Una società diversa: ricordi di una Trapani trascorsa, viva nel ricordo fulgido e costante. Recensione di “Spigolature” di Vittorio Sartarelli

A cura di Lorenzo Spurio

Vittorio Sartarelli è nato a Trapani nel 1937 da una modesta famiglia. Ha seguito studi umanistici e poi si è laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Palermo. Nel 1958 venne assunto dal settimanale politico trapanese “Il Faro” dove operò a diverso titolo per quattro anni. Nello stesso periodo collaborò anche con altre testate sino a che nel 1963 venne assunto in un istituto di credito dove è rimasto sino alla data del suo pensionamento.

Come autore ha esordito nel 2000; scrittore attento al dettaglio, insaziabile pittore di vicende vissute e nostalgico nel recupero di memorie che hanno contrassegnato i suoi anni passati, Sartarelli si mostra versatile per i suoi interessi verso la prosa autobiografica, memorialistica e descrittiva con particolare attenzione anche alla descrizione degli ambienti nei quali si percepisce l’attaccamento per Trapani e le affascinanti manifestazioni etno-culturali della sua terra.

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Uno scorcio della città di Trapani

Tra le varie pubblicazioni si segnalano “Territorio e motori” (2006), un volume tascabile, una sorta di guida con informazioni sugli aspetti storico-culturali, tradizionali della capoluogo siculo in cui è nato con particolare attenzione anche allo sport. Allo sport, in particolare, Sartarelli è stato legato, in modi e in età diverse sia con il ciclismo (di cui era molto affascinato in età giovanile rimanendo affascinato da Bartali) che dall’automobilismo, seguendo la capacità meccanica e creativa del padre, meccanico arguto, che nel 1951, dopo aver creato un auto da corsa fiammante, “vinse nella sua categoria la XXXVI Targa Florio, classificandosi anche sesto assoluto nella classifica generale” (90). Quest’ultima vicenda è contenuta in particolar modo nel volume “Francesco Sartarelli” (2000) da lui definita la “biografia di un campione trapanese degli anni ‘50” ma se ne parla abbondantemente anche nel racconto “Mio padre” presente in “Spigolature” nel quale l’autore traccia la vicenda esistenziale del genitore paterno ripercorrendo alcuni degli episodi d’affetto più incisivi che li hanno visti legati sino al sopraggiungere della malattia del padre che l’autore percepisce come una “mutilazione” (91) parlandone in questi termini: “Esisteva ancora, era vicino a me ma, era diventato un’altra persona, lontana anni luce da quella che mi aveva seguito con affetto paterno e condividente durante la mia vita, il faro che costituiva per me un punto di riferimento e di orientamento costante si era spento” (91).

Il sentimento di comunione, il fascino e la completa sintonia con il contesto ambientale, sempre ben radicato nelle sue narrazioni, sono meglio esaltati in “Cara Trapani” (2007) che si configura come una sorta di almanacco dotto e utile, ricco di informazioni e nutrito di ricerca bibliografica, frutto della volontà di contenere in un libro elementi di storia, etnologia e tradizioni della sua magica città. Chiaramente non si tratta di una prosa fredda e clinica, atta a descrivere storicamente con un linguaggio critico e umanamente impassibile, al contrario nell’elencazione arguta delle nozioni storiche, geografiche, culturali è unita in maniera indissolubile una carica viva e spontanea che sgorga dal sentimento coinvolto.

Quella di Sartarelli è così sia una narrativa documentaristica (le branche del sapere che lo coinvolgono sono varie, dalla scienza all’enologia, dalla storia all’archeologia e mai coniugate tra loro con forza o in maniera improvvisa) e al contempo una prosa personale, intima, familiare, ricca di aneddoti personali, vicende proprie, memorie di momenti vissuti con parenti o di incontri, come quello con lo zio d’America, contenuto nel volume “Spigolature” (2017), una prosa che, per certi versi, fa ricordare il Sciascia narratore degli esordi.

Altre opere dell’autore sono “I racconti del cuore” (2008), un saggio di carattere sociologico “La famiglia, oggi” (2009) e un excursus dell’intero periodo lavorativo in “Memorie di un bancario” (2009).[1] Vittorio Sartarelli è anche blogger, recensore di critica letteraria, saggista. Nel volume antologico sulla poesia e cultura siciliana curato dall’Ass. Culturale Euterpe di Jesi che uscirà il prossimo anno l’autore ha collaborato con una recensione-documento all’opera nel dialetto locale “Petri senza tempu” del poeta trapanese Nino Barone. Collaboratore di vari giornali e riviste di cultura e letteratura tra cui “Il Salotto Letterario” (Torino), “Progetto Babele”, “Euterpe”, “Il Club degli Autori”, è risultato vincitore in numerosi premi letterari nazionali ottenendo premi da podio, premi speciali, menzioni e altri riconoscimenti che ne attestano le indiscusse capacità letterarie e comunicative. È accademico dell’Accademia Internazionale “Il Convivio” di Catania e Socio ordinario dell’Ass. Culturale Euterpe di Jesi (AN).

A spiegare il titolo della raccolta “Spigolature” (Elison Publishing, Lecce, 2017) è lo stesso autore che, nella presentazione al libro, così scrive: “Spigolare chiarisce la sua definizione come un’azione antica […] di raccogliere ogni spiga rimasta sul terreno dopo la mietitura per cui ogni singola spiga di grano poteva fare la differenza; […] spigolare può avere anche un significato che ai più appare recondito, ma che è ormai entrato nel comune linguaggio culturale, come raccolta o scelta privilegiata di concetti” (3). Dunque un volume che raccoglie una crestomazia di testi, un florilegio particolare, una selezione particolarmente significativa per l’autore, dunque non un semplice compendio che agglutina la produzione, ma un testo che propone una scelta ponderata e motivata dei componenti che lo contraddistinguono, nella sua totalità, come opera unica e compatta.

