Premio Letterario Xilema “Racconta le parole”: come partecipare

PRIMO PREMIO LETTERARIO XILEMA“RACCONTA LE PAROLE”

Xilema s.r.l. indìce la prima edizione del concorso di narrativa, in lingua italiana, “RACCONTA LE PAROLE”.

Il concorso è aperto a tutti.
Art. 1–Sezioni – Il premio si articola in due sezioni:
• A. Racconto breve a tema libero – massimo 3 cartelle da 1800 battute ciascuna (inclusi spazi e caratteri speciali) edito e inedito.

 
• B. Racconto breve inedito sviluppato dall’ Incipit: ”Dietro la linea scura delle cime, lo spazio era rosso, di un rosso acceso e dorato che l’occhio stentava a sostenere.” da Bel-Ami di Guy De Maupassant – massimo 3 cartelle da 1800 battute ciascuna (inclusi spazi e caratteri speciali)

 
Art. 2 – Modalità di partecipazione

Ogni concorrente potrà partecipare con una o più opere anche se premiate in altri concorsi.

 
Contributo di partecipazione

È prevista una quota di euro 10,00 (dieci euro)per partecipare con una sola opera; di ulteriori euro 5,00 (cinque euro) per o 2.

Una COPIA CARTACEA ANONIMA dell’opera (carattere ARIAL 14)
3. La RICEVUTA DEL BONIFICO effettuato Verrà data conferma dell’avvenuta ricezione esclusivamente via e-mail. Le opere non verranno restituite.

 
Art. 3

Scadenza –31 luglio 2018 (per le spedizioni postali farà fede il timbro).

 
Art.4

Tutela dati personali – Ai sensi del D. Lsg. 196/2003 i dati personali dei partecipanti
saranno utilizzati esclusivamente ai fini del concorso e non saranno comunicati o diffusi a terzi a nessun titolo. I partecipanti acconsentono all’utilizzo dei loro dati personali per le esigenze di svolgimento del concorso e per la pubblicazione, in conformità con quanto prescritto dalla legge n° 675/96 e possono richiedere in ogni momento di cancellare i loro dati dal nostro database elettronico.

 
Art. 5– Premi
1 I primi classificati di ogni sezione riceveranno un premio in denaro di 100 euro
2 I primi tre classificati di ogni sezione riceveranno un premio*
3 Tutti i finalisti riceveranno un attestato
4 L’organizzazione e la giuria si riserveranno di decidere sull’assegnazione di ulteriori premi alle opere ritenute più meritevoli
5 Sarà consegnato il premio speciale “Sabatia” da parte dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport
*i premi (targhe/coppe) sono offerti dalla Sezione “Ferri-Tudoni-Silla del sole” dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport
La classifica finale sarà resa nota solo ed esclusivamente il giorno della premiazione.

 
Ritiro dei premi

Tutti i premi dovranno essere ritirati dai vincitori o potrà essere delegata una
persona di fiducia munita di delega scritta (con copia di un documento di identità). In caso di impedimento dovrà pervenire via e-mail richiesta scritta di spedizione dei premi a carico del richiedente il quale effettuerà un bonifico prima della spedizione.

 

Art. 6 Luogo e data della premiazione

La cerimonia di premiazione si svolgeràa Roma in una
sede istituzionale che sarà resa nota in seguito insieme a data ed ora.

 

Art. 7 – Partecipazione alla cerimonia

Ciascun partecipante è invitato alla cerimonia dipremiazione.

 

Art. 8– Giuria

La giuria, la cui composizione sarà resa nota il giorno della premiazione, sarà
composta da persone impegnate ed esperte nel campo della letteratura. Le opere saranno consegnate alla giuria senza i dati anagrafici degli autori in modo da garantire
un’imparziale valutazione.

 
Art. 9– Comunicazioni

Ai finalisti sarà data tempestiva comunicazione a mezzo e-mail o
telefono. Per eventuali comunicazioni contattare il numero 3314434566 o scrivere a
raccontaleparole@xilemasrl.it

 
Art. 10– Pubblicazioni

Tutte le opere finaliste saranno pubblicate in un’antologia che sarà
consegnata gratuitamente ai finalisti. Sarà possibile prenotare copie aggiuntive a pagamento. L’invio dell’opera costituisce autorizzazione alla pubblicazione.
Per le opere edite allegare dichiarazione di cedimento dei diritti (se presenti) limitatamente alla suddetta pubblicazione.

 
Art. 11–Esclusioni

Saranno escluse le opere che offendono la morale o che contengono frasi
blasfeme o non aderenti al carattere culturale del premio, senza per questo informarne gli autori.
I partecipanti, prendendo parte al concorso, accettano il presente regolamento e dichiarano sotto la loro responsabilità che l’opera inviata è frutto della propria creatività, sollevando gli organizzatori da ogni responsabilità per danni e conseguenze dirette e indirette. L’inosservanza di una delle disposizioni contenute nel presente bando comporta l’esclusione inderogabile dal concorso.
La partecipazione al premio implica l’accettazione di tutte le regole del presente bando e
costituisce autorizzazione alla pubblicazione dell’opera senza nulla pretendere.

 
Allegato A: Modello di Scheda di iscrizione
__L___ sottoscritt___:
Cognome ………………………………………… Nome …………………………………………….
C.F…………………………………………………
Nat_ il ……………………………a……………………. residente a …………………………….
Via ………………………………. N. ………CAP. ……………….
Telefono ………………………… Cellulare ………………………………
E-mail………………………………………………………………………
Se minorenne:
Cognome ………………………………………… Nome ……………………………………………. (di un genitore o di chi ne esercita la
patria potestà)
Firma (leggibile)

Chiede di partecipare al
PRIMO PREMIO LETTERARIO XILEMA “RACCONTA LE PAROLE”
Sez. A □
Sez.B□
□ Con l’opera/e
___________________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________________
□ Opera EDITA
□ Opera INEDITA

Con la presente autorizzo la pubblicazione delle opere nell’antologia.
Allego:
N. __ COPIE, OPERE
___________, LI _____________ FIRMA

