“L’orecchio delle dèe” di Giorgia Spurio, recensione di Lorenzo Spurio

Giorgia Spurio, L’orecchio delle dèe, Macabor, Francavilla M.ma, 2017.

Recensione di Lorenzo Spurio 

spurio.jpgCompiendo una sintesi del nuovo libro di Giorgia Spurio potremmo parlare di “miti d’acqua”. Il lettore si appresta, infatti, a leggere poesie nelle quali fanno capolino di continuo divinità dell’Antica Grecia che s’identificano, quale locus primigenio e caratterizzante, proprio nell’acqua, vale a dire nel mare. Si tratta di oceanine, ninfe, di Poseidone, Medusa e tante altre ancora che l’autrice inserisce nei righi delle sue liriche con una doppia intenzione. Da una parte richiama la classicità e dunque i relativi miti, le narrazioni che Ovidio ci riporta per mezzo delle Metamorfosi, di queste entità dalle doti soprannaturali che, poste in condizioni di pericolo, condanna o di morte, adottano o gli viene imposta l’adozione di una forma diversa. Si tratta, dunque, del tema del cambiamento particolarmente caro alla letteratura di ogni tempo, compresa la tradizione religiosa e biblica che fornisce numerosi esempi, spesso in chiave morale, di caratteri che sono portatori di verità, messaggi e forme di salvezza. Per permettere di situare bene i riferimenti alle divinità classiche Giorgia Spurio ha dedicato una parte di appendice del volume per raccontare, in forma sintetica, le vicende principali di questi personaggi e i loro destini. Apparato che risulta particolarmente utile per chi non ha fatto studi umanistici di un certo tipo o per chi non li ha molto freschi. L’altra intenzione dell’autrice con l’utilizzo di questa simbologia mitologica è finalizzata all’attualizzazione di forme di violenza e di sperequazione sociale che pullulano nella nostra realtà. Vale a dire gli attributi, le vicende caratteristiche, le sorti o le peculiarità di queste divinità (la pietrificazione data dal guardare Medusa, il sacrificio di Andromeda, la voracità di Cariddi,…) divengono significative e rilevanti nella descrizione di tipi caratteriali, di forme sociali, di complessi attitudinali e sistemi d’approccio nel mondo di oggi.

Il libro non è un innalzamento dell’età classica, piuttosto un sapiente e riuscito sistema di rimando continuo tra l’antichità leggendaria della narrazione mitologica e il mondo concreto della quotidianità. Si instaura una sorta di confronto, che non è un parallelismo, ma che ha più la forma di un raffronto dotto e mirato tra mito e realtà, tra antichità e contemporaneità, tra tragicità (il mito è spesso tragico) e crudeltà (figlia del male d’oggi). Unico denominatore comune sono le ambientazioni che sono quelle marine, dove si compiono condanne, premonizioni, spergiuri, lotte e metamorfosi forzate che in altri termini sono attualizzate al mare nostrum fucina di vittime di migranti che anelano alla libertà e al diritto alla speranza. Il Mediterraneo diviene acqua dei numi tutelari ma anche mezzo di congiunzione tra sponde spaventosamente distanti, disgiunte da recessi profondi e perigliosi.

Giorgia Spurio, com’era avvenuto per le sue precedenti raccolte poetiche, sempre mosse da intenzioni di denuncia sociale e motivate da sdegno e riprovazione verso le politiche comunitarie (Quando l’Est mi rubò gli occhi del 2012, Dove bussa il mare del 2013 e Le ninne nanne degli Šar del 2015) torna con questa raccolta ad occuparsi, in chiave forse più ricercata, delle gravose  situazioni del mondo dove dominano la sventura e la caduta, la disperazione e il tomento, la lotta e l’odio, nonché il male nella forma della morte violenta. L’attenzione è rivolta in primis all’universo infantile. Da convinta ed orgogliosa insegnante nella scuola, l’autrice è particolarmente attaccata e coinvolta a tutto ciò che ha a che vedere con i bisogni e le problematiche dei meno grandi. Con premura e amore filiale la Nostra sente dentro di sé montare la rabbia per gli accadimenti infausti che più recentemente hanno campeggiato sulle pagine della cronaca internazionale: l’annosa questione dei barconi fagocitati nel Mediterraneo (di cui percepiamo indirettamente anche un richiamo alla disattenzione pubblica e al pervasivo menefreghismo dell’Europa che tanto discute e poco agisce); Giorgia ci parla di “fantasmi imprigionati/ nei relitti affondati” (23).

