Lorenzo Spurio intervista la fiorentina Marzia Carocci
LS: In una sua poesia intitolata “La cena degli artisti” ha concretizzato una sorta di proclama della nuova arte richiamando gli animi sensibili, gli artisti, a tramandare la loro arte perché forma insopprimibile delle proprie coscienze: «A voi che ci credete/ artisti del mio tempo,/ pittori consumati/ di notti mai concluse,/ e a quei poeti stanchi/ di carte spesso bianche/ per chi non sa vedere/ quei sogni dentro il cuore».[1] La poesia appare come una sorta di manifesto avanguardistico, se non programmatico, sicuramente d’incitamento alla buona creazione, alla felice ispirazione e come una vivida esortazione a squarciare quell’atmosfera stagnante, di silenzio e oppressione, di falsità a cui spesso la cultura è soggetta: «Urliamo quel silenzio,/ quel mondo chiuso dentro/ ed imbrattiamo i muri/ con l’anima che sorge».[2] Come è nata questa poesia?
MC: Questa mia poesia, nasce esclusivamente dal piacere che in primis traggo da ogni forma artistica. Un’esortazione dunque, affinché l’artista insista nonostante i problemi, gli ostacoli, gli ostruzionismi a esternare la propria introspezione attraverso l’arte che più gli aggrada. Il nostro è un mondo distratto, dove la stasi culturale e l’indifferenza degli addetti alla diffusione artistica, preclude a una chiusura che rischia di incatenare le menti costruttive. Ho scritto questa mia poesia più come forma di protesta che come lirica usuale, un incipit a una vera e propria “battaglia culturale” dove l’artista diventi l’eroe del suo tempo forte di una libertà di espressione senza né limiti né catene, sia di pensiero che di manifestazione.
LS: Molti poeti hanno trovato nel crepuscolo, nella sera e soprattutto nella notte, dei momenti di pace con sé e con il mondo, di tranquillità e di confessione, che gli hanno consentito di ricevere ispirazione e coinvolti dal pensiero sul mondo. In altri termini, sono forse questi le parti della giornata che per varie ragioni possono essere considerate le più produttive per un poeta. Anche per Lei è così? E se sì per quale motivo?
MC: Non esiste, almeno per quanto mi riguarda, un periodo o un momento particolare per esprimermi in poesia. Vi sono giorni e a volte addirittura mesi nei quali questo “bisogno” non mi cerca, non mi tormenta, altri invece nei quali, uno stato particolare, mi riempie il cuore, le viscere, il pensiero ed è la poesia a cercarmi, “obbligandomi” alla scrittura. Credo che la poesia sia un’elaborazione che si forma nel profondo della propria coscienza ed esce come “parto” emotivo nel momento in cui, un certo processo emozionale viene maturato. Mi viene in mente una pagina teorica di Arthur Rimbaud dove egli definisce la poesia «una sofferta ricerca del proprio sé». Ecco, io la penso esattamente come lui.
LS: Wisława Szymborska (1923-2012), poetessa di origini polacche recentemente scomparsa, è considerata una delle più grandi scrittrici del nostro secolo. Vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura nel 1996, la sua produzione poetica è molto ampia e dà manifestazione di una grande capacità della donna nel destreggiarsi con il verso. La poetessa ha inoltre dimostrato di essere un’attentissima cronista della realtà per mezzo di una serie di liriche nelle quali ha incarnato preoccupazioni di tipo etico e ha affrescato momenti cruciali della storia dell’uomo. Un esempio di questo tipo di poesia è “Fotografia dell’11 settembre”[3] che, come richiama il titolo, fornisce al lettore un vivido fotogramma del tragico attentato di New York avvenuto nel 2001. Gliela sottopongo per avere un suo commento:
Sono saltati giù dai piani in fiamme – uno, due, ancora qualcuno sopra, sotto. La fotografia li ha fissati vivi, e ora li conserva sopra la terra verso la terra. Ognuno è ancora un tutto con il proprio viso e il sangue ben nascosto. C’è abbastanza tempo perché si scompiglino i capelli e dalle tasche cadano gli spiccioli, le chiavi. Restano ancora nella sfera dell’aria, nell’ambito di luoghi che si sono appena aperti. Solo due cose posso fare per loro – descrivere quel volo e non aggiungere l’ultima frase.
MC: Wisława Szymborska, poetessa osservatrice e donna che attraverso la scrittura ha sottolineato le difficoltà, i dolori, le abnegazioni, di fatti e tempi che l’hanno vista attenta spettatrice. Ella ci porta in questa sua bellissima lirica “fotografia dell’11 settembre” ad essere noi stessi, spettatori di una riflessione ch’ella sottolinea con fotogrammi al “rallentatore”. Il tutto, viene reso forte e crudo nella considerazione di quella spinta osmotica che passa dalla vita alla morte che è resa visiva grazie a versi che rende scatti fotografici: la caduta/paura, la scesa/dolore, il sangue/morte e la materialità inutile di oggetti che non hanno più valore: soldi e chiavi. Bella la chiusa dove la poetessa per rispetto descrive e per lo stesso rispetto non evoca parola quando visiva è ormai la morte.
LS: L’idea di questa intervista è quella di poter diffondere le varie interpretazioni sulla Poesia e in questo percorso ho ritenuto interessante proporre a ciascun poeta il commento di due liriche di cui la prima è di un poeta contemporaneo vivente e ampiamente riconosciuto dalla comunità letteraria e un’altra di un poeta contemporaneo, esordiente o con vari lavori già pubblicati, per consentire l’articolazione anche di una sorta di dibattito tra poeti diversi, per esperienza, età, provenienza geografica, etc. e di creare una polifonia di voci e di interpretazioni su alcune poesie appositamente scelte. La prima che Le propongo per un’analisi è la seconda lirica[4] tratta da La gioia e il lutto (Marsilio, 2001) del poeta Paolo Ruffilli[5]:
Così ridotto e
devastato: lui, reietto
perduto per la strada,
lui drogato. Perso, adesso,
anche dentro il letto
accartocciato
nel lenzuolo bianco
smunto e arreso là,
riverso sopra il fianco.
Diventato la metà e meno
di se stesso,
rinsecchito dentro i panni
fatto vecchio e cadente
nel fiore dei suoi
anni, nel pieno di una
vita già appassita.
