Dagli Stati Uniti l’ultima tendenza sono le biblioteche metropolitane

Su Libreriamo (www.libreriamo.it) la notizia riportata dal magazine americano “Bookriot”. Tre studenti della Miami Ad School spiegano l’originale idea che permette di scegliere e scaricare libri direttamente all’interno dei treni della metropolitana

Direttamente dall’America l’originale idea che favorisce la diffusione della lettura. Si tratta di biblioteche digitali “allestite” all’interno della metropolitane, dai cui “scaffali” i passeggeri possono consultare e scegliere gratuitamente libri da scaricare e leggere. Libreriamo (www.libreriamo.it) lancia la notizia, ripresa dal magazine americano “Bookriot”, dell’originale iniziativa di tre studenti della Miami Ad School per favorire la lettura tra i pendolari in viaggio.

L’articolo su “Bookriot” sottolinea come uno dei grandi piaceri di spostarsi con i mezzi pubblici sia proprio avere l’occasione di leggere e spiare quel che leggono le altre persone. Estremamente affascinante quindi l’idea di sfruttare questo ambiente per incoraggiare la curiosita’ delle persone verso i libri e l’abitudine alla lettura. Tre studenti della Miami Ad School – Max Pilwat, Keri Tan e Ferdi Rodriguez, – hanno concepito allora un’idea innovativa, realizzabile attraverso una moderna tecnologia, che permette ai passeggeri di leggere le prime dieci pagine dei libri piu’ famosi del momento mentre sono in metropolitana.

tube_reading1L’idea e’ molto semplice. Cartelloni che raffigurano scaffali colmi di libri, i piu’ apprezzati e venduti in libreria, ricoprono le pareti interne dei treni. Di ogni libro e’ visibile il dorso, che riporta il titolo e un codice a barre, scansionabile. I passeggeri possono scannerizzare il codice a barre del volume che loro interessa e ottenere gratuitamente un’anteprima delle 10 pagine iniziali. Di seguito compare l’indicazione della piu’ vicina biblioteca dove e’ possibile trovare il volume in questione.

L’idea dei tre studenti sfrutta la Near Field Communication, una tecnologia per smartphone e tablet in grado di stabilire una comunicazione radio tra dispositivi posti a diretto contatto o a distanza di qualche centimetro. Applicazioni attuali e future includono transazioni contactless, scambio di dati e la configurazione semplificata di modalita’ di comunicazioni piu’ complesse come la tecnologia Wi-Fi.

“Non ti avrò mai” di Claudio Secci, recensione di Lorenzo Spurio

Non ti avrò mai
di Claudio Secci
Seneca Edizioni, 2013
Pagine 200
Costo:  16 €
 
Recensione di Lorenzo Spurio

loghinoIl titolo enigmatico di questo libro richiama da subito l’attenzione e la curiosità del lettore. Chi è che non avrà mai chi? Il libro è un romanzo pervaso da spirito giovanile che narra in maniera autentica di sentimenti quali l’amicizia e l’amore che nascono all’interno di un gruppo di amici. I normali rapporti di questo gruppo di giovani, che si concede un viaggio nell’affascinante Spagna del nord, vengono rivisti alla luce dei momenti vissuti ventiquattro ore su ventiquattro insieme e così una parola non detta o una mossa fatta di troppo vengono a caricarsi improvvisamente di significati ben più grandi di quelli che corrispondono al semplice atto di “dire” o di “fare”.

Da subito l’autore delinea come possano esistere tante varietà di amicizia: quella leale e fidata che travalica tutto, quella silenziosa e traballante, quella mal riposta. Se, poi, l’amicizia con una persona del sesso opposto si trasforma in infatuazione, prima ed ossessione poi le logiche interpersonali si complicano ulteriormente. Chi decide “cosa” è una persona per noi? Dove finisce l’amicizia e dove inizia l’amore? Chi definisce questi limiti, ammesso che questi possono essere definiti tali?

Claudio Secci affronta una materia tendenzialmente semplice facendolo, però, in maniera inedita ed estremamente acuta: il tessuto psicologico dei membri del gruppo fuoriesce attraverso i numerosi dialoghi spesso due a due, le conversazioni o le riflessioni ad alta voce. Lo stile ha immancabilmente moltissimo del linguaggio parlato con vari termini tratti direttamente dal linguaggio giovanile che rendono la lettura spigliata e coinvolgente.

Ma il libro non è solo questo, è molto di più.

