“Nella casa del glicine” di Anna Maria Boselli Santoni, recensione di Lorenzo Spurio

Anna Maria Boselli Santoni, Nella casa del glicine, Pragmata, 2017.

Recensione di Lorenzo Spurio 

Copertina Casa glicine.jpgUn nuovo libro d’amore, questo di Anna Maria Boselli Santoni, Nella casa del glicine, curiosamente ambientato nelle Marche centrali, tra Civitanova Marche, Cingoli e il capoluogo dorico. L’amore che descrive Anna Maria non è quello facile e beato, quello struggente e mieloso, è un sentimento vivo che fa soffrire, che si nutre di rapporti non sempre facili, è un canto alla vita e una difesa preziosa verso i legami più autentici.

Nel nuovo romanzo, infatti, seguiamo le vicende intime di un anonimo nucleo familiare presentate – ed è questo il punto di forza – da una serie vasta di narratori che si intercalano, si intervallano, si danno man mano il testimone affinché la narrazione sia il più possibile vera e oggettiva. Ecco allora che, sulle traccia di quanto era già accaduto nell’apprezzato romanzo La dolce Rua Sovera (2014), la scrittrice non fa parlare solo gli esseri animati, vale a dire i rappresentanti di quella famiglia, ma anche gli spazi. Quei luoghi domestici dove la vita si compie, dove la famiglia snocciola giorno dopo giorno felicità e affronta difficoltà, dove si riunisce e dove, come vedremo, si rende manifesta una viva preoccupazione. Il fatto che sia un oggetto, e non un soggetto, a darci delle impressioni, a descrivere la storia, a sondare l’animo del personaggio posto sotto la lente di ingrandimento è assai rilevante e permette alla narrazione di avere uno sfogo ulteriore. I cambi di punti di vista, non solo sono significativi per il raggiungimento – nel lettore – di una panoramica più ampia e precisa di quanto in quella famiglia accade, ma sono essi stessi canali espressivi che celano codici sociali-antropologici-psicologici ben più ampi di quanto si crederebbe e che la scrittura rivela.

L’intenzione principale della Nostra era quello di creare una storia nella quale venisse posto come motivo centrale la scoperta, da parte di una madre affettuosa e ansiosa e da un padre leggermente reticente, di una disaffezione psicologica nel figlio, quello di essere affetto da un disturbo maniacale e compulsivo quale è la bipolarità. Uno stato di disagio che non deve o non dovrebbe rappresentare un tabù e che risulta assai più diffuso di quanto non si creda: una malattia invisibile nella quale il soggetto è in completa balia di un demone oscuro che si realizza concretamente con l’adozione di atteggiamenti inconsulti e violenti, o semplicemente incontrollati, tra euforia e disperazione. Fasi che il soggetto di per sé non è in grado di controllare né di riconoscere come tali, che necessitano la supervisione continua e il monitoraggio attento mediante intervento farmacologico.

La ultraffettiva madre è la prima a comprendere che c’è qualcosa in Giorgio che non vada, l’unico dei sei figli talmente diverso dagli altri, scapestrato e inarrivabile, smanioso nelle conquiste amorose, collazionatore imperituro di oggetti di bellezza mentre compie un’operazione economica incontrollata che ben presto non mancherà di evidenziare la degenerazione della sua vita dispendiosa e apparentemente irragionevole. La vita di Giorgio viene tratteggiata così per mezzo della preoccupazione materna che via via si fa sempre più incalzante tanto da motivare ansia anche nell’altro genitore e portarli a chiedere un consulto medico. Il professionista, ascoltato il racconto concitato e avvilito della madre, infatti, e analizzati i palesi e maniacali atteggiamenti descritti, non fa difficoltà ad individuare nell’anamnesi un disturbo maniaco-depressivo. Non solo: traccia le caratteristiche del disturbo, l’eziologia (chiarendo che non è da imputare a ragioni familiari né ad una educazione approssimativa) e fornisce indicazioni importanti sul trattamento, su quale deve essere l’approccio alla malattia, ovvero la cura per mezzo del litio.

