“Le mie parole d’acqua” di Maria Luisa Mazzarini. Recensione di Lorenzo Spurio

Le mie parole d’acqua di Maria Luisa Mazzarini

Edizioni Divinafollia, Caravaggio, 2015

Recensione di Lorenzo Spurio 

“Le mie parole d’acqua” (2015)

Dopo Lanterne per riconoscermi la poetessa Maria Luisa Mazzarini ritorna con una nuova pubblicazione che sin dal titolo e dall’immagine di copertina contribuisce a trasmettere al contempo leggerezza e freschezza. Il nuovo libro edito da Edizioni Divinafollia che si apre con una nota critica di Silvia Denti, porta il titolo di Le mie parole d’acqua. Una ragazza vestita con un tubino fucsia a braccia rilassate fluttuanti si trova visibilmente estasiata immersa nell’elemento acqua che, come vedremo, pervade l’intera raccolta poetica.

La Nostra ci fa fare un percorso curioso e multidirezionale all’interno dell’elemento acqua tanto da poter definire questa silloge un’opera equorea che ha, cioè, un forte legame con la corposità liquida dell’acqua e in maniera particolare con il mare.

Da Talete che identificò nell’acqua l’arché o principio primo di tutte le cose, ad Eraclito che nel celebre Panta Rei di filosofica memoria individuò un principio rigenerante e continuo traducibile come “tutto scorre” e che ci rimanda alla ciclicità e alla rinnovabilità dell’elemento acqua, senza dimenticare la cosmologia di varie culture che fa partire la genesi del mondo proprio dalla presenza di tale elemento, ma neppure la fertilità della Mesopotamia dove nacque la civiltà e si diffusero vari popoli, all’importanza del bagno nel fiume sacro in alcune pratiche demoetnoantropologiche, alla ritualità del battesimo purificatore nella nostra tradizione religiosa, alla lode di “sorella acqua” nel celebre Cantico francescano.

L’acqua è principio e fondamento di vita, elemento imprescindibile per la crescita, lo sviluppo, il sostentamento, per la maturazione e per la sostenibilità di un futuro. Il grande modernista T.S. Eliot nella celebre Terra desolata parlava di uno scenario devastato e improntato al lutto universale proprio per la carenza di acqua e Coleridge nella Ballata del vecchio marinaio nel personaggio del vecchio lupo di mare che si era macchiato della colpa di aver ucciso un albatros senza ragione, intravedeva per lui il pentimento solamente dopo la conversione a Dio e il gesto simbolico della benedizione di alcuni serpi di mare.

Per non divagare troppo e ritornare alla silloge di Maria Luisa Mazzarini devo osservare che una delle cose che più piacevolmente colpisce l’occhio del lettore è la massiccia presenza di citazioni a classici che immortalano l’acqua non solo quale elemento necessario e salvifico ma che lo concettualizzano istituendo metafore con il sentire e il vivere umano. Tra di esse un esergo dedicato alla poetessa milanese Antonia Pozzi che giovanissima si diede la morte in cui leggiamo “l’anima è come acqua” e il tema del suicidio, per osmosi, non può che farmi pensare alla morte di Virginia Woolf che proprio in un fiume decise di togliersi la vita. Episodi drammatici in cui l’elemento vitale si trasforma in nemico e mezzo di morte.

Maria Luisa Mazzarini abbraccia largamente tutte le manifestazioni della presenza dell’acqua, siano esse stagnanti (lago) o sorgive (torrente),siano esse appartenenti alla natura intesa in senso ampio (mare, fiume, lago), sia vengano a rappresentarsi in secrezioni acquose prodotte dalla fisiologica natura dell’uomo (le lacrime). Dell’acqua si sottolinea con attenzione la sua proprietà liquida, il fatto di essere un fluido oscillante, instabile, propagante, capace (è l’unico stato di materia in grado di riuscirci) ad occupare uniformemente ciascun spazio nel quale viene riversato. Alla Nostra non interessa però la Fisica ma va rintracciando nell’elemento acqua non solo il principio vitale ma anche l’ebrezza del sentimento panico con la natura e, di riflesso, istituisce tra molecole d’acqua e sensazioni un’empatia che le parole rendono inscindibile.

L’ondosità del mare non è altro che immagine di una perturbabilità del pensiero, l’anima sta all’acqua come l’essenza sta alle molecole da laboratorio, così come le esperienze del vissuto stanno a stille di pioggia o gocce spruzzate dalla risacca di un mare tormentato.

