The Nail: il volume bilingue italiano-inglese della triade poetica Matranga-Billeci-Barracato

Articolo di Lorenzo Spurio

È uscito in questi giorni – per i tipi di Billeci Edizioni di Borgetto (PA) – un interessante volume bilingue di poesie di tre autori siciliani. Il libro, dal titolo The Nail (che, tradotto, sta per “il chiodo”, proprio quello che compare ben piantato nella prima di copertina), contempla una scelta di poesie di Dorothea Matranga, Francesco Billeci e Antonio Barracato con, a fronte, la versione in lingua inglese.

Un progetto poderoso curato – nelle traduzioni – da Dorothea Matranga che nelle ultime ore – assieme agli altri co-autori – ha felicemente lanciato sui Social la lieta notizia dell’avvenuta pubblicazione. The Nail è uno di quei lavori che, tanto per la confluenza sintonica di voci che sono poeti ma anche amici, quanto per la dimensione volutamente aperta a un’internazionalità e dunque a un destinatario potenzialmente allargato all’inverosimile, si evidenzia da subito come vincente e in grado di far parlare di sé. Questo anche per la preziosa prefazione della poetessa e critico letterario Francesca Luzzio che – meglio di qualsiasi vestito – riesce a cucire in maniera splendida e irripetibile una lettura puntigliosa e fresca di questo nuovo volume.

La copertina del libro

The Nail è l’ennesimo – e non previsto – segno che testimonia un clima di ampia effervescenza culturale nell’ambito del Palermitano che si unisce a una grande capacità espressiva e volitività che contraddistingue le tre fervide menti dalla fertilissima produzione letteraria. Tanto per citare alcuni di questi “punti fermi” che contraddistinguono questa triade autoriale possono essere richiamati – tra i tanti percorsi, collaborazioni, iniziative – il noto Concorso Internazionale di poesia “La vita in versi” di Cefalù organizzato dal poeta Antonio Barracato che annualmente vede la cerimonia di premiazione nell’elegante Teatro Cicero di Cefalù, come pure il Cenacolo Letterario Letterario Italiano “25 Novembre” sempre di Cefalù (con sua seconda sede a Borgetto) dove gravitano vari poeti dell’hinterland palermitano, finanche la copiosa e diversificata produzione di volumi dell’editore Billeci (con un fresco progetto antologico dal nome Il meglio di me al quale hanno partecipato, tra gli altri, i poeti Francesco Camagna, Andrea Lazzara, Antonio Barracato, Rosa Rampulla, Pietro Pinzarrone, Vita Alba Tumbarello, Rossana Licari, Rosa Di Pino e lo stesso Francesco Billeci) che testimonia una presenza importante, in termini di promozione e diffusione culturale sul territorio, di certo non trascurabile e meritoria di nota. Non si dimentichi neppure la fondazione del movimento – e la creazione del relativo genere letterario della corto poesia – da parte di Barracato e Matranga, istituzionalizzato in un apposito Manifesto, diffuso anche per mezzo di una pubblicazione in volume – per la quale sono stato onorato di scrivere la prefazione – e dal riconoscimento da parte della comunità letteraria nazionale che in taluni contesti di premi letterari ha ravvisato l’interesse e l’esigenza dell’inserzione del detto genere tra le sezioni di partecipazioni.

Così si è espressa Francesca Luzzio presentando questo testo: «La presente trilogia propone una coralità di voci, dove con levità affabulatoria ed insieme con forza icastica i tre poeti nei modi di un’epica minima, attenta al quotidiano, si raccontano in versi non solo parlando del proprio io, ma proponendo anche il loro heideggeriano “esserci” con occhio attento alla realtà circostante e  non è un caso  che  essi dedichino anche versi alla poesia perché è proprio questa che consente loro di raggiungere quelle incommensurabili atmosfere».

I tre autori del libro. Da sinistra Francesco Billeci, Dorothea Matranga e Antonio Barracato

Quanto alle principali tematiche delle poesie che il lettore incontrerà in questo volume Luzzio ci informa che si ritrovano in particolar misura temi come il tempo, la malinconia, l’idea dello scorrere, il cambiamento e la ricerca di verità (Matranga); la catarsi, la purezza del sentimento, la religiosità, i riflessi esistenziali e gli intenti sociali (Barracato); gli affetti, il dolore, l’interesse verso gli altri e la solidarietà, finanche alcune tematiche scottanti (e attualissime) come l’immigrazione (Billeci).