Inerte ormai a tutto
e senza presa intorno
neppure sulla
luce pallida del
giorno. Sangue del suo
ventre, carne della carne,
mentre siede china
sul fagotto muto,
gli giace presso
tesa a farne oggetto
finalmente della pace.
«Figlio amato, qualunque
tu sia stato», il gemito
tenuto e poi lasciato
nel silenzio che
precede la rovina.
MC: Il poeta riesce a inquadrare perfettamente un’immagine che inchioda, e ci rende spettatori impotenti di fronte alla drammaticità di una fine che non perdona. Paolo Ruffilli, uno dei più grandi esponenti della poesia contemporanea, sa perfettamente portare il lettore dove la sua introspezione indaga; egli, attraverso una poetica di forte impatto emotivo e con una costruzione perfetta dei versi, ci rende l’immagine e il dolore elementi che entrano nella nostra testa, corpo, respiro fino quasi a vedere ciò che lui costruisce con idiomi perfetti e perfette figure retoriche.
Perso, adesso, anche dentro il letto accartocciato nel lenzuolo bianco smunto e arreso là riverso sopra il fianco.
Ecco che un quadro si apre e la nostra immaginazione vede oltre, mentre il trasporto emotivo si fa riflessione e pensiero attento; scrittura che ci ricorda vagamente Montale con le sue metafore che acuiscono i sensi del lettore «accartocciato nel lenzuolo bianco smunto», pare di vedere il corpo diventato friabile come carta, accucciato all’interno di un bianco che è quasi contrasto con la figura che accoglie. Una lirica che è maestria pura dove il detto diventa visibile così come diventa palpabile la sofferenza/liberazione della madre che attende e nello stesso tempo ama quel suo figlio fino alla rassegnazione/attesa della morte.
LS: Di seguito, invece, Le propongo la poesia “La vita, in sottofondo”[6] che dà il titolo all’omonima silloge della poetessa varesina Paola Surano[7] sulla quale sono a chiederLe un suo commento:
Quando il giorno si fa scuro e la notte si avvicina, in quell’ora sospesa in cui il mondo sembra fermo e la vita cambia ritmo, in quell’ora un po’ mi manca il calore di una voce, la stretta di una mano uno sguardo –quello sguardo- un po’ complice un po’ assassino un sorriso, il silenzio perfino, ma condiviso. Musica jazz in sottofondo. Quando invece il giorno inizia il sole si alza lento e illumina la stanza sai, un po’ mi manca il buon giorno sussurrato una risata soffocata il caffè bevuto insieme un bacio lieve per saluto. In sottofondo il giornale radio delle 8. E la domenica. La domenica lungo il fiume sotto casa tra la gente che prende il sole la domenica, forse, un po’ mi manca passeggiare per mano insieme a te. Chiacchiere e risate in sottofondo. Ma le giornate, per fortuna, sono piene di tante cose da fare, da vedere e imparare e di parole ascoltate, dette scritte o inviate con un clic… La vita, in sottofondo.
MC: Bella e intensa lirica di Paola Surano, dove la poetessa ricerca attraverso la rimembranza attimi vissuti di qualcosa che appartiene ormai al passato, quel passato che rivive attraverso il ricordo; gli odori, i rumori e le abitudini di un tempo, di un amore che è stato, mentre prende coscienza che tutto ciò più non è. Una consapevolezza di donna che nella ricerca e nell’abbraccio di un vissuto ormai remoto, si rimette in gioco certa che i suoi passi nel futuro avranno altre possibilità, così come si esprime nell’ultima strofa della sua lirica:
ma le giornate, per fortuna, sono piene di tante cose da fare, da vedere e da imparare e di parole da ascoltate, dette, scritte o inviate con un clic… La vita, in sottofondo.
Un messaggio di luce, di speranza, di voglia ad essere ancora donna che vive, che comunica, che spera.
LS: Negli ultimi tempi la componente erotica nella letteratura, che in passato era a suo modo legata alla sfera emotiva-sensoriale, è andata acquisendo una sua indipendenza, priva di legami affettivi o di riferimento a una chiara dimensione di condivisione di sentimenti. Di questo ce ne rendiamo conto se consideriamo la sequela di romanzi che negli ultimi tempi hanno utilizzato il sesso in maniera da produrre sul lettore shock, spiazzamento, disturbo e allo stesso tempo di attrarlo e coinvolgerlo. Neppure la poesia può dirsi “salva” da queste tendenza degli ultimi tempi tanto che sono molto diffuse le poesie e le sillogi che utilizzano linguaggi coloriti, espressioni “volgari” e immagini forti chiaramente con l’intento di creare un disagio (anche il disagio, come il ribrezzo, è una forma di risposta) nel lettore. Che cosa ne pensa di questa tendenza? Crede che la poesia per quanto i tempi corrano debba mantenere un suo “pudicismo” e ragguardevole rispetto nei confronti dei Padri che, invece, l’hanno onorata?
MC: La poesia, a mio parere, è la forma letteraria che non dovrebbe avere mai come messaggio una provocazione verbale e quindi, anche quella di esternare una volgarità. L’arte poetica, come sappiamo, è una ricerca di idiomi che dovranno, insieme al ritmo, alle metafore e alla musicalità, creare quella forma letteraria di condivisione emotiva. Proviamo ad immaginare una lirica dove, attraverso la lettura a voce alta, ad un certo punto inseriamo vocaboli volgari o non consoni a un messaggio universale… sarà come sentire una nota stonata o uno schiaffo; il linguaggio poetico perderebbe d’emozionalità creando a un “certo tipo” di pubblico, imbarazzo e negazione. Rigettare le parole non è creare l’intimità introspettiva che la poesia deve dare, è invece provocare una reazione, una violenza, un obbligo all’ascolto. Nella prosa e nella letteratura, è una cosa ben diversa, il tipo di linguaggio sarà certamente più articolato, e lo scrittore potrà avere necessità di inserimenti anche erotici dal momento che la narrativa è lo specchio più “esterno” della vita stessa. Riepilogando quindi, l’interiorità della poesia è evocazione introspettiva/emotiva riflessiva in una ricercatezza della parola per dare un messaggio globale a tutti, la narrativa è il riferire la vita di ogni giorno raccontata attraverso i processi di tutti i sensi dell’uomo, compresa la sessualità, l’erotismo e le sue devianze. La mia non è pudicizia, sono dell’idea che l’autore non debba MAI avere catene all’espressione, ma la poesia è e deve restare messaggio universale, dove il lettore di ogni età e sensibilità, possa attingerne il pensiero.