La poetessa allude ai bombardamenti in Siria con particolare attenzione all’attacco aereo a Manbij con un vasto numero di morti civili, tra cui bambini. La sofferenza per le morti degli infanti viene trasmessa per mezzo delle urla delle madri, che intuiamo essere sgraziate e senza fine. Un dolore titanico che spezza famiglie, annulla il ciclo della vita, stronca ciascuna speranza: “ha solo un aspetto, il potere:/ che ha l’odore di una lacrima” (37). Si parla di bambini morti e di donne che cessano di colpo di essere madri, ma anche di orfani, di bambini che, come nella più atroce fiaba, perdono il calore e la sicurezza dei genitori dovendo affrontare, soli, tutte le battaglie che la vita gli porrà innanzi.

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La poetessa ascolana Giorgia Spurio durante una premiazione di un concorso letterario nel quale è risultata vincitrice.

Nonostante la trattazione di simili tematiche, sebbene non vengano mai sviscerate in maniera palese, il linguaggio adoperato non è mai acuminato e graffiante, tendente a svelare un mondo in disfacimento dove l’aguzzino è sempre pronto a sottomettere la sua vittima. Giorgia Spurio utilizza un verso tendenzialmente breve e piano, pulito e chiaro, con una predilezione verso le immagini nitidi e rivelatrici delle azioni umane, avendo compiuto la saggia scelta di non insozzare di sangue e metallo il candore di versi che hanno il richiamo del mito. Non ci si pone – neppure lontanamente, né con intenti polemici – la questione del motivo del male, delle ragioni della violenza né c’è intenzione di localizzare, in maniera più o meno chiara, i fautori delle sciagure. L’orecchio delle dèe esprime il punto di vista di Giorgia Spurio, indagatrice attenta delle indicibili sofferenze umane in un’età in cui gli accadimenti più spregevoli e luttuosi non risparmiano neppure i bambini. Risulta doveroso ricordare allora anche il recente bombardamento con armi chimiche (fosforo bianco) avvenuto in Siria, nella provincia di Idlib, ad aprile di quest’anno, che ha portato alla morte per inalazione di sostanze altamente tossiche di decine di ragazzi.

La tradizione popolare ci ha consegnato le favole quali narrazioni di intrattenimento non fine a se stesso, ma spesso volto a enucleare un intendimento morale, studiato poi anche in termini pedagogici. Pur avendo molti elementi che rendono questi testi adatti per i giovanissimi (la presenza spesso di animali parlanti, la centralità di un personaggio che si batte per la giustizia inseguendo le leggi del suo cuore, le finalità ludiche e morali) essi non mancano di essere assai violenti. Si pensi, solo per fare alcuni esempi, all’abbandono di Pollicino e dei suoi fratelli ad opera dei genitori che, a causa di problemi economici, decidono di lasciarli in balia di sé stessi nel bosco similmente a quanto avviene ad Hansel e Gretel; la perfidia delle due sorellastre verso la sventurata Cenerentola e  la Sirenetta che, per amare il suo uomo, acquista una pozione con la quale la sua pinna si trasforma in gambe umane, ma in cambio le viene tolto il canto con il taglio della lingua.

Ecco allora che nella poesia “La Balena Bianca di nessun romanzo” Giorgia Spurio ci fornisce una risposta dinanzi all’impiego di questo genere che, come riassunto, ha i sui pro e contro, mettendoci al corrente del rifiuto del finale della narrazione: “Ogni notte le madri rimboccavano le coperte/ ai figli, piccoli, senza raccontare la fine/ di quelle leggende/ mai che la morte potesse toccare i loro visi/ Mai” (27-28). Dinanzi a una società che si è omologata al male e che non è neppure in grado di preservare le nuove generazioni è meglio impiegare la più semplice mistificazione: non è possibile narrare di morte in un mondo dove essa è già all’ordine del giorno. La cronaca che si sostituisce alla favola. Il mondo spensierato e ludico che viene sopraffatto dalla nefandezza delle azioni umane che hanno amplificazione dappertutto.

