Esce “Saggi Scelti. Volume I. I Classici” di Lucia Bonanni

Il 15 novembre 2021 è uscito il libro “Saggi scelti. Volume I. I Classici”, volume di saggistica del critico letterario e poetessa Lucia Bonanni, scritti tra il 2015 e il 2020, con la cura editoriale del poeta e aforista Emanuele Marcuccio e con la collaborazione del poeta e critico letterario Lorenzo Spurio, autore della Prefazione, per i tipi di CTL di Livorno. Il libro si apre con una lettera aperta a firma dell’Autrice sul suo fare e intendere poesia, prosegue nelle sue tre sezioni di “Poesia”, “Teatro” e “Approcci comparati” e si conclude con una “Appendice” di due saggi su tematiche di attualità. Si riportano di seguito i titoli dei singoli saggi scelti.

La parte dedicata alla poesia vede al suo interno i seguenti interventi critici: “Il mio modo di intendere la poesia: una lettera aperta”; “La bellezza come piacere dello spirito in arte e poesia”; “Paesaggio, orfismo, alchimia e cammino nei Canti Orfici e altri scritti di Dino Campana”; “Vita interiore, immaginario e creatività nelle opere Di Lauren Simonutti e Anne Sexton”; “Nota critica al volume antologico Leonardo Sciascia. Cronista di scomode realtà”. Per il teatro, invece, “Repertorio e struttura di simboli e metafore nell’opera teatrale El público di Federico García Lorca”; Cuando sale la luna”. Tradizioni popolari, poesia e teatro in Federico García Lorca”; Autenticità, fedeltà e vocazione umana in Casa di bambola e L’anitra selvatica di Henrik Ibsen”; “Vuoto, circolarità e stravaganze in La cantatrice calva, La lezione e Le sedie di Eugène Ionesco”; “Significati, anomalie e liminarità in Aspettando Godot di Samuel Beckett”. Nella sezione degli approcci comparati questi sono i titoli dei relativi capitoli: “Dal Risorgimento alla Resistenza: Paesaggio e soggetività umana negli scritti di Luigi Mercantini, Giuseppe Ungaretti e Italo Calvino”; “Fattori culturali, conoscenza e comunicazione dalla scuola di Barbiana (don Lorenzo Milani) alla realtà degli animatori digitali”; “Seduzione e sesso in letteratura: Analisi e confronto di alcune opere letterarie”; “Realismo, interiorità spirituale e psicologia nella Danaide di Auguste Rodin e nel Perseo di Benvenuto Cellini in relazione allo “yin” e “yang” e alla violenza di genere”; “Da La terra del rimorso di Ernesto De Martino alla “cinematografia sgrammaticata” di Pier Paolo Pasolini per un percorso interdisciplinare tra etnomusicologia, letteratura popolare e cinema etnografico”; Il mito del Changeling come spiegazione di malattie misteriose, rapimenti e scambi di bambini anche in relazione ai fenomeni naturali”. Infine, nella ricca “Appendice” troviamo testi d’interesse generale e di grande attualità e interesse: “Forme di appartenenza, mobilità e orientamento del sistema migratorio”; “I cento giorni del Ruanda. Dramma sociale e dignità umana nella scrittura di Pierantonio Costa e la memoria fotografica di James Nachtwey”.

Il prefatore del volume, il critico letterario Lorenzo Spurio, ha scritto: “[L]’attività letteraria [di Lucia Bonanni] – con particolare attenzione alla saggistica […] – ha ricevuto commenti lusinghieri e apprezzamenti in termini critici, anche nel contesto di premi letterari che hanno, pertanto, messo in luce le indiscusse capacità esegetiche della Nostra, la fluente capacità discorsiva nonché la limpidezza dei ragionamenti che, privi di formalismi o impalcature ardimentose, possono essere recepiti da un pubblico esteso che scantona, pertanto, l’accademismo. Ed è questo, infatti, il punto di forza di tale volume di riflessi critici, di vibrazioni letterarie e di interscambi comunicativi tra autori, opere, fasi storiche, geografie fisicamente lontane ma non nel pensiero o nel ragionamento saggio e interattivo della Bonanni. La Nostra, con un procedimento di lettura delicato e al contempo assai approfondito, è in grado di avvicinarsi con garbo e onestà alla materia letteraria, scantonando superfetazioni e allontanandosi da letture restrittive, classiste o pregne di qualsivoglia orma pregiudiziale o di archetipo precostituito. Gli accostamenti, i riferimenti che il critico porta, spesso in chiave comparativistica o ricorrendo un’analisi delle fonti, risulta di fondamentale importanza per una conoscenza contestualizzata di personaggi, temi, archetipi, analogie, rimandi intertestuali”.

Lucia Bonanni (Avezzano, 1951), poetessa, scrittrice e critico letterario. Per la poesia ha pubblicato le sillogi Cerco l’infinito (2012) e Il messaggio di un sogno (2013); è autrice di articoli, saggi, recensioni e prefazioni a testi poetici e narrativi di autori contemporanei. Varie pubblicazioni sono presenti in antologie poetiche, raccolte tematiche e riviste di letteratura. Come critico letterario è autrice delle monografie Linee esegetiche attorno all’opera narrativa di Lorenzo Spurio (2019) e Epico e lirico nel dramma «Ingólf Arnarson» di Emanuele Marcuccio (tuttora inedita).

“Ti sogno, terra 3”: è uscita la nuova opera del noto progetto editoriale a cura della prof.ssa Laura Margherita Volante

Articolo di Lorenzo Spurio

È uscita – sempre per i tipi de I Quaderni del Consiglio Regionale delle Marche e con un breve nota di Dino Latini, Presidente del Consiglio della Regione Marche – la terza parte del prestigioso progetto editoriale Ti sogno, terra a cura della poetessa, scrittrice e pedagogista Laura Margherita Volante. Dopo i due precedenti tomi, che sono stati rispettivamente dedicati alla poetessa camerte Rosa Berti Sabbieti (che si firmava nella personale corrispondenza con la Volante come “Noce”) e Don Giovanni Ghilardi, salesiano responsabile della Comunità Giovanile “Don Bosco”, ora è la volta di Ti sogno, terra 3 – composto da due volumi – opera dedicata al noto poeta e filosofo Padre David Maria Turoldo. Avevo avuto modo, qualche anno fa, di parlare già dell’opera apripista di questo interessante progetto in un articolo apparso su «Blog Letteratura e Cultura» il 31 ottobre 2017 dove, pure, si dava conto dell’imminente presentazione del volume a Pesaro presso il prestigioso Salone degli Specchi dell’Alexander Palace Museum Hotel dell’eccentrico artista e mecenate il Conte Alessandro “Nani” Marcucci Pinoli di Valfesina[1].

La copertina del volume, che riporta una celebre poesia di Salvatore Quasimodo, vuole essere un chiaro omaggio alla multiforme terra di Sicilia: vi è ritratto, infatti, uno scorcio della Valle dei Templi di Agrigento, nella fulgida ricchezza delle testimonianze storico-archeologiche del mondo greco. Il testo, come avvenuto con le precedenti opere del medesimo progetto, è un ricco almanacco di aforismi (della Nostra e dei classici), citazioni, poesie, analisi, recensioni, letture e approfondimenti, saggi e interviste e non disdegna neppure l’elemento grafico-visivo di numerose pagine a colori che contengono sia copertine di opere letterarie che foto di autori, incontri, eventi, momenti di celebrazione e tanto altro ancora.

Riassumere in un articolo la vastità degli interventi risulta non solo difficile ma anche qualcosa di delicato perché si rischia immancabilmente di dimenticare qualcuno (per una completezza ed esaustività d’indagine, rimando all’indice del volume che ben delinea, in opportuni sezioni e sotto-capitoli) i tanti autori di cui la Volante si occupa.

