“Il giardino di Mattia”, romanzo d’esordio di Daniela Ippoliti

Il giardino di Mattia di Daniela Ippoliti
Bibliotheka Edizioni, 160 pp., 11€

coverilgiardino.png“La morte di qualcuno può dare inizio alla nascita di qualcun altro”. In questa frase è racchiusa tutta la profondità di questo romanzo, che segna l’esordio nel mondo editoriale di Daniela Ippoliti con Bibliotheka Edizioni. Può la vita di un giovane interrompersi all’improvviso? Purtroppo succede ed è realtà attuale e tristemente diffusa. Un incidente stradale la spezza per sempre, e cambia quella di chi resta. Con una scrittura semplice, molto descrittiva ed avvolgente l’autrice ci proietta addosso tutto il dolore per la scomparsa di un ragazzo che era amato dagli amici, dalla famiglia, dalla comunità. Il vuoto che ha lasciato è evidente e viene raccontato attraverso le azioni e i pensieri di Chiara ed altri compagni che con lui hanno condiviso momenti di vita e spensieratezza. Un luogo diventa il simbolo per mantenere vivo il ricordo: un giardino. E’ meta di incontro dei ragazzi per restare uniti e trovare un po’ di conforto. Si intrecciano storie, prendono forma situazioni nuove ed emozioni e dal buio appare una flebile luce di speranza. Daniela Ippoliti riesce a coinvolgere il lettore, a trascinarlo con forza in una dimensione drammatica, che può evolvere e trasformarsi in qualcosa di diverso, più luminoso e positivo, dove tutto può avere un colore, se si ha la volontà di crederci.

 

Il libro

Mattia è un ragazzo di diciannove anni come tanti, con una vita normale, degli amici normali ed una famiglia altrettanto normale, fino a quando tutto tragicamente si interrompe per sempre perché Mattia muore in un incidente stradale con il suo scooter. Per cercare di sopportare il dolore per la perdita del loro amico e nel tentativo di trasformare un posto dove è arrivata la morte in un luogo dove poter ritrovare un po’ di vita e di allegria, gli amici di Mattia decidono di creare un piccolo ma attrezzato giardino nella piazza dove il ragazzo ha avuto l’incidente mortale. Andando a scomodare la teoria sociologica sui ‘sei gradi di separazione’, il libro racconta di come l’esistenza di ognuno di noi sia spesso legata, tramite un filo invisibile, all’esistenza di un altro individuo e come l’aiuto che ci serve possa giungere da ogni direzione, anche la più impensabile.

L’autrice

Daniela Ippoliti è nata a Roma nel 1964, dove vive attualmente insieme a suo figlio. Laureata in medicina e chirurgia presso l’Università di Roma La Sapienza e specializzata in dermatologia, lavora da molti anni presso un famoso istituto dermatologico della capitale. “Il giardino di Mattia” è il suo primo romanzo.

 

Uff. stampa Michela Zanarella

Contatti: pressliveitalia@gmail.com

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“Hýsteron Próteron” di Rosanna Gambarara, recensione di Lorenzo Spurio

Rosanna Gambarara, Hýsteron Próteron, Pagine, Roma, 2016.

Recensione di Lorenzo Spurio

La poetessa urbinate Rosanna Gambarara, da anni residente nella Capitale, è recentemente uscita con la pubblicazione del titolo Hýsteron Próteron (Pagine, 2016), volume che si compone di tre sezioni che a loro volta portano i titoli di “Divagazioni”, “In filigrana” e “Hýsteron Próteron” che è la parte più consistente da un punto di vista del numero delle liriche ivi contenute.

hysteron_proteronIl libro è inaugurato in esergo da una citazione tratta da uno dei maggiori filosofi ovvero Sant’Agostino, con un estratto in cui parla del tempo, tema caro e totalizzante dell’opera del religioso di cui parla ampiamente negli scritti filosofici de Le Confessioni. La Gambarara ha posto nella primissima pagina del libro questo frammento del filosofo dove si allude alla difficoltà di categorizzare e analizzare il tempo: aspetto ubiquo e dominante della nostra esistenza che non ha, però, una sua identità chiara ed univoca tanto da divenire qualcosa di sfuggente o di difficilmente trattabile in campo analitico. Il percorso che la poetessa fa in questa raccolta di versi va un po’ in questa direzione, nel tentativo di evidenziare quella realtà taciuta, di investigare le incongruenze del pensiero, di far, cioè, luce sulla difficoltà dell’uomo nell’interagire con un mondo fisico e concreto dove l’approfondimento esistenziale ed ontologico prende la forma di un dilemma ampio e difficilmente valicabile foriero di “sghembi itinerari”.

Quelle della Nostra sono, appunto, “divagazioni”, vale a dire riflessioni personali su una realtà non presente, e dunque inconsistente, sulla quale è possibile congetturare, amplificare  la considerazione dei meccanismi che reggono l’esistenza dell’uomo nel mondo.

