Iuri Lombardi, “La Spogliazione. Dramma dialogato in versi”, il commento di Paolo Ragni

Iuri Lombardi La Spogliazione Dramma dialogato in versi

Commento di PAOLO RAGNI

 

Tre soli personaggi a tenere il campo tutto il tempo: Giovanni Battista, don Luca, Il Nano.

Riusciranno a tenere la scena?

Sì, riusciranno, e ci sono riusciti, per quanto manchino quasi del tutto le notazioni scenografiche. Testo scritto per intero in forma poetica – dialogato, riesce però a stare in piedi in forma teatrale, nudissima e scabra quanto si vuole, ma all’altezza di tenere desta la Parola e l’Attenzione.

IDU32524.IDO21269.IDE21206.IDV21136#_CopertinaAnteriorePuò risultare inquietante una manomissione così robusta della figura del Battista, ma se la guardiamo più da vicino non è proprio così. Direi che Lombardi produce uno sforzo di attualizzazione esasperato della vicenda del Battista da renderla certamente originale, stravagante e, per la gran massa, inquietante, fuorviante e decisamente fuori posto. La storia di questo moderno Battista, di questo profeta e testimone scomodo è quanto mai inusuale: per amore, troppo amore, compie in pubblico atti omosessuali, vive una vita sbandata, raccoglie poche adepti borderline come lui. Il suo tentativo di confessione con l’incerto e stupefatto don Luca della Cipria (da notare la cipria intesa come mascheramento di fronte al denudamento della confessione) non arriva a una fine, che invece parrebbe (uso il condizionale) definirsi con la morte. Ma anche questa è un’apparenza, perché dopo l’ipotetica morte sfrangiata in un lago di sangue si presenta la voce fuori campo del Battista in un’ultima drammatica appassionatissima confessione, questa volta sì, più completa ed esauriente.

Ho detto prima la maiuscolo a Parola e Attenzione. Qui il dramma della vita, lo strappo dalla comunione umana, il tentativo disperato di un colloquio con Dio sono da misurarsi con estremo rispetto e sempre e senz’altro alla luce della lettura della Bibbia, specie del Nuovo Testamento. E così pure il dramma che si consuma, ma che non sembra arrivare alla tragedia, è da vedersi come scontro durissimo tra Parola e Silenzio: solo una grandissima Attenzione vissuta in Silenzio riesce a cogliere il senso di una testimonianza difficile, nuda e disarmata come quella del Battista.

Copia di DSC_0029La Spogliazione è senz’altro il titolo giusto per un’opera in bilico fra teatro e poesia, in un’opera in cui la confessione, la messa a nudo si riferisce, prima, agli aspetti esteriori della mostra vita, nelle sue relazioni interpersonali, nel suo tentativo di smascheramento delle convenzioni comuni, nel suo mettere in dubbio tutte le mancanze di amore di cui l’umanità è comunque colpevole, specie nel giudizio e nella condanna. E, dopo, la Spogliazione diventa messa nudo di noi stessi, in una visione in cui il Battista va alla fine a somigliare di più a un Cristo sulla croce nel suo eterno darsi, nella assoluta gratuità del proprio donarsi.

La pièce potrebbe apparire, proprio per l’esagerazione voluta del suo assunto, fin troppo scoperta. Infatti l’autore, per nulla intimorito dal coraggio certo inusuale di non volersi nascondere, affronta a piene mani il tema della confessione, intesa come proclama di vita, come tesi, come concezione generale del mondo vissuta personalmente e senza sconti, in una logica in cui niente è di intellettuale ma tutto nato vissuto consumato nel fuoco di una grandissima passione.

Viene da pensare ai grandi russi dell’Ottocento, al loro gusto per l’estremo, alle grandissime confessioni / conversioni di cui, ad esempio, è maestro Tolstoj. Viene da pensare al tragico Dostoevskij, al suo continuo dramma tra adesione e ribellione, alla identità morale estrema (rivoluzionaria o conservatrice poco importa, a Dostoevskij si deve pure fare sconto sulla coerenza).

Ecco perché l’attualizzazione della figura di San Giovanni Battista in fondo si presenta come una analisi non solo teologica sulla figura di chi vive al deserto e fuori dagli schemi, ma in maniera più ricca come di chi riesce, proprio per questo, a cogliere i segni essenziali della storia. Così le periferie squallide in cui il San Giovanni di Lombardi vive, i riferimenti ai drammi delle traversate dei profughi nel Mediterraneo, i drammi della siccità, la clandestinità sono punti essenziali della vita di oggi e dell’alterità del Battista davanti all’indifferenza in cui si addormenta buona parte dell’umanità odierna.

Il Battista non è certo un anestetizzato, ma una mente e un cuore vigile, furioso forse, appassionato al punto da pagare di persona forse anche quello che potrebbe risparmiarsi. Ma non si tratta di un banale cupio dissolvi, in quanto il dramma di amore che brucia il cuore e la carne del Battista è appunto un dramma di chi ama tantissimo la vita. Anche qui l’occhio strizza a Dostoevskij e al gusto del paradosso, che, in fondo, è tipico del Cristianesimo più radicale ed estremo.

A Lorenzo Spurio va il merito di avere saputo indagare, con la consueta finezza critica, molti punti che potrebbero rimanere altrimenti in penombra, e che lui sa interpretare sulla scorta di una conoscenza completa dell’opera di Lombardi. Mi permetto solo di aggiungere che probabilmente la Spogliazione è assai più rituale e coerente con i valori cristiani di quanto sembrerebbe arguire Lorenzo Spurio. La pièce reinterpreta il nocciolo profondo del cristianesimo, in maniera che solo apparentemente ed arbitrariamente può sembrare blasfema. In realtà, è solo il nostro modo tradizionale di vedere la spiritualità cristiana che ci può fare ritenere new age il Battista. E’, casomai, molto più vicino, invece, ai grandi rivoluzionari come san Francesco e a tutti coloro che sono stati ritenuti pazzi pur rimanendo scrupolosamente all’interno dell’ortodossia. Finire al rogo per eretico non significava esserlo, in quanto l’eresia poteva consistere esattamente nell’aderenza al messaggio di Gesù Cristo, mentre eretici erano proprio i tribunali civili ed ecclesiastici. Quanto sono stati considerati eretici dal comune perbenismo i vari padre Balducci, don Gallo e don Santoro? Mi limito a citare solo questi, in quanto, probabilmente, la risposta più aderente alla Spogliazione è solo l’invito alla lettura del Quinto Evangelio, di Mario Pomilo, vero e proprio esempio di controscrittura e controrilettura dello scontro tra regola e sincerità, tra lettera e fede, tra morte e vita.

