Il padre della Neo-Avanguardia. Ricordando Alfredo Giuliani (1924-2007). Intervento a cura di Stefano Bardi

a cura di Stefano Bardi 

Anti-poeta fu definito e la sua poesia, non-poesia. Niente di più falso fu mai detto a livello letterario su Alfredo Giuliani (Mombaroccio, 23 novembre 1924 – Roma, 20 agosto 2007). Eppure in pieni anni Duemila questo scrittore è da molti volutamente dimenticato ed etichettato come poeta difficile, rivoluzionario, antipoetico poiché è andato contro i canoni della tradizionale poesia italiana. Affermazione vera in stretta misura, poiché se da una parte assistiamo a una distruzione letteraria, dall’altra alla rimodulazione della poesia medesima, che per l’appunto è riformulata dalle ceneri di quella prodotta fino allora, continuando così l’infinito discorso della poesia, senza interrompere e creare da capo un nuovo genere letterario, come invece molti critici ritennero e ritengono ancora oggi.

dPoesia dal cammino errabondo la sua, che vuole condurci verso l’esistenza, le cose, la materialità e verso azioni fulminee e abbaglianti. Poesia che può essere concepita come un intimo diario di probità, composte di emblemi e da messaggi, che trasformano i pensieri e le emozioni in oggetti. In poche parole, possiamo definire la sua esperienza poetica, come una poesia collage, in cui questo lessema indica la creazione di un inedito tempo poetico in grado di far compiere alla poesia un cammino fatto di schegge che si fermano e riprendono il loro cammino, grazie anche a una melodia dolce e pulsante al tempo stesso.

Poesia degli oggetti, ma anche poesia dell’esistenza oggettivata rappresentata nei suoi attimi brumosi, ovvero, una poesia che rappresenta un’esistenza pulita e decontaminata, da ogni tipo di banalità. Una poesia, quella del Giuliani, sulla quale tanti scrittori e critici si sono espressi, ma sono dell’idea che le migliori parole spese per questo poeta sono state quelle di Pier Paolo Pasolini che definì la poesia del poeta pesarese, come una rottura della canonica lingua italiana, in particolar modo della sua grammatica e della sua impostazione tipografica, attuata da un poeta dalle origini neo-crepuscolari, ma dallo spirito frenetico e rivoluzionario.  

Il 1955 è l’anno della raccolta poetica Il cuore zoppo, le cui liriche possono considerarsi le prime prove poetiche del Giuliani, che si muovono fra la canonica poesia e una produzione lirica colma di reminiscenze poetiche, in particolar modo di poeti inglesi e francesi. Questi primi componimenti puntano alla creazione di attimi palpitanti che, attraverso il legame diretto con i lettori, vogliono provocare un’involontaria e fortissima folgorazione, che sappia convivere insieme a una fulminea eccitazione etica ed esistenziale. 

Il 1961 è l’anno della raccolta I Novissimi. Poesie per gli anni ’60, opera che Giuliani curò editorialmente e filologicamente, in riguardo alle poesie dei suoi amici poeti (Pagliarani, Balestrini, Sanguineti, Porta). Liriche surrealiste e neo-crepuscolari e allo stesso tempo intensamente avanguardistiche, poiché analizzano schizomorfamente il Mondo, umiliandone di conseguenza i suoi messaggi oceanici. Queste poesie, inoltre, mutano tutto ciò che è emotivo in cerebrale e modificano i sentimenti in filosofie. Per quanto riguarda la loro metrica, sono liriche composte con versi lunghi e in pausa che creano magicamente delle poesie senza fine.

Opera che può essere vista come un perfetto esempio di Nuova Avanguardia Letteraria, poiché eliminava l’inconscio e il subconscio, derideva mostruosamente la realtà, e adottava una versificazione dodecafonica. Queste liriche partono dall’analisi degli “oggetti”, per poi creare un confuso e sanguinante pensiero; vogliono riflettersi nella realtà permettendo così agli uomini di oltrepassare e scavalcare i loro specchi spirituali.

Per Giuliani l’esistenza degli uomini si realizza nell’irreale desiderio, di immergersi nella vera spazialità esistenziale, ovvero, quella composta dalla vita e dalla dipartita. Opera che attribuiva al linguaggio un ruolo soverchiatore nei riguardi della logicità borghese attraverso scelte formali che si basavano sull’ironia pungente, sulla canzonatura e sullo straniamento nei confronti del canonico linguaggio letterario. La poesia è vista come strumento di rafforzamento della vivacità e come un trauma linguistico, che permetta di ritrovare il messaggio di un avvenimento direttamente condivisibile. Una riformulata scrittura poetica che doveva diminuire la linfa dell’Io e che non doveva più guardare a lessemi casti e candidi, bensì a lessemi comuni e oggettuali.