C’è un’ultima importante sezione nel libro che ha il titolo di “Resurrezioni” e che vuole permettere un respiro diverso, fomentare una possibilità di redenzione e di ravvedimento da parte dell’uomo che possa redimerlo e condurlo a una dimensione di quiete sociale. Non si tratta, a mio avviso, di un comparto scontato o forzato, questo, piuttosto, necessario se davvero è nostra intenzione accettare l’idea che al male possa opporsi il bene, evitando la facile rassegnazione o, ancor peggio, la mera indifferenza. Ecco allora che quel processo mimetico e metamorfico che Giorgia aveva impiegato con riferimento alle divinità dell’antica Grecia e alle loro non felici storie ritorna qui, nelle poesie più marcatamente pregne di vita reale, di disagio sociale, di impellente trattazione. La poesia “Boccioli” canta l’avanzata di una primavera solidale e allargata, il rifiorire del buono come pure la giusta preservazione dell’istituto dell’infanzia. Questa poesia ha il tono di un testo tra il liturgico e il salmodico, l’idea di un mondo di pace non ha la forma illusoria di un’ipotetica utopia ma della saggia convinzione, di un rinnovamento salvifico pronosticabile e raggiungibile. Da un mondo di polvere ed urla, di case abbattute e dove la luna, unica regina del cielo ha deciso di rimettere il suo diadema regale e caracollare a terra come tutti gli uomini, Giorgia Spurio traccia il presagio del bene: i bambini ritorneranno ad abbracciare le proprie madri, i demoni diventeranno angeli, la luce riaffiorerà ed anche la luna, dimentica del suo passato inglorioso e della sua abdicazione, tornerà indomita e lucente a regnare nei cieli in ogni angolo del pianeta.

Lorenzo Spurio

Jesi, 23-04-2017

“L’orecchio delle dèe”: la nuova silloge poetica dell’ascolana Giorgia Spurio


spurioÈ uscito il libro di poesie della poetessa marchigiana Giorgia Spurio,L’orecchio delle dèe (Macabor Editore, 2017), con prefazione di Emilia Sirangelo. 

“L’orecchio delle dèe” – ha dichiarato l’autrice a proposito del suo libro – è nato dall’esigenza di dare voce alle problematiche del nostro tempo attraverso simboli e figure mitologiche che l’antichità ci presta. La silloge si trasforma in un diario che raccoglie confidenze e silenzi. Se esistesse un Olimpo chiederemmo alle dèe di ascoltarci, mentre tali divinità nella poesia non sono che personificazioni di paure, disgrazie, preghiere.  Si vuol parlare della difficile situazione che vivono ogni giorno le donne, soprattutto le madri in particolare in alcune zone del mondo. Altrettanto difficile è la sorte dei bambini. Con i versi ho voluto esprimere il dolore e la speranza di chi trova il coraggio di fuggire da guerra e fame intraprendendo il duro viaggio della traversata del Mediterraneo, ma anche il coraggio di chi ogni giorno intraprende l’ardua traversata che è la Vita.”

C’è, quindi, nella poesia della Spurio non solo il rifiuto palese di voltare la testa dall’altra parte ma anche una innata capacità di sentire il dolore di una parte di mondo devastata dalla crudeltà delle guerre e dalla povertà:

“E le madri ridono./ E le madri piangono./ E ci sono madri che né ridono/né piangono/ per quel bambino senza nome, /senza giorno, senza età,/ per quel bambino che è/

senza profumo,/ quell’odore di latte che manca/ – l’assenza di una nuvola in un temporale d’estate – /quell’odore che si stringe e si contorce,/ ha solo un aspetto, il potere/ che ha l’odore di una lacrima.”