PAOLO RAGNI

01-05-2014

Sandra Carresi: “I cristalli dell’alba” – La poetessa fiorentina esce con l’ultima “fatica” poetica

Sandra Carresi_CoverE’ uscita da pochi giorni la nuova “fatica” letteraria della poetessa fiorentina Sandra Carresi. La nuova silloge poetica, che porta il titolo evocativo “I cristalli dell’alba” è stata pubblicata da TraccePerLaMeta Edizione, l’attività editoriale dell’omonima casa editrice dove la Carresi figura tra i soci fondatori.  Il nuovo libro si apre con una nota critica firmata dallo scrittore, critico letterario e ordinario di letteratura italiana Nazario Pardini che ne rintraccia la suggestività del verso e si chiude con un apparato critico finale ad opera di Lorenzo Spurio dove si sottolinea, invece, l’impronta sociale di varie liriche dove il lettore conoscerà una poetessa forte nei suoi insegnamenti morali che non manca di osservare con disgusto le iniquità sociali del nostro oggi.

Nazario Pardini nella prefazione scrive: Una silloge, questa nuova di Sandra Carresi, vivace, intensa, di proteiforme valenza, dove ogni emozione trova corpo in versi duttili e generosi, ora brevi, secchi, ora ampi, aperti; disposti e disponibili a seguire l’ondulazione delle intime vicende. Insomma una silloge che racconta la vita, in tutte le sue forme, le più dolci e le più crude: sottrazioni, scottature, illusioni, speranze, delusioni, rammarichi, quietudini; realtà quotidiane, minuziose, occasionali; slanci onirici; un realismo lirico, comunque, di grande impatto umano, dove è facile ritrovarci, dove ognuno di noi, leggendosi, ascolta un brandello della sua storia. E mi piace iniziare la mia esegesi da questi versi incipitarî che fanno da prodromico avvio ad una voce spontanea, libera, pulita, e architettonicamente movimentata; una voce che sa raggiungere apici di non comune fattura ispirativa.

Scheda del libro:

Titolo: I cristalli dell’alba
Autrice: Sandra Carresi
Prefazione: Nazario Pardini
Postfazione: Lorenzo Spurio
TraccePerLaMeta Edizioni, 2014
Pagine: 100
ISBN: 978-88-98643-16-5
Costo: 10€
Link all’acquisto
 

 

Info:

www.tracceperlameta.org

info@tracceperlameta.org   

Sabato 5 Aprile a Firenze la premiazione del 2° Concorso Lett. “Segreti di Pulcinella”

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 Qui si può consultare il verbale della Giuria e i nominativi dei vincitori e dei segnalati:  https://blogletteratura.com/2014/01/21/verbale-di-giuria-del-ii-concorso-letterario-segreti-di-pulcinella/

 

 

“Autori e amici di Marzia Carocci” diviene un libro

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In occasione dell’11° evento “Autori ed Amici di Marzia Carocci” che si terrà dopo l’estate, in un sabato pomeriggio di settembre od ottobre 2014 (data e luogo ancora da decidere, ma c’è molto tempo!) si è decisi di promuovere un’iniziativa culturale che possa lasciare quale manifestazione fisica dell’evento, un segno tangibile.

Si è decisi, cioè, di compilare una antologia di testi (si veda sotto le caratteristiche) di “autori e amici di Marzia Carocci” la cui partecipazione è gratuita e che sarà diffusa e disponibile alla vendita il giorno stesso dell’evento. Questo volume, che sarà pubblicato da TraccePerLaMeta Edizioni, verrà curato da Lorenzo Spurio –scrittore e critico letterario- e conterrà tutti i testi di coloro che ne avranno preso parte.

Nel caso in cui si riceverà troppo materiale, allora si deciderà di scegliere un testo per ogni autore, ma comunque nessuno verrà lasciato fuori.

 

I proventi che deriveranno dalla vendita dell’antologia, una volta detratte le spese di pubblicazione sostenute da TraccePerLaMeta Edizioni, saranno devoluti per sostenere la Lega del Filo d’Oro (www.legadelfilodoro.it) che da cinquanta anni si occupa del miglioramento della qualità della vita di persone sordocieche e pluriminorate sensoriali.

 

Le modalità per partecipare alla raccolta antologica di “Autori e amici di Marzia Carocci” è la seguente: entro e non oltre il 30 Maggio 2014 si dovrà inviare alla mail lorenzo.spurio@alice.it indicando nell’oggetto “Antologia Autori e Amici di MC” il seguente materiale:

 

Per i poeti:

–          un massimo di 2 poesie che non dovranno superare i 30 versi ciascuna

–          una nota biografica in 5 sintetiche righe Times New Roman corpo 12 (*)

–          un file Word contenente i dati personali: nome, cognome, città, mail, numero di telefono.

 

Per gli scrittori:

–          un racconto di lunghezza massima pari a 2 pagine Word A4 Times New Roman corpo 12, interlinea singola

–          una nota biografica in 5 sintetiche righe Times New Roman corpo 12 (*)

–          un file Word contenente i dati personali: nome, cognome, città, mail, numero di telefono.

 

Per gli aforisti:

–          un massimo di 4 aforismi della lunghezza di massimo 5 righe Times New Roman copro 12

–          una nota biografica in 5 sintetiche righe Times New Roman corpo 12 (*)

–          un file Word contenente i dati personali: nome, cognome, città, mail, numero di telefono.

 

Per i fotografi/pittori:

–          un massimo di 2 foto delle loro opere artistiche accompagnate da una didascalia sintetica

–          una nota biografica in 5 sintetiche righe Times New Roman copro 12 (*)

–          un file Word contenente i dati personali: nome, cognome, città, mail, numero di telefono.

Si valuterà la possibilità di pubblicazione a colori di queste pagine contenenti foto di disegni, quadri e altro.

 

Nel caso si voglia partecipare con altre forme testuali o grafiche si prega di contattare il curatore alla mail: lorenzo.spurio@alice.it ma si ricorda sin d’ora che non verranno pubblicate recensioni, saggi critici, articoli o altri testi di questa categoria.

 

Saranno chiaramente espulsi i testi e gli autori che presenteranno opere che presentino elementi  d’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione di ciascun tipo o che possano risultare di fastidio per la morale e la religione.

 

Nel caso si debba provvedere a una selezione dei materiali e non sia possibile pubblicare per motivi di spazio tutti i testi pervenuti, ne verrà data comunicazione a mezzo mail prima della stampa del volume.

 

(*) – Nel caso si invii curriculum e biografie lunghe, sarà compito del curatore tagliarle e renderle in maniera conforme al volume.

