Siria, la cultura sotto le macerie. Incontro con la giornalista italo-siriana Asmae Dachan il 9 aprile a Jesi

Siria, la cultura sotto le macerie. Incontro con Asmae Dachan domenica 9 Aprile

downloadDomenica 9 aprile a partire dalle ore 17:30 a Jesi presso la Sala conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi sita in Palazzo Bisaccioni (Piazza Colocci 4) si terrà un incontro con la poetessa e giornalista italo-siriana Asmae Dachan organizzato e promosso dalla Associazione Culturale Euterpe.

La giornalista siriana ha realizzato reportage e articoli documentaristici sulla Siria e nel 2012 ha co-fondato l’Associazione umanitaria Onsur (Campagna mondiale di sostegno al popolo siriano) dove è responsabile all’informazione. Collaboratrice delle riviste “La voce della Vallesina”, “Il Gazzettin” è direttore responsabile di “Mondo Lavoro”; corrispondente della Siria per Radio DirittoZero, docente dell’Uni3 di Moie e di Ancona. Conferenziere in numerosi incontri che concernono la Siria ed il popolo siriano tenutisi in università, biblioteche, comuni e quant’altro.

La giornalista verrà introdotta dallo scrittore e critico letterario Lorenzo Spurio, Presidente della Associazione Culturale Euterpe e interverrà sul tema “Siria, la cultura sotto le macerie” dando poi lettura nel corso del suo intervento ad alcune sue liriche. Asmae Dachan è infatti anche poetessa e ha pubblicato i volumi “Tu, Siria” (2013 scritto assieme a Yara Al Zaitr) e recentemente “Noura” (2016); numerose sue poesie figurano in volumi antologici tra cui “Il rifugio delle idee” e “Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana” (2016).

La serata sarà arricchita dalle letture eseguite da Giulia Poeta e dagli interventi musicali di Marco Poeta.

Info:

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Tel. 327 5914963

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Come il web ha cambiato il nostro modo di apprendere le lingue

 

Articolo del Team di Fazland

La società contemporanea è molto cambiata rispetto al passato; grazie all’abbattimento delle frontiere, e ai nuovi mezzi di comunicazione che abbiamo a disposizione, la multiculturalità è diventata una realtà che influenza moltissimi aspetti della vita quotidiana. Il mondo del lavoro è forse uno dei settori che maggiormente ha subito delle modifiche, sia per la creazione di nuove professionalità, sia per l’esigenza sempre più diffusa, da parte del lavoratore, di essere in grado di colloquiare con persone provenienti da ogni parte del mondo. In tempi di crisi occupazionale, dunque, conoscere una lingua straniera oltre alla propria madre lingua è fondamentale, e spesso può fare la differenza tra due curricula di pari importanza.

Per un italiano, quali potrebbero essere le lingue più importanti da apprendere per trovare lavoro all’estero? Al primo posto, ovviamente, bisogna mettere l’inglese. Per quanto l’inglese, contrariamente a quello che comunemente si pensa, non sia in assoluto la lingua più parlata al mondo, di certo è quella più usata, anche perché è quella più diffusa nel web. Ma essere bilingue, al giorno d’oggi, non è sufficiente: l’inglese, per così dire, è dato per scontato. Oltre alla madrelingua e all’inglese, sempre più scoprono l’esigenza di conoscere una terza o anche quarta lingua per motivi professionali. Il francese è molto ricercato, poiché viene parlato all’interno degli organismi afferenti alla Comunità Europea. Da non trascurare, oltre ai canonici tedesco e spagnolo, anche le lingue orientali, come il cinese mandarino. Il cinese mandarino è la lingua più parlata al mondo, ed è molto richiesta nel mondo del lavoro, insieme al russo e all’arabo.

Naturalmente il modo migliore per apprendere una lingua che non è la nostra nativa sarebbe quello di cominciare a studiarla fin dalla più tenera età; purtroppo non tutti hanno questa fortuna, anche se nelle scuole italiane finalmente ha cominciato a diffondersi la consapevolezza dell’importanza dell’insegnamento di una seconda lingua fin dalle classi primarie. In età adulta apprendere una lingua che non è la propria è molto più difficile, ma non impossibile. Il metodo più efficace consiste nel recarsi in un paese straniero, soggiornando lì per qualche tempo, ma non tutti hanno questa possibilità o il tempo necessario. In alternativa ci si può contentare di un corso di lingua.

