Una società diversa: ricordi di una Trapani trascorsa, viva nel ricordo fulgido e costante. Recensione di “Spigolature” di Vittorio Sartarelli

A cura di Lorenzo Spurio

Vittorio Sartarelli è nato a Trapani nel 1937 da una modesta famiglia. Ha seguito studi umanistici e poi si è laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Palermo. Nel 1958 venne assunto dal settimanale politico trapanese “Il Faro” dove operò a diverso titolo per quattro anni. Nello stesso periodo collaborò anche con altre testate sino a che nel 1963 venne assunto in un istituto di credito dove è rimasto sino alla data del suo pensionamento.

Come autore ha esordito nel 2000; scrittore attento al dettaglio, insaziabile pittore di vicende vissute e nostalgico nel recupero di memorie che hanno contrassegnato i suoi anni passati, Sartarelli si mostra versatile per i suoi interessi verso la prosa autobiografica, memorialistica e descrittiva con particolare attenzione anche alla descrizione degli ambienti nei quali si percepisce l’attaccamento per Trapani e le affascinanti manifestazioni etno-culturali della sua terra.

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Uno scorcio della città di Trapani

Tra le varie pubblicazioni si segnalano “Territorio e motori” (2006), un volume tascabile, una sorta di guida con informazioni sugli aspetti storico-culturali, tradizionali della capoluogo siculo in cui è nato con particolare attenzione anche allo sport. Allo sport, in particolare, Sartarelli è stato legato, in modi e in età diverse sia con il ciclismo (di cui era molto affascinato in età giovanile rimanendo affascinato da Bartali) che dall’automobilismo, seguendo la capacità meccanica e creativa del padre, meccanico arguto, che nel 1951, dopo aver creato un auto da corsa fiammante, “vinse nella sua categoria la XXXVI Targa Florio, classificandosi anche sesto assoluto nella classifica generale” (90). Quest’ultima vicenda è contenuta in particolar modo nel volume “Francesco Sartarelli” (2000) da lui definita la “biografia di un campione trapanese degli anni ‘50” ma se ne parla abbondantemente anche nel racconto “Mio padre” presente in “Spigolature” nel quale l’autore traccia la vicenda esistenziale del genitore paterno ripercorrendo alcuni degli episodi d’affetto più incisivi che li hanno visti legati sino al sopraggiungere della malattia del padre che l’autore percepisce come una “mutilazione” (91) parlandone in questi termini: “Esisteva ancora, era vicino a me ma, era diventato un’altra persona, lontana anni luce da quella che mi aveva seguito con affetto paterno e condividente durante la mia vita, il faro che costituiva per me un punto di riferimento e di orientamento costante si era spento” (91).

Il sentimento di comunione, il fascino e la completa sintonia con il contesto ambientale, sempre ben radicato nelle sue narrazioni, sono meglio esaltati in “Cara Trapani” (2007) che si configura come una sorta di almanacco dotto e utile, ricco di informazioni e nutrito di ricerca bibliografica, frutto della volontà di contenere in un libro elementi di storia, etnologia e tradizioni della sua magica città. Chiaramente non si tratta di una prosa fredda e clinica, atta a descrivere storicamente con un linguaggio critico e umanamente impassibile, al contrario nell’elencazione arguta delle nozioni storiche, geografiche, culturali è unita in maniera indissolubile una carica viva e spontanea che sgorga dal sentimento coinvolto.

Quella di Sartarelli è così sia una narrativa documentaristica (le branche del sapere che lo coinvolgono sono varie, dalla scienza all’enologia, dalla storia all’archeologia e mai coniugate tra loro con forza o in maniera improvvisa) e al contempo una prosa personale, intima, familiare, ricca di aneddoti personali, vicende proprie, memorie di momenti vissuti con parenti o di incontri, come quello con lo zio d’America, contenuto nel volume “Spigolature” (2017), una prosa che, per certi versi, fa ricordare il Sciascia narratore degli esordi.

Altre opere dell’autore sono “I racconti del cuore” (2008), un saggio di carattere sociologico “La famiglia, oggi” (2009) e un excursus dell’intero periodo lavorativo in “Memorie di un bancario” (2009).[1] Vittorio Sartarelli è anche blogger, recensore di critica letteraria, saggista. Nel volume antologico sulla poesia e cultura siciliana curato dall’Ass. Culturale Euterpe di Jesi che uscirà il prossimo anno l’autore ha collaborato con una recensione-documento all’opera nel dialetto locale “Petri senza tempu” del poeta trapanese Nino Barone. Collaboratore di vari giornali e riviste di cultura e letteratura tra cui “Il Salotto Letterario” (Torino), “Progetto Babele”, “Euterpe”, “Il Club degli Autori”, è risultato vincitore in numerosi premi letterari nazionali ottenendo premi da podio, premi speciali, menzioni e altri riconoscimenti che ne attestano le indiscusse capacità letterarie e comunicative. È accademico dell’Accademia Internazionale “Il Convivio” di Catania e Socio ordinario dell’Ass. Culturale Euterpe di Jesi (AN).

A spiegare il titolo della raccolta “Spigolature” (Elison Publishing, Lecce, 2017) è lo stesso autore che, nella presentazione al libro, così scrive: “Spigolare chiarisce la sua definizione come un’azione antica […] di raccogliere ogni spiga rimasta sul terreno dopo la mietitura per cui ogni singola spiga di grano poteva fare la differenza; […] spigolare può avere anche un significato che ai più appare recondito, ma che è ormai entrato nel comune linguaggio culturale, come raccolta o scelta privilegiata di concetti” (3). Dunque un volume che raccoglie una crestomazia di testi, un florilegio particolare, una selezione particolarmente significativa per l’autore, dunque non un semplice compendio che agglutina la produzione, ma un testo che propone una scelta ponderata e motivata dei componenti che lo contraddistinguono, nella sua totalità, come opera unica e compatta.