Per info: lorenzo.spurio@alice.it  –  info@tracceperlameta.org

Sabato 22 febbraio la premiazione del concorso dedicato al Mugello

Premiazione del Concorso Letterario

“Nuovi occhi sul… Mugello”

Sabato 22 Febbraio 2014, ore 17

c/o Biblioteca Comunale di Vicchio di M.llo Piazza Don Milani, 6 (FI)

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Ospiti: Dr. Eugenio Giani (Presidente del Consiglio del Comune di Firenze e consigliere della Regione Toscana) Dr. Adriano Gasparrini Direttore Responsabile del Museo Villa Pecori Giraldi e ex bibliotecario di Borgo S.Lorenzo) Gastone Cappelloni (Poeta) Patrizio Pacioni (Scrittore, Blogger, Drammaturgo) Francesca Lippi (Giornalista e Pres. dell’Ass. Granello di Sale e rappresentante del progetto “Casa Cristina”) Silvia Beatriz Cecchi (scrittrice e poetessa argentino – mugellana) Nino Castorina – poeta lettore

Le Letture saranno opera di Giuseppe Lorin (Accademia di Arte Drammatica Silvio d’Amico) Accompagnamento musicale a cura di: Alessandro Moschini e Francesco Fuligni

Presente parte della Giuria del Premio: Annamaria Vezio, Michela Zanarella, Elena Leica, Alessandro Bellomarini, Cristina Cherici Masini,Serena Latini, Annamaria Pecoraro

Graditi Ospiti gli Enti Pubblici e Privati che hanno aderito e promosso questa iniziativa.

*GRAZIE* alle AVIS Mugello (Borgo S. Lorenzo, Scarperia, S.Piero e Vicchio), all’Unione Montana dei Comuni del Mugello al Consiglio della Regione Toscana, al Comune e Pro Loco di Vicchio, “Il Fiorino” eventi e manifestazioni “il Mio Giornale” (www.ilmiogiornale.org), Ass.”Il Granello di Sale”, Ass. Culturale “Ali Menti”, “Deliri Progressivi“ (www.deliriprogressivi.com; rivista on line di promozione eventi culturali e musicali ), Rivista Letteraria “Euterpe” (www.rivista-euterpe.blogspot.com), “B&B MammaSerena”, “Visit Mugello”, “Nuovo Bar Dei Vicari (Scarperia), “Mugello senza glutine” (Borgo S.Lorenzo), Photo Club Mugello, “Apicultura Bandini e Claudi”, “Frammenti di Toscana”, “Eventi Toscana”, “Idea Toscana Prima Spremitura”, “Forno Fioravanti & C.”, “Fattoria di Bricciana” (Vicchio), G.Calamassi, per aver concesso il patrocinio all’evento, per i prodotti donati e il lavoro svolto per il Premio Nazionale Letterario “Nuovi Occhi sul …Mugello” e alla Biblioteca Comunale di Vicchio ove è stato possibile promuovere e ospitare l’iniziativa atta a inserire il “Mugello” tra le località turistiche – culturali italiane e per sostenere il progetto: “Casa Cristina”: “Casa per donne maltrattate” (Ronta- Borgo S.Lorenzo).

 

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Lorenzo Spurio intervista l’iconoclasta Iuri Lombardi

INTERVISTA A IURI LOMBARDI

 

A cura di Lorenzo Spurio

 

Iuri Lombardi, poeta e scrittore fiorentino, è un personaggio eclettico e complesso che anima la cultura fiorentina e nazionale per mezzo di un gran numero di attività inerenti all’amore per la letteratura e non solo. Tra queste vanno enumerate numerose presentazioni di libri di esordienti e di artisti leggermente più affermati, presenze come giurato in concorsi letterari di poesia e narrativa e il suo incarico di Presidente dell’Associazione Culturale Poetikanten, un gruppo poetico-musicale che si dedica alla diffusione di poesia e canzoni impregnata sul tema della denuncia e dello sdegno sociale.

Ampia e variegata la produzione scritta di Iuri Lombardi tra numerose poesie (pubblicate su vari numeri della rivista Segreti di Pulcinella), romanzi, raccolte di racconti e saggi.

 

  

LS: La prima domanda è sempre la più difficile e intricata, ma serve anche per rompere un po’ il ghiaccio. Il quesito che ti pongo è quale valore ricopre oggigiorno la letteratura e quale, invece, funzione dovrebbe secondo te avere?

IL: Nel nostro presente storico purtroppo la letteratura, o meglio la letteratura di un certo tipo, che è quella che troviamo nei supermercati, in libreria, nei vari punti vendita; vale a dire la letteratura di produzione, ha un ruolo solo intrattenitivo nel senso più ampio del termine. Si tratta per la maggiore di operazioni commerciali per cui il libro, l’opera in sé, è solo un prodotto commerciabile, ma in esso non c’è uno spirito creativo vero; mancano a mio avviso di espressione, di sperimentazione, di studio: in poche parole di stile. Un autore, invece, che fa o dovrebbe fare letteratura necessita di avere una propria filosofia, una teoria del pensiero, aver sviluppato in linea ermeneutica un proprio senso di estetica. Senso critico, sperimentazione, studio, pensiero completamente assenti in un tipo di letteratura commerciale. Però in questo labirinto sconclusionato e assai approssimativo, per non dire scontato, vi sono autori che promuovono una letteratura autorevole, piena di significati, riconoscibile come stile, non anonima, lontana dai prototipi delle grandi produzioni. Questi autori fanno una vera operazione letteraria e danno, a mio avviso, un senso compiuto all’operare letterario. Vale a dire, in altre parole, cercano di aprire le coscienze, dare il significato al ruolo della letteratura che a livello europeo sta perdendo competitività e dignità.

La letteratura dovrebbe essere una denuncia continua, una messa in discussione sui valori che ci hanno tramandato. In poche parole: le lettere dovrebbero avere un ruolo di smantellamento, di decostruzione. Se un’opera non crea interrogazione, dubbi al lettore che senso ha? Se il lettore non ha le vertigini a leggere, non gli viene l’angoscia, non si scandalizza che senso ha la letteratura? Ecco, la letteratura deve generare dubbi e non certezze, non riposte. Lo scrittore, il poeta non è uno scienziato, un medico, un fisico; è per certi versi un operatore dell’occulto e deve denunciare: essere il portatore sano di dubbi, di ribellione. Insomma, l’opera letteraria, sia in prosa sia in versi, deve essere una summa di atti del non dicibile, del non confessabile e lo scrittore deve esserne l’apostolo. Il poeta quindi opera su di un piano empirico e non determinalistico come lo scienziato.    

  

Copia di DSC_0029LS: Stai per uscire con un nuovo progetto editoriale, un libricino dal titolo La Spogliazione che è un dramma in versi liberi. Puoi dirci come mai hai deciso di tentare la “via teatrale”?

