premio.  

□  Dichiaro che le opere NON presentano in nessuna forma elementi che possano rimandare a una lettura, interpretazione e/o richiamo a impostazioni ideologiche di tipo razziste, xenofobe, denigratorie, pornografiche, blasfeme, di offesa alla morale e al senso civico, d’incitamento all’odio o alla differenza e all’emarginazione, nonché di tipo politico, partitico o di ogni altra impostazione e fazione che possa richiamare un clima di violenza, lotta, incomprensione, intolleranza e insubordinazione.

□ Dichiaro che i testi presentati sono frutto del mio unico ingegno e che ne detengo a ogni titolo i diritti.

□ Autorizzo la Segreteria del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” a pubblicare in cartaceo i miei testi all’interno dell’opera antologica del Premio, qualora risultassi premiato, senza nulla avere a pretendere né ora né in futuro.

□ Autorizzo l’Associazione Culturale Euterpe APS di Jesi (AN) al trattamento dei miei dati personali ai sensi della disciplina generale di tutela della privacy (D.Lgs n. 196/2003 e Regolamento Europeo 2016/679 – GDPR) allo scopo del concorso in oggetto e per future iniziative culturali indette dalla medesima.

Data_________________________________ Firma ___________________________________


XIV PREMIO NAZIONALE DI POESIA “L’ARTE IN VERSI”

EDIZIONE 2026

ULTERIORE DICHIARAZIONE DA SOTTOSCRIVERE

PER I SOLI PARTECIPANTI DELLE SEZIONI D1, D2 E D3

[POESIA VISIVA FOTO POESIA E VIDEO POESIA]

Nome/Cognome _________________________________________________________________

Nato/a a ____________________________________________ il__________________________

Residente in via _________________________________________________________________

Città _____________________________ Cap ___________________Provincia______________

Tel. ______________________________________ E-mail _______________________________

□   Dichiaro, sotto la mia unica responsabilità, di aver fatto uso, nell’elaborazione della poesia visiva / foto poesia / video poesia di immagini/video/suoni e altri materiali di mia esclusiva proprietà o di dominio pubblico o, laddove abbia usufruito di materiali di terzi, di aver provveduto a richiedere e aver ottenuto la relativa liberatoria dagli autori per l’autorizzazione a usarli nell’elaborazione della mia opera presentata a questo concorso, sollevando in toto l’Organizzazione da qualsiasi attribuzione di paternità e disputa possa nascere.

Per i partecipanti della sezione D3 (video poesia):

□   Dichiaro, sotto la mia unica responsabilità, di NON aver fatto uso di brani, musiche, canzoni, melodie iscritte/tutelate dalla SIAE nella mia video poesia.

Altre notizie e informazioni che si ritiene di appuntare in merito alla propria opera:

Data_________________________________ Firma ___________________________________


 

 ALBO D’ORO DEI PREMI SPECIALI DEL PREMIO

 III edizione (2014)[1]

Premio alla Cultura – non assegnato

Premio alla Carriera – Sandra Carresi – Bagno a Ripoli (FI)

Premio alla Memoria – non assegnato

IV edizione (2015)

Premio alla Cultura – non assegnato

Premio alla Carriera – Marisa Provenzano (1950-2020) – Catanzaro

Premio alla Memoria – Novella Torregiani Grilli (1935-2015) – Porto Recanati (MC)

Premio alla Memoria – Bruno Epifani (1935-1984) – Novoli (LE)

V edizione (2016)

Premio alla Cultura – non assegnato

Premio alla Carriera – Donatella Bisutti – Milano

Premio alla Memoria – Pasquale Scarpitti (1923-1973) – Castel di Sangro (AQ)

Premio alla Memoria – Giusi Verbaro Cipollina (1938-2015 – Catanzaro

VI edizione (2017)

Premio alla Cultura – non assegnato

Premio alla Carriera – Dante Maffia – Roma

Premio alla Memoria – Alessandro Miano (1920-1994) – Milano

Premio alla Memoria – Maria Costa (1926-2016) – Messina

VII edizione (2018)

Premio alla Cultura – non assegnato

Premio alla Carriera – Anna Santoliquido – Forenza (PZ)

Premio alla Memoria – Gian Mario Maulo (1943-2014) – Macerata

Premio alla Memoria – Amerigo Iannacone (1950-2017) – Venafro (IS)

VIII edizione (2019)

Premio alla Cultura – Rosanna Di Iorio – Chieti

Premio alla Carriera – Márcia Theóphilo – San Paolo del Brasile / Roma

Premio alla Memoria – Maria Ermegilda Fuxa (1913-2004) – Alia (PA)

Premio alla Memoria – Silvio Bellezza (1941-2000) – Lanzo Torinese (TO)

Premio alla Memoria – Salvatore Toma (1951-1987) – Maglie (LE)

IX edizione (2020)

Premio alla Cultura – Francesca Luzzio – Palermo

Premio alla Carriera – Matteo Bonsante – Polignano a Mare (BA)

Premio alla Memoria – Biagia Marniti (1921-2006) – Ruvo di Puglia (BA)

Premio alla Memoria – Simone Cattaneo (1974-2009) – Saronno (VA)

X edizione (2021/2022)

Premio alla Cultura – Anna Manna Clementi – Roma

Premio alla Carriera – Guido Oldani – Melegnano (MI)

Premio alla Memoria – Veniero Scarselli (1931-2015) – Firenze

Premio alla Memoria – Domenico Carrara (1987-2021) – Atripalda (AV)

XI edizione (2022/2023)

Premio alla Cultura – non assegnato

Premio alla Carriera – Nadia Cavalera – Galatone (LE)

Premio alla Memoria – Giovanni Giuseppe Battaglia (1951-1995) – Aliminusa (PA)

Premio alla Memoria – Arnaldo Ederle (1936-2019) – Padova

XII edizione (2023/2024)

Premio alla Cultura – Elvio Grilli – Fano (PU)

Premio alla Carriera – Elio Pecora – Roma

Premio alla Memoria – Alfredo Bartolomei Cartocci (1945-2022) – Ancona

XIII edizione (2024/2025)

Premio alla Cultura – Maria Benedetta Cerro – Pontecorvo (FR)

Premio alla Carriera – Giuliano Ladolfi – Novara

Premio alla Memoria – Anna Maria Fabbroni (1939-2023) – Grosseto / Gorizia

Info: premiodipoesialarteinversi@gmail.com

Sito internet: https://premiodipoesialarteinversi.blogspot.com/

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/arteinversi


[1] Nella prima e nella seconda edizione del Premio non sono stati attribuiti Premi Speciali.

Svelati i nomi dei premiati del Premio Internazionale “Gennaro Manna”

La cerimonia di premiazione del Premio Internazionale “Gennaro Manna” edizione 2025-2026 si terrà nella Capitale il prossimo 23 maggio. Lo rende noto un comunicato stampa diffuso dalla figlia del poeta, Anna, nota poetessa anche lei, scrittrice, saggista e promotrice culturale nonché fondatrice del prestigioso Premio Letterario “Le rosse pergamene”. L’edizione in corso vedrà una dedica speciale al settore Comunicazione. Numerosi i premiati che riceveranno l’ambito riconoscimento e che si ritroveranno a Roma il prossimo anno.

Il Premio si presenta così con una veste inedita e vincente dove è impossibile non apprezzare l’animo propositivo e il noto slancio in progetti di simile risma della promoter Anna Manna Clementi capace di far dialogare tra loro iniziative culturali di spessore di cui è madrina quali “I grandi dialoghi nel web”, format digitale nato e sviluppato nella triste circostanza dell’era Covid dettata dal distanziamento sociale.

Gennaro Manna nacque a Tocco Casauria in provincia di Pescara nel 1922 e morì a Roma nel 1990. Nel comune abruzzese sulla casa che gli diede i natali una targa ricorda l’evento: “Qui nacque Gennaro Manna progenie di aviti ingegni, scrittore, saggista, poeta della sua terra e del mondo. La fede, la virtù, l’angoscia con possente e mirabile arte illuminò. I cittadini commossi posero. Tocco, XXVI ottobre 1991”.

Ampia è la sua produzione letteraria dove si contano romanzi, raccolte di poesie, saggi. Alcune opere sono state pubblicate postume, varie anche le traduzioni. Collaborò con varie testate a livello nazionale tra cui “Il Tempo” e “L’Osservatore Romano” curando la famosa “terza pagina”, quella dedicata allora alla cultura.

Fu impiegato quale funzionario presso la Cassa del Mezzogiorno con vari incarichi che lo portarono al sud Italia. In particolare nella celebre “Città dei Sassi”, Matera, visse per alcuni anni e lì vergò le pagine di Le terrazze (Sciascia, 1959 – vincitore del Premio “Corrado Alvaro”), suo primo romanzo ambientato in terra d’Abruzzo. Sempre a Matera scrisse Un uomo senza cappello (1962). Seguirono numerose altre pubblicazioni con un’attenzione primigenia e costante alla contrapposizione tra mondo rurale e la dimensione urbana.

Largo Gennaro Manna a Tocco Casauria

Forte il legame con la terra di Lucania, ricca di cantori popolari ma anche del genio di Carlo Levi (1902-1975) che dedicò intense pagine alla gente locale nel suo Cristo si è fermato a Eboli (Einaudi, 1945) al punto tale che con Il potere e la maschera Manna vinse il “Premio Basilicata”. Sempre attento lo sguardo e la partecipazione alle vicende delle genti del sud come avviene nel romanzo La casa di Napoli (Rusconi, 1981) – forse la sua maggiore opera – con la quale vinse l’ambito Premio Internazionale “Grinzane Cavour”. Nel 1997, a sette anni dal suo decesso, la figlia diede alle stampe Dopo il varo della porta (Ila Palma) una consistente raccolta di poesie che svela la straordinaria sensibilità dell’uomo.

La nota stampa della promotrice Anna Manna ha così dato a conoscere i nomi di coloro che verranno premiati nel nome e in memoria dell’augusto genitore in una commissione di giuria presieduta dal giornalista e scrittore aquilano Goffredo Palmerini.

Il Premio per il giornalismo verrà attribuito a Mariza Antonietta Bafile

Per la sezione libro edito si sono affermati Silvana Lazzarino con l’opera Emozioni e counseling a mediazione artistica (Kairos, 2024). La commissione di Giuria della sezione libro edito verrà data a conoscere in sede di premiazione.