Le poesie “Lampi” e “Come” che si trovano in apertura al testo forniscono due marine molto ben tipicizzate, la prima durante la notte, la seconda di giorno dominata dalla presenza dei gabbiani in grado di emozionare la Nostra.

L'autrice, Maria Luisa Mazzarini.

L’autrice, Maria Luisa Mazzarini.

La Poesia per la nostra non è solo il mezzo concreto, scrittorio, che consente di fermare il sentimento nel momento in cui questo viene provato in determinate situazioni ma diviene essa stessa personaggio, presenza fisica in quel processo emozionale che è la Vita tanto da diluirsi nei corsi d’acqua di cui la Nostra parla e nei quali si bagna per respirarne appieno gli effluvi: “E sento su di me/ il cielo, il mare, la terra/ e l’universo intero./ Così, Poesia, ti amo” (20). Il cielo ci trasmette una dimensione di sospensione e ci ricollega al Creatore, il mare contribuisce ad acuire questo sentimento d’infinità e proprio all’interno di questa idea di totalità si inserisce il microcosmo della vita sulla terra, del tangibile, del concreto, del rituale. Nelle multiple interazioni tra i tre sistemi dove sempre è l’acqua a dominare (l’acqua piovana del cielo, l’acqua salata del mare, l’acqua dolce di fiumi e laghi sulla terraferma) la Nostra sperimenta il sentimento edificando la vita in una sapienzalità che ha l’esoterico linguaggio delle rune acquose dell’esistenza.

In “Accadde” l’istintualità del “cogliere il fiore” si allinea con la più importante rivelazione, quasi catartica, che viene a rappresentare un’epifania esistenziale di valore e d’impegno sociale: “Da allora fummo poeti”. Come a dire che sta nel saper cogliere il momento, trasporlo e condividerlo senza arricchimenti fatui e barocchismi l’essenza della creazione poetica, di quell’atto edificante con le parole che non abbisogna di impalcature ridondanti né di formalismi retorici se non l’essenza pura del messaggio che esso stesso evoca facendo trasportare l’anima.

Di cambi di materia si parla in “Gialli ranuncoli” come sempre con un normale e connaturato disinteresse per i passaggi dello stato di materia nel “disgelo” (34) la nostra ravvisa l’incipiente arrivo della verde stagione: “L’acqua che irrora la terra/alimenterà i ruscelli” (34), un procedimento fisico naturale e al contempo necessario che, però, costituirà una sorta di “miracolo” (34) non tanto dal punto di vista naturale e fisico, ma emozionale. La nebulizzazione dell’acqua in gocce la ritroviamo in “Pioggia” (56) mentre nella lirica “Annego” che può ancora ricordarci la morte della Woolf e quindi immetterci in un canale interpretativo all’interno del suicidio di tipo egoistico, in realtà è un dolce annegamento del corpo e della mente, non è un suicidio per acqua ma una rinascita e una purificazione a mezzo del rilassante idromassaggio e al pensiero perso in “esotici mari lontani,/ cascate e torrenti,/ di fiumi ampi e laghi tranquilli” (58).

L’acqua ricorre spesso in modi e forme diverse, nel presente come nel ricordo (la poesia “Al mio Tevere”, 45), a rinvigorire episodi e a nutrire, ma anche come desideri inespressi ed irrealizzabili (“E ripensavo alla neve”, 36). Traccia di una poetica di impegno sociale potrebbe essere letta nel riferimento ai “Naufraghi/ ignoti, ignari,/ perduti al mondo” (62) di cui la cronaca dei nostri giorni è piena. Maria Luisa Mazzarini costruisce versi d’acqua ma a differenza del moto fluttuante ed ondoso tipico dell’acqua, hanno il potere di restare impressi nella mente e nel cuore e di non venir tralasciati via dalla spuma della risacca neppure quando l’onda acquista una tale forza tanto che l’uomo può sentirsi disarmato.

Tra neve, ruscelli, mare, neve, disgeli e laghi resta un sentore d’umidità tra queste pagine, come se la Nostra fosse riuscita ad incamerare la liquidità propria di questi elementi-ecosistemi all’interno di pagine di carta senza lasciarle imbevere del tutto, farne marcire il volume e stingere l’inchiostro. Soprattutto, lasciando al lettore la piacevolezza di sapersi rinfrescato e rinfrancato dal “sangue della vita” (73) che parla al cuore.

LORENZO SPURIO 

Concorso Letterario Rivista “Segreti di Pulcinella”

in occasione dei festeggiamenti per i 10 anni dell’attività della rivista

organizza il

Concorso Letterario Rivista “Segreti di Pulcinella”

 

..festeggia i dieci anni della Rivista con noi!!!

