E’ uscito il nuovo numero della rivista Segreti di Pulcinella

E’ uscito il numero di Settembre della rivista Segreti di Pulcinella, diretta dal sign. Massimo Acciai. Il numero è molto ricco di contributi e si caratterizza per l’eterogeneità dei testi. Il tema del numero era “La pace” mentre il tema del prossimo numero sarà “Il tempo” (invio dei materiali scadenza 30-11-2011, vanno inviati a massimoacciai@alice.it)

Ci sono poesie di Massimo Acciai, Paolo Ragni e Anna Maria Folchini Stabile, recensioni di film e libri (tra cui testi di Sara Rota e Mauro Biancaniello), articoli sulle lingue e la segnalazione al nostro concorso “Esordi Amo”. Tra i vari testi segnalo i miei:

–       la recensione al film Amanda Knox, Murder on Trial in Italy (2011) basato sul delitto di Perugia;

–       recensione alla silloge di poesie New Yorker’s Breaths di Maurizio Alberto Molinari;

–       recensione al romanzo Pazienti smarriti di Maria Rosaria Pugliese;

–       recensione alla silloge di poesie Pensieri senza pretese di Christian Lezzi;

–       prefazione alla silloge di poesie Dalla vetrata incantata di Sandra Carresi;

–       la segnalazione “E’ nata la rivista Fucinando”;

–       il saggio “Il mito della nobiltà inglese in letteratura” per la sezione Letteratura per la storia;

–       l’articolo “Le lingue dei popoli dei ghiacci” per la sezione Lingue;

–       L’intervista a me fatta da Massimo Acciai;

–       l’articolo “La corrida è cultura?” per la sezione Tempi Moderni.


La rivista può essere letta online o scaricata in formato pdf, cliccando qui.

Buona lettura e diffondi la notizia.

LORENZO SPURIO

11-09-2011

Jane Eyre, una rilettura contemporanea di LORENZO SPURIO

Jane Eyre. Una rilettura contemporanea

di LORENZO SPURIO

Lulu Edizioni, 2011, pp. 101

ISBN: 9781447794325


Recensione di Anna Maria Folchini Stabile

Perché Jane Eyre è da ritenere un testo letterario tanto significativo nella storia della letteratura moderna da meritare ancora oggi una lettura attenta e meditata? Lorenzo Spurio nel suo saggio Jane Eyre. Una rilettura contemporanea ce ne fornisce la ragione spiegandone il perché: l’opera ha in sé tutti gli elementi narrativi atti a determinarne il valore di caposcuola del genere, tanto da essere punto di riferimento per tutte le opere letterarie che trattano il tema dell’orfano, i problemi razziali e coloniali, il tema del folle e della redenzione collettiva dei personaggi che tra tali argomenti prendono corpo e si muovono. Il saggio di Lorenzo Spurio nell’Introduzione motiva l’importanza e la novità del romanzo Jane Eyre  di Charlotte Brontë che, per la prima volta nel panorama letterario europeo e per il suo tempo, ha come protagonista una figura femminile marginale e sottovalutata nella società inglese di quel tempo: l’orfana povera che passando attraverso innumerevoli traversie personali, diventa istitutrice acquisendo indipendenza economica. Successivamente ella sale nella scala sociale, recuperando il proprio status e la propria ricchezza perduta, realizzando così anche il suo sogno d’amore. La donna con la Brontë assume nuova dignità sociale, tanto che Jane alla fine del suo percorso di crescita può affermare a pieno diritto: «Sono padrona di me stessa».