Come sono venuto a conoscenza del bando(es.: social, volantini, siti internet specializzati, etc.)
_________________________________________________________________________
Tutela della privacy: autorizzo il trattamento dei miei dati da parte di Xilema s.r.l. ai soli fini del concorso. Autorizzo il cedimento dei diritti limitatamente ai fini del concorso.
(Firma leggibile)

 

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“Il multilinguismo degli scrittori piemontesi. Da Cesare Pavese a Benito Mazzi” di Andrea Raimondi

copMultilinguismo.jpgIl volume Il multilinguismo degli scrittori piemontesi. Da Cesare Pavese a Benito Mazzi, da poco pubblicato dalle Edizioni Grossi di Domodossola, percorre gli ultimi settant’anni della produzione letteraria piemontese seguendo il fil rouge del multilinguismo, ossia di quella tendenza a mescolare differenti codici linguistici nello stesso testo letterario tipica di una terra di confine come il Piemonte.

Dopo un capitolo introduttivo, nel quale è tratteggiato un profilo storico-linguistico-letterario regionale, l’autore introduce alcune opere narrative di Cesare Pavese, Beppe Fenoglio e Primo Levi e le analizza alcune da una prospettiva linguistica. Seguono poi un capitolo sulla complessa stagione narrativa degli anni ’70 e una sezione sulla realtà odierna, nella quale prevale l’opposta tendenza verso una medietas linguistica peraltro evidente in tutta la letteratura italiana contemporanea. Tra i pochi in grado di tenere viva la tradizione multilingue regionale, l’iracheno naturalizzato italiano Younis Tawfik (del quale viene esaminato il romanzo La straniera) e il vigezzino Benito Mazzi, qui presente con La formica rossa e Nel sole zingaro. Seppure con tecniche e finalità differenti, in entrambi il ricorso a varietà linguistiche diverse dall’italiano standard risponde alla necessità di resistere alle tendenze omologatrici in corso, aprendo, nel caso di Tawfik, all’altro quintessenziale (cioè allo straniero), e salvaguardando quanto possibile le caratteristiche identitarie e linguistiche di comunità marginali a rischio di scomparire, nel caso di Mazzi.

  Il volume intende colmare una lacuna nella ricerca letteraria piemontese. Malgrado esistano già ricerche sulla storia della letteratura regionale, a oggi non è ancora stato pubblicato uno studio sistematico che esamini opere di diversi scrittori lungo un simile arco temporale e da una prospettiva linguistico-identitaria. La presente ricerca si propone pertanto di aprire nuove prospettive nel dibattito letterario piemontese includendo scrittori contemporanei e individuando nel multilinguismo una linea di indagine comune.

La pubblicazione è impreziosita dall’introduzione di Gigliola Sulis, Professoressa Associata di Letteratura Italiana presso la University of Leeds ed esperta di multilinguismo letterario.

Laura Fusco a Jesi con “La pesatrice di perle”

La poetessa Laura Fusco sarà ospite dell’Ostello delle Idee (Ostello Villa Borgognoni – Via Crivelli) a Jesi (AN) il 13 giugno per presentare il suo libro “La pesatrice di perle”. L’evento è organizzato dall’Ostello dell’Idee con la collaborazione dell’Associazione Culturale Euterpe di Jesi che gestirà la serata e gli interventi.

Il libro della Fusco è una raccolta che canta l’amore e tante storie di donne. L’autrice è stata definita “una delle più originali e visionarie voci della poesia orale” ed è tradotta negli Usa e in Quebec, rappresentata in diversi paesi europei, suoi testi sono stati oggetto di collaborazioni con prestigiosi Atenei tra i quali l’Université Paris 8 e la Columbia University NY.

Il poeta Maurizio Cucchi così si è espresso sulla sua opera:  “Microracconti in versi o favole ambientate nel nostro tempo… Laura Fusco riesce ancora a stupire per la vivacità inquieta e impaziente della sua poesia…. una dimensione ansiosa e insonne, dove le figure femminili vengono ad agitarsi tra forte spinta vitale, strappi drammatici…realtà contemporanea e tracce sempre vive di una passata grandezza… Il lettore viene facilmente coinvolto da questa scrittura incalzante e felicemente frenetica, trasparente, comunicativa, ricca di concretezza e fantasia….”

La serata vedrà gli interventi della scrittrice Gioia Casale affiancata dallo scrittore Stefano Vignaroli e dal poeta e filosofo Valtero Curzi. Leggerà suoi testi la poetessa.

L’evento, liberamente aperto al pubblico, si terrà il 13 giugno all’Ostello delle Idee di Jesi alle ore 21. La S.V. è invitata a partecipare.

 

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Chi è l’autrice?

foto-laura-JPEG.jpgPoetessa e regista, Laura Fusco è stata definita “una delle voci più originali della poesia orale in Italia”, tradotta negli USA, rappresentata in Europa. Ha iniziato a scrivere a 13 anni, studiato in Francia, fondato e diretto una compagnia teatrale che ha avuto tra i primi sostenitori Edoardo Fadini, fondatore a Torino dello storico Cabaret Voltaire. Membro di redazioni di importanti riviste nazionali e internazionali, presente in antologie, collabora con Università (Columbia University, NY, Università La Sapienza, Roma, Università di Torino, Praga), Festival Teatrali e Rassegne d’Arte in Italia e all’estero, Salone Internazionale del Libro.

I suoi reading si ispirano a pratiche che affondano le radici nelle tradizioni aediche e dei bardi. La potente alchimia che instaura con le platee e il consenso che ottiene tra i pubblici più diversi sono legati al suo stile, intenso e visionario, e alle sue interpretazioni. Musica, danza, teatro, street art e cinema incontrano i suoi versi, che invadono spazi nuovi e si rivolgono in modo nuovo al pubblico. Crea percorsi visivo-sonori e installazioni museali e urbane, in cui integra la componente poetica.