Esistono infatti molti istituti per adulti che forniscono un servizio di lezione frontale con insegnanti madrelingua che permettono di apprendere la grammatica e la pronuncia della lingua desiderata. Questi corsi però spesso sono molto costosi e richiedono un impegno che chi lavora spesso non può permettersi di affrontare. Grazie alle nuove tecnologie, però, al giorno d’oggi esistono molte valide alternative, poco costose ed estremamente snelle da seguire, che permettono anche a chi ha poco tempo e poco denaro di imparare velocemente e in modo soddisfacente una lingua straniera.

Ecco dunque che si ricercano metodi di apprendimento e corsi di lingua sempre più personalizzati. Alcuni infatti hanno necessità di imparare la lingua molto in fretta per non perdere un’occasione di lavoro, altri invece devono imparare lo specifico linguaggio tecnico del loro settore in una lingua diversa per cui un semplice corso base nella lingua straniera non è sufficiente per loro.

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Tutto è iniziato grazie alla grande rete che ha rivoluzionato le nostre vite in molteplici aspetti: internet. Il world wide web parla per lo più inglese : conoscere questa lingua è fondamentale per poter avere accesso ad un numero assai più elevato di informazioni rispetto a chi conosce solo l’italiano. Così, era praticamente inevitabile che sul web venissero aperti dei siti internet come Fazland.com, il cui scopo fosse proprio quello di permettere di accedere a corsi per lezioni di lingue su misura per tutte le esigenze, grazie alla possibilità di confrontare più preventivi online prima di scegliere.

La metodologia di apprendimento grazie al web può anche essere di diverso genere. Ci sono alcuni siti che consentono di scaricare delle vere e proprie lezioni con esercizi da svolgere e moduli didattici che spiegano le regole sintattiche e grammaticali. Ce ne sono altri, per utenti più esperti che vogliono solo allenarsi nel parlare una lingua che già conoscono, che permettono di colloquiare o chattare con persone madrelingua. Alcuni di questi servizi sono gratuiti, altri sono a pagamento.

L’ultima evoluzione che c’è stata nell’ambito dell’apprendimento delle lingue straniere tramite web si è avuta con la diffusione dei dispositivi portatili, smartphone e tablet. La maggior parte dei siti web che un tempo potevano essere consultati solo tramite computer desktop o laptop si sono infatti dotati di una relativa app, che può essere scaricata su un device mobile. Installando sul proprio telefonino di ultima generazione un’applicazione linguistica è possibile esercitarsi e imparare davvero in qualunque momento: mentre si è sull’autobous e si sta andando al lavoro, o mentre si fa la fila all’ufficio postale.

La tecnologia ha dunque ovviato ad uno dei maggiori ostacoli che un tempo incontrava chi voleva apprendere una lingua straniera: la mancanza di tempo. Con le app infatti si possono usare i pochi momenti liberi che si hanno a disposizione per perfezionarsi nella conoscenza di una lingua, migliorando così le comprensione e la dizione, e soprattutto garantendosi la possibilità di poter inserire nel curriculum una nuova abilità, fondamentale per poter trovare lavoro all’estero ma anche in patria.

Il Team di Fazland

Franco Patonico: poesia, video e teatro alla Biblioteca “Orciari” di Marzocca il 23 ott.

Domenica 23 ottobre alle ore 16:30 presso la Biblioteca Comunale “Luca Orciari” di Marzocca di Senigallia si terrà, con il Patrocinio del Comune di Senigallia, un evento culturale voluto e promosso dall’infaticabile poeta dialettale Franco Patonico. La serata si aprirà con la presentazione del suo ultimo libro di poesie, dal titolo “Cantastorie”, condotta dal critico letterario Lorenzo Spurio che presenterà l’autore e l’opera a partire dalla nota di prefazione che ha stilato per il volume. 

Durante il ricco pomeriggio verranno altresì proiettate delle video-poesie, genere che molto piace a Franco Patonico e con il quale si è espresso numerose volte anche in altre situazioni e momenti di incontro poetici.