Ed è un vero viaggio in lungo e in largo per la nostra Penisola: ce lo indicano le sezioni del volume che, in maniera anticipatoria e didascalica, ci informano sulle varie regioni a cui appartengono gli artisti, gli autori, le voci distinte di cui la professoressa-pedagogista ha deciso di occuparsi con acribia e grande fluidità comunicativa. Per la Sicilia figurano Licia Cardillo, Marco Scalabrino e Vincenzo Marzocchini. Il capitolo della Calabria è per lo più dedicato ad Angelo Gaccione di «Odissea» col quale la Volante collabora attivamente dalla sua fondazione, nel 1999; la Puglia è rappresentata dall’organizzatrice culturale Regina Resta, presidente di Verbumlandi-art di Galatone che annualmente indice il Premio d’eccellenza “Città del Galateo”; nel Lazio ritroviamo Jean Bruschini. Particolarmente ricco appare il capitolo V, dedicato alle Marche, con contributi dedicati a Valeria Dentamaro, Marusca Montalbini e alla versatile artista Lilian Rita Callegari. Pure non è dimenticata la regione Piemonte – della quale la Volante è originaria – con ampi saggi e validi accenni a Cesare Pavese.

Di pregio e degno di menzione è anche il secondo volume che compone Ti sogno, terra 3 dal titolo Volando al massimo che contiene favole della Volante accompagnate da efficaci illustrazioni di Massimo Tartaglini. L’obiettivo specifico di questo tomo è assai lodevole ed è principalmente teso ad avviare un processo di educazione sentimentale fin dall’infanzia, con la consapevolezza dei docenti che, oltre il programma, c’è la relazione. La Volante è certa nel sostenere che si gioca tutto sulla relazione e sue criticità culturali al fine di affrontare l’analfabetismo emotivo e lo sviluppo di un linguaggio affettivo e costruttivo. Questo perché assistiamo ormai da troppo tempo a fenomeni sociali inquietanti che vanno dal bullismo ad altre forme di violenza gratuita sui soggetti deboli. Il messaggio è chiaro: non vogliamo una società robotizzata che generi mostri, ma una società dove il diverso rappresenti una ricchezza, dove al centro ci sia la persona quale soggetto di diritto. Quindi gli adulti, educatori ed educandi, assieme ai fanciulli devono dialogare, conoscere per conoscersi per una crescita civile. Dove non c’è dialogo non c’è amore e – in nessun modo – si vuole che vinca l’odio, generatore malefico di violenze di omicidi, suicidi, guerre e altre nefandezze.

Laura Margherita Volante è nata ad Alessandria e vive ad Ancona. Professoressa di ruolo nella Scuola Media Superiore e docente presso l’Università Politecnica delle Marche, pedagogista certificata, impegnata in ambito formativo ed educativo presso enti e scuole, anche con progetti di propria ideazione, fra i quali “Favolando-Premio Montessori”, “Nel mondo di Rodari” rivolti ai bambini delle scuole materne, elementari e medie. Ha collaborato con il Centrodonna di Cesena su temi di grande attualità, fra cui la violenza e l’immigrazione. Ha pubblicato non solo diversi testi poetici ottenendo numerosi riconoscimenti (fra cui il Premio Manzoni), ma anche racconti, articoli e aforismi, con pubblicazioni su varie antologie e riviste culturali. Come poetessa risulta inserita nell’antologia Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) a cura di Lorenzo Spurio. Per il Premio “Tre Gocce d’Inchiostro – Aforisma” è stata citata su «La Repubblica» nel 2014. Da due anni con la rivista «Odissea» di Milano, diretta dallo scrittore Angelo Gaccione, per cui è anche corrispondente per la regione Marche. Collabora altresì con la rivista «Polis» ed è membro di giuria del Premio Letterario “Città di Ancona” organizzato dall’Associazione “Voci Nostre” del capoluogo dorico. Il progetto editoriale Ti sogno, terra – di sua unica ideazione e curatela, presentato in varie città italiane – ha visto la pubblicazione di vari volumi: il primo nel 2018, il secondo nel 2019[2] e ora, in una veste di due tomi, esce Ti sogno, terra 3.

Come avvenuto per i precedenti tomi dell’avvincente progetto editoriale della Volante, l’opera verrà presentata al pubblico sabato 27 novembre p.v. alle ore 17 presso la Sala Convegni delle “Grotte del Cantinone” di Osimo (Via Fontemagna n°12). Oltre alla scrittrice interverrà, nel ruolo di presentatore, la giornalista Valeria Dentamaro (ingresso solo dietro esibizione del Greenpass, con mascherina indossata e fino a esaurimento dei nr. 40 posti totali). L’autrice ha informato, inoltre, che seguiranno ulteriori presentazioni ad Ancona e Pesaro di cui darà conto, mediante locandine e note a mezzo stampa, sulle relative date e location.

Lorenzo Spurio

Jesi, 21/11/2021


[1] L’articolo è disponibile a questo link: https://blogletteratura.com/2017/10/31/laura-m-volante-ti-sogno-terra-il-progetto-culturale-dedicato-a-rosa-berti-sabbieti-che-celebra-lunica-regione-al-plurale/ (Sito consultato il 21/11/2021).

[2] Anche a Ti sogno, terra 2 ho dedicato un articolo: “Ti sogno, terra 2. Il lungo viaggio dei sognatori di Laura Margherita Volante. Il 12 dicembre la presentazione nel capoluogo dorico”, in «Blog Letteratura e Cultura», 09/12/2019, link: https://blogletteratura.com/2019/12/09/ti-sogno-terra-2-il-lungo-viaggio-dei-sognatori-di-laura-margherita-voltante-il-12-dicembre-la-presentazione-nel-capoluogo-dorico/ (Sito consultato il 21/11/2021).

Il 5 dicembre a Jesi una conferenza su Amedeo Modigliani, tra arte e letteratura

Domenica 5 dicembre presso la Sala conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi (ingresso da Via Francesco di Giorgio Martini) si terrà l’evento “Amedeo Modigliani, l’uomo e l’artista” voluto e organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi. Esso segue un percorso di appuntamenti sull’arte contemporanea che, in precedenza, ha visto la trattazione di opere dell’artista Gustave Klimt con una conferenza tenutasi nel 2019.

Nel 2020 si sono celebrati i cento anni dalla morte del geniale pittore livornese ma, a causa delle limitazioni dettate dall’emergenza Coronavirus, non è stato possibile organizzare un evento per ricordare la grandezza dell’artista noto per i nudi femminili, le figure filiformi e per essere stato amico e collega di importanti artisti di spicco, tra pittori e intellettuali, del secolo scorso.

La vita e l’opera artistica di Modigliani sono state raccontate da sempre attraverso la leggenda e il mito, nati alla morte dell’artista. Inquieto e capriccioso, Modigliani ha incarnato quel modello perfetto di “pittore maledetto”. Le sue opere parlano, però, un linguaggio perduto di ricerca “classica” e di impenetrabile tensione verso la perfezione. Spesso nei ritratti di donne o nelle sue sculture gli occhi ermetici e socchiusi raccontano storie che portano in sé qualcosa di tragico e fatale, un po’ come la parabola della sua esistenza che sappiamo essere stata costellata di esperienze irripetibili, inquieta malinconia e da un epilogo intenso e drammatico.

L’iniziativa, che si terrà con il patrocinio morale del Comune di Livorno, di Jesi Cultura e della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, verrà presentata dalla poetessa e scrittrice Marinella Cimarelli (Consigliere Ass.ne Euterpe) e vedrà la conferenza della prof.ssa Monia Fratoni, storica dell’arte, dal titolo “Amedeo Modigliani. Lo sguardo altrove” che si snoderà con l’ausilio di opportune diapositive atte a mostrare e commentare alcune delle opere più importanti di Modigliani.