Dirige atelier di scrittura e teatro, collaborando con UE, CNR, Università italiane e straniere e Conservatori, ma anche ospedali, day hospital di psichiatria e luoghi di emarginazione ed esclusione. Collabora con riviste internazionali di letteratura della migrazione. Ha pubblicato –Aqua nuda – Kolibris 2011, ristampato dopo pochi mesi e Da da da Kolibris 2012, con la prefazione di Paolo Conte. Testi dei due libri sono stati tradotti in diversi paesi europei e a NY.

 

 

III Concorso di racconti brevi “Storie in viaggio” (scadenza il 30 giugno) con premiazione a Corinaldo, nel luogo natale di Santa Maria Goretti

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Dopo le precedenti edizioni che hanno avuto la loro cerimonia di premiazione rispettivamente nei comuni di Cingoli (MC) e Camerata Picena (AN) ed essendo il Premio volutamente itinerante, l’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN), con il Patrocinio del Comune di Corinaldo, indice la terza edizione del Concorso di Racconti Brevi “Storie in viaggio” la cui partecipazione è regolamentata dal presente bando.

1. Sezione Racconto
Si partecipa con racconti editi o inediti, ma in quest’ultimo caso è richiesto di indicare in che libro o antologia sono stati precedentemente pubblicati. L’autore, comunque, deve essere l’unico detentore dei diritti sul testo che invierà. È fatto divieto di partecipare con racconti già presentati allo stesso concorso in edizioni precedenti o modificati nel titolo o leggermente rimaneggiati rispetto a opere già presentate, sia che siano risultate finaliste che no.
2. Tematica
La tematica indicata è “Il viaggio” che può essere interpretata liberamente a intendere viaggi fisici, di spostamento sul territorio nazionale o internazionale e di viaggi interiori, percorsi di approfondimento e di crescita personale, educativo, morale, spirituale o di altra tipologia.
3. Caratteristiche
Si partecipa unicamente con testi scritti in lingua italiana. Non verranno accettati racconti in altre lingue né in dialetto, anche se provvisti di relativa traduzione in italiano. Ciascun partecipante può inviare un solo racconto in formato Word (estensione .doc o .docx) di lunghezza complessiva 3 cartelle editoriali (1 cartella = 1800 battute).
I testi, in forma rigorosamente anonima, dovranno essere in carattere Times New Roman corpo 12
4. Contributo
Per la partecipazione al concorso è richiesto un contributo per spese organizzative pari a 10€. I soci fondatori e onorari della Associazione Culturale Euterpe e tutti i membri di giuria delle passate edizioni non potranno prendere parte al concorso. I soci ordinari dell’Associazione Culturale Euterpe in regola per l’anno di riferimento (2018) hanno diritto a uno sconto del 50% sul contributo di partecipazione.
I riferimenti per l’invio del contributo sono i seguenti:
Bollettino postale: CC n° 1032645697
Intestato ad Associazione Culturale Euterpe
Causale: III Concorso Storie in Viaggio – nome autore
Bonifico: IBAN: IT31H0760102600001032645697
Intestato ad Associazione Culturale Euterpe
Causale: III Concorso Storie in Viaggio – nome autore
6. Invio degli elaborati
Per prendere parte al concorso è richiesto l’invio a mezzo e-mail all’indirizzo
concorsostorieinviaggio@gmail.com del proprio racconto comprensivo di titolo e sprovvisto di dati personali o segni di riconoscimento. Al testo andrà allegata anche la scheda di partecipazione e la ricevuta del versamento del contributo richiesto. Nell’oggetto della mail è richiesto di indicare “3° Concorso Storie in viaggio”. La mancanza di uno dei materiali richiesti comporta l’esclusione.
7. Scadenza
Il termine ultimo per inviare le proprie partecipazioni è fissato al 30 Giugno 2018.
Non verranno presi in considerazioni elaborati pervenuti dopo tale data.
8. Pre-selezione
Una prima commissione di Giuria, definita di pre-selezione, e composta da alcuni membri del Consiglio Direttivo della Associazione Culturale Euterpe, provvederà a effettuare una preselezione dei materiali pervenuti – in forma rigorosamente anonima – dalla quale scaturiranno venti racconti finalisti. L’esito della pre-selezione verrà pubblicato sul sito della Associazione (www.associazioneeuterpe.com) e inviato a mezzo mail a tutti i partecipanti.
9. Graduatoria
Una seconda commissione di giuria, definita giudicatrice, valuterà in forma completamente anonima i testi dei venti finalisti e proclamerà i vincitori durante la serata di premiazione. Saranno proclamati i primi dieci vincitori e i restanti dieci – a pari merito – quali Menzioni d’Onore.
10. Cerimonia di premiazione
Tutti i finalisti sono tenuti a partecipare alla serata finale che si terrà domenica 23 settembre 2018 presso la Sala “Ciani” del Consiglio del Comune di Corinaldo (AN).
Partecipando a questo concorso l’autore dichiara la propria presenza fisica e disponibilità a intervenire alla serata di premiazione, nel caso figurasse tra i finalisti.
I finalisti che non si presenteranno personalmente o per delega alla premiazione non avranno diritto a ricevere il premio a domicilio. Si potranno spedire, dietro pagamento delle relative spese, solo il diploma e copia della antologia del Premio.
11. Premi
I premi consisteranno in targhe per i primi dieci vincitori assoluti e motivazione della giuria e in coppe o altri trofei per i successivi dieci, a pari merito, che verranno premiati quali Menzioni d’onore. Tutti i premiati riceveranno anche il diploma.
12. Commissioni di giuria 
La commissione di pre-selezione è composta da alcuni membri del Consiglio Direttivo della Associazione Culturale Euterpe di cui verrà dato conto in sede di premiazione.
La commissione giudicatrice è composta da esponenti del panorama culturale e letterario nominati all’uopo dalla Associazione Culturale Euterpe, i cui nomi verranno rivelati il giorno della premiazione. I giudizi di entrambe le commissioni sono definitivi e insindacabili.
13. Raccolta antologica
I racconti dei venti finalisti verranno pubblicati in un’opera antologica, disponibile il giorno della premiazione.
14. Visita guidata
L’evento sarà anticipato da una visita guidata della città (gratuita) che avverrà con la
collaborazione della Pro Loco di Corinaldo per coloro che vorranno (maggiori indicazioni su orari e punti di ritrovo verranno fornite in un secondo momento) a mezzo mail.
15.Ultime disposizioni
La partecipazione al Premio è subordinata all’accettazione del presente bando in ogni suo articolo. Ai sensi del D.Lgs 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione e utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso e altre attività promosse dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi.
LORENZO SPURIO – Presidente Ass. Culturale Euterpe
STEFANO VIGNAROLI – Presidente del Concorso
GIOIA CASALE – Segretaria del Concorso
Per info inerenti al concorso:
ASSOCIAZIONE CULTURALE EUTERPE – JESI
http://www.associazioneeuterpe.com – ass.culturale.euterpe@gmail.com
Mail concorso: concorsostorieinviaggio@gmail.com
Tel. (+39) 327-5914963 – Pagina FB
ASSOCIAZIONE TURISTICA PRO LOCO DI CORINALDO
Via del Velluto n°20 – 60013 Corinaldo (AN)
http://www.procorinaldo.itiat1@corinaldo.it
Tel. (+39) 071-679047

