N.E. 01/2023 – “Un alito di vento”, poesia di Giulia Maria Sidoti

Il vento è un fantasma, muove le cose

le tende soffiano gelide arie o

lambiscono con tiepide carezze,

l’anima si appresta,

fiori olezzano al respiro ed io lo sento

percepisco l’alito suo.

Tu? Sei tu che repente colpisci la porta

che sbatte violenta sull’uscio del cuore?

Sei tu che allunghi l’ombra dell’ortensia?

Del gatto che fugge rabbrividisci la coda

e piano posi i fogli sparsi in volo sul suolo?

Dimmi perché lo fai, vuoi ancora parlare?

Amico fantasma, ancora vuoi amare, nell’ombra?

La tua mente è nebbia autunnale al crepuscolo…

Sei solo un alito di vento.

*

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N.E. 01/2023 – “Alichino”, poesia di Lucio Zaniboni

Alichino, diavolo si, ma non mostruoso,

nero di color che tende al bronzo,

come le ali.

Non bello, ma un ‘fico’ direbbero le ragazze

che affannate corrono al concerto 

a  sollevare le braccia al cantautore.

Da poco Alichino è addetto 

ad attizzare le fiamme sui dannati

e con graffi a strappar loro altro dolore.

Un giorno gli appare un volto nuovo:

è Eleonora, perdutasi nel peccato

per amore.

Il cuore di Alichino ha un sobbalzo,

la mira trasognato:

capelli ramati che al baglior delle fiamme

hanno vividi riflessi,

occhi azzurri trasparenti al verde,

come il mare quando si alza in creste,

la bocca rossa a cuore ad attirare bacio…

Alichino sospira.

(l’amore non ha età  luogo confine)

Braciola, caposquadra del reparto,

si accorge di questo smarrimento

e sul momento non trova altro rimedio

che confinarlo alla guardiuola.

Non vedendo l’oggetto del suo ardore,

Alichino patisce pene d’inferno per amore.

Per questo amor che l’ha redento,

potrà trovare la pietà del Redentore?

*

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N.E. 01/02023 – “Nel giardino di Sophia”, poesia di Michela Zanarella

Ispirata alla raccolta di Sophia de Mello Breyner Andresen

Nel giardino di Sophia la notte si è spogliata

tra le memorie dell’edera e il passo taciturno dei muschi verdi

mentre i navigatori hanno deposto il loro destino in una barca

solo le stelle hanno visto dove va a finire l’infinito

c’è anche un poeta uguale agli odori dell’estate

e foglie cariche di febbre che non sanno del sonno

dicono un silenzio al mio udito

le quattro stagioni mi fissano ed è come se il tempo

fosse un eterno fiorire – cento primavere allo specchio.

*

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N.E. 01/2023 – “Le verità provvisorie” e “Illuminazione, sentire prima di capire”, due poesie di Rodolfo Vettorello

Le verità provvisorie

Mi faccio vanto

d’essere incostante

e credere in un “vero” provvisorio,

nella certezza come ipotesi 

per fare.

Un pragmatismo comportamentale

che vale per risolvere i quesiti

di un modo di coesistere usuale

di contrapposti miti.

La logica perfetta ha più eccezioni

di un libro di grammatica.

E’ illusione

pensarsi inamovibili e coerenti

come una roccia in mezzo alla corrente.

Vorrei potermi dire “sacerdote”

di un credo esistenziale innovativo,

di verità valevoli per gioco,

di un “vero”

che paia eterno ma che duri poco.

Il tempo necessario e non di più.

*

Illuminazione, sentire prima di capire

La vaga suggestione

di insolite sequenze di parole,

comunica, alle volte, un’emozione,

senza che sappia come.

La conoscenza transita per strade

ben poco frequentate;

si affida spesso solo ad intuizioni,

a strane relazioni tra le cose,

senza nessuna logica  o evidenza.

La spiegazione è sempre irrazionale

e, per viaggiare lungo altri binari,

ha avuto il nome di “illuminazione”.

S’apre la strada al senso del nonsenso,

all’anarchia di un ordine perverso,

all’illusione che la verità

trovi una casa solamente dove

si ferma la ragione.

Sentire venga prima di capire,

è un misticismo nuovo,

un credo esistenziale innovativo.

Io mi emoziono ancora

con le parole solite, in sequenza;

un brivido mi corre per la schiena

al suono della rima più normale,

al fascino segreto di assonanze,

alla magia del dire più banale.

*

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N.E. 01/2023 – “I libri. Lo specchio dell’io”, poesia di Bogdana Trivak

L’amore nello

Specchio per

Ricevere e

Dare l’amore

Come l’acqua di

Fiume che

Scorre lentamente

Imbevendo le

Chiome della

Salice piangente

Rispecchiate

Nell’acqua cristallina

Tutti i libri

In un unico libro

Lo specchio dell’io

Oppure il mare…

*

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N.E. 01/2023 – “Sorte di un poeta” e “Riflessi di malinconia”, due poesie di Claudio Tonini

Sorte Di Un Poeta

Oggi ho voglia di morire

ma la mia condanna

è vivere,

immerso nei cuori

dei lettori solitari

come un palombaro triste.