La madre, conoscendo bene suo figlio, insofferente a ciascuna forma d’autorità, è piuttosto sicura che mai si sottoporrà alla cura che il medico ha previsto; con ellissi narrative veniamo, però, a sapere che Giorgio inizia la cura traendone, dopo un periodo effetti positivi, di maggiore rilassatezza con il raggiungimento di uno stadio di benessere e di allontanamento dalla dipendenze.

Questo volume intende, infatti, pur con l’artifizio narrativo, trattare una storia reale, che può essere talmente comune nelle nostre famiglie e si rende assai gradevole nonché utile perché impiega un tono informativo in una maniera non dotta né specialistica, ma originale e semplice. Ci avvicina a un mondo che – anche se non appartiene alla nostra specifica realtà – è bene e necessario conoscere. Ci fornisce i tratti distintivi di questa malattia che, chiaramente, ha numerose varietà e forme sintomatiche proprie e che nel nostro protagonista ha più la forma della mania degenerativa che dei veri sbalzi umorali tra euforia e depressione. Come viene chiarito nel libro, infatti, la storia di Giorgio è quello di un ragazzo che si rapporta al mondo in maniera distorta inseguendo sempre l’accumulo, l’eccesso, il lato superlativo di ogni esperienza, sia essa amorosa, sia di benessere fisico –di cui c’è riferimento all’uso della droga- e tanto altro ancora. Il suo disturbo, per come la narratrice ce lo rende, resta per lo più compreso tra una situazione di latente normalità e una palese esagerazione di toni che tendono all’euforia, al fagocitamento spasmodico dell’esistenza. Non si percepiscono in Giorgio, infatti, momenti di appiattimento o di vero stordimento, di negazione di sé nelle quali la depressione, vale a dire una condizione di profonda perdita di conoscenza di sé e di tristezza, può portare all’adozione di atteggiamenti lesivi per sé o per gli altri, finanche il suicidio.

download.jpg
L’autrice del libro

Concettualmente sono configurabili all’interno della narrazione una serie di location che, oltre a essere tra loro concatenate, sembrano essere l’una inserita all’interno dell’altra, come una sorta di scatola cinese. La casa del glicine, che si identifica con l’emblema della famiglia ma anche dell’infanzia, è un mondo di pensieri positivi, felici ricordi e unità domestica, ed è pertanto un mondo di colore: essa tinge di viola, di questa tinta cromatica un mondo che, pur bello e auspicabile, l’avanzata della storia ci descrive come minacciato, ipotecato e infine perduto. Dall’altra parte possiamo intuire un nero o, comunque, una tinta fosca e indistinta che va a localizzarsi come non-spazio o come forma allucinata di realtà che Giorgio vive e consuma, senza rendersene conto. È un recesso oscuro che la coscienza non riesce a governare, un mondo fatto di probabili psicosi e di atteggiamenti maniacali, ridotti a mera ripetizione finalizzata all’ottenimento di uno scopo che si è in qualche modo perso di vista e per questo si rincara sempre più la misura di tutto. Vediamo nelle pagine che chiudono questo denso romanzo una graduale appropriazione del mondo delle tenebre su quello spazio di natura e di beltà autentica rappresentata dalla casa del glicine e dalla ormai lontana spensieratezza familiare. Una sorta di battaglia che si compie tra l’ottundimento della ragione e la forza d’essere, tra l’irresponsabilità e l’orgoglio ed ancora tra la sanità e una caduta, non solo psicologica, ma anche in termini morali, di dignità e rispetto della persona.

Un evento inaspettato e tanta buona fiducia nell’anima buona di Lucrezia permetteranno, nel dolce finale, di squarciare quel nero che si è fatto sempre più fitto con la definitiva riappropriazione della casa del glicine, luogo dell’incanto e dell’amore, contorno speziato di una presenza rassicurante e necessaria per il futuro a venire.

I miei complimenti ad Anna Maria per questo suo nuovo lavoro e per la sua ineffabile capacità di saper trattare tematiche non sempre semplici, fornendocele, però, attraverso il tocco amoroso di una donna che vive sulla sua pelle gioie e dolori, che sa interiorizzare le situazioni con una notevole forza espressiva e rendercele nella loro conturbante drammaticità. Trovo assai giuste e pertinenti le osservazioni di Enrica Santoni Rothfuss, poste come nota di lettura in appendice al libro, quando parla della struttura teatrale dell’opera, che difatti è divisa in atti, non mancando al contempo di rivelare che si tratta di un romanzo. Aggiungo che vi sono delle parti (compresa l’invocazione alla Vergine) di intensa emotività e di apicale espressionismo che contengono – pur nella forma prosastica – un animo lirico e di forte empatia con il narrato.