Un amore platonico e non corrisposto è il punto di partenza e di fine di questa narrazione avvincente che incollerà le mani del lettore al libro fino a che non lo avrà chiuso perché ultimato. Ed ancora richiamiamo in causa il “limite” perché qual è l’argine che stabilisce la normalità dalla morbosità di un rapporto? Forse è qualcosa di individuale, forse è una materia meramente soggettiva.

Il protagonista del libro, frustrato e indeciso, riflette molto su di sé, su quello che desidera (l’utopico) e su quello che di concreto ha (il reale) e il volo che fa di continuo da un mondo all’altro è tessuto sulla carta dai suoi pensieri, dalle sue sofferenze momentanee, dalla sua grande voglia che accada qualcosa che cambi la realtà nella maniera che lui desidera. Ma non è possibile forzare il destino e, spesso, quando lo si fa questo diventa controproducente, quasi che il Fato, indispettito, decida di avventarsi su di noi.

Il personaggio di questo libro, infatti, non lo farà, ma neppure si rassegnerà alla sua condizione di amante deluso, di eterno addolorato per pene d’amore e cercherà sempre di darsi da fare per risollevare la sua situazione.

Secci inserisce un finale che il lettore avverte come agrodolce dall’incipit e che scoprirà, invece, essere drammaticamente spietato, ma non meno coinvolgente.

Un’amara riflessione sui limiti dell’amore e su come il tempo, inesorabile, non è in grado di restituire all’uomo ciò che ha perso nel suo passato.

 

Lorenzo Spurio

(scrittore, critico-recensionista)

 

Jesi, 28-02-2013

E’ SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E/O PUBBLICARE LA PRESENTE RECENSIONE SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTORE.

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“Oreste ad Elettra”, poesia di Emanuele Marcuccio

Contro ogni violenza sulle donne

 di EMANUELE MARCUCCIO, poeta palermitano

  

Orestes_electra«Possiamo considerare la figura di Elettra come il mito archetipico di ogni donna sottoposta ad ogni genere di violenza. Cosicché, l’unica arma di difesa che ha la donna per sfuggire alla violenza è l’istruzione e, conseguentemente, i libri, quelli degni di questo nome e fonti di cultura per eccellenza. Senza istruzione e quindi, senza libri, la donna sarebbe vittima di ogni genere di violenza, più di quanta già ne subisce oggigiorno.

Similmente possiamo considerare Oreste come il mito archetipico di ogni difensore delle donne, ma solo per difendere e confortare Elettra.

Purtroppo, molti sono gli Egisto e pochi gli Oreste[1]

  

Oreste ad Elettra[2]

Oh, quale dolore provasti
per la tua triste sorte,
reietta, percossa, disprezzata!
Ma ora, felicità insperata giunge
alle tue pupille stanche:
tuo fratel, creduto morto,
è giunto alfin
a liberarti,
ad abbracciarti,
a rimirarti, dolce sorella;
quanto hai sofferto,
che aspra guerra, a qual battaglia
fosti risoluta, non vacillasti!
Come montagna che giammai trema
sotto le sferze del ciclone,
come cascata, che vasta
erompe precipite,
non t’arrestasti!
Eri pronta anche a morir,
triste misera, cara sorella,
erano pronti a seppellirti viva,
pur di serrarti la bocca,
quella bocca, che nacque
ad indorare baci,
una volta sposa,
a sì nero ufficio fu deputata:
casta fanciulla, ambra di rose,
non soffrir più,
riposa sul mio cuor,
non soffrir più,
non soffrir più!

(9/10/1996)


[1] Edito in Emanuele Marcuccio, Pensieri minimi e massime, Photocity Edizioni, Pozzuoli (Na), 2012, pp. 47, p. 14.

ISBN: 978-88-6682-240-0.

[2] Edita in Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, Ravenna, 2009, pp. 100, pp. 72-73.
ISBN: 978-88-6347-031-4.

 

A Firenze si sono celebrati i dieci anni di “Segreti di Pulcinella”, rivista di letteratura

Sabato 9 marzo 2013 a Firenze si è svolta la festa per il decennale della rivista di letteratura e cultura varia “Segreti di Pulcinella” (www.segretidipulcinella.it), rivista fondata nel capoluogo toscano da Massimo Acciai e Francesco Felici.

Cornice della festa è stato il salone del Ristorante-Pizzeria “I Tarocchi” sito in Via de’ Renai 12, zona San Niccolò.

Ha aperto l’evento il direttore della rivista, Massimo Acciai, che ha tracciato un breve consuntivo di questi dieci anni d’età e che ha letto poi il messaggio dell’amico pisano Francesco Felici che con lui, quasi per scherzo, nel 2003 fondò la rivista.