Il 1965 è l’anno della raccolta Povera Juliet e altre poesie, composto di liriche costruite con “oggetti” e colme di aggraziate incoerenze, di delicate e nobili gioie, di crudeli e deturpanti improvvisazioni. Opera in cui i personaggi instaurano dialoghi insensati e alienanti, fatti di voci sconosciute catturate dalle vulgate giornaliere. Scopo di questa raccolta era quello di canzonare il dato soggettivo, attraverso la fusione del vero con l’irreale.

download (2)Il 1969 è l’anno della raccolta Il tautofono: 1966-1969, di vitale importanza nella produzione del nostro, poiché in essa si esprime nella sua massima potenza, la forza neoavanguardistica. Opera costruita con registri e melodie che si addossano gli uni sugli altri, fino a sfidare la logica dell’impossibile. Più nel dettaglio questa raccolta liricizza l’interrotto e muto dramma del personaggio-protagonista principale, ovvero un pazzo e sognatore della realtà che vuole creare un colloquio psico-sociale. Desiderio che rimarrà inappagato, lasciando in questo modo nell’animo del personaggio-protagonista, un monologo “spirituale” senza diritto di replica.    

Nel 1993 e nel 2003 escono le ultime due raccolte di successo Ebbrezza di placamenti e Poetrix Bazaar. In questi suoi ultimi capolavori, Giuliani verseggia intimi soggetti, colmi di auto-ironia e di enigmaticità. In particolar modo nella raccolta del 1993 assistiamo a un’esposizione senza nessuna traccia sperimentale ma allo stesso tempo il compito di queste liriche, è quello di soddisfare esigenze surreali. Inoltre Giuliani, recupera le emozioni colte con il contatto diretto dell’Io con le cose e le vicende, che fanno parte del surreale e dell’ignaro.     

download

Una carriera, quella di Giuliani, che non fu solo caratterizzata dalla poesia, ma anche dal movimento letterario denominato Gruppo 63 che partorirà l’opera Gruppo 63. La nuova letteratura, a cura di Alfredo Giuliani e Nanni Balestrini, che punterà sulla concezione della poesia trattando di conseguenza anche i suoi scopi. Un movimento che vedrà la collaborazione di scrittori e intellettuali di spicco, come per esempio il poeta Giorgio Manganelli e il pittore Gastone Novelli. Non solo un’analisi della poesia, ma anche uno studio del romanzo, che secondo Alfredo Giuliani, doveva essere studiato partendo dal poema didascalico Il Tesoretto di Brunetto Latini. Non possiamo però, prima di passare alla rivista Quindici, non dire due parole su questo importantissimo movimento letterario, che rivoluzionò il concetto stesso di poesia, il quale non durò solo per quegli anni, ma arrivò fino ai giorni nostri.

Movimento dall’intellettualismo rivoluzionario, oltranzista e dal linguaggio ragnatelico che emarginò il concetto d’impegno e quello della lirica pedagogica per lasciare il posto a un’adorniana visione poetica, ovvero una lirica spiazzante e “sanguinaria” nei riguardi della società italiana degli anni ’60. Una poesia che, secondo gli intellettuali del Gruppo 63, doveva essere in primis un’investigazione di sé medesima. Il principale scopo di questi intellettuali fu quello di creare un’inedita vulgata lirica e prosastica, in grado di esprimere la vacuità messaggistica del Novecento, attraverso l’utilizzo di parole e architetture confusionarie, spezzettate, irregolari e di creare una metrica neutra composta da infiniti versi sintattici, vacue canonicità melodiche e allo stesso tempo animata da principi e caratteri topografici. Una metrica, che fu affiancata dall’utilizzo di fiacchi e vacui discorsi. Il merito che ebbe questo movimento all’interno della Storia della Letteratura Italiana fu quello di aver oltrepassato sul versante esegetico, una certa lezione editorialistica leggera e raffinata che si basava su periodici clandestini e per questo difficilmente leggibili. Come tutte le cose che hanno un inizio, anche quest’esperienza intellettuale ebbe una fine decretata dall’anno 1967, che vide la “morte” per l’appunto del Gruppo 63.

