“Tra i miei sogni” di Francesco Terrone, recensione di Francesca Luzzio

libro.jpgIl titolo della silloge di Francesco Terrone, Tra i miei sogni (Miano Editore, Milano, 2018), è un sintagma emblematico che racchiude in sé l’essenza semantica della raccolta: un amore travolgente per una donna che non corrisponde alla passione del poeta, di conseguenza non restano che i sogni: “Ti sento, ti cullo, ti vedo/ tra i filari di grano/ ed alberi fioriti./ Ti vedo tra i miei sogni”( in “Ti cullo, ti vedo”, pag. 75), pur nella costante consapevolezza del loro svanire, della non corrispondenza nella realtà, ove solitudine e amarezza dominano incontrastate, anche se non esita a sperare che lei un giorno acquisisca almeno consapevolezza del male che gli ha fatto: “Capirai un giorno/ il male che/ mi hai fatto” ( in “Corteccia d’amore”, pag. 23).  

L’indifferenza della non corrispondenza, genera in lui una cruenta sofferenza: “senti l’urlo del mio amore/ e indifferente/ non chiedi dove va\ un uomo così ferito”, ma in certi momenti si sublima in sogno, generando quasi  un ossimorico sentire, fatto di ardore, grazia e poesia: “Quando ti sento,/ vedo nell’aria/ accendersi fiaccole dorate/ e fiumi di petale/ di rose/ …./ Ti sento compagna/ insostituibile/ dei miei racconti,/ di favole e poesie/ Mi sento vero/ mi sento vivo/ …”.                                             

Questa vicenda di fantastica luce e ombrosi e reali solitudine e silenzio, trova, come si può rilevare anche dai versi sopra citati, nella natura e nei suoi elementi lo strumento metaforico che adeguatamente la propone nel suo poliedrico sentire.                                                                                            

Ad ogni modo Francesco Terrone è vincitore perché in amore, come scrisse Pablo Neruda, “Solo chi ama senza speranza conosce il vero amore”.  Il variare del ritmo dei versi, pur nella libera versificazione, propone appieno il succedersi di sentimenti, emozioni, ansie e sogni che, pur derivanti dall’assenza, vibrano di pienezza vitale.

FRANCESCA LUZZIO

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Presentazione del volume “Le carte poetiche” di Egidio Mengacci, poeta urbinate

Presentazione del volume
“Le Carte “poetiche” di Egidio Mengacci – Atti del convegno dell’agosto 2008″

a cura di Gualtiero De Santi

 

Le Carte “poetiche” di Egidio Mengacci – a cura di Gualtiero De Santi

L’Università di Urbino e il Circolo Acli rendono omaggio alla produzione poetica di uno dei personaggi che hanno accompagnato più da vicino gli anni del Rettorato di Carlo Bo. Dopo il saluto del rettore Vilberto Stocchi, i docenti Gualtiero De Santi, Maria Lenti, Gastone Mosci e Sergio Pretelli, coordinati da Salvatore Ritrovato, illustreranno i tratti umani e letterari che emergono dagli atti del convegno dell’agosto 2008 ora finalmente pubblicati.
Brani dalle opere di Mengacci saranno letti da Roberto Rossini

Organizzato da Università di Urbino e Circolo Acli

Relatori
Gualtiero De Santi, Maria Lenti, Gastone Mosci, Sergio Pretelli, Salvatore Ritrovato

il 26/02/2015 alle ore 16:00
presso Aula magna del Rettorato

Università di Urbino “Carlo Bo”

 

Fonte: http://www.uniurb.it/it/portale/index.php?mist_id=0&lang=IT&tipo=IST&page=246&evntID=3050