“L’estetica dell’oltre”: la poetessa Michela Zanarella pubblica il suo nuovo libro

L’ESTETICA DELL’OLTRE : IL NUOVO LIBRO DI MICHELA ZANARELLA

 

1278360_561980763860100_1499406212_nArteMuse Editrice presenta in anteprima la nuova silloge della giovane e affermata poetessa Michela Zanarella, che esordisce nella collana Castalide. Una voce poetica apprezzata da personalità di spicco della cultura e delle arti in Italia, vincitrice di numerosi premi e citata nei siti di Alda Merini e Pier Paolo Pasolini. Le profonde liriche che compongono L’Estetica dell’Oltre sono introdotte dalle parole di Angela Molteni e Antonino Caponnetto. L’uscita ufficiale della raccolta è il 9 settembre 2013.

Autrice di poesia, narrativa e testi teatrali, supporto stampa di ELFA Promotions, realtà di promozione artistica. Michela Zanarella, nata a Cittadella (PD) vive e lavora a Roma, dove svolge la sua attività collaborando con varie testate giornalistiche on web.

 

Per prenotare il libro: http://www.twinsgroup.it/twinsstore/libri/133-michela-zanarella-l-estetica-dell-oltre.html

Lorenzo Spurio intervista Michela Zanarella, autrice di “Meditazioni al femminile”

Intervista a MICHELA ZANARELLA

Autrice di MEDITAZIONI AL FEMMINILE

SANGEL EDIZIONI, CORTONA, 2012

Isbn: 978 8897040750

 

a cura di Lorenzo Spurio

Blog Letteratura e Cultura

 

 LS: Come dobbiamo interpretare il titolo che hai scelto per la tua ultima opera pubblicata?

MZ: Meditazioni al femminile può sembrare un titolo rivolto a un pubblico prettamente femminile, ma non è assolutamente il caso di questa raccolta poetica, che vuole essere messaggio universale  nel nome dell’amore non solo sacro ma anche profano, secondo riflessioni maschili e femminili. Ho scelto di raccontare in versi la mia figura di donna, svelando la  mia identità in modo spontaneo e sincero. Nel libro ho espresso sensazioni ed emozioni che vanno a toccare il senso della vita ed il nostro essere nel cosmo.

 LS: Un autore negherà quasi sempre che quanto ha riportato nel suo testo ha un riferimento diretto alla sua esistenza ma, in realtà, la verità è l’opposto. C’è sempre molto di autobiografico in un testo ma, al di la di ciò, il recensionista non deve soffermarsi troppo su un’analisi di questo tipo perché risulterebbe per finire fuorviante e semplicistica. Quanto c’è di autobiografico nel tuo libro? Sei dell’idea che la letteratura sia un modo semplice ed efficace per raccontare storie degli altri e storie di sé stessi?

MZ: Il libro è molto autobiografico, non è un caso che io parli degli affetti più cari, della mia terra, delle esperienze che ho vissuto, dei poeti che amo, indirettamente c’è sempre una traccia di me in ciò che scrivo. La letteratura serve a raccontare se stessi, a raccontare situazioni comuni, realtà che appartengono un po’ a chiunque. Già i grandi della letteratura, prendiamo ad esempio Dante, nella sua commedia “divina” introduce un filo sottile per raccontare tutta la sua esperienza terrena, mettendo a nudo la sua anima, con vicissitudini politiche e carnali, così come il Manzoni nei “Promessi Sposi” ha tirato in ballo il suocero.

 LS: Quali sono i tuoi autori preferiti? Quali sono le tendenze, le correnti italiane e straniere e i generi letterari che più ti affascinano? Perché?

MZ: Amo Alda Merini e Pier Paolo Pasolini, sono due figure che hanno segnato il mio percorso di scrittura. Vivo a Monteverde, il quartiere in cui Pier Paolo ha vissuto ed ha ambientato Ragazzi di vita. Ripercorrere quotidianamente le strade dove anche lui è stato, mi porta ad essere ancora più legata alla sua figura, lo considero l’ intellettuale del sociale.  E’ comunque una mia ispirazione l’opera di Henry James, alla quale ancora tutti attingono per la letteratura e il cinema moderno. Logicamente Baudelaire, Rimbaud, Verlaine sono gli angeli custodi della mia penna.

 LS: So che rispondere a questa domanda sarà molto difficile. Qual è il libro che di più ami in assoluto? Perché? Quali sono gli aspetti che ti affascinano?

 MZ: Il libro che più amo è Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini, perchè la sua scrittura è visiva, riesce a coinvolgermi e mi fa vedere le situazioni descritte dall’autore. Ambisco ad una scrittura del genere.

