Una “Yerma” attualizzata. L’atteso adattamento di Pepa Gamboa sulla celebre opera lorchiana

Articolo di Lorenzo Spurio

Il quotidiano spagnolo online El País in una notizia a firma Margot Molina pubblicata il 12 dicembre 2019[1] informa dell’imminente rappresentazione teatrale – l’ennesima – di una delle principali opere di Federico García Lorca, Yerma. Pièce centrale della nota trilogia drammatica, venne scritta e pubblicata nel 1934 ed estrenada (messa in scena per la prima volta) al Teatro Español di Madrid il 29 dicembre 1934 dalla Compagnia “La Barraca” con la catalana Margarita Xirgu nel ruolo principale. In America Latina sarebbe stata rappresentata poco dopo presso il celebre Teatro Odeon di Buenos Aires, sempre per la compagnia di Margarita Xirgu. La prima rappresentazione nel nostro paese sembra risalire al maggio 1948 quando, al Teatro Biondo di Palermo, venne inscenata per la regia di Anton Giulio Bragaglia e scenografia di Enrico Prampolini.

Non va dimenticato che l’opera venne condannata duramente dalla stampa reazionaria e cattolica l’indomani dell’estreno finendo per bollare con i peggiori epiteti lo stesso autore e l’attrice principale – noti per le loro vicinanze con gli ambienti della sinistra – avendo intuito il carattere sovversivo implicito nell’opera, il suo tessuto direttamente civile, il suo messaggio di velata – eppure così profonda – critica sociale. Yerma, da donna vulnerabile e affranta di un dolore tutto personale, finisce per scagliarsi contro il marito, simbolo di quel dominio patriarcale da difendere. È il segno distintivo di una crepa nella società maschilista del periodo (che la Spagna non può permettere e avallare), in quel dominio austero di autorevolezza, che è poi la tirannia di Bernarda Alba dell’altra sua celebre opera drammatica. Nel mettere in risalto la condizione depressa e subalterna della donna, indirettamente si lancia il messaggio che è necessaria e urgente (con qualsiasi mezzo, al fine di raggiungere lo scopo) la presa di coscienza, un intervento di qualche tipo, la rivendicazione, la protesta. Yerma è, al pari di Mariana Pineda e di Adela, – le altre eroine lorchiane[2] – il simbolo di un sopruso che viene posto non per una facile commiserazione generale ma con lucide intenzioni di rivincita, atte all’eliminazione dei soprusi e delle nefandezze dell’uomo per la conquista della democrazia, della libertà e dell’equità tra i sessi.

L’opera pone manifestamente uno dei temi più cari al poeta granadino, ovvero quello della frustrazione amorosa, declinata, in questo caso, nelle forme della grettezza culturale della provincia spagnola, della secchezza della donna, vale a dire la sua supposta sterilità e del dramma intimo, che nasce e si sviluppa nel chiuso delle quattro mura domestiche. Suo marito Juan, infatti, sembra essere poco propenso, se non addirittura disinteressato, ad esaudire la grande necessità della moglie – da ella vissuta come vero dramma da derivarne poi una straniante ossessione – ovvero quella di poter divenire madre. Come già osservato dalla critica l’autore non dà indicazioni inequivocabili atte a fugare le ombre di una possibile sterilità della donna, piuttosto che del marito, sta di fatto che è la donna che si carica di questa grande pena nel corso della storia. Così pronuncia la derelitta Yerma, carica del suo dramma personale che non trova compatimento che l’ha, nel corso del tempo, fatta sprofondare in una grave depressione: “Io sono un campo arido dove potrebbero arare mille paia di buoi […] Quello che ho è un dolore che è dilagato perfino oltre la mia carne”.

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Questa nuova opera, dal titolo La pasión de Yerma, sarà prodotta da Pepa Gamboa, fondatrice e direttrice dell’Academia de las Artes Escénicas de España, per un progetto sollecitato e sostenuto dal Centro Federico García Lorca e vedrà il suo debutto venerdì 13 dicembre a Granada presso la sede dell’Istituzione e diretta da Lola Blasco, giovanissima, nata ad Alicante nel 1983 e già vincitrice del Premio Nacional en Literatura Dramática nel 2016. Il testo di Lorca è stato rivisto, riletto e viene proposto con un guión actualizado, vale a dire con una storia non più calata, come nell’opera originale, nei primi decenni del Secolo scorso, ma in una società coeva alla nostra, quella dei giorni che viviamo.

Al centro dell’opera (e non potrebbe essere diversamente vista la rilevanza, anche nello stesso nome di Yerma, del motivo della secchezza) è la disperazione di una donna che non può diventare madre ma, come si legge dall’articolo, vi sono anche applicazioni a questioni sociali d’interesse contemporaneo. In questa maniera Lola Blasco attualizza la storia di un donna sola, infertile, abbandonata al proprio delirio, rendendola ancor più viva e palpabile. Più affine e simile alle donne di oggi. La contestualizza in un’età che non è più la retrograda e austera vita di provincia del Secolo scorso, ma in una società forse meno fosca, cosmopolita e caratterizzata dal progresso: “[L’opera parla anche] di tutti quei desideri che non si realizzano”[3]. Per tali ragioni l’articolo titola con una “Yerma libérrima”, vale a dire liberissima: ciò che, nel suo contesto originario, non poteva assolutamente essere.