LS: Nelle riflessioni introspettive di molti poeti, sia attuali che passati, si riscontra spesso la presenza insormontabile del destino, a volte personificato nelle tre divinità delle Parche o espresso mediante costruzioni retoriche. Il fato spesso viene visto come destino ultimo già scritto al momento della nascita (predestinazione), altre volte come punto finale di un percorso costruito dall’uomo mediante le sue scelte (libero arbitrio); molte altre volte il fato è visto come un nemico addirittura della divinità perché anch’essa può sembrare soggiogata da esso. Parlare di destino e credere in un progetto pre-divino ineluttabile significa, in una certa misura, distanziarsi da quello che è il messaggio cattolico. Che cosa ne pensa a riguardo? Quanto secondo Lei il tema del destino viene usato nella poesia?
MC: Il fato, il destino e la coincidenza, sono tre fattori diversi fra loro; la coincidenza rappresenta una dicotomia fra il fato (quindi anticamente stabilito fin dalla nascita) al caso fortuito, il destino è ciò che a un uomo potrebbe accadere in conseguenza alle proprie scelte (libero arbitrio) e il fato, quel Dio Fato (cieco) che impone e sottomette a qualsiasi azione e situazione l’uomo. Nella Grecia Classica, il fato era invincibile e a lui tutto era sottomesso, uomini, Dei e cosmo e tutta la letteratura e il teatro greco sono intrise di concetti che riportano a questo, ma dietro vi era tutta una cultura e una credenza ben precisa. Credo, invece, che il poeta moderno anche facendo riferimento al fato e al destino, non porti con sé un concetto di logica/pensante nel momento in cui scrive, ma che si lasci istintivamente trasportare da una concezione ben radicata nel suo essere dietro a esperienze o a ragionamenti più istintivi che logici, la ricerca di un destino solo per costruire un’evocazione lirico-poetico per trasferire così, le proprie responsabilità a qualcosa per il quale non hanno la possibilità o la forza di cambiare. Sappiamo che nel cristianesimo, non esiste il Fato come forza invincibile poiché Dio si è rilevato come unico sovrano, ma non credo che il poeta si lasci condizionare da concetti o da dogmi ben precisi. Osho Rajneesh sosteneva che accettare l’esistenza del fato comporta un suicidio, in quanto toglie ogni libertà dell’essere e quindi l’esclusione del libero arbitrio. Ecco, questo in sintesi è anche il mio pensiero
LS: Lo scrittore francese Antonin Artaud (1896-1948) in uno dei sui sagaci e al contempo eloquenti pensieri parlando di scrittura rivelò senza peli sulla lingua: «Ogni scrittura è una porcata. Chi esce dal nulla cercando di precisare qualsiasi cosa gli passi per la testa è un porco. Chiunque si occupi di letteratura è un porco, soprattutto adesso». Al di là del linguaggio dissacrante, l’autore trasmette un’ accusa di tipo morale. Cosa crede che il poeta voglia realmente intendere? Perché rintraccia il letterato, soprattutto d’oggi, nel “porco”?
MC: Sicuramente Antonin Artaud è stato sempre molto provocatore e definito anche a causa di alcuni suoi libri, “eretico e blasfemo”, appassionato da sempre dei “poeti maledetti”, grande lettore quindi di Rimbaud, Baudelaire, Verlaine e Mallarmé dai quali certamente ha attinto in qualche modo i pensieri e le vedute. Un surrealista che a causa dei suoi eccessi anche con droghe ed altro, lo portò a forme ossessive e in continue sperimentazioni oltre che a trattamenti psichiatrici ospedalieri. Un genio sicuramente e come tutti i geni, la loro visione spesso è alterata dalla propria veduta. Lo scrittore/poeta/commediografo ha sempre asserito che il pensiero emotivo veniva in qualche modo tramutato nella materializzazione dello scrivere e che quindi questa trasformazione rendeva sfalsato il pensiero stesso; era alla continua ricerca del suo essere intellettuale e non sopportava la “leggerezza” con la quale i letterati scrivessero senza acuire i significati dei loro elaborati. Ha spesso espresso sull’inutilità della letteratura. Nella lettera che scrisse a Jean Paulhan (scrittore/editore e critico letterario) disse che nella scrittura aveva sempre espresso della propria sofferenza attraverso i tormenti del proprio corpo e della propria anima. Ecco, credo che Antonin Artaud intendesse proprio questo della letteratura; il trasmettere nello scrivere ogni verità, senza compromessi sia politici che religiosi, il non vendersi e il non arruffianarsi e “approfittare” invece, della letteratura per comunicare la verità nella parola/essenza senza il timore di non piacere o di non essere quello che si è; usare la scrittura quindi per la trasformazione, la costruzione e per uscire dalla velata presenza di antiche forme obsolete. Certamente un grande artista e come ogni eccelso artista, non compreso da tutti.
LS: Lei è alacremente attiva da anni, soprattutto in quel di Firenze, per la promozione e la diffusione della cultura letteraria e non solo attraverso la partecipazione a giurie di concorsi, presentazioni di libri e promozione di esordienti. Attorno a Lei si è creato un ampio circolo di lettori-autori che lei annualmente “chiama a raccolta” a Firenze per celebrare un evento dove si dà spazio a ciascun partecipante per mezzo della lettura di poesie, racconti, segnalazioni di libri ed esposizioni di quadri. Questo è di certo un’attività lodevole che manifesta il suo grande amore per l’Arte nelle sue varie derivazioni. Che cosa ne pensa delle nuove generazioni che cercano di “venire allo scoperto”? Tra i tanti scrittori che Le propongono letture, recensioni e commenti crede di avvertire la presenza di autori realmente validi?