Per la sezione “I grandi dialoghi 2026” verranno attribuiti riconoscimenti a Simone Gambacorta (Premio “Il dialogo con la cultura”), alla doppietta Antonella Pagano e Fabio Petrelli (Premio “Il dialogo tra le arti”), alla doppietta Daniela Quieti di Pescara e Laura De Luca (Premio “Il dialogo con i sentimenti”), a Mario Giannini – per il servizio fotografico dedicato alla città di Matera – (Premio “Il dialogo con l’immagine”).

Per la kermesse annuale 2025, poeti e pittori insieme, nell’omaggio a Tocco Casauria, la cui giuria è stata presieduta da Eugenia Serafini, queste sono le coppie risultate vincitrici per la sezione con tematica “infanzia”: Maria Rita Magnante ed Elvezio Sfarra, su versi di Maria Rita Magnante (Premio “I pionieri del dialogo”), Clara Di Stefano e Giovanna Gubbiotti, su versi di Clara di Stefano (Premio “Pittori di Spoleto”), Giuseppina Palo e Rosa Giordano, su versi di Giuseppina Palo (Premio “Infanzia difficile”), Tiziana Marini e Giacomo Baldini, su versi di Tiziana Marini (Premio “Il sogno dell’infanzia”), Mira Carpineta e Daniela Fabrizi, su versi di Mira Carpineta (Premio “Madre”), Fausta Genziana Le Piane e Rosa Giordano, su versi di Fausta Genziana Le Piane (Premio “Le madeleine”).

La sezione a tematica “innamoramento” ha visto la vittoria della coppia costituita dal noto poeta e giurista Corrado Calabrò con Tiziana Marini, su versi di Corrado Calabrò di cui ricordiamo la premiatissima auto-antologia Quinta dimensione (Mondadori, 2021) a loro viene conferito il Premio “Innamoramento come sogno”. Alla coppia Giuseppe Nasca e Giusy Ciagola, su versi di Giuseppe Nasca viene attribuito il Premio “Innamoramento come ricordo e nostalgia”; ad Antonietta Siviero di Termoli (CB) e Daniela Fabrizi, su versi di Antonietta Siviero è conferito il Premio “Innamoramento giovanile”.  

Non mancano le sorprese dacché i nomi dei vincitori per il tema “Gli amori impossibili” verranno decretati e ufficializzati il giorno di San Valentino. Le ulteriori sezioni Poesia internazionale, Poesia italiana e Poesia donna, si svolgeranno a data da destinarsi.

I superpremi e i Premi Speciali del Premio Internazionale “Gennaro Manna”, invece, sono stati precedentemente annunciati nel mese di novembre e siamo a rammentarli in tale situazione: a Mario Narducci per la poesia dedicata a Gennaro Manna, in coppia con il pittore Elvezio Sfarra per il dipinto “Era scritto”; alla poetessa Liliana Biondi per la poesia dedicata a Tocco Casauria, in coppia con il pittore Antonio Rauco per il dipinto “A Tocco”; alla coppia Daniela Fabrizi e Massimo Papi, per i versi e il dipinto sbocciati dai versi di Gennaro Manna. Premio Speciale “Dipinti ispirati dai Poeti di Tocco” a Laura Bordi per la Poesia di Lucia De Angelis.

Fuori dalla classifica riconoscimenti speciali al giornalista e scrittore pugliese Pierfranco Bruni e a Francesco Copia. Per la sezione “Il volto e la poesia” premio a Miguel Angel Acosta Lara per il ritratto ispirato dalla poesia di Regina Resta; a Silvana Leonardi per il ritratto ispirato dai versi di Gennaro Manna dedicati alla madre. Si aggiungono inoltre, per la sezione “Versi per una copertina” riconoscimenti speciali a Francesco Agresti con la pittrice Arianna Capponi e ad Anna Maria Giancarli con il pittore Mario Velocci.

Il Premio “In ricordo di…” è dedicato alla memoria della poetessa Jole Chessa Olivares, infaticabile presenza nelle iniziative della Manna, scomparsa tre anni fa.

Lorenzo Spurio

“L’entanglement dantesco nel V Canto dell’Inferno”, articolo di Martina Costa

“Al mio segnale scatenate l’Inferno” recitava un noto attore nel film Il Gladiatore. Quante volte abbiamo pronunciato questa frase tra amici o in particolari situazioni dove avevamo la necessità di anticipare un momento dirompente o di liberazione emotiva? Sicuramente spesso. E se vi dicessi che tantissimi secoli fa, a scatenare letteralmente l’Inferno, fu un libro, ci credereste? Sì, un piccolo libro.

Nessuno penserebbe mai che un oggetto così comune, strumento di conoscenza, diletto e cultura, possa rivelarsi un detonatore così decisivo da cambiare un “destino eterno”. Eppure questo è esattamente ciò che accade a due persone che si chiamavano Paolo e Francesca. Ma per raccontarvi questa storia, oggi, non voglio partire dalla letteratura, ma da un principio che, pensate un po’, ci giunge dalla fisica quantistica recente. Esso porta il nome di entanglement. Quindi, mettetevi comodi, che io faccio iniziare il mio racconto.

Il concetto di entanglement ci insegna che due particelle, non appena entrano in contatto per la prima volta tra loro, saranno destinate a influenzarsi a vicenda. Sempre. E nonostante la loro distanza. Particella A conosce la particella B, diventano entangled, cioè in un certo senso si “aggrovigliano”, come ci suggerisce la traduzione del termine. E da quel momento in poi, anche se dovessero viaggiare ad anni luce di distanza, separate una dall’altra, sarebbero in grado di continuare a influenzarsi. Ciò che sente particella A, sente particella B. Per sempre. Si tratta di un principio che, per essere concettualizzato, il mondo della fisica quantistica ha dovuto attendere il 1935, quando Erwin Schrödinger fece questa scoperta!

Ma io voglio andare indietro nel tempo. Ancora di più. Voglio teletrasportarmi nei primi anni del 1300, e stare a osservare un uomo chino su dei fogli bianchi. Quell’uomo è il Sommo Poeta, ma ancora non lo sa. E quei fogli… quei fogli sono le prime bozze della Comedia, un’opera che Boccaccio definirà Divina.

Dante non poteva di certo prevedere il futuro, così come nessuno di noi può. Ma Dante fu poeta… e i poeti, si sa, hanno un modo tutto loro di osservare il mondo e ciò che lo circonda. Così, pur non sapendolo, Dante, nella sua straordinaria visione poetica, crea un entanglement tutto suo, letterario! Con seicento anni d’anticipo, dimostra come particella A e particella B possano restare legate attraverso una “funzione d’onda” d’amore e di pena eterna: un unico destino che le rende inseparabili pur nella distanza infinita… dell’Inferno!

Primi anni del Duecento. Si chiamava Francesca, lui Paolo. Legati da un legame di parentela, e ancor di più dal legame d’Amore. Il loro è stato Amore, sì, ma un amore vissuto in terra in maniera appartata, nascosta agli occhi di chi, poi, si è vendicato con la violenza ultima: la morte. Ma l’Amore, Dante lo sa, non si può mettere a tacere: anche se adultero, non può essere condannato con la morte. Allora, si sconta eternamente. E lo si fa eternamente. Un paradosso pensare all’Amore come una colpa! Ma intanto, se vogliamo farci un giro nel secondo cerchio dell’Inferno, troviamo «più di mille ombre», oltre Paolo e Francesca. Sono gli “incontinenti”, coloro che non sono riusciti a frenare i loro istinti in vita, coloro che non hanno saputo come “contenerli” entro i limiti della ragione. C’è Didone, Achille, Cleopatra, Paride, Elena… Tutti morti per causa diretta/indiretta dell’Amore. Queste persone saranno eternamente sbattute «di qua e di là, di sù e di giù» da una «bufera infernale che mai si arresta». Il vento non preannuncia una direzione. Un po’ come quando ami senza sapere (o forse lo sai?) a cosa potresti andare incontro: un vento che oggi ti spinge a est, domani a sud.

Ma chi siamo noi per condannare? Chi siamo noi per esprimere un giudizio? Dante non ha intenzione di farlo. Egli non è un giornalista di cronaca nera o mondana dell’anno Duecento. Dante, invece, preferisce rispondere allo sguardo di queste due anime, con l’unico strumento umano e morale che possiede: la pietas. Essa non è la mera compassione, piuttosto – come scrive Boccaccio – «è la pietà che dobbiamo riconoscere alle nostre pene»: io provo pietà perché in questa colpa mi riconosco.

Quindi Dante: «Si che di pietade io venni men così com’io morisse. E caddi come corpo morto cade». Il punto finale, lo spazio bianco dopo. In questo canto osserviamo Dante a chino basso mentre a lungo rimane a pensare, poi apre la bocca e invoca quella che per me rimane la domanda-manifesto del V canto: «Al tempo d’i dolci sospiri, a che e come concedette amore che conosceste i dubbiosi disiri?». Qual è la causa scatenante che possa far diventare peccato l’Amore? Ed ecco che entra sulla scena il nostro oggetto iniziale. Un oggetto che fa spuntare un riso sarcastico a molti studenti quando scoprono di cosa si tratta: “Figurati, prof, se un libro possa far andare all’Inferno” …E intanto eccolo lì, un libro. Anzi, IL libro.

È il momento t༚, il tempo zero dell’entanglement! L’istante in cui le “due” particelle – che in questo contesto chiameremo ‘particella Francesca’ e ‘particella Paolo’ – hanno interagito a un livello così profondo da perdere la loro identità separata. Da questo istante, dal “galeotto libro”,lo stato di Paolo definisce lo stato di Francesca, e viceversa. Uniti da un libro che sarà la loro croce e la loro delizia, insieme. Allora la domanda sorge spontanea, e torna lo studente che intanto se la ride dietro al banco: “Prof, ma che libro si stavano leggendo quei due per aver creato tutto ‘sto caos?”. In realtà, quello che stavano leggendo, non era un libro al pari di chissà che livello di censura! Era un romanzo che aveva come protagonisti Lancillotto e Ginevra, sullo sfondo del ciclo bretone. Anche il loro fu un amore adultero, molto simile, quindi, a quello di Paolo e Francesca. Lo studente, a questo punto: “Prof, ma allora se la sono cercata!”. Però c’è anche chi per Paolo e Francesca, fa il tifo!