quindici-giornale-mensile-gruppo-1967-numero-3d57c873-7522-414d-a47e-6a592f1ce76b.jpgIn questo stesso anno, però, nacque la rivista Quindici, curata totalmente dal poeta pesarese. Differentemente dall’esperienza del Gruppo 63, questa rivista voleva arrivare sia ai letterari sia a coloro che erano completamente ameni di letteratura. Scopo che divise fortemente i suoi collaboratori interni distinguendoli in due schieramenti, cioè in coloro che avevano spiriti innovatori e coloro che, invece, avevano animi conservatori e di conseguenza erano propensi a una canonica rivista letteraria fatta di analisi critico-filologiche. Divisione che si risolse con la chiusura definitiva della rivista che avvenne col numero del 19 del marzo 1969. Una rivista di vitale importanza per quegli anni, poiché compì una rivoluzione socio-culturale e intellettuale, scagliandosi ferocemente contro l’ideologia universitaria, comunicativa e “commerciale”. 

  

Bibliografia e Sitografia di Riferimento:

  1. Antognini, Scrittori Marchigiani del Novecento, Ancona, Bagaloni Editore, 1971, 2 vol., Tomo II – Poeti.
  2. Barilli – A. Guglielmi, Gruppo 63. Critica e teoria, Milano, Feltrinelli, 1976.
  3. VV., Letteratura Italiana. I contemporanei, Milano, Marzorati Editore, 1977, 6 vol., Tomo VI.
  4. Martellini, La Poesia delle Marche (Paragrafi per una genesi), Forlì, Forum/Quinta Generazione, 1982.
  5. Cecchi – N. Sapegno, Storia delle letteratura italiana. Il Novecento, Milano, Garzanti, 1987, 2 vol., Tomo II.
  6. Ferroni, Profilo storico della letteratura italiana, Torino, Einaudi, 1991, 2 vol., Tomo II.
  7. Paolo Pasolini, Descrizioni di descrizioni, Milano, Garzanti, 1996.
  8. Lorenzini, Poesia del novecento italiano. Dal secondo dopoguerra a oggi, Roma, Carocci, 2002.
  9. Borsellino – W. Pedullà, Storia generale della letteratura italiana, Milano, Motta Editore, 2004, 16 vol., Tomo XV – Il Novecento. Sperimentalismo e tradizione del nuovo – Parte prima.
  10. Cucchi – S. Giovanardi, Poeti Italiani del Secondo Novecento, Milano, Mondadori, 2004, 2 vol., Tomo II.
  11. Casadei, Il Novecento, Bologna, Il Mulino, 2005.
  12. Bignami, Letteratura italiana. Il Novecento, Sesto San Giovanni, Edizioni Bignami, 2006.
  13. Casadei – M. Santagata, Manuale di letteratura italiana contemporanea, Roma-Bari, Laterza, 2007.
  14. Colasanti – A. Cazzini Tartaglino – T. Iannini, Letteratura italiana. Schemi riassuntivi, quadri di approfondimento, Novara, De Agostini, 2011.

Alfredo Giuliani in Dizionario Biografico degli Italiani (www.treccani.it).

Annunci

Il nuovo numero della rivista “Euterpe” dedicato a “La cultura al tempo dei Social Networks” (invio partecipaz. entro 31-07-2017)

Ritorna l’appuntamento con le pagine della rivista online di letteratura “Euterpe”, aperiodico tematico fondato e diretto dal poeta e critico letterario Lorenzo Spurio nell’ottobre del 2011 ed entrato a far parte delle attività più interessanti e coinvolgenti dell’omonima associazione culturale fondata nel marzo 2016 a Jesi (AN). 

Numerosissimi gli interventi in questi ventitré numeri della rivista che per ogni numero proponeva una tematica o un’immagine di riferimento alla quale potersi rifare argomentando una propria visione o pensiero. Particolarmente curata a trattare le varie sezioni, dalla poesia alla narrativa breve passando alla saggistica con attenzione per la critica letteraria, la forma testuale dell’articolo e della recensione libraria. Interessante anche l’apparato dedicato alle interviste, introdotte a partire dal n°16 della rivista, la cui sezione è curata dalla poetessa, scrittrice e haijin Valentina Meloni. Ad arricchire i contenuti anche la sezione di critica d’arte (denominata “Démon du midi”), introdotta a partire dal n°22 e curata dallo scrittore, poeta e critico Antonio Melillo. 