9788869631405_p0_v1_s550x406.jpg“Spigolature” – “libro eclettico”[2] – si compone di una serie di racconti di diversa lunghezza nei quali l’autore rievoca momenti particolari della sua storia passata, spesso è una semplice immagine, come quella del mare nell’omonimo racconto, a riallacciare al passato: l’autore ci racconta del rapporto di amore-odio verso il mare e ce ne spiega le ragioni e, a seguire, con evidente orgoglio della sua sicilianità, passa in rassegna agli aspetti più tipicizzanti della città natìa di Trapani: da narrazione biografica[3] si passa così, senza cesure nette, a una prosa scientifica, di documentazione storica e sociale quando ci parla delle saline e delle tonnare, particolarmente presenti nella zona di Trapani (visitai qualche anno fa la Salina di Paceco e ne conservo uno splendido ricordo e, sull’isola di Favignana, la guida ci spiegò che la tonnara lì presente aveva smesso da anni di funzionare ma che una volta l’attività era frenetica e determinante per l’intera economia dell’isola). Respiriamo, leggendo queste pagine di Sartarelli, un’aria a noi diversa, che è quella calda e speziata della terra di Sicilia. Emanuela Riverso nella sua recensione a “Cara Trapani” dell’autore ha osservato questa capacità di Sartarelli di dar sapore e colore, anche sulla carta, ai suoi amati spazi toponomastici: “Il racconto della storia e dei luoghi di Trapani si fonde con le suggestioni personali dei mille ricordi legati alla città […] Il raccontare la città si identifica con il raccontare se stesso. […] Trapani nel corso della storia, dalle origini ai giorni nostri e destano molta attenzione anche le pagine più personali, lì dove ci si accorge che il racconto di una città non può essere disgiunto dal racconto della vita di chi la abita e la vive”.[4]

La narrazione si presta anche come fine documento storico nei tanti rimandi alle varie fasi di buio e di sviluppo della nostra nazione dall’età della Ricostruzione, che fa seguito al secondo conflitto bellico di cui Sartarelli parla nel racconto “La maestra della Scuola Elementare”, alla venuta dello “zio d’America” nel 1947 dopo un lungo periodo nel quale a causa delle “operazioni belliche non era stato possibile comunicare” (40) porta in Sicilia il progresso americano rappresentato dai nuovi beni di consumo quale la cioccolata, il chewing-gum e altri beni d’utilizzo per la famiglia. Dello zio d’America l’autore ha un ricordo duplice: grande gioia e aspettativa prima della sua venuta e curiosità di conoscere il parente che vive e ha costruito una sua famiglia dall’altra parte del mondo e, di contro, un uomo leggermente freddo, ormai avulso da quella realtà di provincia siciliana che, decenni prima, l’aveva visto nascere. L’autore così riflette: “Non riuscivo a comprendere, tuttavia, come mai uno zio che, per trenta anni era rimasto lontano dal suo Paese e dall’affetto dei suoi cari, una volta ritornato tra loro, non riuscisse a manifestare almeno esteriormente una maggiore affettuosità” (43).

Sempre a livello storico e proseguendo in forma cronologica, Sartarelli dedica un intero capitolo, o racconto, a “Quei favolosi anni ‘60” nei quali ci parla del rinato clima di benessere a seguito del boom economico che permetterà per un periodo una vita migliore, anche grazie a misure di sostegno giunte, a conclusione della seconda guerra mondiale, da parte degli Usa. È il periodo del cosiddetto “miracolo economico” nel quale l’Italia sembra incanalarsi verso una stagione diversa e, sulle ceneri di una ricostruzione lunga e non priva di un malcontento psicologico, si proietta verso un futuro pregno di nuova speranza. Arrivano così gli elettrodomestici quali il frigorifero e, per la prima volta viene introdotta la televisione, mezzo di comunicazione e svago, ma anche collante sociale che ha, tra le sue primarie funzioni, quella di permettere una standardizzazione della lingua ufficiale italiana incentivando, dunque, anche il sentimento di coesione nazionale. La televisione, come osserva l’autore, “avrebbe trasformato oltre che la cultura italica, anche le tendenze e il modo di pensare, avrebbe sicuramente modificato il sistema di vita delle famiglie” (55).

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L’autore, Vittorio Sartarelli

Ci sono pagine amare nel ricordo di vicende antipatiche come la rottura dell’amicizia con un ragazzo da sempre considerato un buon compagno, di vero dolore nell’apprensione che si nutre dinanzi al tremendo terremoto del Belice nel gennaio del 1968 dal nostro ricordato nel brano dal titolo “Quando la Terra trema” e dell’infarto subito in periodo più recente, qualche anno fa, del quale Sartarelli ci trasmette una cronaca puntualissima. C’è poi il mondo del lavoro, come funzionario in un istituto di credito, del quale si è accennato in precedenza e di cui ha avuto modo di parlare ampiamente in un’altra precedente pubblicazione. Nel racconto “L’Onorevole” contenuto in “Spigolature” ci narra, grazie a un sistema di consigli e raccomandazioni tra uomini influenti diffuso ancora oggi, della sua possibilità di accedere a un colloquio di lavoro che poi gli avrebbe consentito di lavorare in quella stessa sfera per molti anni sino al pensionamento. L’autore, senza riserbo alcuno con la finalità di non macchiare quel realismo onesto di cui è peculiare esponente, scrive: “La politica quindi, grazie alla raccomandazione, esercitava una nobile funzione sociale, favorendo il benessere e il miglioramento economico e sociale delle famiglie” (67) mettendoci al corrente di un sistema diffuso di mutuo sostegno e di ‘piaceri’, di collaborazione e influenze tra “poteri”, diffusa e consentita, ma che, com’è questo il caso, ha dato frutti preziosi rappresentato dall’encomiabile impegno professionale e dedizione di Sartarelli nel suo lavoro.