MC: Quando ho creato su Facebook il gruppo denominato “Autori e amici di Marzia Carocci”, è stato per riuscire a rendere “reale” il “virtuale” di questo social network. Il mio desiderio era quello di vedere confluire più autori possibili a Firenze per condividere un momento che ci vedesse uniti nel pensiero. Credo fermamente che ogni forma di arte (pittura, poesia, musica, scultura), abbiano come base lo stesso messaggio, e cioè quello di esprimere il mondo interiore, la voglia di comunicare quella creatività che nasce esclusivamente dall’introspezione umana. Ci sono giovani artisti che hanno ottime capacità e se non si creano momenti di aggregazioni con chi li sa ascoltare, con chi comprende quel tipo di messaggio, (e chi più di un’artista?) molte cose andranno perdute. Il nostro è un periodo storico-culturale dove si ascolta poco, dove il tutto si trasforma in materialismo e incompiutezza. Ricevo bozze di libri o di silloge ogni giorno, recensisco per la maggior parte del mio tempo e sono pienamente convinta di dire e di affermare che ci sono autori esordienti-emergenti molto validi purtroppo spesso “soffocati” da scribacchini della domenica che a causa di una grossa mole di questi, vengono occultati i talenti reali.
LS: Il panorama editoriale italiano, molto variegato e sofferente della crisi attuale, è una vera giungla. Lo è nel senso che i pericoli in cui il giovane esordiente, inesperto, può incappare sono molti e insidiosi. La questione qui sarebbe ovviamente troppo lunga da trattare e su questo ci si potrebbe scrivere un intero libro, se già qualcosa del genere non è stato fatto. Quali sono secondo Lei i principali problemi, disguidi e incomprensioni che un novello scrittore può incontrare nel momento in cui si rapporta a una realtà editoriale e quali consigli si sente di dare?
MC: Questa domanda potrebbe avere mille risposte, tante sono le “insidie” che un giovane esordiente può incontrare prima di pubblicare. Innanzitutto il giovane autore, ma non solo, non deve aspettarsi mai niente dalla pubblicazione stessa. Purtroppo molti libri non hanno e non avranno alcuna diffusione; le cause sono molteplici. E’ chiaro anche se non giusto, che nessuno andrà mai in una libreria a comprare un volume di poesie di una certa “Maria Rossi”, questo perché un nome sconosciuto, non attirerà mai l’acquirente così come il genere stesso è di “nicchia”, almeno nel nostro paese. Questo è uno dei motivi per il quale anche se la casa editrice manderà i libri del proprio autore a una certa libreria, questa si rifiuterà di accatastare libri che resteranno invenduti. Lo stesso vale per i libri di narrativa, troppe pubblicazioni, troppi scrittori, troppe case editrici che pur di stampare pubblicano di tutto anche quello che non andrebbe pubblicato. Ai giovani autori vorrei dire che prima di pubblicare a pagamento, se credono fermamente nella loro opera, di provare a mandare la bozza del loro libro a più case editrici (saperle scegliere è fondamentale), insistere fino a quanto possono e di non arrendersi ai primi no. Voglio ricordare loro, inoltre, che il cammino letterario è molto irto e faticoso, dove le ingiustizie nell’editoria si ripetono continuamente, ma è vero anche che è un settore dove la crisi ha fatto i suoi danni. Domandiamoci perché vendono e distribuiscono facilmente le storie autobiografiche di criminali, perché i nomi di artisti famosi (attori, calciatori, veline) fanno record di vendite e allora potremmo comprendere che la richiesta del pubblico è spesso dettata da curiosità e voyeurismo che non hanno nulla di intellettuale e di culturale. Vi sono più scrittori che lettori, siamo quasi al paradosso. Attenzione anche a quei concorsi letterari che promettono pubblicazioni gratuite nel caso di vincita; ce ne sono di veri e seri, ma ci sono anche specchietti per allodole. Ai giovani esordienti dico di leggere sempre bene, molto attentamente prima di firmare ogni contratto e soprattutto dico con affetto a questi giovani di scrivere comunque, di farlo principalmente per sé stessi e se son rose….
Firenze, 2 giugno 2013
[1] Marzia Carocci, Némesis, Torino, Carta e Penna, 2012, p. 14.
[2] Ibidem
[3] Wisława Szymborska, Elogio dei sogni, Milano, RCS per Corriere della Sera, 2011, p. 211.
[4] Paolo Ruffilli, La gioia e il lutto. Passione e morte per Aids, Marsilio, 2001, p.
[5] Per maggiori informazioni sul poeta si legga la sua biografia nel capitolo-intervista a lui dedicato.
[6] Paola Surano, La vita, in sottofondo, Terni, Agostino Pensa Editore, 2011, pp. 10-11.
[7]Paola Surano è nata a Busto Arsizio (VA) nel 1952. In quella città ha svolto per trentacinque anni la professione di avvocato. Scrive poesie e racconti dagli anni del liceo classico e ha “avuto il coraggio” di togliere le sue poesie dal cassetto solamente negli anni ‘90. Di poesia ha pubblicato Alla luce di un’unica stella (Ibiskos, 2000), La vita, in sottofondo (Pensa, 2011) e I giorni, le ore (Liberia Editrice Urso, 2012), La rosa in scatola (Libreria Editrice Urso, 2013) e di narrativa la raccolta di racconti Nell’anima/ nel mondo (Oceano Editore, 2000). Partecipa a vari concorsi di carattere nazionale, ottenendo lusinghieri riconoscimenti. E’ socia delle Associazioni “Amici dell’Umbria”, “Penna d’Autore” e “TraccePerLaMeta”.
E’ uscito il nuovo numero della rivista “Euterpe” che aveva come tema “La natura è in pericolo!”
Siamo felici di comunicarLe dell’uscita dell’12° numero della rivista di letteratura Euterpe. Il numero a tema “La natura è in pericolo!” raccoglie poesie, racconti e recensioni selezionati dalla Redazione della rivista, oltre a varie segnalazioni di concorsi letterari.
Nella rivista sono presenti testi di Busca Gernetti Giorgina, Calabrò Corrado, Carmina Luigi Pio, Carresi Sandra, Celestini Ilaria, De Rosa Mario, Marcuccio Emanuele, Melis Katia Debora, Faggio Sunshine, Franchetto Daisy, Francucci Sara, Molinari Maurizio Alberto, Panella Giuseppe, Pardini Nazario, Serino Felice, Soddu Annalisa, Spurio Lorenzo, Stefanelli Patrizia, Vargiu Laura, Zanarella Michela.