 LS: Quali autori hanno contribuito maggiormente a formare il tuo stile? Quali autori ami di più?

MZ: Alda Merini, Pier Paolo Pasolini, Baudelaire, Rimbaud, Verlaine, Quasimodo, Ungaretti. Amo leggere anche molti poeti esordienti.

 LS: Quali libri hai pubblicato? Puoi parlarcene brevemente?

MZ: Ho pubblicato sei raccolte di poesia e una raccolta di racconti. Credo ed. MeEdusa nel 2006, Risvegli ed. Nuovi Poeti nel 2008, Vita, infinito, paradisi ed. Stravagario nel 2009, Convivendo con le nuvole ed. GDS nel 2009, Sensualità Sangel Edizioni nel 2011, Meditazioni al femminile Sangel Edizioni nel 2012. Ho pubblicato la silloge Una farfalla in volo nel libro Creare Mondi edito da Fara Editore nel 2011. Credo ha segnato il mio ingresso nel mondo della poesia, la scrittura in versi è molto semplice, dettata dall’istinto. Risvegli è una raccolta intrisa di ricordi, la considero molto descrittiva, meno acerba rispetto al primo volume. Vita, infinito, paradisi è un libro a cui tengo molto, le poesie sono quasi tutte vincitrici di premi letterari e lo considero un volume di qualità. Convivendo con le nuvole è una raccolta di brevi racconti, ha avuto una buona diffusione nel web e devo ammettere che mettermi alla prova in narrativa è stato stimolante. Sensualità è un libro di poesie d’amore, tutto rivolto ai sentimenti. Meditazioni al femminile è un volume di maturazione dello stile e di forte intensità per il contenuto. Sono presente in quasi cento antologie poetiche e spero di continuare a pubblicare. In questi giorni ho terminato il mio primo romanzo.

  LS: Collabori o hai collaborato con qualche persona nel processo di scrittura? Che cosa ne pensi delle scritture a quattro mani?

MZ: Ho seguito dei corsi di scrittura creativa per affinare lo stile e per migliorare il linguaggio. Conoscere la lingua italiana è fondamentale e studiare non è mai abbastanza. Ho scritto solo qualche poesia a quattro mani, può risultare stimolante per un confronto diretto, ma preferisco comunque gestire in modo autonomo la mia ispirazione. Sono una solitaria in scrittura.

 LS: A che tipo di lettori credi sia principalmente adatta la tua opera?

MZ: Mi auguro che la mia opera sia adatta a chiunque, anche se so che in genere la poesia è apprezzata maggiormente da chi ne è realmente appassionato.

 LS: Cosa pensi dell’odierno universo dell’editoria italiana? Come ti sei trovata con la casa editrice che ha pubblicato il tuo lavoro?

MZ: L’editoria italiana è molto vasta, ci sono tante possibilità, bisogna saper valutare bene a chi affidare la propria opera. Personalmente ho cambiato diversi editori, con tutti però ho mantenuto un rapporto di rispetto e di  fiducia. Non è solo l’editore a determinare il “successo” di un libro, conta molto l’impegno dell’autore stesso. Sapersi promuovere nel mondo editoriale è sicuramente un vantaggio.

 LS: Pensi che i premi, concorsi letterari e corsi di scrittura creativa siano importanti per la formazione dello scrittore contemporaneo?

 MZ: I premi e i riconoscimenti sono importanti, ottenere dei buoni risultati nei concorsi letterari può sicuramente dare una diversa visibilità.

 LS: Quanto è importante il rapporto e il confronto con gli altri autori?

MZ: Il confronto con gli altri autori è un ottimo metodo per valutare e comprendere le proprie capacità. Tutto è utile per migliorare.

 LS: Il processo di scrittura, oltre a inglobare, quasi inconsciamente, motivi autobiografici, si configura come la ripresa di temi e tecniche già utilizzate precedentemente da altri scrittori. C’è spesso, dietro certe scene o certe immagini che vengono evocate, riferimenti alla letteratura colta quasi da far pensare che l’autore abbia impiegato il pastiche riprendendo una materia nota e celebre, rivisitandola, adattandola e riscrivendola secondo la propria prospettiva e i propri intendimenti. Che cosa ne pensi di questa componente intertestuale caratteristica del testo letterario?

MZ: Sicuramente chi scrive apprende o fa riferimento a qualcosa di già noto ed esistente, l’abilità di un autore sta nel saper rendere originale ciò che propone.

