XXVII Concorso Int.le “Città di Porto Recanati” – Premio Speciale R. Pigliacampo

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Il concorso di poesia “Città di Porto Recanati”, fondato e organizzato per quasi trent’anni da Renato Pigliacampo, poeta, scrittore e professore sordo, è uno dei più longevi d’Italia e interessanti delle Marche. Negli anni ha raccolto testi poetici di elevato valore civile, incentrati sulle difficoltà sociali, sulla disuguaglianza, sulla denuncia delle ingiustizie e sul riscatto degli emarginati. Oggi il premio continua, nonostante la scomparsa del fondatore, la missione di dare voce in forma poetica alle problematiche sociali.

 

BANDO DEL CONCORSO 

1 – Ogni poeta partecipante può inviare una sola poesia.

Il tema è libero, tuttavia l’organizzazione consiglia di trattare tematiche relative alle problematiche sociali, alle disuguaglianze, alla disabilità, alla povertà, alla solitudine degli anziani, all’odissea dei migranti e dei profughi, ecc., tematiche per le quali fu istituito il Premio quasi trent’anni fa.

La poesia non deve superare i 35 versi, può anche essere stata edita, ma non vincitrice del primo premio in altri concorsi.

2 – La Giuria del concorso sceglierà dieci poesie vincitrici.

I primi tre classificati riceveranno premi in denaro, così ripartiti: 1° Classificato 500,00 € e Pergamena; 2° Classificato 300,00 € e Pergamena; 3° Classificato 200,00 € e Pergamena. I poeti classificati dal 4° al 10° posto riceveranno una Targa.

La Giuria assegnerà il Premio Speciale Renato Pigliacampo 2016 ad una poesia che sarà particolarmente vicina alla vita e ai contenuti lirici del fondatore del concorso, quali la disabilità sensoriale o la battaglia per i diritti degli handicappati.

Infine, la Giuria si riserva la facoltà di riconoscere premi speciali o di incoraggiamento.

3 – La Giuria è composta dallo scrittore e critico letterario Lorenzo Spurio (Presidente) e da Susanna Polimanti (scrittrice, recensionista), Rosanna Di Iorio (poetessa) e Rita Muscardin (poetessa). Oltre a stilare la graduatoria dei dieci poeti vincitori, la Giuria scriverà e renderà pubbliche le motivazioni relative ai primi tre premi del Concorso e al premio ‘Renato Pigliacampo’. Il Verbale delle decisioni della Giuria, con l’elenco di tutti i premiati/segnalati, sarà inviato via e-mail a tutti i poeti partecipanti.    

4 – Ogni poeta partecipante dovrà inviare la propria poesia esclusivamente per posta elettronica all’indirizzo e-mail: poesia.portorecanati@gmail.com  La poesia dovrà essere inviata entro il 25 luglio 2016.

Il poeta dovrà inviare un’unica e-mail con tre documenti allegati (word o pdf):

  1. testo della poesia senza riferimenti alla propria identità;
  2. testo della poesia con i propri dati personali (nome cognome, indirizzo domicilio, e-mail, telefono) e con dichiarazione di autenticità (“Dichiaro di essere l’unico autore della poesia”);
  3. ricevuta di versamento della quota di partecipazione di 20 €.

5 – La quota di partecipazione al concorso è di 20 € e può essere versata con con una delle seguenti modalità:

  1. versamento su PostePay n. 5333 1710 2372 6843 intestata a Marco Pigliacampo, Codice fiscale PGLMRC75E07E958C. Il versamento si può fare dagli Uffici Postali e dai tabaccai abilitati.
  2. bonifico bancario su conto IBAN IT29J 07601 05138 276234476237 intestato a Marco Pigliacampo.

La quota è necessaria per la copertura del monte-premi e delle spese di organizzazione.

6 – La cerimonia di premiazione con il recital delle poesie premiate/segnalate si terrà a Porto Recanati, un sabato pomeriggio del mese di settembre 2016. Tutti i poeti partecipanti al concorso saranno informati per tempo, via e-mail, e invitati all’evento.

L’evento culturale sarà pubblicizzato sulle televisioni e i quotidiani regionali, sulle riviste nazionali specializzate e i siti web di poesia, sul sito www.ilsalottodegliartisti.it

L’organizzazione potrebbe decidere, in base al numero di partecipanti, di pubblicare un libro di raccolta delle poesie, eventualmente presentato il giorno della cerimonia.

 

Per informazioni ulteriori: 

Marco Pigliacampo (Segretario del Premio): poesia.portorecanati@gmail.com

Lorenzo Spurio (Presidente di Giuria): lorenzo.spurio@alice.it

 

Si prega di diffondere il bando a tutti i possibili interessati.