Echi crepuscolari, liriche dallo stile piano e di facile fruizione che abbracciano la natura e che si stagliano nelle liminarità della mente dell’uomo, tra paure, sentimenti di desolazione, solitudine, inappetenza e meravigliato ricordo di luoghi esotici, in particolari della penisola ibeirca. Densa ed acuta la riflessione sul tema del tempo, meglio indagato nella lirica “L’attesa” dove la Nostra non manca, con un verseggiare istantaneo e veloce, di tracciare, tra vita personale e sociale, l’impegno dell’uomo nelle giornate rituali che compongono la sua esistenza che la Gambarara intravvede in toni critici e non sempre benauguranti come quando parla di “mondo feroce” o fa riferimento al “ritmo dei passi affrettati”.

In “Il silenzio”, sulla scorta di un’applicazione teoretica di tesi,antitesi e sintesi, la poetessa giunge a sconfessare le considerazioni iniziali per asserire, dopo una più sentita ricerca, che il silenzio non è assenza bensì “il luogo in cui il pensiero ricama/la trama/delle sue verità”. Dunque una presenza costante, una divinità che tace e presiede, un sodale che accompagna le vicissitudini del reale, ma anche un antro salvifico che permette una più capillare circumnavigazione della coscienza e, dunque, dell’apprendimento del mondo.

L’ultima sezione, “Hýsteron Próteron”, locuzione che letteralmente sta a significare “successivo e precedente” ad intendere un atipico invertimento nella normale e logica costruzione sintattica al fine di avere una efficace resa espressiva delle immagini, contiene liriche in dialetto urbinate fornite anche in tradizione in lingua italiana. Qui sono i colori e gli odori dell’infanzia a risaltare, di un tempo che si percepisce ormai lontano ma benefico e al quale la Nostra anela, ritorna con particolare attaccamento nei sui “vagabondaggi della vita” riappropriandosi della sua terra natìa e della cordialità delle sue genti. Ecco allora che quei “dettagli della quotidianità” riaffiorano in maniera determinante e assai nevralgica al punto tale di essere capaci di far “anneg[are] nella laguna del silenzio”. Curioso e folkloristico in “Lo sprovingol” il rimando a una presenza ectoplasmatica notturna, bizzarra e che incute paura, quella dello sprevengolo di trazione marchigiana, folletto dispettoso e minaccioso che ancora in alcuni centri delle Marche, in particolare festività, viene celebrato tra risa e orgoglioso attaccamento alla cultura subalterna.

Lorenzo Spurio

Jesi, 05-02-2017

Crowfunding per la nuova silloge poetica di Michela Zanarella, “Le parole accanto”

 

“LE PAROLE ACCANTO” DI MICHELA ZANARELLA

AL VIA IL NUOVO PROGETTO DI CROWDFUNDING DI INTERNO POESIA

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Al via da lunedì 23 gennaio il nuovo progetto di crowdfunding  di Interno Poesia per la prevendita della raccolta di poesie Le parole accanto di Michela Zanarella (prefazione di Dante Maffia). Scopo della campagna, organizzata in collaborazione con Produzioni dal Basso, la prima piattaforma italiana di crowdfunding, fondata nel 2005 (tra le prime in Europa), è coinvolgere e rendere protagonisti lettori e scrittori in un processo partecipativo che prevede la prenotazione di una o più copie del libro e l’ottenimento di altre ricompense, tra cui l’inserimento del proprio nome in una pagina del libro dedicata ai Lettori sostenitori del progetto.

C’è tempo fino a giovedì 23 febbraio per sostenere il progetto Le parole accanto, la nuova importante raccolta di Michela Zanarella, autrice padovana da anni residente a Roma, che, come afferma nella postfazione Antonino Caponnetto, con questo libro “si avventura, con le parole al suo fianco, in un viaggio vitale e necessario nelle dense e oscure profondità di sé e delle proprie origini”.

Il libro

Dalla prefazione di Dante Maffia: “Michela Zanarella è ormai scrittrice affermata e conosciuta, una che la poesia la scrive e la legge con attenzione e con passione e che sa coniugare la propria biografia con le accensioni che le vengono dagli altri, con atti di agnizione che sono la fermezza della sua lealtà innanzi tutto con se stessa e poi con il mondo.

Le parole accanto è un libro la cui scrittura è sapiente e pacata e riesce a cogliere sfumature essenziali capaci di illuminare aspetti reconditi della realtà e della psiche. Si avverte che l’esperienza personale, anche all’interno degli affetti più intimi, ha lasciato tracce indelebili che tornano a dettare ombre, eppure non troviamo il minimo di recriminazione, non troviamo anatemi. La poetessa ha assorbito tristezze e dolori e ne ha fatto parole di poesia con un semplicità che, come vado sostenendo da decenni, è il solo mezzo per riuscire ad ottenere della vera poesia, quella che rinnova la sostanza della realtà e perfino della verità”.

 

Vengo a respirare

Vengo a respirare 

dai tuoi confini lontani

e ci trovo tutto l’amore che non ho mai capito

io che ti ho sentito madre troppo tardi

terra impastata nella nebbia

fatta di cielo mai limpido e in lotta con il tempo. 

Poso lo sguardo dove si ferma anche il vento

nella semina che sa di grano ormai maturo

e chiudo nel cuore quel colore

che ha l’odore del pane e delle stanze di casa. 

