N.E. 01/2023 – “Nuove tendenze estetiche. La “poetry kitchen”. Che cos’è?”. Articolo di Giorgio Linguaglossa

Scrive il filosofo Slavoj Žižek:

«Non è che falliamo perché non riusciamo a incontrare l’oggetto, piuttosto l’oggetto stesso è la traccia di un certo fallimento.

Per questo Freud ha avanzato l’ipotesi della pulsione di morte – il nome giusto per questo eccesso di negatività. E il mio intero lavoro è ossessionato da questo: da una lettura reciproca della nozione freudiana di Todestrieb e di quella negatività auto negativa tematizzata dagli idealisti tedeschi. Insomma, questa nozione di auto-negatività relativa, così come è stata regolata da Kant fino a Hegel, filosoficamente ha lo stesso significato della nozione freudiana di Todestrieb, pulsione di morte – questa è la mia prospettiva fondamentale. Ovvero, la nozione freudiana di pulsione di morte non è una categoria biologica ma ha una dignità filosofica.

Cercando di spiegare il funzionamento della psiche umana in termini di principio di piacere, di principio di realtà e così via, Freud si rese conto via via sempre più della presenza di un elemento disfunzionale radicale, di una distruttività radicale e di un eccesso di negatività, che non possono essere spiegate.»1

La «struttura tragica» di Maria Rosaria Madonna (Stige. Tutte le poesie 1990-2002, Progetto Cultura pp. 150 € 12) ha bisogno dell’oggetto. È solo sull’oggetto che può costruire la struttura simbolica della sua poiesis. Per far questo Madonna è costretta a tenere in piedi, in qualche modo, la struttura trascendentale soggetto-oggetto, la struttura tragica. L’Imperatrice Teodora sa bene che sta parlando ai posteri e vuole auto assolversi dinanzi ai posteri visti come gli oggetti del futuro; analogamente i «barbari» che stanno arrivando sono un «oggetto» identificabile, bene identificato, sono un simbolo trascendentale ma ancora storico. E così il «peccato», la «lussuria», i «diavoli» etc. sono tutti oggetti ben determinati, precisi. È la civiltà dell’umanesimo che si nutre della dualità soggetto-oggetto, anzi, è fondata sulla dualità soggetto-oggetto. Con il crollo dell’umanesimo la poesia di Madonna si staglia con auto evidenza assoluta come l’ultimo monolite di quella civiltà. La pulsione di morte che attraversa la struttura simbolica della poesia di Madonna è una categoria dell’umanesimo.

Non sono completamente d’accordo con la tesi di Slavoj Žižek per il quale la nozione freudiana di pulsione di morte può essere utilizzata egualmente anche per una civiltà del post-umanesimo del capitalismo globale, anzi, sono propenso ad ipotizzare che la pulsione di morte svanisce nella «merce», cioè nel «valore di scambio». La nuova civiltà dell’epoca della tecnica o cibernetica sembra aver fagocitato la pulsione di morte, annullandola nella «merce». Il feticismo della merce conterrebbe al suo interno la pulsione di morte rimossa, se non addirittura cancellata. Questo è l’aspetto inquietante delle società post-democratiche, che il capitalismo è esso stesso il prodotto della tecnica e causa esso stesso della tecnica.

*

Questo testo viene pubblicato su questo dominio (www.blogletteratura.com) all’interno della sezione dedicata relativa alla rivista “Nuova Euterpe” a seguito della selezione della Redazione, con l’autorizzazione dell’Autore/Autrice, proprietario/a e senza nulla avere a pretendere da quest’ultimo/a all’atto della pubblicazione né in futuro. E’ vietato riprodurre il presente testo in formato integrale o di stralci su qualsiasi tipo di supporto senza l’autorizzazione da parte dell’Autore. La citazione è consentita e, quale riferimento bibliografico, oltre a riportare nome e cognome dell’Autore/Autrice, titolo integrale del brano, si dovrà far seguire il riferimento «Nuova Euterpe» n°01/2023, unitamente al link dove l’opera si trova.