Ma Lorenzo Spurio supera l’analisi del testo in sé e sviluppa il suo saggio sull’analisi dei temi che concorrono tutti insieme all’originalità del testo della Brontë: la sofferenza di Jane che forgia un carattere forte superando incredibili angherie, la figura della pazza, presenza negata nel contesto delle vicende narrate eppure assolutamente determinante nello svolgimento delle stesse, il problema dei rapporti della società inglese con le colonie e con i coloni, condizionati dalle distanze e dagli stili di vita differenti dalla madrepatria. Ciò che interessa dell’opera di Spurio è il confronto comparativo del testo della Brontë con i sequel di Jean  Rhys, Wide Sargasso Sea (1966), di D.M.Thomas, Charlotte (2000), di  Sherri Browning Erri, Jane Slayre (2010) e di Bianca Pitzorno, La bambinaia francese (2004). In tutti questi romanzi i temi cari alla Brontë ritornano e ogni autore dà una sua personale interpretazione ai personaggi che la scrittrice traccia, spostando il punto di vista sulle colonie, come fa la Rhys che dà voce al sentire della comunità creola  di Giamaica, alle commistioni razziali, al disprezzo inglese per i creoli che invece si percepiscono inglesi, pienamente legati e   collegati all’Inghilterra di cui si sentono emanazione e parte viva, giustificando disagi e follie, condannando Rochester, l’uomo amato da Jane nel romanzo originale e qui rivisitato nelle vesti di un prepotente razzista insensibile, non vittima di un matrimonio artefatto, ma causa della pazzia delle moglie ormai folle che si consuma nella sua stanza. Lo stesso avviene per la Pitzorno che ripropone e sviluppa il tema dell’orfana, del rapporto con le comunità delle Indie occidentali, il problema della schiavitù e dell’abolizionismo. Il tema sociale è dominante. Nel testo Charlotte di D.M. Thomas il sequel ambienta la narrazione nel 2000, ma rimanda in continuo a vicende passate di cui la protagonista, studiosa di letteratura e del personaggio Jane Eyre, conosce  i particolari tanto che si immedesima in esse fino a riviverle in prima persona. Jane Slayre, crea un romanzo horror in cui non mancano vampiri e crudeltà di ogni genere e Jane trionfa, ma in qualità di assassina di vampiri, traslato di ingiustizie che percorrono tutta la narrazione.

Non mancano nel saggio di Lorenzo Spurio i riferimenti anche alla filmografia dell’opera che testimonia la validità e l’attualità del personaggio di cui si narra. Ciò che emerge dalla lettura è soprattutto l’attenzione che Spurio ha concentrato sull’analisi del testo e la conoscenza approfondita di esso e delle opere comparate. Significativa è, inoltre,  l’intervista a lui rilasciata da Sherri Browning Erri che inquadra la sua Jane Slayre come un omaggio alla Jane originale, ma usando i modi espressivi alla moda in questi nostri tempi  in cui i vampiri impersonano i cattivi e Jane, buona, trionfa uccidendoli. Perché Jane Eyre, in fondo, per tornare alla domanda iniziale, è il trionfo dell’happy end  e, forse, in questo sta il suo perdurante successo. Lorenzo Spurio ne è convinto.

 Anna Maria Folchini Stabile

Angera (Va), 15 agosto 2011


RECENSIONE PUBBLICATA PER GENTILE CONCESSIONE DELL’AUTRICE. E’ VIETATO PUBBLICARE STRALCI O L’INTERA RECENSIONE SENZA IL PERMESSO DELL’AUTRICE.

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E’ nata la rivista FUCINANDO

Recentemente mi è stato gentilmente chiesto da Mauro Bianconiello, gestore dell’affascinante blog Fucina CHI, di far parte del collettivo e di collaborare con loro. Non mi sono affatto tirato indietro, principalmente per due motivi. Il primo è perché mi affascina questo mondo di riviste e collettivi letterari che nascono così tra pochi amici con l’intento di occuparsi di questioni strettamente letterarie e il secondo motivo è perché ho trovato questo sito molto ben costruito, organizzato e interessante.

La Fucina CHI, come si può leggere in una delle pagine del blog (http://fucinachi.blogspot.com/), si occupa di promuovere la cultura, pubblicando poesie di esordienti, racconti, recensioni di libri di esordienti o di grandi classici, affrontando anche campi come la moda, la fotografia e quant’altro. E’ un portale poliedrico che, proprio per la grande vastità dei temi e degli argomenti, può attrarre un gran numero di persone.

Ho proposto a Mauro Biancaniello, per altro molto gentile e disponibile ad accogliere critiche positive e negative, di fondare una rivista mensile che raccogliesse il meglio di quanto viene pubblicato mensilmente online. E’ nata in questo modo la rivista Fucinando che è possibile leggere online o scaricare in formato pdf. Il primo numero non è molto vasto quantitativamente ma ci auguriamo in nuove collaborazioni e richieste di pubblicazioni da parte di altre persone.