 

 

 

 

 

3° CONCORSO STORIE IN VIAGGIO EDIZIONE 2018
LA PRESENTE SCHEDA È REQUISITO FONDAMENTALE PER LA PARTECIPAZIONE

 

Nome/Cognome __________________________________________________________________
Nato/a a _______________________________ il ________________________________________
Residente in via ________________________________Città_______________________________
Cap __________________________________ Provincia __________________________________
Tel. ____________________________________ E-mail ___________________________________
Partecipo al Concorso “Storie in viaggio” indetto dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN) con il racconto dal titolo
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
Esso è [ ] EDITO [ ] INEDITOSe edito è stato pubblicato in __________________________________________________________________________________________________________________________________________________
L’autore è iscritto/tutelato alla SIAE ? [ ] SI [ ] NO
Il racconto presentato è iscritto/tutelato alla SIAE ? [ ] SI [ ] NO
Dichiaro, sotto la mia responsabilità, che il racconto è di mia completa produzione e che ne detengo i diritti ad ogni titolo [ ] SI [ ] NO
Autorizzo alla pubblicazione del mio racconto, qualora risultasse finalista, nell’opera antologica del concorso senza nulla a pretendere né ora né in futuro. [ ] SI [ ] NO
Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) per le attività organizzate e promosse dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi. [ ] SI [ ] NO
Luogo, data                                Firma (leggibile)
__________________________ _________________________________

Caduta dell’io e ibridismo: nuove tendenze nella poesia post-industriale. Considerazioni del poeta Iuri Lombardi

Poesia come postindustriale e narrativa come civiltà letteraria 

di IURI LOMBARDI (*)

 

Uno degli spartiacque della storia possibilmente letta a più livelli (la realtà non è mai una sola, il tangibile stesso è linguaggio che si auto-corrompe) è certamente la questione dell’industriae il divario che intercorre tra l’età paleo-industriale e la stagione dell’avanzare di una certa industrializzazione di base. Per industria certamente non intendo quell’attività operaia e metallurgica, non intendo i grandi stabilimenti, né intendo la stagione che iniziò in Inghilterra agli inizi del XX secolo. Per industria mi riferisco all’età della edificazione dell’io – unico e possibile reale pilastro cui poter farne una storia letteraria − dell’ingegnarsi a costituire il contesto, quindi la storia. Un’età che pare nascere – almeno per quanto concerne l’Europa − dalla caduta del latino, quindi del romano e l’avanzamento di un nuovo stile all’insegna dell’io, quella industria (intesa per operatività) di poeti che scrivevano in una nuova lingua e sotto un modo di identificarsi completamente contrapposto all’età paleo-industriale o classica. Insomma a una età precedente. La nascita dell’io moderno, quindi il passaggio sostanziale tra la stagione paleo-industriale e quella dell’identità o industriale fa sì che la poesia assuma una posizione di prestigio e diventi unico genere magistris possibile; prima viene essa e dopo tutti gli altri generi. In altri termini, la poesia, o meglio la lirica, viene attorno all’io e a un nuovo modo di esprimersi, a una nuova lingua a costituire per secoli una sua civiltà. L’io presuppone quindi una scesa di un contesto spazio-temporale ben definito, determina una propria dinamica, prende coscienza della storia e al contempo, forse per un principio di imitazione come direbbe Aristotele, ricrea il tangibile, de-mistica il reale.
Tutto sommato oggi questa civiltà – che possiamo definire dell’Io e della costruzione spazio-temporale−è stata soppiantata dal romanzo, nel tempo coevo il genere per eccellenza, che ha sostituito gli altri generi, ne ha smantellato il pubblico, l’io lo ha omesso e ne ha costruito una nuova civiltà. La cosa oggi, allo stato attuale, volendo proporre una storia letteraria va letta solo mediante la lente ontologica-esistenziale e pare non colmare il divario che passa tra gli altri generi e il romanzo. 
La nuova rivoluzione, che in parte si può ricollocare verso un ritorno paleo-industriale,cioè la caduta dell’io, non è altro che il preludio di una nuova età: il post-industriale. L’io omesso, caduto, smantellato (per fortuna) propone un nuovo orizzonte. In questo nuovo universo l’io caduto, che probabilmente diventa un noi, forse un voi, il concetto di storia pare essersi eclissato perché non più demistificato per per paradosso de-costruito.
La decostruzione intesa come mistificazione della storia e dei fatti oggi nella poesia è uno degli elementi di spicco. La poesia stessa,che nel frattempo regge a stento una propria autonomia di genere, non ha più un pubblico,è diventata molto elitaria e quindi se prima era il trampolino di lancio di uno scrittore (la prova ars in cui prima si faceva poesia poi si giungeva alla narrativa e quindi alle altre scritture) oggi non è altro che una seconda possibilità artistica. Lo scrittore che per ragioni di pubblico è costretto – e forse per piacere − a esprimersi nella narrativa, usa la poesia come seconda ipotesi del proprio lavoro.
D’altronde l’attività letteraria, o quella della scrittura in  genere, presuppone un pubblico che la sorregga, che la supporti, che con essa interagisce e ne diventi complice. Questa complicità oggi nella poesia non c’è più e quindi essa diventa sempre più invisibile.