Ad arricchire il pomeriggio artistico saranno anche alcuni contributi letterari tra i quali alcuni inediti (sia poetici che estratti di una scenografia) del noto poeta Dante Maffia (candidato in passato al Premio Nobel) e socio onorario da anni dell’Associazione Culturale Euterpe dedicati all’amore tra il pittore livornese e la tormentata poetessa russa Anna Achmatova. Tali brani saranno letti da Roberta Javarone, come pure quelli di alcuni estratti di racconti dell’antologia “Il grande racconto di Modigliani” (Edizioni della Sera, Roma, 2020) cura di Monia Rota dove figura, tra gli altri, il racconto “Alice” dello scrittore e Consigliere dell’Associazione Euterpe Stefano Vignaroli.

Modigliani, dunque, non solo celebrato artista ma anche esponente centrale nello sviluppo di un fermento culturale attivissimo, tanto nella capitale francese degli anni Venti che in seguito. Il critico letterario Lorenzo Spurio, presentando gli inediti di Maffia, traccerà brevemente il variegato e florido contesto letterario nel quale Modigliani a lungo lavorò a contatto con intellettuali di prim’ordine, con attenzione all’amore travolgente e tormentato con la poetessa russa Anna Achmatova (1889-1966).

Gli interventi musicali – alla chitarra – saranno a cura del Maestro Massimo Agostinelli.

Per partecipare alla serata è richiesta la prenotazione unicamente mediante mail all’indirizzo: ass.culturale.euterpe@gmail.com dove si dovrà indicare nome e cognome delle persone che parteciperanno e numero di cellulare. Data la riduzione dei posti in sala, riceveranno la conferma di prenotazione coloro che, in ordine cronologico, rientreranno nella platea di posti liberi. Al luogo dell’evento si accederà solo dietro conferma di prenotazione, mediante esibizione del Green Pass, misurazione della temperatura e mascherina indossata.

Info:

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

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“Persistenze. Parole, memorie, frammenti” di Stefania La Vita, recensione di Lorenzo Spurio

Recensione di Lorenzo Spurio

La poesia ha bisogno di cose

è un fatto di respiro,

anche un rossetto usato

può bastare

al verso, dargli ossigeno.

La poetessa siciliana Stefania La Via, residente nell’affascinante comune di Erice nel Trapanese, ha recentemente dato alle stampe, dopo i precedenti lavori Fuori tema. Canti del silenzio (1998), e-mail (2002) e La fragilità difficile (2014), una nuova raccolta di versi. Il volume, dal titolo Persistenze. Parole, memorie, frammenti, è stato pubblicato da Màrgana Edizioni di Trapani in un’elegante veste grafica che al suo interno contempla delle raffigurazioni visive monocromatiche.

L’opera si mostra anticipata da un’affettuosa dedica ai suoi cari, a suo marito e ai figli e subito lascia il posto a un importante cameo di citazioni dell’alta tradizione letteraria nostrana e d’oltralpe. Ci si accorgerà poi, leggendo il volume e procedendo nel percorso voluto dalla poetessa, che i richiami alla tradizione, le voci di maestri e mostri sacri della poesia mondiale, non mancheranno e saranno, al contrario, rilevanti e simboliche pietre miliari, o una sorta di ancore, lungo il cammino.

In apertura alla sotto-sezione intitolata “Parole” incontriamo chiose tra cui una di Italo Calvino estratta da un’avvincente annotazione sulla poesia quale concetto indefinibile e realtà inconcreta, difficilmente contenibile e ascrivibile a canoni stringenti di chiusura e di Umberto Eco e di Paul Claudel incentrate, invece, sulla forza espressiva e il significato del linguaggio umano nelle forme del più antico canto, quello appunto poetico. La chiosa di Claudel richiama il motivo del margine e del frammento, l’aspetto di sopravvivenza e di residualità che contraddistingue la poesia che è, tanto sulla carta quanto nel disquisire, ciò che risulta da un procedimento di sintesi e lavaggio, di rimozione di orpelli estetici e di tecnicismi per giungere a una parola glabra, ossuta, scarnificata atta a rivelare con semplicità e pianezza di linguaggio, a svelare e denudare il corpo del superfluo.

Tra queste ampie linee propedeutiche prende piede l’opera poetica di Stefania La Via e subito ci imbattiamo in opere che fanno della poesia stessa l’oggetto privilegiato d’analisi come accade in “Di verso in verso” dove è possibile leggere: “Mi nutro di poesia a lunga scadenza. / La prendo a piccole dosi dallo scaffale/ […] / la rumino, la disfo, la rifaccio / nuova, la rimpasto con paure / e speranze che sento mie”. Interessante testimonianza di poetica in cui la poetessa non cela la sua reale dipendenza e “consustanziazione” con la poesia, di cui fa uno dei motivi più significativi del suo ordinario.

Una disamina attenta al sentimento che la lega al verbo lirico è contenuta nella poesia successiva, “Alla poesia”, una sorta di lode o invocazione in cui l’Autrice è in grado di rivelare l’attaccamento, la sintonia, il legame e l’effervescenza sperimentate nella scoperta della poesia, nel ricorrere ad essa, nel sentimento di esigenza e di recupero.  In “Fare una poesia” ci si domanda, in maniera indiretta, su come effettivamente sia possibile costruire una poesia e questo viene per lo più indagato in termini non tanto speculativi quanto fascinosi e allegorici; l’Autrice parla di “alcuni versi in lavorazione” e dice che “[ha] scolpito speranza e sofferenza”. La costruzione del verso è centellinata da azioni minute di grande abilità e competenza, come quella di un mastro comacino nell’intaglio e nella lavorazione della pietra. Il manufatto che alla fine vi si ottiene non è che il procedimento frastagliato di interventi continui, di una manualità cosciente ma soprattutto di una grande genialità che risiede nel recondito del singolo.

Nel volume di La Via si riflette sulla scrittura, sull’importanza del segno e si avanza l’idea che le parole abbiano una centralità indiscussa, tanto nel collettivo quanto nel consuetudinario del singolo. Si parla abbondantemente di questo, ascritto in una linea di nostalgica speranza e di tiepida insicurezza che si raggruma nel concetto indefinito e ondivago di transitorietà (alla quale dedica una lirica con un monito riflessivo sul passaggio delle generazioni).

Di particolare pregnanza risulta la poesia “Solo la parola”, che si riconnette alla nota incipitaria di Claudel richiamata come intertesto, che aderisce a una concezione di poesia esatta e pura, parca e necessaria, valevole, nella sua semplicità di linguaggi e stili, di far fronte a un magma interiore, a una ferita indicibile, al desiderio di esternare moti ondosi o burrascosi del proprio io, come pure di aderire, mediante la propria visuale, alla presenza cosciente e attiva nel contesto collettivo: “Poesia non è un’amena passeggiata”, dice la Nostra. Siamo senz’altro d’accordo su questo che, più che un verso, può apparire come un disincantato giudizio. Esso rappresenta un’evidenza palese, quella che nella consuetudine pregiudiziale odierna, vede la poesia come diversivo o banalità, quale artificio recondito o astrazione surreale, tendenzialmente inutile perché incapace di relazionarsi ai fatti concreti della vita. Inefficace e inattuale perché non duttile né respirabile, né tanto meno plasmabile dall’uomo. Eppure La Via evidenzia, secondo una logica di sottrazioni (definendo per mezzo di una serie di negazioni curiose), quel che effettivamente la poesia è (o rappresenta) per lei: “Non è galleggiare in superficie ma apnea / precipizio / sconquasso / che toglie la terra sotto i piedi / e capovolge prospettive, / energia che attraversa, / strappo che squarcia la trama del tessuto”. La poesia è uragano o radiografia. Impeto e scavo. Riflessione e denuncia. Eppure La Via intende sottolineare con nettezza quanto la sua origine primigenia e atavica risieda in una sorta di ambulacri personali, nelle cavità di un’esperienza di cui conosciamo forme e messaggi solo in forma limitata.