Clicca qui per leggere il primo numero della rivista Fucinando.

Invito pertanto a documentarsi e ad andare a vedere questa nuova realtà letteraria e, chi lo volesse, a collaborare con noi. Mi auguro, anche a nome del mio collega coordinatore Mauro Biancaniello, che ci veniate a visitare, commentare e a collaborare con noi.

Di seguito, tutti i contatti per conoscerci:

RIVISTA “FUCINANDO”

Mensile della Fucina CHI

Collettivo Artistico Libero e Indipendente

Sito: http://www.fucinachi.blogspot.com

E-mail di redazione: fucina.chi@gmail.com

E-mail Mauro Biancaniello (coordinatore): maurobiancaniello@bluewin.ch

E-mail Lorenzo Spurio (coordinatore): lorenzo.spurio@alice.it

Facebook: http://www.facebook.com/fucina.chi

Tel: ++41 (0)76 / 418 71 56


Lorenzo Spurio

08-08-2011

Sensualità. Poesie d’amore d’amare, di Michela Zanarella

Sensualità – Poesie d’amore d’amare di Michela Zanarella

Sangel Edizioni, 2011.

Recensione di Lorenzo Spurio

Devo confessare che non conoscevo Michela Zanarella, giovane poetessa originaria di Padova ma attualmente residente a Roma fino a che non mi ha contattato. Il suo invito a leggere la sua ultima raccolta di poesie mi ha trovato entusiasta e, benché  sia un grande amante di narrativa piuttosto che di poesia, mentre snocciolavo un’attenta lettura delle sue liriche, mi sono trovato sorpreso io stesso. La prima volta ho letto l’intera opera tutta d’un fiato, costruendo nella mia testa una serie di topos che la poetessa ha utilizzato e che, riassunti, possono servire per dare un’analisi dell’opera nella sua interezza. L’aspetto più bello di una silloge poetica, a mio modo di vedere, è quello che non dobbiamo seguire un determinato ordine di lettura ma che possiamo iniziare dalla poesia che chiude la raccolta per poi tornare all’inizio e seguire zigzagando all’interno del testo. Devo confessare che una sola lettura non mi è stata sufficiente non tanto perché ho trovato le liriche difficili ma semplicemente perché ho sentito il bisogno di rileggerle in profondità. Varie liriche mi sono sembrate così, a una seconda lettura, strettamente legate l’un l’altra nei loro temi e nelle suggestive immagini evocate.

Michela Zanarella è una sensibilissima compagna in questo vivido viaggio nel mondo amoroso, dipinto con grande attenzione mediante un’ampia aggettivazione, soprattutto quella che si riferisce ai colori. Non solo nella poesia “Altro colore” incontriamo un affascinante e poliedrico cromatismo, ma un po’ in tutte le varie poesie: dominano il rosso e il blu, ma anche il bianco viene evocato frequentemente.

E’ una poesia calda e sensuale, addirittura focosa nel caso di “Il colore che s’affaccia” ma l’erotismo non è reso mai banale e fine a se stesso ed è invece capace di evocare quasi una dimensione superiore, quel senso d’infinità che la Zanarella spesso evoca. Così «l’aula del desiderio» e «le musiche appiccicose della femminilità», immagini allegoriche molto curiose e raffinate, finiscono per essere altamente evocative, pur conservando un’altissima carica metaforica.

E’ un amore quanto mai realistico e vivo, per nulla romanzato, che, come nella realtà, è irrimediabilmente esposto al «dolce aggredire del tempo» (in “L’amore intatto”) e alla lontananza tra gli amanti vissuta con sofferenza: «La vita è misera come un secco ruscello d’agosto senza il tuo fiato accanto» (in “Chi ama”).