Troverà la rivista pdf in allegato a questa mail o potrà scaricarla a questo link.
Ricordiamo, inoltre, che il prossimo numero della rivista avrà come tema “Detti, dialetti e folklore locale”. I materiali dovranno essere inviati alla mail rivistaeuterpe@gmail.com entro e non oltre il 1 Settembre 2014.
Clicca qui per aprire il relativo evento creato in Facebook.
Grazie per l’attenzione e cordiali saluti
Lorenzo Spurio
Direttore Euterpe
Il bando del 1° Premio di Letteratura “Ponte Vecchio”, che destinerà i suoi proventi alla Fondazione Meyer (FI)
Bando di partecipazione
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L’Associazione Culturale Poetikanten in unione con la rivista di letteratura “Euterpe” e Deliri Progressivi organizza il 1° Concorso Nazionale di Letteratura “Ponte Vecchio”.
2. Il concorso è articolato in due sezioni a tema libero (poesia e racconto) e una a tema imposto (articolo/saggio):
a) Poesia in lingua italiano o in dialetto (accompagnata da relativo testo tradotto in italiano)
b) Racconto breve in italiano o in dialetto (accompagnato da relativo testo tradotto in italiano)
c) Articolo / Saggio breve in italiano su un autore/opera contemporaneo/a della letteratura italiana o straniera (Si considera contemporaneo in questo senso a partire dai primi del ‘900 ad oggi).
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I testi presentati al concorso potranno essere inediti o editi, ma non dovranno aver ottenuto un riconoscimento in un precedente concorso letterario.
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Per la sezione poesia, si potrà partecipare con un massimo di 3 poesie, rigorosamente non superiori ai 30 versi ciascuna.
Per la sezione narrativa si potrà partecipare con 1 solo racconto che rientri nella lunghezza massima di 4 cartelle (1800 battute spazi inclusi).
Per la sezione articolo/saggio breve si potrà partecipare con 1 solo testo che rientri nella lunghezza massima di 4 cartelle (1800 battute spazi inclusi).
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Quale tassa di partecipazione è richiesto il pagamento di una tassa di 10€. E’ possibile partecipare a più sezioni corrispondendo per ciascuna sezione la relativa quota di partecipazione.
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Per la corretta partecipazione, è richiesto di inviare entro e non oltre il 30 novembre 2014solo in forma digitale (in formato Word o Pdf) all’indirizzo internet premiopontevecchio@gmail.com i propri testi corredati della scheda di partecipazione compilata in ogni sua parte e la ricevuta del pagamento effettuato.
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Il pagamento potrà avvenire con una delle seguenti modalità:
Bollettino postale: CC n° 001014268401
INTESTAZIONE: Iuri Lombardi – CAUSALE: 1° Premio di Letteratura “Ponte Vecchio”
Bonifico bancario: IBAN: IT33A0760102800001014268401
INTESTAZIONE: Iuri Lombardi – CAUSALE: 1° Premio di Letteratura “Ponte Vecchio”
La ricevuta del pagamento dovrà essere inviata insieme ai propri testi e al modulo di partecipazione.
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Non verranno accettate opere che presentino elementi razzisti, denigratori, pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione di ciascun tipo.
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La Commissione di giuria è composta da poeti, scrittori, critici ed esponenti del panorama culturale e letterario:
Sez. Poesia: Sandra Carresi, Annamaria Pecoraro, Grazia Finocchiaro, Cristina Biolcati, Michela Zanarella.
Sez. Racconto: Luisa Bolleri, Susanna Polimanti, Iuri Lombardi, Martino Ciano, Giuseppe Bonaccorso.
Sez. Articolo/Saggio: Jacopo Chiostri, Rita Barbieri, Francesco Martillotto, Fabio Fratini.
10. Verranno premiati i primi tre poeti vincitori per ciascuna sezione. Il Premio consisterà in:
Primo premio: targa o coppa, diploma con motivazione della giuria e 100€.
Secondo premio: targa o coppa, diploma con motivazione della giuria e libri.
Terzo premio: targa o coppa, diploma con motivazione della giuria.
La Giuria si riserva di non assegnare i tre premi consecutivi per le sezioni che non avranno avuto una soddisfacente partecipazione quantitativa.
La Giuria inoltre procederà a nominare dei selezionati e dei menzionati speciali per la buona qualità delle loro opere ed ulteriori premi potranno essere attribuiti a discrezione del giudizio della Giuria.
11. I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione per ritirare il premio. In caso di impossibilità, la targa/coppa e il diploma potranno essere spediti a casa dietro pagamento delle spese di spedizione, mentre i premi in denaro non verranno consegnati e saranno incamerati dagli enti organizzatori per future edizioni del Premio.
12.Tutti i testi dei vincitori, dei selezionati e dei menzionati a vario titolo saranno pubblicati nel volume antologico che sarà presentato nel corso della premiazione.
13. La cerimonia di premiazione si terrà a Firenze in un fine settimana di Marzo 2015. A tutti i partecipanti verranno fornite con ampio preavviso tutte le indicazioni circa la premiazione.
14. Parte dei proventi derivanti dalla vendita dell’antologia del premio saranno destinati a finanziare la ricerca scientifica e verranno donati alla Fondazione dell’Ospedale Meyer di Firenze.
15. La partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutti gli articoli che compongono il bando. Il partecipante acconsente all’autorizzazione al trattamento dei dati personali; si garantisce che questi saranno utilizzati esclusivamente ai fini del concorso e nell’ambito delle iniziative promosse dalla Ass. Poetikanten per la legge 675 del 31/12/96 e D.L. 196/03
Marzia Carocci – Presidente del Premio
Lorenzo Spurio – Presidente di Giuria
1° PREMIO DI LETTERATURA “PONTE VECCHIO”
Scheda di Partecipazione
La presente scheda compilata è requisito fondamentale per la partecipazione al concorso. Alla scheda va, inoltre, allegata l’attestazione del pagamento della relativa tassa di lettura e il tutto va inviato a premiopontevecchio@gmail.com entro e non oltre il 30-11-2014.