9788869631405_p0_v1_s550x406.jpg“Spigolature” – “libro eclettico”[2] – si compone di una serie di racconti di diversa lunghezza nei quali l’autore rievoca momenti particolari della sua storia passata, spesso è una semplice immagine, come quella del mare nell’omonimo racconto, a riallacciare al passato: l’autore ci racconta del rapporto di amore-odio verso il mare e ce ne spiega le ragioni e, a seguire, con evidente orgoglio della sua sicilianità, passa in rassegna agli aspetti più tipicizzanti della città natìa di Trapani: da narrazione biografica[3] si passa così, senza cesure nette, a una prosa scientifica, di documentazione storica e sociale quando ci parla delle saline e delle tonnare, particolarmente presenti nella zona di Trapani (visitai qualche anno fa la Salina di Paceco e ne conservo uno splendido ricordo e, sull’isola di Favignana, la guida ci spiegò che la tonnara lì presente aveva smesso da anni di funzionare ma che una volta l’attività era frenetica e determinante per l’intera economia dell’isola). Respiriamo, leggendo queste pagine di Sartarelli, un’aria a noi diversa, che è quella calda e speziata della terra di Sicilia. Emanuela Riverso nella sua recensione a “Cara Trapani” dell’autore ha osservato questa capacità di Sartarelli di dar sapore e colore, anche sulla carta, ai suoi amati spazi toponomastici: “Il racconto della storia e dei luoghi di Trapani si fonde con le suggestioni personali dei mille ricordi legati alla città […] Il raccontare la città si identifica con il raccontare se stesso. […] Trapani nel corso della storia, dalle origini ai giorni nostri e destano molta attenzione anche le pagine più personali, lì dove ci si accorge che il racconto di una città non può essere disgiunto dal racconto della vita di chi la abita e la vive”.[4]

La narrazione si presta anche come fine documento storico nei tanti rimandi alle varie fasi di buio e di sviluppo della nostra nazione dall’età della Ricostruzione, che fa seguito al secondo conflitto bellico di cui Sartarelli parla nel racconto “La maestra della Scuola Elementare”, alla venuta dello “zio d’America” nel 1947 dopo un lungo periodo nel quale a causa delle “operazioni belliche non era stato possibile comunicare” (40) porta in Sicilia il progresso americano rappresentato dai nuovi beni di consumo quale la cioccolata, il chewing-gum e altri beni d’utilizzo per la famiglia. Dello zio d’America l’autore ha un ricordo duplice: grande gioia e aspettativa prima della sua venuta e curiosità di conoscere il parente che vive e ha costruito una sua famiglia dall’altra parte del mondo e, di contro, un uomo leggermente freddo, ormai avulso da quella realtà di provincia siciliana che, decenni prima, l’aveva visto nascere. L’autore così riflette: “Non riuscivo a comprendere, tuttavia, come mai uno zio che, per trenta anni era rimasto lontano dal suo Paese e dall’affetto dei suoi cari, una volta ritornato tra loro, non riuscisse a manifestare almeno esteriormente una maggiore affettuosità” (43).

Sempre a livello storico e proseguendo in forma cronologica, Sartarelli dedica un intero capitolo, o racconto, a “Quei favolosi anni ‘60” nei quali ci parla del rinato clima di benessere a seguito del boom economico che permetterà per un periodo una vita migliore, anche grazie a misure di sostegno giunte, a conclusione della seconda guerra mondiale, da parte degli Usa. È il periodo del cosiddetto “miracolo economico” nel quale l’Italia sembra incanalarsi verso una stagione diversa e, sulle ceneri di una ricostruzione lunga e non priva di un malcontento psicologico, si proietta verso un futuro pregno di nuova speranza. Arrivano così gli elettrodomestici quali il frigorifero e, per la prima volta viene introdotta la televisione, mezzo di comunicazione e svago, ma anche collante sociale che ha, tra le sue primarie funzioni, quella di permettere una standardizzazione della lingua ufficiale italiana incentivando, dunque, anche il sentimento di coesione nazionale. La televisione, come osserva l’autore, “avrebbe trasformato oltre che la cultura italica, anche le tendenze e il modo di pensare, avrebbe sicuramente modificato il sistema di vita delle famiglie” (55).

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L’autore, Vittorio Sartarelli

Ci sono pagine amare nel ricordo di vicende antipatiche come la rottura dell’amicizia con un ragazzo da sempre considerato un buon compagno, di vero dolore nell’apprensione che si nutre dinanzi al tremendo terremoto del Belice nel gennaio del 1968 dal nostro ricordato nel brano dal titolo “Quando la Terra trema” e dell’infarto subito in periodo più recente, qualche anno fa, del quale Sartarelli ci trasmette una cronaca puntualissima. C’è poi il mondo del lavoro, come funzionario in un istituto di credito, del quale si è accennato in precedenza e di cui ha avuto modo di parlare ampiamente in un’altra precedente pubblicazione. Nel racconto “L’Onorevole” contenuto in “Spigolature” ci narra, grazie a un sistema di consigli e raccomandazioni tra uomini influenti diffuso ancora oggi, della sua possibilità di accedere a un colloquio di lavoro che poi gli avrebbe consentito di lavorare in quella stessa sfera per molti anni sino al pensionamento. L’autore, senza riserbo alcuno con la finalità di non macchiare quel realismo onesto di cui è peculiare esponente, scrive: “La politica quindi, grazie alla raccomandazione, esercitava una nobile funzione sociale, favorendo il benessere e il miglioramento economico e sociale delle famiglie” (67) mettendoci al corrente di un sistema diffuso di mutuo sostegno e di ‘piaceri’, di collaborazione e influenze tra “poteri”, diffusa e consentita, ma che, com’è questo il caso, ha dato frutti preziosi rappresentato dall’encomiabile impegno professionale e dedizione di Sartarelli nel suo lavoro.

Se in “Spigolature” Sartarelli ha raccolto “il grano migliore” della sua produzione, i suoi progetti non terminano qui e, forse un po’ più ambiziosi, si spingono oltre nell’arrivare a pubblicare un volume unico, una sorta di opera-omnia o, comunque una pubblicazione che, ordinatamente e in forma completa, contenga tutta la sua intera attività scrittoria, di narrativa breve, romanzi, articoli, saggistica, recensioni e quant’altro. Così, in un’intervista rilasciata a “Recensione Libro.it” ha osservato: “Ho allo studio la realizzazione della raccolta di tutte le mie opere che vorrei lasciare come ultima testimonianza della mia attività letteraria, ma è ancora presto per poterne parlare e scrivere in modo definitivo”. Dette opere, la cui ideazione nasce da motivi sempre pregevoli che mostrano una grande concretezza dell’uomo che le propone, spesso sono poco attuative non perché tecnicamente difficili o azzardate ma semplicemente perché è preferibile scrivere all’istante, la vita d’oggi o ciò che essa riflette del passato, badando – nella stessa vividezza che sostiene l’autore – al dedicare attenzione a ciò che ha per noi senso. Difficile concepire un’opera completa e finale quando ancora – com’è il caso di Vittorio Sartarelli – c’è ancora tanto da raccontare ed esprimersi, narrare e studiare, affrontare indagini, ricercare il senso delle cose e di sé, in quell’ambiente folto di pensieri e custode di dolci melodie di età andate, nel materiale, eppure ancora così vive.