IL: La via teatrale l’ho raggiunta per la smania di sperimentare sempre cose nuove per quanto concerne la scrittura. Sapermi misurare con forme diverse e simili è un tipo di operazione che mi interessa molto. Debbo, tuttavia, specificare che la scrittura teatrale da me proposta è però legata alla parola più che alla scena: è un’operetta, un dramma scritto da un poeta e non da un drammaturgo, e la cosa è pienamente diversa. Un’opera teatrale scritta da un addetto alle scene, da un commediografo, per intendersi, da un Becket di turno, è pensata per la scena, mentre io propongo una scrittura di stato, cioè non di scena, una sceneggiatura precostituita che sì può essere rappresentata, ma rende molto di più sul bianco e nero della pagina. D’altronde non è la prima volta che un poeta si cimenta a scrivere un dramma; in Italia lo fece Pasolini, poi Roversi, Silone, Testori, Luzi e tanti altri ma se uno legge quelle scritture si accorge che dietro vi è una logica di poesia e non drammaturgica. Mentre se uno legge Pirandello, De Filippo, Bene, si accorge che è un altro tipo di teatro: che è quello un teatro vero, non schematico, non imprigionato dalla parola. La stessa scelta di averlo scritto in versi piuttosto che in prosa è significativa ai fini dell’obbiettivo. Il mio fine è, infatti, quello di sperimentare la scrittura e lo faccio regolarmente con poesia, prosa, saggistica, adesso il teatro e poi come paroliere di testi per canzone che ho scritto in passato recente e che ogni tanto compongo, vivendo un modo di assentarsi per x tempo dalla letteratura e dalla forma di una letteratura tradizionale per poi tornare da essa più consapevole di prima. Tradire un ideale di forma, di contenuto, di sperimentazione implica al ritorno una chiarezza e una maturità senza pari.

  

LS: La Spogliazione propone una sorta di riscrittura iconoclasta delle vicende di San Giovanni Battista. La sua figura, riscritta e clamorosamente parodiata, risulta alla fine praticamente distorta. Perché per lo sviluppo del tuo libro hai deciso di partire proprio da un personaggio religioso?

Sei consapevole del fatto che questo potrebbe portarti delle accuse o aprire a delle polemiche?

IL: Partiamo dal presupposto che tutta la mia opera è per la maggiore iconoclasta. Credo che una certa iconoclastia, e per certi versi una certa blasfemia sia tipica del post-moderno e di ciò che è annesso a questo come essenza storica. Sulla scelta di San Giovanni Battista è perché da sempre sono affascinato da questa figura, trovandola tremendamente evocativa e suggestiva. Come sono attratto dalla figura di San Paolo, ad esempio.

Mentre per quanto concerne il discorso della parodia è dovuto ad un tentativo di decostruzione del mito, sia esso sacro o profano, per renderlo più umano, tangibile. Il decostruire, lo smantellare serve proprio a questo: rendere una figura in carne e d’ossa, renderla simile a te, al tuo prossimo. Consapevole di attirarmi addosso proteste, scandali, ecc. Ma credimi Lorenzo, il rischio ne vale la pena.

 

 LS: Nella tua letteratura ricorre con una grande frequenza il tema della sessualità che viene descritto in maniera diretta, senza particolare formalismi, e con il quale spesso vai ad indagare quelli che potremmo definire dei casi-limite, delle espressioni di sessualità che possono essere viste dalla gente come forme di non-conformismo o addirittura di frivola perversione. Quanto pensi sia importante affrescare la componente sessuale dei protagonisti dei quali narri?

IL: Il sesso non è da considerarsi l’atto in sé (banale tra l’altro), ma deve essere considerato parte del linguaggio. La realtà alla fine non esiste è solo una somma di rappresentazioni e di interpretazioni. La vita di un uomo, di noi tutti è irrimediabilmente compromessa dal linguaggio e da tutte le sue componenti: è da lì che nasce l’incomprensione umana, il dolore ontologico.

Il sesso poi è fondamentale, perché è l’atto – ma direi la somma algebrica del linguaggio- in cui si aggiungano pezzi di significanti e non di significati. Nel sesso si comunica non portando a termine il discorso: ecco perché mi interessa particolarmente. In esso, essendo apologia del linguaggio, vi è tutta l’espressione umana del reale, dello stato di cose; a partire dalla ripetizione dell’amplesso che ci ricorda di come la vita essendo somma di presenti, di interpretazioni e la realtà percezione quindi teatralità del nulla, del vuoto, avviene il miracolo dell’esistenza.

I miei personaggi, che sono gli eroi di tutti i giorni, l’uomo non considerato, non possono essere estraniati da questa forma o pezzo di vita; solo così diventano reali.

  

LS: Recentemente hai lavorato ad un saggio che si compone di una tua lucida analisi sullo stato attuale della letteratura (soprattutto italiana) e di una seconda parte dove dai spazio ad alcuni autori (poeti, scrittori, critici) contemporanei tuoi amici ponendo loro domande inerenti al loro percorso letterario. Come mai l’esigenza di scrivere un saggio sulla letteratura, per te che comunemente non ti consideri un critico letterario?

IL: In primo luogo, per smania di sperimentare cose nuove. In secondo luogo, perché sentivo l’esigenza di mettere per iscritto una teoria nuova per una nuova letteratura. Credo alla fine che la letteratura vera, quella sperimentale, non commerciabile, non vendibile, in gran parte sommersa vada saputa, conosciuta, affrontata senza sé e senza ma. In Italia, ecco poi la decisione di svolgere la seconda parte del saggio a colleghi e amici che hanno a che fare con le lettere e simili, purtroppo questo sommerso fa da padrone. Noi autori del post-moderno dobbiamo occuparci del sommerso, altrimenti ci si allinea al sistema si vende molto, ci si fa la villa al mare, in montagna e chi si è visto si è visto. Io non la penso così: credo invece in una nuova letteratura di denuncia, di messa in scena sulla carta di una nuova mitologia. Di una letteratura che parla dei nostri simili e non di principi dagli occhi azzurri e principesse sul pisello. Ecco la decisione che mi ha portato a scrivere questo saggio.

  

LS: Oltre al mondo del sesso con tutte le sue implicazioni, nella tua scrittura si fa spesso ricorso a un linguaggio di carattere religioso con frequenti utilizzo di parole quale ‘eresia’, ‘condanna’, ‘miracolo’, ‘risorgere’, etc. Non è un caso che un tuo recente racconto porti il titolo di Iuri dei Miracoli (Photocity Edizioni, 2012). Come mai l’utilizzo di una semantica legata al cattolicesimo quando invece il messaggio che mandi non ha nulla a che vedere con la liturgia e il credo?

IL: Ma perché, come sosteneva Benedetto Croce, non possiamo definirci non cristiani. In un paese come l’Italia anche un ateo è cristiano. Per quanto riguarda me, io sento la necessità di confrontarmi quotidianamente con il mito, sia esso religioso o laico. C’entra in tutto questo sempre un discorso legato alla decostruzione, ad un rinnovamento dei nostri valori, del nostro vivere.

Tu mi hai citato Iuri dei Miracoli, ma io direi anche La Camicia di Sardanapalo, uscito lo scorso autunno e che è un manifesto della decostruzione per eccesso. Si tratta di una raccolta di racconti affollata di poveri cristi che debbono, per una questione di sopravvivenza, misurarsi tutti i giorni con un’idea sacra di esistenza.

Infine, credo che non si possa estraniarci dalla religione, dal credo. Essa è parte integrante di una cultura, del nostro linguaggio.