Il-sarto-di-san-Valentino.pngIn secondo luogo è anche vero che l’età post-industriale, la stagione dell’omissione dell’io, la scrittura vive fuori dal genere e i generi in sé si sono amalgamati in una unica possibilità civile e politica del termine: la narrativa. Se di fatto la poesia, essendo un esercizio di stile lo scrittore la usa quasi come fosse un’attività privata e non più pubblica, può incarnare ancora oggi ontologicamente una istantanea di momenti vari – ecco la demistificazione della storia e del tempo − la narrativa pare compiersi in un prestigio maggiore e per forza di cose:
A) ha la fortuna di avere ancora un pubblico (nonostante i gravi problemi che affliggono l’editoria e le produzioni)
B) può assumersi le capacità della poesia; il romanzo riesce a mistificare lo stesso e con ottimi risultati
C) compie da protagonista il passaggio dall’età industriale a quella post-industriale.
La facoltà di essere ancora richiesta, di avere attenzione, di avere un pubblico fa sì chela narrativa – sia contemporanea sia dei classici − trovi un canale di espressione. Un romanzo è facile che venga pubblicato in volume come è facile che trovi una collocazione on-linee quindi oltre a esprimersi con i termini di una propria capacità espressiva, quelli della nuova civiltà letteraria cui sopra, dovuti e nati tramite l’omissione dell’io, determina uno svelamento del proprio essere. Attraverso la propria duttilità il genere narrativo si svela senza grandi problemi, così un classico tramite canali telematici lo conoscono tutti anche se non letto. Cosa che per la poesia è molto più difficile.
In secondo luogo la narrativa dissimula quanto la poesia, mistica, imbroglia, ragione sull’errore storico e assembla elementi distanti apparentemente tra di loro. Questo avviene grazie alla caduta dell’io che ha permesso al genere e alla sua corrispettiva civiltà lo sviluppo di nuove tecniche e di un linguaggio sempre più ibrido.
In terzo luogo, se l’io inteso come poesia dettò le linee del passaggio dall’età pre-industriale a quella moderna, oggi la rivoluzione l’ha compiuta il romanzo. La distruzione o caduta, l’omissione dell’io avviene attraverso la narrativa all’unisono in tutta Europa da Joyce a Celine, da Zola a Verga. Se in un primo momento assume un carattere di scientificità con l’avvento del positivismo europeo, in un secondo momento il suo linguaggio si fa impalpabile. D’altronde negli ultimi tre decenni la lingua stessa è mutata diventando una identità linguistica meta-significante. Fu Pasolini stesso in un suo intervento a dire che la lingua letteraria rimane – si riferiva all’Italia − solo una questione di stile, quindi di prestigio in quanto l’italiano non è più il fiorentino ma la lingua dei grandi centri industriali e quindi quella del consumo e quella – possiamo definirla oggi − della multimedialità.
In conclusione, ben lungi da elargire un intervento storico (non più possibile come visto all’inizio) la poesia vive in un’area tutta sua, in un’isola inaccessibile ai molti, sta in bilico su di una soglia in attesa di salpare in mare.
I tentativi che ci sono oggi restano isolati, spesso sommersi, non conosciuti ai più in quanto non ha più un pubblico e i poeti – gli scrittori di versi − sono spesso voci che parlano nel buio. Tutto sommato, questo non deve allarmarci né deve farci rinunciare alla poesia, ma quando facciamo poesia, quando scriviamo versi, dobbiamo essere coscienti che la civiltà letteraria oggi come oggi resta il romanzo e che facendo poesia accenniamo a quella realtà soggiornando nella sua premessa.

IURI LOMBARDI

 

(*) Questo testo è stato pubblicato in appendice nell’opera di Iuri Lombardi dal titolo Il sarto di San Valentino (Ensemble, Roma, 2018)

 

hqdefault.jpgIuri Lombardi (Firenze, 1979), poeta, scrittore, saggista, drammaturgo. Ha pubblicato per la narrativa i romanzi: Briganti e Saltimbanchi, Contando i nostri passi, La sensualità dell’erba, Il cristo disubbidiente, Mezzogiorno di luna. Per la Poesia: La Somma dei giorni, Black out, Il condominio impossibile, Lo zoo di Gioele, La religione del corpo.  Per la saggistica: L’apostolo dell’eresia. Per il teatro: La spogliazione, Soqquadro. Vive a Firenze. Dopo essere stato editore, approda con altri compagni nella fondazione di Yawp – l’urlo barbarico.

 

L’autore del presente testo acconsente alla pubblicazione su questo spazio senza nulla pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro. E’ severamente vietato copiare e diffondere il presente testo in formato integrale o parziale senza il permesso da parte del legittimo autore. Il curatore del blog è sollevato da qualsiasi pretesa o problematica possa nascere a seguito di riproduzioni e diffusioni non autorizzate, ricadendo sull’autore dello stesso ciascun tipo di responsabilità.

Il n°27 della rivista di letteratura “Euterpe” dedicato a “profili ed esperienze femminili nella storia, letteratura e arte”

Dopo la recente pubblicazione del n°26 della rivista di letteratura online “Euterpe” che proponeva quale tematica “Emigrazione: sradicamento e disadattamento”, contenente pregevoli contributi critici e non solo tra cui brani di Mario Vassalle, Asmae Dachan, Rosa Elisa Giangoia, Maria Grazia Ferraris, Paolo Saggese e Valtero Curzi. 