In questa sezione dedicata alle “parole” è contenuto anche un omaggio al giovane poeta romano Gabriele Galloni (1995-2020), deceduto nel fiore della sua “estate del mondo”. La poetessa annota nell’incipit: “Quando un poeta muore / si fa più oscuro il mondo, disperato” passando poi in rassegna alcuni degli squarci iconografici più tipici della sua poetica fortemente imbevuta di un sentimento e di un presentimento (forse) della morte: “Corteggiavi la morte / e a lei ti sei arreso, giovane poeta / […] / tu che volesti raccontare l’abisso, / l’Antartide nera”. È da pochi giorni trascorso il primo anniversario della morte del poeta e iniziative in sua memoria, riletture della sua opera, confronti, dibattiti e, forse, il lavoro a una prossima pubblicazione di inediti, ha contraddistinto tutto questo tempo, nel diorama vastissimo e in continua produzione di omaggi e sensi di affetto verso il poeta di In che luce cadranno (2018). Il componimento di La Via rientra, dunque, in questo ambito.

Nella seconda sezione del volume, “Memorie”, dopo le citazioni di Guy de Maupassant e di Bertolt Brecht (si noti la vastità e la varietà stilistica e contenutistica degli autori richiamati e, quindi, in qualche modo, fatti propri, riletti e riproposti nel contesto dei propri testi personali), ci si interroga in maniera più serrata sul transito irrefrenabile del tempo tramite la rievocazione di mesi, stagioni e momenti in essi diluite che hanno contraddistinto momenti inscindibili all’esperienza esistenziale della Nostra. Da “Ferite” leggiamo: “Si sfocano i ricordi dolorosi, / ne resta un’eco sorda / […] / Eppure si riaccende talvolta la ferita”.

La terza e ultima sezione, “Frammenti”, è anche quella più corposa dell’intero libro ed è interamente dedicata a far risaltare il tracciato umano ed emotivo nella drammatica circostanza dei tempi inclementi che ci sono stati dati da vivere, quelli dominati dalla pandemia e dalla sua minaccia mortale, dall’angoscia diffusa sino alla paranoia, alla desolazione e al tormento collettivo. Ci si è domandati spesso negli ultimi tempi su varie riviste di settore, sull’onda anche di iniziative antologiche a tema Covid e a seguito di una poesia di Mariangela Gualtieri (citata dall’autrice in esergo) che a molti è piaciuta ma ha fatto anche molto discutere, se effettivamente sia possibile definire l’età del momento, in termini di storiografia, nei termini di “letteratura della pandemia” e in molti hanno sostenuto di sì. Con ampi e necessari preamboli, note, distinguo, approfondimenti, limitazioni, etc.

La caratteristica principale di questa sezione è quella di voler trasmettere il senso di disagio e di mancanza d’equilibrio dell’uomo contemporaneo, assieme alle sue nevrosi e al sentimento di sempre più convinta in-appartenenza agli spazi. Le poesie divengono, così, brani scheggiati, come annotazioni, perdono il loro senso di completezza e di unitarietà per apparire, appunto, frammenti, il prodotto di un momento di irrequietezza e frenesia e di dolore, di incapacità di rivelare la realtà in maniera pacificata. Ne nascono composizioni di diversa natura, brani in versi che s’avvicinano e si nutrono alla prosa con un alta intensità lirica, in cui l’Autrice ci parla di questo “dolore antico” che si amplifica nella stasi dolorosa (“Di questo tempo strano / ricorderemo la calma delle strade / […] / il silenzio che penetra / la terra”), nel distanziamento sociale, nella lontananza (“il condominio è un albergo / di solitudini”), nell’annullamento e nella sospensione dell’ordinario (“il ritmo si allenta / e l’ora si confonde”), dato per assodato e invece riscoperto in tale circostanza come qualcosa di assolutamente nevralgico e vitale: “Tutto è ovattato, distante / il pianto, il dolore, / il legno delle bare allineate. / Luce al neon che acceca / ma non scalda”, annota in “Frammento sesto”. Il ritorno alla normalità – ammesso che questo sia possibile – potrà avvenire non tanto con l’effettivo debellamento del virus (altri ce ne saranno, dicono gli studiosi) ma quando saremmo stati capaci di ritrovarci negli affetti, quando avremo riscoperto l’esigenza antica e banale, innata e legittima, del sentimento comune: “Dobbiamo reimparare ad abbracciarci” (incipit di “Frammento ventunesimo”).

Una risposta fiera e convinta alla barbarie di questi tempi originata dal maledetto virus è rappresentata dal “Frammento trentaduesimo” dove, dopo numerose immagini di morte, di asfissia, di desolazione collettiva, la poetessa ritorna a sperare, con una rinata coscienza memore dell’accaduto, una riflessione buona che dobbiamo accogliere e fare nostra per continuare a credere al mistero della vita e alla necessità di persistere in questo cammino sì frastagliato e minacciato dall’enigma ma, sempre e comunque, proiettato verso una meta di luce: “Il dolore che provoca l’assenza / si trasforma in canto, / perché solo ciò che manca / si può cantare / e per quanto dura il canto / ha tregua il male”.

Lorenzo Spurio

Note: La riproduzione del presente testo, sia in formato integrale che di stralci e su qualsiasi tipo di supporto, non è consentito se non ha ottenuto l’autorizzazione da parte dell’autore. E’ possibile, invece, citare da testo con l’apposizione, in nota, del relativo riferimento di pubblicazione in forma chiara e integrale.

“Il canto vuole essere luce” su Federico García Lorca di Lorenzo Spurio a Palazzo dei Priori di Assisi domenica 22

Domenica 22 agosto alle ore 17:30 presso la prestigiosa Sala della Conciliazione del Palazzo dei Priori (Comune) di Assisi (PG) si terrà un evento culturale interamente volto a rileggere e approfondire l’influente figura di Federico García Lorca (1898-1936), il celebre poeta e drammaturgo andaluso che nell’agosto del 1936 fu vittima della nefanda Guerra Civile Spagnola, per mano delle forze fasciste. L’accesso alla Sala avverrà da Piazza del Comune n°10, in pieno centro assisiate. L’occasione sarà quella di presentare al pubblico il ricco volume Il canto vuole essere luce. Leggendo Federico García Lorca edito da Bertoni Editore di Perugia nel 2020 voluto e curato dal poeta e critico letterario marchigiano Lorenzo Spurio.

In questo testo di critica letteraria e di poesia Spurio – noto studioso lorchiano e stimato critico letterario – ha voluto “chiamare a raccolta” una serie di artisti – tra poeti, scrittori, disegnatori – per collaborare a un progetto teso alla rilettura di uno dei più celebri poeti di sempre, l’autore del Romancero gitano ma anche di opere teatrali quali Nozze di sangue e Yerma, amico di letterati quali Pablo Neruda, Antonio Machado, Rafael Alberti ed Eduardo Marquina, solo per citarne alcuni.

Ad aprire l’evento saranno i saluti istituzionali del Sindaco di Assisi, Stefania Proietti, e di Jean-Luc Bertoni, editore. Seguirà l’intervento critico di Spurio dal titolo “Federico García Lorca e l’America: cento anni dopo” imperniato sull’esposizione di una delle fasi meno note e maggiormente cruciali della vita personale e letteraria di Lorca – ovvero il periodo americano e cubano del 1929/1930 – e i contributi di due delle autrici presenti nel volume con saggi dedicati su determinati argomenti, rispettivamente la mugellana Lucia Bonanni e la romana Cinzia Baldazzi.