Pur essendo il significato più chiaro e diretto, quello di “chiodo”, a cui il titolo del libro si riferisce, credo che vada anche detto altro; nell’utilizzo parlato della lingua inglese non è infrequente l’espressione (la costruzione verbale) to nail (something) per sottolineare la perfezione con la quale una determinata attività viene condotta; il phrasal verb to nail (something) down sta proprio per “fissare”, “precisare”, “definire con precisione” e tale ulteriore sfaccettatura del lemma impiegato dai tre autori per il loro nuovo libro non credo proprio che possa dirsi casuale dal momento che – come già detto – sono tanti i temi – anche di indagine sociale – sui quali non esitano a esprimersi, con chiarezza, trasporto, voglia di esternazione.

Il volume, pur presentando tre sillogi in sé indipendenti appartenenti a tre autori distinti, si apprezza come opera unica nel ricco intrico di legami e corrispondenze che s’instaurano tra immagini, tematiche, codici e linguaggi dei tre poeti. Non è, dunque, come leggere tre libri separati uniti sotto un’unica copertina, ma è un’opera unica che va concepita nella sua originalissima totalità. Tanto è vero che, come è stato recentemente osservato (cito dal Comunicato stampa), «[il libro produce] un forte impatto emozionale per le coinvolgenti tematiche trattate e i motivi che hanno portato alla realizzazione di questo ambizioso progetto culturale, che si ripropone di far conoscere le opere e il volume in tutto il mondo […] Il titolo The Nail è stato scelto come simbolo di costante e capillare penetrazione che punta alla rinascita dei valori universali e sani principi per il risanamento dell’Io, nel modo di sentire heideggeriano che è anche il loro “esserci” in questa triplice intesa dell’accorato verseggiare con lo scopo soprattutto di farsi ascoltare».

Alcuni cenni bibliografici dei tre autori

Dorotea Matranga (in arte “Dorothea”) è nata ad Alcamo (TP) nel 1954, vive a Bagheria (PA). Poetessa, scrittrice e critico letterario. La sua formazione, d’impostazione classica, l’ha portata a vivere un crescente amore verso la letteratura e la scrittura. Per la narrativa ha pubblicato il romanzo Funnyman ovvero il Venditore di sogni (2014), varie sue poesie figurano in antologie. Per la critica letteraria ha scritto e pubblicato molti saggi e recensioni diffusi su riviste online e cartacee. Collabora con le riviste «Convivio» e «CulturElite». In unione ad Antonio Barracato ha ideato la corto-poesia-italiana con il relativo Manifesto “Ipseità dell’io” ha fornito le linee programmatiche e formali di questo movimento. Dirige il Circolo Culturale “Giacomo Giardina” di Bagheria dove riveste il ruolo di responsabile per le attività letterarie. Ha partecipato a numerosi reading poetici e concorsi letterari vincendo molti podi, menzioni e premi speciali, è accademica di varie accademie. È Vicepresidente dell’Associazione “Cenacolo Letterario Italiano Via 25 Novembre” di Cefalù.

Francesco Billeci è nato a Borgetto (PA) nel 1973, città nella quale vive. Poeta, scrittore, cuntastorie e sceneggiatore siciliano, dirige le Edizioni Billeci e l’omonima Associazione Culturale contraddistinta, nel logo, da un bel girasole luminoso. Numerosissime le pubblicazioni in volume, afferenti a tutti i generi letterari; si ricordano le raccolte di poesie: Diario di bordo, I binari dell’anima, I ginestri di Portella, Rarichi du passatu, Germogli di fede, Na valìggia china di paroli, Lu Cuntastori, Versi liberi 1999-2016, Germogli di fede 2016, Poesie del cuore, Strade Parallele, Varcare la soglia, Perfume de amor, il meglio di me, Cockitail Letteraio, Faiddi di Puisia. Per la prosa, invece, i romanzi Il passato non si dimentica, La Biglia Verde, Segreti di mafia, I Bambini non si toccano, Delitti e segreti di Cosa Nostra, Agende di vita vissuta, Raccontare e raccontarsi, Il destino di un sogno, il Profumo Magico dell’origano, Il contatore dell’amore, Mai più Veronica, il contatore della Passione, la mia vita tra le dita. Ha pubblicato anche commedie teatrali: Ogni gruppu veni o pettini, Ogni nodo viene al pettine, Pane, pizzu e Libbirtà vers in lingua italiana e siciliana, Giuseppe La Franca (vittima di mafia) e Teatro 2016. Ha scritto la sceneggiatura del film Cambuca non è mafia /Giuseppe La Franca… vive ancora. Numerosissimi i premi ricevuti da ogni zona del territorio nazionale.