Ti sento radice che indossa le mie vene

meta che ho lasciato troppo presto

sperando di trovare altrove

il senso del mio canto.

E intanto 

vado con la mente dove il fiume si sveglia

in quel silenzio che cammina tra i campi

fino a sera. 

E resto tra le distanze a cercare quel poco sole

sempre incerto

che mi ricorda che un giorno farò ritorno

tra i fili d’erba e le strade di polvere

dove sono stata bambina.

L’Autrice

Michela Zanarella è nata a Cittadella (PD) nel 1980. Dal 2007 vive e lavora a Roma. Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesia: Credo (2006), Risvegli (2008), Vita, infinito, paradisi (2009), Sensualità (2011), Meditazioni al femminile (2012), L’estetica dell’oltre (2013), Le identità del cielo (2013). È inclusa nell’antologia Diramazioni urbane (2016), a cura di Anna Maria Curci. In Romania è uscita in edizione bilingue la raccolta Imensele coincidente (2015). Autrice di libri di narrativa e testi per il teatro, è redattrice di Periodico italiano e Laici.it. Le sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, arabo, spagnolo, rumeno, serbo, greco, portoghese, hindi e giapponese. Ha ottenuto il Creativity Prize al Premio Internazionale Naji Naaman’s 2016. È ambasciatrice per la cultura e rappresenta l’Italia in Libano per la Fondazione Naji Naaman. È alla direzione di Writers Capital International Foundation. Socio corrispondente dell’Accademia Cosentina, fondata nel 1511 da Aulo Giano Parrasio.

Cos’è il Crowdfunding

Dall’inglese crowd (folla) e funding (finanziamento), il crowdfunding indica la raccolta collettiva di fondi per sostenere la realizzazione di progetti di persone e organizzazioni.  Il crowdfunding impiegato da Produzioni dal Basso è di tipo rewarddonation: i sostenitori di un progetto sono ricompensati in base all’ammontare della propria offerta (ad esempio ottenendo il prodotto per il quale viene effettuata l’offerta), modalità utilizzata da Interno Poesia per il progetto Le parole accanto, oppure effettuano donazioni (senza ricompensa).

Perché il Crowdfunding

Interno Poesia ha scelto di affidarsi a Produzioni dal Basso, uno dei maggiori e storici portali di crowdfunding in Italia e in Europa, per sostenere e promuovere progetti editoriali di qualità, eliminando definitivamente la necessità di chiedere un contributo fisso per la produzione di opere letterarie (poesia in primis) ed attivare un sistema virtuoso, dal basso, che coinvolga persone e organizzazioni per la nascita e la promozione di opere in versi.

Info su Interno Poesia

Interno Poesia, nato ad aprile 2014, è tra i principali siti letterari per la promozione e divulgazione della poesia: contemporanea, del ‘900, edita e inedita, italiana e straniera.  Con l’obiettivo di diversificare la ricerca e la proposta culturale nasce Interno Poesia Editore, un progetto editoriale esclusivamente dedicato alla promozione della poesia contemporanea attraverso la nuova collana Interno Libri.  Andrea Cati è il fondatore e curatore del progetto Interno Poesia. Chi collabora con IP: Maria Grazia Calandrone, Claudio Damiani, Mario De Santis, Valerio Grutt, Franca Mancinelli, Giovanna Rosadini, Francesca Serragnoli, Andrea Sirotti

 Per maggiori informazioni

Produzioni dal Basso: www.produzionidalbasso.com

Interno Poesia: www.internopoesia.com

E-mail: posta@internopoesia.com

“La donna e il mare. Gli archetipi della scrittura di Corrado Calabrò” a cura di C. Di Lieto

15994360_246036682474855_2041955627280408494_o.jpgCOMUNICATO STAMPA

Mercoledì 8 febbraio alle ore 18 presso  Palazzo Ferrajoli a Roma (Piazza Colonna 355) si terrà la presentazione al pubblico del saggio critico La donna e il mare. Gli archetipi della scrittura di Corrado Calabrò scritto da Carlo Di Lieto (Vallardi Editore). L’intervento sarà introdotto e coordinato dal prof.  Antonio Filippetti; interverranno il prof. Roberto Nicolai (Preside della Facoltà di Lettere dell’Università “La Sapienza”, l’onorevole prof. Gerardo Bianco, il prof. Carlo Di Lieto (autore del volume), il dott. Giuseppe Manitta (Critico letterario ed editore). Maria Letizia Gorga e Corrado Calabrò leggeranno alcuni testi poetici scelti. 