“Le ninne nanne degli Šar” di Giorgia Spurio: presentazione il 17 settembre

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COMUNICATO STAMPA

Giorgia Spurio, giovane scrittrice ascolana pluripremiata e con vari libri di poesia pubblicati, continua i suoi incontri con i lettori e con gli amanti della scrittura e della poesia. Sabato 17 settembre ore 18, il suo nuovo libro “Le ninne nanne degli Šar” farà tappa al Centro Commerciale Città delle Stelle (presso lo spazio adibito, spazio Fuoriluogo) a Castel di Lama (AP), in collaborazione con la libreria Mondadori.
A moderare l’incontro saranno Maria Grazia Isolini e Matteo Giorgi.
Un incontro immerso nella magia del verso e di un viaggio, quello del bambino protagonista che con la sua famiglia dovrà lasciare la Macedonia per arrivare in Italia.
Il libro, definito “romanzo di formazione in versi”, sarà un viaggio per piccoli e grandi. Sarà un viaggio “reale” con dettagli geografici dai monti Šar, al confine tra Kosovo e Macedonia, fino alle coste d’Italia. Sarà un viaggio interiore, ricco di dettagli pedagogici.
Un viaggio che solo i libri riescono realmente a creare.”

Giorgia Spurio presenta “Le ninne nanne degli Šar” ad Ascoli Piceno

Domenica 14 febbraio ore 17.30

Libreria Rinascita

Piazza Roma,  7 – Ascoli Piceno

Presentazione del libro di poesie

“Le ninne nanne degli Šar”

di GIORGIA SPURIO 

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Link evento FB: https://www.facebook.com/events/167844816912810/

Presenteranno l’autrice Roberta Carboni e Giuseppina Petrelli dell’Associazione In-Soliti Sentieri.

Le ninne nanne degli Šar ha vinto la XX° edizione del Premio Letterario Editoriale L’Incontro della casa editrice Golden Press, sez. B, con la seguente motivazione:
“La raccolta ha il valore di un romanzo di formazione in versi. Gli occhi di un bambino rom percorrono, con cadenzamenti musicali di pregevole fattura e la robustezza di agili ballate, territori e dimensioni, nostalgie e scoperte, appartenenza e dispersione. Il richiamo agli orizzonti originari è mescolato alla valenza magica che traspare da tutti i nuovi orizzonti presenti e futuri, come nella percezione precisa di una vita intrinseca delle cose, che sa trasparire dai monti e dagli oggetti tutti, dai volti e dai movimenti delle persone, in un caleidoscopio di leggende, di fiabe e di culture.”

Un estratto del libro:

” Pensavo agli Šar,
lungo il percorso delle acque,
chissà se si sono accorti che non ci sono più.

Pensavo ai castelli di sabbia e roccia,
e alle stelle che lì cadono,
alle lucciole che prendevo tra le mani.

– Ora le fate a chi racconteranno le loro ninne nanne? –

È nuova la casa,
c’è un’altra lingua che parla,
un dialetto che si lega alle cipree…”

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Gli aperitivi letterari al Caffè Meletti di Ascoli Piceno: tutti gli appuntamenti

Aperitivo Letterario al Caffè Meletti

 

Per il ciclo Apericultura organizzato dai Giovani delle Acli di Ascoli Piceno con la cooperativa sociale Il Melograno, il mese di Aprile sarà dedicato alla scrittura con incontri dedicati alla poesia e alla narrativa, alla scrittura emergente e alla fiaba, alla letteratura dialettale, al romanzo, alla poesia locale con un ricordo a Lea Ferranti. Sarà un viaggio nella scrittura di sette incontri all’insegna del suo significato e della sua funzione. Tra gli appuntamenti due saranno dedicati ai laboratori di scrittura presso la sede Acli di Ascoli Piceno, gli altri saranno interessanti caffè letterari presso il prestigioso Caffè Meletti di Ascoli Piceno.

L’organizzatrice è la giovane scrittrice Giorgia Spurio che modererà, in collaborazione con l’associazione In-soliti Sentieri, assieme a Roberta Carboni, conduttrice del programma Versi e DiVersi presso Radio Studio Erre.