Antonio Barracato, cefaludese di nascita, si è laureato con lode in Arti visive e discipline dello spettacolo all’Accademia delle Belle Arti. Da ragazzo ha frequentato lo Studio fotografico degli zii e, fortemente motivato, ha subito provato grande attrazione verso la fotografia, passione che non ha mai abbandonato. Oggi può vantare una nutrita collezione di premi letterari nazionali per la fotografia, come pure per la poesia, essendo prolifico poeta, tanto in lingua che in dialetto. Ha pubblicato vari libri – sia per la poesia che per la prosa: Strati e stratuzzi, Pensieri in versi, A nostra civiltà, I miei versi, Poesia senza confini, La mia poesia, Perfume de amor – Yo respiro amor, (raccolta di poesie tradotta in lingua spagnola), Squarci di vita, Verità celate, Il meglio di me. È anche autore di testi per canzoni e opere teatrali. È l’ideatore e il direttore del Gruppo «i Narratura» di Cefalù, esponente del direttivo dell’Associazione SiciliAntica, sede di Cefalù, Consigliere dell’Associazione Accademia dei poeti siciliani “Federico II”, versatile organizzatore di eventi culturali (anche virtuali come recenti reading molto partecipati e apprezzati a distanza – mediante riprese video – in tempi di pandemia e di distanziamento sociale) e una serie di altre iniziative tra cui  “Cefalù la poesia si fa strada”, l’iniziativa rivolta alle carceri (“La poesia dentro”) che negli anni ha coinvolto i detenuti della Casa Circondariale “Cavallacci” di Termini Imerese e del Carcere “Ucciardone” di Palermo; il Concorso Internazionale di poesia “La vita in versi” di Cefalù, il Premio Letterario Nazionale di poesia Città di Chiusa Sclafani, è anche direttore del blog culturale «Cefalù Art», fondatore e direttore del Cenacolo Letterario Italiano “Via 25 Novembre” di Cefalù, fondatore – assieme a Dorothea Matranga – del movimento e genere letterario della corto-poesia-italiana.

Un nuovo genere poetico: la corto-poesia-italiana, ipseità dell’Io. Manifesto di Matranga/Barracato

I poeti siciliani Dorothea Matranga e Antonio Barracato hanno lanciato l’originale e interessante iniziativa, nel contesto del mondo poetico e delle sue varie forme espressive, di un nuovo possibile genere identificato in alcuni caratteri distintivi dei quali hanno fornito caratteristiche, tanto in termini di impostazione ideologica che strutturale e formale. Tale nuova forma, definita la Corto-Poesia-Italiana “Ipseità dell’Io”, nasce in un clima di felice condivisione artistica e di grande sintonia umana tra i due, aspetti che – viene da augurarsi – possano contaminare il panorama odierno della poesia, in senso buono.

DOROTHEA MATRANGA, poetessa, saggista, scrittrice e critico letterario, svolge con perizia e professionalità il delicato ruolo di trait d’union tra la cultura popolare e l’elevato Istituto di Studi per l’Arte e la Letteratura. Vive a Bagheria. Lo studio per quasi mezzo secolo della Letteratura Italiana l´ha condotta a pubblicare il romanzo “Funnyman ovvero il Venditore di sogni” (2014).  Ha conquistato molti premi in campo nazionale, sia per la poesia che per la saggistica, di cui molti primi premi. I suoi saggi si trovano in numerose pubblicazioni. Accademica di Sicilia, Accademica del Convivio, Accademica dell’Accademia Regionale dei Poeti Siciliani “Federico II” e Accademica Benemerito dell’ASCU, Accademia Siciliana Cultura Umanistica. Ha ottenuto il Diploma Honoris Causa in Arte e Cultura dell’Istituto Superiore di Lettere-Arti-Scienze del Mediterraneo 2019. Ha ricevuto il Premio internazionale Universo Donna per la Letteratura XIX edizione. Collabora come critico letterario per diverse riviste culturali come “Il Convivio” e “CulturElite”. 

ANTONIO BARRACATO, cefaludese di nascita, laureato con lode in Arti Visive e discipline dello spettacolo presso l’Accademia delle Belle Arti, scrive poesie sin dall’adolescenza (sia in vernacolo che in lingua italiana). È ideatore e direttore del gruppo “I Narratura” di Cefalù; opera per la valorizzazione e la diffusione della cultura e delle tradizioni popolari siciliane. A suo attivo sono diverse pubblicazioni di poesie e due romanzi. Ha organizzato diversi reading a Cefalù e nel circondario, nonché numerose edizioni di concorsi letterari a livello nazionale e internazionale. Una sua brillante iniziativa è stata quella di portare la poesia nelle carceri, con la manifestazione “La poesia dentro”, coinvolgendo i detenuti, sia di Termini Imerese e dell’Ucciardone di Palermo. Autore di numerosi testi di canzoni, otto delle quali fanno parte del cd “Questa terra non ha eroi” (2018). Una delle esperienze che hanno arricchito il suo curriculum è stata quella di raccontare, nel 2017, attraverso la sua poesia “Lo sbarco di Ruggero”, nella trasmissione “Viaggio nell’Italia del giro” di Edoardo Camurri andata in onda su RAI2 nazionale. Gli sono stati conferiti quattro premi alla carriera e oltre trecento premi in concorsi letterari a livello nazionale e internazionale.

