Lorenzo Spurio sulla raccolta poetica “Articolo 1. Una Repubblica AFfondata sul lavoro”

Articolo 1 – Una Repubblica AFfondata sul lavoro: un’amara indagine poetica della situazione occupazionale in Europa

 

A cura di LORENZO SPURIO

 

COP_500La radice del lessema “lavoro” (una delle parole che per ovvie ragioni ha la più alta incidenza di utilizzo nelle conversazioni e nei rapporti interpersonali da sempre) è di origine latina e ha la sua genesi in labor, termine che ci ricorda la celebre regola programmatica dei benedettini, ora et labora, i cui capisaldi della filosofia morale erano intessuti prevalentemente sull’impegno in una fervida preghiera e contemplazione, affiancata da una regolare applicazione di mansioni differenziate a seconda dei propri ambiti di interesse. C’era in effetti all’interno dell’universo monastico chi si dedicava all’orto e alla vendita dei prodotti, chi invece si occupava dei capi di allevamento, chi ancora si dedicava ai servizi connessi alla biblioteca e così via. Questo per dire che il concetto di lavoro è sempre stato connotato nella sua definizione quale campo esteso dalla strutturazione variegata di compiti e di competenze.

Se si effettua un’analisi di carattere più marcatamente filologico del termine in oggetto e prendiamo in considerazione le lingue “sorelle” dell’italiano, ossia le lingue romanze, si può vedere come nell’evoluzione delle lingue neolatine ci sia stato uno sdoppiamento lessicale a partire dal concetto di lavoro (cosa per nulla anomala in quanto fu un procedimento abbastanza comune e che si ebbe per numerosi altri termini). Il latino, infatti, contemplava due diverse forme per intendere il lavoro, con due accezioni leggermente differenti, ossia labor (con il senso di ‘fatica’) e tripalium (con il senso di ‘tortura’, ossia un lavoro visto e vissuto come forma di soggiogamento). Con l’evoluzione delle lingue neolatine i lessemi esprimenti il concetto di lavoro che si sono imposti e diffusi nelle varie aree geografiche sono stati differenti: in italiano si è deciso di partire dal lessema originario labor per derivare la parola “lavoro”, mentre nell’area franco-iberica si è data discendenza al vocabolo tripalium: travail (francese), trabajo (spagnolo); traball (catalano), traballo (galiziano) e travalho (portoghese).

Questa breve introduzione di carattere meramente epistemologico sulla tradizione di sviluppo della parola “lavoro” è funzionale per introdurre il tema di fondo che ha motivato la nascita di questo sapiente libro, un’antologia poetica organizzata dalla Rome’s Revolutionary Poets Brigade pubblicata da Albeggi Edizioni. Il volume, che porta il titolo di Articolo 1, fa immediatamente riferimento al punto primo della carta costituzionale italiana, che tutti ben dovrebbero conoscere, e che recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Intitolare un libro con Articolo 1 presuppone necessariamente e doverosamente il riferimento diretto al contenuto dell’articolo e non è questo un qualcosa di banale, perché nel libro in oggetto, che è specchio diretto del clima di inquietudini e mancanza di speranze del nostro oggi, non è che una chiara attestazione di più voci della gravosa situazione politico-economica nella quale il nostro paese e l’Europa in generale è affondata da almeno cinque o sei anni. Compongono il libro una serie di poesie che parlano del lavoro, ma che lo fanno in maniera acuminata, fredda, dura e disperata e non potrebbe essere diversamente nel nostro hic et nuc dove tutte le statistiche decretano che il nostro Paese ha un tasso di disoccupazione pari al 12,7% e che quello giovanile arriva addirittura al deprimente 42,7%.

In questo libro si parla di lavoro o forse sarebbe meglio dire della mancanza di lavoro, della sua incertezza e difficoltà, della durezza e illeceità del lavoro (laddove le leggi impediscono una facile acquisizione del lavoro da parte del cittadino è chiaro che la sfiducia, l’insoddisfazione e la voglia di andar avanti motivino e incentivino forme di lavoro non legalizzate, che appartengono al mondo sommerso, che minacciano il lavoro legalmente riconosciuto).

Non c’è solo amarezza tra i versi che compongono questo libro, c’è vera e propria disperazione che motiva in certi punti un odio (che ci auguriamo resti sulla carta e non sia motivo di veicolo di programmi eversivi perché l’utilizzo della violenza va sempre rigettato) contro le istituzioni, contro chi, ricco perché i suoi commerci vanno bene, non riesce più a reprimere quel livore che giorno dopo giorno lo distrugge.

Ed ecco allora spiegato il senso di quel motto che una ragazza porta scritto sulla fronte nella foto in bianco e nero che troviamo nella cover, “Mortacci”, un chiaro atto d’indignazione verso il potere e le sue forme, contro la casta politica che è asettica ai problemi veri della gente, una blasfemia di popolo che giustamente rivendica i propri diritti (quelli per l’appunto dell’articolo 1) e che si dice indisposta a continuare nella logica del soggiogamento imposta dai padroni, “assassini che continuano/ a pisciare sui […] diritti negati/ sulle […] tombe dimenticate” (scrive Marco Cinque in “Morti bianche su orizzonti neri”, 21). Questo libro è un atto d’accusa, è un frullato di notizie di cronaca dove non mancano suicidi per licenziamento, depressione per la precarietà, insoddisfazione per il non vedersi riconosciuto il valore morale e culturale che ognuno di noi costituisce, è una preghiera laica che non solo intende smuovere le coscienze (cosa per altro abbastanza difficile nel mondo egocentrico e capitalistico dell’oggi votato al culto della personalità e del potere), ma denuncia senza mezzi termini, con forza e coraggio, le ingiustizie provate e perpetuate sulla propria pelle in un paese come il nostro dove regnano indiscussi il nepotismo, il collaborazionismo, il ricatto, il favoritismo, l’attaccamento alla poltrona, l’insensibilità, la spietatezza dei cuori e tutto ciò che possiamo circoscrivere all’interno di una logica antidemocratica, mafiosa e del malaffare.

E’ il popolo a farne le spese. A soffrire in silenzio, a riunirsi in piazza, a decretare l’insostenibilità della situazione. Questa contenuta nel libro è proprio la voce del popolo, urlata e che non vuol più essere messa a tacere, di quella gente che si incazza e che ha il coraggio di dirlo e di spiegarne il motivo. E’ una contestazione poetica per lo più pacifica, senz’altro argomentata e costruttiva, che reclama risposte che non siano parole di circostanza ma mettano in moto procedimenti concreti nel breve termine.

Nella poesia “Apocalypse Now” di Alessandra Bava dove allude al complesso industriale ILVA di Taranto, “il mostro [che] soffia aliti di morte” (9), si sottolinea proprio questo: l’esigenza che il cambiamento avvenga in tempi ragionevolmente brevi perché la situazione è oramai divenuta insostenibile. Alessandra Bava scrive “Di lavoro si muore” ed è questo un fatto che i mezzi di comunicazione giornalmente non fanno altro che attestare di continuo con una cruda e spietata veridicità: si muore sul lavoro per la mancanza di sistemi di protezione efficaci e a norma (soprattutto in quel lavoro in nero di cui si diceva dove l’uomo è costretto a rifugiarsi per guadagnare un minimo per garantire la sopravvivenza a se stesso e ai suoi cari a rischio della propria vita), si muore per il lavoro per l’aver maneggiato/respirato per anni sostanze inquinanti che decretano poi la comparsa di tumori e altre malattie inguaribili, si muore per la mancanza di lavoro, per l’angoscia che si nutre l’indomani del licenziamento, del fallimento della propria ditta, dell’incapacità economica di portar avanti un’impresa ammorbata da debiti che ne marciscono la speranza.

Il lavoro, che dovrebbe nobilitare l’uomo, renderlo fiero, dargli una sicurezza economica e morale nel mondo, è invece lì pronto per tormentarlo, fagocitarlo, deriderlo, minacciarlo, svilirlo e incitarlo al delirio, all’autolesionismo, a farla finita. E nei versi in cui Alessandra Bava scrive “l’orrore, l’orrore!” (9) non può non venir in mente le parole che Kurtz in Cuore di tenebra di Joseph Conrad, opera denuncia del colonialismo inglese, pronuncia in punto di morte. Quell’orrore sul quale la critica tanto ha dibattuto non è altro che il male che il personaggio (alter ego della classe dominante inglese di quegli anni) ha procurato sul popolo indigeno in Africa, sfruttandolo e denigrandone la dignità. Sembra che Alessandra Bava con questo cameo letterario voglia in un certo senso sottolineare la gravità e la disperazione del povero uomo disoccupato o di colui che si ammala gravemente per aver lavorato tanti anni a contatto con uno spazio inquinato mentre “lo Stato sta a guardare” (10). Una denuncia della politica nazionale e locale che, letta alla luce della citazione di Conrad in cui si condanna in extremis i mali dell’imperialismo, si inserisce nella critica al sistema economico di tipo capitalista votato alla sovrapproduzione al costo della salvaguardia della salute e della qualità della vita dell’uomo.