La Redazione della Rivista ha diffuso nelle ultime settimane il comunicato relativo alla raccolta di materiali per il prossimo numero della rivista. Il nuovo numero monografico sarà aperto a contributi appartenente ai vari generi (aforismi, poesia, haiku, narrativa, saggistica, critica, recensioni, interviste) che abbiano relazione con il tema di riferimento: “Il coraggio delle donne: profili ed esperienze femminili nella storia, letteratura e arte”. Sarà l’occasione per approfondire le esperienze umane e gli itinerari culturali di poetesse, scrittrici, donne di scienza, eroine e di altre donne che, a loro modo e nei relativi campi d’appartenenza, si sono distinte in maniera rimarchevole. Nel banner che identifica l’invito a prendere parte al nuovo numero figurano i volti di alcune celeberrime donne della letteratura: la poetessa lombarda Antonia Pozzi (1912-1938), suicida giovanissima, la scrittrice sarda, premio Nobel per la Letteratura nel 1926 Grazia Deledda (1871-1936), la romanziera modernista Virginia Woolf (1882-1941), punta di diamante della letteratura contemporanea e la pacificante poetessa americana Emily Dickinson (1830-1886).

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I materiali dovranno essere inviati entro e non oltre il 15 Luglio 2018 alla mail rivistaeuterpe@gmail.com attenendosi alle “Norme redazionali” della rivista che sono consultabili cliccando qui.  Su Facebook è già presente il relativo evento Facebook che si può seguire, anche per rimanere aggiornati sullo svolgimento della selezione, per raggiungerlo, cliccare qui.

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A Cavallino (LE) un incontro sulla scrittura asemantica. Interventi di Francesco Aprile e Cristiano Caggiula

Biblioteca Gino Rizzo
presenta

Asemic Writing:
dalla scrittura allo scrivere, dalla parola al segno

a cura di Francesco Aprile e Cristiano Caggiula

24 Maggio 2018 ore 18:00 – Parco Adele Savio

Castromediano (LE)

incontro sul tema delle scritture asemantiche
materiali di consultazione dall’archivio della rivista «Utsanga.it»

Informazioni: 3371661384 / biblioteca@comune.cavallino.it

In occasione dell’edizione 2018 del Maggio dei libri che vede, fra le altre cose, tre filoni tematici su cui articolare un possibile discorso sul libro e la lettura e, fra questi, il concetto di “Lettura come libertà”, appare quanto mai necessario intraprendere un discorso attorno alle pratiche dette dell’asemic writing, delle scritture asemantiche le quali, sviluppatesi nell’arco del Novecento, giungono ad oggi con rinnovata tensione creativa anche grazie all’apporto delle nuove tecnologie. Ma cosa sono e come si evolvono le scritture asemantiche? Legate per loro natura, in quanto manifestazioni umane, all’evolversi del contesto storico-culturale, le scritture asemantiche hanno “liberato” il concetto di scrittura, anche a cavallo di certe riformulazioni filosofiche di area novecentesca, dalla gabbia del significato e dalle logiche dell’efficacia comunicativa applaudendo alla deformazione della scrittura che diventa puro gesto dello “scrivere”, movimento che tende alla scrittura senza mai giungere a compimento, imminenza di senso che apre un vuoto interpretativo coinvolgendo il fruitore a partire dalla familiarità fra gestualità asemantica e forma grafica dello scritto. In questo caso la lettura diventa modalità visiva ed empatica volta ad esperire l’oggetto calligrafico in questione. Le scritture asemantiche, in qualità di gesto tendente ad una significazione sempre rinviata, eludono il significato, non istituzionalizzandosi in un sistema di segni codificato, dunque riconoscibile, e abdicano in favore della grafia libera che porta la scrittura, o meglio lo scrivere, a confrontarsi con l’extraletterario, ovvero il colore, la materia, il movimento del corpo. La lettura come libertà diventa libertà del senso oltre il significato.
La Biblioteca Gino Rizzo ospita e promuove un incontro sul tema delle scritture asemantiche condotto da Francesco Aprile e Cristiano Caggiula, entrambi esponenti del network dell’asemic writing oltre che autori di contributi critici volti a ricostruire le vicende internazionali del fenomeno “asemic” dalle origini ai nostri giorni. I due autori hanno infatti curato i volumi collettanei “Asemic writing. Contributi teorici” (Ivrea, Edizioni Archimuseo Adriano Accattino, 2018) e “La parola intermediale: un itinerario pugliese” (Cavallino, Biblioteca Gino Rizzo, 2017), affrontando le dinamiche storiche e contemporanee dell’asemic writing e il suo sviluppo all’interno del più ampio universo della poesia visiva e delle ricerche intermediali in genere, articolando anche un discorso di carattere storico sulle esperienze “asemic” in Puglia. Aprile e Caggiula hanno inoltre fondato nel 2014 la rivista trimestrale online Utsanga.it che ha dato vita, sin da subito, a un interessante dibattito attorno al fenomeno delle scritture asemantiche.
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Conrad, Burgess, Strasser: nuovo incontro letterario “Cattivi dentro” dom. 8 aprile alla Biblioteca La Fornace

Potere e sottomissione nella società: nuovo incontro letterario con “Cattivi dentro”

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Proseguono gli incontri letterari attorno al saggio “Cattivi dentro” del poeta e critico letterario jesino Lorenzo Spurio alla Biblioteca La Fornace di Moie. Dopo gli incontri tesi a investigare le forme di infanzia degenerata e il fosco universo della devianza sessuale nella letteratura il nuovo incontro, che si terrà domenica 8 aprile alla Biblioteca La Fornace di Moie di Maiolati Spontini (AN) alle ore 17:30, provvederà ad approfondire il tema “Essere soggiogati: il gruppo sociale sedotto dal tiranno”.

L’intero ciclo di eventi è volto ad approfondire di volta in volta tematiche, testi, romanzi e autori della cultura internazionale che, in varie forme e a vari livelli, hanno parlato o messo in scena storie di cattiveria, violenza, soggiogazione, devianza e d’emarginazione all’interno delle date cornici narrative. Il saggio di Spurio che come sottotitolo porta “Dominazione, violenza e deviazione in alcune opere scelte della letteratura straniera” è risultato vincitore assoluto del noto Premio Letterario “Casentino” sezione Saggistica Inedita “Veniero Scarselli” nell’edizione 2017 con diritto di pubblicazione da parte della casa editrice aretina Helicon.