Nella seconda parte, invece, avrà luogo una messa in scena di alcuni estratti dell’opera in vicentino “Montecchi e Capuleti” di Zeffirino Agazzi (creata sulla celebre opera del drammaturgo inglese William Shakespeare) che Patonico proporrà in una inedita versione dialettale in senigalliese. Rappresenteranno alcune scene scelte dell’opera  Sara Gasperini (Giulietta), Filippo Paolasini (Romeo) e Letizia Greganti (Governante). La rappresentazione avverrà con le voci narranti -fuori scena- di Donatella Angeletti e Mauro Pierfederici. romeo-e-giulietta-page-001

Corrado Calabrò insignito della medaglia Damião de Góis dall’Università di Lisbona

L’ambito premio Damião de Góis dell’Università Lusofona di Lisbona si va ad aggiungere ai tanti riconoscimenti in ambito culturale e poetico (Premio Camaiore anno 2001, Premio Rhegium Julii anno 1980, Premio Internacional de Poesia Gustavo Adolfo Béquer anno 2015, solo per citarne alcuni) che Corrado Calabrò, originario della Calabria ma da decenni naturalizzato romano, ha ricevuto nel corso degli anni.

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Con alle spalle un’intensa attività professionale nel campo della Magistratura, Calabrò è stato Presidente dell’Associazione Magistrati del Consiglio di Stato (1999-2001) e Presidente dell’Autorità per le garanzie delle comunicazioni (2005-2012).

In campo letterario, intensissima la sua attività di poeta per la quale esordisce nel 1960, per i tipi di Guanda, con l’opera d’esordio Prima attesa. Ad essa hanno fatto seguito  Agavi in fiore (1976); Vuoto d’aria (1979); Presente anteriore (1981); Mittente sconosciuta (1984); Deriva (1990); Il sale nell’acqua (1991); Vento d’altura (1991); La memoria dell’acqua (1991); Rosso d’Alicudi (1992); Le ancore infeconde (2001); Blu Maratea (2002); Qualcosa oltre il vissuto (2002); Una vita per il suo verso (2002); A luna spenta (2003); Poesie d’amore, (2004); La stella promessa (2009); T’amo di due amori (2010); Dimmelo per sms (2011); Password (2011); Rispondimi per sms (2013); Mi manca il mare (2013).

Moltissime le traduzioni delle sue opere in varie lingue: oltre le traduzioni di poesie singole, sono stati pubblicati sei libri in spagnolo, quattro in svedese, quattro in inglese; due in francese, russo, ungherese, ucraino; una in tedesco, rumeno, serbo, greco, polacco, danese, ceco, portoghese.

13590351_689648031186585_6625560848699662439_nIl 30 giugno 2016 il poeta Calabrò ha ritirato all’Auditório Armando Guebuza dell’Università di Lisbona, presso la locale università, l’importante Premio Damião de Góis, intitolato alla memoria di uno dei maggiori intellettuali portoghesi. Figura di spicco della cultura lusofona che tanto si impegnò per favorire un clima culturale rinnovato dallo spirito umanistico europeo a costo della sua stessa vita (secondo la storiografia, infatti, venne processato dagli organi dell’Inquisizione).

Al solenne evento sono intervenuti il dr. Mário Moutinho (Rettore dell’Università di Lisbona di Scienze Umane e Tecnologiche), S.E. Giuseppe Morabito (Ambasciatore della Repubblica Italiana in Portogallo) e numerosi professori e cattedratici della locale università.

I miei vivissimi complimenti al caro amico Corrado per questo ulteriore segno di riconoscimento verso la sua importante attività di letterato che dà lustro non solo il nostro Paese ma l’Europa tutta.

Il Festival della poesia nella cortesia a San Giorgio del Sannio (BN)

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È stato definito il programma del Festival della poesia nella cortesia che si svolgerà a San Giorgio del Sannio (Bn) il 15, 16 e 17 aprile prossimi.

Il prestigioso evento, coordinato dalla poetessa Rita Pacilio, è promosso dal Centro di Cultura “Tommaso Rossi” di San Giorgio del Sannio il cui Presidente è Mario Pepe .

Per tre giorni l’Arte sarà protagonista nel Sannio, ospitando autorevoli voci della poesia, della letteratura, della critica, dell’editoria, della musica, della scuola, del giornalismo e delle organizzazioni culturali ad ampio respiro, favorendo un dialogo ricco di spunti culturali con il territorio.