In “Dust Bowls” Alessandra Bava mitiga leggermente la speranza parlando di un tema attualissimo quale è l’emigrazione nei paesi dell’Ovest (gli USA ma soprattutto l’Australia e la Nuova Zelanda in testa metaforizzate quali “Californie lontane”, 12) dove sembra che le opportunità di lavoro siano senz’altro maggiori rispetto alla Vecchia Europa: “Si viaggia verso/ Ovest alla ricerca del lavoro/ come cercatori d’oro,/ in mano setacci/ di speranza” (11). La speranza oramai è qualcosa di utopico che si setaccia finemente e pazientemente alla ricerca fortuita, proprio come quella dell’oro in fiumi torbidi tanto improbabili quanto impossibili.

Ed è così che l’esistenza dell’uomo in questo presente di crisi, privazioni e disagi non è che un momento nel quale si preferirebbe chiudere gli occhi, serrarli e non riaprirli più dato che il mondo non offre altro che “[una] merda di futuro atipico” (Marco Cinque da “Morti bianche su orizzonti neri”, 21), concetto reso in maniera più ricercata da Marco Lupo nella poesia “Liquirizie” quando annota “facevo domande al futuro/ ma non trovavo posto nel sonno” (49). C’è da chiedersi allora perché ci sia tanta ingiustizia nel mondo e perché le leggi che i nostri padri costituenti e i legislatori continuano ad apportare per legittimare la società finiscano poi per essere inattuabili e tanto distanti dai reali bisogni della società e perché, sia nel lavoro che in ogni altro sistema di approvvigionamento (del cibo, del sapere, delle informazioni, delle possibilità, della garanzia delle libertà) ci siano squilibri schifosi e ingiustificabili che possiamo evocare con dei versi lapalissiani di Angelo Zabaglio & Andrea Coffami che nella lirica “Branzino” osservano: “tra sarte licenziate e attori direttori di fotografia strapagati mentre i produttori leccano i culi, ma sono i buchi dei culi sbagliati” (67).

Nessuna irriverenza, ma tanto odio dentro, che la poesia da arte suprema è in grado di tramandare con acmi d’intensità ineguagliabili per denunciare l’insolubile sopportazione.

 

Lorenzo Spurio

 Jesi, 01.05.2014

 

Titolo: Articolo 1
Sottotitolo: Una Repubblica AFfondata sul lavoro
Autore: AA.VV.
Curatori: Alessandra Bava e Marco Cinque
Prefazione: Agneta Falk
Editore: Albeggi Edizioni, 2014
ISBN: 9788898795031
Pagine: 74
Costo: 10 €

Il bando del 1° Premio di Letteratura “Ponte Vecchio”, che destinerà i suoi proventi alla Fondazione Meyer (FI)

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Bando di partecipazione

 

  1. L’Associazione Culturale Poetikanten in unione con la rivista di letteratura “Euterpe” e Deliri Progressivi organizza il 1° Concorso Nazionale di Letteratura “Ponte Vecchio”.

 

2. Il concorso è articolato in due sezioni a tema libero (poesia e racconto) e una a tema imposto (articolo/saggio):

a)     Poesia in lingua italiano o in dialetto (accompagnata da relativo testo tradotto in italiano)

b)     Racconto breve in italiano o in dialetto (accompagnato da relativo testo tradotto in italiano)

c)     Articolo / Saggio breve in italiano su un autore/opera contemporaneo/a della letteratura italiana o straniera (Si considera contemporaneo in questo senso a partire dai primi del ‘900 ad oggi).

 

  1. I testi presentati al concorso potranno essere inediti o editi, ma non dovranno aver ottenuto un riconoscimento in un precedente concorso letterario.

 

  1. Per la sezione poesia, si potrà partecipare con un massimo di 3 poesie, rigorosamente non superiori ai 30 versi ciascuna.

Per la sezione narrativa si potrà partecipare con 1 solo racconto che rientri nella lunghezza massima di 4 cartelle (1800 battute spazi inclusi).

Per la sezione articolo/saggio breve si potrà partecipare con 1 solo testo che rientri nella lunghezza massima di 4 cartelle (1800 battute spazi inclusi).

 

  1. Quale tassa di partecipazione è richiesto il pagamento di una tassa di 10€. E’ possibile partecipare a più sezioni corrispondendo per ciascuna sezione la relativa quota di partecipazione.

 

  1.  Per la corretta partecipazione, è richiesto di inviare entro e non oltre il 30 novembre 2014solo in forma digitale (in formato Word o Pdf) all’indirizzo internet premiopontevecchio@gmail.com i propri testi corredati della scheda di partecipazione compilata in ogni sua parte e la ricevuta del pagamento effettuato.

 

  1. Il pagamento potrà avvenire con una delle seguenti modalità:

Bollettino postale:  CC  n° 001014268401 

INTESTAZIONE: Iuri Lombardi – CAUSALE: 1° Premio di Letteratura “Ponte Vecchio”

Bonifico bancario:  IBAN: IT33A0760102800001014268401 

INTESTAZIONE: Iuri Lombardi – CAUSALE: 1° Premio di Letteratura “Ponte Vecchio”

La ricevuta del pagamento dovrà essere inviata insieme ai propri testi e al modulo di partecipazione.

 

  1. Non verranno accettate opere che presentino elementi razzisti, denigratori, pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione di ciascun tipo.

 

  1. La Commissione di giuria è composta da poeti, scrittori, critici ed esponenti del panorama culturale e letterario:

Sez. Poesia: Sandra Carresi, Annamaria Pecoraro, Grazia Finocchiaro, Cristina Biolcati, Michela Zanarella.

Sez. Racconto: Luisa Bolleri, Susanna Polimanti, Iuri Lombardi, Martino Ciano, Giuseppe Bonaccorso.

Sez. Articolo/Saggio: Jacopo Chiostri, Rita Barbieri, Francesco Martillotto, Fabio Fratini.

 

10. Verranno premiati i primi tre poeti vincitori per ciascuna sezione. Il Premio consisterà in:

Primo premio: targa o coppa, diploma con motivazione della giuria e 100€.

Secondo premio: targa o coppa, diploma con motivazione della giuria e libri.

Terzo premio: targa o coppa, diploma con motivazione della giuria.

La Giuria si riserva di non assegnare i tre premi consecutivi per le sezioni che non avranno avuto una soddisfacente partecipazione quantitativa.

La Giuria inoltre procederà a nominare dei selezionati e dei menzionati speciali per la buona qualità delle loro opere ed ulteriori premi potranno essere attribuiti a discrezione del giudizio della Giuria.

 11. I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione per ritirare il premio. In caso di impossibilità, la targa/coppa e il diploma potranno essere spediti a casa dietro pagamento delle spese di spedizione, mentre i premi in denaro non verranno consegnati e saranno incamerati dagli enti organizzatori per future edizioni del Premio.

 12.Tutti i testi dei vincitori, dei selezionati e dei menzionati a vario titolo saranno pubblicati nel volume antologico che sarà presentato nel corso della premiazione.

 13. La cerimonia di premiazione si terrà a Firenze in un fine settimana di Marzo 2015. A tutti i partecipanti verranno fornite con ampio preavviso tutte le indicazioni circa la premiazione.

 14. Parte dei proventi derivanti dalla vendita dell’antologia del premio saranno destinati a finanziare la ricerca scientifica e verranno donati alla Fondazione dell’Ospedale Meyer di Firenze.

 15. La partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutti gli articoli che compongono il bando. Il partecipante acconsente all’autorizzazione al trattamento dei dati personali; si garantisce che questi saranno utilizzati esclusivamente ai fini del concorso e nell’ambito delle iniziative promosse dalla Ass. Poetikanten per la legge 675 del 31/12/96 e D.L. 196/03

Marzia Carocci – Presidente del Premio

Lorenzo Spurio – Presidente di Giuria

                                                                             

1° PREMIO DI LETTERATURA “PONTE VECCHIO”  

Scheda di Partecipazione 

 

La presente scheda compilata è requisito fondamentale per la partecipazione al concorso. Alla scheda va, inoltre, allegata l’attestazione del pagamento della relativa tassa di lettura e il tutto va inviato a premiopontevecchio@gmail.com  entro e non oltre il 30-11-2014.