 La casa, nolente confidente dei pensieri e dei tormenti di ciascun personaggio, è una presenza assai importante che, pur muta, è come se confortasse la stessa Lucrezia, raccogliendo le lacrime e le notti in bianco per un dolore col quale non si sa quali armi impiegare. L’ambiente che lo circonda è dotato di per sé di energie proprie capace di infondere rilassatezza e riconoscenza al creato, in quella terra plurale di colli e riviere che è le Marche, dalla Nostra definita con affetto “terra ricciolina”. Di questa regione vengono offerti altresì rimarchevoli descrizioni e riferimenti ad alcuni degli elementi più caratteristici, tanto architettonici e religiosi com’è il caso della preziosa casa mariana all’interno del Santuario di Loreto, o addirittura culinari, quando richiama il saporito frustingo, dolce tipico del Maceratese.

Dati i recenti movimenti tellurici che hanno investito anche la mia regione e che hanno riguardato in particolare alcune zone del Maceratese che ancora versano in gravi condizioni non posso che appropriarmi dell’immagine della casa nel romanzo di Anna Maria Boselli Santoni, culla di protezione, dominio degli affetti, ricca ancestralità e spazio identitario.  Dimore che nell’attualità di una cronaca scomoda sono collassate o hanno riportato seri danni da decretare l’inagibilità: universi creduti invincibili al tempo e ad ogni legge fisica di colpo sfarinatesi, assieme ai sogni, lasciando polvere su visi, insozzando labili certezze. L’autrice del romanzo, forse in maniera inconsapevole, con questa robusta e pregnante narrazione qui ambientata, – giunta proprio in questo momento complicato – innalza un dolce inno a una delle regioni più belle che l’Italia possa contare, fa librare una preghiera accorata con il pensiero pesante verso chi il sacro tetto familiare l’ha drammaticamente perso. Un romanzo che, letto in questo momento e con le naturali implicazioni affettive che mi lega alla mia Regione, ha la forma di un potente monito di convinta speranza nel miglioramento anche se, non bisogna mai compiere l’errore di sradicarsi dalla realtà dei fatti poiché, come diceva Kay Redfield Jamison, – che la Nostra cita -, “perfino il tempo/ impiegò il suo tempo,/ e non fu dolce”.

Lorenzo Spurio

Jesi, 03-05-2017

A Cingoli la premiazione del concorso “Storie in viaggio”

COMUNICATO STAMPA

Cingoli ospita i vincitori del concorso “Storie in viaggio” ideato da Gioia Casale, Alessandra Montali e Lorenzo Spurio  promosso dalla Ass. Culturale Euterpe

premiazione-page-001

Domenica 9 ottobre si terrà a Cingoli (MC) presso la suggestiva location dell’Auditorium Santo Spirito la premiazione del I Concorso di Racconti Brevi “Storie in viaggio” indetto e promosso dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi.

downloadL’evento, sostenuto dal Comune di Cingoli che lo patrocina, porterà nella città del Maceratese i venticinque finalisti che sono risultati dal giudizio di selezione di due commissioni di giuria. Hanno partecipato a questo concorso gratuito che proponeva di attenersi al tema del viaggio 291 scrittori di ogni parte d’Italia e anche dall’estero rispettivamente dall’Argentina, dalla Svizzera, dalla Grecia e dalla Romania.

La commissione di preselezione, composta da alcuni membri del Consiglio Direttivo della Associazione Culturale Euterpe ha letto, valutato e selezionato i venticinque testi finalisti che sono poi stati trasmessi a una seconda giuria composta da esponenti del panorama culturale e letterario: Franco Duranti, Stefano Vignaroli, Gioia Casale, Laura Margherita Volante, Sara Francucci, Marco Squarcia e Maria Anna Mastrodonato che ha decretato il suo giudizio finale. 