 

 

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IV Ragunanza di poesia e fotografia: come partecipare

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IV Ragunanza Internazionale di Poesia e Fotografia

indetta dalla Ass. Culturale “Le Ragunanze” – Roma

L’A.P. S. Le Ragunanze in collaborazione con Magic BlueRay, Turisport Europe, Golem Informazione, Associazione culturale Euterpe, Le Mezzelane Casa Editrice e Da Ischia l’Arte – DILA, promuove la Quarta Ragunanza con l’obiettivo di diffondere la poesia, l’arte della fotografia,  il rispetto per l’ambiente e la condivisione tra gli autori.  La partecipazione alla QUARTA Ragunanza Internazionale di “POESIA & FOTOGRAFIA” è aperta a tutti coloro che, dai 16 anni in su – per i minorenni è necessaria l’autorizzazione dei genitori o di chi ne fa le veci -senza distinzioni di sesso, provenienza, religione e cittadinanza, accettano i tredici (13) Articoli qui specificati. La frase sopra menzionata “per i minorenni è necessaria l’autorizzazione dei genitori o di chi ne fa le veci“, vuol dire che chi non ha compiuto 16 anni può partecipare alla QUARTA RAGUNANZA, previa l’autorizzazione scritta e firmata da entrambi i genitori che dovranno allegare alla loro autorizzazione la fotocopia della loro carta d’identità. I nostri GIURATI, i cui nomi saranno resi noti solo a conclusione della votazione, valuteranno gli scritti pervenuti e le fotografie spedite per e-mail, a loro insindacabile giudizio.

Il REGOLAMENTO per la IV Ragunanza di POESIA & FOTOGRAFIA, prevede quattro sezioni:

I sez.: POESIA “NATURA”

II sez.: SILLOGE DI POESIA “A TEMA LIBERO”

III sez.: FOTOGRAFIA “NATURA”

IV sez.: FOTOGRAFIA “A TEMA LIBERO”.

La tematica della POESIA “NATURA”, trattandosi di “ragunanza”, termine in uso nell’Arcadia di Christina, dovrà almeno contenere dei riferimenti alla natura che ci accoglie. Per la I sezione, la POESIA “NATURA”, che sarà da Voi scritta, dovrà ricordare i dettami dell’Arcadia, il valore della natura, filtrati dagli eventi attuali che coinvolgono, modificano, distruggono i quattro elementi della nostra madre Terra e lo spirito di tutti coloro che si prodigano per la salvezza ed il recupero dell’ambiente e che troppo spesso immolano la loro vita per il bene comune.

Per la II sezione, la SILLOGE DI POESIA EDITA “A TEMA LIBERO”, che sarà da Voi già stata pubblicata (o da Casa Editrice o in proprio) e si presenta quindi come un libretto, potrà contenere qualsiasi riferimento essendo “A TEMA LIBERO” e potrà spaziare su temi alti dell’esistenza, su temi universali che abbracciano il genere umano.

Per la III sezione, la FOTOGRAFIA “NATURA”, che sarà da Voi scattata e proposta all’insindacabile giudizio dei nostri giurati, dovrà ricordare i dettami dell’Arcadia, il valore della natura, filtrati dagli eventi attuali che coinvolgono, modificano, distruggono i quattro elementi della nostra madre Terra e lo spirito di tutti coloro che si prodigano per la salvezza ed il recupero dell’ambiente e che troppo spesso immolano la loro vita per il bene comune.

Per la IV sezione, la FOTOGRAFIA “A TEMA LIBERO”, che sarà da Voi scattata e proposta all’insindacabile giudizio dei nostri giurati, potrà raffigurare qualsiasi soggetto essendo “A TEMA LIBERO” e potrà spaziare su temi alti dell’esistenza, su temi universali e filosofici che abbracciano il genere umano. È questo l’intento e l’obiettivo della rinnovata “ragunanza” nell’ambiente bucolico di Villa Pamphilj a ricordo dei raduni, delle adunanze, organizzati da S.A.R. Christina di Svezia.

Art.1 Si richiede per la IV Ragunanza  di POESIA & FOTOGRAFIA, che il testo, la POESIA, sia compreso in un massimo di una (1) pagina word e scritto in Times New Roman, a carattere 12 o 18 e che si rispettino in tutto i 13 Articoli, che specificano le norme, i diritti, i requisiti e le leggi di questo regolamento.

Art.2 La POESIA della sezione “NATURA” dovrà essere inedita e, per concorrere, andrà spedita via e-mail a apsleragunanze@gmail.com indicando e specificando la sezione da voi scelta:

sezione: POESIA “NATURA”

La POESIA sarà ammessa solo ed unicamente con il nome, cognome, contatto telefonico ed e-mail di rintracciabilità del partecipante al concorso. I dati del concorrente sopra indicati andranno scritti in un foglio “a parte” e spediti insieme al foglio dove sarà scritta la Vostra POESIA che concorrerà.

Ai nostri giurati sarà fatta pervenire la Vs POESIA in forma anonima.

sezione: POESIA “SILLOGE DI POESIA EDITA”

La SILLOGE già pubblicata – o da Casa Editrice o in proprio – sarà ammessa solo ed unicamente con il nome, cognome, contatto telefonico ed e-mail di rintracciabilità del partecipante al concorso; questi dati saranno scritti su foglio a parte. La Silloge di poesia, il libro, potrà essere spedita a scelta del partecipante, o con Raccomandata R/R o con piego di libri in una (1) unica copia a: A.P.S. “Le Ragunanze” c/o Michela Zanarella – Via Fabiola, 1 – 00152 Roma. Congiuntamente dovrà pertanto arrivare, in pdf la Vostra silloge di poesia alla e-mail: apsleragunanze@gmail.com indicando nell’oggetto la sezione ovvero: sezione POESIA “SILLOGE DI POESIA EDITA”. Nel foglio inserito nella busta, che conterrà la silloge, dovranno essere specificati i dati dell’autore: nome, cognome, contatto telefonico ed e-mail di rintracciabilità del partecipante al concorso.

sezione: FOTOGRAFIA “NATURA”

 

La FOTOGRAFIA sarà ammessa solo ed unicamente con il nome, cognome, contatto telefonico ed e-mail di rintracciabilità del partecipante al concorso, dati che saranno scritti in un foglio “a parte” e spediti insieme alla FOTOGRAFIA che concorrerà.