Renato Pigliacampo, il Maestro del Silenzio, presentato a Macerata lo scorso 20 dicembre

Renato Pigliacampo, poeta, scrittore e saggista è professore di Psicopatologia del minorato sensoriale e di Laboratorio dei linguaggi per il sostegno nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’università di Macerata. Non udente dall’età di dodici anni a seguito di una grave forma di meningite, ha fatto della sua situazione di sordità una vera e propria battaglia personale e sociale. Formatosi nelle migliori scuole nazionali per non udenti, ha ricoperto varie volte incarichi di rappresentanza all’interno di enti e realtà provinciali e regionali legate al mondo audioleso. Attivissimo nel campo assistenziale con la fondazione di riviste specialistiche (Il Sordudente), circoli e nel campo letterario con un serio impegno rivolto nei riguardi dell’editoria e della partecipazione attiva per mezzo di incontri, dibattiti. Importantissimo il Premio di Poesia “Città di Porto Recanati” da lui stesso ideato e presieduto, uno dei maggiori della Regione.

Venerdì 20 dicembre alla Sala Castiglioni della Biblioteca Comunale di Macerata si è tenuta la presentazione di suoi due libri. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Culturale TraccePerLaMeta in sinergia con la rivista di letteratura “Euterpe” e il Patrocinio del Comune di Macerata. L’evento è stato condotto e presentato da me, assieme alla scrittrice e recensionista Susanna Polimanti. Hanno preso parte, inoltre, Donatella Del Medico (Interprete LIS) e Anna Menghi (Presidente ANMIC della provincia di Macerata).

 

 

L’evento si è svolto partendo da un breve excursus bio-bibliografico dell’autore per poi passare a soffermarsi con particolare attenzione su alcuni macro-temi che caratterizzano tutta la sua produzione letteraria. Il percorso è stato fatto ponendo l’importante produzione lirico-narrativa-critico-divulgativa di Pigliacampo all’interno di un preciso canone di riferimento, quello della letteratura italiana contemporanea, sottolineando come non solo la vasta produzione dell’autore sia interessante, pregevole e degna di essere divulgata, ma come abbia ricevuto nel corso della storia anche eminenti avalli letterari, risconti positivi e considerazioni critiche a firma di grandi autori del panorama letterario nazionale quali Diego Valeri, Cesare Zavattini o regionali quali Gian Mario Maulo, Rosa Berti Sabbieti, etc.

In Lettera ad una logopedista (pubblicato nel 1996, ma riproposto in una nuova edizione da Armando Editore nel 2012), Pigliacampo fonde con maestria generi letterari differenti (la lettera, il romanzo, l’autobiografia) e tratteggia il suo rapporto con il mondo del Silenzio a partire dalle prime traumatiche sedute dalla logopedista. Nel saggio l’autore non manca di osservare la mancata comprensione da parte della società nei confronti del disagio della sordità, la poca sensibilità del popolo, la condizione di emarginazione che conduce la conduce la comunità dei non udenti a rintanarsi in una sorta di nicchia dove il sentimento di solitudine non può che autoalimentarsi. Le pagine di Pigliacampo sono ricche di attestazioni di sdegno, di denuncia sociale e politica e tendono a rompere quell’aurea di buonismo e bieco pietismo che la massa costituzionalmente ha e mostra nei confronti di realtà che andrebbero invece avvicinate, coinvolte, integrate: “Vogliamo democrazia e valida gente./ Io la conosco nel mio mondo e/ voi dite “diversamente abile”./ Sono grandi persone/ vincitori di Dolore e Ostacoli/ combinati da voi per frenarli/ Non piegatevi fratelli”.

Vivida e continua, tanto nel saggio come nella raccolta di poesie Nel segno del mio andare, è la caratterizzazione dei luoghi dell’autore, di quella terra natia tanto amata alla quale, dopo viaggi per motivi di studio in cui si è definito “esiliato”, l’autore non può che riconoscere come nido, ma anche come tormento del suo colloquio intimo con il Silenzio.

Ed il monito che Pigliacampo trasmette con la sua poetica, con i suoi occhi vispi di un uomo che è sempre stato battagliero e che continuerà ad esserlo, è quello di “fare”, ma non con la semplice parola, bensì con i fatti, tenendo ben presente che non è tanto importante il tipo di linguaggio che utilizziamo nel rapportarci agli altri (verbale o non verbale, sonoro o visuale, della voce o della mani), ma il contenuto. Per dirla alla Pavese, dunque, “Le parole sono pietre”.

A volte, però, anche un semplice sguardo d’indifferenza, può esserlo.

 

Lorenzo Spurio

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