Assai ampio il repertorio delle voci poetiche, critiche e di estimatori dell’arte e della cultura che in questi sei anni hanno scritto sulle pagine di “Euterpe”; tra di esse è bene citare la presenza in rivista di testi – editi e inediti – di Dante Maffia, Corrado Calabrò, Marcia Theophilo, Nazario Pardini, Franco Buffoni, Elio Pagliarani, Tomaso Kemeny, Mariella Bettarini, Giorgio Linguaglossa, Donatella Bisutti e tanti altri ancora.

19989287_1889783967940693_9166535378796280482_n.jpg

Il prossimo numero della rivista, che propone un tema nevralgico e al tempo attualissimo, fonte di indagini di carattere sociali e di studi veri e propri su tendenze dei nostri giorni, sarà dedicato a “La cultura al tempo dei Social Networks”, vale a dire ci si domanderà, nelle forme che ciascuno reputa maggiormente proprie, quale è l’incidenza di internet e dei social, la potenzialità e quanto funziona, in termini sociali e collettivi come collante o, al contrario, come deterrente. Culturalmente, in un’età in cui le riviste cartacee stanno scomparendo o sono già avito ricordo di un’età di splendore delle Lettere, cosa apportano o come migliorano la nostra conoscenza i Social Network se, effettivamente, ci poniamo nell’ottica di riconoscegli una propensione e una finalità comunicativa e sociale? 

Sarà possibile partecipare al prossimo numero della rivista inviando i propri elaborati (attenendosi alle Linee redazionali contenute sul sito cliccando qui) entro il 31 Luglio 2017 inviando le proprie proposte unitamente a una propria scheda biobibliografica o curriculum letterario alla mail rivistaeuterpe@gmail.com 

Per chi, invece, voglia avvicinarsi alla rivista come “lettore”, facilitiamo il link di riferimento al sito dove possono essere localizzati tutti i numeri precedenti divisi in ordine cronologico e per tematica. Numeri che possono essere scaricati facilmente in formato .pdf, salvati e letti comodamente a titolo gratuito. 

Il mondo del teatro, tema del prossimo numero della rivista di letteratura “Euterpe” – Scadenza 21-05-17

16299011_1816826958569728_1671577101441895574_nSegnaliamo la selezione per il prossimo numero della rivista di letteratura “Euterpe” tutt’ora aperta che scadrà il prossimo 21 maggio 2017.
Il prossimo numero della rivista, il ventitresimo, propone come tema al quale è possibile ispirarsi e rifarsi liberamente quello della “Scrittura teatrale e i suoi interpreti”.
Per poter prendere parte alla selezione dei testi è richiesto di seguire le semplici e basilari “Norme redazionali” presenti sul nostro sito a questo link http://rivista-euterpe.blogspot.it/p/norme-redazionali.html  pena l’esclusione.
I materiale dovranno essere inviati esclusivamente a mezzo elettronico alla mail rivistaeuterpe@gmail.com entro e non oltre il 21 maggio p.v. 

Info: rivistaeuterpe@gmail.com 

Come il web ha cambiato il nostro modo di apprendere le lingue

 

Articolo del Team di Fazland

La società contemporanea è molto cambiata rispetto al passato; grazie all’abbattimento delle frontiere, e ai nuovi mezzi di comunicazione che abbiamo a disposizione, la multiculturalità è diventata una realtà che influenza moltissimi aspetti della vita quotidiana. Il mondo del lavoro è forse uno dei settori che maggiormente ha subito delle modifiche, sia per la creazione di nuove professionalità, sia per l’esigenza sempre più diffusa, da parte del lavoratore, di essere in grado di colloquiare con persone provenienti da ogni parte del mondo. In tempi di crisi occupazionale, dunque, conoscere una lingua straniera oltre alla propria madre lingua è fondamentale, e spesso può fare la differenza tra due curricula di pari importanza.