Ai nostri giurati sarà fatta pervenire la Vs FOTOGRAFIA in forma anonima, per cui saranno escluse opere fotografiche firmate nel soggetto fotografato.

Sezione: “FOTOGRAFIA A TEMA LIBERO”

ovvero, la Vostra opera fotografica potrà raffigurare qualsiasi soggetto essendo “A TEMA LIBERO” e potrà spaziare su temi alti dell’esistenza, su temi universali e filosofici che abbracciano il genere umano, la fauna che regna nel nostro pianeta Terra.

La Vostra fotografia “a tema libero” sarà fatta pervenire ai Nostri giurati in forma anonima, per cui saranno escluse opere fotografiche firmate nel soggetto riprodotto.

Spedire le FOTOGRAFIE di entrambe le sezioni in formato JPG (lato lungo di 1200 px) alla e-mail: apsleragunanze@gmail.com

Le opere fotografiche che nelle relative due sezioni si posizioneranno al I, II e III posto saranno esposte nella giornata della premiazione – dalle ore 10,00 alle ore 14,30 – per cui i vincitori saranno avvisati in tempo per effettuare le stampe delle loro opere rispettando le dimensioni 30×40, in modo tale che possano essere appese nello spazio dell’antica vaccheria dei principi Pamphilj. Le opere così stampate saranno restituite ai proprietari a conclusione della stessa giornata di premiazione.

Le opere fotografiche così esposte per l’intero periodo della premiazione a Villa Pamphilj, saranno accompagnate dalla “motivazione” che sarà letta dal M° Fotografo facente parte della giuria e commentate dagli Autori fotografi stessi subito dopo la premiazione, che contempla l’assegnazione di una coppa ai primi classificati per ognuna delle due sezioni di FOTOGRAFIA: “Natura” e a “Tema Libero”, così come per la targa e la medaglia, rispettivamente spettanti al II e al III classificato.

L’assoluta competenza e serietà dei giurati permetterà una giusta assegnazione della votazione che porterà alla graduatoria finale.

Art.3 Le modalità espressive della POESIA, della SILLOGE e delle FOTOGRAFIE nelle due sezioni, non dovranno essere offensive  né ledere la sensibilità e/o la dignità del lettore, dell’ascoltatore, del visore e della persona chiamata in causa a “giudicare” e a leggere; le opere che non ottemperano quanto specificato nell’articolo saranno automaticamente escluse.

Art.4 La partecipazione è soggetta alla tessera associativa equivalente ad € 10,00 per ogni sezione, che sottintende la presenza dell’autore concorrente ed include le spese di segreteria e l’acquisto di coppe, targhe, medaglie e pergamene nonché l’eventuale affitto della sala di premiazione ed un piccolo rinfresco per tutti i presenti il giorno della Premiazione; la partecipazione alle sezioni di Poesia non esclude la partecipazione alle sezioni di Fotografia.

Art.5 La scadenza per l’inoltro dei testi è fissata a domenica 26 marzo 2017;

Art.6 Il giudizio della giuria è insindacabile;

Art.7 La partecipazione al concorso comporta l’accettazione di tutte le norme del presente regolamento ed il partecipante dovrà essere presente il giorno della ragunanza per la lettura delle POESIE secondo la graduatoria di premiazione di fronte agli astanti e per la descrizione breve “a commento” delle proprie opere FOTOGRAFICHE.

Sono ammesse deleghe solo in presenza “certa” del delegato a ritirare il premio assegnato, il quale si dovrà mettere in contatto con la segreteria del PREMIO, confermando il nome del delegato alla mail: apsleragunanze@gmail.com ;

Art.8 Qualora il premiato o il suo delegato non fosse presente, il suo riconoscimento decadrà e non sarà spedito alcun riscontro di quanto da lui vinto.

Art.9 I partecipanti, le cui poesie e le fotografie siano state selezionate per la premiazione e la lettura in pubblico, saranno informati sui risultati delle selezioni mediante e-mail personale e segnalazione sul sito dell’Associazione di Promozione Sociale “Le Ragunanze”: http://www.leragunanze.altervista.org

Art.10 Le POESIE di entrambe le sezioni scelte e premiate saranno presentate e lette in pubblico DOMENICA 28 MAGGIO 2017, dalle ore 10,30 fino al termine delle letture e delle relative PREMIAZIONI all’interno di Villa Pamphilj nella Sala del Bel Respiro, conosciuta come antica vaccheria dei principi Pamphilj, di fronte al bistrot del parco.