Nome/Cognome ______________________________________________________
Nato/a ________________________________ il _______________________
Residente in via ___________________________Città____________________
Cap __________________ Provincia _________________Stato_____________
Tel. __________________________Cell._______________________________
E-mail ________________________Sito internet: _______________________
Partecipo alla sezione:
□ A –Poesia
□ B – Racconto breve
□ C – Articolo / Saggio breve
con il/i testo/i dal titolo/i__________________________________________________
________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Firma____________________________ Data __________________________
□ Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) e solo relativamente allo scopo del Concorso in oggetto.
□ Dichiaro che il/i testi che presento è/sono frutto del mio ingegno e che ne detengo i diritti a ogni titolo.
Firma____________________________ Data __________________________
Marzia Carocci su “I cristalli dell’alba” di Sandra Carresi
“I cristalli dell’alba” di Sandra Carresi
TraccePerLaMeta Edizioni, 2014
RECENSIONE a cura di Marzia Carocci
Sandra Carresi è in primis una donna che osserva e che vive sulla propria pelle le emozioni dando voce a queste, attraverso la poesia. Il suo iter poetico è privo di retorica lessicale, ella infatti non plasma le parole per rendere il verso carezza o lezioso tranello per piacere al lettore, ma apre al mondo la sua verità che sia indignazione, provocazione, monito o semplice essenza dell’anima. Ogni suo verso, ogni sua strofa, ci porta alla riflessione poiché Sandra è diretta, vera, spontanea e il suo dire pur se in modo lirico è sempre fonte di sincerità etica e morale.
Ho avuto modo di leggere altri libri di Sandra Carresi e ogni volta ho trovato nelle sue parole, siano queste nelle poesie che nella narrativa, quel bisogno quasi viscerale di esprimere un pensiero evocativo e la volontà di imprimerlo con forte determinazione e passione come a volere in qualche modo urlare per essere voce suadente a sottolineare le ingiustizie, gli abusi, i soprusi che la nostra umanità propina ogni attimo.
Questo suo viaggio letterario è a mio modesto parere quello che determina di più il carattere della poetessa, una donna che non volta la testa dall’altra parte fingendo di non assistere, ma anzi, ella addita chi violenta, chi umilia, chi oltraggia, chi non rispetta; una donna di grande umanità e pulizia mentale, stanca forse, come molti di noi, di atteggiamenti scorretti e deleteri che dilagano in questo nostro sistema sbagliato e contorto.
Una silloge di impegno sociale/civile, una conca di idiomi importanti, palpitanti che nonostante Sandra imprigioni dentro a versi poetici, escono fuori con l’impetuosità perentoria di chi denuncia il male e l’infamità del mondo.
Questa raccolta di poesie che contiene una miscellanea di argomenti è uno stralcio di vita comune all’umanità intera dove tutto è presente; una finestra aperta nella vita dove si sente l’amore, la sofferenza, la gioia e tanta voglia di onestà civile.
Sandra Carresi è una poetessa dalla grande sensibilità, mai obsoleta e sempre in continua analisi e osservazione, quella stessa analisi che ognuno di noi dovrebbe trovare per rielaborare un criterio di vita migliore che ci regali al risveglio quella magia di poter finalmente vedere “i cristalli dell’alba” che la nostra poetessa ha trovato nel suo cuore.
Marzia Carocci
Spurio presenta la sua nuova raccolta di racconti a Perugia il 26 marzo
(Da sx Lorenzo Spurio, la professoressa Francesca Montesperelli, Susanna Polimanti e Valenrina Meloni)
“Autori e amici di Marzia Carocci” diviene un libro
In occasione dell’11° evento “Autori ed Amici di Marzia Carocci” che si terrà dopo l’estate, in un sabato pomeriggio di settembre od ottobre 2014 (data e luogo ancora da decidere, ma c’è molto tempo!) si è decisi di promuovere un’iniziativa culturale che possa lasciare quale manifestazione fisica dell’evento, un segno tangibile.
Si è decisi, cioè, di compilare una antologia di testi (si veda sotto le caratteristiche) di “autori e amici di Marzia Carocci” la cui partecipazione è gratuita e che sarà diffusa e disponibile alla vendita il giorno stesso dell’evento. Questo volume, che sarà pubblicato da TraccePerLaMeta Edizioni, verrà curato da Lorenzo Spurio –scrittore e critico letterario- e conterrà tutti i testi di coloro che ne avranno preso parte.
Nel caso in cui si riceverà troppo materiale, allora si deciderà di scegliere un testo per ogni autore, ma comunque nessuno verrà lasciato fuori.
I proventi che deriveranno dalla vendita dell’antologia, una volta detratte le spese di pubblicazione sostenute da TraccePerLaMeta Edizioni, saranno devoluti per sostenere la Lega del Filo d’Oro (www.legadelfilodoro.it) che da cinquanta anni si occupa del miglioramento della qualità della vita di persone sordocieche e pluriminorate sensoriali.
Le modalità per partecipare alla raccolta antologica di “Autori e amici di Marzia Carocci” è la seguente: entro e non oltre il 30 Maggio 2014 si dovrà inviare alla mail lorenzo.spurio@alice.it indicando nell’oggetto “Antologia Autori e Amici di MC” il seguente materiale:
Per i poeti:
– un massimo di 2 poesie che non dovranno superare i 30 versi ciascuna
– una nota biografica in 5 sintetiche righe Times New Roman corpo 12 (*)
– un file Word contenente i dati personali: nome, cognome, città, mail, numero di telefono.
Per gli scrittori:
– un racconto di lunghezza massima pari a 2 pagine Word A4 Times New Roman corpo 12, interlinea singola
– una nota biografica in 5 sintetiche righe Times New Roman corpo 12 (*)
– un file Word contenente i dati personali: nome, cognome, città, mail, numero di telefono.
Per gli aforisti:
– un massimo di 4 aforismi della lunghezza di massimo 5 righe Times New Roman copro 12
– una nota biografica in 5 sintetiche righe Times New Roman corpo 12 (*)
– un file Word contenente i dati personali: nome, cognome, città, mail, numero di telefono.
Per i fotografi/pittori:
– un massimo di 2 foto delle loro opere artistiche accompagnate da una didascalia sintetica
– una nota biografica in 5 sintetiche righe Times New Roman copro 12 (*)
– un file Word contenente i dati personali: nome, cognome, città, mail, numero di telefono.
Si valuterà la possibilità di pubblicazione a colori di queste pagine contenenti foto di disegni, quadri e altro.