 

Lorenzo Spurio

Jesi, 15/10/2018

 

NOTE

[1] La recensionista Nicla Morletti sottolinea lo spettro meno felice di sentimenti provati dall’autore (sofferenza e delusione, finanche scoramento e insoddisfazione) in relazione ad alcune vicende accadute, nel corso degli anni, sul suo luogo di lavoro scrivendo che lì “Emergono la malvagità, la cattiveria, la superbia, la sete di denaro, l’arrivismo e la prevaricazione da parte di altre persone”, in Nicla Morletti, “Vittorio Sartarelli: 35 anni da bancario”, «Il Molinello».

[2]  Così viene definito nella breve recensione dal titolo “Di cosa parla il libro “Spigolature” di Vittorio Sartarelli” apparsa in internet sul sito «Recensione Libro». Lo stesso autore, in un’intervista concessa dallo stesso sito citato, ha definito “Spigolature” in questi termini: “uno Zibaldone, un revival, un vademècum”.

[3] L’autore in un’intervista rilasciata al sito «Il Giallista» ha confessato al riguardo: “Non ho bisogno di ispirazione artistiche per i miei scritti ma solo ricordi reali e i miei libri non hanno trame inventate o romanzate ma solo descrizioni di realtà avvenute, in un passato prossimo o purtroppo, ormai remoto ma vero e non inventato”, in “Intervista a Vittorio Sartarelli, autore di “Spigolature”, «Il Giallista», 9 Gennaio 2018.

[4]  Emanuela Riverso, “Vittorio Sartarelli e la sua cara Trapani…”, «Luoghi d’Autore», 8 Gennaio 2015.

 

La riproduzione del presente testo, in forma di stralcio o integrale, non è consentita in qualsiasi forma senza il consenso scritto da parte dell’autore.  

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“Il senso del ridicolo”. Bianca Pitzorno al Festival Italiano sull’umorismo di Livorno

La lectio magistralis dialogata
tra Bianca Pitzorno e Davide Tortorella
inaugura venerdì 28 settembre

IL SENSO DEL RIDICOLO

Festival italiano
sull’umorismo, sulla comicità e sulla satira
Livorno, 28-30 settembre 2018
terza edizione

Venerdì 28 settembre 2018 a Livorno inaugura la terza edizione de IL SENSO DEL RIDICOLO, festival italiano sull’umorismo, sulla comicità e sulla satira diretto da Stefano Bartezzaghi, promosso dalla Fondazione Livorno, gestito e organizzato dalla Fondazione Livorno – Arte e Cultura, con la collaborazione del Comune di Livorno e il patrocinio della Regione Toscana.

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La scrittrice per l’infanzia Bianca Pitzorno

Alle ore 17,00, in Piazza del Luogo Pio, dopo i saluti istituzionali, la grande scrittrice Bianca Pitzorno e il traduttore e autore tv Davide Tortorella, parleranno della storica trasmissione della Tv dei Ragazzi “Dirodorlando”. 
Nel 1973, un programma televisivo del sabato pomeriggio fece impazzire mezza Italia. Difficile definirlo. Era un gioco a squadre un po’ delirante, ambientato in un Medioevo fantastico, dove tra le altre stranezze si parlava una lingua inventata, il dirodorlandico. Tra gli inventori del programma la allora giovane funzionaria Rai Bianca Pitzorno e il dodicenne Davide Tortorella, figlio dell’autore e regista Cino. Prima degli spettatori, erano gli ideatori a divertirsi come matti nel progettare ogni singola puntata. Oggi Bianca e Davide ancora complici dopo quarantacinque anni, ricorderanno come si rideva dietro le quinte del Dirodorlando e come ridevano davanti allo schermo i suoi 15 milioni di spettatori.

La serata di apertura del Senso del ridicolo, alle ore 21,30 al Teatro Goldoni, sarà dedicata a una stella dell’umorismo e della commedia italiana, Paola Cortellesi, che ha cominciato tredicenne cantando la sigla del Cacao Meravigliao per Renzo Arbore a Indietro tutta e quest’anno ha conquistato premi e incassi con Come un gatto in tangenziale, il film di cui è protagonista (assieme a Antonio Albanese) e coautrice. Rubando una serata alla lavorazione del suo nuovo film, viene a Livorno per ripensare, con Stefano Bartezzaghi, alle tante risate e ai tanti pensieri che il pubblico in questi anni ha dovuto a lei, alla sua musica, alla tv, alla radio, al teatro, al cinema.

Alle 21 al Teatro Vertigo verrà proiettato il film “Romanzo Popolare” di Mario Monicelli, con Ugo Tognazzi e Ornella Muti (1974).

Nel pomeriggio alle ore 16, alla Sala degli Archi della Fortezza Nuova ci sarà l’inaugurazione di «ABAB – La stanza dei giochi di Alighiero e Agata Boetti»
La stanza dei giochi era quella che l’artista Alighiero Boetti aveva allestito nel suo studio di Trastevere per giocare con i suoi figli. La figlia Agata ha trasportato quella stanza alla Fortezza Nuova e invita tutti, piccoli e grandi, ad ammirare lo zoo e a partecipare ai giochi che allora aveva inventato assieme a suo padre. ABAB sono le iniziali di Alighiero Boetti e Agata Boetti, sono le rime alterne di una quartina e sono il titolo di un piccolo libro, edito da Corraini.

Come negli anni passati, il festival sarà incorniciato e sostenuto dall’attività di molti giovanissimi volontari, che a loro volta ascolteranno e guarderanno. Lo hanno fatto anche nelle precedenti edizioni e alla Bottega del Caffè si potranno ammirare le fotografie, bellissime, che hanno scattato ai protagonisti e al pubblico del festival, pubblicate anche nel libro Gli occhi del ridicolo.

Dal giorno dell’inaugurazione del festival sarà scaricabile gratuitamente, in formato pdf dal sito http://www.ilsensodelridicolo, l’e-book “La comicità dei copioni”, che raccoglie gli interventi della tavola rotonda organizzata lo scorso aprile da Il Senso del ridicolo presso la IULM di Milano, in collaborazione con la SIAE. Con il doppio senso che contiene, il titolo “La comicità dei copioni”, vuole sottolineare quell’intreccio fra comicità e lavoro creativo che è tornato prepotentemente al centro della discussione con l’avvento del web. L’e-book, curato da Gabriele Gimmelli, contiene interventi di Stefano Andreoli, Stefano Bartezzaghi, Walter Fontana, Pietro Galeotti, Roberta Maggio, Biagio Proietti.