Ma torniamo al libro. Ultimamente, si parla tanto di biblioterapia, un argomento molto di moda e tanto delicato, che sta trovando un importante riconoscimento su larga piazza; ecco, mi chiedo se non era già iniziato tutto con Paolo e Francesca. Una storia tra le pagine che “sblocca” un sentimento che era nato dentro i cuori dei due protagonisti, ma che non poteva venir fuori. Sono le parole a curare, a darci l’impeto di agire. Così, è la lettura che ‘produce’ il bacio. E Dante lo sa, perché mette sulla bocca di Francesca parole meravigliose: «Quando leggemmo il disiato riso esser baciato da cotanto amante, questi, che mai da me non fia diviso, la bocca mi baciò tutto tremante». E conclude, Francesca: «Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: quel giorno piú non vi leggemmo avante». Non poteva utilizzare parole migliori Dante, e tutti ne sono consapevoli: lo sa Paolo che mentre Francesca parlava, piangeva, lo sa Virgilio che resta in silenzio, e lo sa Dante che, come abbiamo detto, perde i sensi e sviene, mosso dalla pietas.

Paolo e Francesca

Ma non solo. Ed è qui che torno alla mia tesi iniziale: torno all’entanglement letterario di Dante. Sono i vv. 23 e 24 che ne danno piena attuazione, diventando la metafora perfetta di un legame indissolubile e non-locale: strappati alla vita e dalla separazione fisica, ma rimasti uniti. Persistono le “due particelle umane”, oltre la morte e la punizione. Il ‘sistema binario eterno’, Paolo e Francesca, le cui componenti non possono esistere separatamente.

Ritorna lo studente: “Prof, è vero che sono uniti, ma devono scontare la legge del contrappasso per sempre”. Certo, è vero. Molti, quindi, si chiedono se, in tutto questo, c’è del ‘filosoficamente’ romantico. Probabilmente, da un pensiero alquanto più razionale e freddo risponderemmo di no, dopotutto, una pena da scontare, qualsiasi essa sia, rimane pur sempre una pena, una condizione di disagio. Ma Dante anche nella pena, è stato audace. Poteva scegliere un altro elemento da collegare alla legge del contrappasso, e invece… Dante sceglie il vento. Il vento che scompiglia, che disordina, che scuote. Che ‘aggroviglia’. Proprio come l’entanglement!

Così, questa storia che oggi ho voluto raccontarvi, finisce con questa immagine: con Paolo che piange e Francesca che racconta – figurarsi se a noi donne l’Inferno ci mette a tacere! –, Virgilio che non parla e Dante che, intanto, è svenuto. Una tragedia! Ma «Amor ch’al cor gentil ratto s’apprende», non vuole sentire più fiatare nessuno. Lui rimane, ed è sempre il protagonista del mondo e dell’altro mondo. Sì, perché mentre tutto tace, lui continua a soffiare quel vento eterno, che mentre Francesca lo invoca («Amor, Amor, Amor») rende Paolo «tutto tremante».

Forse, è per questo che agli occhi di Dante e Virgilio, Paolo e Francesca «paion sì al vento esser leggieri», perché loro lo sanno, sanno che, liberati dalla schiavitù del ‘nascondiglio’ del sentimento, adesso saranno destinati all’eterna perdizione. Ma Insieme. Allora, l’ultima parola spetta sempre a lui, ad Amore, che non si dissolve, ma rimane eternamente entangled.

Carlo Rovelli, un nostro fisico contemporaneo, quando parla di meccanica quantistica, afferma che noi non avremmo mai a che fare con oggetti, ma avremmo a che fare con proprietà relazionali, cioè con proprietà in relazione agli oggetti. E riferendosi all’entanglement, dice che esso è il fondamento della realtà stessa, perché le cose esistono solo in relazione ad altre cose. A me piace edulcorare questo concetto e vi dico in queste ultime righe, che credo proprio che Amore, abbracci questa definizione di Rovelli. L’Amore vive in relazione solo ad altro Amore. Tutto il resto, per rimanere in tema, è solo un’ombra che collassa al momento dell’osservazione… L’ amore-entanglement, invece no, nemmeno le fiamme di un qualsivoglia inferno potranno mai spegnerlo. Perché è lui che dà vita a quell’amore che, come afferma il nostro caro Dante, è in grado di «muovere il sole e l’altre stelle»…

MARTINA COSTA


Nota

L’articolo che avete letto è frutto di una “sperimentazione di penna” che unisce il sapere letterario-umanistico con una delle più affascinanti e intriganti scoperte degli ultimi tempi: l’entanglement quantistico. Non si tratta quindi di un articolo di divulgazione scientifica, né i termini qui utilizzati sono da riferirsi alla rigorosità che, invece, la fisica esige di adottare. Condivido con voi la bibliografia che è stata di supporto a quanto avete letto:

  • D. Alighieri, La Divina Commedia – Inferno;
  • M. Santagata, Il Racconto della Commedia;
  • C. Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, L’ordine del tempo, Helgoland;
  • E. Molini, La Piccola Farmacia Letteraria.

Biografia

Martina Costa (Lipari, 2001) è laureata con lode in Lettere e in Linguistica Moderna. Ha conseguito un Master in Coaching Umanistico e Programmazione Neuro-Linguistica e un Master di II livello in Inclusione e Disabilità. Ha sviluppato un solido percorso nell’ambito della comunicazione culturale, con particolare attenzione alla progettazione e alla direzione di eventi letterari e formativi. Autrice di articoli e contributi critici, concentra la sua attività sulla promozione della cultura e della conoscenza come strumenti di crescita personale e collettiva. Nel 2025 è stata insignita del riconoscimento “Liparos” per il suo contributo al panorama culturale. Ha vinto il Premio Nazionale “Stanza della Cultura” (Roma, 2025) ottenendo il primo posto con il racconto “Verbo amare, prima declinazione”. È apprezzata per la sua visione umanistica e per un approccio comunicativo fondato su empatia, inclusione e dialogo.


La riproduzione del presente testo non è consentita né in formato integrale né di stralci, su qualsiasi tipo di supporto, senza l’autorizzazione da parte dell’autrice.

Il testo viene pubblicato su questo spazio dietro libera cessione da parte dell’autrice senza nulla avere a pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro.

“In ascolto ai crocicchi. Anna Santoliquido tra poesia e teatro” di Gianni Antonio Palumbo. Recensione di Lorenzo Spurio

Il poeta, critico letterario e professore all’università degli Studi di Foggia Gianni Antonio Palumbo nei mesi scorsi ha dato alle stampe, per i tipi di Solfanelli di Chieti, un ampio studio critico sulla più recente attività letteraria della poetessa e promotrice culturale lucana Anna Santoliquido, In ascolto ai crocicchi. Anna Santoliquido tra poesia e teatro.

La Santoliquido, che nel lontano 1985 ha fondato il celebre Movimento Internazionale “Donne e Poesia”, è nata a Forenza, nel Potentino, nel 1948 ma dal 1968 vive nel capoluogo lucano.

Palumbo le dedica pagine che risaltano per l’acume critico, la particolarità delle osservazioni e la varietà delle tematiche e delle tendenze padroneggiate dalla Nostra nel corso della sua attività che si sviluppa in vari decenni. La lettura del testo è facilitata e impreziosita dal grande eloquio del critico pugliese che è in grado, con particolare acribia, di guidare il lettore – sia esso neofita della letteratura, amante del genere o addirittura, come il sottoscritto, conoscitore della produzione della Nostra – in un percorso suggestivo, ricco di rimandi, con uno stile fresco e accogliente, rendendo piacevole la presentazione di contenuti e la condivisione delle riflessioni sui versi della Santoliquido.

Vengono così degnamente messe in risalto quelle che sono le preminenti anime della lirica della poetessa apulo-lucana che affondano in un primigenio neo-popolarismo e attaccamento alla terra lucana di calanchi, secchezza e asperità, nel solco della tradizione dei lirici locali (Albino Pierro di Tursi e Rocco Scotellaro di Tricarico, in primis) ma anche delle radici, della famiglia di allora, dei riti e dell’onestà delle genti, che la riconnette al meridionalismo e ai suoi studi e affanni. Ne è esempio concreto la raccolta I figli della terra (F.lli Laterza, Bari, 1981), d’impronta scotellariana, pietra miliare della sua produzione in cui richiama e onora la terra dei contadini e delle loro difficoltà. A tal riguardo Giuseppe Miseo ha rivelato che “l’ambientazione e la miseria delle origini […] era soltanto materiale e contrapposta alla grandissima ricchezza spirituale” (31).

Ampio spazio viene dato alla tendenza universalistica e solidale della Nostra che si esplica in una partecipazione corale e quasi panteistica in cui predomina una spiritualità semplice ma evocativa.

Non meno influente risulta – già oggetto, in particolare di alcuni capitoli all’interno del saggio da me dedicato alla sua scrittura, La ragazza di via Meridionale (Nemapress, Alghero/Roma, 2021) – la componente più socialmente empatica e di registro civico evidenziabile in componimenti che concretizzano e fanno proprio il dramma delle genti a noi non troppo distanti, dello squilibrio dei poteri, della prevaricazione e della lotta alle ingiustizie ben testimoniato, tra gli altri, da Bucarest (Campanotto, Pasian di Prato, 2001) e dagli altri testi che la Santoliquido ha rivolto alle realtà balcaniche, terre nelle quali è ampiamente tradotta e apprezzata, cittadina onoraria, testimonial in festival, madrina privilegiata in eventi, kermesse, nel tributo sempre vivido della poetessa Desanka Maksimović (1898-1993), autrice della dolente Fiaba cruenta, e da lei richiamata con affetto e riconoscenza quale “grande Madre”. Non solo della poesia locale, ma – in quanto anima del dramma di tanti – di un intero popolo di oppressi e abbandonati da Dio.

Il volume si apre con una prima sezione dal titolo “Tra le righe a Tricarico” nella quale Palumbo passa in rassegna con dovizia di particolari la presenza di Anna Santoliquido a Tricarico (Matera) il 5 agosto 2013 presso il Centro di documentazione “Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra” per la presentazione del suo libro Tra le righe / Med vrsticami (Sodobnost International, Ljubljana, 2011 – traduzioni di Jolka Milič) opera bilingue italo-slovena e riporta, oltre all’intervento della Nostra e alcune poesie dialettali della stessa prevalentemente dedicate a Rocco Scotellaro, quello che ha riconosciuto essere “suo fratello maggiore”, gli interventi di quella giornata (Carmela Biscaglia, direttore del Centro; Angela Marchisella, allora sindaco di Tricarico; Antonietta Vizzuso e Licia Grillo nel ruolo di relatrici). In appendice vi è un ricco compendio iconografico che imprime e salva su carta alcuni degli istanti di quell’evento e di alcuni incontri importanti della Santoliquido tra cui quello con la stessa traduttrice della sua opera nel 2011.