Si tratta, dunque, non di una vera e propria riproposizione dell’opera lorchiana, semmai di una rivisitazione, di una pièce che è figlia del grande testo madre, sebbene mantenga un forte legame con i contenuti della trama dal poeta andaluso che, come si sa, fu motivata da un fatto di cronaca locale del quale era venuto a conoscenza.

Quella di Lola Blasco, per sua stessa ammissione, è una “opera più intima dell’originale, un’opera contemporanea”; la stessa ha rivelato: “Credo che questa versione piacerebbe molto a Lorca, è stata cambiata la struttura, però rimane abbastanza del suo testo e, senza dubbio, permane il suo spirito”.

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Tra gli attori presenti figurano María León (nel ruolo di Yerma), Críspulo Cabezas, Lucía Espín, Diego Garrido; la regista ha operato una riduzione del variegato impianto di personaggi, dai ventiquattro presenti nell’opera di Lorca a soli cinque nei quali riesce a far emergere i dissidi, le problematiche di fondo, le insoddisfazioni motivo di tormento. La pasión de Yerma potrà essere vista dal 13 al 15 dicembre presso il teatro del Centro Lorca di Granada. L’opera, che appare particolarmente interessante, volendo far emergere anche gli altri aspetti della vulnerabilità di Yerma rispetto al più evidente della mancata maternità, verrà portata sulle scene;  a gennaio prossimo approderà al Espai Rambleta di Valencia e al Teatro Lope de Vega di Sevilla.

LORENZO SPURIO

 

La riproduzione del presente testo, in forma di stralcio o integrale, non è consentita in qualsiasi forma senza il consenso scritto da parte dell’autore. 

 

NOTE

[1] L’articolo al quale mi riferisco è reperibile al link: https://elpais.com/cultura/2019/12/10/actualidad/1575995998_133611.html

[2] Per un maggior approfondimento rimando al mio saggio: Lorenzo Spurio, “Donne che lottano. Del civile nel teatro lorchiano”, La Macchina Sognante, n°2, Marzo 2016, http://www.lamacchinasognante.com/donne-che-lottano-del-civile-nel-teatro-lorchiano-lorenzo-spurio/

[3] Le citazioni dall’articolo, rese in italiano, si riferiscono a traduzioni fatte dal sottoscritto.

Il 5 Luglio a Senigallia “Parole sul mare Poetry Slam”: come partecipare

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La Biblioteca Comunale “Luca Orciari” di Marzocca di Senigallia, su proposta e ideazione dell’Associazione Culturale Euterpe di Jesi, organizza il “Parole sul Mare” Poetry Slam che si terrà nel palco disposto al Lungomare di Marzocca di Senigallia, di fronte alla Pizzeria Sloppy Joe (Lungomare Italia n°53) l giorno 5 Luglio 2018 alle ore 21:00.

Tipologia di evento

Il poetry slam è una gara poetica nata negli USA nel 1986 per volere del poeta MarcKelly Smih. Si tratta di una competizione aperta a tutti dove la presenza e la partecipazione del pubblico è molto importante. Si tratta di un nuovo modo di fare poesia affidando all’oralità, alla recitazione e improvvisazione un ruolo decisivo.

Regolamento

·         Possono partecipare solo persone che abbiano compiuto 16 anni.

·         Non esiste un tema di riferimento.

·         Le poesie che verranno presentate possono essere in italiano, in dialetto, in lingua straniera o in neo-lingua, vale a dire in una lingua di pura invenzione o basata su giochi fonetici.

·         Le poesie potranno essere lette solo dall’autore.

·         Non è ammesso alcun accompagnamento musicale.

·         Il poeta può interagire con il pubblico nel corso della sua esibizione.

Norme di partecipazione

Con la finalità di una migliore gestione della serata e di ottemperamento dei tempi disponibili, la serata vedrà la partecipazione di 20 poeti.

In caso di una bassa partecipazione, lo slam verrà annullato e destinato a data da definirsi qualora non siano pervenute almeno 8 candidature.

Qualora, invece, se ne presenti l’occasione e gli organizzatori reputino idoneo, potranno essere accettate candidature in loco, almeno mezz’ora prima dell’inizio ufficiale della gara e, comunque, dopo che gli organizzatori abbiano letto e vagliato i testi del partecipante esprimendo un commento approvante.

Nel caso pervengano all’organizzazione un numero di candidature superiore al limite massimo, la stessa si adopererà per la selezione. I nomi dei poeti selezionati e invitati a partecipare verranno comunicati con un preavviso di 10 giorni unicamente a mezzo e-mail.