Non da ultimo, una delle immagini più ricorrenti nella silloge che mi ha affascinato, è la presenza del destino, quell’entità che nulla ha a che vedere con Dio e che pone ogni cosa in uno stato di transitorietà, dubbio, insicurezza, in una condizione vacillante, di calma apparente. E’ il dubbio che aleggia su tutto, con il quale la Zanarella mostra di fare i conti nelle sue liriche d’amore: «siamo l’ombra di un destino» dice la poetessa in “Anche se non basta”. Non è il destino ad essere una sorta di ombra, un involucro indistinto alla nostra persona ma piuttosto il contrario. Siamo noi l’ombra, la proiezione del destino, di qualcosa che non è tangibile. Ma anche quando viene evocata questa dimensione fatalistica della realtà essa è sempre funzionale per presentare il tema amoroso: «mentre il cuore sorseggia il destino» (in “Un brivido di chilometri”).

Gli scenari di questi quadretti d’amore, per nulla banali, spesso richiamano il mare o l’acqua in generale (la rugiada, il fiume, il torrente), elemento naturale che rinvia direttamente al genere femminile, alla donna generatrice di sostanze fluide: le lacrime, gli umori, la saliva, ma anche l’acqua amniotica e il latte durante la maternità. La silloge descrive un affascinante universo fondato sui sensi e sulle sensazioni, tutte viste dal sensibile animo femminile della Zanarella. Ma è l’uomo, sembra suggerirci la poetessa, a rendere la donna consapevole della sua condizione: «te, che continui con cura a farmi donna e insieme un’isola». Ancora una volta ritorna il tema dell’acqua nell’immagine dell’isola, porzione di terra circondata dal mare. E sono proprio l’universo dominato dall’acqua, il senso del bagnato e la fertilità della donna che costituiscono il leitmotiv di questa incantevole silloge poetica.

MICHELA ZANARELLA è nata a Cittadella (Padova) nel  1980 ma vive attualmente a Roma. Ha iniziato a scrivere poesie nel 2004 e personalità di cultura e enti locali si sono subito accorti del suo talento di scrittura in versi. Ha vinto alcuni premi di poesia nazionali ed internazionali, oltre alla pubblicazione di suoi pezzi in antologie di poesia a tiratura nazionale. Ha pubblicato le raccolte di poesia Credo, Risvegli e la raccolta di racconti Convivendo con le nuvole. Tutti i suoi lavori hanno trovato un buon accoglimento da parte di critica e pubblico. Il suo ultimo lavoro è una silloge poetica, Sensualità, poesie d’amore d’amare. E’ attualmente alle prese con la scrittura del suo primo romanzo. Cura i siti internet:  www.apostrofando.it , www.screensoda.it , www.iltrovaevento.it .

LORENZO SPURIO

Jesi, 25-06-2011

E’ uscito Segreti di Pulcinella n° 33

E’ uscito oggi il nuovo numero della Rivista online Segreti di Pulcinella, diretta dal sign. Massimo Acciai.

Questo numero è dedicato al tema dell’amore. Sono presenti interessanti contributi di prosa e poesia, recensioni di film recentemente usciti, articoli legati alla storia e alle lingue, interviste, rubriche di arte e fumetti. La rivista è molto eterogenea e molto ricca.

Sono presenti tra i vari materiali, alcuni miei contributi:

– Il racconto “Mi hanno schedato” alla sezione Letteratura-Narrativa

-Il racconto “Il tema più lungo” alla sezione Letteratura-Narrativa

-Il saggio “Letteratura e Logica Fantastica in Lewis Carroll” alla sezione Articoli

-Il saggio-articolo “Las generaciones como etapas de la literatura española” alla sezione Letteratura per la storia

La rivista può essere letta online all’indirizzo: http://www.segretidipulcinella.it/

dove pure può essere scaricata in formato pdf:

http://www.segretidipulcinella.it/sdp33/images/sdp33.pdf

Con questo numero la rivista festeggia i suoi primi otto anni d’attività.

Il prossimo numero della rivista, avrà come tema L’Unità d’Italia. I materiali dovranno essere inviati entro e non oltre il 31 Maggio 2011 a uno dei seguenti indirizzi:

Massimo Acciai, Direttore della Rivista:          massimoacciai@alice.it

Redazione della Rivista:           segretidipulcinella@hotmail.it

Grazie

LORENZO SPURIO

07-03-2011

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