IL SENSO DEL RIDICOLO 
Livorno, 28-30 settembre 2018
www.ilsensodelridicolo.it 
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Esce “I figli di Asac. La profezia delle tre scimmie” dell’autrice Serena Maffia

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Uscirà nei prossimi giorni per i tipi di Historica Edizioni di Roma il nuovo libro della nota poetessa e scrittrice Serena Maffia, “I figli di Asac. La profezia delle tre scimmie”.

LA STORIA

Quattro generazioni si riuniscono nella casa in cui vivono la bisnonna Mimma con la figlia Rose e il marito Dane. Ad arrivare sono le loro tre figlie: Stella, Lana (con il marito Claud) e Faith (con l’amica belga Aline). La miscela dei loro caratteri esplode in discussioni pretestuose e divertenti che ravvivano il non semplice menage familiare, quando i tre piccoli scoprono di avere uno speciale potere, grazie al quale possono sentire e vedere un piccolo fantasma che si è smarrito nel mondo dei vivi. Dopo l’iniziale spavento, i “figli della casa”, con la complicità di Stella e del fantasma della Mimma (morta a seguito di un incidente domestico), si impegnano per farlo tornare nella luce.
Scoprono così che il bambino-fantasma altri non è che…

 

L’AUTRICE

Serena Maffia è giornalista, autrice, sceneggiatrice. Ha lavorato per la Medusa Film RTIMediaset e per la RAI. Oltre a racconti pubblicati in varie miscellanee, tra le sue pubblicazioni si ricordano i romanzi “Meglio grande” (2012), “Le passioni di Ginevra” (2010), “Sveva va veloce” (2009); i racconti lunghi “Edith Piaf, la leggenda dell’amore” (Roma 2013), “Giangurgolo” ( 2011); le sillogi di poesia “Roma mi somiglia” (2017), “Blu” (2016), “Le carte volano” (2011), “Sradicherei l’albero intero” (2006), “Il ragazzo di vetro” (2005); e i drammi “Adele Alba” (2014), “Ostinato e contrario su Fabrizio De Andrè” (2012), “Peace frog su Jim Morrison” (2011), “Processo a Jim Morrison” (2009).

Dario Fo ha detto di lei: “C’è chi la conosce come scrittrice, chi come pittrice, chi come poetessa, chi come regista, chi come drammaturga o sceneggiatrice e chi come comunicatrice o docente universitaria. Ma Serena Maffia è una artista, niente di più”.

“Il coraggio delle donne: profili ed esperienze femminili nella letteratura, storia e arte”, è uscito “Euterpe” n°27

E’ uscito il nuovo numero della rivista di letteratura “Euterpe”, il n°27 che proponeva quale tematica di riferimento “Il coraggio delle donne: profili ed esperienze femminili nella letteratura, storia e arte”.

A questo numero hanno collaborato: ALIPRANDI Mario, AMARAL Ana Luísa, APA Livia, ASPREA Pasquale, BALDI Massimo, BARDI Stefano, BARENDSON Samantha, BENASSI Luca, BERGNA Anna, BIOLCATI Cristina, BOLLA Giorgio, BISUTTI Donatella, BONANNI Lucia, BONFIGLIO Anna Maria, BUFFONI Franco, CALDIROLA Stefano, CARDILLO Lucia, CARMINA Luigi Pio, CASTAGNOLI Elisabetta, CASUSCELLI Francesco, CASULA Carla Maria, CECCARELLI Liviana, CHIARELLO Maria Salvatrice, CHIARELLO Rosa Maria, CIMARELLI Marinella, CIMINO Tommaso, COPPARI Elena, CORIGLIANO Maddalena, COSSU Marisa, CUPERTINO Lucia, CURZI Valtero, D’AMICO Maria Luisa, DALL’OLIO Anna Maria, DAMIANI Claudio, DAVINIO Caterina, DE GIOVANNI Neria, DE MAGLIE Assunta, DEL MORO Francesca,  DE ROSA Mario, DE STASIO Carmen, DEMI Cinzia, DI IANNI Ida, DI IORIO Rosanna, DI PALMA Claudia, DI SALVATORE Rosa Maria, DI SORA Amedeo, DOMBURG-SANCRISTOFORO Anna Maria, DOMENIGHINI Luciano, FABBRI Angela, FERAZZOLI Andrea, FERRARIS Maria Grazia, FERRERI TIBERIO Tina, FOIS Massimiliano, FOLLACCHIO Diletta, FRESU Grazia, FUSCO Loretta, GABBANELLI Alessandra, GIANGOIA Rosa Elisa, GRECO Angela, GRIFFO Eufemia, GRILLO Emma Giuliana, GUIDOLIN Giuseppe, INNOCENZI Francesca, KEMENY Tomaso, LANDI Chiara, LANIA Cristina, LEONE Ivana, LEALI Maddalena, LINGUAGLOSSA Giorgio, LOSITO Antonietta, LUZZIO Francesca, MAFFIA Dante, MAGGIO Gabriella, MANGIAMELI Antonio, MANNA Anna, MARCUCCIO Emanuele, MARELLI Dario, MARTILLOTTO Francesco, MASSARI Raffaella, MELILLO ANTONIO, MELONI Valentina, MESSINA Raffaele, MONGARDI Gabriella, MONTALI Alessandra, MOREAL Liliana, MOSCE’ Alessandro, MUSICCO Mirella, NARDI Lucia, NICOLOSI Ada, OPPIO Danila, PACILIO Rita, PARDINI Nazario, PAVANELLO Lenny, PELLEGRINI Stefania, PERRONE Cinzia, PIETROPAOLI Alessandro, PISANA Domenico, PITORRI Paolo, PIZZALA Gabriella, PORSTER Brenda, PREDILETTO Vincenzo, PROSPERO Alessandra, RAMPINI Nazarena, RUGGIU Mariangela, SABIA Mara, SANTARELLI Anna, SANTINELLI Franca, SARTARELLI Vittorio, SCAVOLINI Tania, SIROTTI Andrea, SOLDINI Maurizio, SPURIO Lorenzo, STANZIONE Rita, TOFFOLI Davide, VALENTE Maria Laura, VALERI Walter, VALLI Donato, VARGIU Laura, VENEZIA Paola, VESCHI Michele, VITALE Carlos,VIVINETTO Giovanna Cristina, ZANARELLA Michela, ZAVANONE Guido.