Al volume Il canto vuole essere luce – oltre ai già menzionati – hanno preso parte anche i poeti Antonio Spagnuolo (prefatore); Emanuele Marcuccio, Michela Zanarella, Daniela, Luisa Ferretti e Giorgio Voltattorni (con loro poesie dedicate al Poeta); l’artista Franco Carrarelli “l’Irpino” (con sue illustrazioni a china) e Lucia Cupertino e Hebe Munoz (per le traduzioni dallo spagnolo).

Ad arricchire l’evento su quello che Neruda definì “un arancio in lutto”, sarà un mini-reading poetico sulla luna che si terrà in seno alla presentazione del volume, a cura della poetessa caprese Annalena Cimino – Presidente e Fondatrice del Premio Internazionale di Arte e Poesia “A Pablo Neruda, la Città di Capri” nel 2018 – che interpreterà alcuni tra i più bei versi lorchiani dedicati alla luna e sue poesie sul medesimo tema.

Il Maestro Massimo Agostinelli di Ancona, noto chitarrista, eseguirà brani della tradizione folklorica andalusa e composizioni su partiture dello stesso Lorca che, oltre che poeta, drammaturgo e disegnatore, fu anche eccellente e ispirato musico grazie all’amicizia e alla collaborazione con Manuel de Falla e Antonio Segura Mesa.

“Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura”: è uscito il n°33 della rivista “Euterpe”

Siamo felici di comunicarLe dell’uscita del n°33 della rivista di poesia e critica letteraria «Euterpe» che proponeva quale tema di riferimento “Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura”.Nella rivista sono presenti testi di (in ordine alfabetico): ABENANTE Carla, ABRUZZESE Andrea, APOSTOLOU Apostolos, BARTOLUCCI Maria, BELLANCA Adriana, BELLINI Eleonora, BIANCHI MIAN Valeria, BIOLCATI Cristina, BONANNI Lucia, BORDONI Michele, BUFFONI Franco, CAFFIERO Patrizia, CALABRÒ Corrado, CAMELLINI Sergio, CARMINA Luigi Pio, CARRABBA Maria Pompea, CASUSCELLI Francesco, CATANZARO Francesco Paolo, CHIARELLO Rosa Maria, CHIRICOSTA Rosa, CONCARDI Enzo, CORIGLIANO Maddalena, CORONA Antonio, CURZI Valtero, DEFELICE Domenico, DE FELICE Sandra, DE ROSA Mario, DI SORA Amedeo, ENNA Graziella, FERRERI TIBERIO Tina, FERRI Mita, FILECCIA Giovanna, FINOCCHIARO Johanna, FUSCO Loretta, GAGLIARDI Filomena, LANIA Cristina, LE PIANE Fausta Genziana, LUZZIO Francesca, MANNA CLEMENTI Anna, MARCUCCIO Emanuele, MARTILLOTTO Francesco, MARTONE John, MIRABILE Salvatore, MORETTI Vito, NARDIN Donatella, NAZZARO Antonio, NOVELLI Flavia, OLDANI Guido, PACI Gabriella, PASERO Dario, PAVANELLO Lenny, PECORA Elio, PELLEGRINI Stefania, PIERANDREI Patrizia, QUINTAVALLA Maria Pia, RAGGI Luciana, RICCIALDELLI Simona, RIZZO Jonathan, SABATO Adriana, SANTONI Enrica, SICA Gabriella, SIVIERO Antonietta, SPURIO Lorenzo, STANZIONE Rita, STEFANONI Gian Piero, TAGLIATI Franco, TASSONE Rocco Giuseppe, TERESI Giovanni, TOMMARELLO Laura, VARGIU Laura, VESCHI Michele, ZANARELLA Michela, ZINNA Lucio.

Di particolare interesse è la sezione saggistica / critica letteraria del presente volume che si compone dei seguenti contributi:

ARTICOLI                                                                                                                                   

“Didone nel libro dell’Eneide: preparazione e costruzione di una tragedia” (Filomena Gagliardi)

“Il Re burla”; “Limiti 3X2” (Michele Veschi)

“Domani è un altro giorno: riflessioni su Via col vento di M. Mitchell” (Lenny Pavanello)

“Beatrice, amore tra mito, realtà e leggenda” (Sergio Camellini)

“Ettore e Andromaca: l’addio” (Tina Ferreri Tiberio)

“Mala Zimtebaum ed Edek Galinski: un amore ad Auschwitz” (Antonietta Siviero)

“La possibilità dell’impossibilità di un sentimento amoroso” (Valtero Curzi)

“Un viaggio chiamato amore”; “Noi ci diciamo cose oscure” (Loretta Fusco)

SAGGI                                                                                                                                           

“La barca dell’amore s’è spezzata…” (Amedeo Di Sora)

“Il fascino dell’alba per un incontro storico memorabile: Cartesio e Cristina di Svezia” (Anna Manna Clementi)                                                                                             

“Il simbolo e la metafora fra mitologia, arte, poesia e letteratura” (Apostolou Apostolos)            

“L’amore impossibile di Solange de Bressieux” (Domenico Defelice)

“Honoré de Balzac e Madame Hanska” (Fausta Genziana Le Piane)

“Gli amori “infelici di fine” nella Gerusalemme Liberata” (Francesco Martillotto)

“Gli amori impossibili nella Gerusalemme Liberata tra opposizioni e devianza” (Graziella Enna)

“Giselda Fojanesi e la sua avventura siciliana” (Lucio Zinna)

“Quando i legami familiari sono d’impedimento alle relazioni amorose: Le nostre anime di notte di Kent Haruf” (Lucia Bonanni)

Segnaliamo altresì il lungo saggio di Lorenzo Spurio sul poeta, saggista e critico letterario Vito Moretti (1949-2019) al quale è dedicato il numero e del quale è presente una ricca scelta di testi della sua ampia carriera letteraria; un’intervista a cura di Michele Bordoni alla poetessa e scrittrice Donatella Bisutti e un intervento di Lorenzo Spurio sulla “Poesia Sculturata”, creazione della poetessa siciliana Giovanna Fileccia, con in appendice un’intervista all’artista.

Troverà il nuovo numero della rivista allegato in formato PDF; la stessa può essere scaricata collegandosi al nostro sito, cliccando qui.

A continuazione, invece, può essere letta/scaricata in vari altri formati:

Visualizzazione in ISSUU/Digital Publishing adatta per smartphone e tablet

Ebook: Azw3 per Kindle – Mobi – Epub

Prima di salutarvi e di augurarvi buona lettura, ci teniamo a segnalare alcune notizie che reputiamo utili e interessanti correlate all’attività della nostra rivista:

RIVISTA EUTERPE 2011-2021: negli scorsi mesi, dato il decennale dell’attività della rivista di poesia e critica letteraria «Euterpe» abbiamo pubblicato un volume-archivio che raccoglie, oltre alla storia della stessa (come è nata, si è sviluppata, i suoi progetti, etc.), la configurazione delle rubriche nel tempo e della composizione della Redazione, tutti gli editoriali e l’archivio completo, in ordine alfabetico, che contempla tutti gli autori che hanno scritto sulla rivista con riferimenti al numero e all’annualità. L’opera, curata dal direttore della rivista Lorenzo Spurio, è prefata dal poeta e critico letterario Antonio Spagnuolo e si chiude con una postfazione del poeta prof. Nazario Pardini. All’interno di questo numero della rivista è presente, nella sezione “Recensioni” un breve comunicato stampa del volume. Per chi fosse interessato a richiederlo si consiglia di scrivere a rivistaeuterpe@gmail.com per ricevere tutte le informazioni.