Le FOTOGRAFIE di entrambe le sezioni scelte e premiate saranno esposte nell’antica vaccheria dei principi Pamphilj per tutto il periodo della premiazione ovvero, dalle ore 10,00 – mezza ora prima dell’ingresso per la sistemazione delle foto nello spazio della vaccheria – alle ore 14,00. Al termine della PREMIAZIONE le opere fotografiche saranno restituite ai rispettivi proprietari dell’opera.

Qualora per suggestione o timidezza l’autore decidesse di non leggere o di non commentare la propria opera in pubblico, questa sarà letta o commentata da un attore o un’attrice o da un critico d’arte, che darà professionalità all’evento stesso esaltando al contempo la poesia dell’autore o l’opera fotografica accompagnata dalla motivazione dei giurati.

Art.11 A tutti i selezionati sarà inviato, con largo anticipo, l’invito a partecipare alla PREMIAZIONE e al reading.

Le POESIE di entrambe le sezioni premiate, che saranno lette in pubblico e ritenute idonee dal giudizio insindacabile dei giurati, saranno inserite nell’antologia di POESIA, che conterrà anche le FOTOGRAFIE vincitrici. L’antologia di Poesia & Fotografia sarà edita dalla Casa Editrice senza alcun impegno finanziario ma sarà acquistabile nelle librerie virtuali e fisiche tramite il codice ISBN che le verrà attribuito.

 

Art.12 I PREMI saranno così suddivisi:

POESIA sez. “Natura” – I PREMIO, primo classificato: (coppa)

POESIA sez. “SILLOGE DI POESIA EDITA” – I PREMIO, primo classificato: (coppa)

Secondo classificato POESIA sez. “Natura”: (targa)

Secondo classificato POESIA sez. “SILLOGE DI POESIA EDITA”: (targa)

Terzo classificato POESIA sez. “Natura”: (medaglia)

Terzo classificato POESIA sez. “SILLOGE DI POESIA EDITA”: (medaglia)

Dal quarto al decimo classificato per la sez. di POESIA “Natura” saranno consegnate le Menzioni d’Onore (cartiglio pergamenato).

Dal quarto al decimo classificato per la sez. di POESIA “SILLOGE DI POESIA EDITA” saranno consegnate le Menzioni d’Onore (cartiglio pergamenato).

FOTOGRAFIA sez. “Natura” – I PREMIO, primo classificato: (coppa)

FOTOGRAFIA sez. “A TEMA LIBERO” – I PREMIO, primo classificato: (coppa)

Secondo classificato FOTOGRAFIA sez. “Natura”: (targa)

Secondo classificato FOTOGRAFIA sez. “A TEMA LIBERO”: (targa)

Terzo classificato FOTOGRAFIA sez. “Natura”: (medaglia)

Terzo classificato FOTOGRAFIA sez. “A TEMA LIBERO”: (medaglia)

Dal quarto al decimo classificato per la sez. di FOTOGRAFIA “Natura” saranno consegnate le Menzioni d’Onore (cartiglio pergamenato).

Dal quarto al decimo classificato per la sez. di FOTOGRAFIA “A TEMA LIBERO” saranno consegnate le Menzioni d’Onore (cartiglio pergamenato).

Nella sinergia tra l’A.P.S. “Le Ragunanze” e l’Associazione Culturale “Euterpe” è contemplata l’assegnazione del Trofeo che verrà consegnato a discrezione del direttore della omonima rivista.

Tutti i partecipanti presenti, e solo i presenti, riceveranno brevi manu l’attestazione di partecipazione alla Quarta Ragunanza di POESIA & FOTOGRAFIA  per aver concorso con l’opera, anche se questa non si è posizionata tra i vincitori.

Art.13 Nel file d’invio a apsleragunanze@gmail.com includere dati personali, indirizzo postale, indirizzo e-mail, telefono, breve nota biografica, (per i minorenni includere anche l’autorizzazione dei genitori o di chi ne fa le veci con la fotocopia della loro carta d’identità) la dicitura “SARÒ PRESENTE”, fotocopia del versamento di € 10,00 (per i soci già iscritti all’Associazione di Promozione Sociale “Le Ragunanze” la quota è di € 5,00 – Si ricorda comunque che la tessera ha valore annuale) da effettuare tramite ricarica Postepay n° 5333171018479663 intestato a Michela Zanarella, C.F.: ZNRMHL80L41C743L per i diritti di segreteria ed acquisto premi, riconoscimenti, affitto sala, piccolo rinfresco; in calce al testo, la seguente dichiarazione firmata:

“Dichiaro che i testi delle POESIE e le FOTO  da me presentati a codesto concorso sono opere di mia creazione personale e inedite.

Sono consapevole che false attestazioni configurano un illecito perseguibile a norma di legge.

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi  della disciplina generale di tutela della privacy (L. n. 675/1996; D. Lgs. n. 196/2003) e la lettura e la diffusione del testo per via telematica e nei siti di Cultura della Poesia, della Narrativa e dell’Arte, nel caso venga selezionato, dai giurati del concorso Quarta Ragunanza di POESIA & FOTOGRAFIA”

All’ingresso del pubblico sarà consegnato un foglietto numerato il quale darà diritto alla MEDAGLIA DI PRESENZA che riporterà a fronte il logo de “Le Ragunanze”, e a retro “IV Ragunanza 2016”.