Nome/Cognome ______________________________________________________

Nato/a ________________________________ il _______________________ 

Residente in via ___________________________Città____________________ 

Cap __________________ Provincia _________________Stato_____________ 

Tel. __________________________Cell._______________________________

E-mail ________________________Sito internet: _______________________

 

Partecipo alla sezione: 
□ A –Poesia

□ B – Racconto breve

□ C – Articolo / Saggio breve

con il/i testo/i dal titolo/i__________________________________________________ 
________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

 

Firma____________________________ Data __________________________

□ Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) e solo relativamente allo scopo del Concorso in oggetto. 

□ Dichiaro che il/i testi che presento è/sono frutto del mio ingegno e che ne detengo i diritti a ogni titolo. 

Firma____________________________ Data __________________________

Mariuccia Gattu Soddu, poetessa orunense con un testo-atto d’amore per la sua terra

COMUNICATO STAMPA

 

Mariuccia Gattu Soddu_coverTraccePerLaMeta Edizioni è felice di annoverare tra i suoi autori la poetessa sarda Mariuccia Gattu Soddu, nativa di Orune, città alla quale dedica l’intera opera dal titolo Ricordi di Sardegna: Orune nel cuore e nella storia. La donna traccia con attenzione e vividezza l’anima di Orune che nel tempo ha visto immancabili cambiamenti, tanto che il libro che si compone di una prima interessante parte saggistica, è anche un valido manuale di carattere antropologico per poter conoscere un territorio che vive nel cuore della donna generosamente donato con questa opera dal grande valore contenutistico e sociale.

Ad aprire un lavoro che è già ricco ed esaustivo di suo, è una nota critica del giornalista sardo Luciano Piras nella quale si legge: “Intere parti sono pensate e scritte tutte in orunese doc, patrimonio di una cultura, di una mentalità, di un mondo, agropastorale e arcaico, ricco di storia e tradizioni. È la cultura di un popolo di contadini, pastori, poeti, tenores ed emigranti. Orune era e resta il paese del vento, del vento che fischia, del vento che suona, del vento che carezza, vento che schiaffeggia. [Mariuccia Gattu Soddu] ha iniziato a “giocare” con la letteratura in lingua sarda “soltanto” nel 1993, così almeno dichiara lei stessa, anche se è chiaro che ha sempre avuto il vento in faccia, il vento della poesia, il vento del paese dei poeti”.

 

L’autrice:

Mariuccia Gattu Soddu (nome anagrafico Gattu Maria), insegnante in pensione, è nata a Orune nel 1936 e risiede a Nuoro. Dal 1993 si dedica alla letteratura in lingua sarda.

Ha partecipato ad alcuni concorsi letterari ottenendo premi per la prosa (Premio Montanaru a Desulo per tre edizioni consecutive: 1° premio; 2° premio; 1° premio) e segnalazioni per la

poesia (Premio Remundu Piras a Villanova Monteleone; Premio per l’Ambiente a Sarule; Premio Logudoro a Ozieri).

 

 

SCHEDA DEL LIBRO:

Titolo: Ricordi di Sardegna: Orune nel cuore e nella storia
Autrice: Mariuccia Gattu Soddu
Editore: TraccePerLaMeta Edizioni, 2014
Pagine: 112
Isbn: 978-88-98643-07-3
Costo: 10€
Link alla vendita
 

  

Info:

www.tracceperlameta.org –  info@tracceperlameta.org 

L’ombrellone giallo: la nuova silloge poetica della siciliana Giuseppina Vinci

COMUNICATO STAMPA

Giuseppina Vinci_coverLa lentinese Giuseppina Vinci, docente presso il Liceo Classico “Gorgia” della sua città, dopo la fortunata pubblicazione di saggi brevi su autori moderni e contemporanei dal titolo Riflessi letterari (TraccePerLaMeta Edizioni, 2013) ritorna con una nuova pubblicazione. Il nuovo libro, dal titolo evocativo e ben rappresentato dall’immagine di copertina, è L’ombrellone giallo che ci rimanda, quasi, a una poetica dell’essenziale o delle cose perdute.

Nella silloge trovano posto anche alcuni racconti di media lunghezza che testimoniano ancora una volta, com’era stato per il suo Chiara è la sera (Angelo Parisi Editore, 2012) la versatilità della scrittrice nei due generi letterari e l’indiscussa padronanza dei rispettivi stili.

L’ombrellone giallo si apre con una nota critica introduttiva firmata da Lorenzo Spurio nella quale il critico osserva: “[L]a poetica della Vinci ha come desiderio manifesto quello della lode, dell’encomio al Creato e al suo Creatore che nasce dalla riconoscenza e dall’accettazione del Peccato che, in quanto uomini, siamo costretti a portare. Per questo alcune liriche diventano addirittura delle preghiere, dei testi che, musicati, potrebbero trovare la loro locazione tra la predica e l’eucaristia in una celebrazione religiosa: Tutto tende a Te,/ tutto parla di Te,/ tutto è in TE!”.

Il libro, edito da TraccePErLaMeta Edizioni, è disponibile alla vendita sul rispettivo negozio online della casa editrice (www.tracceperlameta.org) e su tutte le vetrine online specializzate nella vendita di libri.

 

 

L’autrice

Giuseppina Vinci è nata a Lentini (SR). Docente nella scuola pubblica, tutt’ora è in servizio presso il liceo classico “Gorgia” della sua città.

Ha pubblicato due libri di poesie e racconti: Battito d’ali (Aletti Editore, 2010) e Chiara è la sera (Angelo Parisi Editore, 2012) e un libro di saggistica breve, Riflessi letterari (TraccePerLaMeta Edizioni, 2013). Ha pubblicato altresì in Cento voci verso il cielo, Antologia poetica e in Antologia di poesie “Il Forte”.

 

 

SCHEDA DEL LIBRO

Titolo: L’ombrellone giallo

Autrice: Giuseppina Vinci

Editore: TraccePerLaMeta Edizioni, 2013

ISBN: 978-88-98643-05-9

Pagine: 74

Costo: 9€

Link diretto all’acquisto

 

  

Info:

www.tracceperlameta.org

info@tracceperlameta.org

Sandra Carresi: “I cristalli dell’alba” – La poetessa fiorentina esce con l’ultima “fatica” poetica

Sandra Carresi_CoverE’ uscita da pochi giorni la nuova “fatica” letteraria della poetessa fiorentina Sandra Carresi. La nuova silloge poetica, che porta il titolo evocativo “I cristalli dell’alba” è stata pubblicata da TraccePerLaMeta Edizione, l’attività editoriale dell’omonima casa editrice dove la Carresi figura tra i soci fondatori.  Il nuovo libro si apre con una nota critica firmata dallo scrittore, critico letterario e ordinario di letteratura italiana Nazario Pardini che ne rintraccia la suggestività del verso e si chiude con un apparato critico finale ad opera di Lorenzo Spurio dove si sottolinea, invece, l’impronta sociale di varie liriche dove il lettore conoscerà una poetessa forte nei suoi insegnamenti morali che non manca di osservare con disgusto le iniquità sociali del nostro oggi.

Nazario Pardini nella prefazione scrive: Una silloge, questa nuova di Sandra Carresi, vivace, intensa, di proteiforme valenza, dove ogni emozione trova corpo in versi duttili e generosi, ora brevi, secchi, ora ampi, aperti; disposti e disponibili a seguire l’ondulazione delle intime vicende. Insomma una silloge che racconta la vita, in tutte le sue forme, le più dolci e le più crude: sottrazioni, scottature, illusioni, speranze, delusioni, rammarichi, quietudini; realtà quotidiane, minuziose, occasionali; slanci onirici; un realismo lirico, comunque, di grande impatto umano, dove è facile ritrovarci, dove ognuno di noi, leggendosi, ascolta un brandello della sua storia. E mi piace iniziare la mia esegesi da questi versi incipitarî che fanno da prodromico avvio ad una voce spontanea, libera, pulita, e architettonicamente movimentata; una voce che sa raggiungere apici di non comune fattura ispirativa.

Scheda del libro:

Titolo: I cristalli dell’alba
Autrice: Sandra Carresi
Prefazione: Nazario Pardini
Postfazione: Lorenzo Spurio
TraccePerLaMeta Edizioni, 2014
Pagine: 100
ISBN: 978-88-98643-16-5
Costo: 10€
Link all’acquisto
 

 

Info:

www.tracceperlameta.org

info@tracceperlameta.org   

Sabato 5 Aprile a Firenze la premiazione del 2° Concorso Lett. “Segreti di Pulcinella”

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 Qui si può consultare il verbale della Giuria e i nominativi dei vincitori e dei segnalati:  https://blogletteratura.com/2014/01/21/verbale-di-giuria-del-ii-concorso-letterario-segreti-di-pulcinella/

 

 

XVII Edizione “Premio Nazionale di Poesia Mimesis”

Indetto da Associazione Culturale Teatrale

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in collaborazione con

 Provincia di Latina

Comune di Itri – Ass. alla Cultura

Casa Editrice “ Rupe Mutevole”

 

 

Il concorso si articola in due sezioni:

 

A) Poesia inedita ( che non abbia mai avuto pubblicazione con codice ISBN)

B) Poesia edita

 

Si può partecipare con un massimo di tre liriche per ciascuna sezione, a tema libero.