Le opere dei partecipanti scritte durante i laboratori saranno recitate all’ultimo incontro e avranno visibilità sul web. Il primo appuntamento sarà il 3 aprile.

Per info e prenotazioni contattare l’email giorgia.spurio@acli.it o la pagina facebook dei Giovani delle Acli di Ascoli Piceno oppure telefonicamente.

Tra gli ospiti saranno presenti: i poeti emergenti Alessio Alessandrini, Amedeo Clementi, Marco Squarcia, Davide Tartaglia; il critico letterario e poeta Lorenzo Spurio; per la letteratura dialettale la commediografa e poetessa Giuliana Piermarini, gli scrittori e poeti Stanislao Aleandri, Emidio Martini, Tita Mosca e Enzo Morganti, inoltre Roberto Buondi dell’Ass. Corale Polifonica Cento Torri e del Premio Mimmo Cagnucci; per la narrativa la scrittrice di fantasy Scilla Bonfiglioli, la giovanissima Deianira Camisa, la saggista e scrittrice storica Maresciallo Francesca Parisi; per la poesia locale nella quale si ricorderà Lea Ferranti interverranno Leo Bollettini, Alessandro Centinaro, Franca Maroni, Guido Angelini e Guido Nardinocchi del Premio Nazionale di Poesia e Prosa Inedita Cecco D’Ascoli.

Scrittura Locandina (1)

Aperitivo letterario al Caffè Meletti – Giovani delle Acli di Ascoli Piceno e Coop Soc Il Melograno

 

Programma dettagliato:  

modera la scrittrice Giorgia Spurio con Roberta Carboni di RadioStudioErre

 

  • 3 aprile ore 20.30 – Caffè Meletti

Scrittura emergente: incontro con la poesia e la fiaba.

Con i poeti Alessio Alessandrini, Amedeo Clementi, Marco Squarcia,  Lorenzo Spurio, Davide Tartaglia.

 

  • 8 aprile ore 20.30 – Caffè Meletti

Letteratura Dialettale.

Con gli scrittori e poeti Stanislao Aleandri, Roberto Buondi, Emidio Martini, Enzo Morganti, Tita Mosca e Giuliana Piermarini.

 

  • 11 aprile ore 16.30 – Caffè Meletti

Narrativa: Tra fantasia e realtà, come in un libro di Murakami.

Con le scrittrici Scilla Bonfiglioli, Deianira Camisa e Francesca Parisi.

 

  • 15 aprile ore 20.30 – Caffè Meletti

Poesia Locale: Ricordando Lea Ferranti.

Con i poeti Leo Bollettini, Alessandro Centinaro, Franca Maroni, Guido Angelini e Guido Nardinocchi.

 

  • 17 aprile ore 20.30: Laboratorio di Scrittura, presso la sede Acli di Ascoli Piceno, 2° piano, via III Ottobre 9.

      Lettura, analisi e commento delle opere dei partecipanti: laboratorio di poesia, una 

      lirica di 30 versi.

 

  • 20 aprile ore 20.30: Laboratorio di Scrittura, presso la sede Acli di Ascoli Piceno, 2° piano, via III Ottobre 9.

      Lettura, analisi e commento delle opere dei partecipanti: laboratorio di narrativa,   

      un racconto di 5000 caratteri.

 

  • 29 aprile ore 20.30 – Caffè Meletti

     Aperitivo finale

     Lettura delle opere dei partecipanti ai laboratori, che avranno inoltre visibilità sul  

     web.

 

 

Info e prenotazioni: Giorgia 320 2831361

                                 giorgia.spurio@acli.it

 

Informazioni ulteriori:
Tutti e 7 gli incontri: 60 €
Partecipazione esclusivamente ai 2 laboratori: 25 €
Singolo incontro: 10 €
Per facilitare, è possibile il bonifico intestato a: Acli Ascoli Piceno
IBAN: IT 02 A 01030135 00000000 729029
Causale: Incontri Scrittura

Si prega di inviare la ricevuta del bonifico alla email per motivi organizzativi.