Se in “Spigolature” Sartarelli ha raccolto “il grano migliore” della sua produzione, i suoi progetti non terminano qui e, forse un po’ più ambiziosi, si spingono oltre nell’arrivare a pubblicare un volume unico, una sorta di opera-omnia o, comunque una pubblicazione che, ordinatamente e in forma completa, contenga tutta la sua intera attività scrittoria, di narrativa breve, romanzi, articoli, saggistica, recensioni e quant’altro. Così, in un’intervista rilasciata a “Recensione Libro.it” ha osservato: “Ho allo studio la realizzazione della raccolta di tutte le mie opere che vorrei lasciare come ultima testimonianza della mia attività letteraria, ma è ancora presto per poterne parlare e scrivere in modo definitivo”. Dette opere, la cui ideazione nasce da motivi sempre pregevoli che mostrano una grande concretezza dell’uomo che le propone, spesso sono poco attuative non perché tecnicamente difficili o azzardate ma semplicemente perché è preferibile scrivere all’istante, la vita d’oggi o ciò che essa riflette del passato, badando – nella stessa vividezza che sostiene l’autore – al dedicare attenzione a ciò che ha per noi senso. Difficile concepire un’opera completa e finale quando ancora – com’è il caso di Vittorio Sartarelli – c’è ancora tanto da raccontare ed esprimersi, narrare e studiare, affrontare indagini, ricercare il senso delle cose e di sé, in quell’ambiente folto di pensieri e custode di dolci melodie di età andate, nel materiale, eppure ancora così vive.

 

Lorenzo Spurio

Jesi, 15/10/2018

 

NOTE

[1] La recensionista Nicla Morletti sottolinea lo spettro meno felice di sentimenti provati dall’autore (sofferenza e delusione, finanche scoramento e insoddisfazione) in relazione ad alcune vicende accadute, nel corso degli anni, sul suo luogo di lavoro scrivendo che lì “Emergono la malvagità, la cattiveria, la superbia, la sete di denaro, l’arrivismo e la prevaricazione da parte di altre persone”, in Nicla Morletti, “Vittorio Sartarelli: 35 anni da bancario”, «Il Molinello».

[2]  Così viene definito nella breve recensione dal titolo “Di cosa parla il libro “Spigolature” di Vittorio Sartarelli” apparsa in internet sul sito «Recensione Libro». Lo stesso autore, in un’intervista concessa dallo stesso sito citato, ha definito “Spigolature” in questi termini: “uno Zibaldone, un revival, un vademècum”.

[3] L’autore in un’intervista rilasciata al sito «Il Giallista» ha confessato al riguardo: “Non ho bisogno di ispirazione artistiche per i miei scritti ma solo ricordi reali e i miei libri non hanno trame inventate o romanzate ma solo descrizioni di realtà avvenute, in un passato prossimo o purtroppo, ormai remoto ma vero e non inventato”, in “Intervista a Vittorio Sartarelli, autore di “Spigolature”, «Il Giallista», 9 Gennaio 2018.

[4]  Emanuela Riverso, “Vittorio Sartarelli e la sua cara Trapani…”, «Luoghi d’Autore», 8 Gennaio 2015.

 

La riproduzione del presente testo, in forma di stralcio o integrale, non è consentita in qualsiasi forma senza il consenso scritto da parte dell’autore.  

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Al via alla XXVI edizione del “Positano 2018, Mare sole e cultura”

Positano 2018

Mare, Sole e Cultura

XXVI EDIZIONE

IRONIA

LA DANZA DELLA PAROLA

SERATA INAUGURALE 

con

PINUCCIO, FRANCESCO SOLE,

ALDO GRASSO, GIULIO GIORELLO

A Positano 

dal 23 Giugno al 13 Luglio 2018 

 

L’ironia è una sorta di arma di costruzione di massa. Non c’è fortezza che essa non possa smantellare, infiltrandosi con le sue domande impertinenti. Non si accontenta, però, di radere al suolo, sa anche costruire castelli, a patto che si sia consapevoli che si tratta di autentici castelli in aria.

L’“Ironia. La danza della parola” è il tema intorno al quale prenderanno forma gli incontri della XXVI edizione della rassegna letteraria Positano 2018 Mare, Sole e Cultura.  La rassegna, presieduta da Aldo Grasso e inclusa tra “Le Città del Libro”, il progetto promosso dal Centro per il Libro e la Lettura, dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura e dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), torna a Positano dal 23 giugno al 13 Luglio 2018

 

L’ironia non è solo un modo di parlare ma anche di vivere. – scrive Giulio GiorelloCi permette di sfuggire con un sorriso alle prevaricazioni di dogmatici e intolleranti; ma soprattutto ci ricorda che non dobbiamo rinchiuderci da soli nelle prigioni dei nostri dogmatismi e delle nostre intolleranze. Solo così l’ironia può diventare una pratica di liberazione: la danza della parola che, con leggerezza, gioca con i significati del linguaggio, delle emozioni, delle stesse istituzioni del mondo che conosciamo. Ci insegna a servircene per la gioia dell’intelletto, ma rifiuta di diventarne schiava. Qualche volta è uno sforzo che può costare caro, come hanno provato sulla loro pelle figure come Socrate o Giordano Bruno, il cui sacrificio ha però aperto orizzonti nuovi”.