  

Copertina La camicia di SardanapaloLS: Uno dei generi ai quali ricorri con maggior frequenza è il racconto breve che, come sappiamo, in Italia non ha mai goduto di grande fama a differenza dei paesi anglo-sassoni. Che cosa ha secondo te il racconto di peculiare e di importante che lo rende un genere affine, ma al contempo distante e indipendente dal romanzo?

IL: Il racconto è il genere letterario che prediligo in quanto lo trovo perfetto in sé: sintesi, linguaggio, stilismo nel racconto c’è tutto. E poi il racconto lo si può leggere ovunque, senza rubare tanto tempo al quotidiano.

In secondo luogo, quello che mi affascina di questo genere è il fatto che in Europa esso sia rimasto ai margini rispetto al romanzo: e per me tutto ciò che è emarginazione piace. Mettiamola così: è un modo per dare dignità ad una forma non considerata.

In Italia poi abbiamo avuti grandi maestri del racconto da Sciascia a Buzzati, da Calvino a Comisso, sino a Testori, Bianciardi, Pavese. É una questione di pensare la letteratura in un certo modo, di viverla in una certa maniera.

 

 LS: Una delle prerogative dell’artista post-moderno (sia esso scrittore, pittore o cantante) è la consapevolezza della necessità di uscire dal proprio individualismo –tendenza che ha dominato per troppo tempo nella letteratura- per costruire invece progetti collaborativi, di coesione e di interdipendenza anche tra le varie arti. Secondo te l’artista che si rinchiude nella sua torre d’avorio, scrivendo i suoi testi per inviarli ai concorsi e parteciparvi quando viene premiato, rifiutando invece di collaborare a riviste, collettivi, gruppi, presentazioni condivise, forum o quant’altro, è un modo accettabile di “far letteratura” o non ha senso? Perché?

IL: Oggi non esiste più la voce dell’artista. Esistono voci. Oggi l’artista, sia esso cantante, scrittore, poeta, vive in relazione ai laboratori, ad un collettivo di colleghi: compie un gioco di squadra. Ecco perché fondai i PoetiKanten un anno fa, l’associazione che ho a Firenze e della quale sono presidente. Proprio per questo. Oggi un artista deve essere interventista, in senso pacifico del termine, deve sapersi confrontare con la realtà, non vivere in una torre d’avorio, prendere confidenza con il suo presente, il suo tempo, ma soprattutto parlare con il tangibile, il concreto.

  

LS: Da bibliofilo e amante della letteratura, potresti dirci quali sono i tuoi autori preferiti e che cosa apprezzi di ciascuno di essi?

IL: Ho risposto molteplici volte a questa domanda. In primis, Ferdinn Cèline, poi Joyce, i veri capisaldi della letteratura occidentale, poi di seguito moltissimo gli ispano-americani, certi spagnoli, moltissimo la letteratura femminile francese del novecento.

  

LS: Quali sono i prossimi progetti che ti vedranno impegnato?

IL: Vorrei tornare al romanzo. Ne sento proprio l’esigenza. Ho un nuovo soggetto in testa da sviluppare, ma ci vorrà qualche tempo. Poi ovviamente continuare con la poesia, genere che amo e che vivo come esigenza per sopravvivere. E poi dedicarmi alla mia associazione, cercando di portare la cultura tra la gente, nei luoghi desueti, abbattere certe barriere. Ma la battaglia è lunga e la sfida è assai ardua. Ce la faranno i nostri eroi?

 

 

02-02-2014

III Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” – il bando

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III Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”

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BANDO DI PARTECIPAZIONE

 

Con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale e dei Comuni di Brescia, Jesi (AN), Dronero (CN), Blog Letteratura e Cultura, la rivista di letteratura “Euterpe”, Deliri Progressivi e l’Associazione Culturale Poetikanten Onlus bandiscono la III edizione del Premio di Poesia “L’arte in versi” la cui partecipazione è articolata dal presente bando.

 

Il concorso è articolato in due sezioni, entrambe a tema libero:

a)        sezione A – poesia in lingua italiana

b)        sezione B – poesia in dialetto (accompagnata da relativa traduzione in italiano)

 

Le poesie presentate al concorso potranno essere edite o inedite, ma non dovranno aver ottenuto un riconoscimento in un precedente concorso letterario.

 

Ciascun autore potrà inviare un massimo di due poesie per ciascuna sezione e ognuna non dovrà superare il limite dei 30 versi.

 

Quale tassa di partecipazione è richiesto il pagamento di 5€ per ciascuna poesia presentata. Il pagamento dovrà avvenire con una delle modalità descritte al punto 8 del bando.

 

Per la corretta partecipazione, il poeta deve inviare entro e non oltre la data di scadenza fissata al 15 maggio 2014 all’indirizzo internet arteinversi@gmail.com  le poesie con le quali intende concorrere in formato Word o Pdf, il modulo di partecipazione compilato e la ricevuta del pagamento.

 

Nel modulo di partecipazione il concorrente attesterà che le poesie presentate sono di sua esclusiva paternità, assumendosi la responsabilità nel caso indichi il falso.

 

Il pagamento potrà avvenire con una delle seguenti modalità:

Bollettino postale:  CC n° 001014268401

intestato a IURI LOMBARDI – causale III Premio di Poesia “L’arte in versi”

Bonifico bancario:  IBAN: IT33A0760102800001014268401

intestato a IURI LOMBARDI – causale III Premio di Poesia “L’arte in versi”

Postepay:  n° 4023600646839045

intestato a IURI LOMBARDI – causale III Premio di Poesia “L’arte in versi”

La ricevuta del pagamento dovrà essere inviata insieme alle poesie e al modulo di partecipazione.

 

Non verranno accettate opere che presentino elementi razzisti, denigratori, pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione di ciascun tipo.

 

La Commissione di giuria è composta da poeti, scrittori, critici ed esponenti del panorama culturale e letterario:

Annamaria Pecoraro, poetessa, scrittrice, Direttrice di Deliri Progressivi

Emanuele Marcuccio, poeta, aforista, curatore editoriale

Giorgia Catalano, poetessa, scrittrice e speaker Radio

Ilaria Celestini, poetessa e scrittrice

Iuri Lombardi, poeta e scrittore, presidente dell’Ass. Poetikanten Onlus

Lorenzo Spurio, scrittore, critico letterario, Direttore Rivista di letteratura Euterpe

Luciano Somma, poeta, autore di canzoni e critico d’arte

Martino Ciano, scrittore e giornalista-pubblicista

Marzia Carocci, poetessa, critico-recensionista ed editor

Michela Zanarella, poetessa, scrittrice e giornalista

Monica Pasero, poetessa, scrittrice e recensionista

Salvuccio Barravecchia, poeta e scrittore

 

Verranno premiati i primi tre poeti vincitori per ciascuna sezione. Il Premio consisterà in:

Primo premio: targa o coppa, diploma con motivazione della giuria e 150€

Secondo premio: targa o coppa, diploma con motivazione della giuria e 100€

Terzo premio: targa o coppa, diploma con motivazione della giuria e libri.