Nel caso si voglia partecipare con altre forme testuali o grafiche si prega di contattare il curatore alla mail: lorenzo.spurio@alice.it ma si ricorda sin d’ora che non verranno pubblicate recensioni, saggi critici, articoli o altri testi di questa categoria.
Saranno chiaramente espulsi i testi e gli autori che presenteranno opere che presentino elementi d’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione di ciascun tipo o che possano risultare di fastidio per la morale e la religione.
Nel caso si debba provvedere a una selezione dei materiali e non sia possibile pubblicare per motivi di spazio tutti i testi pervenuti, ne verrà data comunicazione a mezzo mail prima della stampa del volume.
(*) – Nel caso si invii curriculum e biografie lunghe, sarà compito del curatore tagliarle e renderle in maniera conforme al volume.
Per info: lorenzo.spurio@alice.it – info@tracceperlameta.org
III Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” – il bando
III Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”
BANDO DI PARTECIPAZIONE
Con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale e dei Comuni di Brescia, Jesi (AN), Dronero (CN), Blog Letteratura e Cultura, la rivista di letteratura “Euterpe”, Deliri Progressivi e l’Associazione Culturale Poetikanten Onlus bandiscono la III edizione del Premio di Poesia “L’arte in versi” la cui partecipazione è articolata dal presente bando.
Il concorso è articolato in due sezioni, entrambe a tema libero:
a) sezione A – poesia in lingua italiana
b) sezione B – poesia in dialetto (accompagnata da relativa traduzione in italiano)
Le poesie presentate al concorso potranno essere edite o inedite, ma non dovranno aver ottenuto un riconoscimento in un precedente concorso letterario.
Ciascun autore potrà inviare un massimo di due poesie per ciascuna sezione e ognuna non dovrà superare il limite dei 30 versi.
Quale tassa di partecipazione è richiesto il pagamento di 5€ per ciascuna poesia presentata. Il pagamento dovrà avvenire con una delle modalità descritte al punto 8 del bando.
Per la corretta partecipazione, il poeta deve inviare entro e non oltre la data di scadenza fissata al 15 maggio 2014 all’indirizzo internet arteinversi@gmail.com le poesie con le quali intende concorrere in formato Word o Pdf, il modulo di partecipazione compilato e la ricevuta del pagamento.
Nel modulo di partecipazione il concorrente attesterà che le poesie presentate sono di sua esclusiva paternità, assumendosi la responsabilità nel caso indichi il falso.
Il pagamento potrà avvenire con una delle seguenti modalità:
Bollettino postale: CC n° 001014268401
intestato a IURI LOMBARDI – causale III Premio di Poesia “L’arte in versi”
Bonifico bancario: IBAN: IT33A0760102800001014268401
intestato a IURI LOMBARDI – causale III Premio di Poesia “L’arte in versi”
Postepay: n° 4023600646839045
intestato a IURI LOMBARDI – causale III Premio di Poesia “L’arte in versi”
La ricevuta del pagamento dovrà essere inviata insieme alle poesie e al modulo di partecipazione.
Non verranno accettate opere che presentino elementi razzisti, denigratori, pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione di ciascun tipo.
La Commissione di giuria è composta da poeti, scrittori, critici ed esponenti del panorama culturale e letterario:
Annamaria Pecoraro, poetessa, scrittrice, Direttrice di Deliri Progressivi
Emanuele Marcuccio, poeta, aforista, curatore editoriale
Giorgia Catalano, poetessa, scrittrice e speaker Radio
Ilaria Celestini, poetessa e scrittrice
Iuri Lombardi, poeta e scrittore, presidente dell’Ass. Poetikanten Onlus
Lorenzo Spurio, scrittore, critico letterario, Direttore Rivista di letteratura Euterpe
Luciano Somma, poeta, autore di canzoni e critico d’arte
Martino Ciano, scrittore e giornalista-pubblicista
Marzia Carocci, poetessa, critico-recensionista ed editor
Michela Zanarella, poetessa, scrittrice e giornalista
Monica Pasero, poetessa, scrittrice e recensionista
Salvuccio Barravecchia, poeta e scrittore
Verranno premiati i primi tre poeti vincitori per ciascuna sezione. Il Premio consisterà in:
Primo premio: targa o coppa, diploma con motivazione della giuria e 150€
Secondo premio: targa o coppa, diploma con motivazione della giuria e 100€
Terzo premio: targa o coppa, diploma con motivazione della giuria e libri.
La Giuria inoltre procederà a nominare dei selezionati e dei menzionati speciali per la buona qualità delle loro opere ed ulteriori premi potranno essere attribuiti a discrezione del giudizio della Giuria.
I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione per ritirare il premio. In caso di impossibilità, la targa/coppa e il diploma potranno essere spediti a casa dietro pagamento delle spese di spedizione, mentre i premi in denaro non verranno consegnati e saranno incamerati dagli enti organizzatori per future edizioni del Premio.
Tutti i testi dei vincitori, dei selezionati e dei menzionati a vario titolo saranno pubblicati nel volume antologico che sarà dotato di regolare codice ISBN e che sarà presentato nel corso della premiazione.
La cerimonia di premiazione si terrà a Firenze in un fine settimana di Novembre 2014. A tutti i partecipanti verranno fornite con ampio preavviso tutte le indicazioni circa la premiazione.
Il Premio di Poesia “L’arte in versi” da sempre sensibile alle tematiche sociali devolverà parte dei proventi derivanti dalla vendita delle antologie all’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM). A tutti i partecipanti che avranno acquistato l’opera antologica sarà data testimonianza sulla donazione effettuata.
La partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutti gli articoli che compongono il bando.
Lorenzo Spurio Marzia Carocci
Presidente del Premio Presidente di Giuria
Segreteria del III Premio “L’arte in versi”
arteinversi@live.com – www.blogletteratura.com
Pagina FB del Premio: https://www.facebook.com/arteinversi
Scheda di Partecipazione al Concorso
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La presente scheda compilata è requisito fondamentale per la partecipazione al concorso. Alla scheda va, inoltre, allegata l’attestazione del pagamento della relativa tassa di lettura e il tutto va inviato a arteinversi@gmail.com entro e non oltre il 15-05-2014. |
Nome/Cognome __________________________________________________________________
Nato/a _________________________________________ il ______________________________
Residente in via __________________________________Città____________________________
Cap ________________________ Provincia ______________________Stato_________________
Tel. ________________________________Cell.________________________________________
E-mail _______________________________Sito internet: ________________________________
Partecipo alla sezione:
□ A –Poesia in lingua italiana □ B – Poesia in dialetto
con il/i testo/i dal titolo/i____________________________________________________________
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________________________________________________________________________________
Firma_____________________________________ Data _________________________________
□ Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) e solo relativamente allo scopo del Concorso in oggetto.