La classifica dei vincitori e dei segnalati a vario titolo si scoprirà durante la serata di premiazione.  I premi consisteranno in coppe per i primi tre, targhe per i premiati dal 4° al 6° posto, altri premi per i riconoscimenti speciali e diplomi ad ogni finalista.

L’evento di premiazione sarà aperto dal saluto dell’Amministrazione Comunale nella persona dell’Assessore alla Cultura Martina Coppari. Il Presidente della Associazione Euterpe, Lorenzo Spurio, e la Presidente del Concorso, Alessandra Montali, presiederanno e condurranno l’evento. Le  letture dei brani verranno fatte da Amneris Ulderigi e la serata sarà allietata da intermezzi musicali a cura della Associazione Musicale “Cerquetelli” di Cingoli.

L’Associazione Culturale Euterpe, in sinergia con la ATC Pro Loco di Cingoli, ha organizzato nella mattinata della stessa giornata, una visita gratuita alla città di Cingoli per coloro che si sono iscritti che partirà alle ore 10:30 di fronte alla Biblioteca Comunale.

Info

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Tel. 327-5914963

I Concorso di racconti brevi “Storie in viaggio”

I CONCORSO DI RACCONTI BREVI “Storie in viaggio

scadenza 04-09-2016

13892062_1732284057024019_7476727929753768490_n

 

L’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN) in collaborazione con la Biblioteca Ascariana di Cingoli, la ATC Pro Loco di Cingoli e con il Patrocinio Morale del Comune di Cingoli, indice la prima edizione del Concorso di Racconti Brevi “Storie in viaggio” la cui partecipazione è regolamentata dal presente bando.

Nel giorno della premiazione è prevista anche la visita guidata alla città di Cingoli che avverrà grazie alla collaborazione della ATC Pro Loco di Cingoli.

Sezioni

L’unica sezione di partecipazione è il racconto. È possibile partecipare sia con elaborati editi (già pubblicati in edizioni cartacee comprensive di codice identificativo ISBN) che inediti.

Tematica

La tematica indicata per questa edizione è “Il viaggio” che può essere interpretata liberamente ad intendere viaggi fisici, di spostamento sul territorio nazionale o internazionale e di viaggi interiori, percorsi di approfondimento e di crescita personale, educativo, morale, spirituale o di altra tipologia.

Caratteristiche degli elaborati

Si partecipa unicamente con testi scritti in lingua italiana. Non verranno accettati racconti in altre lingue né in dialetto, anche se provvisti di relativa traduzione in italiano.  Ciascun partecipante può inviare un solo racconto in formato Word (estensione .doc o .docx) di lunghezza complessiva 3 cartelle editoriali (1 cartella = 1800 battute).  I testi dovranno essere formattati in carattere Times New Roman corpo 12, non dovranno presentare al loro interno caratteri sottolineati o colorati, né immagini né collegamenti multimediali.

Minori

La partecipazione è aperta anche a minori. In questo caso la scheda dei dati andrà compilata dal minore ma dovrà essere firmata in calce da uno dei due genitori, indicando tra parentesi il grado di parentela. Ogni altra indicazione in merito alla partecipazione segue le linee generali del presente bando.

Partecipazione

Il concorso è completamente gratuito.

Invio degli elaborati

Per prendere parte al concorso è richiesto l’invio a mezzo e-mail all’indirizzo ass.culturale.euterpe@gmail.com del proprio racconto comprensivo di titolo e sprovvisto di dati personali o segni di riconoscimento. Al testo andrà allegata anche  la scheda di partecipazione contenente i propri dati personali. Nell’oggetto della mail è richiesto di indicare “Concorso Storie in viaggio”. La mancanza di uno dei due materiali richiesti comporta l’esclusione.

 Scadenza

Il termine ultimo per partecipare è fissato al 4 settembre 2016.  Non verranno presi in considerazioni elaborati pervenuti dopo tale data.

Pre-selezione

L’organizzazione della Associazione Culturale Euterpe provvederà a effettuare una preselezione dei materiali pervenuti –in forma rigorosamente anonima- dalla quale decreteranno venti finalisti. L’esito della selezione verrà pubblicato sul sito della Associazione (www.associazioneeuterpe.com) e inviato a mezzo mail a tutti i partecipanti a partire dal 12 settembre 2016.