La Giuria inoltre procederà a nominare dei selezionati e dei menzionati speciali per la buona qualità delle loro opere ed ulteriori premi potranno essere attribuiti a discrezione del giudizio della Giuria.

 

I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione per ritirare il premio. In caso di impossibilità, la targa/coppa e il diploma potranno essere spediti a casa dietro pagamento delle spese di spedizione, mentre i premi in denaro non verranno consegnati e saranno incamerati dagli enti organizzatori per future edizioni del Premio.

 

Tutti i testi dei vincitori, dei selezionati e dei menzionati a vario titolo saranno pubblicati nel volume antologico che sarà dotato di regolare codice ISBN e che sarà presentato nel corso della premiazione.

 

La cerimonia di premiazione si terrà a Firenze in un fine settimana di Novembre 2014. A tutti i partecipanti verranno fornite con ampio preavviso tutte le indicazioni circa la premiazione.

 

Il Premio di Poesia “L’arte in versi” da sempre sensibile alle tematiche sociali devolverà parte dei proventi derivanti dalla vendita delle antologie all’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM). A tutti i partecipanti che avranno acquistato l’opera antologica sarà data testimonianza sulla donazione effettuata.

 

La partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutti gli articoli che compongono il bando.

 

Lorenzo Spurio                                                        Marzia Carocci

Presidente del Premio                                                 Presidente di Giuria

 

Segreteria del III Premio “L’arte in versi”

 arteinversi@live.com  – www.blogletteratura.com

Pagina FB del Premio: https://www.facebook.com/arteinversi

 

 

 

Scheda di Partecipazione al Concorso

 

La presente scheda compilata è requisito fondamentale per la partecipazione al concorso. Alla scheda va, inoltre, allegata l’attestazione del pagamento della relativa tassa di lettura e il tutto va inviato a arteinversi@gmail.com entro e non oltre il 15-05-2014.

 

Nome/Cognome __________________________________________________________________

Nato/a _________________________________________ il ______________________________

Residente in via __________________________________Città____________________________

Cap ________________________ Provincia ______________________Stato_________________

Tel. ________________________________Cell.________________________________________

E-mail _______________________________Sito internet: ________________________________

Partecipo alla sezione:

□ A –Poesia in lingua italiana                     □ B – Poesia in dialetto

con il/i testo/i dal titolo/i____________________________________________________________

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Firma_____________________________________ Data _________________________________

 

 

 

□ Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) e solo relativamente allo scopo del Concorso in oggetto.

 

 

□ Dichiaro che il/i testi che presento è/sono frutto del mio ingegno e che ne detengo i diritti a ogni titolo.

 

 

 

 

Firma_____________________________________ Data _________________________________

De Luca e il calore del tuo sorriso: il coraggio della purezza. Iuri Lombardi su Alessio De Luca

De Luca e il calore del tuo sorriso: il coraggio della purezza

Il messaggero delle emozioni

                                 

 Il calore del tuo sorriso
Talos Edizioni, 2013
Recensione di IURI LOMBARDI

 

downloadIl calore del tuo sorriso di Alessio De Luca non è un libro banale, come se ne trovano tanti a giro di questi tempi, è invece un’opera intelligente, ben fatta, che inchioda da subito il lettore a cominciare dall’incipit. E non avevo dubbi, conoscendo bene Alessio, avendo condiviso con lui tanto, del romanzo edito da Talos edizioni.