 

A tagliare il nastro della XXVI edizione, sabato 23 Giugno (ore 21.00 – Palazzo Murat) Pinuccio, autore di TRUMPADVISOR (Mondadori) e Francesco Sole, autore di #TI AMO (Mondadori) che  insieme a Aldo Grasso, Presidente della Rassegna Letteraria Positano Mare Sole Cultura, e Giulio Giorello daranno vita ad una riflessione su “Le parole ai tempi dei social”.

Com’è cambiato il linguaggio nell’era dei social network? Ma soprattutto com’è cambiato il modo di raccontarsi? Dalla poesia alla satira, passando per Youtube, una serata dedicata alle moderne forme di narrazione e di sperimentazione attraverso il web.

 

Mercoledì 27 Giugno (ore 21.00 – Terrazza Hotel Le Agavi) Alessandro Barbano autore di TROPPI DIRITTI (Mondadori), insieme a Valerio Caprara e Biagio De Giovanni indagherà “Le parole della crisi italiana”. È un’ipertrofia dei diritti ciò che spiega il declino italiano, e ciò che si definisce «dirittismo», è una malattia che esibisce un sintomo ormai sotto gli occhi di tutti: la crisi della delega, ossia la rinuncia a qualsiasi mediazione tra gli interessi di uno o di pochi e quelli di tutto il corpo sociale.

 

Giovedì 5 Luglio (ore 21.00 – Terrazza Marincanto) due voci uniche, che cresceranno fino a trasformarsi in poesia, si confronteranno su “Le parole della narrazione”. Valentina Farinaccio autrice de LE POCHE COSE CERTE (Mondadori) Nora Venturini autrice de LUPO MANGIA CANE (Mondadori) daranno forma ad una serata dedicata agli interrogativi dell’esistenza. Con la partecipazione straordinaria di Giulio Scarpati.

 

Martedì 10 Luglio (ore 21.00 – Blu Bar) Antonella Cilento autrice di MORFISA O L’ACQUA CHE DORME (Mondadori) Cinzia Tani autrice di FIGLI DEL SEGRETO (Mondadori), e Antonio Monda, autore di IO SONO IL FUOCO (Mondadori), tra colpi di scena, intrighi e racconti che si ispirano alla storia e che la tradiscono, si avventureranno tra “Le parole della storia”,  in una serata dedicata all’inesauribile capacità umana di inventare trame e personaggi.

 

Venerdì 13 Luglio (ore 21.00 -Covo dei Saraceni) Gennaro Sangiuliano  vice direttore TG1 autore di TRUMP (Mondadori) insieme a Giuseppe Malara, Rino Sica e Armando Siri  analizzerà le parole e ombre della politica internazionale.

Chi è davvero Donald Trump? Lo sprovveduto gaffeur poco avvezzo alle regole della politica o l’eccentrico miliardario che, nell’epoca della post-verità, dice finalmente le cose come stanno? Una serata dedicata alle contraddizioni dell’America di oggi – sospesa tra neoisolazionismo, rigurgiti razzisti e lotta globale al terrorismo – ma anche alla grave crisi di sovranità in cui sembrano precipitate le nostre democrazie.

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Info

  1. 336 6421650

www.maresolecultura.it

positanomaresolecultura@gmail.com

 

 

Sabato 16 giugno a Pasturo la premiazione del 2°Premio “Per troppa vita che ho nel sangue” presieduto da Caterina Silvia Fiore

Sabato 16 giugno alle ore 16 presso il Teatro di Pasturo (LC) si terrà la cerimonia di premiazione del 2° Premio “Per troppa vita che ho nel sangue” dedicato alla nota poetessa lombarda Antonia Pozzi. Il Premio è ideato, fondato e presieduto dalla poetessa Caterina Silvia Fiore e vede nella Commissione di Giuria poeti, critici ed esponenti del panorama culturale nazionale: la scrittrice Lorena Marcelli (di Roseto degli Abruzzi – TE), il poeta e critico letterario Lorenzo Spurio (di Jesi – AN), la poetessa Mirella Musicco (di Bitetto – BA) e lo scrittore Giovanni Gentile (di Nettuno – RM). 

Nell’occasione degli ottanta anni dalla morte della poetessa Antonia Pozzi e con i patrocini morali dei Comuni di Pasturo (LC) e Roseto degli Abruzzi (TE) e la collaborazione esterna delle Associazioni Culturali “ElleEmme” di Roseto degli Abruzzi (TE) presieduta da Lorena Marcelli, “Euterpe” di Jesi (AN) presieduta da Lorenzo Spurio e Verbumlandi-art di Galatone (LE) presieduta da Regina Resta, l’attesa cerimonia di premiazione avrà luogo nel piccolo centro della Valsassina, a pochi passi dal luogo in cui la poetessa visse, nel comune di Pasturo.

Nell’occasione la Casa-Museo “Antonia Pozzi” (Via Alessandro Manzoni n°1) rimarrà aperta sino alle ore 18.