VOLUME MONOGRAFICO “STILE EUTERPE” VOL. 6 – Dopo i precedenti volumi monografici dedicati rispettivamente a Gianni Rodari (curato dal prof. Francesco Martillotto) e ad Oriana Fallaci (curato da Lucia Bonanni) contenenti poesie, racconti, saggi, recensioni e altri contributi del progetto “Stile Euterpe” volto, di volta in volta, a rileggere, approfondire, studiare un intellettuale del panorama letterario italiano, è stato proposto a tutti i collaboratori presenti e passati della rivista, con un sistema di partecipazione attiva e ad evidenza pubblica, un sondaggio per la scelta del nome dell’autore al quale dedicare il prossimo volume tematico. I nominativi proposti sono fuoriusciti da una prima scelta operata dalla Redazione della Rivista. Per poter esprimere le proprie preferenze è stato creato un sondaggio all’interno di un gruppo chiuso di Facebook. Il Consiglio per chi è già iscritto a Facebook e intende partecipare è il seguente: chiedere iscrizione al Gruppo (https://www.facebook.com/groups/777388299073155) e, una volta ricevuta l’accettazione, dirigersi al sondaggio che appare nella parte alta della pagina o cliccare direttamente qui:  https://m.facebook.com/questions.php?question_id=2671592796319353

Si possono esprimere un massimo di tre scelte e non di più.

Per coloro che, invece, non posseggono Facebook o non riescono a esprimere la propria scelta online, chiediamo la gentilezza di scaricare e compilare il modulo al seguente link: https://drive.google.com/file/d/1A4WR63NoqbIzZwivmyHPTXRQzu7gOxAL/view?usp=sharing e di farlo avere compilato in ogni sua parte, firmato e scansionato alla mail ass.culturale.euterpe@gmail.com entro il 30/09/2021, data nella quale il sondaggio verrà chiuso.

I voti ricevuti mediante compilazione del suddetto modello verranno computati agli altri espressi sul sondaggio online.

* * *

Ricordiamo, inoltre, che il tema del prossimo numero della rivista al quale è possibile ispirarsi sarà “Desiderio di evasione, vagabondaggio ed erranza: suggestioni, simbolismi e messaggi”. Ricordiamo, altresì, che il tema è da intendere quale consiglio di una possibile proposta da presentare e che non è strettamente vincolante.

I materiali dovranno essere inviati alla mail rivistaeuterpe@gmail.com entro e non oltre il 19 settembre 2021 uniformandosi alle “Norme redazionali” della rivista (leggere qui prima di inviae contributi: https://associazioneeuterpe.com/norme-redazionali/)

È possibile seguire il bando di selezione al prossimo numero anche mediante Facebook, collegandosi al link: https://www.facebook.com/events/597851327769239

“I versi e le parole” di Giuseppe Pappalardo, recensione di Gabriella Maggio

Recensione di GABRIELLA MAGGIO

La vita umana è breve e fuggitiva dice Giuseppe Pappalardo in questa sua recentissima opera I versi e le parole, edita da Edizioni Thule di Palermo. Versi raffinati, ricchi di echi della tradizione latina e italiana, Orazio (Eheu  fugaces , Postume, Postume,/labuntur anni- Odi II,14) e Petrarca (La vita fugge e non s’arresta un’ora, Canzoniere, CCLXXII) fra tutti. Ma anche denso di altre risonanze come quella della lunga tradizione poetica intorno alla rosa, rielaborata da Pappalardo in simbolo della caducità di ogni cosa umana (Schiusa si è / da qualche settimana, presto sarà dei petali spogliata…è l’inclemente legge primordiale / che spegne le illusioni degli umani, / è la crudele vita e dolorosa).

L’usuale registro dialettale che sino ad oggi ha connotato la produzione poetica di Giuseppe  Pappalardo cede in questa raccolta  all’uso  della lingua italiana, quella della tradizione poetica fatta di endecasillabi e settenari. Il poeta esprime nel mutato linguaggio la volontà d’innalzare il canto dall’intimo colloquio dei sentimenti privati a quello più universale e impegnativo che aspira a fare il bilancio di una vita e di tutte le vite umane nello stesso tempo.

Accanto ai temi propriamente lirici si affiancano quello della natura, come sfondo e paesaggio che suscita la poesia e della religione che acquieta e dà speranza, anche se il poeta teme l’orrendo vuoto del silenzio di Dio. I versi e le parole contengono tanta nostalgia della giovinezza trascorsa, della pienezza della vita che nel tempo si perde: Scrivimi, amore dolce, quando canti/ ed accompagni la tua voce al piano, / lega la busta all’ala di un gabbiano / che voli tra le nuvole e i rimpianti….Libererò il cuore prigioniero / dai miei silenzi vuoti di poesia; / risponderò, struggente nostalgia, / e il vento sarà  il nostro messaggero. Ma accanto alla nostalgia c’è una punta di speranza: Apparirà l’azzurro / dopo l’arcobaleno. / Tornerà la ghiandaia / e nel cuore il sereno. E nel cuore sereno rinasce la poesia consolatrice anche nel momento del commiato dalla vita che il poeta sente avvicinarsi: Mi hai fatto compagnia / nell’angusta prigione della vita, / hai messo l’ali della fantasia / all’anima che si era ammutolita… Indugia Giuseppe Pappalardo sulla poesia in apertura e in chiusura della raccolta. Sia I versi e le parole, da cui il titolo, sia Alla poesia, testo conclusivo della prima sezione, rivelano la centralità della riflessione sul poetare, ragione di vita, canto, melodia che precede e cerca la parola che vi si armonizzi. Sincero è il sentimento di Giuseppe Pappalardo e sicuri i suoi mezzi espressivi e stilistici anche nella seconda parte della raccolta Versi brevi che ha un marcato accento gnomico, nato dall’esperienza. Non manca anche in questa sezione un accenno alla poesia: È d’oro il Paradiso / e leggiadria di fiori e di candore, / la poesia.  Davvero alma poësis.

 GABRIELLA MAGGIO

L’autore del presente testo acconsente alla pubblicazione su questo spazio senza nulla pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro. E’ severamente vietato copiare e diffondere il presente testo in formato integrale o parziale senza il permesso da parte del legittimo autore. Il curatore del blog è sollevato da qualsiasi pretesa o problematica possa nascere in relazione ai contenuti del testo e a eventuali riproduzioni e diffusioni non autorizzate, ricadendo sull’autore dello stesso ciascun tipo di responsabilità.

Il 7 luglio “22 letture infografiche di Andrea Camilleri. Dati letterari per contenuti visivi”


ACCESSO ALLA MOSTRA

07.07.2021 – 07.11.2021 (h 24)

Link: framevr.io/camilleri

VERNISSAGE ONLINE | OPEN ACCESS

07.07.2021 | 10:00

Link Zoom: tinyurl.com/vernissage-camilleri

INTERVENGONO

Antonio Sellerio

Direttore Editoriale della Sellerio Editore

Mariolina Camilleri

Illustratrice

Paolo Di Paolo

Scrittore

Matteo Bonera

The Visual Agency

Carlo Martino

Presidente LM – DCVM | Sapienza Università di Roma

INTRODUCONO

Vincenzo Cristallo

Ida Cortoni

________________

Mostra a cura di:

Vincenzo Cristallo

Co-cura e coordinamento:

Miriam Mariani

“Una brezza mediterranea tra poeti italiani e turchi” a cura di C. Piccinno e M. Şenol. Recensione di Lorenzo Spurio

Recensione di LORENZO SPURIO

È una raccolta interessante, dettata da esigenze polifoniche e di condivisione culturale, quella che la salentina Claudia Piccinno – poetessa e fluente traduttrice nella nostra lingua di poeti sparsi in vari angoli di mondo – ha prodotto negli ultimi tempi. La struttura è volutamente tripartita ovvero, con la finalità di poter arrivare a un pubblico più vasto e in consonanza del progetto interculturale, le poesie qui raccolte si presentano in tre diverse lingue: l’italiano, l’inglese e il turco.