 

Lorenzo Spurio

scrittore, critico-recensionista

Blog Letteratura e Cultura

 

 

Jesi, 14/08/2012

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“Meditazioni al femminile” di Michela Zanarella, recensione a cura di Lorenzo Spurio

Meditazioni al femminile

di Michela Zanarella

con introduzione di Donatella Bisutti

con prefazione di Giuseppe Neri

Sangel Edizioni, 2012

ISBN: 9788897040750

 

Recensione a cura di Lorenzo Spurio

 

Michela Zanarella, poetessa di origine veneta ma da anni attiva nella Capitale, torna con una nuova e interessante silloge di poesie. Dopo Sensualità, edita da Sangel Edizioni, in cui la Zanarella intendeva dipingere una femminilità calda, accogliente e sensuale, arriva Meditazioni al femminile, che il noto poeta napoletano Luciano Somma non ha mancato di avvicinare alla poetica della Merini. Ritengo che paragoni di questa natura sono sempre azzardati e pericolosi ma c’è di sicuro nella poesia della Zanarella una predisposizione ad affrontare temi, soggetti e ambiti che furono particolarmente cari alla grande poetessa milanese.

La parola “meditazioni” nel titolo del libro può far pensare che quello che ci apprestiamo a leggere sia una sorta di prosa ragionata, una scrittura attenta, frutto di ricerca e di sperimentazione. In realtà è tutt’altro. Le meditazioni che la Zanarella fa nel corso di questo libro sono di carattere intimistico, profondo, personale; hanno la volontà di riferirsi alla donna in quanto tale, al suo rapportarsi con il mondo e, soprattutto, con l’altro sesso. Si respira sfogliando le pagine una sensibilità che abbiamo già conosciuto con Sensualità anche se, per certi versi, si individua qui una certa maturità, non espressiva, ma tematica. Il percorso che la Zanarella ci fa fare coinvolge le varie sfere sensoriali e si appella in maniera pacata al lettore affinché questo le impieghi nella lettura, per poterne condividere a pieno l’espressività.

La poesia della Zanarella parte spesso dalla descrizione fulminea e al tempo stesso vivida di elementi naturali, il mare, il sole, i fiori che, piuttosto che darle un’impronta modernista, servono per istituire una serie di parallelismi con la vita dell’uomo. La poetessa esplica l’amore per il suo uomo ricorrendo direttamente ad appelli ed esortazioni in cui la dea Madre, è espressione a sua volta di quella forza impetuosa, continua e rigenerante. E’ una ricerca questa che non conosce limiti e che consente alla poetessa di sognare a occhi aperti e desiderare anche l’impossibile: «voglio esplodere di te/ e sapere il sapore/ del mare» scrive nella lirica che apre la raccolta. Ma in fondo sappiamo bene che in poesia nulla è impossibile e così, con questa prospettiva dobbiamo leggere le poesie della Zanarella che traboccano di gemiti, respiri che si incontrano, “morsi d’amore”, sguardi, baci e momenti d’affetto.

Come avevo avuto modo di osservare nella recensione di Sensualità, nella poetica della Zanarella, le parole si impersonificano: l’amore sembra essere una sorta di divinità onnipresente che tutto può; il Destino viene invocato come una sorta di protettore o altre volte come un’entità capace di volgere le cose come le desideriamo. «[C]onsumeremo il cielo/ gocciolando innamorati sui marciapiedi/ del destino» scrive nella lirica “Insieme oltre”,  la più bella dell’intera raccolta. Nella silloge ci sono, inoltre, poesie ispirate e dirette a persone care della Zanarella così come alla sua città d’origine, Padova, citata direttamente in varie liriche. Bellissimo l’omaggio a Pasolini: «Tradito come un autunno / in maledizione / è stato il tuo canto di verità. / Non si accorsero che assassinando / un guscio secolare di saggezza /  estirpavano fiore universale di poesia» e curioso il ricordo del pontefice Giovanni Paolo II.

E’ la natura che ritorna di continuo, quasi a descrivere una sorta di leitmotiv dell’intera silloge, «mi allaccio al vento, mi abbandono al fuoco» scrive in “Mi incateno alle origini”. Meditazioni al femminile è una riuscita celebrazione dell’amore fisico e dalla sua realizzazione a livello inconscio, dell’erotismo, della voglia di amare e farsi amare, della ricerca di un senso alla vita. E’ un incrocio continuo di due divinità importanti: Gea ed Eros. Si uniscono, dialogano tra loro, a volte addirittura si eguagliano divenendo una divinità unica. Ed è forse nella chiusa della poesia “Fango e radici” che ci capacitiamo di come la Zanarella riesca a fondere i due elementi, quello della natura incontaminata e quello della natura umana: «Ci incontriamo nel petto della stessa terra, / fango e radici / per un nuovo germoglio».

a cura di Lorenzo Spurio

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