A Brindisi un incontro tutto dedicato alla poetessa e performer Nadia Cavalera

Mercoledì 14 Settembre alle ore 18:30 presso la Sala del Capitello di Palazzo Granafei Nervegna a Brindisi si terrà un evento organizzato dal Lions Club di Brindisi, in collaborazione con Leo Club Virgilio Brindisi e la Casa Editrice Milella di Lecce, con il Patrocinio Morale dell’Amministrazione Comunale di Brindisi nel corso del quale si ripercorreranno i tratti essenziali della storia di una tra i massimi letterati dello scenario culturale italiano e internazionale: Nadia Cavalera.

La prof.ssa Carmen De Stasio (docente e critico d’arte) e il prof. Carlo Alberto Augieri (già Docente di Critica letteraria ed Ermeneutica del testo all’UniSalento, poeta e saggista) dialogheremo con la letterata.

Nadia Cavalera (Galatone, LE, 1950) torna a Brindisi, dove ha vissuto per un decennio fino al 1988 e dove ha svolto attività di docenza e giornalismo, rendendosi protagonista della Fondazione di Gheminga, la prima rivista esclusivamente letteraria realizzata a Brindisi. Accreditata tra le massime personalità della letteratura e della sperimentazione letteraria contemporanea, si è laureata in filosofia, si è dedicata all’insegnamento e non solo: poeta, saggista, scrittrice, traduttrice e performer, ha realizza opere verbo-visive e cataloghi dedicati al Superrrealismo, allegorica definizione della sua personale speculazione poetica. Dal 1988 vive a Modena. Nel 1990, con il poeta Edoardo Sanguineti dà vita a «Bollettario», quadrimestrale di scrittura e critica (organo dell’associazione culturale Le avanguardie di cui è Presidente), che propugna il concetto di avanguardia permanente e in un continuo progress performativo. In collaborazione con Comune e Provincia di Modena e con Biblioteca Estense Universitaria, nel 2005 istituisce il Premio “Alessandro Tassoni” che, in onore al grande poeta e scrittore, mira ad individuare testi di ricerca e sperimentali. Tra i suoi lavori: I Palazzi di Brindisi (Schena, Fasano, 1986); Amsirutuf: enimma (Tam Tam, S. Ilario d’Enza, 1988), Vita novissima (Bollettario, Modena, 1992); Ecce femina (Altri Termini, Napoli, 1994), Americanata (Bollettario, 1994); Brogliasso (Gheminga, Modena, 1996), Salentudine (Marsilio, Venezia, 2004), Superrealisticallegoricamente (Fermenti, Roma, 2005), Spoesie (Fermenti, 2010), L’astutica ergocratica (Joker, Novi Ligure, AL, 2010), Corso Canalchiaro 26 – Interviste, saggi, interventi negli anni di «Bollettario» (Marsilio, 2010), Umafeminità – Cento poet* per un’innovazione linguistico-etica (Joker, 2014),  Casuals – Spoesie 2010 – 2015 (ABEditore, Milano, 2016), cura e traduce dal latino “Eremita. Dialogo” di Antonio Galateo (Fermenti, 2020), Lessico e cibo famigliari (Grifo, Lecce, 2022), Liber ex libris – Endecaversi (Milella, Lecce, 2022).

Hanno scritto di lei, tra gli altri, Giorgio Bàrberi Squarotti, Marcello Carlino, Giorgio Celli, Antonino Contiliano, Franco Ferrarotti, il Cardinale Fernando Filoni, Francesco Muzzioli, Giuseppe Panella, Daniele Maria Pegorari, Mirella Serri e Adriano Spatola.

Nel 2011 ha partecipato all’antologia Via Maestra (Hobos, Brindisi) con Via Montebello 20 e la nascita di Gheminga – testo che riassume con evidente affetto il suo attivismo culturale nel periodo brindisino. Qualche anno dopo è stata protagonista della presentazione di Umafeminità – Cento poet* per un’innovazione linguistico-etica presso l’I.I.S.S. “E. Majorana” di Brindisi.

Un sito WordPress.com.

Su ↑