Il secondo denso corpus di testi critici sono raccolti attorno a due volumi d’approfondimento sull’opera della Santoliquido entrambi pubblicati nel 2021 ovvero Multas per gentes. Itinerario poetico di Anna Santoliquido (FaLvision, Bari, 2021) a cura di Licia Grillo e La ragazza di via Meridionale. Percorsi critici sulla poesia di Anna Santoliquido (Nemapress, Alghero/Roma, 2021)[1] di cui sono l’autore. Palumbo dedica intere pagine e considerazioni di entusiastico apprezzamento ai due volumi che ampiamente cita e richiama nel corso dell’intero libro a tessere un insieme fitto di echi e di scritture, di angolazioni e proiezioni, sopra il verso della Santoliquido così ampiamente apprezzato e studiato. Oltre all’intervento introduttorio di Palumbo vi sono quello di Maria Benedetta Saponaro (Università degli Studi di Bari), di Paola Romano (allora Assessore alle Politiche Educative e giovanili del Comune di Bari) che parla della Nostra quale espressione di solidarietà e amore verso l’altro, reale “ponte tra culture lontane nel tempo e nello spazio, soprattutto italiana e slava, europea e internazionale” (101).

La consegna del Premio Speciale “Alla Carriera” alla poetessa Anna Santoliquido in seno alla cerimonia di premiazione della settima edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” svoltasi nella Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni di Jesi (Ancona) il 10/11/2018.
(Da sx: Michela Zanarella, Presidente di Giuria, Lorenzo Spurio, Presidente del Premio, Anna Santoliquido, Luca Butini, Assessore alla Cultura del Comune di Jesi)

Apposito e meritorio spazio è dedicato alla Santoliquido nelle vesti di drammaturga con l’opera Il Battista / The Baptist (Nemapress, Alghero/Roma, 2022) caratterizzata da “frammentismo, lirismo e misticismo” (115), pubblicata in volume di recente ma che era stata messa in scena, su invito dello scrittore prof. Ettore Catalano[2] (che ne ha curato la presentazione, qui riprodotta per l’occasione) il 6 gennaio 1999 a Mesagne (Brindisi). Aiutano a comprendere la fattura, i motivi trainanti e gli elementi d’indiscusso valore dell’opera gli interventi del prof. Daniele Maria Pegorari (Università Mercatorum) e del saggista Filippo Casanova.

L’ultima e consistente parte dell’opera è interamente dedicata a una successiva opera plurilingue, Poezje wybrane / Poesie Scelte / Selected Poems (Fundacja Literacka Jak Podanie ręki e WO ZLP, Poznań, 2022 – traduzioni di Danuta Zasada) rispettivamente in polacco, italiano e inglese che contiene una selezione di componimenti del periodo 1981-2020, quello che Palumbo ha definito “un percorso compiuto all’interno della vasta produzione di Santoliquido […] [con] alcuni pregevoli inediti” (131). Apprezzabili e circostanziati contributi esegetici sono offerti questa volta dalla saggista lucana Francesca Amendola[3] che a lungo ha dedicato attenzione critica all’opera della Nostra, la docente di materie letterarie Marina Cordella che ricorda la vicinanza e la forte e pesante eredità di Leonardo Sinisgalli, Rocco Scotellaro e Mario Trufelli in Santoliquido; dalla professoressa Giulia Dell’Aquila (Università degli Studi di Bari) che la definisce in maniera gentile e vincente “allodola lucana” (147) e ricorda i suoi numi tutelari, veri padrini nel cammino di donna di cultura, lo storico Tommaso Pedio (1917-2000) e il saggista meridionalista Gianni Custodero (1936-2009). Serra l’opera lo scritto di Rino Caputo, già professore presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Nella poesia “Testamento” la Nostra, non dimenticando i legami e gli insegnamenti nativi del passato e della sua terra, conscia di un presente liquido e spesso dissonante, si spinge a guardare il futuro ipotizzando un domani nel solco dell’insegnamento responsabile: “Ai poeti lascio il dilemma / la giovialità del percorso / e la purezza delle pagine / li tramanderanno ai posteri // alle parole lascio una carezza / soave come il miele di acacia / grata per la fedeltà / e la battaglia” (155)[4].

Lorenzo Spurio

Matera, 08/12/2025


[1] Entrambi i volumi sono stati presentati in era Covid come testimonia la presenza della mascherina indossata dai relatori nel corso della presentazione di cui in appendice a questa sezione sono riprodotti degli scatti. L’evento si è tenuto presso la Biblioteca di Quartiere “Don Bosco” a Bari il 21 gennaio 2022. Per l’occasione sono intervenuti don Pino Ruppi (Presidente del Laboratorio “Don Bosco Oggi), Paola Romano (Assessore del Comune di Bari), Gianni Antonio Palumbo (Università di Foggia) e Benedetta Saponaro (Università di Bari) con letture di Barbara De Palma (Compagnia Notterrante) e coordinamento del giornalista Enzo Quarto (Rai).

[2] Già professore presso l’Università degli Studi di Bari e poi dell’Università del Salento.

[3] Ricordo in particolare il suo saggio “La religiosità spirituale delle opere delle poete lucane: da Isabella Morra ad Anna Santoliquido”, «Blog Letteratura e Cultura», 16/04/2024 (Sito consultato il 07/12/2025).

[4] Anna Santoliquido, Ed è per questo che erro, edizione bilingue in italiano e serbo, con traduzione di D. Mraović, Smederevo (Serbia), 2007.


La riproduzione del presente testo, in formato di stralci o integrale e su qualsiasi tipo di supporto è vietata senza l’autorizzazione da parte dell’Autore. La citazione, con riferimento al nome del sito, link e titolo dell’intervento, è consentita.

La premiazione del XIII Premio di Poesia “L’arte in versi” (Jesi, 23/11/2025): le foto

Ringraziamo ancora una volta tutte le persone che sono intervenute e, con l’occasione, siamo a comunicare di aver provveduto a pubblicare l’album delle foto ufficiali della cerimonia di premiazione della XIII edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, ideato, fondato e presieduto da Lorenzo Spurio e organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe APS di Jesi che si è tenuta domenica 23 novembre 2025 presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni di Jesi (Ancona).

Esso è disponibile in Facebook a questo link: https://www.facebook.com/media/set?vanity=arteinversi&set=a.1297242419111904

Ringraziamo gli enti che, come ogni anno, hanno patrocinato l’iniziativa: Regione Marche, Assemblea Legislativa della Regione Marche, Provincia di Ancona, Comune di Jesi, Comune di Senigallia, Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, Movimento Internazionale “Donne e Poesie” di Bari.

Ringraziamo Michela Zanarella (Presidente di Giuria), Avv. Luca Polita (Presidente del Consiglio Comunale di Jesi), prof.ssa Anna Santoliquido (Presidente Movimento Internazionale “Donne e Poesia” di Bari), i membri di Giuria, il presentatore della serata Mauro Pierfederici, il fotografo (a cui dobbiamo questi scatti) Luciano Gambini e ai Premi Speciali fuori concorso che sono intervenuti: il poeta ed editore Giuliano Ladolfi di Borgomanero (Novara) premiato con il Premio “Alla Carriera”, la poetessa e scrittrice Maria Benedetta Cerro di Pontecorvo (Frosinone) premiata con il Premio “Alla Cultura”, e la poetessa Gloria Fabbroni che ha ritirato il Premio “Alla memoria” di sua madre, la poetessa, scrittrice, ceramista Anna Maria Fabbroni.

Ringraziamo, altresì, il sig. Franco Loiacono, marito della poetessa premiata Lucia Lo Bianco di Palermo, per l’ulteriore album fotografico che contiene anche le riprese video della serata, disponibile a questo link:


Info e contatti – Segreteria del Premio

Mail: premiodipoesialarteinversi@gmail.com

Sito: https://premiodipoesialarteinversi.blogspot.com/


XIII Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” – il verbale di Giuria

Il Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, ideato, fondato e presieduto da Lorenzo Spurio, è stato organizzato, nella sua XIII edizione, dall’Associazione Culturale Euterpe APS di Jesi (AN) con il Patrocinio morale della Regione Marche, dell’Assemblea Legislativa della Regione Marche, della Provincia di Ancona, dei Comuni di Jesi e Senigallia, dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” e del Centro Internazionale “Donne e Poesia” di Bari.

Le Commissioni di Giuria di questa edizione del Premio, differenziate per le varie sottosezioni, e presiedute da Michela Zanarella, sono così composte (in ordine alfabetico): Stefano Baldinu, Fabia Binci, Valtero Curzi, Mario De Rosa, Graziella Enna, Zairo Ferrante, Filomena Gagliardi, Rosa Elisa Giangoia, Fabio Grimaldi, Giuseppe Guidolin, Francesca Innocenzi, Antonio Maddamma, Simone Magli, Emanuele Marcuccio, Francesco Martillotto, Morena Oro, Rita Stanzione e Laura Vargiu.

Il giudizio della Giuria è ultimo e insindacabile.

Il Presidente del Premio, Lorenzo Spurio, raccolte le valutazioni e le considerazioni dei membri di Giuria dà pubblicazione del presente documento contenente i nominativi degli autori e i titoli delle opere risultati premiati a vario titolo.