La serata è proseguita poi con la premiazione dell’omonimo concorso letterario nato per celebrare la rivista, condotta da Lorenzo Spurio, vice-direttore della rivista che pure ha curato l’opera antologica SDP 2003-2013. Questo libro-consuntivo storico contiene i testi dei premiati e segnalati nel concorso e numerosi testi, poesie, racconti, saggi ed articoli, di numerosi redattori e collaboratori della rivista durante questi dieci anni.

Si sono inoltre presentate due realtà culturali molto importanti: l’Associazione Culturale TraccePerLaMeta (www.tracceperlameta.org) e la sua attività di editoria legata ai soci, presentata da Sandra Carresi, vice-presidente dell’Associazione e Lorenzo Spurio e il gruppo poetico-musicale dei Poetikanten, presentato da Iuri Lombardi e Paolo Ragni.

I premiati e i redattori della rivista hanno letto i loro pezzi mentre Matteo Nicodemo ha allietato la serata con suoi testi, musicati con chitarra.

All’evento hanno preso parte numerosi collaboratori storici della rivista quali Alessandro Rizzo (vice-direttore), Rossana D’Angelo, Paolo Ragni, Iuri Lombardi, Alessandra Ferrari, Emanuela Ferrari, Andrea Cantucci, Luca Mori, solo per citarne alcuni.

L’evento si è concluso con una cena conviviale molto apprezzata, momento nel quale i vari invitati hanno potuto conoscersi e scambiare vedute.

Lunga vita a Segreti di Pulcinella!

Clicca qui per acquistare l’opera antologica SDP 2003-2013 con prefazione di Massimo Acciai e con i testi dei vincitori/segnalati al concorso e quelli dei collaboratori storici della rivista.

Video della celebrazione del decennale (prima parte)

Video della celebrazione del decennale (seconda parte)

“Lo sprezzante caudillo”, poesia di Lorenzo Spurio con traduzione in spagnolo

Lo sprezzante caudillo

DI LORENZO SPURIO

 

L’esercito aveva allagato il paese

per il controllo supremo

dopo quella cogida fatal.[1]

Una sfrontata sfida continua

di urla e autoritarismi

di diamante ormai infranti.

Lo sprezzante caudillo

era stato messo in ginocchio

non da armi o minacce,

ma dall’inesorabile esistenza

e la gente piangeva

stringendo bandiere rosse.

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TRADUZIONE DELLA POESIA IN LINGUA SPAGNOLA
Traduzione di Lorenzo Spurio ed Elisabetta Bagli

El caudillo desdeñoso

 

El ejército inundó el País

para el control supremo

después de la cogida fatal.

Un reto descarado y continuo

de gritos y autoritarismos

de diamantes ya quebrados.

El caudillo desdeñoso

se puso de rodillas

no por armas ni amenazas,

sino por la inexorable existencia.

Ahora el pueblo llora

aprietando banderas rojas.

E’ SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E/O PUBBLICARE LA PRESENTE POESIA SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTORE.


[1] Con cogida si intende la “scornata” del toro durante una corrida. La “cogida fatal” è un attacco talmente forte dell’animale che provoca la morte del torero.

“Coppie imperfette”, mostra personale di Giovanni Palmieri

Invito COPPIE IMPERFETTE_retro

KIROLANDIA frida.artes sezione artistica

presenta

COPPIE IMPERFETTE

di

Giovanni Palmieri
Mostra personale

a cura di Annalisa Laghi, Andrea Alessio Cavarretta, Lucia Paolantonio

 

“L’imperfezione è una condizione e quando due imperfezioni si uniscono nasce una coppia che tende all’equilibrio. Tutto ora vuole essere troppo regolare ed invece dalla mancata perfezione è nato tutto.”

 Giovanni Palmieri

“Disegno, invento e creo da sempre” con queste semplici parole Giovanni Palmieri, classe 1977, diplomato in Teoria e tecnica del disegno presso la Scuola Romana del fumetto (2002) si presenta al pubblico in occasione del suo esordio artistico, confrontandosi con la pittura attraverso il suo stretto rapporto con l’illustrazione. Le sue coppie imperfette sono acrilici su tela di varie dimensioni in cui segno e colore, “lettere” di un alfabeto decorativo in continua elaborazione, percorrono lo spazio pittorico trasformandosi, di volta in volta, in elementi primordiali o in linee sinuose. Ogni elemento è, secondo l’artista, per definizione incompiuto e tende al congiungimento attraverso una sottile trama di legami che lentamente muovono verso l’equilibrio. Le stesse tele, concepite come singole parti imperfette, quella razionale e irrazionale, possono dunque ambire a tale equilibrio soltanto se si uniscono e se vengono messe in rapporto l’una con l’altra, rivelando così il loro significato più intimo e profondo

Euterpe n°7. E’ uscito il nuovo numero della rivista. Tema: “La città”

Rivista EuterpeE’ appena uscito il settimo numero della rivista Euterpe, rivista di letteratura diretta da Lorenzo Spurio, scrittore e critico-recensionista e gestita assieme agli scrittori e poeti Massimo Acciai e Monica Fantaci.