Nel nuovo incontro si darà voce ad alcuni episodi di violenza e sottomissione che nascono in dati contesti sociali che prevedono da una parte l’assunzione verticistico del potere, la supremazia e forme totalitaristiche e, dall’altro, la tacita abnegazione, la sottomissione e forme di violenza psicologica indotte. L’evento sarà teso a indagare il rapporto sociale che s’istaura tra il ‘cattivo’, nella forma del boss, del dittatore, della persona di potere (legittimo o meno), e della pericolosità nella trasmissione di idee irresponsabili e anti-democratiche. Dalla politica colonialista in “Cuore di tenebra” del modernista Joseph Conrad alla brutalità di una gioventù sadica in “Arancia meccanica” di Anthony Burgess sino all’esperimento nazista ne “L’onda” di Todd Strasser.

Ulteriori approfondimenti deriveranno dagli interventi del critico letterario fiorentino Lucia Bonanni che parlerà della “Psicologia cognitiva e comportamentismo” e dal cultore letterario Stefano Bardi che interverrà con un discorso su “Manipolazione e tenebra: i lati oscuri dei boss”.

Le letture di estratti scelti delle opere di riferimento saranno affidate alla voce di Gioia Casale. Durante la serata verranno, altresì, proiettati estratti significativi dei relativi film che verranno commentati dall’autore del libro.

Si ricorda, inoltre, che l’ultimo incontro del ciclo di eventi si terrà domenica 6 maggio e avrà come tema di riferimento “Così esco dal mondo: alcuni suicidi letterari”. Assieme all’autore del libro interverranno il filosofo Valtero Curzi e la scrittrice Elena Coppari.

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Info:

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Tel. 3275914963

A Fabriano un incontro per ricordare lo scrittore generazionale Pier Vittorio Tondelli

A Fabriano un incontro per ricordare lo scrittore emiliano a 25 anni dalla morte

Sabato 14 ottobre alle ore 17 presso la Sala “D. Pilati” della Biblioteca Multimediale “R. Sassi” di Fabriano si terrà una conferenza a cura dell’Associazione Culturale Euterpe di Jesi tesa a ricordare lo scrittore generazionale emiliano Pier Vittorio Tondelli a venticinque anni dalla sua morte. Aprirà l’evento lo scrittore e critico letterario Lorenzo Spurio (Presidente della Ass. Euterpe) con un saluto d’apertura e un breve intervento introduttivo.

Pier_Vittorio_TondelliPier Vittorio Tondelli (Correggio, 1955 – Reggio Emilia, 1991) personaggio controverso e dibattuto della scena culturale degli anni ‘70/’80: ritenuto maledetto e degenerato, per le tematiche che presentavano i caratteri di un morbo endemico, dunque pericoloso, è stato riscoperto e riletto solo recentemente, a distanza dalla sua morte, permettendo un congruo inserimento nella scena sociale del periodo in cui visse di cui si contraddistinse per eccentricità e grande fame di vita. Il suo primo libro, “Altri Libertini” (1980), ben presto un must del momento tra i giovanissimi, venne accolto con fastidio e riprovazione dall’opinione pubblica d’impostazione conservatrice, difatti la pubblicazione venne di fatto sequestrata perché contenente materiale osceno. Tra le sue altre opere i romanzi “Pao-Pao” (1982), “Rimini” (1985), “Biglietti agli amici” (1987), “Camere separate” (1989) e le raccolta di saggi “L’abbandono” (1981) e “Un weekend postmoderno” (1990).

Lo scrittore e studioso Enos Rota, che fu amico dello stesso Tondelli, ne parlerà al pubblico tracciando la complessità della sua figura umana e letteraria fornendo un puntuale inserimento nel contesto sociale in cui visse. Rota tratteggerà la storia dello scrittore di Correggio passando dal successo letterario, al suo rapporto con i lettori e la sua scrittura emotiva, calda e avvolgente, finanche le controversie, le critiche suscitate. Lo studioso parlerà di questo e altro proponendo un percorso ravvicinato e amicale nella storia difficile e così breve di Tondelli fornendo anche alcune tracce di lettura contenute nel volume di cui è autore, “Biglietti a un amico” (Edizioni Magellano, 2017) dedicato all’amico scomparso.

Stefano Bardi, collaboratore della rivista di letteratura online “Euterpe” con saggi e critiche letterarie, interverrà ponendo un approfondimento in merito all’attività editorialista di Tondelli e in particolare sulla curatela in tre volumi da lui prodotta del noto progetto under 25 “Giovani Blues-Belli & Perversi-Papergang” con il quale si proponeva la valorizzazione di giovani esordienti. Lo stesso Bardi poco tempo fa ha dedicato allo scrittore di Correggio un approfondimento sull’attività letteraria di Tondelli dal titolo “Omosessualità e transessualità. L’amore è sempre amore: Pier Vittorio Tondelli” pubblicato sul numero 18 della rivista “Euterpe” (Gennaio 2016).

Durante l’intero evento verranno proiettate immagini inerenti a Pier Vittorio Tondelli: la sua vita, le amicizie, le sue frequentazioni, tanto letterarie che non, da averne permesso la costruzione di una sorta di mito generazionale, in parte impolverato e che è doveroso ricordare adeguatamente, avendo dettato pagine importanti della letteratura italiana contemporanea.

 

Info:

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Tel. 327 5914963

 

Biblioteca Multimediale R. Sassi

info@bibliotecafabriano.it

Tel. 0732 709390

 

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Il mondo del teatro, tema del prossimo numero della rivista di letteratura “Euterpe” – Scadenza 21-05-17

16299011_1816826958569728_1671577101441895574_nSegnaliamo la selezione per il prossimo numero della rivista di letteratura “Euterpe” tutt’ora aperta che scadrà il prossimo 21 maggio 2017.
Il prossimo numero della rivista, il ventitresimo, propone come tema al quale è possibile ispirarsi e rifarsi liberamente quello della “Scrittura teatrale e i suoi interpreti”.
Per poter prendere parte alla selezione dei testi è richiesto di seguire le semplici e basilari “Norme redazionali” presenti sul nostro sito a questo link http://rivista-euterpe.blogspot.it/p/norme-redazionali.html  pena l’esclusione.
I materiale dovranno essere inviati esclusivamente a mezzo elettronico alla mail rivistaeuterpe@gmail.com entro e non oltre il 21 maggio p.v. 