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Particolarmente pregevoli i contributi per le rubriche articoli/critica letteraria, segnaliamo i contenuti della rubrica “Ermeneusi”:

ARTICOLI

MARIA LUISA D’AMICO – “Ritratto di una donna coraggiosa: Frida Kahlo”

AMEDEO DI SORA – “Eleonora Duse: il teatro come vita” 

CINZIA DEMI – “Il rumore del pennino: Petronilla Paolini Massimi (1663-1726)”

GRAZIA FRESU – “Le madri coi fazzoletti bianchi”

ALESSANDRA GABBANELLI – “Una poetessa del 1500: Gaspara Stampa”                

ANNA MANNA – “Il grande affresco barocco nelle inquietudini regali di Cristina di Svezia”

ANNA MARIA BONFIGLIO – “Selma Lagerlof, la prima donna Premio Nobel per la letteratura”                                                           

CINZIA PERRONE – “Artemisia Gentileschi: una femminista ante-litteram” 

MARISA COSSU – “Grazia Deledda”   

ELENA COPPARI – “Anaïs Nin: il coraggio di esprimere la propria sensualità”  

FRANCA SANTINELLI – “Stamira, l’eroe di Ancona”         

FRANCO BUFFONI – “Emily Dickinson”              

LENNY PAVANELLO – “Louisa May Alcott, Margaret Mitchell e Jane Austen: la voce delle donne”                                                                                       

ALESSANDRO PIETROPAOLI – “Jane Austen e l’idea di romanzo al femminile”

TINA FERRERI TIBERIO – “Maria Montessori, donna coraggiosa e anticonformista”  

LORETTA FUSCO – “Tina Modotti, tra genio e passione”                         

FRANCESCA LUZZIO – “Profili da spolverare: la siciliana Maria Alaimo”                    

LORENZO SPURIO – “Ricordo minimo della poetessa Renata Sellani”                         

MADDALENA LEALI – “Ritratto di Christine de Pizan (1365-1431)”           

 

CRITICA LETTERARIA 

MARA SABIA – “Di poesia e resilienza: ritratto di Alda Merini”  

DILETTA FOLLACCHIO – “Le Novelle orientali di Marguerite Yourcenar e il Genji Monogatari di Murasaki Shikibu”                                                              

NERIA DE GIOVANNI – “Grazia Deledda: il coraggio di credere al proprio destino”     

VALTERO CURZI – “Ipazia, Eloisa e Frieda Kahlo: il coraggio di vivere al femminile”    

DAVIDE TOFFOLI – “Il fascino, sempre rinnovato e indelebile, delle bulbare.  Sull’opera antologica della poetessa Biancamaria Frabotta”                      

MASSIMILIANO FOIS – “Rina De Liguoro, diva fulgente del cinema silenzioso”      

LUCIA BONANNI – “Vita interiore, immaginario e creatività nelle opere di Lauren Simonutti e Anne Sexton”                                                                                     

EUFEMIA GRIFFO – “Jane Austen e quella sottile seducente ironia”               

STEFANO BARDI – “Scritture “spirituali”. Note a margine sulle esperienze

letterarie di Patrizia Valduga, Francesca Duranti e Marguerite Yourcenar”          

PAOLO PITORRI – “Chi era Sylvia Plath? La campana di vetro e la sua costellazione”   

GIORGIO LINGUAGLOSSA – “Una ermeneutica sopra una poesia inedita di Donatella Costantina Giancaspero”                                                                        

MARIA GRAZIA FERRARIS – “Cristina, ovvero la ricerca della felicità”         

LORENZO SPURIO – “Nella casa di Maria Costa. La poetessa messinese attraverso l’universo oggettuale che ha lasciato e il ricordo commosso dell’artista Pippo Crea”    

CARMEN DE STASIO – “Virginia Woolf – leggère impressioni: breve viaggio in Le Onde

MARIA LAURA VALENTE – “Joryū nikki bungaku. Un approfondimento sulla letteratura   diaristica femminile di epoca Heian”                                                   

 

La rivista può essere letta e scaricata in formato pdf cliccando qui.

 

E’ anche possibile leggerla in formato ISSU (consigliato per tablet e smarphone) cliccando qui.

Come da editoriale si ricorda che:

  • Il vecchio sito della rivista non sarà più raggiungibile perché verrà soppresso. Tutti i materiali in esso contenuti sono stati caricati in una sezione dedicata del sito dell’Associazione Culturale Euterpe dove potranno essere consultati e raggiunti a partire da questo link.
  • A partire da questo numero dedicheremo ogni qual volta un evento pubblico per presentare i contenuti della rivista dove gli autori saranno invitati a partecipare intervenendo con una breve esposizione dei loro testi o lettura di stralci. La presentazione di questo 27esimo numero si terrà a Senigallia (AN) il 8 settembre 2018 presso il Palazzetto Baviera alle ore 17:30. Nella pagina che segue è possibile prendere visione della locandina dell’evento con tutte le informazioni logistiche. Gli autori che vorranno partecipare sono invitati a darne comunicazione a mezzo mail, confermando la loro presenza, almeno 5 giorni prima, di modo da poter organizzare adeguatamente la scaletta.
  • Il prossimo numero della rivista avrà come tema al quale sarà possibile ispirarsi “Musica e letteratura: influenza e contaminazioni”. L’invio dei materiali dovrà avvenire entro il 20-12-2018. Il relativo evento del prossimo numero su FB è presente a questo link.

“L’estate del ’78” di Roberto Alajmo. Recensione di Gabriella Maggio

9788838937729_0_0_0_75.jpgIn L’estate del ’78, edito da Sellerio, Roberto Alajmo narra un segmento della sua biografia per ricostruire, sulla base di documenti e ricordi, la storia della sua famiglia e soprattutto della madre Elena fino al momento della sua morte improvvisa e drammatica. Ḗ l’esperienza della sua paternità  e  la riflessione sul  nome dato al figlio, diverso da quelli che “ ritornano a generazioni alternate”, che sembra indurre Alajmo a affrontare questo importante nodo della sua vita.

Il racconto comincia dall’ultimo e inaspettato incontro con la madre, avvenuto nel luglio del ’78 a Mondello, mentre preparava l’esame di maturità. Nulla gli aveva fatto presagire che non l’avrebbe più rivista e perciò da quell’estate lo scrittore  inizia un cammino a ritroso nel tempo e nello spazio per ritrovare la madre e le ragioni della sua esistenza.  

Il titolo dell’opera non poteva, quindi, essere diverso. Il viaggio interiore, non privo di rischi esistenziali,  con convinzione si snoda tra il profilo della madre fondato sul ricordo e l’immagine immediata degli oggetti e dei documenti da decifrare.