 La giuria del Premio Mimesis composta da: Valentino Zeichen (Presidente), Nunzio Buono,  Sheiba Cantarano, Alessandro D’Agostini, Nazario Pardini, Abner Rossi, Lorenzo Spurio, Maria Grazia Vai, Vittorio Verducci

Selezionerà:

a) per la sezione A – poesia inedita, dodici finalisti tra i quali i tre vincitori

b) per la sezione B  – poesia edita, tre vincitori.

 Eventuali segnalazioni di merito sono a discrezione della giuria il cui giudizio è insindacabile.

 

Tutte le  liriche selezionate saranno pubblicate in un’antologia con codice ISBN edita dalla Casa Editrice “Rupe Mutevole” senza oneri per i poeti.

Sarà cura dell’Associazione avvisare per tempo i poeti finalisti e vincitori tramite mail e telefono.

I concorrenti autorizzano L’Associazione Mimesis, senza nulla a pretendere, a pubblicare le liriche sia nell’antologia del Premio che nel sito internet, pur mantenendone tutti i diritti.

La scadenza del bando è il 27 maggio 2014.

La serata di premiazione si terrà venerdì 22 agosto alle ore 21,00 nel Castello medievale del Comune di Itri (LT). Le liriche finaliste e vincitrici saranno recitate con il commento musicale di musicisti di grande rilievo, nel corso di uno spettacolo con la direzione artistica di Patrizia Stefanelli e con la partecipazione degli OAK & ALLCOCK.

Tutti i poeti presenti, saranno presentati al pubblico in una breve intervista.

 

 

Premi

sezione A

1° classificato: Contratto editoriale offerto dalla Casa Editrice “Rupe Mutevole” che prevede la pubblicazione di una silloge di max 60 poesie in 300 copie  a titolo totalmente gratuito. Targa, 10 copie dell’antologia e pergamena con motivazione

 

2° classificato: 200 euro, targa, 10 copie dell’antologia e pergamena con motivazione

 

3° classificato: Targa, 10 copie dell’antologia e pergamena con motivazione

 

sezione B

1° classificato: 500 € offerti dal Comune di Itri, targa, 10 copie dell’antologia e  pergamena con motivazione

 

2° classificato: 200 euro, 10 copie dell’antologia e  pergamena con motivazione

 

3° classificato: Targa, 10 copie dell’antologia e pergamena con motivazione

 

Una giuria di giornalisti ed editori assegnerà in estemporanea, durante la serata di premiazione, tra tutte le poesie in antologia, un ulteriore riconoscimento: Il “Premio speciale stampa”Trofeo I. P. LA C. insieme per la cultura  alla poesia di maggior impatto comunicativo.

 

Per i premi in danaro non sono previste deleghe.

Tutti i finalisti presenti riceveranno 5 copie dell’antologia e pergamena di merito

Le liriche dovranno essere inviate in formato word.doc  con carattere Times New Roman carattere 12, con l’indicazione della sezione alla quale partecipano, al seguente indirizzo e-mail: info@associazionemimesis.com.

Contestualmente all’invio delle liriche, in allegato a parte, ciascun autore dovrà specificare: il titolo delle opere inviate, il proprio nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, indirizzo e-mail, breve curriculum, dichiarazione della paternità dell’opera e l’attestazione dell’avvenuto pagamento della quota di partecipazione. L’autore dovrà autorizzare il trattamento dei dati personali secondo il Decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196.

Saranno avvisati tempestivamente, soltanto i 12 finalisti e i tre vincitori delle due sezioni. Altre notizie e classifiche saranno reperibili nel sito dell’associazione Mimesis.

 

In via eccezionale, per coloro che non potessero inviare on line, le liriche potranno essere spedite, in unica copia con dati per la segreteria in calce e breve biografia  all’indirizzo: Patrizia Stefanelli Contrada Campanaro 33- 04020 Itri (LT) . In tal caso farà fede il timbro postale.

La partecipazione al premio prevede una quota di iscrizione di 10 euro per ciascuna sezione  da inviare con le seguenti modalità:

– vaglia postale indirizzato a : Patrizia Stefanelli, Contrada Campanaro 33, 04020 Itri (LT)

– ricarica postepay al n.°4023600622162693 intestata a Nicola Maggiarra

– tramite Paypal all’indirizzo info@associazionemimesis.com

–  bonifico bancario verso: Associazione Culturale Teatrale Mimesis-Itri IBAN IT 04 N 01030 74000 000000658870 MPS filiale di Itri (LT)

– in contanti (esclusivamente per chi invia il cartaceo).

Ulteriori notizie su www.associazionemimesis.com e sulla pagina facebook di “Premio Nazionale Mimesis” di poesia

 Numeri telefonici di riferimento: 3397263226 (Presidente Associazione Mimesis – Prof. Nicola Maggiarra) -3475243092 (Vice Presidente di Mimesis – Dott.ssa Patrizia Stefanelli)

 

La segreteria del Premio

Lorenzo Spurio su “Nostalgia di un altrove/Doppia coppia” di Giuliana Montorsi

Nostalgia di un altrove-Doppia coppia
Di Giuliana Montorsi
Elis Colombini, Modena, 2012
Pagine: 120
ISBN: 978-88-6509-089-5
Costo: 16€
 
Recensione di Lorenzo Spurio
 
Tante le prede
ferite a morte
stessi lupi
per altro sangue. (54)

 

116-1_GQuesto di Giuliana Montorsi è un libro alquanto particolare per la sua maniera di presentarsi al lettore. Esso infatti è duplice, nel senso che presenta al suo interno sia una parte con una raccolta di poesie che una con una serie di racconti brevi. Quella di riunire in un unico libro poesie e racconti non è di certo una stupefacente novità, ma la peculiarità del libro della Nostra è quella di fornire al lettore in realtà due libri in uno. Aprendo il libro da una parte, entreremo nel mondo di Nostalgia di un altrove, che è la componente poetica del volume, se, invece ruotiamo il libro di 180° dal basso all’alto, scopriamo un nuovo percorso scrittorio che va sotto il nome di Doppia coppia che contiene racconti.

La poetessa in una nota preliminare al testo osserva che non percepisce una netta divisione dell’esprimersi in versi piuttosto che in prosa e considera i due generi entrambi efficaci, privi di competizione, per la resa dei suoi pensieri, tormenti, idee, riflessioni sul suo trascorso e sul mondo. L’attestazione è chiaramente il frutto di una grande sperimentazione della donna tanto in un genere che in un altro e mi trova parzialmente d’accordo nella misura in cui è possibile esprimere un concetto tanto con una poesia che con un racconto, ma non con il fatto che i due generi non siano realmente divisi e in sé indipendenti. Chiaramente la questione è opinabile e questa è solo una mia personale veduta sulla questione, ma per ritornare all’esperimento letterario di Giuliana Montorsi va senz’altro detto che questo è fortemente riuscito, al di là della polarità dei generi e del suo essere speculare dentro di sé, per i contenuti e per la semplicità del linguaggio (e del versificare) che la Nostra impiega. Nella poesia ricorrono i riferimenti ai colori, alle immagini naturali (soprattutto il cielo e il mare) con particolare attenzione alla semantica legata al mondo della navigazione (nave, porto, faro, onde) impiegata anche in liriche che possiamo interpretare come drammatici quadretti di disperate fughe da paesi in rivolta.

Per la narrativa, invece, si percepisce ancor più questo aspetto dualistico della materia, il necessario ricorso a un mondo di doppi, riflessi, parallelismi e false antinomie, contrasti temporali o geografici. A salire sul podio della invidiabile riuscita concettuale del libro sono senz’altro la vista meticolosa e mai pedante su ciò che circonda la poetessa (poesia) o la rielaborazione del suo vissuto (racconto), l’avvalersi di un linguaggio semplice e concreto senza particolare ricorso ai giochi retorici, la lucidezza delle immagini, la forza espressiva di alcune liriche più dichiaratamente sociali e la riflessione continua sui fatti del passato, sulle vicende accadute e riproposte quale rivisitazione della memoria.