Il volume, che porta come titolo Una brezza mediterranea tra poeti italiani e turchi / A Mediterrean Breeze among Italian and Turkish Poets / Türk ve İtalyan Şairlerin Akdeniz Esintisi (Il cuscino di stelle, Pereto, 2020), raccoglie così una selezionata scelta di autori nostrani, “versati” prima in inglese, quale lingua intermedia – a sua volta di ampio accoglimento – per poter poi trovare un’ulteriore versione nella lingua turca. Stesso procedimento, ma secondo un andamento contrario, è stato fatto per i poeti turchi che sono stati inseriti.

Questo volume è un potenziale ponte tra popoli, identità culturali, religiose, atto ad avvicinare i gruppi umani facendo forza sulle loro comunanze, propensioni parallele, circostanze ed elementi agglutinanti piuttosto che sulle discrepanze e divergenze di visioni.

Nella puntuale nota di prefazione stilata da Deborah Mega si legge: “Va a questo punto ribadita, una volta di più, l’importanza e il rigore delle traduzioni, che non devono annientare le specificità di ciascuna lingua in modo tale da garantire il trasferimento di quello scrigno di segreti linguistici, tesoro di ogni lingua nazionale e fonte di arricchimento reciproco e di curiosità per le differenze. Ne deriva un clima interculturale che abbatte le barriere linguistiche e, aprendo nuovi orizzonti, crea visioni transnazionali, veri e propri ponti tra comunità solidali e dialoganti”.

Nell’opera sono antologizzati la mugellana Annamaria Pecoraro in arte “Dulcinea” (classe 1981, nata a Reggello), nota promotrice culturale; la compianta Bruna Cicala, genovese, collaboratrice del Centro Lunigianese di Studi Danteschi, poetessa molto apprezzata che ha lasciato un grande vuoto; la nota poetessa, saggista e giornalista del Basso Lazio Carmen Moscariello, Fondatrice e Presidente del prestigioso Premio Letterario “Tulliola – Renato Filippelli” le cui premiazioni si tengono presso il Senato della Repubblica Italiana; la stessa curatrice del volume, Claudia Piccinno, poetessa leccese, strenua collaboratrice di varie piattaforme interculturali a livello mondiale; il professore Domenico Pisana di Modica (SR), eccellente teologo e saggista prolifico con studi sulla poesia degli Iblei e monografie sul conterraneo Salvatore Quasimodo; Elisabetta Bagli (romana classe, 1970 naturalizzata madrilena) autrice di sillogi poetiche e racconti per l’infanzia; Emanuele Aloisi di Cosenza di professione medico e Presidente dell’Associazione Culturale Itaca “Dal Tirreno allo Jonio”; Enzo Bacca di Larino (CB) vincitore di copiosi riconoscimenti letterari; la tarantina Ester Cecere, ricercatrice di Biologia marina, autrice di poesie e racconti particolarmente apprezzati; Giampaolo Mastropasqua dirigente medico del reparto Psichiatrico ATSM del Carcere di Lecce; Michela Zanarella, poetessa e giornalista, redattrice di varie riviste e Presidente dell’Associazione Le Ragunanze di Roma; la poetessa-haijin Valentina Meloni (romana, classe 1976, naturalizzata umbra) curatrice di pagine e riviste haiku; finanche il decano della poesia il professor Nazario Pardini, Ordinario di Letteratura Italiana in quiescenza, fertile autore di poesia e critica letteraria, contemporaneo Virgilio di tanti poeti, tra esordienti, affermati, più o meno maturi.

Per gli autori turchi, invece, troviamo: Deniz Ayfer Tüzün impegnato anche nella recitazione e nel campo della drammaturgia; la giovane Deniz İnan che ha all’attivo varie pubblicazioni poetiche tra cui Mor Mahzen (2018); Dilek İşcen Akişik, poetessa di lungo corso nata a Smirne e collaboratrice di numerose riviste; Emel İrtem, poetessa originaria di Eskişehir, nel nord-ovest della Turchia, medesimo luogo della poetessa e musicista Funda Aytüre; Emel Koşar, poetessa e critico letterario; Hilal Karahan poetessa che proviene da una professionalità medica e poi Kalgayhan Dönmez; il curatore della parte turca, Mesut Şenol, editore e traduttore; Nuray Gök Aksamaz nativa di Istanbul (classe 1963) di professione ingegnere chimico; la conduttrice televisiva Sabahat Şahin; Osman Öztürk e Volkan Hacioglu.

Dal momento che numerose e assai variegate risultano le tematiche oggetto delle varie liriche contenute nel volume reputiamo che non sia consono lo spazio di questa breve segnalazione parlarne perché una lettura meticolosa dei contenuti imporrebbe l’analisi mediata e approfondita di ciascuna poetica. Riteniamo, inoltre, che per potersi esprimere in maniera abbastanza centrata in merito alle tante poetiche ivi raccolte i pochi testi presentati per ciascun poeta inserito non possono, né pertanto debbono, ritenersi sufficienti per un’analisi di questo tipo che, diversamente, apparirebbe sciatta e pressappochista.

Valevole e di spessore, invece, rimane il progetto nella sua interezza e per gli alti propositi che i curatori, quali onesti mediatori culturali, hanno inteso lanciare e difendere strenuamente. Ecco perché questo volume – come già detto – è un valido ponte di passaggio tra spazi apparentemente diversi e distanti, un elemento utilissimo che permette una confluenza e un travaso troppe volte ritenuti impossibili o, addirittura, perigliosi. Esso, pertanto, va letto anche alla luce delle vicende storico-sociali che hanno descritto, non sempre in maniera fausta, le relazioni diplomatiche, di apparente cordialità e vicinanza tra i due popoli, le due nazioni, i due contesti.

Iniziative del genere, che nascono dalla volontà di istituire un cammino di dialogo e rispetto reciproco dovrebbero essere intensificate e duplicate, in vari contesti e non solo quelli editoriali; Piccinno e Şenol, quali veri ambasciatori di pace, hanno dimostrato che, qualora si voglia e realmente ci si crede, è sempre possibile deporre il primo mattone. È chiaro che le fondamenta per dare robustezza alla costruzione necessitano la partecipazione attiva – e la convinzione – di tanti che, assieme a speranza, rispetto, mutua compartecipazione e spirito di lealtà, possono senz’altro fare la differenza. Questo perché, se la parola in passato è stata spesso adoperata per aizzare violenze, denunciare, inveire, creare dissidio, incitare alla lotta, è pur vero che essa non può rinnegare la sua funzione primigenia che non ha a che vedere – proprio come la poesia – con la cesura e la lotta, ma con l’esaltazione dell’unione e la difesa della creazione.

LORENZO SPURIO

Jesi, 22/05/2021

Note: La riproduzione del presente testo, sia in formato integrale che di stralci e su qualsiasi tipo di supporto, non è consentito se non ha ottenuto l’autorizzazione da parte dell’autore. E’ possibile, invece, citare dall’articolo con l’apposizione, in nota, del relativo riferimento di pubblicazione in forma chiara e integrale.

La rivista «Euterpe» celebra i primi dieci anni d’attività con un volume-archivio

Nell’occasione dei dieci anni di attività della rivista di poesia e critica letteraria «Euterpe» – fondata da Lorenzo Spurio nell’ottobre 2011 con la scelta del nome della poetessa palermitana Monica Fantaci, traendolo da una sua poesia – l’Associazione Euterpe, nata nel 2016 e che ha integrato all’interno delle sue varie attività anche la rivista, ha deciso di dare alle stampe un volume collettivo.

Il volume, in elegante veste grafica, si compone di 264 pagine e si articola in vari percorsi atti a presentare l’universo di questa rivista letteraria – esclusivamente aperiodica, digitale e gratuita – che è giunta a celebrare i primi dieci anni di presenza nello scenario culturale e che ha visto l’adesione di più di 600 autori, compresi dall’Estero.