Il lettore attento coglie a tratti nel testo una certa timidezza dello scrittore, il suo pudore di far nascere e mostrare il racconto allo scoperto, nella sua matrice, e talvolta si arresta perplesso a leggere sulla pagina il punto d’innesto tra Elena e il mondo, ripercorrendo la propria storia e intrecciando il proprio sentire di figlio o di madre  a quello di Alajmo.

Non c’è lirismo nel testo, solo narrazione scrupolosa, attenta a fare chiarezza nello scavo faticoso tra le spire della registrazione degli eventi e  le stasi del sentimento, per portare infine alla  luce  il colloquio autentico con la madre. Il narratore-protagonista  recupera le radici già vissute, le immagini della madre, le sue parole, i suoi atti fino alla malattia e alla morte. Solo a tratti riemerge anche la figura paterna. Il linguaggio essenziale e asciutto conferisce al testo un chiaro carattere  narrativo impedendo che fatti e persone diventino miti, perché restano tutti immersi  nel quotidiano. L’opera non ha esplicite indicazioni di genere sulla copertina, ma credo che si iscriva al genere romanzo, secondo l’affermazione di G. Debenedetti : “Ogni vero romanzo, ogni romanzo  risolto a fondo, ha contenuto una sua Nekuia”.

GABRIELLA MAGGIO

 

L’autore del presente testo acconsente alla pubblicazione su questo spazio senza nulla pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro. E’ severamente vietato copiare e diffondere il presente testo in formato integrale o parziale senza il permesso da parte del legittimo autore. Il curatore del blog è sollevato da qualsiasi pretesa o problematica possa nascere a seguito di riproduzioni e diffusioni non autorizzate, ricadendo sull’autore dello stesso ciascun tipo di responsabilità.

 

Il bando di partecipazione del Premio letterario “Eyelands Book Awards” per opere edite/inedite in lingua inglese

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EYELANDS BOOK AWARDS

Eyelands.gr literary magazine in collaboration with Strange Days Books  organize an annual international short story contest, and a flash fiction contest, the only international  story contests based in Greece. Every year, writers from all the continents of the world participate in them.

The short story contest has been running continuously for the past eight years, offering hundreds of writers the opportunity to see their short story printed in one of our collections, created through the contest entries. For many of these writers it is the first time that a story of theirs is printed in a book or featured online. The jury reads all submissions blind.

The English section of  the EISSC contest has been recognized as a truly reliable, fair and serious short story contest. Every year, many reputable websites, such as

https://duotrope.com/, https://www.booktrust.org.uk/, www.justacontest.com, www.londoncomedywriters.com, www.literarylightbox.com
https://www.writersandartists.co.uk/ virtualwritersinc.com,

www.prizemagic.co.uk, www.artsjobs.org.uk, https://www.inkitt.com, http://www.writermag.com, http://creativewriting.ie
http://www.zapmeta.ws, https://nothingintherulebook.com

http://www.allwritemoya.com, http://www.christopherfielden.com

http://www.writersreign.co.uk, https://ilpiacerediscrivere.it/

                                    

and many others all over the world post the announcement of our contest, which has earned its reputation year after year, by honoring all its promises, following the rules meticulously and meeting all criteria that allow a contest to gain respect and recognition on an international level.

The flash fiction contest made a very successful start this year and we are very proud of it but we try another project here, the Eyelands Book Awards

www.eyelands.gr

e-mail:  info@eyelands.gr

Facebook: https://www.facebook.com/eyelands.portal

https://eyelandscontes.wordpress.com/

PRIZES

Grand prize (published books): Five-day holiday in Athens plus a special handmade ceramic designed especially for Eyelands Book Awards and publication (excerpts) online on our website.

Grand prize (unpublished books): Publication from Strange Days Books

Six more prizes one for each category of every section also win a a special handmade ceramic designed especially for Eyelands Book Awards

Certification document for every prize.
Final results are to be announced on December 20th 2018.

The award will be given in a special ceremony in Athens
Award Ceremony: 5th of May, 2019
Place: Polis Art café, Athens, Greece

Judges: Andriana Minou (poetry), Gregory Papadoyiannis (novels, novellas), Antonis Tsirikoudis (short stories)

Entry fee: $30

SUBMISSION GUIDELINES & DATES & DETAILS

Opening: Monday, July 2, 2018

Closing: Tuesday, October 20, 2018 at midnight PST.

Submit your book or manuscript online or via snail mail with a $30.00 entry fee

Eligible submissions include: poetry, novellas, short story collections, novels.

Multiple submissions allowed (with a separate fee for each submission).

Simultaneous submissions allowed, but please notify us if full manuscript is accepted elsewhere. 

Finalists for every category to be announced on November, 20, 2018

Final results are to be announced on December, 20, 2018.

There are no restrictions regarding nationality

Participants must be 18 years old otherwise we need parents’ consent to accept the submission.

Manuscripts must be written in English.

There is no restriction about the form or style of writing. We prefer the pages to be numbered. Files should be uploaded as an MS Word document or PDF. Fill the entry form, copy and paste it in the body of your email.

 

Submit your manuscript to:

eyelandsmag@gmail.com  [or]  strangedaysbooks@gmail.com

or send your book by post to:

Chimarras 6, 74100, Rethymno, Crete, Greece 

 

PRIZES & PUBLICITY

Section: Published books

Grand Prize: A five-day holiday in Athens plus a special handmade ceramic designed especially for Eyelands Book Awards and publication (excerpts) online on our website. Eyelands cover all accommodation costs for the award winner. Air tickets not included. The author must agree to participate in the EBA ceremony (which will be held in Athens at the time of his/her holidays) and the related publicity (interviews e.t.c.).

There will be five finalists for each category.

Three more prizes one for each category also win a special handmade ceramic designed especially for Eyelands Book Awards

Certification document for every prize.

Section: Unpublished books

Grand prize: Publication from Strange Days Books. Released via amazon.com (international release) & from Strange Days Books

Three more prizes one for each category also win a a special handmade ceramic designed especially for Eyelands Book Awards

There will be five finalists for each category.

Certification document for every prize.

For each entry, submit the book, entry form, and $30 fee (via paypal). Registration will be confirmed via email. In December, all entrants will be notified of winners. Please fill in, copy and paste the entry form in the body of your email

ENTRY FORM & PAYMENT

Pay via paypal – See the banner on this website

Click the «buy now» button. Fill the description with: EBA

Entry fee is 30.00 $

* After the payment is complete, you can send the email with your manuscript as an attachment and the entry form completed, copied and pasted in the body of your email

*An email confirmation that your entry has been received will be sent within three/four days

* We do accept simultaneous submissions

* Every writer can submit more books with the payment fee of $30 for every one of them

* Name and address of the author are to be submitted only in the body of the email

*There is no fee for the first prize winners of previous eyelands international short story contests

*Click here to download the entry form: ENTRY FORM_EBA

*All books must be published between September 20, 2016 and September 20, 2018.