Nella parte di poesia possiamo intravedere una nostalgia e la consapevolezza della nostalgia che porta la donna a voli immaginifici quasi ad occhi aperti: “lasciandomi andare/ potrei anche volare” (11), il peso del ricordo e la forza degli eventi che hanno contraddistinto il passato che tornano ad accompagnarci nel presente a livello puramente emotivo: “Ricordo il ricordo di un passato” (12) e la frustrazione di una donna che vive in una Capitale del Vecchio Mondo, caotica e descritta come insensibile nei confronti del disagiato (si veda “Censimento a Roma”, 15).

116-2_GEd è forse la lirica che dà il titolo alla parte poetica del libro, “Nostalgia di un altrove” a serrare le fila del significato intrinseco dell’intero libro che va analizzato sia come percorso (le due copertine riportano l’immagine di una strada con un’iscrizione stradale da seguire), sia come punto di arrivo, di meta costruita negli anni e realizzata mediante le tante esperienze di vita, più o meno felici. Nell’ “altrove” che Giuliana nomina è forse da percepire quel desiderio continuo della donna di ricerca, di sperimentazione, modernizzazione e di pervasiva inquisizione di un significato alla vita e non è un caso che la donna riproponga qui ancora una volta una delle tante forme antinomiche che pullulano nel libro: la nostalgia è comunemente da intendersi come un sentimento di mestizia e di dolore pacato verso qualcosa che è accaduto nel passato (di qualcosa che si è fatto o che non si è fatto, in questo caso accompagnato dal rimorso) e che si rivive dunque con un senso di patimento dovuto anche alla consapevolezza dello scorrere del tempo e alla mutabilità delle cose. Il concetto dunque si proietta al presente ed è legato al passato. L’ “altrove” che, invece non fa riferimento a una dimensione cronologica (prima-dopo), si dipana su di una dimensione spaziale, topografica e in questo termine ravvisa un necessario distanziamento, spiazzamento e de-localizzazione dal qui. Il termine lascia intendere, dunque, un’opposizione tra qui, il presente geografico, la “residenza dell’io” e uno spazio agognato e reso nostalgicamente che è lontano, al di fuori del nostro qui, delocalizzato, magari dall’altra parte del Pianeta. Credo a questo punto che non ci sia nulla di più azzeccato, a fronte di tante chiacchiere, riportare il testo integrale di questa poesia, la cui aggettivazione –come si noterà- presenta un ricorrente ricorso a un universo semantico legato all’inquietudine e al senso di allontanamento:

 

Mentre sfugge la vita
in tenace silenzio
inquieta tensione
porta chiusa all’andare
 
incauto lettore
forse diverrai viaggiatore.(21)

 

Il lettore che sono io, che siete voi e che siamo tutti messi insieme, è incauto perché poco attento, reticente, non propenso ad aprirsi ai misteri del Verbo della poesia, forse sbadato, o addirittura pericoloso e al quale non possiamo concedere la nostra interiorità, senza remore, sfrontato o forse semplicemente inadatto alla comprensione di una poesia prodotta da una persona che non si conosce. Si può sempre cercare di interpretare un testo, anche in varie maniere, affrontando vari livelli di esegesi, analizzando clinicamente, spogliando i versi, denaturalizzando le parole, rompendo legami non visibili agli occhi. Chiaramente il critico deve essere in grado di farlo, ma di smentire o eludere il modo con cui lo fa. In questa mia ricerca sulle poesie dell’amica Giuliana ho molto riflettuto e di certo quel “forse” contenuto nel verso finale di questa poesia mi ha dato molto da pensare. Rileggendola tutta più e più volte mi scopro incantato e la suggestione che quell’avverbio dubitativo che anticipa un futuro, che normalmente connota incertezza, fa sì che la poesia nasca e si rinnovi di continuo nel momento in cui ce ne appropriamo con orgoglio.

 

Questo premio ha vinto il secondo premio – sezione Poesia al Premio Nabokov edizione 2012.

 

 Lorenzo Spurio

 

Jesi, 13.02.2014

Sabato 22 marzo a Como il Festival della Poesia “Europa in versi”

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Europa in versi

Quarta edizione del Festival di Poesia

 

22 marzo 2014

Villa del Grumello, Como

 

IL SUONO E IL SENSO: UN’ORIGINE COMUNE

 

Sabato 22 marzo, a partire dalle 14.15, si terrà a Villa del Grumello a Como, Europa in versi. Il suono e il senso: un’origine comune”, festival di poesia organizzato da La Casa della Poesia di Como.

Nella quarta edizione del festival, poesia e musica si fonderanno in un insieme armonico di parole e suoni: i linguaggi della poesia e della musica hanno, infatti, un’origine comune e sono da sempre legati da ritmo, armonia e suono.

Questa edizione di “Europa in versi” intende offrire al pubblico la possibilità di recuperare, capire e apprezzare le analogie e le differenze che da sempre caratterizzano questi due ambiti dell’arte. Come ogni anno, saranno invitati a leggere le loro poesie alcuni tra i maggiori poeti contemporanei italiani, tra cui Giuseppe Conte, Ida Travi, e Mario Santagostini. Ad essi si aggiungeranno i poeti stranieri: Luisa Castro, José María Micó, con il recital “Caleidoscopio” (poesie musicate dall’autore e interpretate dalla cantante Marta Boldú), Juan Vicente Piqueras che reciterà le sue poesie accompagnato dal violino del famoso e versatile musicista Jamal Ouassini e il poeta João Carlos Nunes Abreu dalla Penisola Iberica; Doris Kareva dall’Estonia; Tuğrul Tanyol dalla Turchia; Andrey Alyakin e il grande poeta, traduttore e critico letterario Evgenij Solonovich dalla Russia. Nella sezione dedicata ai giovani poeti saranno presenti Anna Belozorovich e Laura Di Corcia.

Il Festival sarà introdotto da personaggi di spicco del mondo della cultura italiana tra cui Giovanni Tesio, filologo e critico letterario e Maurizio Cucchi, poeta. Interverrà Vincenzo Guarracino, critico letterario.

Inoltre, anche quest’anno, Mario Santagostini terrà una “Bottega di poesia”, offrendo un parere gratuito e preziosi consigli a tutti coloro che scrivono versi. Alla bottega di poesia è necessario iscriversi telefonando al numero 344.0309088 oppure via mail all’indirizzo lacasadellapoesiadicomo@gmail.com.

“Europa in versi” raggiungerà anche il pubblico dei più giovani, facendo leva sulla sensibilità nei confronti di due linguaggi che per le loro caratteristiche suscitano emozioni e stimolano curiosità intellettuale. Questa edizione, infatti, coinvolgerà anche i Docenti e gli allievi del Conservatorio “G. Verdi” di Como: gli studenti del Dipartimento di Musica Elettronica riprodurranno brani acusmatici composti sul timbro della voce di ciascun poeta, mentre quelli dei corsi di Musica Classica eseguiranno brani liederistici. Ci sarà un intervento del coro diretto dal giovane Direttore d’Orchestra e compositore Alessandro Cadario e brani di musica lirica interpretati dal soprano Consuelo Gilardoni. Non mancheranno poi i cicli di lezioni sulla poesia e sulla musica dedicati agli alunni delle scuole superiori della città, che termineranno con il consueto incontro tra gli studenti e i poeti che partecipano al Festival.

Infine, gli studenti dell’Università dell’Insubria saranno coinvolti nell’organizzazione dell’evento e avranno anche il compito di accogliere i poeti e il pubblico.

 

Ingresso libero.

 

 

Programma

 

22 Marzo 2014

Villa del Grumello, Via per Cernobbio 11, Como

 

10.00 – 12.00: Incontro tra i poeti e alcune classi degli Istituti Superiori di Como presso l’aula magna dell’Università degli Studi dell’Insubria (sede di Sant’Abbondio)

 

14.15 Introduzione dei lavori da parte di Laura Garavaglia, poetessa e presidente de La Casa della Poesia di Como.

 

14.30 Rapporto tra musica e poesia: Poesia, “cantare senza musica” a cura di Giovanni Tesio, filologo, critico letterario e giornalista culturale

Professore ordinario di letteratura italiana all’Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro” (sede di Vercelli), ha pubblicato alcuni volumi di saggi (l’ultimo, Novecento in prosa, nel 2011), antologie e monografie. Ha curato testi, tra cui la scelta dall’epistolario editoriale di Italo Calvino, I libri degli altri (Einaudi). È appena uscito il libro-breviario I più amati (Interlinea): un “elogio” della lettura, della letteratura, della poesia. Da trentacinque anni collabora a La Stampa e a Tuttolibri. È condirettore della collana Biblioteca del Piemonte Orientale e della rivista Letteratura e dialetti.