VERBALE DI GIURIA

MACROSEZIONE A – POESIA A TEMA LIBERO

* Dedicata ad Amerigo Iannacone (1950-2017) *

SOTTOSEZIONE A1 – POESIA SINGOLA

1° Premio – ELISABETTA BIONDI DELLA SDRISCIA di Roma con l’opera “Non ti volevo salutare così”

2° Premio – ELISABETTA LIBERATORE di Pratola Peligna (L’Aquila) con l’opera “I tuoi due nomi”

3° Premio – TIZIANA MONARI di Prato con l’opera “Il boato”

Premio Speciale del Presidente del Premio – DARIO MARELLI di Seregno (Monza-Brianza) con l’opera “Fisterra”

Premio Speciale “Trofeo Euterpe” – MARCO PEZZINI di San Giuliano Milanese (Milano) con l’opera “Il pioppo e lo svasso”

Premio Speciale “Donne e Poesia” – IVANA FEDERICI di Pianello Vallesina (Ancona) con l’opera “Alla madre”

Menzione d’onore – ERIKA SIGNORATO di Treviso con l’opera “era nell’ora del calicanto”

Menzione d’onore – LUCIA LO BIANCO di Palermo con l’opera “La mia città smarrita dentro il nulla”

Menzione d’onore – ORNELLA VALLINO di Pavone Canavese (Torino) con l’opera “Canzone per Primula”

Menzione d’onore – VITTORIO DI RUOCCO di Pontecagnano Fiano (Salerno) con l’opera “La libertà ci inganna e scava fosse”


SOTTOSEZIONE A2 – SILLOGE DI POESIA

1° Premio – LORETTA FUSCO di Pradamano (Udine) con l’opera “Un equilibrio precario”

2° Premio – VANNI GIOVANARDI di Luzzara (Reggio Emilia) con l’opera “Myosotis… o il fiore del ricordo”

3° Premio – SILVIA SILLANO di Asti con l’opera “Geometrie non euclidee”

Menzione d’onore – ANTONIO BIANCOLILLO di Trani (Barletta-Andria-Trani) con l’opera “Forse domani”

Menzione d’onore – GIOVANNA SANTAGATI di Bra (Cuneo) con l’opera “Tralci di vita”


SOTTOSEZIONE A3 – LIBRO EDITO DI POESIA

1° Premio – ANTONELLA SICA di Genova con l’opera Corpi estranei, Arcipelago Itaca, Osimo (Ancona), 2025.

2° Premio – MARGHERITA PARRELLI di Roma con l’opera A mani vuote, Macabor, Francavilla Marittima (Cosenza), 2024.

3° Premio – BARTOLOMEO BELLANOVA di Pianoro (Bologna) con l’opera Attraversamenti, Puntacapo, Pasturana (Alessandria), 2024.

Premio Speciale del Presidente di Giuria – MONIA GAITA di Montefredane (Avellino) con l’opera Di cielo, di nuvole e di vento, Rubbettino, Saveria Mannelli (Catanzaro), 2024.

Premio Speciale della Critica – ANNALISA CIAMPALINI di Empoli (Firenze) con l’opera Tutte le cose che chiudono gli occhi, Italic Pequod, Ancona, 2022.

Premio Speciale “Picus Poeticum” (assegnato alla migliore opera di un autore marchigiano) – DANIELE RICCI di Fano (Pesaro-Urbino) con l’opera La macchina da cucire. Geologia del dolore, Puntoacapo, Pasturana (Alessandria), 2025.

Menzione d’onore – ADRIANA TASIN di Madonna di Campiglio (Trento) con l’opera Voragini d’azzurro, Interno Libri, Latiano (Brindisi), 2025.

Menzione d’onore – ELIA BELCUFINÈ di Cascano (Caserta) con l’opera Sparso caos, RP Libri, San Giorgio del Sannio (Benevento), 2025.


SOTTOSEZIONE A4 – HAIKU

1° Premio – VITTORIO GRIFFO di Bruxelles (Belgio) con l’opera “Il mattutino, / la nebbia avvolge il tocco / delle campane

2° Premio – CATERINA LEVATO di Adelfia (Bari) con l’opera “tra le radici / il peso di un dolore – / crescono viole

3° Premio – GIOVANNI DE CRESCENZO di Ancona con l’opera “Pianto del mare / tra le vite disperse. / Cade la notte

Menzione d’onore – MARINA FILIPUTTI di Thiene (Vicenza) con l’opera “Sotto la giubba / il volto di tua madre / l’ultimo sole

Menzione d’onore – ORNELLA VALLINO di Pavone Canavese (Torino) con l’opera “ciliegio curvo – / sulla sedia a rotelle / petali bianchi

Menzione d’onore – PATRIZIA CAVALLONE di Ravenna con l’opera “tuoni in autunno – / i battiti del cuore / sono assordanti


MACROSEZIONE B – POESIA A TEMA

* Dedicata a Giusi Verbaro Cipollina (1938-2015) *

SOTTOSEZIONE B1 – POESIA NATURALISTICA

1° Premio – MAURO CORONA di Roma con l’opera “Natura”

2° Premio – ELISABETTA LIBERATORE di Pratola Peligna (L’Aquila) con l’opera “Altezze”

3° Premio ex aequo – MARIA ROSARIA VIRGALLITA di Noepoli (Potenza) con l’opera “L’eau de Saint Jean”

3° Premio ex aequo – SALVATORE GAZZARA di Messina con l’opera “Mattino in pianura”

Menzione d’onore – SILVIA SILLANO di Asti con l’opera “Delizia e consunzione”


SOTTOSEZIONE B2 – POESIA D’AMORE

1° Premio – ERIKA SIGNORATO di Treviso con l’opera “di quale luce tu che scorri”

2° Premio – FRANCO CASADEI di Cesena (Forlì-Cesena) con l’opera “Ora che sei assente”

3° Premio – FRANCESCA FAVARO di Padova con l’opera “Vorrei baciarti il cuore”

Menzione d’onore – ELISABETTA LIBERATORE di Pratola Peligna (AQ) con l’opera “Ritorni”

Menzione d’onore – VITTORIO DI RUOCCO di Pontecagnano Fiano (SA) con l’opera “Di noi resterà il fumo dei ricordi”

Menzione d’onore FANNI’ CASALI di Arenzano (GE) con l’opera “Grazie per tutto”


SOTTOSEZIONE B3 – POESIA RELIGIOSA

1° Premio – MARIA ROSARIA VIRGALLITA di Noepoli (Potenza) con l’opera “Assenza”

2° Premio – ANTONIO BIANCOLILLO Trani (Barletta-Andria-Trani) con l’opera “Quel nome tuo”

3° Premio – SALVATORE GAZZARA di Messina con l’opera “Sei sceso su di me”

Menzione d’onore – ANTONIO AFFINITO di Ferentino (Frosinone) con l’opera “Carezze”


SOTTOSEZIONE B4 – POESIA CIVILE

1° Premio – VALERIO DI PAOLO di Scafa (Pescara) con l’opera “Rafah”

2° Premio – VITTORIO DI RUOCCO di Pontecagnano Fiano (Salerno) con l’opera “Crollano i templi eretti all’innocenza”

3° Premio ex aequo – LUCIA LO BIANCO di Palermo con l’opera “Abbiamo udito il mesto canto della luna”

3° Premio ex aequo – ELISABETTA SAMPIETRO CALDERON di Gorizia con l’opera “Bambini a Gaza”

Menzione d’onore – ANGELA BONO di Catania con l’opera “Orme di rinascita”

Menzione d’onore – SAMANDA PETTINARI di Montegiorgio (Fermo) con l’opera “La sedia vuota”

Menzione d’onore – PIETRO SPIRITO di Milano con l’opera “Dal nostro inviato”


MACROSEZIONE C – LINGUA E POESIA

* Dedicata a Alfredo Bartolomei Cartocci (1945-2020) *

SOTTOSEZIONE C1 – POESIA IN DIALETTO

1° Premio – CONCEZIO DEL PRINCIPIO di Atri (Teramo) con l’opera “Ce stinghe pure j’ (a ‘ffìjeme handicappate)”

2° Premio – PAOLO EMILIO URBANETTI di Montalto di Castro (Viterbo) con l’opera “L’amore de li vecchi”

3° Premio – LORENZO LUIGI VAIRA di Sommariva del Bosco (Cuneo) con l’opera “La valis”

Menzione d’onore – DANIELA GREGORINI di Ponte Sasso di Fano (Pesaro-Urbino) con l’opera “Giorn d’otobr”

Menzione d’onore – DARIO PASERO di Ivrea (Torino) con l’opera “Da na fnestra ‘l mond… dël 1977”

Menzione d’onore – GIANFRANCO ROSSI di Cesena (Forlì-Cesena) con l’opera “Vizilia”

Menzione d’onore – GIOVANNA DRAGO di Scicli (Ragusa) con l’opera “Tabarè”

Menzione d’onore – IDINUCCIA SIMONCELLI di Poggio Rusco (Mantova) con l’opera “Al pustin dla spèransa”

Menzione d’onore – ISABELLA PETRUCCI di Fabriano (Ancona) con l’opera “Quanno ch’artorno a casa”


SOTTOSEZIONE C2 – POESIA IN LINGUA STRANIERA

1° Premio – ALEXANDRA FIRITA di Broni (Pavia) con l’opera “Arhitectura unei respiraţii”

2° Premio – LUCIA LO BIANCO di Palermo con l’opera “I’ve heard the mermeid singing”

3° Premio – SANDRO ANGELO RUFFINI di Chieti con l’opera “Cuando no estás”


MACROSEZIONE D – ARTE E POESIA

* Dedicata ad Aldo Piromalli (1946-2024) *

SOTTOSEZIONE D1 – POESIA VISIVA

1° Premio – GIANLUCA ALBERTI di Forlì (Forlì-Cesena) con l’opera “Utero”

2° Premio – MATTEO PAOLO GARAVALDI di Taneto di Gattatico (Reggio Emilia) con l’opera “Luce e ombra”

3° Premio – GIULIA VANNUCCHI di Viareggio (Lucca) con l’opera “Pesce”


SOTTOSEZIONE D2 – FOTOPOESIA

1° Premio – GIAN ANDREA OTTONELLO di Arenzano (Genova) con l’opera “Estuario”

2° Premio – GIUSEPPE APRILE di Cuneo con l’opera “L’ora del tempo”

3° Premio – ARALDO BUGIANI di Bologna con l’opera “Pappi e pensieri”


SOTTOSEZIONE D3 –VIDEOPOESIA

1° Premio – ZEUDI ZACCONI di Colli al Metauro (Pesaro-Urbino) con l’opera “Il baratto dell’invisibilità”

2° Premio – ELISABETTA BIONDI DELLA SDRISCIA di Roma con l’opera “Le voragini del Carso”

3° Premio – CLAUDIA PALOMBI di Montegrotto Terme (Padova) con l’opera “Violenza”

Menzione d’onore – LUISA TRIMARCHI di Cremona con l’opera “Stanza 1”


MACROSEZIONE E – POESIA E CRITICA LETTERARIA

* Dedicata a Lucia Bonanni (1951-2024) *

Come da bando di concorso tale macrosezione vedeva al suo interno le seguenti sottosezioni: recensione (E1), prefazione/postfazione (E2), saggio letterario (E3) e libro edito di saggistica (E4).