Durante la serata verranno conferiti i premi da podio, i premi speciali e le menzioni d’onore che la Giuria ha inteso affidare alle opere meritorie partecipanti per le sezioni poesia, video-poesia e racconto breve. Tra i premi speciali saranno conferiti la Rosa d’Argento da parte del Comune di Roseto degli Abruzzi, la Targa Speciale “Euterpe” da parte dall’omonima associazione di Jesi e il Premio Speciale Verbumlandi-art da parte dell’omonima associazione di Galatone.

Ospiti della serata saranno la dr.ssa Graziella Bernabò (storiografa) e Suor Onorina Dino. 

Le musiche saranno a cura del Maestro Kingsley Elliot Key.

Voci recitanti: Ketty Capra e Francesco Ingrosso

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Alcuni scatti della cerimonia di premiazione dello scorso anno svoltasi ad Arese (MI)

 

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Il Premio alla Carriera conferito al poeta bosniaco Emir Sokolovic. Nella foto assieme alla poetessa Caterina Silvia Fiore, al Sindaco di Arese e ad alcuni organizzatori dell’evento.
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Alcuni dei premiati nella foto finale di rito
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Da sx: il giurato Lorenzo Spurio e la poetessa Caterina Silvia Fiore, ideatrice e presidente del Premio “Antonia Pozzi – Per troppa vita che ho nel sangue”.
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Da sx: la poetessa Caterina Silvia Fiore, ideatrice e presidente del Premio “Antonia Pozzi – Per troppa vita che ho nel sangue” insieme alla poetessa Mirella Musicco (membro di giuria)

III Concorso di racconti brevi “Storie in viaggio” (scadenza il 30 giugno) con premiazione a Corinaldo, nel luogo natale di Santa Maria Goretti

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Dopo le precedenti edizioni che hanno avuto la loro cerimonia di premiazione rispettivamente nei comuni di Cingoli (MC) e Camerata Picena (AN) ed essendo il Premio volutamente itinerante, l’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN), con il Patrocinio del Comune di Corinaldo, indice la terza edizione del Concorso di Racconti Brevi “Storie in viaggio” la cui partecipazione è regolamentata dal presente bando.

1. Sezione Racconto
Si partecipa con racconti editi o inediti, ma in quest’ultimo caso è richiesto di indicare in che libro o antologia sono stati precedentemente pubblicati. L’autore, comunque, deve essere l’unico detentore dei diritti sul testo che invierà. È fatto divieto di partecipare con racconti già presentati allo stesso concorso in edizioni precedenti o modificati nel titolo o leggermente rimaneggiati rispetto a opere già presentate, sia che siano risultate finaliste che no.
2. Tematica
La tematica indicata è “Il viaggio” che può essere interpretata liberamente a intendere viaggi fisici, di spostamento sul territorio nazionale o internazionale e di viaggi interiori, percorsi di approfondimento e di crescita personale, educativo, morale, spirituale o di altra tipologia.
3. Caratteristiche
Si partecipa unicamente con testi scritti in lingua italiana. Non verranno accettati racconti in altre lingue né in dialetto, anche se provvisti di relativa traduzione in italiano. Ciascun partecipante può inviare un solo racconto in formato Word (estensione .doc o .docx) di lunghezza complessiva 3 cartelle editoriali (1 cartella = 1800 battute).
I testi, in forma rigorosamente anonima, dovranno essere in carattere Times New Roman corpo 12
4. Contributo
Per la partecipazione al concorso è richiesto un contributo per spese organizzative pari a 10€. I soci fondatori e onorari della Associazione Culturale Euterpe e tutti i membri di giuria delle passate edizioni non potranno prendere parte al concorso. I soci ordinari dell’Associazione Culturale Euterpe in regola per l’anno di riferimento (2018) hanno diritto a uno sconto del 50% sul contributo di partecipazione.
I riferimenti per l’invio del contributo sono i seguenti:
Bollettino postale: CC n° 1032645697
Intestato ad Associazione Culturale Euterpe
Causale: III Concorso Storie in Viaggio – nome autore
Bonifico: IBAN: IT31H0760102600001032645697
Intestato ad Associazione Culturale Euterpe
Causale: III Concorso Storie in Viaggio – nome autore
6. Invio degli elaborati
Per prendere parte al concorso è richiesto l’invio a mezzo e-mail all’indirizzo
concorsostorieinviaggio@gmail.com del proprio racconto comprensivo di titolo e sprovvisto di dati personali o segni di riconoscimento. Al testo andrà allegata anche la scheda di partecipazione e la ricevuta del versamento del contributo richiesto. Nell’oggetto della mail è richiesto di indicare “3° Concorso Storie in viaggio”. La mancanza di uno dei materiali richiesti comporta l’esclusione.
7. Scadenza
Il termine ultimo per inviare le proprie partecipazioni è fissato al 30 Giugno 2018.
Non verranno presi in considerazioni elaborati pervenuti dopo tale data.
8. Pre-selezione
Una prima commissione di Giuria, definita di pre-selezione, e composta da alcuni membri del Consiglio Direttivo della Associazione Culturale Euterpe, provvederà a effettuare una preselezione dei materiali pervenuti – in forma rigorosamente anonima – dalla quale scaturiranno venti racconti finalisti. L’esito della pre-selezione verrà pubblicato sul sito della Associazione (www.associazioneeuterpe.com) e inviato a mezzo mail a tutti i partecipanti.
9. Graduatoria
Una seconda commissione di giuria, definita giudicatrice, valuterà in forma completamente anonima i testi dei venti finalisti e proclamerà i vincitori durante la serata di premiazione. Saranno proclamati i primi dieci vincitori e i restanti dieci – a pari merito – quali Menzioni d’Onore.
10. Cerimonia di premiazione
Tutti i finalisti sono tenuti a partecipare alla serata finale che si terrà domenica 23 settembre 2018 presso la Sala “Ciani” del Consiglio del Comune di Corinaldo (AN).
Partecipando a questo concorso l’autore dichiara la propria presenza fisica e disponibilità a intervenire alla serata di premiazione, nel caso figurasse tra i finalisti.
I finalisti che non si presenteranno personalmente o per delega alla premiazione non avranno diritto a ricevere il premio a domicilio. Si potranno spedire, dietro pagamento delle relative spese, solo il diploma e copia della antologia del Premio.
11. Premi
I premi consisteranno in targhe per i primi dieci vincitori assoluti e motivazione della giuria e in coppe o altri trofei per i successivi dieci, a pari merito, che verranno premiati quali Menzioni d’onore. Tutti i premiati riceveranno anche il diploma.
12. Commissioni di giuria 
La commissione di pre-selezione è composta da alcuni membri del Consiglio Direttivo della Associazione Culturale Euterpe di cui verrà dato conto in sede di premiazione.
La commissione giudicatrice è composta da esponenti del panorama culturale e letterario nominati all’uopo dalla Associazione Culturale Euterpe, i cui nomi verranno rivelati il giorno della premiazione. I giudizi di entrambe le commissioni sono definitivi e insindacabili.
13. Raccolta antologica
I racconti dei venti finalisti verranno pubblicati in un’opera antologica, disponibile il giorno della premiazione.
14. Visita guidata
L’evento sarà anticipato da una visita guidata della città (gratuita) che avverrà con la
collaborazione della Pro Loco di Corinaldo per coloro che vorranno (maggiori indicazioni su orari e punti di ritrovo verranno fornite in un secondo momento) a mezzo mail.
15.Ultime disposizioni
La partecipazione al Premio è subordinata all’accettazione del presente bando in ogni suo articolo. Ai sensi del D.Lgs 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione e utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso e altre attività promosse dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi.
LORENZO SPURIO – Presidente Ass. Culturale Euterpe
STEFANO VIGNAROLI – Presidente del Concorso
GIOIA CASALE – Segretaria del Concorso
Per info inerenti al concorso:
ASSOCIAZIONE CULTURALE EUTERPE – JESI
http://www.associazioneeuterpe.com – ass.culturale.euterpe@gmail.com
Mail concorso: concorsostorieinviaggio@gmail.com
Tel. (+39) 327-5914963 – Pagina FB
ASSOCIAZIONE TURISTICA PRO LOCO DI CORINALDO
Via del Velluto n°20 – 60013 Corinaldo (AN)
http://www.procorinaldo.itiat1@corinaldo.it
Tel. (+39) 071-679047