Per un italiano, quali potrebbero essere le lingue più importanti da apprendere per trovare lavoro all’estero? Al primo posto, ovviamente, bisogna mettere l’inglese. Per quanto l’inglese, contrariamente a quello che comunemente si pensa, non sia in assoluto la lingua più parlata al mondo, di certo è quella più usata, anche perché è quella più diffusa nel web. Ma essere bilingue, al giorno d’oggi, non è sufficiente: l’inglese, per così dire, è dato per scontato. Oltre alla madrelingua e all’inglese, sempre più scoprono l’esigenza di conoscere una terza o anche quarta lingua per motivi professionali. Il francese è molto ricercato, poiché viene parlato all’interno degli organismi afferenti alla Comunità Europea. Da non trascurare, oltre ai canonici tedesco e spagnolo, anche le lingue orientali, come il cinese mandarino. Il cinese mandarino è la lingua più parlata al mondo, ed è molto richiesta nel mondo del lavoro, insieme al russo e all’arabo.

Naturalmente il modo migliore per apprendere una lingua che non è la nostra nativa sarebbe quello di cominciare a studiarla fin dalla più tenera età; purtroppo non tutti hanno questa fortuna, anche se nelle scuole italiane finalmente ha cominciato a diffondersi la consapevolezza dell’importanza dell’insegnamento di una seconda lingua fin dalle classi primarie. In età adulta apprendere una lingua che non è la propria è molto più difficile, ma non impossibile. Il metodo più efficace consiste nel recarsi in un paese straniero, soggiornando lì per qualche tempo, ma non tutti hanno questa possibilità o il tempo necessario. In alternativa ci si può contentare di un corso di lingua.

Esistono infatti molti istituti per adulti che forniscono un servizio di lezione frontale con insegnanti madrelingua che permettono di apprendere la grammatica e la pronuncia della lingua desiderata. Questi corsi però spesso sono molto costosi e richiedono un impegno che chi lavora spesso non può permettersi di affrontare. Grazie alle nuove tecnologie, però, al giorno d’oggi esistono molte valide alternative, poco costose ed estremamente snelle da seguire, che permettono anche a chi ha poco tempo e poco denaro di imparare velocemente e in modo soddisfacente una lingua straniera.

Ecco dunque che si ricercano metodi di apprendimento e corsi di lingua sempre più personalizzati. Alcuni infatti hanno necessità di imparare la lingua molto in fretta per non perdere un’occasione di lavoro, altri invece devono imparare lo specifico linguaggio tecnico del loro settore in una lingua diversa per cui un semplice corso base nella lingua straniera non è sufficiente per loro.

unnamed.jpg

Tutto è iniziato grazie alla grande rete che ha rivoluzionato le nostre vite in molteplici aspetti: internet. Il world wide web parla per lo più inglese : conoscere questa lingua è fondamentale per poter avere accesso ad un numero assai più elevato di informazioni rispetto a chi conosce solo l’italiano. Così, era praticamente inevitabile che sul web venissero aperti dei siti internet come Fazland.com, il cui scopo fosse proprio quello di permettere di accedere a corsi per lezioni di lingue su misura per tutte le esigenze, grazie alla possibilità di confrontare più preventivi online prima di scegliere.

La metodologia di apprendimento grazie al web può anche essere di diverso genere. Ci sono alcuni siti che consentono di scaricare delle vere e proprie lezioni con esercizi da svolgere e moduli didattici che spiegano le regole sintattiche e grammaticali. Ce ne sono altri, per utenti più esperti che vogliono solo allenarsi nel parlare una lingua che già conoscono, che permettono di colloquiare o chattare con persone madrelingua. Alcuni di questi servizi sono gratuiti, altri sono a pagamento.

L’ultima evoluzione che c’è stata nell’ambito dell’apprendimento delle lingue straniere tramite web si è avuta con la diffusione dei dispositivi portatili, smartphone e tablet. La maggior parte dei siti web che un tempo potevano essere consultati solo tramite computer desktop o laptop si sono infatti dotati di una relativa app, che può essere scaricata su un device mobile. Installando sul proprio telefonino di ultima generazione un’applicazione linguistica è possibile esercitarsi e imparare davvero in qualunque momento: mentre si è sull’autobous e si sta andando al lavoro, o mentre si fa la fila all’ufficio postale.

La tecnologia ha dunque ovviato ad uno dei maggiori ostacoli che un tempo incontrava chi voleva apprendere una lingua straniera: la mancanza di tempo. Con le app infatti si possono usare i pochi momenti liberi che si hanno a disposizione per perfezionarsi nella conoscenza di una lingua, migliorando così le comprensione e la dizione, e soprattutto garantendosi la possibilità di poter inserire nel curriculum una nuova abilità, fondamentale per poter trovare lavoro all’estero ma anche in patria.