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A continuazione il testo stilato da entrambi i fondatori di questo genere che dettano i principi-cardine della nuova tendenza e le peculiarità distintive che lo connotano. 

“Il nuovo genere si presenta come espressione di una Poesia che trae la sua ragion d’essere dalla formula del filosofo tedesco Martin Heidegger (1889-1976) che critica “l’Io penso” Kantiano che per lui non definisce l’Ipseità dell’Io, in quanto l’Io non è semplicemente “Io penso” ma “Io penso qualcosa”. Questo qualcosa rimanda in definitiva a un essere-nel mondo, che è indispensabile per la stessa determinazione dell’Io. L’identità dell’Io quindi è “Io-sono-in-un-mondo. Il termine deriva dall’unione del termine latino Ipse (sé stesso) e Ità che deriva dal principio filosofico che afferma l’identità dell’essere individuale con sé stesso, detto soprattutto di esseri dotati di coscienza. Un genere letterario poetico breve, di identità del tutto italiana, un prodotto esclusivo made in Italy. Non è un Aforisma, che pur nel suo carattere breve, ricercato, riassume il risultato di considerazioni, osservazioni ed esperienze d’alto valore culturale ed estetico, che spaziano in una varietà di campi e temi costituendo un puro concentrato di vera essenza filosofica. Vuole identificarsi come un genere letterario poetico breve, di tre versi che indichino l’espressione genuina della realtà. Parte dalla soggettività dell’Io e analizza i legami con la filosofia per esplicare nella concreta attuazione di sé la realtà originaria della vita. Un genere letterario che vuole risalire alla scienza delle origini e ha per oggetto il conoscere la vita, affonda le radici nella psicologia per teorizzare la soggettività. La scienza delle origini che trae la sua essenza nell’origine vitale di Io- mondo. Nel senso che l’Io esiste se esiste il mondo. Un sentire profondamente la vita in consonanza con essa. L’esigenza di creare questo nuovo genere poetico letterario nasce dalla considerazione che siamo avviati verso la povertà del deserto umano e vi persistiamo invece di conoscere le cose osservandole e comprendendole. Una intuizione che è anche l’intuire di Haidegger, un intuirsi originario per riscoprire i veri valori della vita autentica per restaurarli e innestarli soprattutto nelle nuove generazioni che non hanno dei capisaldi di riferimento. L’ipseità riguarda anche l’affettività nei riguardi delle cose. Non è una semplice presenza dell’Io nel mondo, bensì un prendersi “cura” di esso, un agire rivolto al futuro, al mondo al fine di modellarlo e progettarlo. Ecco in tal senso la connotazione e l’esigenza di questo esordio letterario che si manifesta nel denunciare i difetti del mondo, nell’esaltazione del sentirsi Io-mondo, nell’afflizione per la condizione umana, nel tentativo di cambiare le cose o almeno tentare di riuscire a cambiarle per un progetto di cambiamento che è anche libertà di estrinsecare le proprie idee e attuarle mettendole in pratica con il generale contributo dei poeti che vorranno seguirci in questo nuovo percorso. I canoni della Corto-Poesia-Italiana sono: 1) La Corto- Poesia deve riportare un titolo 2) Deve essere di tre versi 3) Deve avere un contenuto socialmente utile a produrre un cambiamento nel cuore dell’uomo denunciando il malessere di quest’epoca che definiamo moderna ma è priva di sostanza etico-morale 4) L’ultimo verso non potrà superare le dieci sillabe”.                             

*

Solidarietà                                                            

Un povero mendicante                                  

su una panchina                                             

passa inosservato al mondo.                                      

*

Sete di verità  

Triste osservo la fame

di vuote parole              

tra la fiumana senza volto

*

Solitudine

Vivo la solitudine del mondo

sento il vento avverso, sulla mia

pelle odora il tuo dolore.