 

 

 

 

 

3° CONCORSO STORIE IN VIAGGIO EDIZIONE 2018
LA PRESENTE SCHEDA È REQUISITO FONDAMENTALE PER LA PARTECIPAZIONE

 

Nome/Cognome __________________________________________________________________
Nato/a a _______________________________ il ________________________________________
Residente in via ________________________________Città_______________________________
Cap __________________________________ Provincia __________________________________
Tel. ____________________________________ E-mail ___________________________________
Partecipo al Concorso “Storie in viaggio” indetto dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN) con il racconto dal titolo
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
Esso è [ ] EDITO [ ] INEDITOSe edito è stato pubblicato in __________________________________________________________________________________________________________________________________________________
L’autore è iscritto/tutelato alla SIAE ? [ ] SI [ ] NO
Il racconto presentato è iscritto/tutelato alla SIAE ? [ ] SI [ ] NO
Dichiaro, sotto la mia responsabilità, che il racconto è di mia completa produzione e che ne detengo i diritti ad ogni titolo [ ] SI [ ] NO
Autorizzo alla pubblicazione del mio racconto, qualora risultasse finalista, nell’opera antologica del concorso senza nulla a pretendere né ora né in futuro. [ ] SI [ ] NO
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L’antologia benefica sul mar Adriatico mercoledì 23 maggio a Pesaro

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Mercoledì 23 maggio alle ore 16:30 presso la Biblioteca Comunale “S. Giovanni” di Pesaro si terrà la presentazione al pubblico del progetto antologico contenente poesie e racconti a tema “il mar Adriatico” ideato e voluto dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi e il cui ricavato andrà a sostenere l’Istituto Oncologico Marchigiano (IOM). Il volume, curato da Stefano Vignaroli, Lorenzo Spurio e Bogdana Trivak, è già stato presentato a Jesi, Senigallia, San Benedetto del Tronto e Roseto degli Abruzzi e nel corso del 2018 sarà in tour in varie città italiane e non solo. Ad ottobre, infatti, l’antologia sarà presentata anche a Pola (Croazia). Infatti al volume hanno preso parte poeti e scrittori dei due lembi dell’Adriatico e significativa è la presenza di autori balcanici e albanesi. Nella parte iniziale figurano le note di premessa di Stefano Vignaroli e Lorenzo Spurio nonché una breve dissertazione filosofica di Valtero Curzi.