□ Dichiaro che il/i testi che presento è/sono frutto del mio ingegno e che ne detengo i diritti a ogni titolo.
Firma_____________________________________ Data _________________________________
Verbale di Giuria del II Concorso Letterario “Segreti di Pulcinella”
2° Concorso Letterario “Segreti di Pulcinella”
VERBALE DI GIURIA
Le Giurie della II edizione del Concorso Letterario Nazionale “Segreti di Pulcinella” così composte:
POESIA: Anna Laura Cittadino, Susanna Polimanti, Lorenzo Spurio, Sandra Carresi, Massimo Acciai, Iuri Lombardi, Ilaria Celestini, Rossana D’Angelo.
RACCONTO: Alessio De Luca, Luigi Pio Carmina, Lorenzo Spurio, Sandra Carresi, Susanna Polimanti, Charlotte Migliolo e Luisa Bolleri.
ANNUNCIANO
L’esito del Concorso organizzato dalla rivista “Segreti di Pulcinella” in collaborazione con l’Ass. Culturale Poetikanten.
Sezione 1 – Poesia
Vincitori:
1° premio – VALENTINA MELONI con “Il mio Kintsugi”
2° premio – ANGELO CANINO con “A vecchia”
3° premio– EMANUELE INSINNA con “Il sorriso dei vecchi”
Segnalati:
ALFREDO GIGLIO con “Gabbiani”
ANGELO CANINO con “A cchilli tiampi”
ANNA BARZAGHI con “Fotografie”
ANNA BARZAGHI con “I graffi del tempo”
CIRO IMPERATO con “A mio padre morente”
FRANCO CALZOLARI con “Rimembranze”
LENIO VALLATI con “I vecchi”
MIRIANA DI PAOLA con “Luci sul molo”
RICCARDO MANZINI con “Lu viziu de la memoria”
RICCARDO MANZINI con “Un sacco de risate”
RICCARDO VECELLIO SEGATE con “Bambini soldato”
RICCARDO VECELLIO SEGATE con “Estratti di follia”
RITA CHINOTTI con “Piaceri stanchi”
ROSARIA MINOSA con “Il vecchio”
STEFANIA PARON con “Una zingara mi disse”
VALENTINA MELONI con “Sul limitare dell’estate”
Sezione 2 – Racconto breve
Vincitori:
1° premio – ALESSIA MICHELON con “La crisalide spezzata”
2° premio – GIGLIOLA FRANCESCHI con “Un giorno a Reggio”
3° premio ex-aequo – NICOLINA ROS con “Scarpe rosse, tacco 15”
3° premio ex-aequo – FRANCESCA LAPPEZZATA con “Aspettando un segnale per iniziare a vivere”
Segnalati:
MARCO CANELLA con “La luce nei suoi occhi”
VALENTINA MELONI con “Prince, il cavallo che ride”
LUIGINO VADOR con “La prima meta”
ALFREDO GIGLIO con “Il riccio”
RENZO MALTONI con “La cabina del telefono”
LAURA MORAZZINI con “Cara amica”
MARIA TERESA BUCCIERI con “Dialogando con Platone”
TIZIANO CONSANI con “Cioccolatini e caramelle”
RICCARDO MANZINI con “Il 7 dicembre, il giorno prima dell’immacolata”
Premi
Come indicato dal bando di concorso al punto 11, “I premi consisteranno in targhe di metallo per i primi tre vincitori di ciascuna delle due sezioni. I primi vincitori assoluti delle due sezioni riceveranno, inoltre, 100€ e una copia gratuita dell’antologia del premio. Per i segnalati e altri partecipanti che otterranno delle menzioni si consegnerà un diploma e un libro”.
L’antologia conterrà la pubblicazione di tutti gli autori vincitori e segnalati.
Per i vincitori il testo sarà corredato da un commento critico della giuria e una loro nota bio-bibliografica.
La cerimonia di premiazione si terrà a Firenze al Casa-Museo di Dante in Via S. Margherita 1 sabato 5 aprile 2014 a partire dalle ore 17:00.
Si ricorda che tutti i vincitori e i segnalati sono chiamati a partecipare alla premiazione; qualora ciò non sarà possibile i premi (le targhe per i vincitori, i diplomi per i vincitori e i segnalati) potranno essere spediti a casa dietro pagamento dell’interessato delle relative spese di spedizione.
I premi in denaro, invece, dovranno essere ritirati personalmente il giorno della Premiazione, pena il decadimento.
A questa comunicazione ne seguirà un’altra con la locandina dell’evento.
Per coloro che intendono prenotare l’antologia del premio o acquistarla (prima copia 10€, a partire dalla seconda 9€), possono farlo inviando una mail a lorenzo.spurio@alice.it (indicando nell’oggetto “Antologia SDP”) e potranno poi ritirarla direttamente il giorno della premiazione.
Lorenzo Spurio Marzia Carocci
Presidente del Premio Presidente di Giuria
Firenze, 21 gennaio 2014
Info:
“Disagio & Letteratura” il 15 febbraio a Firenze con una conferenza, un reading e un incontro con gli esperti dei DCA
Disagio e Letteratura
Scuola Eurocentres
Palazzo Guadagni – Piazza S. Spirito 9 – FIRENZE –
15 febbraio 2014
Programma
Ore 16:00 – Conferenza di Letteratura
vedi programma sotto
Ore 17:15 – Pausa Caffè
Ore 17:30 – Reading poetico (I parte)
Ore 18:30 – I Disturbi dei comportamenti alimentari (DCA): parlano gli esperti
Dr. Lorenzo Franchi
Dr.ssa Barbara Mezzani
Dr.ssa Stefania Pallini
Ore 19:00 – Reading poetico (II parte)
Ore 19:40 – Chiusura dei lavori