Dal momento che si è verificata la condizione contenuta all’art. 9 del bando di partecipazione, la quale recita testualmente “Nel caso in cui non sarà pervenuta una quantità di testi numericamente congrua o qualitativamente significativa per una sezione, la Giuria, a sua unica discrezione, si riserva di non attribuire determinati premi”, la Presidenza del Premio ha deciso d’individuare un’unica graduatoria di merito per la macrosezione E, che è così stabilita:

1° Premio – FRANCESCA FAVARO di Padova con l’opera Colori e paesaggi danteschi, Aristodemica Edizioni, Termoli (Campobasso), 2023 (sezione E4 – Libro edito di saggistica)

2° Premio – MATTIOLI SABRINA di Frisa (Chieti) con l’opera “I sonetti dal Portoghese di Elizabeth Barret Browning” (sezione E3 – Saggio)

3° Premio – ANTONIO SACCO di Vallo della Lucania (Salerno) con l’opera Manuale di scrittura haikai. Vademecum pratico per comporre poesie haiku e altre forme poetiche di origine giapponese, Nulla die Edizioni, Piazza Armerina (Enna), 2024 (sezione E4 – Libro edito di saggistica)

Menzione d’Onore – ALFREDO BUSSI di Pesaro con l’opera Venni al tramonto. I sonetti di Raffaello e l’estetica al femminile, Metauro Edizioni, Pesaro, 2020 (sezione E4 – Libro edito di saggistica)

Menzione d’Onore – MARTINA LELLI di Pianoro (Bologna) con l’opera “Recensione a Finestre di Stefano Baldinu” (sezione E2 – Recensione)


PREMI SPECIALI (FUORI CONCORSO)

Premio Speciale “Alla Cultura” – MARIA BENEDETTA CERRO di Pontecorvo (Frosinone)

Premio Speciale “Alla Carriera” – GIULIANO LADOLFI di Novara

Premio Speciale “Alla Memoria” – ANNA MARIA FABBRONI (Grosseto, 1934 – Gorizia, 2023)


CERIMONIA DI PREMIAZIONE

La cerimonia di premiazione si terrà a Jesi (AN) presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni (Corso Matteotti n°19) il giorno 23 novembre 2025.

I premiati sono tenuti a presenziare alla cerimonia per ritirare il premio; qualora non possano intervenire hanno facoltà d’inviare un delegato. In questo caso, la delega va annunciata a mezzo mail, all’attenzione del Presidente del Premio (premiodipoesialarteinversi@gmail.com) almeno 7 giorni prima dalla cerimonia di premiazione.

Non sarà possibile delegare membri della Giuria e familiari diretti degli stessi. Un delegato non potrà avere più di due deleghe da altrettanti autori premiati assenti. Non verranno considerate le deleghe annunciate in via informale a mezzo messaggistica privata di Social Networks né per via telefonica.

I premi non ritirati personalmente né per delega potranno essere spediti a domicilio unicamente mediante Corriere sul solo territorio nazionale, previo pagamento delle relative spese di spedizione a carico dell’interessato. Non si spedirà in contrassegno.

ANTOLOGIA

Tutte le opere risultate premiate a vario titolo verranno pubblicate nell’antologia del Premio, disponibile gratuitamente il giorno della premiazione, volume senza codice ISBN e non in commercio. Detto libro verrà donato a ciascun premiato durante l’evento e ulteriori copie del volume verranno donate e depositate in varie biblioteche comunali, provinciali, regionali, nazionali e universitarie del territorio nazionale, così come avvenuto nelle precedenti edizioni.

I premiati della sottosezione D3 (video poesia) sono tenuti a inviare in tempi brevi il testo della loro poesia in formato Word a premiodipoesialarteinversi@gmail.com affinché possa essere pubblicato in antologia.

Il volume conterrà altresì una selezione di liriche dei Premi Speciali “Alla Cultura”, “Alla Carriera” e “Alla Memoria” accompagnati da relativi profili bio-bibliografici e tutte le motivazioni stilate dalle Commissioni di Giuria.

ULTIME

Il presente verbale, composto da nr. 6 (SEI) pagine numerate e integrato di ulteriori nr. 5 (CINQUE) pagine a seguire contenenti l’Albo d’oro dei vincitori del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, sarà pubblicato sui siti www.associazioneeuterpe.com www.premiodipoesialarteinversi.blogspot.comwww.concorsiletterari.comwww.blogletteratura.com e dato a conoscere mediante stampa locale e nazionale cartacea e digitale.

La presente comunicazione ha valore di notifica a tutti gli effetti.

Letto, firmato e sottoscritto

Jesi, 04/05/2025

Lorenzo Spurio – Presidente del Premio

Michela Zanarella – Presidente di Giuria

Stefano Vignaroli – Presidente Euterpe APS

Tra le lucciole che rendono sopportabile il buio. “Fuori non è ancora così. Voci da una classe multietnica” di Miriam D’Ambrosio. Recensione di Davide Toffoli

Undici anni fa usciva un libro di poco più di novanta pagine: Fuori non è così di Miriam D’Ambrosio, pubblicato per la Collana Centocinquanta della Barbera Editore. Un breve viaggio in ventiquattro piccole tappe, intrise di sogni, passioni e paure, all’interno di quel “recinto magico” nel quale può trasformarsi una qualsiasi classe delle nostre scuole, laddove presenza, entusiasmo e motivazione di docenti e studenti riescono a convergere in quella sorta di “non luogo” privilegiato che è, a dire il vero, la conoscenza della vita stessa. Oggi, dal seme di quel delizioso fiore, è nata una nuova pubblicazione di quegli splendidi frammenti di anime, grazie all’editore Florindo Rubbettino, con l’aggiunta di nuovi capitoli che vanno ad impreziosire, senza scalfirne l’intensità, il racconto di quella quotidiana esperienza didattica.

Come ebbi già modo di scrivere, si tratta di un racconto leggero e sottile, che trasuda atmosfere familiari a tutti coloro che hanno varcato la soglia di una qualsiasi delle nostre classi e che le hanno vissute “dall’interno”, raccogliendo ogni istante come se si trattasse sempre del più prezioso. Una sorta di “collezionismo”, nel quale si fanno strada vitalissimi personaggi reali, deboli e coraggiosi al tempo stesso, che racconta un mondo, troppo spesso dimenticato e messo in secondo piano, che nutre e aiuta a crescere un numero inquantificabile di persone, al di qua e al di là dalla famigerata “cattedra”.

Il lavoro dell’autrice si rivela una preziosa rassegna di piccoli eroi del quotidiano, chiamati a galleggiare sulla precarietà del presente e a ritagliarsi, mai senza sforzo, il proprio posto nella vita; a questi piccoli eroi la “prof” (come si definisce, quasi a sottolineare un ruolo mai come adesso così sottoposto a continui tagli, imposizioni e ritagli) suggerisce letture e personaggi, danzando tra un romanzo ed un testo teatrale, proponendo assaggi mirati di vite appese ad un filo, dove il lieto fine (per quanto pesantemente auspicato) non è affatto scontato.  

Un vero viaggio nella dimensione umana, che riesce a ripercorrere indelebili tappe della letteratura, con il coinvolgimento e la discrezione dei suoi grandi momenti, con la passione riservata al mistero quasi sacro della “prima volta”: l’amicizia raccontata attraversando le pagine di Pasolini e di Uhlman; il difficile rapporto con il padre, evocato ed affrontato sulle suggestioni di poeti come Leopardi, Saba o Sbarbaro; e ancora lezioni d’amore, con l’impronta pesante di Giulietta e Romeo o di Paolo e Francesca, dove si attraversa la tragedia, sballottati verso il dubbio e la passione irrefrenabile, feriti dal tradimento del fratello Gianciotto; la convivenza impossibile con la tremenda gelosia di Otello; l’immancabile e troppo spesso da noi trascuratissimo tema del “doppio”, dove si fatica a riconoscere dentro di sé un Mister Hyde da tenere a bada o un Minotauro da affrontare.

Un libro che nasce dall’amore e dall’equilibrismo quotidiano di una Professoressa (la maiuscola è d’obbligo) che ha scelto di non cedere all’immobilismo, continuando a leggere, vivere, rileggere e sognare, ma soprattutto che punta a condividere tutto questo con le persone, adulte e meno adulte, che le si affidano. Perché “Raccontare la bellezza dell’essere umano non è solo una scelta, è necessità. Lo stupore deve accompagnarci, è una specie di guida che non dà mai niente di scontato”. È la chiave di lettura più preziosa da condividere con i ragazzi.

E questi ragazzi vengono da Ghana, Costa d’Avorio, Senegal, Marocco, Egitto, Algeria, India, Pakistan, Filippine, Ecuador, Albania, Romania, Italia. Strabordanti di sogni e paure, sono qui in un istituto professionale, soprattutto per imparare un mestiere, ma ecco che le ore di Italiano si trasformano in un indelebile momento di condivisione. Miriam D’Ambrosio, nonostante il prevalente quasi costante grigiore della Val Padana, apre finestre davanti a loro, spalancandole sui colori del mondo, senza obbligare nessuno ad uscire, ma insegnandogli a nutrirsi di sguardi, riflessioni e racconti.

Seguirli in queste pagine e in questi oltre undici anni è toccare con mano la vita che scorre, avvertirne il cuore pulsante, osservarne i volti sempre nuovi che scrivono, pensano e parlano di Dorian Gray, seguono l’Innominato nella sua tormentata notte, giudicano i migranti di Sciascia, incontrano Pin nel suo rifugio, un sentiero dei nidi di ragno dove stare al riparo dalla realtà, tra le lucciole che rendono sopportabile il buio.

DAVIDE TOFFOLI


L’autore ha autorizzato alla pubblicazione su questo spazio senza nulla avere a pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro. La riproduzione del presente testo, in qualsiasi tipo di formato, sia parziale che integrale, non è consentita senza l’autorizzazione dell’autore. La citazione, con opportuno riferimento al titolo completo, nome del blog, data di caricamento e link è consentita.

“Trent’anni dalla scomparsa della cantante Mia Martini (1947-1995)”, articolo a cura di Isabella Michela Affinito

Rammemorare la grande interprete musicale Mia Martini (nata il 20 settembre 1947 a Bagnara Calabra, provincia di Reggio Calabria e morta il 12 maggio 1995 a Cardano al Campo, in provincia di Varese), all’anagrafe Domenica Rita Adriana Bertè, implica un doveroso rispetto in stretta correlazione alla sua dignitosa riservatezza da lei conservata fino alla fine, purtroppo, della breve vita, conclusasi prima di compiere cinquant’anni – fu paragonata all’indimenticabile cantautrice francese, Édith Piaf (1915-1963), scomparsa a soli quarantotto anni.