Durante la presentazione del volume, con il Patrocinio del Comune di Pesaro e della Provincia di Pesaro-Urbino, si terrà anche un intervento di Alfredo Bussi (promotore territoriale e Vice Presidente dell’Associazione Culturale Kairòs di Pesaro) che vedrà come contenuti: “Giosuè Carducci, promotore delle Marche e dei “suoi mari”; “Marche Mediterranee: il caso Grottammare” e “Turismo odeporico nell’Adriatico”. Altri interventi, a cura dell’Associazione Culturale Euterpe, saranno fatti dalle Consigliere dell’Associazione Marinella Cimarelli e Alessandra Montali mentre la Consigliera Michela Tombi, poetessa, presterà la sua voce per la lettura di vari brani scelti dall’antologia, tra poesie e racconti.

 

Info:

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Tel. 327 5914963

 

“Quali sono le università più antiche del mondo?”. Articolo di Giulia Pianelli

di Giulia Pianelli

Quali sono le università più antiche del mondo occidentale? Ebbene sì, il nostro articolo inizia con una domanda. Risulta difficile, infatti, dare una risposta che sia precisa e accurata al 100%: dopotutto facciamo riferimento a fatti avvenuti all’incirca un millenio fa.

Stando alle fonti, il primato spetta all’Università al-Qarawiyyin (Marocco). Tuttavia, essa nacque – e rimase tale fino al XIX secolo – come una madrasa, cioè una scuola di teologia musulmana. Benché alcune classifiche la considerino come la prima al mondo, al-Qarawiyyin non era un’università nel senso moderno del termine. Precedentemente alla diffusione del metodo universitario, infatti, esistevano solo tre tipi di insegnamento: quello privato, le scuole di teologia e quelle di filosofia. Tale metodo è basato sul libero insegnamento, indipendente dal controllo pubblico e/o religioso, e la facoltà è autegestita laicamente da professori e studenti.

Per questi motivi la nostra classifica si aprirà con Bologna, dove nacque il moderno concetto di università.

Università di Bologna (1088)

Alma Mater Studiorum, cioè “madre di tutti gli studi”: è questo il titolo di cui si forgia l’Università di Bologna. Risale al 1088 l’apertura della prima facoltà, in cui si iniziarono ad impartire lezioni di Giurisprudenza. Il capoluogo emiliano introdusse il concetto di facoltà laica, aperta a tutti – uno standard che s’impose inizialmente in Europa e poi nel resto del mondo. Gli studenti potevano essere bolognesi come stranieri, sia nobili sia gente comune. Inoltre, l’Università di Bologna è anche «la più bella d’Europa e una delle più belle del mondo»; così l’hanno definita i critici del Times Higher Education. L’Alma Mater, infatti, vanta tutta una serie di splendidi edifici storici – come Palazzo Poggi, nella foto – e due ettari di Orto Botanico.

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Università di Oxford (1096)

Al secondo posto tra le università più antiche del mondo c’è Oxford. I primi insegnamenti noti risalgono al 1096, ma lo sviluppo vero e proprio della facoltà iniziò nel 1167, quando Enrico II vietò agli studenti inglesi di frequentare l’Università di Parigi. L’internazionalizzazione, per cui Oxford è famosa, ebbe inizio già nel 1190 con l’arrivo di Emo di Friesland, primo studente straniero noto. Oltre all’eccellenza, riconosciuta a livello mondiale, dei corsi di laurea offerti, l’Università di Oxford primeggia anche nelle strutture. I suoi edifici in stile gotico, ornati di aguzze guglie, e i suoi prati verdi le donano un tocco di magia senza tempo.

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Università di Parigi Sorbona (1170)

Medaglia di bronzo per l’Università di Parigi, la cui fondazione in realtà non ha una data ma si attesta all’incirca negli Anni 70 del XII secolo. Il motivo è dovuto alla formazione stessa dell’ateneo: essa fu il risultato della rapida crescita delle scuole parigine dell’epoca.Queste, raggruppate sulla collina di Sainte-Geneviève, fornivano tre livelli di istruzione: BaccalauréatLicenceDoctorate. Rispettivamente, venivano impartite lezioni di: grammatica e dialettica; matematica, geometria e musica; medicina, legge e teologia. Nel corso del XIII secolo, iniziarono a formarsi quattro “nazioni” all’interno della Sorbona. Esse erano composte ciascuna da studenti provenienti da diversi luoghi, cioè Francia, Normandia, Picardia e Inghilterra. L’Università di Parigi è stata completamente ricostruita durante la Terza Repubblica (1870-1940), concepita come un vero e proprio “tempio del sapere”. Il suo stile rispecchia a pieno la grandezza della capitale francese.

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Università di Modena e Reggio Emilia (1175/1188)

Le origini dell’Università di Modena e Reggio Emilia  risalgono sorprendentemente al 1175 circa. In quell’anno, Pillio da Medicina, dottore in leggi a Bologna, venne invitato a Modena per aprire una scuola di stampo giuridico. Tuttavia, l’avvento della signoria degli Este (XIV secolo) fu alla base di una crisi che culminò nel 1391, quando fu fondato l’ateneo di Ferrara. I sudditi della signoria, infatti, furono obbligati a conseguire la laurea presso la nuova università. Solo a partire dal 1682, in seguito alla “devoluzione” di Ferrara allo Stato Pontificio, poterono riprendere le lezioni nel modenese. L’Orto Botanico, il Teatro Anatomico e il Museo di storia naturale risalgono tutti alla metà del 1700, mentre gli altri edifici al post-1814, quando gli Este fecero ritorno a Modena.