*

Riflessi Di Malinconia

L’alba si staglia

su questo libro sgualcito,

tra scrosci di nostalgia

e orizzonti incerti.

Madide sono le pagine

che in solitudine sfoglio,

intrise di emozioni

mi parlano commosse.

Raccontano i giorni

di un passato perduto,

di bellezze eclissate

innanzi a un futuro morto.

Ed ecco che sorge

il solenne destino

di un poeta

senza amore.

*

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N.E. 01/2023 – “Liberi”, poesia di Rita Stanzione

Quante ereavanti

al misero nostro essere spiccioli

i libri – echi di ruderi

nodi di voci

di ogni mondo possibile.

Vi entriamo abitiamo l’inchiostro

di un infinito presente

– è un bel confabulare

capace di scomporci

ricomporci

incrociate risplendenze

déjà-vu

in inscenate trascendenze

sull’asse teso

dalla parola principiante tra vero e

tinte sommerse che s’infiammano.

Disvelamenti a luce

da averne cura
creare archivi di bellezza

ché anche la polvere ch’è nata

dalla carta si intreccia al cielo.

Traccia l’eternità.

E quando li bandivano

proibivano, bruciavano

i libri – i liberi –

era solo paura

di ritrovarsi a specchio

brutti e schiacciati.

*

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N.E. 01/2023 – “Sere”, poesia di Antonio Spagnuolo

Smetti di ricercare primavere

che svaniscono nel rapido volgere di spalle:

una informe opacità l’antica disperazione

che vado scrivendo nell’incomprensione.

Il mio richiamo ha mutamenti nel buio

stanco di un’armonia che vibra

e polverizza questa mia vecchiaia.

Le nostre sere più non torneranno

perfezione che avviava all’infinito

*

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N.E. 01/2023 – “Diario Mille novecento novanta nove di Zeichen”, poesia di Gabriella Sica

Caro il bel tempo lontano e felice

quand’erano i capelli neri

e sono ora per pensare tutti bianchi

la gente non ama i poeti vivi

li vuole senza corpi

che parlino da vivi ma morti

e tu caustico e indispettito

annoiato come sarai in paradiso

da morto ti fai vivo

con i Diari postumi ben esposti.

Tutti ci convochi alla bella luce

come eravamo nel fatidico anno

mille novecento novanta nove

giovani e splendenti

ridendo dal secolo al colmo

ora morti o ancora per un po’ vivi

e come già morti

disamorati dal fare nuova la vita

tutti stagliati nella tua mente

sarcastica e pungente

per tanta ingenuità gentile

in attesa che ci si ritrovi insieme.

Di pensare a noi lasciati nell’aiuola

non smetti mai neppure ora

ora che ci fai questo ronzante dono

di un libro nuovo e graffiante ogni anno

non so per quanti anni

tu risorto convitato di pietra

con lo zaino leggero

per lasciare il tuo immortale segno

fedele al tuo nome

noi incolpevoli al di qua a parlare

a dire la parola morte.

Eppure i critici pensierosi

non ci pensano neppure alla beffa

all’avventura estrema e portentosa

dell’appassionato di geopolitica

di incursioni militari

e non di sei poesie inedite all’anno

per un altro Diario postumo

ma uno scosceso libro-fiume ogni anno

la sorprendente beffarda tua beffa

che molto ci rallegra

autografa sorpresa

che dall’Aldilà viene qui tra noi.

*

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N.E. 01/2023 – “Tappeto di foglie”, poesia di Elso Simone Serpentini

Sullo spesso ramato tappeto di foglie

che il vento aduna e nessuno raccoglie,

lento il mio passo, vellutato, incede

in un crepitio che si sente e non si vede,

ed è musica dalle autunnali melodie,

che dolci strumenti da mani non mie

mossi e suonati lungo il sentiero arcano

vanno dispiegando in modo strano.

L’una sull’altra sovrapposte e messe,

le foglie s’affollano e fanno ressa,

la gamma dei colori è variopinta

ma in tutte regna una comune tinta

che rimanda dell’estate verdeggiante

soave ricordo all’attempato viandante.

*

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N.E. 01/2023 – “Libri”, poesia di Evaristo Seghetta Andreoli

Lascio i libri letti a metà

pagine scorse senza ricordo

senza rimorso

prive di paternità

consegnate all’ombra degli scaffali

e di quelle non lette nessun rimpianto

diari di vita altrove

giorni non vissuti

chiusi per sempre.

*

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N.E. 01/2023 – “Un libro”, poesia di Anna Santarelli

Immagine, estratto

di un percorso:

corpo e parola

appartenenti alla terra

palpito e pensiero

nella prova quotidiana

che si fa espressione

Tramite e contatto

offerta per l’altro

per chi si accosta

in ascolto si pone

e si lascia condurre

da altro discorso

Nel gioco di specchi

è la bellezza di un libro

nelle azioni di riflesso

In molteplici sfumature

di luce, in mille accenti

è il potere di un libro

*

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