Anche se nacque in terra calabra, terra d’origine del padre che era professore di Latino e Greco nelle scuole Superiori, Giuseppe Radames Bertè, trasferitosi in seguito presso un liceo di Ancona in qualità di preside, la piccola Mimì trascorse, appunto, con la sua famiglia contornata da quattro sorelle (compreso lei), l’infanzia nel paese che fu del poeta Giacomo Leopardi, a Porto Recanati nelle Marche.

Del Segno zodiacale della Vergine, di Terra, e con l’Ascendente in Sagittario, di Fuoco, Mia Martini – dalla bellezza mediterranea ornata di capelli mossi scuri e indole malinconica – era tendenzialmente portata a svolgere ogni cosa con serietà, con precisione, tipico del Segno della Vergine che vuole programmare ogni cosa e conserva tutto con cura, aggiungendovi del senso critico e qualche dose di diffidenza, perché prima di aprirsi all’amicizia e ai legami in genere ha bisogno questo Segno di capire chi ha di fronte. Fu una brava custode, appunto, per natura e ci sono state sue bellissime canzoni, incise agli arbori dei suoi successi musicali, che sono rimaste chiuse ‘nel cassetto’ per decenni vuoi per motivi di censura, vuoi perché non ci furono le dovute autorizzazioni, e che solo più tardi sono state apprezzate.

L’esistenza di Mia Martini sembra sia stata suddivisa per distinte fasi, non molte poiché morì a soli quarantasette anni, durante le quali l’artista ha avuto modo di manifestare volti e stili d’abbigliamentosempre rinnovati, nel senso che ha subìto metamorfosi esteriori (corrispondenti a quelle interiori, allorquando ha attraversato periodi di malattia che hanno messo persino a rischio la sua voce) e anche a seconda delle mode del tempo: negli anni ’70 del Novecento è stata una donna amante del guardaroba andaluso fatto di scialli, gonne lunghe, anelli, collane e cinture borchiate in sintonia coi cosiddetti ‘figli dei fiori’, perché si lottava a favore dell’emancipazione femminile e imperversavano le rivoluzioni studentesche, e tutto aveva il sapore della novità, del riscatto sociale sotto tutti i punti di vista. Si fece notare nell’ambito del trio che aveva formato insieme alla sorella, Loredana Bertè (più piccola di tre anni) e a Renato Fiacchini, noto come Renato Zero, quando iniziarono a cantare a Roma dove si era trasferita insieme alla madre, Maria Salvina Dato (1925-2003) – che deve essere stata una donna propensa alla sottomissione in riferimento alla Luna in Casa Dodicesima di Mimì, la stessa ch’ebbe il poeta francese ‘maledetto’, Arthur Rimbaud (1854-1891), vissuto soli trentasette anni – rimasta sola dopo che il marito, un bel giorno, non era più rincasato poiché trasferitosi a Milano per rifarsi un’altra vita. Quindi, dalla figura paterna sbagliata, scappata via senza dire nulla – confermata dal Sole in Casa Nona imprimente il ‘marchio’ della lontananza – Mia ha ricevuto quella immagine dell’uomo inaffidabile e incapace di proteggere il vessillo della famiglia.

Uno dei suoi primi brani interpretati, Padre davvero del 1971, dall’enfasi piuttosto ‘viscerale’, descrisse proprio il non-facile legame con la propria figura paterna, andando incontro all’inevitabile censura dell’epoca. È stata una cantante che si preoccupava più di piacersi che di piacere agli altri, spinta dal suo ordinamento interiore che la faceva costantemente essere prudente, metodica, attenta ai dettagli pur d’accontentarsi di un’esistenza monotona ma sicura. E, invece, quelle certezze, affettiva ed economica, non ci sono mai state nella vita di Mia Martini e lo attesta il pianeta Urano, posizionato secondo la sua data di nascita nel Segno dei Gemelli in Casa Settima (dei rapporti con gli altri, del matrimonio, del bisogno del prossimo) in perfetta quadratura con Venere e con il Sole. Così risultò essere insofferente ai vincoli di qualsiasi genere, anche per il fatto che improvvisamente potevano succedere colpi di scena capaci di mandare tutto all’aria e questo spiega la fine dei rapporti con le diverse case discografiche con cui lavorò, da cui le forti penali che dovette pagare per la mancata osservazione dei relativi contratti.

La quadratura Sole-Urano ha contribuito a farla apparire originale, camaleontica per certi aspetti nel presentarsi al pubblico tra un periodo e l’altro in cui incideva i nuovi dischi e quando le sono accaduti malanni anche seri, come quello agli inizi degli anni ’80 rimasta muta per un anno a causa delle corde vocali compromesse, così lei ritornava in auge in versione differente dalla precedente. C’è stata una Mia Martini prima maniera, durante il decennio Settanta, e una seconda Mia Martini, dopo essere stata operata negli anni Ottanta, più ridimensionata nell’aspetto di donna particolarmente ricercata e sobria, sofisticata e androgina al contempo.

Trascorse un periodo non del tutto felice col cantautore ligure, Ivano Fossati, fino a quando non venne messa all’angolo dal mondo dello spettacolo per via d’un pregiudizio nei suoi confronti, che si trasformò in spietata e insensata superstizione inflittale come una condanna. Questa infausta situazione è riconducibile alla quadratura di Giove, nel Segno dello Scorpione in Casa Dodicesima (delle prove, dell’anormalità, del sentirsi esclusi) con Saturno in Leone in Casa Ottava (il rischio, il nascondimento, la paura dell’abbandono): da un giorno all’altro si verificò la perdita di prestigio e delle amicizie con la problematica possibilità di risalita, ovvero le costò moltissimo riprendersi successivamente o forse non si riprese mai più come prima. Anche la quadratura Giove-Plutone è stata negativamente fatale per lei, in quanto il brillio, lo sfarzo e l’abbondanza di Giove andarono a urtarsi con le forze nascoste e micidiali di Plutone, per cui il successo ottenuto in un primo momento scivolò irrimediabilmente nel misterioso baratro-sabbie mobili degli anni successivi.

Con la Luna in Sagittario, ma soprattutto con Mercurio in Casa Decima (del distacco dalla famiglia, dell’indipendenza, della voglia di arrivare al successo) le piaceva spesso viaggiare per sentirsi libera e godere di sorprendenti inconsueti spazi; sperimentò la vita avventurosa degli hippy, prima dei trent’anni, raggiungendo luoghi come Katmandu e l’Oriente.

Dicevamo di Giove in Scorpione che determina «[…] Una persona eccezionalmente percettiva, infatti, anche se presto o tardi impara a tacere i suoi giudizi, ne lascia pur sempre trasparire qualcosa, se non altro telepaticamente, creando intorno a sé un campo magnetico di diffidenza o addirittura di repulsione». (Dal 3° vol. Lezioni di Astrologia – La Natura dei Segni di Lisa Morpurgo, I Manuali Longanesi & C. di Milano, Anno 1989, pag.245).

Il suo straordinario talento artistico musicale è venuto fuori non solo dalla congiunzione Sole-Venere e dalla congiunzione Mercurio-Nettuno, ma soprattutto dallo stellium nel Segno d’Aria della Bilancia in Casa Decima contrassegnante il raggiungimento della celebrità – Segno governato da Afrodite/Venere quale Signora della Bellezza per antonomasia in tutte le declinazioni – con la presenza di ben tre pianeti importanti, Venere Mercurio e Nettuno, anche se, poi, le summenzionate quadrature hanno pesato sfavorevolmente sull’altro piatto del bilanciere esistenziale della grande Mia Martini, che di fatto ricordiamo a trent’anni dalla sua incomprensibile e inaspettata morte sopraggiunta nel maggio 1995.

ISABELLA MICHELA AFFINITO


Il presente testo viene pubblicato su questo blog dietro autorizzazione da parte dell’Autrice. La riproduzione, in formato integrale o di stralci, non è consentita senza il permesso da parte dell’Autrice.

Voci di Libri: Donatella Bisutti a Clivo Rutario con AgorArt l’11 giugno a Roma

Mercoledì 11 giugno alle ore 18.30 a Clivo Rutario 53 a Monteverde per la rassegna Voci di Libri il centro culturale AgorArt con Montedarte e Libri&Spritz ospita Donatella Bisutti con il poema in cinquantadue atti “Erano le ombre degli eroi” edito da Passigli. Dialoga con l’autrice la giornalista Michela Zanarella. Letture a cura degli attori Chiara Pavoni, Giuseppe Lorin e Corrado Solari. Saranno presenti i poeti di Punto Poesia, coordinati da Luciana Raggi. Interventi musicali di Saman. Mostra fotografica collettiva L’ALTRO VERDE, esplorazioni creative del paesaggio urbano dimenticato Officine Fotografiche. Ingresso libero.