La manifestazione gode della fattiva collaborazione della Casa Editrice “La Vita Felice” di Milano, delle Edizioni “Marco Saya” di Milano e di “Giovanna Scuderi” di Avellino, di “StudioDanza94”, dei giovani “Derivati Sanniti Blog” e del “Circolo Letterario Anastasiano”. I collaboratori della comunicazione saranno i giornalisti: Lucio Pengue per “Radio KissKiss Italia”, Maria Grazia Porceddu per “SannioLife” ed Elide Apice per “Teatri e culture”.

I lavori inizieranno venerdì 15 aprile alle ore 16,00, presso la Sede del Centro Cultura “Tommaso Rossi” di San Giorgio del Sannio, dove si svolgeranno tutti gli incontri, con la presentazione dell’iniziativa da parte degli organizzatori. Si apriranno dibattiti e confronti tra poeti e artisti sulla tematica della cortesia, della legalità, dell’educazione sociale e della gentilezza nel contesto societario, nella poesia e in ogni forma d’arte e ne parleranno ampiamente i relatori: Mario Pepe, Lino Angiuli, Cosimo Caputo, Felice Casucci, Domenico Cipriano, Claudio Damiani, Lino di Turi, Antonietta Gnerre, Gerardo Mastrullo, Guido Oldani, Davide Rondoni, Marco Saya, Giovanna Scuderi, padre Domenico Tirone, Giuseppe Vetromile.

Parteciperanno i poeti: Lucianna Argentino, Enza Armiento, Raffaele Barbieri, Paola Casulli, Salvatore Contessini, Giovanni D’Amiano, Carlo Di Legge, Monia Gaita, Bruno Galluccio, Donatella Giancaspero, Alfonso Graziano, Angela Greco, Giovanni Ibello, Tiziana Marini, Cinzia Marulli, Anita Napolitano, Valentina Neri, Terry Olivi, Melania Panico, Angela Ragusa, Annibale Rainone, Rosa Riggio, Marzia Spinelli, Raffaele Urraro, Aky Vetere. I reading di poesia saranno coordinati da Diana Battaggia.

I lavori termineranno domenica 17 aprile alle ore 13.00. Ospiti, pubblico e organizzatori porteranno a lungo l’eco di poesia e cortesia: azioni profonde del cuore.

 

Un’italiana tra i Mori. “L’araba felice” di Kati Galli

Un’italiana tra i Mori

Il mondo arabo raccontato da una donna che sceglie di lasciare l’Italia per vivere in Egitto con l’uomo che ama. Un diario di viaggio, dove emergono punti di vista, riflessioni, pensieri sulla religione, sull’attualità, sulla politica. Due realtà a confronto, lo sguardo schietto e pungente di chi si mette in gioco con umiltà e trasparenza.