Lo stesso Spurio, direttore della rivista, ha inteso curare questo volume che si apre con una preziosa nota critica del poeta partenopeo Antonio Spagnuolo, collaboratore instancabile della rivista con suoi contributi poetici e non solo che così annota nel suo egregio preambolo critico: «Riordinare con certosina pazienza e accorta catalogazione dieci anni di attività editoriale non credo sia lavoro da accettare con leggerezza e senza la dovuta attenzione che una tale revisione richiede. […] [Questo libro è] un vademecum di enorme spessore […] Un lavoro ineccepibile che aspira a una prospettiva ampia, capace di dare un senso alla realtà poetica e a portare luce al simbolo segmentato disincanto delle immagini, del non visibile, del non razionale, condividendo infine in processo creativo di centinaia di autori che con illuminata originalità hanno dato il via a un aperiodico preciso e unitario».

Nell’ampia introduzione di Spurio si tracciano le origini, vale a dire gli incontri fondativi che hanno permesso la costituzione della stessa, come è stata strutturata, gli avvicendamenti e le modifiche, le introduzioni e le novità che man mano, nel corso della sua attività, l’ha vista mutare per giungere sino a quello che è oggi.

In queste pagine si dà testimonianza anche di quella che è stata l’attività di promozione culturale mediante l’organizzazione di reading, presentazioni di libri, convegni e attività editoriale che gravitò attorno alla rivista «Euterpe» nei primi anni dalla sua attività.

Opportune sezioni del libro danno conto della strutturazione della redazione della rivista nel corso del tempo, della molteplicità di rubriche e settori che l’hanno riguardata sino a giungere, in termini più recenti e dopo un riammodernamento del progetto, a una rivista aperta solamente a contributi inediti afferenti ai generi della poesia (compresa quella dialettale e gli aforismi) e alla critica letteraria (con articoli, saggi e recensioni).

Vi è poi l’elencazione dei vari numeri della rivista che sono usciti, ripartiti per periodo di pubblicazione e tematica di riferimento proposta con l’indicazione, quale numero attualmente “in lavorazione” dell’uscita dedicata agli “Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura”.

Seguono tutti gli editoriali che nel corso della pubblicazione dei trentadue numeri usciti sono stati diffusi (la gran parte a firma dello stesso Spurio, ma altri redatti da Monica Fantaci e Martino Ciano) e l’archivio storico con tutti i riferimenti delle opere pubblicate in base all’ordine alfabetico degli autori. Sulla rivista hanno scritto nomi di primo piano del panorama letterario nostrano tra cui Valerio Magrelli, Fabio Pusterla, Franco Buffoni, Elio Pecora, Lucio Zinna, Guido Zavanone, Dante Maffia, Corrado Calabrò, Paolo Ruffili, Maria Pia Quintavalla, Donatella Bisutti, Anna Santoliquido, solo per citarne alcuni.

A chiudere il volume è un commento riepilogativo del poeta e critico letterario Nazario Pardini – presenza assidua della rivista – che così annota: «Sarebbe veramente lungo ricordare tutte le manifestazioni, i nomi, e gli impegni della rivista. La sua storia. Possiamo comunque dire che con essa si copre, a livello storico, una bella fetta della vita nazionale, con tematiche di estrema attualità. Leggere «Euterpe» significa restare aggiornati, ricevere notizie calde e intricanti per noi che siamo affezionati a tutto ciò che concerne la poesia e la cultura».

Per info/contatti sul volume: rivistaeuterpe@gmail.com

La poesia ai raggi X: esce il saggio “Inchiesta sulla Poesia” di L. Spurio

È uscito il volume del critico Lorenzo Spurio dal titolo Inchiesta sulla poesia. L’opera – che conta 238 pagine – è stata pubblicata nella collana “I saggi” della casa editrice PlaceBook Publishing & Writer Agency di Rieti a cura di Fabio Pedrazzi. Il libro raccoglie saggi e approfondimenti che il critico marchigiano ha voluto dedicare alla poesia e alle sue varie sfaccettature ed è il completamento di un’iniziativa da lui lanciata nel dicembre 2019 quando decise – come richiama il titolo – di lanciare un’inchiesta sulla poesia. Una serie di domande, di cui la gran parte aperte, rivolte potenzialmente a tutti ma preferibilmente dirette ai poeti, a coloro che la poesia “la fanno”. L’adesione è stata massiccia, circa duecento poeti italiani e non solo ed è stata trasversale vedendo partecipare poeti di tutte le generazioni, di qualsiasi tendenza, caratterizzati da stili, tematiche e propensioni quanto mai diversificate. L’iniziativa di Spurio ha dato il via al presente saggio nel quale, tra i numerosi argomenti trattati, si parla dell’impossibilità di definizione della poesia, del suo ruolo, delle commistioni con le arti, della musicalità, del pubblico, delle manifestazioni collettive quali il reading, il premio letterario e il poetry slam con un excursus anche sui poeti dimenticati – ingiustamente, colpevolmente – sottoposti a una bieca damnatio memoriae. Diviso in opportune sezioni nelle quali si dibatte su vari argomenti, l’autore ha deciso di occuparsi anche del rapporto tra poesia e scienza, dell’importanza della critica, lasciando aperta la porta sulle possibili idee di un futuro della poesia.

Ad arricchire il volume sono una nota introduttiva del critico letterario abruzzese Massimo Pasqualone e, in appendice, alcuni contributi aggiuntivi che aiutano ad ampliare ancor più lo studio e la riflessione sulla complessità dell’universo poetico nella nostra contemporaneità. L’autore ha deciso infatti d’inserire il testo di una sua recensione scritta tempo fa per il poeta e haijin campano Antonio Sacco interamente volta ad approfondire il fenomeno della poesia epigrammatica orientale dello haiku e un saggio particolarmente interessante, sulle nuove forme e linguaggi poetici, dalla street poetry alla InstaPoetry, scritto dalla poetessa Flavia Novelli. Inoltre vi è una nutrita scelta di citazioni sulla poesia del noto poeta e giurista Corrado Calabrò estratte da un suo saggio dal titolo particolarmente evocativo (“C’è ancora spazio, c’è ancora senso per la poesia?”), pubblicato in prima versione ormai qualche anno fa e qui riproposto per accenni e rimandi che ci si augura possano apparire interessanti e, dunque, essere colti. Non mancano – nel corso dell’intero saggio – riproposizioni di brevi brani, assunti quali citazioni, di alcune delle risposte fornite dagli intervistati che Spurio ha ritenuto propedeutiche allo studio, nonché interessanti e motivo di ulteriore arricchimento per la dissertazione, da proporre e rendere fruibile alla collettività.

Lorenzo Spurio (Jesi, 1985), poeta, scrittore e critico letterario. Per la poesia ha pubblicato Neoplasie civili (2014), Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per Federico García Lorca (2016; 2020) e Pareidolia (2018). Ha curato antologie poetiche tra cui Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (2016). Per la narrativa ha pubblicato tre raccolte di racconti. Intensa la sua attività quale critico con la pubblicazione di saggi in rivista e volume, approfondimenti, tra cui le monografie su Ian McEwan, il volume Cattivi dentro: dominazione, violenza e deviazione in alcune opere scelte della letteratura straniera (2018), Scritti marchigiani (2017) e La nuova poesia marchigiana (2019). Tra i suoi principali interessi figura il poeta Federico García Lorca al quale ha dedicato un saggio sulla sua opera teatrale, tutt’ora inedito e tiene incontri tematici, oltre ad aver curato il volume Il canto vuole essere luce. Leggendo Federico García Lorca (2020). Ha tradotto dallo spagnolo una selezione di poesie di Dina Bellrham confluite in Le iguane non mi turbano più (2020). Presidente dell’Associazione Culturale Euterpe di Jesi, ha ideato e presiede il Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”. Sulla sua opera hanno scritto, tra gli altri, Giorgio Bàrberi Squarotti, Dante Maffia, Ugo Piscopo, Nazario Pardini, Antonio Spagnuolo, Emerico Giachery.

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