Allora, visto che non sono un critico, ma uno scrittore, come iniziare? Non è semplice, cercando di dare un giudizio oggettivo, parlare dell’opera di Alessio (consentitemi di poterlo chiamare per nome), perché lui stesso, se pur giovane e lontano dal mondo della letteratura, è un artista di straordinaria semplicità e complessità allo stesso tempo. Anzitutto dovremmo iniziare ad affermare che Alessio è un cantautore e la lezione cantautoriale, se pur apparentemente ma anche nella sostanza dei fatti,si fa sentire anche quando, vuoi per scherzo o per diletto, vuoi per esigenza di comunicazione, si cala nei panni di romanziere. E lo fa con maestria, portandosi dietro della attività di cantautore tutto un bagaglio epico, da intendersi come narrativo, che esprime architettando una storia ben intrecciata e con uno stile diretto e nell’eccezione più alta del termine popolare. Sì, Alessio può essere, ha tutte le carte in regola, da buon cantautore (figura a lui cara) popolare: nel senso che è un affabulatore di storie e tematiche alte, delicate, complesse (come quelle narrate nel suo romanzo), raccontate con semplicità e con stile e questo è tipico dei cantautori (i poeti per eccellenza del puro sentire).  Vale a dire, saper affrontare tematiche complesse con una voce leggera, non pesante, priva di retorica, fresca, seduttrice, lontana dalla lingua del romanziere letterato (che il più delle volte corre il rischio di essere autoreferenziale e di non arrivare alla gente). Tutto questo a cominciare – mi si voglia perdonare se ometto la trama del libro- dai dialoghi che emergono dalla narrazione della storia. Dialoghi diretti ben costruiti, così simili al reale e talvolta – visto che il romanzo parla di giovani- calati nell’identità psicologica dei protagonisti, così veri che non sanno del tipico artefizio del mentire romanzato ( “i poeti che strane creature/ogni volta che parlano è una truffa”[1]). Alessio non dissimula, non mente come fa di norma il poeta con la materia che tratta, e il suo non mentire (chi lo conosce come uomo sa quello che dico), la sua estrema verità e sensibilità espressiva non solo è tipica del cantautore, di chi è costretto a misurarsi con una scrittura simile alla poesia ma dissimile al contempo, ma di lui persona. Ma non voglio scendere in questi particolari e per due motivi: il primo perché  appartengono al mio modo di vivermelo da amico e di sentirlo, in secondo perché in questa sede è giusto e meritevole parlare dell’artista e della sua opera. Artista poliedrico, affascinato dalle arti tutte, non di meno dal cinema, la cui lezione, come nel caso della canzone, subentra con prepotenza facendo di Alessio un narratore per immagini. Anche in questo caso con ottimi risultati. Le pagine che compongono il calore del tuo sorriso sono infatti non solo narrative ma cinematografiche. Scelta stilistica che si nota da subito, a partire dalla suddivisione in parti (in tutto tre) della storia, come fossero tempi filmici. In queste tre tempi, in cui la storia narrata è l’affresco dell’umanità più vera, De Luca, raccontando in terza persona, riesce a calarsi e a scegliere un punto di vista di come lui stesso vede e affronta la vita, attraverso un personaggio del romanzo  senza avere la pesantezza della oggettivazione, tipica dei romanzieri post-moderni. In questo caso, lo fa con Gabriel, il vero eroe positivo e carico di valori umani e civili, in cui Alessio parla di sé in modo schietto e onesto. E questo (la scelta di un punto di vista espressa  tramite una drammatis personae dell’opera) è tipicamente cinematografico. Il personaggio di Gabriel è infatti per certi versi controverso, ma con l’esuberanza giovanile, tanto da accogliere sulle proprie spalle colpe che non gli appartengono, che sono di altri, tirando le fila del compimento di un destino particolare. In lui, leggendo il libro, cioè in Gabriel ho potuto riconoscere a pieno il mio amico Alessio, il suo modo di essere vero, di saper leggere l’umanità senza disprezzo godardiano[2] (tipico di coloro che sono sopraffatti dalla noia e da un mostruoso ego). Lontano da intrecci nefasti, malsani. Anche in questa occasione, l’occhio puro del cantautore e dello appassionato di cinema esce allo scoperto attraverso un uso della lingua semplice e diretto, ma mai banale. Lingua e stile che ricordano echi di un lessico da romanzo noir e infatti la storia è anche un giallo, per certi aspetti. Espliciti in particolare in certi passaggi verbali e narrativi che se da una parte mantengono l’integrità identitaria dell’epico in musica e del cinefilo, dall’altra vanno ad aprire orizzonti meta-testuali, come nel caso in cui Alessio si cimenta in frammenti radiofonici e di cronaca per giustificare quanto racconta. Infine, del cinema ma anche del teatro ci si ricorda in quanto la storia consta di un prologo e di un epilogo, vale a dire di un prima e un dopo, di un a.s e di un p.s, in cui alla ribalta viene presentata Kia la protagonista, la povera ragazza vittima di un sistema inumano e criminale che la rende umile e indifesa. Ma ancora da dire c’è molto, soprattutto nel caso di Kia, in cui Alessio (che ha una cultura scientifica legata alla biotecnologia) descrive i fatti in cui dietro si nota questo bagaglio paramedico, o giù di lì, al punto in cui la narrazione diventa un ibrido riuscito (ecco l’altro punto di forza) in equilibrio tra la realtà e la finzione. E non solo dal punto di vista scenografico, vale a dire di ambientazione, ma per quanto concerne i tempi (e leggendo capirete) che sono i tempi visto da un medico o da una figura simile; tempi che diventano non più ontologici ma biologici. Tempo di un tempo tangibile, oggettivo. Un punto di forza che ha echi lontani ma credibili da ricordarmi la figura di Giovanni Rasori[3], il medico che dette avvio al dibattito letterario attorno al conciliatore[4] nei primi anni dell’ottocento, in cui il Rasori proponeva una letteratura realista nel senso più tangibile del termine. Oltre ad essere una delle figure più interessanti del nostro romanticismo. Figura che seppe intersecare le due discipline – medicina e letteratura- con grande merito stilistico e di contenuto. Con grande eleganza poetica, tanto da proporre al panorama italiano le poesia di Schiller da lui tradotte con tecnicismi di non poco conto.  Per cui Alessio mi ricorda molto questa figura – che lascio al lettore approfondire qualora voglia farlo- e l’accostamento non lo vedo assolutamente fuori luogo. Come Giovanni (nome evocativo per eccellenza), Alessio partecipa con attenzione e grazia emotiva agli eventi storici, si batte per la giustizia, per le cose vere lasciandoci a noi lettori delle sue pagine un messaggio di umanità ed eleganza, di misurata indignazione verso i pregiudizi e le cattiverie (e il caso di dire da Ghibellin fuggiasco).

Accanto al ricordo Rasoriano del il calore del tuo sorriso, in questo affresco di grande umanità, nella figura di Jessica è facile riscontrare il Cesare Pavese del Il compagno, romanzo degli anni quaranta dello scrittore piemontese, con il quale sembrano esserci delle forti similitudini tematiche. Parallelismi di ambientazione a tratti ricordanti il Giovanni Testori di una certa Milano noir, dall’altra un Emilio Tadini ultimo, nello specifico riguardo al romanzo eccetera.

Insomma, si tratta sicuramente, e lo affermo senza ombra di retorica, di un romanzo profondo e universale nel senso che tocca le corde della sensibilità comune, nel quale emerge la figura di Alessio De Luca nella sua parte migliore, in cui affiora tutta la sua sensibilità di cantautore e scrittore, di uomo e amico, di artista e di cittadino del mondo,  dotato di estrema sensibilità e senso civico.  Un senso civico maturo lanciato tramite un messaggio emozionante e sincero, degno di una partecipazione da parte del lettore altrettanto sincera ed autentica che fa dell’autore del il calore del tuo sorriso: un messaggero delle emozioni.

 

                                                                             Iuri Lombardi


[1]     F. De Gregori, Le storie di ieri, in De André, Vol VIII, Ricordi, 1975

[2]     G.L.Godard, il disprezzo

[3]     G. Rasori, medico e scrittore (Parma 1766- Milano 1837)

[4]     Il Conciliatore, giornale dei romantici italiani, edito dal 1816 al 1819.

Verbale di Giuria del II Concorso Letterario “Segreti di Pulcinella”

1

2° Concorso Letterario “Segreti di Pulcinella”

VERBALE DI GIURIA

 

 

Le Giurie della II edizione del Concorso Letterario Nazionale “Segreti di Pulcinella” così composte:

POESIA: Anna Laura Cittadino, Susanna Polimanti, Lorenzo Spurio, Sandra Carresi, Massimo Acciai, Iuri Lombardi, Ilaria Celestini, Rossana D’Angelo.

RACCONTO: Alessio De Luca, Luigi Pio Carmina, Lorenzo Spurio, Sandra Carresi, Susanna Polimanti, Charlotte Migliolo e Luisa Bolleri.

 

ANNUNCIANO

L’esito del Concorso organizzato dalla rivista “Segreti di Pulcinella” in collaborazione con l’Ass. Culturale Poetikanten.

 

 

Sezione 1 – Poesia

 

Vincitori:

1° premio – VALENTINA MELONI con “Il mio Kintsugi”

2° premio –  ANGELO CANINO con “A vecchia”

3° premio– EMANUELE INSINNA con “Il sorriso dei vecchi”

 

 

Segnalati:

ALFREDO GIGLIO con “Gabbiani”

ANGELO CANINO con “A cchilli tiampi”

ANNA BARZAGHI con “Fotografie”

ANNA BARZAGHI con “I graffi del tempo”

CIRO IMPERATO con “A mio padre morente”

FRANCO CALZOLARI con “Rimembranze”

LENIO VALLATI con “I vecchi”

MIRIANA DI PAOLA con “Luci sul molo”

RICCARDO MANZINI con “Lu viziu de la memoria”

RICCARDO MANZINI con “Un sacco de risate”

RICCARDO VECELLIO SEGATE con “Bambini soldato”

RICCARDO VECELLIO SEGATE con “Estratti di follia”

RITA CHINOTTI con “Piaceri stanchi”

ROSARIA MINOSA con “Il vecchio”