laraba-felice“Questo diario di viaggio sui generis non è frutto di finzione: è tutto vero, anche i nomi, ed è arrivato il momento di condividerlo.” Nell’introduzione al libro ‘L’araba felice. Un’italiana tra i Mori’ edito da Albatros, l’autrice Kati Galli ci accompagna nella lettura di una storia autentica, la sua personale esperienza di europea tra gli arabi nell’arco di quattro anni, dal 2010 al 2014. Quello che colpisce sin dalle prime pagine è la descrizione nei minimi particolari delle persone e dei luoghi, difficile non rimanere affascinati da una realtà che noi occidentali conosciamo per sommi capi, o per sentito dire. Quando a raccontare è una donna in prima persona e la scrittura è fluida e scorrevole, diventa piacevole conoscere i retroscena di una cultura diversa. Già dal primo capitolo, che per riferimento ci riporta al film ‘Il mio grosso grasso matrimonio greco’ ed in qualche modo ci fa sorridere, è naturale venire catturati dalle immagini che la Galli ci propone, lei seduta per terra insieme a tre donne in tunica colorata, con una miriade di bambini intorno. La protagonista sta consumando una cena egiziana, a base di molokhiya, una salsa di verdure verdi a foglia, cotta nel brodo. Non è lì per caso. Ha scelto proprio di viverci, cambiando per sempre la sua esistenza. Ma cosa ha portato l’autrice a decidere di trasferirsi in Egitto? Tutto ha inizio con un primo viaggio prenotato su internet, un pacchetto vacanze con destinazione Tunisia, da allora sono seguiti viaggi in Marocco, in Quatar, in Egitto, la bellezza dei luoghi e del contatto umano con la gente locale, hanno fatto scattare qualcosa che legherà Kati al mondo arabo definitivamente. Appena può Kati si organizza a lavoro e cerca in questi viaggi da single nuove emozioni, nuove amicizie. L’autrice racconta queste avventure e trova il modo di riflettere sulla diversità tra culture, tra stili di vita, etica e religione. Stimola il lettore ad interrogarsi e lo fa con una chiarezza di linguaggio che rende tutto più semplice da affrontare, nonostante le tematiche non lo siano affatto. E da un confronto con alcune persone con cui Kati fa amicizia, emerge che l’Islam è uno stile di vita, non esiste separazione per un musulmano tra etica e religione, il Corano non dà linee guida generiche, ma fornisce una serie di norme comportamentali che toccano ogni aspetto della vita quotidiana. Per la protagonista, di estrazione cattolica, non è stato certo facile capirne gli aspetti, in particolare per quanto riguarda la condizione della donna. Da un preconcetto di partenza per Kati il mondo femminile appariva recluso e sottomesso, invece una volta vista con occhi propri la realtà ha compreso il limite del suo pensiero. La Galli osserva, chiede, socializza, e trova alle sue domande le risposte che cerca, scopre un Qatar ricco, dove è stridente il contrasto tra l’ostentazione del lusso e l’esortazione islamica alla sobrietà, si rende conto di essere l’unica donna con i capelli corti e in viaggio di piacere non accompagnata da un uomo. Non passa inosservata e suscita curiosità, tanto da essere vista come una coraggiosa ad essere arrivata lì da sola. Ogni luogo ha le sue caratteristiche e nel mondo arabo è ancora più particolareggiata la distinzione, perché sono diverse le interpretazioni del Corano. Il Marocco, la Tunisia, non sono come il Bahrein o l’Arabia Saudita, a partire proprio dalla lingua, l’arabo, che assume differenze lessicali. Uno spunto di riflessione va poi in riferimento all’arte, la proibizione musulmana di raffigurare il sacro, ecco allora il confronto con i Cristiani ed il ricordo delle funzioni serali pre-pasquali che è rimasto impresso nella memoria di chi racconta. La natura di Dio e la sua centralità diventano motivo di riflessione e la Galli riesce a portare il lettore ad un costante impegno di indagine, tanto da far scaturire quesiti spontanei. E dopo un capodanno tra le dune e altri viaggi davvero particolari, Kati conosce anche l’amore. L’incontro con Mahmoud la porterà a decisioni stravolgenti, tanto che decide di affrontare una vita di coppia e di sposarsi, vivendo in Egitto. Dovrà scontrarsi però con la burocrazia italiana ed egiziana, con tutte le complicazioni di un matrimonio misto. Il matrimonio legalmente riconosciuto da due stati però è l’unica soluzione per uno status di coppia ufficiale, in Egitto non esiste la convivenza come è intesa in Europa. La scelta di Kati è sicuramente particolare, ma è stata motivata e non dettata dall’istinto, decide di mettersi in gioco in un paese arabo moderato, consapevole di tutti i limiti e proprio da lì racconta come si vede l’Italia, di come si percepisce l’IS, di come si parli spesso senza conoscere davvero cosa accade nel mondo, lancia tra l’altro un j’accuse ai media occidentali, che riportano un’interpretazione errata degli eventi. Alla fine l’autrice esorta il lettore a studiare in particolare la storia, perché non si può ignorare quello che è stato e ciò che siamo, l’odio ha sempre radici profonde, non bisogna mai dimenticare il passato. ‘L’araba felice’ offre una visione personale, ma attenta del mondo arabo, il punto di vista di una donna che per destino e per amore, impara ad approfondire una cultura, senza troppe paure.

L’araba felice

di Kati Galli

Gruppo Albatros

Pagg.76   – 12 euro

L’autrice

Kati Galli è nata a Cremona, laureata all’Università Cattolica di Brescia in Lingue e Letterature Straniere Europee, ha svolto ricerche di mercato quantitative, insegnato inglese e ricoperto per anni il ruolo di district manager per un’azienda manifatturiera italiana. Circa un anno fa ha lasciato il lavoro per dedicarsi alla scrittura, in attesa di trasferirsi definitivamente in Egitto. Questa è la sua prima pubblicazione.