Il Team di Fazland

“La vita è un viaggio” di Michela Zanarella, tradotta in arabo da Mostafa Touny

La vita è un viaggio

di MICHELA ZANARELLA

 

Ogni uomo

cammina scalzo nel suo domani,

inciampa e poi riprende il passo,

mentre la sorte

ha il gergo del mare.

La vita è un viaggio,

una trama di rossori e sconfitte.

La meta è oltre il tempo,

nel grembo sicuro

di un silenzio inatteso.

Rimane l’impronta

del tramonto cercato,

l’esile vibrazione di un binario

sospeso,

il filo rosso di terre lontane.

 

impronte-400x266

 

حـــــياتنا رحــــــــلة

 

كل رجل يسير نحو غده حافي القدمين  ،

يتعـــثر ثم يستــــأنف الخـــــطى

في حين  مصيره كقانون البحار. .

الحياة عبارة عن رحلة،

نســـــيج من الشــــــفق والهــــزائم.

والهدف من ذلك خارج نطاق الزمن،

 فى كنف آمن من الصمت  الغير متوقع

ويبقى أثـــر الغروب المأمول ،

الاهتزاز الطفيف لمسار معلق ،

النسيج الأحــمر لبــــلاد بعيدة ..

Traduzione in arabo di Mostafa Touny

“Lapilli di vita” di M. Zanarella tradotta in greco da Dimitris P. Kraniotis

Lapilli di vita

DI MICHELA ZANARELLA

In queste ossa

viaggio

e insieme mi porto

lapilli di vita.

Scavo calore

consumo il fiato,

amo.

Voglio andare

con la pelle

a restare magia

nel destino.

Voglio esplodere

di te

e sapere il sapore

del mare.

decorative-oil-painting-the-living-room-wall-font-b-picture-b-font-font-b-ocean-b

TRADUZIONE IN GRECO A CURA DI DIMITRIS P. KRANIOTIS

Μικέλα Ζαναρέλλα – “Σπίθες της ζωής”

Μέσα σε αυτά τα οστά

ταξιδεύω

και κουβαλάω μαζί μου

μικρές σπίθες της ζωής.

Ξεθάβω θερμότητα,

παίρνω αναπνοή,

αγαπώ.

Θέλω να μείνω

σ’ αυτό το δέρμα,

θέλω να εξακολουθεί

να είναι μαγικό

στο μέλλον.

Θέλω να εκραγείς

από μέσα μου

και θέλω να γνωρίσω

τη γεύση της θάλασσας.

(Μετάφραση: Δημήτρης Π. Κρανιώτης)

Domenica 21 agosto a Marotta con la poesia civile

LA POESIA CIVILE A MAROTTA
DOMENICA 21 AGOSTO SI PARLA DELLA ANTOLOGIA “RISVEGLI”

Domenica 21 agosto alle ore 21:15 a Marotta (PU) nello spazio del Parcheggio di Villa Valentina si terrà un evento poetico destinato a parlare di poesia di impegno civile. L’evento, organizzato dalle Associazioni Chiaro-Scuro e dal Circolo Culturale Marotta, sarà aperto con i saluti di entrambe le presidenti, rispettivamente Ketty Perrone ed Ersilia Riccardi. Il poeta e critico letterario Lorenzo Spurio, curatore del volume antologico Risvegli: il pensiero e la coscienza. Tracciati lirici di impegno civile (PoetiKanten Edizioni, Sesto Fiorentino, 2015) introdurrà la serata che vedrà poi l’intervento del prof. Raffaele Taddeo, prefatore del medesimo volume. A seguire letture poetiche dei poeti Elvio Angeletti, Anna Maria Berni, Ivana Biagetti, Rossana Di Iorio, Elisabetta Freddi, Daniela Gregorini, Rossana Guerra, Michele Miano, Gianni Palazzesi, Franco Patonico, Fiorina Piergigli, Maria Pia Silvestrini, Marco Squarcia e Lorenzo Spurio. 

locandina marotta-page-001

 

Dal “Resto del Carlino” del 20-08-2016

14068227_1236402846405048_5775884834467894852_n

 

14117786_10210112475671782_7821342364351335049_n

Da sx: Lorenzo Spurio, Elvio Angeletti, Raffaele Taddeo, Ersilia Riccardi, Maria Pia Silvestrini, Fiorina Piergigli, Elisabetta Freddi, Anna Maria Berni, Daniela Gregorini