STEFANIA PARON con “Una zingara mi disse”

VALENTINA MELONI con “Sul limitare dell’estate”

Sezione 2 –  Racconto breve

  

Vincitori:

1° premio – ALESSIA MICHELON con “La crisalide spezzata”

2° premio – GIGLIOLA FRANCESCHI con “Un giorno a Reggio”

3° premio ex-aequo – NICOLINA ROS con “Scarpe rosse, tacco 15”

3° premio ex-aequo – FRANCESCA LAPPEZZATA con “Aspettando un segnale per iniziare a vivere”

 

 

Segnalati:

MARCO CANELLA con “La luce nei suoi occhi”

VALENTINA MELONI con “Prince, il cavallo che ride”

LUIGINO VADOR con “La prima meta”

ALFREDO GIGLIO con “Il riccio”

RENZO MALTONI con “La cabina del telefono”

LAURA MORAZZINI con “Cara amica”

MARIA TERESA BUCCIERI con “Dialogando con Platone”

TIZIANO CONSANI con “Cioccolatini e caramelle”

RICCARDO MANZINI con “Il 7 dicembre, il giorno prima dell’immacolata”

 

  

Premi

Come indicato dal bando di concorso al punto 11, “I premi consisteranno in targhe di metallo per i primi tre vincitori di ciascuna delle due sezioni. I primi vincitori assoluti delle due sezioni riceveranno, inoltre, 100€ e una copia gratuita dell’antologia del premio. Per i segnalati e altri partecipanti che otterranno delle menzioni si consegnerà un diploma e un libro”.

L’antologia conterrà la pubblicazione di tutti gli autori vincitori e segnalati.

Per i vincitori il testo sarà corredato da un commento critico della giuria e una loro nota bio-bibliografica.

La cerimonia di premiazione si terrà a Firenze al Casa-Museo di Dante in Via S. Margherita 1 sabato 5 aprile 2014 a partire dalle ore 17:00.

Evento FB della Premiazione

Si ricorda che tutti i vincitori e i segnalati sono chiamati a partecipare alla premiazione; qualora ciò non sarà possibile i premi (le targhe per i vincitori, i diplomi per i vincitori e i segnalati) potranno essere spediti a casa dietro pagamento dell’interessato delle relative spese di spedizione.

I premi in denaro, invece, dovranno essere ritirati personalmente il giorno della Premiazione, pena il decadimento.

A questa comunicazione ne seguirà un’altra con la locandina dell’evento.

Per coloro che intendono prenotare l’antologia del premio o acquistarla (prima copia 10€, a partire dalla seconda 9€), possono farlo inviando una mail a lorenzo.spurio@alice.it (indicando nell’oggetto “Antologia SDP”) e potranno poi ritirarla direttamente il giorno della premiazione.

 

 Lorenzo Spurio                                                                                          Marzia Carocci

Presidente del Premio                                                                            Presidente di Giuria

 

 Firenze, 21 gennaio 2014

 

  

Info:

www.segretidipulcinella.it    –    www.poetikanten.it

“Disagio & Letteratura” il 15 febbraio a Firenze con una conferenza, un reading e un incontro con gli esperti dei DCA

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Disagio e Letteratura

 

Scuola Eurocentres

Palazzo Guadagni – Piazza S. Spirito 9 – FIRENZE –

 15 febbraio 2014

 

Programma 

Ore 16:00 – Conferenza di Letteratura

vedi programma sotto

 Ore 17:15 – Pausa Caffè

 Ore 17:30 – Reading poetico (I parte)

Ore 18:30 – I Disturbi dei comportamenti alimentari (DCA):  parlano gli esperti

Dr. Lorenzo Franchi

Dr.ssa Barbara Mezzani

Dr.ssa Stefania Pallini

Ore 19:00 – Reading poetico (II parte)

Ore 19:40 – Chiusura dei lavori

Allegato 1 - Programma dell evento-page-002

Il reading poetico “Disagio psichico e sociale” a Febbraio approda a Firenze

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sabato 15 febbraio 2014

Reading poetico “Disagio psichico e sociale” a FIRENZE

 

 

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

 

Il reading poetico “Disagio psichico e sociale” organizzato dall’Associazione Culturale TraccePerLaMeta e dalla rivista di letteratura Euterpe, con la collaborazione di Deliri Progressivi e con il Patrocinio del Comune di Firenze e della Provincia di Firenze, dopo le date di Palermo e di San Benedetto del Tronto (AP) è giunto al suo terzo appuntamento.

 

Il reading è stato inserito all’interno della programmazione dell’evento dal titolo “Disagio e Letteratura” che si comporrà di una conferenza di letteratura e di interventi medici sui disturbi alimentari (il cui programma integrale verrà diffuso presto) e che si svolgerà a FIRENZE il 15 Febbraio 2014 a partire dalle ore 16:00 in una location del centro che sarà prontamente comunicata.

(Il reading è previsto alle 17:30 ca.)

 

Ogni partecipante potrà leggere un massimo di 2 liriche che dovranno:

– essere di completa produzione dell’autore;

– non superare i 30 versi ciascuna;

– attenersi nelle linee generali al tema del disagio proposto.

 

Le poesie, corredate dei propri dati personali (nome, cognome, mail, tel.), dovranno essere inviate in formato digitale in Word entro e non oltre il 1° gennaio 2014 ad entrambi gli indirizzi mail:  lorenzo.spurio@alice.it   e  dulcinea_981@yahoo.it   specificando nell’oggetto “Reading disagio”.

 

E’ richiesto ai poeti di incollare sotto le poesie che presenteranno le seguenti attestazioni:

  1. 1.       Attesto che la poesia che presento al reading è frutto del mio ingegno, ne dichiaro la paternità e l’autenticità.
  2. 2.       Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/2003 e successive modifiche e acconsento alla pubblicazione di questo testo nell’opera antologica, senza avere nulla a pretendere né ora né mai.

 

Gli organizzatori si premureranno di raccogliere tutte le liriche pervenute in un volume antologico dove pure troveranno posto gli atti della conferenza “Letteratura e disagio” e gli interventi medici sui disturbi alimentari del quale verranno fornite tutte le indicazioni ai partecipanti.

Detto volume, il cui acquisto non è obbligatorio ma resterà come testimonianza per tutti i partecipanti del lavoro svolto, sarà disponibile alla vendita il giorno dell’evento al costo di 12€ (prima copia) e 10€ (copie successive).

Gli autori delle poesie inviate dovranno presentarsi il giorno del reading, pena l’eliminazione delle poesie in scaletta per la lettura. Non saranno accettate deleghe per la lettura in sede del reading, né letture a distanza tramite sistemi di videoconferenza.

 

 

Per info: 

Lorenzo Spurio – Direttore Rivista Euterpe – lorenzo.spurio@alice.it

Annamaria Pecoraro – Direttrice Deliri Progressivi – dulcinea_981@yahoo.it

Evento Facebook

 

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