I poeti che intendono partecipare debbono inviare entro e non oltre il 20/06/2018 all’indirizzo mailass.culturale.euterpe@gmail.com il seguente materiale:

–          File Word contenente una selezione di poesie (da un minimo di 5 a un massimo di 10). Esse saranno le poesie che leggeranno durante la serata.

–          Modello di dichiarazione completato e firmato.

Si chiede la gentilezza di inserire nell’oggetto della mail la dicitura “Marzocca Poetry Slam”.

Non verranno accettate candidature, a mezzo mail, successive alla data di scadenza indicata.

Testi poetici

I testi poetici che vengono inviati per l’iscrizione e che verranno letti il giorno dello slam non devono in nessun modo e in nessuna forma contenere bestemmie, elementi, razzisti, xenofobi, d’incitamento all’odio, né presentarsi nella forma di proclami ideologici, politici e partitici pena la squalifica. La responsabilità in merito a eventuali inottemperanze ricadrà unicamente sui poeti coinvolti, sollevando l’autore degli stessi da eventuali danni, dispute e procedimenti contro l’organizzazione essendo l’autore l’unico responsabile dei contenuti dei testi e della sua performance.

Performance

Per chi è nuovo alla partecipazione al poetry slam di seguito si indicano le modalità di svolgimento della performance.

Il poeta ha a disposizione 3 (TRE) minuti di tempo massimo per esibirsi per ogni manche.

Se il poeta supera i 3 (TRE) minuti può essere richiamato dall’eMCcee (Master of ceremony, ovvero il conduttore della serata). Dopo i 3 minuti e 10 secondi (3:10) viene sottratto al poeta mezzo punto ogni 10 secondi.

Entro i 3 (TRE) minuti il poeta può leggere una o più poesie, anche se, per essere più facilmente memorizzabili e incisivi nei confronti di chi deve votare, è consigliato di non esagerare con il numero dei brani.

L’intervallo di lettura offerto al poeta può andare da una fino a 5 o 6 (CINQUE/SEI) volte nella gara se si è ammessi alle fasi finali. Quindi è necessario avere con sé un numero di poesie sufficiente.

L’ordine di esibizione verrà decisa mediante estrazione a sorte prima della competizione; la lista dei poeti verrà esposta al pubblico su un cartellone dove verranno segnati i punteggi.

Il giudizio risulterà da una giuria popolare di 5 (CINQUE) elementi estratti o selezionati tra il pubblico. La giuria vota l’intervento poetico esprimendo voti da 0 a 10 (sono ammessi i decimali). Il voto più alto e quello più basso vengono eliminati, e i tre restanti sommati vanno a costituire il punteggio della manche. 

Su decisione dell’MC, per garantire maggiore imparzialità, tra una manche e l’altra, i membri della giuria possono essere completamente o parzialmente cambiati.

eMCcee

L’eMCee (Master of Ceremony) s’impegna a far rispettare a pieno le regole, evitare qualsiasi favoritismo, ad animare la gara in modo dinamico, preoccupandosi della successione dei poeti, del cronometro e tentando di coinvolgere sempre il pubblico.

Pubblico

Il pubblico è sovrano ed è chiamato a interagire, esprimendo consenso o dissenso sui concorrenti ed esprimendo subito qualsiasi dubbio o eventuale anomalia riscontrata. Basta alzare la mano, tutti possono esprimersi, pubblico, poeti e semplici passanti. I commenti dei conduttori saranno imparziali e volti a stimolare e non a valutare i poeti.

Vincitore

Il vincitore dello slam riceverà in premio una targa conferita dall’Associazione Culturale Euterpe e la tessera di socio ordinario della stessa avente validità per tutto l’anno 2018.

Nel caso di un’alta partecipazione alla serata l’organizzazione può, a suo insindacabile giudizio, decidere di inserire anche una Giuria Tecnica composta da poeti, scrittori, critici e giornalisti che assisterà a tutta la manifestazione dando una valutazione in forma segreta a tutti le manche poetiche decretando, solo al termine della competizione e in maniera completamente separata rispetto alle intenzioni della Giuria Popolare, un suo vincitore o preferito al quale l’Associazione donerà un diploma. L’eventuale conformazione di tale giuria (composta da un minimo di 3 membri fino a un massimo di 5) verrà annunciata e presentata al pubblico all’inizio dell’evento.

Ultime

Prendendo parte all’iniziativa in oggetto il poeta dichiara implicitamente di accettare tutte le norme che compongono il presente bando, che ne definiscono la struttura e le modalità di partecipazione.

 

 SCARICA BANDO E SCHEDA DI PARTECIPAZIONE CLICCANDO QUI.

 

INFO:

 ASSOCIAZIONE CULTURALE “EUTERPE” – JESI

 TELEFONO: 327-5914963   – ANCHE SMS E WHATSAPP

SITO: www.associazioneeuterpe.com

MAIL: ass.culturale.euterpe@gmail.com

PEC: ass.culturale.euterpe@pec.it