La rivista si apre con un editoriale  firmato da Monica Fantaci, poetessa palermitana e vice-direttrice della detta rivista.

Numerosi i testi a tema e quelli a tema libero che coprono tutti i generi: poesia, narrativa, saggistica, recensioni, interviste. Al termine si offre, inoltre, una serie di segnalazioni di concorsi ed eventi letterari appositamente scelti per la diffusione.

Il nuovo numero della rivista può essere letto e scaricato cliccando sul logo della rivista qui sopra.

Hanno collaborato al presente numero della rivista: Monica Fantaci, Cinzia Baldini, Lorenzo Spurio, Elena Condemi, Federico Caruso, Gianni Calamassi, Michela Zanarella, Giuseppe Gambini, Sebastiano Impalà, Maria Letizia Gangemi, Giovanna Casapollo, Paolo Annibali, Gianluigi Melucci, Claudio Di Paola, Sandra Fedeli, Dunia Sardi, Ilde Rampino, Francesca Rita Rombolà, Cristina Lania (Anima e oceano), Sandra Carresi, Rita Stanzione, Alessandro D’Antonio, Pietro Loi, Marzia Carocci, Emanuele Marcuccio, Mauro Biancaniello, Francesco Iodice Gallo, Miriana Di Paola, Giorgia Catalano, Gennaro Tedesco, Anna Maria Folchini Stabile, Paola Surano, Massimo Acciai, Fiorella Carcereri, Annalisa Soddu, Alessia Nicolucci, Anna Alessandrino, Claudio Boschi, Angela Crucitti, Valentina Meloni, Ilaria Celestini, Maria Rosaria Di Domenico, Ivan Pozzoni, Martino Ciano, Giuseppe Bonaccorso, Fiorella Fiorenzoni, Luisa Bolleri, Lorenzo Campanella, Giovanni Vivinetto e Luigi Pio Carmina.

Si ricorda, inoltre, che il prossimo numero avrà come tema “Panta Rei: Tutto scorre” e che i materiali dovranno essere inviati entro e non oltre il 1 Giugno 2013 alla mail della rivista:  rivistaeuterpe@virgilio.it o a lorenzo.spurio@alice.it (specificando nell’oggetto “Euterpe”).

Clicca qui per l’evento FB per il prossimo numero della rivista.

Grazie a tutti per la collaborazione e l’attenzione.

Lorenzo Spurio

Direttore Rivista Euterpe

“Uno tsunami anche nella cultura”, di Julio Monteiro Martins

di Julio Monteiro Martins

Cos’è quest’onda nuova che scuote l’Italia? E d’ora in poi, cosa possiamo aspettarci? Sarà il caos o al contrario sarà l’inizio dell’agognata liberazione preannunciata con passione da Dario Fo a Milano? O ancora il caos, ma transitorio, come precondizione e allestimento della liberazione?

Una cosa è sicura: a livello simbolico e culturale un sistema senile è cominciato a crollare, se non altro perché ai giovani era evidente la sua ormai malinconica inadeguatezza.

imagesCAK5X0R6Sappiamo che la storia, così come gli stessi esseri umani, non invecchia gradualmente e in modo uniforme, ma a volte sembra ferma, immobile per un lungo tempo e poi in poche ore o in pochi  giorni scende o sale un “gradino” e subito il panorama cambia, si vede con chiarezza tutto ciò che il giorno prima era invisibile, niente è più lo stesso e tutto questo sembra sin dal primo momento stranamente naturale, scontato, come se fosse sempre stato in quel modo, come se fosse molto difficile immaginarlo diversamente.

Ma il cambiamento non è, e non può essere, soltanto nell’ambito politico ed economico. Si tratta di un’intera sensibilità collettiva che ha fatto un salto di qualità, e la sfera culturale, editoriale e letteraria non può rimanere immune alle trasformazioni, fare la gnorri e andare avanti con le stesse deformazioni, contemplando soltanto la stessa “casta” collusa di prima, come se niente fosse accaduto. Anch’essa dev’essere travolta, e prima o poi lo sarà, dal tardivo tsunami che ha finalmente travolto le vecchie dighe e aperto spazio al nuovo e al giusto.