Info: rivistaeuterpe@gmail.com 

“Scrivere significa vincere il tempo”, il volume antologico di testi per ricordare la giovane Sara Iommi

Venerdì 23 dicembre alle ore 17:30 presso la Biblioteca Comunale di Agugliano (AN), recentemente dedicata alla memoria della giovane intellettuale Sara Iommi, si terrà la presentazione di un volume fortemente voluto dalla sua famiglia per ricordarla. Libro nel quale la casa editrice Italic Pequod di Ancona ha pubblicato una serie di testi, commenti, riflessioni e appunti che la ragazza, grande amante della letteratura e della cultura locale, ha lasciato.

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Sara Iommi

Così si definiva la giovane Sara Iommi sul seguito sito internet da lei curato, deceduta all’età di trentatré anni lo scorso giugno a seguito di un gravissimo incidente stradale che l’ha strappata a i suoi cari e a quanti l’hanno entusiasticamente conosciuta: Marchigianetta trapiantata (dolorosamente) in Emilia. Bibliofila, gattofila, lunatica, curiosa, nomade. Comunista. Coraggiosamente fragile. Apparentemente semplice. Un po’ martire come tutte le donne. Trafficante di sogni, stupratrice della penna (o della tastiera)”.

Appena un anno prima aveva conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università di Bologna con una tesi dal titolo “La rappresentazione cinematografica del mondo agropastorale nel documentario corto italiano (1939-1969)”. Nel corso degli ultimi due anni lavorò presso l’ E.C.Co. (EASTERN COLLEGE CONSORTIUM) di Bologna, un consorzio di Università americane (Vassar College, Wellesley College e Wesleyan University) dapprima come istruttore amministrativo poi come docente del corso “Il mondo che abbiamo perduto. L’Italia degli anni Cinquanta tra cultura tradizionale e modernità”.

Numerose le sue pubblicazioni in volumi antologici: i saggi “La rappresentazione cinematografica delle donne nel mondo contadino dell’Emilia Romagna”; “Della fine di un mondo. Vittorio De Seta”, “Presupposti per una formazione dell’audiovisivo a partire dall’ambientazione filmica”, “The Film’s setting. Notes for a pedagogy of the space/environmental functions of film”, oltre ad alcuni racconti.

Vari i riconoscimenti e le segnalazioni ottenute in numerosi premi letterari nazionali tra cui per il racconto tra cui al “Corto letterario e l’illustrazione” di Varese, al Premio “Uscita di sicurezza” di Lucca, al Premio “Città di Melegnano” e la nomina di “Aguglianese per la cultura” per meriti di produzione narrativa.

Durante la presentazione del volume Scrivere significa vincere il tempo, patrocinata dal Comune di Agugliano, interverranno il giornalista Rai e scrittore Giancarlo Trapanese, Lucia Tralli e Gabriele Ponzi.

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A Firenze l’evento per ricordare Mario Luzi, uomo sensibile e profondamente gentile

11845226_10207555137899936_1541324816320678888_oSabato 17 ottobre nel pomeriggio a Firenze presso la Sede Provinciale dell’ARCI si è svolto l’evento in memoria del poeta Mario Luzi ideato e voluto da Marzia Carocci e Lorenzo Spurio. L’evento, patrocinato dalla Regione Toscana, dalla Città Metropolitana di Firenze e dal Quartiere 1, si è svolto nel seguente modo: una prima parte dedicata a una conferenza sul Maestro Luzi, quale uomo, nella quale hanno parlato Caterina Trombetti (docente, poetessa, amica di Mario Luzi e sua segretaria negli ultimi anni), Ernesto Piccolo (pittore, già docente dell’Accademia di Belle arti, amico di Mario Luzi) e Michele Miano (poeta e curatore editoriale, figlio di Guido Miano -editore milanese- che conobbe e collaborò con Luzi). Nei tre interventi i relatori hanno condiviso aneddoti e piccole esperienze vissute assieme a Mario Luzi dai quali sono risaltate le caratteristiche di un uomo sincero, apparentemente schivo e profondamente attento alla società, riflessivo, cortese ed estremamente disponibile, con un altissima considerazione dei rapporti umani.

A seguire si è tenuto un recital poetico nel quale una serie di poeti provenienti da varie parti d’Italia hanno letto le loro poesie ispirate o dedicate al Maestro con intermezzi musicali di Alberto Gamannossi e un brano cantato da Francesca Monami (Alchimia).

I poeti intervenuti alla serata sono stati: Daniele Berto, Giancarlo Bianchi, Lucia Bonanni, Sandra Carresi, Francesca Facoetti, Tiziana Gabrielli, Pinella Gambino, Sonia Giovannetti, Francesca Luzzio, Cinzia Manetti, Candido Meardi, Antonio Merola, Liliana Moreal, Claudia Piccini, Ilaria Spes, Luciano Valentini, Laura Mionetto, Nino Nemo.

Tutti i testi letti durante la serata confluiranno in un volume antologico che sarà pubblicato da PoetiKanten Edizioni nei prossimi mesi a testimonianza del pomeriggio di condivisione culturale in ricordo del Maestro Luzi. Nel volume figureranno anche poesie ed interventi di autori che hanno partecipato ma che non sono stati presenti alla serata: Andrea Aterini, Bartolomeo Bellanova, Anna Maria Benone, Serena Ferrara, Lucia Lascialfari, Carmine Liccardi, Lina Luraschi, Francesco Martillotto, Antonella Monti, Margherita Pizzeghello, Simone Sanseverinati, Maria Luisa Seghi, Michela Zanarella, Marco Ausili, Fabio Grimaldi.

A seguire il video integrale dell’evento:

A seguire alcune foto dell’evento (Foto di Francesco Fois):

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