Il numero sarà estratto dalla più giovane presenza di domenica 28 maggio 2017.

 

Referenti concorso:

La Presidente dell’A.P.S. “Le Ragunanze”, Michela Zanarella

Coordinatore e Vicepresidente, Giuseppe Lorin

Segretario, Alberto Bivona (Turisport Europe)

apsleragunanze@gmail.com

“Tragicamente rosso” di Michela Zanarella, recensione di Claudio Fiorentini

Tragicamente rosso di Michela Zanarella

Recensione di Claudio Fiorentini

unnamedIl titolo è già una poesia e verrebbe da pensare che questo libro covi violenza e manchi di pudore, invece è proprio il contrario. Tragicamente rosso è una suite per parola e silenzio scritta da passione e pensiero. La suite è composta da cinque movimenti: rosso donna, rosso shoah, rosso mondo, rosso natura e rosso guerra. Ogni movimento è composto da un minimo di sei e un massimo di quindici poesie. Si chiude con un monologo che ben si presta ad adattamenti teatrali, e infatti è stato già più volte rappresentato riscuotendo numerosi successi.

Ma veniamo al libro: potrebbe essere definito una silloge, un libro di poesia, una raccolta, ma in realtà è ben altro, perché raccoglie in un corpo perimetrico cinque fascicoli molto ben delineati, come se le sillogi fossero cinque, oppure cinque fossero i temi trattati con intonazioni diverse, quindi, come dicevo, una suite che in cinque movimenti racchiude l’estro creativo di un musicista romantico.

Cosa dice l’autrice in questa suite? O meglio, cosa cerca? Già, perché dire e cercare sono due cose molto diverse. Dire significa imporre un proprio suono e ritmo, esprimere idee o proporre pensieri. Da -> a, mai al contrario, l’ascolto non è contemplato nel dire. Cercare significa scavare, esplorare, scoprire, scoperchiare, spostare i mobili, alzare i tappeti e… guardare, ascoltare, toccare, annusare con attenzione, quindi ricevere tutti gli stimoli sensoriali, attivare i neuroni dell’ascolto e rendersi disponibili a ricevere. Ricevere cosa? Per ora basti sapere che cercare è anche predisporsi a ricevere.

La parola è lo strumento, ma non solo, c’è il silenzio, la pausa, l’intenzione… il tutto condito da interiorità inespressa che attende di farsi spazio nella luce.

Bene, allora, la poesia? È questo: ricerca! Leggendo i versi di Michela Zanarella non si trova, ma si cerca. Le poesie non sono risposte ai nostri quesiti, ma scaturigine di altri quesiti. Per questo non occorre capire, ma solo lasciarsi andare già dall’inizio:

 Appesa ad un silenzio

nel precipizio di un amore

tragicamente rosso

cedo e m’adeguo

alle forme del dolore.

L’autrice non descrive luoghi o contesti, semmai definisce una presenza che si identifica con la nostra. E quando dice

La pelle cosparsa di dolore

Non grida

E cede il respiro

Ad un silenzio

Che lacera e nasconde

Vuoto intorno

Non denuncia, ma comunica con le fibre più intime di ogni lettore rendendolo protagonista della lettura.

Molto più esplicita, invece, quando scrive

Aggrappata al sangue dell’odio

Anche la neve ha sguardi neri

Hanno inghiottito il grano e le epidermidi

Le oscurità di Auschwitz.

Il linguaggio che sembrerebbe tenue invece stringe come una tagliola. Già, non è un linguaggio facile, non è chiaro né immediato, ha qualcosa di subdolo, perché ti accerchia con le sue poco effusive moine, e se fai attenzione ti accorgi che il messaggio veste un velo di seta che lo rende all’apparenza dolce. Ma si sa, il velo è anche un simbolo profondo: ciò che si squarcia quando muore Cristo, è l’imene custode della verginità, è il pudore che si stende come l’ombra delle nuvole, è ciò che nel suo “velare” giustifica la menzogna, perché sotto il velo c’è la verità che non ha pudore, che è cinica, che è sempre preferibile alla falsità, ma che atterrisce!

 Non ha motivo

di insistere il dolore

nei palmi tesi del mendicante

nelle infanzie infrante

di un bambino

nel respiro muto

di una terra

che inciampa tra le mine,

nel grembo in croce

di una donna

dove il falso amore

ricalca prepotente

lividi e promesse.

La vita

non ha bisogno di lacrime

o avidità del tempo.

Dove piange il mondo

è debole la radice di ogni uomo

che ha macerie

incise sulla pelle,

come silenzi

addestrati ad ignorare

il sangue e il sudore

delle epoche.

L’autrice non sentenzia né impone il suo pensiero, ma attraverso un verso libero, quasi scarno, assolutamente privo di pizzi e merletti, apre le porte della percezione e mette l’uomo di fronte all’abisso, là dove non sapevi che un giorno saresti arrivato e dove potresti cadere. Del resto questo deve proporre la poesia: l’abisso! Quindi

 Toglietemi la vostra giacca

D’incenso,

il furore assurdo,

l’intreccio di logiche assenti.