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Università di Cambridge (1208)

Gli albori del XIII secolo vedono come protagonista l’Università di Cambridge. Essa iniziò a prendere forma a partire dal 1209, quando alcuni studenti di Oxford si rifugiarono nella cittadina inglese per sfuggire alle ostilità dei cittadini. Già nel 1226, gli studenti erano talmente numerosi da poter formare dei gruppi e organizzare dei corsi di studio. Sono chiare, quindi, le ragioni della storica rivalità tra le due università più antiche del Regno Unito. Nonostante questa competizione, le strutture architettoniche di Cambridge somigliano molto a quelle di Oxford. Splendidi edifici goticheggianti, vetrate colorate e prati all’inglese caratterizzano l’intera cittadina universitaria.

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Università di Salamanca (1218)

Si tratta della prima università spagnola, fondata da re Alfonso IX de León. È l’unica di tutta la Spagna ad aver mantenuto la sua attività attraverso i secoli (esattamente quest’anno ne festeggia otto). L’Università di Salamanca vanta un importante patrimonio storico-artistico, tra edifici e spazi emblematici. In particolare, si distingue l’Edificio della Scuola Maggiore con la sua facciata, all’interno del quale si trova la Biblioteca Generale Storica che conserva quasi 3.000 manoscritti e circa 62.000 volumi. Degno di nota è anche il patio (cortile) della Scuola Minore, che ospita in una delle sale il celebre dipinto Cielo di Salamanca attribuito a Fernando Gallego.  

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Giulia Pianelli

 

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Due reading poetici nella Sicilia Orientale a Giugno. Le iniziative promosse dalla Ass. Culturale Euterpe di Jesi

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A Palazzo dei Leoni (Messina) e alla Chiesa di S. Nicolò l’Arena (Catania) i due appuntamenti

L’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN), presieduta dal poeta e critico letterario jesino Lorenzo Spurio, già presente sul territorio siciliano negli anni precedenti per eventi poetici organizzati a Palermo, Bagheria e Caltanissetta, quest’anno organizzerà due reading poetici nella Sicilia Orientale (Messina e Catania) in collaborazione con alcune associazioni locali: l’Associazione Siciliana Arte e Scienza (ASAS) di Messina, presieduta dalla pittrice Flavia Vizzari e l’Associazione Caffè Letterario “Convivio” (CALeCO) di Caltagirone (CT), presieduta dalla poetessa Giusi Contrafatto.

Gli eventi, che si terranno con il Patrocinio Morale della Regione Siciliana, del Comune di Messina, della Città Metropolitana di Messina e del Comune di Catania, vedono quali media-partner: la Libreria Spazio Cultura di Palermo, il Caffè Letterario “S. Quasimodo” di Modica (RG), la rivista “Lu Papanzicu” di Ravanusa (AG), il Salotto Culturale H2 Donna di Gioiosa Marea (ME), i blog “Pro Letteratura e Cultura” di Emanuele Marcuccio e “Cultura, comunità, conoscenza Curiosità” di Luigi Pio Carmina.

A entrambi gli incontri saranno presenti i poeti Lorenzo Spurio (Jesi – Ancona), Elvio Angeletti (Senigallia – Ancona), Annalena Cimino (Capri – Napoli), Marco Vaira (Brescia), Cristina Lania (Messina), Flavia Vizzari (Messina), Salvatore Greco (Biancavilla – Catania), Emanuele Marcuccio (Palermo), Luigi Pio Carmina (Palermo), Giusi Contrafatto (Caltagirone – Catania) e il critico letterario ed editore Michele Miano (Milano).

Il primo reading, “Un mare di versi”, si terrà a Messina venerdì 22 giugno a partire dalle 16:45 presso il Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni (Sede della ex-Provincia, oggi Città Metropolitana) sito in Corso Cavour n°87. Saranno particolarmente graditi testi che abbiano relazione al mare, alle onde, marine e scenari o situazioni che richiamino l’ambiente costiero, insulare e balneare. Il tema resta, però, sempre libero. Per prendere visione del bando di partecipazione e la scheda si consiglia di cliccare qui.

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Il secondo reading, “Parole tra i profumi di zagare”, si terrà a Catania sabato 23 giugno a partire dalle 17:00 presso la Chiesa Monumentale di San Nicolò L’Arena (ingresso in Piazza Dante). Durante l’evento interverrà il poeta, critico letterario e saggista modicano prof. Domenico Pisana su “La poesia contemporanea tra metafisica, etica ed estetica”.  Il tema del reading è libero, per prendere visione al bando e scaricare la scheda dati si consiglia di cliccare qui.

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Per partecipare ai reading, liberamente aperti al pubblico, è necessario prendere visione dei relativi bandi di partecipazione dove sono contenute le specifiche e la scheda di partecipazione che andrà compilata e fatta riavere assieme ai propri testi entro la data indicata. Per motivi strettamente logistici non saranno prese in considerazione domande di partecipazione oltre le scadenze indicate; si prega pertanto, laddove ci si consideri realmente motivati a intervenire, di non attendere gli ultimi giorni. Si chiede altresì di informare (mediante mail o telefono) qualora, pur avendo regolarmente inviato la propria domanda e ricevuto riscontro, non si possa, per propri motivi intervenire durante l’evento.

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Info:

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Tel. 327-5914963

 

Reading poetico Messina, 22-06-2018

Bando e scheda di partecipazione

Locandina dell’evento

Evento FB

 

Reading poetico Catania, 23-06-2018

Bando e scheda di partecipazione

Locandina dell’evento

Evento FB