 

La voce dei Poeti

 

15.00 – Doris Kareva, una delle voci più significative della poesia estone

Nata a Tallinn, si è laureata all’Università di Tartu in filologia romanza e tedesca. Ha lavorato in maniera non continuativa, dal 1978, e tuttora lavora, per il settimanale Sirp. È stata Segretaria nazionale della Commissione nazionale Estone per l’UNESCO. Ha pubblicato sedici libri di poesia e uno di saggi. Ha ricevuto due premi nazionali per la cultura nel 1993 e nel 2005 e numerosi premi letterari e l’ordine della Stella Bianca nel 2001. La sua poesia è stata tradotta in più di venti lingue europee e orientali. A sua volta ha tradotto poesia, teatro e saggi.Tra le varie pubblicazioni: L’Ombra del Tempo (Gattomerlino, 2011).

 

La poetessa sarà presentata da Piera Mattei

Nata a Roma, dopo gli studi di filosofia si è dedicata al cinema e al teatro e ha lavorato nell’ambito del giornalismo culturale e dello spettacolo. Attualmente si occupa di letteratura come autore, traduttore e critico. È direttrice della collana di poesia della Gattomerlino Editore. Tra le varie raccolte di poesia pubblicate ricordiamo: La Materia Invisibile (Manni, 2006); L’equazione e la nuvola (Manni, 2009); Le amiche sottomarine (Passigli, 2012). Tra i libri di racconti: Umori regali (2001); Nord (2004); Melanconia animale (2008).

 

15.15 – Musica

La Casa e il Mare (2014), brano acusmatico composto da Francesco Rossini su reading di Doris Kareva, Maja mere ääres

 

Lorenzo Morandotti, giornalista e poeta presenta Donatella Bisutti e Giuseppe Conte

 

15.20 – Donatella Bisutti

Nata a Milano, è poetessa, critica letteraria, narratrice, traduttrice di poeti dal francese e giornalista professionista. Ha collaborato in particolare alla collana I grandi di tutti i tempi (Mondadori) e ha tenuto per otto anni una rubrica di poesia sulla rivista Millelibri (Giorgio Mondadori editore). Ha fondato e diretto la rivista Poesia e spiritualità. Tiene una rubrica di poeti italiani all’estero sulla rivista Poesia. In poesia ha pubblicato: Inganno Ottico (Società di poesia Guanda, 1985, Premio Montale per l’inedito); Penetrali (Boetti & C, 1989); Violenza (Dialogolibri, 1999); La notte nel suo chiuso sangue (ed. bilingue, Editions Unes, 2000); La vibrazione delle cose (ed. bilingue, SIAL, 2002); Piccolo bestiario fantastico (Viennepierre edizioni, 2002); Colui che viene (Interlinea, 2005, con prefazione di Mario Luzi); Rosa alchemica (Crocetti, 2012); Un amore con due braccia (Lietocolle, 2013). È in corso di pubblicazione per Aragno, nella collana curata da Giovanni Tesio, la raccolta di poesie Dal buio della terra. Molti suoi libri hanno ricevuto importanti premi letterari. Ha inoltre pubblicato saggi sulla poesia tra cui L’albero delle parole (Feltrinelli, 1979); La poesia salvala vita (Nuova edizione Feltrinelli, 2009); Le parole magiche (2008) e La poesia è un orecchio (Feltrinelli, 2012).

 

 Maria Rita Molteni, Presidente Università Popolare di Como presenta Tuğrul Tanyol

 

15.40 – Tuğrul Tanyol, uno dei maggiori rappresentanti della poesia in Turchia

Nato a Istanbul, è poeta, critico e saggista. Nel 1985 ha vinto il premio Necatigil per la poesia. Ha scritto sette libri di poesia e numerosi recensioni e saggi tra cui: Elinden Tutun GünüCatch the Day by its Hand” (1983); Ağustos DehlizleriThe Labyrinths of August” (Necatigil Prize, 1985); Sudaki AnkaThe Phoenix in the Water” (1990); Oda MüziğiChamber Music” (1992); İhanet Perisinin Soğuk SarayıThe Cold Palace of the Faithless Nymph” (1995) followed by Büyü BittiThe Magic Has Gone” (2000). Tutte le precedenti raccolte sono state pubblicate nel libro Collected poems 2000-1971 (Yapı Kredi Publishing House). Le sue poesie sono state tradotte in spagnolo, inglese e francese ed è stato il primo poeta turco a prendere parte al festival di poesia Trois Rivières in Quebec.

 

16.00 – Musica

Bilinmeyeni (2014), brano acusmatico composto da Fabrizio Savio su reading di Truğul Tanyol, Sudaki anka

 

16.05 – Serie Dichterliebe di R. Schumann eseguita da Sarah Tisba (soprano) e Marco Montefusco (pianoforte), allievi del Conservatorio “G. Verdi” di Como.

 

16.30 – Mario Santagostini, poeta e critico letterario

È nato e vive a Milano. Ha pubblicato, tra gli altri, Uscire di Città (Ghisoni, 1972; Stampa, 2012); Come rosata linea (Società di poesia, 1981); L’Olimpiade del ’40 (Mondadori, 1994); L’idea del bene (Guanda, 2001); La vita (Lietocolle, 2004); Versi del malanimo (Mondadori 2007); A. (Lietocolle, 2011); Il vento, ma inteso come forma di vita (Quaderni di Orfeo, 2011); Uscire di città (Stampa, 2011). È in corso di pubblicazione per Mondadori la raccolta Felicità senza soggetto. Ha inoltre scritto il saggio Manuale del poeta (Oscar Mondadori). Ha tradotto dal latino (Inni Ambrosiani, Inni cistercensi) e dal tedesco (Goethe, Kleist, Chamisso). Ha collaborato e collabora alle pagine letterarie e artistiche di vari quotidiani e periodici.

 

16.45 – Euvgenij Solonovich, poeta, critico letterario, il maggior traduttore della poesia italiana in russo

Nato a Simferopol, si è laureato in lingue nel 1956 all’Università di Mosca, dove attualmente vive. È docente presso l’Istituto Universitario di creazione letteraria di Mosca, dove insegna traduzione letteraria dall’italiano al russo. Poeta, italianista, critico e traduttore letterario, si è occupato della traduzione in russo di poeti italiani dal Medioevo in poi, fino ai classici del Novecento e ai contemporanei. Ha tradotto anche alcune opere di narratori e commediografi italiani, tra cui Landolfi, Pratolini, Fenoglio, Sciascia, Camilleri, De Filippo. Ha ricevuto molti importanti riconoscimenti e vinto numerosi Premi Letterari: Professore Honoris Causa dell’Università degli studi di Siena, dottore Honoris Causa dell’Università “La Sapienza” di Roma, Commendatore dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana, Premio Nazionale per la Traduzione del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Premio Montale, Premio Mondello, Premio alla carriera del Festival di Lugano “Poestate”, Premio Gogol’, Premio “Master” e altri riconoscimenti in Italia e in Russia. In poesia ha pubblicato Oktijabr (2012, n. 11). Delle traduzioni ricordiamo: Francesco Petrarca, Izbrannaja lirica (Liriche scelte, Mosca, 1970); Eugenio Montale, Izbrannoe (Antologia, Mosca, 1979); Dante, Petrarca, Lirika (Liriche, Mosca, 1983); Ital’anskaja poezija v pervodah Evgenija Solonoviča (Poeti italiani tradotti da Evgenij Solonovich, Mosca, 2000, 2002); Maria Luisa Spaziani, Stichotvorenija (Poesie, Mosca, 2004); Francesco Petrarca, Pod sen’u lavra (Sotto un verde lauro, Mosca, 2005); Andrea Camilleri, Telefon (La concessione del telefono, Mosca 2006); Eugenio Montale, Dinarskaja babočka (Farfalla di Dinard, Mosca, 2010); Giuseppe Gioachino Belli, Rimskie sonety (Sonetti romaneschi, Mosca, 2012); Francesco Piccolo, Minuty budničnogo sčastja (Momenti di trascurabile felicità, Mosca, 2012).