 

ENTRY FORM (submit one entry form per book):

Book Title:

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Author:

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Category:

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Publisher: (for published books only)

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ISBN: (for published books only)

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Contact Information

 

Name:

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E-Mail:

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Phone:

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Address:

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AWARD CATEGORIES (select one per entry application):

The following are eligible:

1/Full-length books of fiction (novels or novellas)

2/ Collections of short stories by one author

3/Collected and selected poems by one author*                            

*any novel (up to 500 pages)  or book of poetry (up to 250 pages) written by a single author is eligible

EBA follows the CLMP Contest Code of Ethics.

If you have any questions, please contact us at
eyelandsmag@gmail.com  [or]  info@eyelands.gr   [or]  strangedaysbooks@gmail.com

 

LINKS
www.eyelands.gr
https://eyelands.gr/english-section/
https://eyelandscontes.wordpress.com/

https://www.facebook.com/eyelands.portal/
www.strangedaysbooks.gr
www.paraxenesmeres.gr

 

the Judges

ANDRIANA MINOY/ POETRY

Andriana Minou is a Greek writer and musician living in London since 2004. She holds an MA in Performing Arts and a PhD in Piano Performance. Her short story collection, Underage Noirs was published in 2013 by Strange Days Books. Her second book, Dream-mine, an experimental novel in the shape of a labyrinth, was published by the same publisher in 2017 while its English version has also been published by Verbivoracious Press in a Festschrift about the Oulipo Movement. Dream-mine was recently presented in the form of a performance and installation as part of UNESCO’s Athens 2018: World Book Capital. Her work as a writer has been included in several anthologies and literary journals in Greece such as Geometry of an invisible generation (Mandragoras), codepoetry (Athens plaython), Autumn Stories and Sandgraphs (Strange Days Books), entefktirio, poetix. Her texts have also featured in literary journals in the UK and the US, such as The Paper Nautilus, rattle journal, FIVE:2:ONE, typehouse magazine and in the anthology, A six-pack of stories (Story Brewhouse). Andriana also writes librettos, song lyrics and texts for performances that have been presented around the world (Athens, Amsterdam, London, Berlin, Zurich, New York and more). She has also translated Gregory Papadoyiannis’ novel, The Baby Jazz, published by Fomite Press. In 2017 she was one of the selected writers at the Young Writers’ Festival of Thessaloniki International Book Fair. For the past four years she has co-organised Sand Festival, the only literature festival on the Greek islands.
www.andrianaminou.com

 

ANTONIS TSIRIKOUDIS / SHORT STORIES

ΑntonisTsirikoudis was born in the mid-seventies on World Poetry Day, but stopped writing poetry when he was twelve, devoting his creative force to prose. Short stories of his have been included in various anthologies, and in 2016 Paraxenes Meres published his first book, “When you least expect it”, a collection of 33 short and very short stories. Since then, he is focused on his first novel. He has also participated in the writing of a novel with another 11 writers, and has translated literature from English, and Spanish. Before moving to Crete, he lived in Sydney Australia, and Tallinn Estonia. He has been living in Heraklion city for the past seven years, with his partner, two dogs and a cat, teaching literature and Greek language in a high school. Any opportunity given, he travels, mostly to places he hasn’t visited before, next one being India. He has a degree in Philosophy, and an MD in Special Education. He speaks English, Spanish and reads Portuguese and Russian. When not writing and teaching, he loves cooking and entertaining.  For the past four years he has co-organised Sand Festival, the only literature festival on the Greek islands.

GREGORY PAPADOYIANNIS / NOVELS

Gregory Papadoyiannis graduated from the Law and Journalism Schools, studied cinema direction and worked at newspapers, magazines, radio and television, initially as a sports editor and later as a columnist and editor.  At the same time, he worked as a translator of literature books in collaboration with several publishing houses and translated books by William Faulkner, Francis Scott Fitzgerald, Jack London, Marc Twain etc. into Greek.

In 1991, he was awarded the national prize for young playwrights at the competition of the Ministry of Culture for his play The situations. He was awarded the second prize twice at the same competition, in 1995 and 1999. He has translated theatrical plays by authors such as David Mamet and Tennessee Williams for the purposes of performances in prestigious theatres of Athens. He has also worked as a director’s assistant at the National Theatre of Greece as well as the Theatre of Thessaly. He has been involved with the cinema as well; as a director of two short films that were screened in Greek film festivals and as a script-writer for feature and short films. He has also worked as a script-writer and director’s assistant in several television series.

Gregory is a co-founder, administrator and writer for the books & cinema section of the website http://www.eyelands.gr .  He is the curator for the only Greece-based international short story competition, run by http://www.eyelands.gr . He also co-ordinates and leads a series of workshops on creative and collaborative writing all over Greece. After living in Athens for several years, he now lives in the island of Crete. He currently works as a translator and editor for Strange Days Books Publishing (www.strangedaysbooks.gr ) He is co-founder and has co-organised Sand Festival, from 2015 among with Andriana Minou and Antonis Tsirikoudis.

PUBLICATIONS IN GREEK
– To the Almighty, hereunto, comic album, 1988
– The situations, play, 1992
– The Philadelphus case, science fiction novelette, 1999
– Sniff, novel, 2008 (first edition: Empiria Ekdotiki (2008) third edition: Strange Days Books 2014)
– The city beyond the river, short story collection, 2011
From this collection: The short story The Whole Family won the third prize in the literary contest of the Greek online magazine “Stella’s Literary bistro” (2011) and was shortlisted at the International Annual Fish Short Story Competition.  The short story The city beyond the river was shortlisted and Highly Recommended at the Tom Howard Short Story Contest (2009).