E lasciatemi così, mentre

Intorno a me follie bellissime

Rovesciano la mente

E mi schiantano nel buio

Ad imparare l’assurdo.

Perché nell’assurdo c’è verità nuda, e imparando l’assurdo saluto questo libro che disegna un percorso poetico dipinto di tragico e meraviglioso rosso, e musicato da un iride di parole e silenzi.

Claudio Fiorentini

E’ uscito “Blu”, l’ultimo libro di poesie di Serena Maffia

 COMUNICATO STAMPA

Serena Maffia BLU Saya edizioni“Blu” di Serena Maffia è l’ultimo libro della poetessa-scrittrice, pubblicato da Marco Saya Edizioni.  Il volume è una raccolta di poesie che la Maffia ha composto ispirata dal suo essere madre, dal rapporto forte e profondo che ha con sua figlia Ginevra, anche se, come spiega lei stessa, “ogni madre ed ogni figlia possono riconoscersi in questi versi, perché è questo il bello della poesia: il suo essere universale”.  Ad un lettore attento non potrà sfuggire l’intensità di questi versi che rispecchiano le paure, ma anche la forza e le speranze di una donna che cresce da sola la sua bambina e nonostante tutto si impegna a farle notare tutte le cose belle che la vita ci regala. 

“Quando si parla di poesia si tende in genere a parlare di significati, se ne estrapola, in sostanza, il pensiero – scrive Claudio Damiani nella prefazione del libro – e nella poesia di Serena Maffia c’è pensiero nuovo”. Con una scrittura fluida, naturale, la Maffia mette su carta le sue esperienze di  bambina per raccontarle alla figlia e poi con lei, di nuovo, si diverte a giocare con penna e pennarelli colorati.  La positività di Serena Maffia emerge chiaramente sullo sfondo di questi versi, anche di quelli più forti e appassionati, quando sembra stia cedendo al destino e invece no, continua a combattere e sperare per amore della figlia: “mi piacerebbe gestire la luna / convincerla a darti risposte / …tu il cielo, io il gabbiano che ama il sereno/ figlia del mondo, figlia del bene”.

Leggere rilassa il corpo, ma attiva la mente, ha spiegato Serena Maffia, certo è diverso leggere un testo o i versi di una poesia. La poesia va letta più volte, è una metafora e la metafora si trasforma in un’immagine che entra a far parte delle esperienze a cui possiamo attingere nel corso della nostra vita. Colori, forme, vengono identificati dalla nostra mente ed entrano a far parte del nostro bagaglio di conoscenze. In questo senso leggere può arricchire: una delle grandi capacità di noi esseri umani è quella di poter apprendere dalle esperienze altrui, non solo da ciò che viviamo direttamente. “Io consiglio a tutti di avvicinarsi alla poesia, alla poesia buona – ha detto la Maffia –  provate, leggete e quando incontrerete i versi capaci di toccarvi l’anima capirete cosa intendo quando parlo di poesia buona”.

Serena Maffia è docente di comunicazione efficace, metodologia della progettazione, storytelling e public speaking allo IED di Roma. Studiosa di Scienze cognitive applicate alla letteratura, consulente di comunicazione e giornalista per la televisione inviata per Rai3, Rai Educational con la trasmissione GAP, su Italia1 con il programma Voglia, addetto stampa in Campidoglio del Presidente del Consiglio Comunale e di maggioranza, sceneggiatrice e script analyst per la Medusa-RTI Mediaset, autrice di numerose opere teatrali e regista, direttore del Centro Poesia di Roma, ha pubblicato diverse opere di narrativa, teatrali e di poesia tra le quali “Sradicherei l’albero intero”e “Le carte volano”.

Hanno detto di lei:

“Serena Maffia scrive ciò che vede e dipinge ciò che sente”. (Dario Fo)

“Oltre ad essere bella e dolce e intelligente, e quindi odiata da tutti, Serena Maffìa ha talento”. (Luciano De Crescenzo)

“Serena Maffìa è strana, giovane e saggia, tutto nella sua poesia emana una inaspettata fosforescenza”. (Maria Luisa Spaziani)

 

Tratto dal libro “Blu”:

HO BISOGNO DI UN ARCOBALENO

 

Ho bisogno di un arcobaleno
ho bisogno di un cielo
di un uomo saggio
di una preghiera
di una mano soltanto
del suo calore accanto
che la serenità mi culli
arresa alle brutalità del forte
mi sento acqua che trabocca
che scolora il petto
l’angoscia del presentimento
l’amore che non basta a fare il meglio
che la felicità mi avvolga
anche i bambini dovrebbero scegliere
contro la brutalità dei padri non c’è ancora rimedio
figlia che oggi piangi, domani sarai donna
figlia che oggi subisci perdonami l’angoscia e lo sconforto degli
alberi
andiamo un po’ più in là dove la pioggia ci accoglie
lasciamoci portare via dal fiume
in una radura incontaminata.

Serena Maffia