“La poesia è il volano di una civiltà più progredita” – articolo di Ninnj Di Stefano Busà

La poesia è il volano di una civiltà più progredita

di NINNJ DI STEFANO BUSA’

La Poesia è sensibilità verso le ragioni del cuore e dell’intelletto

La Poesia è elaborazione interiore che si esplicita nella forma e nel concetto di Bellezza, i quali  esaltano i significati valoriali

La Poesia è affermazione di una coscienza illuminata

La Poesia è  criterio di valutazione che aspira alla categoria pensante nel suo più ampio raggio d’azione

Stiamo cercando di apporre un ruolo nuovo alla poesia? o stiamo piano piano demolendola e aggredendola con l’indifferenza e la esclusione totale dai nostri equilibri di difesa? La Poesia ci salva dall’essere bruti, perché raffina le coscienze e rende meno sensibili al male  che attanaglia il nostro secolo. La nostra società, viene continuamente aggredita e messa a ferro e a fuoco dalla turba volgare e facinorosa di mercanti, paraninfi e teledipendenti, alcolisti e dopati di una forma esistenziale che toglie all’umanità molto dei suoi caratteri essenziali di civiltà e progresso. Una società senza poesia va verso la nullificazione dell’anima. Il segnale più forte, più inquietante in una società moderna è, appunto, la sua assenza o defezione volontaria a causa che altre e ben più accattivanti chimere abitano il sogno. Il risultato è una dispensa priva di cibo: anche l’anima ha bisogno di nutrirsi per profondere energie e investire sul piano umano tutto il suo patrimonio intellettivo che è ricchezza interiore, non materialistica, indottrinata e resa sterile da un processo riduttivo dell’intelletto e del pensiero.

La poetessa Ninnj Di Stefano Busà durante un incontro poetico a Milano lo scorso Giugno 2015.
La poetessa Ninnj Di Stefano Busà durante un incontro poetico a Milano lo scorso Giugno 2015.

Se la poesia Vola Alta, anche i nostri propositi saranno di ottima qualità, viceversa tutto si riduce ad un vivere allo stato inferiore, da barbari, senza Luce d’intelligenza, di sensibilità, di valori. La forza mediatica di questo periodo storico sta attraversando una fase di netto rialzo. Il poeta non può fare altro che resistere agli attacchi continui che i computer, internet, tecnologie d’avanguardia, rampe satellitari e piattaforme spaziali intravedono come scale verso il Paradiso. Ma, bisogna ammettere che vi è un deterioramento generale del tenore di vita, s’intende del tenore di vita spirituale, interiore, coscienziale  che è relegato al ruolo di infimo grado nella scala delle priorità. Come Kant affermava: l’uomo appartiene al regno dei fini, e non a quello dei mezzi, pertanto non deve lasciarsi abbagliare dal clamori e dai lustrini, né dai meccanismi perversi che, sia pure sotto forma di utile e di mirabilia portentosa, ottundono le menti degli umani e li fanno deviare pericolosamente verso forme e categorie di vita inferiori. La poesia , dunque, che lo crediate o no, continuerà a svolgere il suo servizio di ammortizzatore sociale, pure se creduta inutile e vanesia, ammorbidirà il senso del malessere e dell’inquietudine, la paura e il disincanto per una esistenza acefala, in cui viene a dilagare  disumanizzandosi la mentalità fanatica e violenta, mercificatoria e ingannevole del prodotto-uomo  E vi opporrà resistenza, svolgendo un ruolo che costantemente evince la sua complessa contraddizione e i suoi profondi conflitti, nei riguardi dei sentimenti emanando con la sua fiammella una continua sollecitazione per le ragioni del cuore, meglio dire per le interpretazioni del cuore, il quale non demorde e ci richiama alla vita interiore vissuta all’insegna di un rispetto per la natura e il suo eccezionale potere di governare il mondo.

La Poesia è nel piano di attuazione culturale il vertice del suo disegno più compiuto, affrancato da ogni volontà che la discrimini e la contraddica, tradendo le sue finalità elettive.

NINNJ DI STEFANO BUSA’