«Ho guardato alla realtà di oggi attraverso la lente di un Mito spezzato e ricomposto da molti frammenti e al tempo stesso ho guardato al Mito come all’incunabolo della nostra realtà: una spola fra un lontanissimo passato e il presente»: così scrive Donatella Bisutti nel prologo che apre questo suo intensissimo poema in 52 Atti, che trae spunto dai Miti dell’antica Tebe e dalla sua storia per farne metafora dei nostri giorni e delle nostre angosce, dall’Europa della finanza e dei muri al dramma dei migranti, dalle nuove forme di schiavitù ai genocidi e alle stragi, dalle guerre per il petrolio alla violenza contro le donne e i bambini, dall’inquinamento alla progressiva desertificazione…

Donatella Bisutti (Milano, 1948) è una delle voci più rappresentative nel panorama della poesia italiana contemporanea, non solo per la sua attività di scrittrice, ma anche per quella di divulgatrice della poesia e di operatrice culturale, giornalista, fondatrice di riviste interdisciplinari, traduttrice e organizzatrice di eventi. Come poetessa ha pubblicato una decina di raccolte tra cui ricordiamo “Inganno ottico” (presentazione di Maurizio Cucchi, Guanda-Società di Poesia, 1985 – premio Montale per l’Inedito), “Colui che viene” (prefazione di Mario Luzi, Interlinea, 2005 – premio Camposampiero e premio Davide Maria Turoldo), “Rosa alchemica” (Crocetti, 2011 – premio Camaiore, premio Lerici Pea, premio Laudomia Bonanni), “Un amore con due braccia” (prefazione di Maria Luisa Spaziani, Lietocolle, 2013 – premio Alda Merini) e il recente “Sciamano. Poesie 1985-2020” (Delta3, 2021). La sua poesia, in volume, riviste e antologie, è tradotta in varie lingue. Ha partecipato a numerosi festival internazionali ed è stata ospite di importanti residenze di scrittura, in particolare della Bogliasco Foundation americana. Nel 2021 è stata invitata a Bruxelles dall’Istituto Italiano di Cultura per la Settimana della Lingua Italiana. Ha avuto numerosi riconoscimenti alla carriera tra cui quello della Fondazione Roma – Ritratti di poesia.
Tra le altre sue pubblicazioni, il romanzo “Voglio avere gli occhi azzurri” (prefazione di Giampaolo Rugarli, Bompiani, 1997) e numerosi e fortunatissimi testi per bambini sulla poesia e il linguaggio usati anche nelle scuole: “L’albero delle parole, Le parole magiche, La poesia è un orecchio” e il recentissimo “Parole per la testa!” (tutti Feltrinelli Kids; mentre le filastrocche Storie che finiscono male sono state pubblicate da Einaudi Ragazzi). Del 2022 è la raccolta di aforismi “Ogni spina ha la sua rosa” (Pendragon). Come divulgatrice di un nuovo metodo di approccio alla poesia, ricordiamo soprattutto il suo saggio “La poesia salva la vita” (Mondadori, 1992 e 1998, poi Feltrinelli 2016).
Ha curato l’edizione postuma di una delle più grandi poetesse italiane del Novecento, Fernanda Romagnoli (“Il tredicesimo invitato e altre poesie”, Scheiwiller, 2003). Di grande rilievo anche la sua attività di traduttrice (Edmond Jabès, Bernard Noël).

“Sara libera” di Serena Maffia il 3 maggio a Roma

Seven Cults presenta “SARA LIBERA” di Serena Maffia con Lucia Ceracchi e Stefano Refolo sabato 3 maggio 2025 al Teatro Tor bella monaca di Roma.

Sara sarà libera? Da cosa? Una commedia che finisce in tragedia o una tragedia che finisce e basta? Chissà quante volte un uomo vi ha umiliate, vi ha derise, ha dettato leggi, vi ha fatto male. Siate libere: dovete volervi bene! Rispettatevi e pensate prima di tutto a voi stesse, perché ciò che conta è la vostra felicità. Cambiamo il mondo, cambiando prima di tutto noi stesse. È un testo della stessa Maffia, autrice dello spettacolo evento per il quale è possibile acquistare il biglietto cliccando qui.

Francesca Innocenzi con “Formulario della presenza” a Palermo il 17 aprile

Giovedì 17 aprile alle 17.30, presso la libreria Nuova Ipsa di Palermo (via dei Leoni 71) si terrà la presentazione della silloge poetica della poetessa, scrittrice e saggista marchigiana Francesca Innocenzi dal titolo Formulario per la presenza (Progetto Cultura, Roma, 2022). L’opera, pubblicata nella collana “Le Gemme”diretta da Cinzia Marulli, approda per la prima volta in Sicilia, dopo diversi eventi letterari in Italia e anche all’estero: la versione italo-spagnola della raccolta, Formulario para la presencia (Ediciones Letra Dorada, Colombia, 2024), con traduzione di Emilio Coco, è stata presentata a Madrid lo scorso 21 febbraio.

A dialogare con l’autrice in questa occasione, le poetesse palermitane Ornella Mallo e Patrizia Sardisco. Modererà l’incontro Isidoro Farina.

Formulario per la presenza comprende poesie già incluse nelle sillogi scritte e pubblicate dall’autrice fino al 2019: Giocosamente il nulla, Cerimonia del commiato, Non chiedere parola. L’idea di questo volumetto nasce dall’esigenza di riunire quelle liriche che si potessero considerare portatrici di un senso oltre le contingenze che ne avevano determinato la genesi. Il titolo, Formulario per la presenza, potrà forse disorientare, data la mancanza di un nesso evidente con i testi, che recano anzi, a più riprese, tracce di assenze, lacune e sparizioni. Queste cadute nei baratri dell’assenza si sono rivelate tappe obbligate di un percorso, esistenziale e poetico, che ha a poco a poco avvicinato alla sostanza delle cose – anche attraverso l’essenzialità della forma – nell’esercizio al qui e ora, nel cogliere l’unicità di istanti in sé perfetti, nel perseguire un barlume di integrità nella frammentazione interna che sempre ci abita. Questa piccola raccolta è un formulario per la presenza, perché ogni verso è una pietra miliare in più verso l’esserci, nel mondo e per il mondo. Vuole essere un esercizio per travalicare la narrazione di un io intrappolato nel dolore, attraversare la parola per approdare nel luogo dove superarla, annientarla: «qui/ non chiedere parola/ ma rimani/ in qualunque tempo e forma tu sia».

Trattandosi di una scelta antologica operata direttamente dall’autrice, qualcuno potrà considerarla un’iniziativa dai toni autocelebrativi. In realtà l’intento è la messa in atto di una scrematura, di un punto nave da cui emergano scorie e persistenze di un modo di fare poesia che inevitabilmente si intreccia con le fluttuazioni esistenziali, da un lato, e con i nutrimenti che il mondo offre, dall’altro. Alcuni testi sono stati sottoposti a lievi modifiche, quasi sempre nella costruzione del verso, che merita grande attenzione poiché il rapporto tra la parola scritta e il bianco del foglio che la segue o la precede rinvia alla relazione tra il suono e il silenzio. «De la musique avant toute chose» ebbe a dire Verlaine. In definitiva, Formulario per la presenza può essere letta come la vera opera prima dell’autrice.

L’autrice

Francesca Innocenzi è nata a Jesi (Ancona). Laureata in lettere classiche, è dottoressa di ricerca in poesia e cultura greca e latina di età tardoantica. Ha pubblicato la raccolta di prose liriche Il viaggio dello scorpione (2005); la raccolta di racconti Un applauso per l’attore (Manni 2007); le sillogi poetiche Giocosamente il nulla (Edizioni Progetto Cultura 2007), Cerimonia del commiato (Edizioni Progetto Cultura 2012), Non chiedere parola (Edizioni Progetto Cultura 2019), Canto del vuoto cavo (Transeuropa 2021); la plaquette Formulario per la presenza (Edizioni Progetto Cultura, Quaderni di poesia Le gemme, 2022); i saggi Il daimon in Giamblico e la demonologia greco-romana (Eum 2011) e Voci dal tempo indicibile. Ventuno saggi brevi sulla poesia (Rossini 2023); i romanzi brevi Sole di stagione (Prospettiva 2018) e Diario di una stalker mancata (Edizioni Progetto Cultura 2022). Nel 2023 è uscita in Romania la plaquette bilingue Halou de toamnǎ/ Alone d’autunno per Edizioni Cosmopoli di Bacǎu; nel 2024 la silloge Formulario para la presencia (Ediciones Letra Dorada, Colombia), tradotta in spagnolo da Emilio Coco. Per Edizioni Progetto Cultura ha diretto una collana di poeti esordienti, «La scatola delle parole», tra il 2007 e il 2012, e curato alcune pubblicazioni antologiche, tra cui Versi dal silenzio. La poesia dei Rom (2007); L’identità sommersa. Antologia di poeti Rom (2010); Il rifugio dell’aria. Poeti delle Marche (2010); la raccolta di saggi brevi sull’antichità classica L’antro di Proteo (2025). È redattrice del trimestrale di poesia «Il Mangiaparole», della rivista online «Poesia del nostro tempo» e collabora con vari blog letterari con recensioni e articoli sulla poesia greco-romana e contemporanea. Ha ideato e diretto il Premio di poesia Paesaggio interiore ed è direttrice artistica dell’omonimo Festival.

“Ricordo di Francesco Scarabicchi”, sabato 5 aprile a Civitanova Marche. Con Raffaeli e Piersanti

Sabato 5 aprile, dalle ore 18,00 presso la Sala Cecchetti della Biblioteca comunale “S. Zavatti” di Civitanova Marche, la Scuola di cultura e scrittura poetica “S. Aleramo” (patrocinata dal Comune di Civitanova e in collaborazione con la Biblioteca Zavatti) vi invita all’incontro “Francesco Scarabicchi nel quadro della poesia contemporanea” con relatore Massimo Raffaeli. L’introduzione sarà curata da Umberto Piersanti.

*

Francesco Scarabicchi è nato nel 1951 ad Ancona, dove è scomparso il 22 aprile 2021. Tra i molti lavori in poesia, si ricordano: La porta murata (con introduzione di Franco Scataglini, Residenza 1982); Il viale d’inverno (l’Obliquo 1989); Il prato bianco (l’Obliquo 1997; Einaudi 2017); Il cancello 1980 – 1999 (peQuod 2001); L’esperienza della neve (Donzelli 2003); Il segreto (l’Obliquo 2007); Frammenti dei dodici mesi (con quattordici immagini di Giorgio Cutini, l’Obliquo 2010); L’ora felice (Donzelli 2010); Nevicata (con venticinque acqueforti di Nicola Montanari (Liberilibri 2013); con ogni mio saper e diligentia – Stanze per Lorenzo Lotto (Liberilibri 2013); Non domandarmi nulla (traduzioni da Machado e Garcia Lorca – Marcos y Marcos 2015). Postumo è uscito, per Einaudi, La figlia che non piange.

*

Massimo Raffaeli scrive su “Il manifesto”, “La Stampa” e i relativi supplementi letterari, “Alias” e “Tuttolibri”. Collabora a numerose riviste (“Nuovi Argomenti”, “Il Caffè illustrato”) e ai programmi di RadioTre Rai. Ha curato opere di autori italiani contemporanei e ha tradotto a lungo dal francese. Tra i suoi scritti: Novecento italiano (Luca Sossella editore, 2001), Don Chisciotte e le macchine. Scritti su Paolo Volponi (peQuod, 2007), L’amore primordiale. Scritti sui poeti (Gaffi 2016) e Marca francese (Vydia 2019). Il nostro Pasolini. Saggi e note 2006-2023 (Rogas 2024).

L’evento è a ingresso libero e aperto a chiunque e sarà anche in diretta sulla pagina facebook “Scuola di cultura e scrittura poetica”.

Un sito WordPress.com.

Su ↑