 

In collaborazione con Festival POESTATE Lugano fondato e diretto da Armida Demarta

 

17.10 – Musica

Sull’onda segreta (2014), brano acusmatico composto da Brian Burgan su reading di Euvgenij Solonovic, Traducendo Montale

 

17.15 – La poesia, la musica a cura di Maurizio Cucchi

Nato a Milano, dove vive, è poeta, narratore, critico letterario e traduttore di classici dal francese, tra cui tutta l’opera di Stendhal. Ha esordito nel ’76 con Il Disperso (nuova ed. 1984) a cui sono seguite numerosi libri: Le meraviglie dell’acqua (1980); Glenn San Marco dei Giustiniani (1982, Premio Viareggio 1983); Il figurante (scelta di versi 1971-1985, Sansoni, 1985); Donna del gioco (Mondadori, 1987); La luce del distacco (per il teatro, Crocetti, 1990); Poesia della fonte (Mondadori, 1993, Premio Montale); L’ultimo viaggio di Glenn (Mondadori, 1999); Per un secondo o un secolo (Mondadori, 2003); Poesie 1965-2000 (Mondadori, 2001), Jeanne d’Arc e il suo doppio (Guanda, 2008); Vite pulviscolari (Mondadori, 2009); Malaspina (Mondadori, 2013 – Premio Sandro Penna). Inoltre, sue poesie sono state inserite in diverse antologie. Ha pubblicato vari saggi critici, tra cui ricordiamo Cronache di poesia del Novecento (Gaffi, 2010) e vari libri in prosa, tra cui i romanzi Il male è nelle cose (Mondadori, 2005), La maschera ritratto (Mondadori, 2011) e L’indifferenza dell’assassino (Mondadori, 2013).

 

17.30 – Giuseppe Conte

Nato a Imperia, è poeta, narratore e saggista. Ha pubblicato saggi (La metafora barocca, Mursia 1972 e Lettera ai disperati sulla primavera, Ponte alle Grazie, 2006), libri di viaggio (Terre del mito, Longanesi, 1991, 2009) e romanzi (Primavera incendiata, Feltrinelli, 1980; Il terzo Ufficiale, Tea, 2002; La casa delle onde, Longanesi, 2005; L’adultera, Longanesi, 2008, Il male veniva dal mare, Longanesi 2013). In poesia ha pubblicato: L’ultimo aprile bianco (Società di Poesia, 1979); L’Oceano e il Ragazzo (Tea, 1983, 2002); Le stagioni (BUR Rizzoli, 1988, Premio Montale); Dialogo del poeta e del messaggero (Mondadori, 1992); Canti D’Oriente e d’Occidente (Mondadori, 1997); Nuovi Canti (San Marco dei Giustiniani, 2001); Ferite e rifioriture (Mondadori, 2006, Premio Viareggio). Di recente ha pubblicato il libro La cucina dell’anima. 99 ricette sapienziali in collaborazione con Rosa Teodori (Ponte alle Grazie, 2013). Sia i romanzi che le raccolte hanno avuto importanti riconoscimenti letterari. È autore di due monumentali antologie, La Lirica d’Occidente e La poesia del mondo, e di alcune opere teatrali tra cui il poema drammatico Nausicaa (Vecchiarelli, 2002). Ha tradotto Blake, Shelley, Whitman e D.H. Lawrence. Ha tenuto letture e conferenze in più di trenta paesi del mondo. Suoi libri di prosa e di poesia sono tradotti in molte lingue.

 

17.45 – Musica

Nere palpebre tagliate (2014), brano acusmatico composto da Alessandro Arban su reading di Giuseppe Conte, Non finirò di scrivere sul mare

 

17.50 – Ida Travi, poetessa, drammaturga e Presidente dell’Associazione Culturale Poetica

Nata a Cologne, ha scritto anche per la musica e il teatro. Tra i saggi L’aspetto orale della poesia (Anterem Edizioni 2000, Selezione Premio Viareggio 2001, terza edizione per Moretti&Vitali, nel 2007). A Ida Travi si deve l’invenzione, nella contemporaneità di una poetica mitologia post contemporanea, in frammenti: si tratta di una rassegna di figure ricorrenti che vanno da un da un libro all’altro, nel tempo. Dopo i recenti TA’ poesia dello spiraglio e della neve e Il mio nome è Inna, i frammenti di questa straniata mitologia contemporanea proseguono con la pubblicazione di Katrin, saluti dalla casa di nessuno, per Moretti&Vitali (fine 2013).

 

18.05 – Musica

Come un vetro nella polvere (2014), brano acusmatico composto da Sergio Missaglia su reading di Ida Travi, Il mio nome è Inna

 

18.10 – Alessandro Cadario e il “Coro da Camera Habel”

Nato a Varese, ha compiuto gli studi di direzione d’orchestra con il massimo dei voti al conservatorio “G. Verdi” di Milano perfezionandosi presso l’Accademia Musicale Chigiana di Siena. Ha inoltre conseguito il diploma di violino, la laurea in direzione di coro e in composizione. Ha collaborato con artisti come Ennio Morricone, la PFM, Elisa, Carl Anderson, Serj Tankian, Nicola Piovani. Ha debuttato presso il Lincoln Centre di New York nel 2006 presentando con grande successo una sua opera per coro e orchestra. Tra le stagioni musicali: La Società dei Concerti di Milano, Ravenna Festival, Festival Internazionale della cultura di Bergamo, MiTo, Europa Cantat. Nel 2012 ha vinto il concorso internazionale di direzione d’orchestra “Peter Maag.

 

18.30 – Luisa Castro, poetessa, narratrice e giornalista

Nata a Foz (Galizia) nel 1966, è scrittrice in galego e castigliano. Filologa di formazione, dirige attualmente l’Istituto Cervantes di Napoli. Ha esordito giovanissima in poesia nel 1984 con Odisea definitiva: Libro póstumo (Odissea definitiva. Libro postumo), cui hanno fatto seguito le raccolte Los versos del eunuco (I versi dell’eunuco, 1987); Los hábitos del artillero (Le abitudini dell’artigliere, 1990); Baleas e baleas (Balene e balene, 1990); De mí haré una estatua ecuestre (Di me farò una statua equestre, 1997) e Amor mi señor (Amore mio signore, 2005). È autrice anche dei romanzi El somier (Il materasso, 1990); La fiebre amarilla (La febbre gialla, 1994); El secreto de la lejía (Il segreto della candeggina, 2001); Viajes con mi padre (Viaggi con mio padre, 2003); La segunda mujer (2006; trad. it. La seconda moglie, (Cavallo di Ferro, Roma 2009).

 

18.45 – Musica

Hará pedazos (2014), brano acusmatico composto da Samuele Ronchetti su reading di Luisa Castro, Hará pedazos

 

18.50 – “Caleidoscopio” recital di poesie di José María Micó (poeta, filologo e traduttore) interpretate dalla cantante Marta Boldú

Nato a Barcellona nel 1961, è professore ordinario di Letteratura spagnola a l’Universitat Pompeu Fabra, dove dirige il Master in Creazione Letteraria. Ha pubblicato i libri di poesia: La espera (Premio Hiperión, 1992); Letras para cantar (Pamiela, 1997); Camino de ronda (Tusquets, 1998); Verdades y milongas (DVD, 2002) e La sangre de los fósiles (Tusquets, 2005). Ha vinto di recente il Premio Internazionale di Poesia “Generación del 27” con Caleidoscopio (Visor, 2013). È stato tradotto in diverse lingue, tra cui l’italiano (Prima stazione. Poesie scelte 1990-2005, Pagliai Polistampa, Firenze 2008).

 

19.10 – Juan Vicente Piqueras, poeta, traduttore e sceneggiatore

Juan Vicente Piqueras è nato a Los Duques de Requena, in provincia di Valencia, ha vissuto in Francia, Italia, Grecia e ora vive in Algeria, dedicandosi alla poesia e alla diffusione della lingua e della cultura spagnola.

Ha esordito con il libro Tentativas de un héroe derrotado (Tentativi di un eroe sconfitto, Cuadernos Hispanoamericanos, Madrid, 1985), al quale sono seguite numerose raccolte di poesia, alcune delle quali hanno vinto importanti premi letterari: La palabra cuando (1992); La latitud de los caballos (1999); La edad del agua (2004); Adverbios de lugar (2004); Aldea (2006); Palmeras (Ed. Puerta del Mar, Málaga, 2007); La hora de irse (Ed. Hiperión, Madrid, 2010); Braci (Ed. Empiria Roma, 2010); Yo que tú (Ed. Difusión, Barcelona 2012); Atenas (Ed. Visor, Madrid, 2013). Sono stati tradotti in italiano i libri: Castillos de Aquitania (trad. it. Castelli dell´Aquitania, Ed. Stelle di Sassuolo, Modena, 1987); Mele di mare (Ed. Le Lettere, Firenze, 2003); Palme (Ed. Empiria, Roma, 2005); Braci (Ed. Empiria, Roma, 2010). Ha tradotto e pubblicato in spagnolo molti poeti tra cui Marco Lodoli, Emilio Rentocchini, Cristina Campo, Tonino Guerra, Ana Blandiana e Izet Sarailjc.