Anche in letteratura il merito legittimo, fino ad oggi volutamente oscurato, dovrà occupare lo spazio finora murato che consentiva a una manciata di scrittori e di intellettuali di poter godere di un prestigio e di una fama immeritati, promossi dai politici di destra o di centro-sinistra, che decidevano sempre e solo in favore di questi cortigiani, favorendoli nelle grandi case editrici, nella grande stampa e nelle reti televisive. Ora basta con gli escamotage per illuminare gli eletti ed eclissare tutti gli altri, basta “gialli” e “noir” di circostanza, presentatori televisivi e cantanti che si spacciano per scrittori, autori di “aforismi” da Baci Perugina, in lingua italiana o straniera, “maghi” e “profeti” da nouvelle cuisine, nullità con rapporti altolocati smerciate come maîtres a penser, opere senza stile né contenuto scritte da anonimi intercambiabili sotto pseudonimi collettivi. Insomma, basta con tutte le truffe e le furberie sostenute dal marketing di un sistema editoriale sclerosato, che per tutti questi anni ha tralasciato il valore letterario e la profondità del pensiero in favore delle strategie commerciali e della manutenzione di uno status quo oligarchico.

La cultura in Italia cambierà. E molto, perché quando muore il pachiderma muore anche la sua coda. E questo rinnovamento radicale è la cosa migliore che potrà succederci. Sarà l’equivalente di una rinascita nel secondo decennio del Duemila, riempiendo lo spazio vacante lasciato dai falsi autori di opere fasulle, ai quali i loro agganci procuravano visibilità nei talk-show, interviste e recensioni generose nella stampa, purché non venga meno la loro complicità con gli interessi della politica e lo scambio di favori clientelistici.

Arriveranno, spero bene, delle cose che da molto tempo non conosciamo: premi letterari onesti – non il condominio delle grandi case editrici di cui sono divenuti parte lo Strega, il Campiello, il Viareggio – e concorsi letterari per esordienti gestiti con correttezza e pubblicizzati con larga diffusione.

Creare nuovi sistemi di appoggio e di protezione alle piccole case editrici, alle piccole librerie, oggi in estinzione, e alle riviste culturali. Aprire finalmente l’università italiana alla creazione culturale-artistica, incorporarla nel programma accademico come avviene da decenni nelle più importanti università straniere. Ridare alla televisione pubblica la sua missione essenziale di ampliare la diffusione della cultura e aumentare gradualmente il livello culturale generale. Promuovere un intenso scambio con gli altri paesi del mondo, dai quali ci siamo allontanati a partire dagli anni ’80 – o loro da noi – come conseguenza di una politica culturale che sembrava disegnata appositamente per isolarci, e che ci ha fatto diventare sempre più provinciali. E soprattutto riconoscere infine la presenza culturale dei nuovi italiani, di quelli venuti da lontano, che hanno scelto questo paese e la sua lingua, e capire la fortuna e l’opportunità immensa che rappresenta averli tra di noi. Aprire le porte delle case editrici, dei teatri e delle gallerie alla loro esuberante creatività, un contributo che si dimostrerà fruttifero per tutti. E dire loro finalmente le due parole negate, vietate tra tante angherie e  umiliazioni culminate con le reclusioni nei terrificanti “centri di identificazione ed espulsione”: “scusateci”, e “benvenuti”.

Creare una volta per tutte una vita culturale che non tema né sfugga la verità, ma che la cerchi e l’affronti: le morti in mare, le menzogne istituzionali, le stragi senza colpevoli, i rigurgiti razzisti e xenofobi, il campanilismo taccagno ed escludente, la tentazione fascista, tutte le zone scure che coesistono con l’intelligenza, l’inventività, l’empatia, la sensibilità estetica e la sterminata tradizione creativa degli italiani.

Il nuovo sta arrivando. Arriva sempre e porta via con sé ciò che è vecchio e vizioso, ciò che è marcio. E quanto più questo arrivo è stato bloccato, tanto più grande sarà la potenza del suo impatto. È ora di dare alla cultura – al teatro, ai registi, agli attori, ai traduttori, agli scrittori, agli artisti, ai fumettisti, ai musicisti e ai compositori – il supporto e la priorità che gli sono stati sottratti durante l’orrenda stagione, ancora in corso, del neo-liberalismo oscurantista. È ora di mettere fine al nostro già annoso ritardo culturale, e di fare un tour de force storico per ripristinare la creatività e il rigore intellettuale che incantavano il resto del mondo nei nostri anni migliori.

Julio Monteiro Martins

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