Graduatoria

La commissione giudicatrice valuterà in forma completamente anonima i testi dei venti finalisti e proclamerà i vincitori durante la serata di premiazione.

Cerimonia di premiazione

I finalisti sono tenuti a partecipare alla serata finale che si terrà domenica 9 ottobre 2016 a Cingoli (MC) presso l’Auditorium Santo Spirito.  Partecipando a questo concorso l’autore dichiara la propria presenza fisica e ad intervenire durante la serata di premiazione, nel caso figurasse tra i finalisti.   Ai finalisti è richiesto di confermare entro 6 giorni dall’avvenuta comunicazione di pre-selezione la propria presenza o meno.  Qualora non potranno intervenire la loro posizione di finalista decadrà e l’organizzazione provvederà a far scalare tra i finalisti altri nominativi non rientrati nella iniziale rosa di venti autori.  I finalisti che non si presenteranno alla serata di premiazione non avranno diritto a nessun tipo di premio. Non saranno accettati delegati alla cerimonia finale.

Premi

I premi consisteranno in coppe per i primi tre vincitori assoluti e in targhe per i successivi tre autori classificatisi. Tutti i premiati riceveranno anche il diploma. Tutti gli altri finalisti riceveranno attestato di partecipazione.

Visita guidata di Cingoli

L’evento sarà anticipato, nel primo pomeriggio, da una visita guidata della città (gratuita) che avverrà con la collaborazione della ATC Pro Loco di Cingoli per coloro che vorranno (maggiori indicazioni su orari e punti di ritrovo verranno fornite in un secondo momento) a mezzo mail.

Commissione di pre-selezione

La commissione di pre-selezione è composta da alcuni membri del Consiglio Direttivo della Associazione Culturale Euterpe: Lorenzo Spurio, Elvio Angeletti, Alessandra Montali, Marinella Cimarelli, Oscar Sartarelli e Vincenzo Prediletto.  Il giudizio della commissione di pre-selezione è definitivo ed insindacabile. 

Commissione giudicatrice

La Commissione giudicatrice è composta da Franco Duranti, Stefano Vignaroli, Gioia Casale, Maria Anna Mastrodonato, Laura Margherita Volante, Sara Francucci e Marco Squarcia. Il giudizio della commissione giudicatrice è definitivo ed insindacabile. 

Ultime disposizioni

La partecipazione al Premio è subordinata all’accettazione del presente bando in ogni suo articolo.

Ai sensi del D.Lgs 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso e altre attività promosse dalla Associazione Culturale Euterpe.

 

Lorenzo Spurio – Presidente Ass. Culturale Euterpe

Alessandra Montali – Presidente del Concorso

 

Per info inerenti al concorso:

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE EUTERPE – JESI

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Tel. 327-5914963

Pagina FB

 

 Per info inerenti alla città di Cingoli:

 ATC PRO LOCO CINGOLI

www.prolococingoli.it

atcprolococingoli@gmail.com

Tel./Fax 0733-602444

Pagina FB

 

 

Scheda di Partecipazione al Concorso

 

La presente scheda compilata è requisito fondamentale per la partecipazione

 

 

Nome/Cognome __________________________________________________________

Residente in via ________________________Città_______________________________

Cap __________________________ Provincia __________________________________

Tel. ___________________________ E-mail ___________________________________

 

Partecipo al Concorso “Storie in viaggio” indetto dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN) con il racconto dal titolo ________________________________________________________________________

 

________________________________________________________________________

________________________________________________________________________

Il racconto è     [   ]  INEDITO          [    ]   EDITO

Nel caso il racconto sia inedito indicare in quale testo (titolo, editore, anno) è stato pubblicato:

________________________________________________________________________

Questo racconto figura in una pubblicazione depositata alla SIAE ?

[   ] SI          [   ]  NO

Dichiaro, sotto la mia responsabilità, che il racconto è di mia completa produzione e che ne detengo i diritti ad ogni titolo

[   ] SI          [   ]  NO

Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) per le attività organizzate e promosse dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi.

[   ] SI         [   ]  NO

 

                 Luogo, data                                                                    Firma (leggibile)

__________________________                        _________________________________