 

Riferimenti

Il testo virgolettato, opera degli autori Dorothea Matranga e Antonio Barracato, così come alcuni esempi pratici di questa nuova forma poetica a conclusione del testo, vengono pubblicati su questo spazio dietro il consenso esplicito da parte degli autori, con la finalità di una maggiore conoscenza e diffusione di questo manifesto programmatico della nuova tendenza letteraria.

 

A continuazione si riporta il testo integrale dell´omonimo Movimento fondato da Antonio Barracato e Dorothea Matranga diffuso online e sulle pagine Social il 12 dicembre 2019:

Il Movimento Culturale Corto-Poesia-Italiana “Ipseità Dell’Io” nasce e trae fondamento dal Genere Letterario già, ben avviato da qualche tempo, nella Regione Sicilia, in particolare nelle due città di Cefalù e Bagheria in provincia di Palermo, dove lavorano e collaborano i due fondatori del Nuovo  Genere Letterario Poetico Breve , la “Corto-Poesia-Italiana Ipseità dell’Io” Barracato Antonio di Cefalù, poeta e scrittore, e Matranga Dorotea di Bagheria, anch’essa poetessa e scrittrice. Il nuovo Movimento Culturale s’innesta bene come movimento d’Avanguardia, come un fenomeno di rottura con il pensiero, ormai dilagante, tra gli uomini sulla ineluttabilità di un cambiamento, a favore di una ricostruzione di valori originari, che possa restaurare soprattutto le idee, per far sì che, ognuno partendo dal proprio Io, possa non solo ridare l’identità a sé stesso, da qui la scelta di utilizzare il termine Ipseità coniato da Martin Heidegger, ma anche ridare l’identità a tutto il mondo per la creazione della Pace Universale, concetto in cui oggi non crede più nessuno che possa essere realizzato. L’idea, che possa essere raggiunta tra i popoli la Pace Universale, nasce in contrapposizione alle guerre, agli scontri tra i popoli, che per tutti sono inevitabili, e che inevitabile è anche l’estinzione del genere umano, perché le armi diventeranno sempre più sofisticate e capaci di distruggere il mondo conosciuto. Come Movimento Culturale trae la sua ragion d’essere dalla necessità di far circolare le buone Idee in tutto il mondo, idee che nascono dalla consapevolezza che l’uomo non può riconquistare la propria identità se prima non lo avrà fatto il mondo intero. Ecco l’esigenza di un cambiamento radicale, e di un fenomeno di rottura con le idee che attualmente circolano sulla impossibilità di ritrovare noi stessi, in un mondo in cui vale la pena ancora di vivere. Una ricostruzione che è anche ambientale, che prevede il rispetto della natura dell’uomo, ma anche il rispetto della natura. Una natura in generale che è anche il rispetto della natura cosmica. Un cambiamento di una “cosa” rispetto ad un’altra, inclusi pensieri e cose astratte. Tale Movimento Culturale ha il suo punto di forza nel Manifesto già pubblicato nel contesto del mondo poetico, dove sono state delineate le caratteristiche del Nuovo Genere-Letterario-Poetico-Breve, la CORTO-POESIA-ITALIANA- IPSEITA’ DELL’IO tanto in termini di impostazione ideologica, che strutturale e formale. Un nuovo genere letterario poetico breve, che possa nella sua brevità contenere profonde riflessioni sul genere umano, sulla sua condotta nel mondo, che contiene anche la critica a certi comportamenti sullo di stile di vita, che a volte oggi non è consono a una identità di uomo in quanto tale, un comportamento per niente educativo soprattutto per le nuove generazioni. Un Movimento soprattutto sociologico, con una connotazione prettamente sociale che abbraccia molte problematiche e comprende anche la Difesa dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino e la denuncia di fatti e misfatti. Un cambiamento che coinvolgerà l’uomo nella sua interezza, come Uomo Mondo. Un Movimento che sarà portato all’attenzione della sfera pubblica per esigere non solo l’auto-affermazione dell’identità individuale ma quella collettiva, nell’interesse totalitario per la difesa dei cittadini soprattutto anche dei più svantaggiati e dei minori indifesi, e del patrimonio naturale e intellettuale. Tale movimento culturale potrà comprendere tutti i campi dell’arte che vogliano unirsi a tale nobile compito. Come affermava il sociologo Francesco Alberoni, il movimento rappresenta un gruppo allo “statu nascenti”, uno stato soprattutto che mette in campo idee che possano restaurare la bellezza nel mondo.

 

A gennaio 2020 viene data diffusione della notizia di imminente pubblicazione, con la casa editrice Billeci Edizioni di Borgetto (PA), del volume Corto-Poesia Italiana contenente opere di Antonio Barracato e Dorothea Matranga, con prefazione del sottoscritto. A continuazione la copertina del volume.

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