 

Sarà accompagnato nella lettura di poesie dal famoso e versatile violinista Jamal Ouassini

Nato a Tangeri (Marocco), studia al Conservatoire de musique et de danse de Tanger musica arabo-andalusa e musica classica sotto la guida del violinista M° Antoine Batte (Primo premio del Conservatorio Superiore di Musica di Parigi). In seguito entra a far parte dell’Orchestra Andalusa di Tangeri come violinista. Si trasferisce in Italia, nella città di Verona, dove termina i suoi studi e si diploma, come violinista, presso il Conservatorio di musica della stessa città.

Nel 1984 fonda l’Ensemble Ziryab, gruppo musicale che, riunendo prestigiosi musicisti provenienti da diversi paesi del Mediterraneo, tra gli anni ’80 e ’90 ha suscitato grandi consensi nell’ambito dei più prestigiosi festival di World Music, sia in Italia che nel resto d’Europa. Numerose le sue collaborazioni nella realizzazione di musiche sia teatrali che cinematografiche. Con Jamal Ouassini Ensemble, fondata nel 1999, realizza il CD Al Kafila (la Carovana), in coproduzione con Toscana Music Pool e Fabbrica Europa, seguito da un tour italiano a cui hanno partecipato numerosi ospiti. Collabora stabilmente con Moni Ovadi nello spettacolo Shir del essalem (Canti per la pace). Nel giugno 2005, Jamal è presente con musiche proprie nel CD allegato al libro Palme (titolo originale spagnolo Palmeras), di Juan Vicente Piqueras per le Edizioni Empiria, con l’introduzione di Marco Lodoli.

 

19.30 – Musica

Vestida de tormenta (2014), brano acusmatico composto da Marco Marinoni su reading di Juan Vicente Piqueras, Manzana de mar

 

Presentano i poeti spagnoli:

 

Professoressa María Nieves Arribas Esteras traduttrice e docente di lingua e cultura spagnola all’Università degli Studi dell’Insubria.

Professoressa Donatella Siviero docente di Letteratura spagnola al Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina. Si occupa di letteratura spagnola e catalana medievale e moderna. Dirige la collezione di poesia Divano iberico della casa editrice Marchese (Grumo Nevano). Ha curato diverse antologie poetiche, tra le quali nel 2008 Parlano le donne. Poetesse catalane del XXI secolo (Napoli, Tullio Pironti editore). 

 

19.35 – Rosa Maria Corti

Nata a Oggiono (LC), vive sul lago di Como dove si interessa della storia e delle tradizioni del territorio lariano. Ha ottenuto veri riconoscimenti a concorsi letterari e molte sue opere sono presenti in Antologie. Tra i suoi libri ricordiamo: Storie della Valle Intelvi. Artisti, eroi, maghi e vicende popolane dal Medioevo ai giorni nostri (Edlin, 1999); Pagur. Ancestrali timori e rimedi nel territorio del Lario e delle sue Valli (Bellavite Editore, 2004); Tra sbuffi di vapore e sferraglianti trenini (Bellavite Editore, 2005); Valli Poetiche – itinerari culturali nelle valli lariane: Valle Intelvi (LietoColle, 2011). In poesia: Il mio Lario (Lietocolle, 2011); La mia valle (Lietocolle, 2012) e La mia Provenza (Lietocolle 2013).

 

19.50 – Musica

Frusc’io (2014), brano acusmatico composto da Elena Maiullari su reading di Rosa Maria Corti, La voce del vento

 

20.00 – Rinfresco e intermezzo musicale con il soprano Consuelo Gilardoni accompagnata al piano da Roberto Albini

 

21.00 – Joao Abreu, poeta, ex ministro della Cultura dell’Isola di Madeira

Nato a Funchal, nella ragione autonoma di Madeira (Portogallo), è stato uomo d’affari, direttore d’albergo, Direttore Regionale del turismo e, per 23 anni, Segretario Regionale del Turismo e della Cultura. Cedute le sue funzioni nel Governo Regionale, si è dedicato alla scrittura, al teatro e ai viaggi umanitari. Ha pubblicato numerose cronistorie dei suoi viaggi, due guide turistiche di Madeira in lingua inglese, dieci libri di poesia e cinque di prosa. Nel 2003 gli è stato conferito il Dottorato “Honoris Causa” in Scienze Sociali presso l’Università San Cyrillo a Roma. Le sue poesie sono stata tradotte e pubblicate sulle riviste di nazioni come Francia, Italia e Spagna ed è membro del P.E.N. CLUB.

 

21.15 – “Leopardi e la musica” a cura del Prof. Vincenzo Guarracino, poeta e critico letterario e traduttore

È nato a Ceraso (SA) nel 1948 e vive a Como. Ha pubblicato varie raccolte di poesie tra cui: Grilli e spilli (Fiori di Torchio, Seregno, 1998); Una visione elementare (Alla Chiara Fonte, Viganello 2005); in prosa, L’Angelo e il Tempo. Appunti sui dipinti di Nicola Salvatore nella chiesa di Ceraso, Sa (Myself, Como 1987). Ha pubblicato numerosi saggi: Guida alla lettura di Leopardi (Oscar Mondadori, Milano 1987 e 1998) e, presso Bompiani, le edizioni critiche di opere di Verga (I Malavoglia, Mastro-don Gesualdo, Novelle), di Leopardi (Diario del primo amore e altre prose autobiografiche) e il carteggio Leopardi-Ranieri (Addio, anima mia, Aisthesis, Milano 2003). Ha inoltre tradotto autori classici greci e latini e curate varie antologie delle opere di Leopardi.

 

21.30 – Andrey Alyakin, poeta russo

Andrej Aljakin nasce a Taskent in Uzbekistan nel 1969. Si trasferisce presto a Mosca, dove vive, e segue studi di economi. Inizia fin da giovane l’attività di scrittore, alternando brevi romanzi con poesie. Divide oggi l’attività di manager nel settore bancario a una intensa produzione prosaica, con collaborazione anche con riviste e giornali. Ha all’attivo circa una ventina di pubblicazioni tra libri di poesia e racconti, che vanno dal 1996 ad oggi. Tra i libri più recenti si ricordano: Fino alla primavera (2006), Prosa della vita (2007); Un po’ di luce nel sangue del dopo sbronza (2007); Confessioni di un poeta quarantenne(2007); Identici sogni (2010) e Bequadro. Staccato. Slegato (2011).

 

Giovani in poesia – Presenta Wolfango Testoni, poeta e socio consigliere de La Casa della Poesia di Como

 

21.50 – Anna Belozorovich, poetessa russa

Nata a Mosca, ha vissuto tra il Portogallo e l’Italia, dove si è stabilita nel 2004. Scrive poesia e prosa, prima in russo, poi in portoghese e infine in italiano. Qualcosa mi attende (LietoColle, 2013) è la sua ultima raccolta di poesie.

 

22.00 – Musica

Una nota nel vuoto (2014), brano acusmatico composto da Lorenzo Semeraro su reading di Anna Belozorovich, Il passo

 

22.10 – Laura di Corcia

Giornalista e poetessa. Lavora come giornalista free lance per i giornali La Provincia di Como, il Corriere del Ticino e altre testate ticinesi e italiane, intervistando diversi personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo. È autrice di poesie. Ha frequentato diversi seminari di teatro con attori come Sandro Lombardi e Lucilla Giagnoni e partecipa spesso a reading e incontri in cui presenta i suoi scritti. È stata inserita nel programma Parolario 2011 come poetessa del giorno e ha partecipato nell’estate del 2012 al Festival itinerante internazionale di poesia a Cormons, nel Friuli.

 

 

Durante il Festival, dalle ore 14.30 alle 16 il poeta e critico letterario Mario Santagostini terrà la “Bottega di poesia”, già collaudata con successo durante le scorse edizioni, offrendo pareri critici a tutti coloro che tra il pubblico vorranno far leggere i loro versi.

Per la Bottega di poesia è necessario iscriversi inviando via mail nome, cognome e un recapito mail e telefonico a lacasadellapoesiadicomo@gmail.com oppure telefonando al numero 344.0309088 dalle 13.30 alle 14.30 e dalle 20.30 alle 22.00 dal lunedì al venerdì.

 

Tutti gli intermezzi musicali, creati e modulati sulla voce dei poeti o a partire dai loro testi, sono a cura degli allievi del Dipartimento di Musica Elettronica del Conservatorio di Como coordinati da Marco Marinoni, Sylviane Sapir e Andrea Vigani.

Infine, gli studenti dell’Università dell’Insubria saranno coinvolti nell’organizzazione dell’evento e avranno anche il compito di accogliere i poeti e il pubblico.

 

Organizzazione dell’evento a cura di Laura Garavaglia e Camilla Malfanti.

 

 

INFORMAZIONI E CONTATTI:

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tel. +39 344.0309088 (dal lunedì al venerdì dalle 13.30 alle 14.30 e dalle 20.30 alle 22)

 

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