Sogno amaranto
di Cinzia Luigia Cavallaro
Joker Edizioni, Novi Ligure (AL), 2010
ISBN: 9788875362577
Pagine: 111
Costo: 11,50 €
Recensione a cura di Lorenzo Spurio
Con imperdonabile ritardo, e dopo la recensione alla sua breve raccolta di poesie Dies Natalis, sono a scrivere un mio commento su Sogno amaranto, romanzo di Cinzia Luigia Cavallaro che rappresenta il suo debutto come narratrice.
Il libro, suddiviso in numerosi capitoli, non è uno dei quei testi di facile lettura, ma richiede una particolare attenzione da parte del lettore. Il messaggio in esso contenuto è abbastanza positivo e parte da introspezioni, ricordi, flussi di coscienza, dolori, attimi vissuti che hanno segnato pesantemente la vita dell’io narrante, dietro la quale – c’è da immaginare- si cela una qualche piega della stessa scrittrice. E’ una citazione da una canzone di Zucchero a fornire il titolo a questo romanzo, Sogno amaranto, e la copertina appositamente dotata di questa varietà cromatica richiama ancora una volta l’importanza del titolo. Che cosa andremo a leggere? Una storia vera, successa realmente? Una storia inventata, ma verosimile? Qualcosa di fantastico, un sogno? Sta a lettore decidere. Di certo il romanzo contiene in sé tutti gli elementi per essere considerato un fine canto d’amore, un elogio –poco contemporaneo e molto d’altri tempi- dei buoni sentimenti, un carosello di emozioni, sia positive che negative, ma anche un valzer d’erotismo che rifugge la banalità e il volgare.
E’ per questo che sono a consigliare la lettura di questo romanzo che, come si diceva all’inizio, implica una lettura attenta, non tanto perché l’autrice utilizza una terminologia difficile o ricercata ma perché è proprio la corposità e allo stesso tempo la vastità delle tematiche che mette in campo che richiedono una lettura degna di un qualsiasi classico della letteratura.
C’è da augurarsi che Cinzia Luigia Cavallaro continui su questa strada.
Chi è l’autore?
Cinzia Luigia Cavallaro (Milano, 1961) ha vissuto cinque anni a Londra e, una volta in Italia, ha lavorato principalmente come traduttrice-interprete. Nel 1983 è stata Presidente della Biblioteca Civica di Bernareggio. Nel 1994 è stata premiata a La Spezia per il suo racconto “Gita al porto”. Ha pubblicato due raccolte poetiche: Kairos (Giraldi Editore, 2008) e Dies Natalis (Edizioni Il Foglio, 2010). Sogno amaranto è il suo primo esordio narrativo. Il suo blog è www.wordsinprogress.it
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Con questa breve ma ricca silloge poetica Cinzia Luigia Cavallaro scandaglia da varie prospettive due dei temi che hanno sempre ossessionato l’uomo: il tempo e la morte. Temi che in fondo finiscono per legarsi, contaminarsi, fondersi ed eguagliarsi. Quando moriamo, finisce il nostro tempo. E’ una raccolta di poesie di lunghezza diversa che presenta un tono cupo, quasi esistenzialistico, dove è onnipresente il senso di morte espresso magistralmente nella poesia “Materia prima” nella quale la poetessa condensa in pochi versi il carattere transitorio del genere umano: «Siamo pane per/ i vermi/ e concime per/ i fiori/ liquame/ di dolori/ e stelle/ di sorrisi».