PUBLICATIONS IN ENGLISH
– 52 eyelands, a sentimental guide through the Greek islands (2013, Strange Days Books)
– Greece: The child that never grew up, short story included in Stories for our Time, an Interactive Exhibition from LibArts London (London School of Liberal Arts, 1 May – 31 July 2013)
-The city beyond the river, short story included in the anthology Future eyes of PaleHouse Magazine (2012, Los Angeles, California, http://www.palehouse.com/FE-Papadoyiann.html)
The Whole Family, short story included in Jakes Monthly anthology of Magic Realism
In the Majestic’s nest, short story published in Foxing Quarterly (2013, print-only literary and arts journal published in Austin, Texas)
– An excerpt from his novel “Sniff” was posted to the European Literature Network (June 2017)  http://www.eurolitnetwork.com/authors-pitch-sniff-by-gregory-papadoyannis/
– His novel «The baby Jazz» released in USA from Fomite books in February 2017
– His comic album Ephemera/Life is short released in Greece on December, 2016. Two of the stories from the album published in Porcupine, an anthology of poetry, art, and short stories from 23 contributors across the globe, on November 2017.

papado374@gmail.com
https://gregorypapadoyiannis.wordpress.com/

the Artist

Costis Malousaris was born in 1972 in Athens. There he studied photolithography and graphic arts. In 1997, along with friend Margarita Leousi, they made the fanzine “walk in the Park”. From then until 2009, he did not stop writing texts, but did not consider it necessary to publish them. He worked for two years at the publishing house ‘Astir’. He was a key contributor to the literary magazine “Fortezza”. He participates as a publishing consultant in the publishing group “Strange Days”. Fifteen years ago he decided to live in Rethymno, Crete.  A series of unrelated at first glance events, people and situations led him to earn his living through creating and selling of ceramic objects.

He studied for more than two years next to the pottery makers Giorgos and Natassa Vardaxi in Rethymnon, who taught him a lot but mainly to dare to become a “self-taught”, to experiment with techniques, search for his own ways and not to be afraid to narrate stories he wanted to tell using instead of words his own hand-made ceramics .

He manufactures objects mainly from stoneware clay and combines clay, oxides, paint and glass techniques to create pleasant, face-to-face, use-and-touch objects. The electric furnace and the high temperatures allow for results that he likes to call space therapy objects, always with the challenge of being able to do what inspires you your imagination within the strict discipline required by pottery art.

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the Trees

With Kafka’s “Art needs craft more than craft needs art” as a basic principle, I strive to find the balance between pleasure and the therapeutic quality of making, creating objects and the additional achievement of making a living and acquiring recognition through it.

Everyday objects and familiar forms giving the sense of security and familiarity offer a chance for me to present my perspective, my emotion, even my compulsion accompanying the merchant’s and artist’s worries.

Trees, a symbol of power and tranquillity, of a life intense yet discreet, have always been a reference point in my journeys, real and mental – spiritual and material. Especially the olive tree, the most prominent tree of Crete, a symbol of the struggle for endurance as well as prosperity in Cretan culture, has been a source of inspiration and a bright spot. I therefore consider trees and the olive tree in particular, a symbol equal to an author’s endeavour, inspiration and labour.

Costis Malousaris

“Che farò senza Euridice” di Carmelo Fucarino. Recensione di Gabriella Maggio

Recensione di Gabriella Maggio

1.jpgIl mito di Orfeo ha segnato profondamente la cultura occidentale nell’ambito della letteratura, dell’arte e della musica. Ḗ naturale, perciò, che chi come Carmelo Fucarino si è nutrito di letteratura e arte tenda a dare connotazione simbolica ad ogni proprio dato esistenziale, sia luogo sia persona. Nel romanzo il mito antico di Orfeo ha la funzione di dare forma e ordine di rappresentazione alla realtà mutevole e sfuggente della vita, sottraendola ai limiti della logica razionale per avviarla ad una comprensione più alta e complessa. Accanto al testo virgiliano e all’Orfeo ed Euridice di W.Gluck Che farò senza Euridice rivela la lettura di C. Pavese in particolare di Feria d’agosto e dei Dialoghi con Leucò. Come l’Orfeo di Pavese in L’inconsolabile”, uno dei Dialoghi con Leucò, in cui Orfeo dialoga con Bacca, anche Paolo/ Orfeo il protagonista del romanzo, soffrendo per la perdita di Euridice/Tea, tende più che a riavere la donna a conoscere se stesso :”Io cercavo, piangendo, non più lei ma me stesso”. Di Pavese inoltre si parla esplicitamente nel capitolo Il suicidio della morte :” amo Pavese e lo ammiro”. Rimasto bloccato in ascensore per una temporanea mancanza di energia elettrica, Paolo si abbandona al flusso dei pensieri in cui si fondono frammenti della relazione d’amore con Tea, ormai in crisi, lo scontro con la società, la politica, le nuove tecnologie considerate disumanizzanti. Conquistano ampio spazio i ricordi dell’infanzia trascorsa in paese tra le cure amorose della madre, gli animali di casa e la natura. La memoria dell’infanzia è recupero dell’autenticità perduta, ha una funzione mitopoietica, che sarà compiutamente sviluppata da Carmelo Fucarino nella recente autobiografia “Il verde melograno” . La trama del romanzo si snoda intrecciando passato e presente, pensieri e divagazioni di Paolo scritti in corsivo e parti diegetiche del narratore in grosso. Un episodio scaturisce dall’altro, creando attesa nel lettore e conferendo dinamismo al complesso intersecarsi di concetti, considerazioni di vario ordine e vere e proprie riscritture degli amati Petronio e Huysmans. Lo stile è vario, chiaro e fluido, modella lessico e punteggiatura sul ritmo interiore dell’autore. Il mito di Orfeo è rivissuto nell’oggi da uno scrittore/ protagonista che è pienamente “imbarcato” nel suo tempo. Non ci sono dei nel mondo “ sono solo miserabili favole dei poeti” (Euripide, Eracle), non c’è alcuna sacralità trascendente, ma l’immanenza del viscerale rapporto con la madre e con la natura. L’aura del mito è rimasta però nel cuore dello scrittore e colora di Inferi il buio vano dell’ascensore e i fantasmi che assediano la coscienza del protagonista, di clinica e intervento chirurgico lo smembramento di Orfeo. La casualità domina la vita, orfana di destino che presuppone un ordine teologico. Secondo quanto dichiara lo scrittore il romanzo è stato scritto nel 1981 e quest’anno pubblicato senza alcun cambiamento di trama nè di stile. L’opera si può collocare nella corrente culturale del Postmoderno per la tendenza a narrare per flash, per la molteplicità dei temi affrontati, per la libera combinazione di passato e presente, per l’affermazione della categoria dello spazio su quella del tempo e infine per il gioco metaletterario.

L’autore del presente testo acconsente alla pubblicazione su questo spazio senza nulla pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro. E’ severamente vietato copiare e diffondere il presente testo in formato integrale o parziale senza il permesso da parte del legittimo autore. Il curatore del blog è sollevato da qualsiasi pretesa o problematica possa nascere a seguito di riproduzioni e diffusioni non autorizzate, ricadendo sull’autore dello stesso ciascun tipo di responsabilità.