 La rivista “Segreti di Pulcinella” è nata a Firenze nel 2003 per volere di Massimo Acciai e Francesco Felici. Si è sempre occupata delle varie branche della cultura: letteratura, saggistica, musica, pittura, filosofia ed ha sempre accolto a braccia aperte nuovi collaboratori, sparsi in tutta Italia e all’estero. Nel corso degli anni l’organigramma della redazione si è andato ampliando; sono state numerose le collaborazioni e le partecipazioni a questo progetto culturale. Sulla rivista hanno, inoltre, scritto penne famose quali Massimiliano Chiamenti, Mariella Bettarini, Federica Bosco, Monia B. Balsamello ed altri.

BANDO DI PARTECIPAZIONE

 

-1- Il concorso è aperto a tutti gli scrittori italiani e stranieri, purché presentino opere in lingua italiana. Composizioni in dialetto non verranno prese in considerazione.

-2- Il concorso è a tema libero e completamente gratuito.

-3- Il concorso si articola in tre sezioni:

SEZIONE A – POESIA: un solo testo, massimo 30 versi

SEZIONE B – RACCONTO BREVE: un solo testo, massimo 3 cartelle

SEZIONE C – SAGGISTICA: un solo testo, massimo 3 cartelle

 -4- Non verranno accettati testi che presentino elementi razzisti, pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, alla violenza, alla discriminazione di alcun tipo.

-5- Gli autori si assumono ogni responsabilità in ordine alla paternità degli scritti inviati esonerando la rivista “Segreti di Pulcinella” da qualsivoglia responsabilità anche nei confronti dei terzi. Gli autori devono dichiarare di possedere a pieno i diritti sull’opera che presentano.

-6- Per partecipare al presente concorso, ciascun autore dovrà inviare le proprie opere e la scheda di partecipazione in formato digitale (in Word) compilate e scannerizzate all’indirizzo di posta elettronica segretidipulcinella@hotmail.it entro la data del 20 Gennaio 2013.

-7- Ciascun autore, nell’allegato contenente le proprie opere, deve inserire il proprio nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, indirizzo e-mail, la dichiarazione che l’opera è frutto esclusivo del proprio ingegno, la dichiarazione che l’autore ne detiene i diritti e l’espressa autorizzazione al trattamento dei propri dati personali ai sensi del D.lgs. n. 196/2003, compilando la scheda allegata al bando.

-8- La Commissione di lettura e valutazione dei testi è composta da una Giuria della quale fanno parte Massimo Acciai (direttore della rivista “Segreti di Pulcinella”, poeta e scrittore), Lorenzo Spurio (vice direttore della rivista “Segreti di Pulcinella”, scrittore, critico letterario e direttore della rivista “Euterpe”), Alessandro Rizzo (vice direttore della rivista “Segreti di Pulcinella”, scrittore e direttore della rivista “Le voci dell’Agorà” ), Iuri Lombardi (poeta, scrittore e redattore della rivista “Segreti di Pulcinella”), Annamaria Pecoraro (poetessa e redattrice della rivista “Segreti di Pulcinella”), Rossana D’Angelo (poetessa, scrittrice e redattrice della rivista “Segreti di Pulcinella), Ivana Orlando (poetessa, collaboratrice della rivista “Segreti di Pulcinella”), Adriana Gloria Marigo (poetessa), Cristina Vascon (poetessa),  Maria Lenti (poetessa, scrittrice, critico), Sara Rota (poetessa, recensionista).

Il giudizio della Giuria è definitivo e insindacabile.

-9- Il concorso è finalizzato alla pubblicazione di un’opera antologica che verrà pubblicata con codice ISBN per celebrare i dieci anni d’attività della rivista. Nell’antologia verranno pubblicati i testi dei primi tre vincitori di ciascuna sezione e di quelli di alcuni autori segnalati. L’antologia, inoltre, conterrà dei testi apparsi sulla rivista “Segreti di Pulcinella” durante questi dieci anni, per tracciare un po’ la storia della stessa e sottolineare le varie collaborazioni con la rivista tra cui testi degli organizzatori stessi del Concorso.

-10- E’ prevista una cerimonia di premiazione del concorso nella quale si festeggeranno i dieci anni d’attività della rivista. La cerimonia si terrà a Firenze in data e luogo da stabilirsi. Verranno proclamati un vincitore, un secondo e terzo classificato per ciascuna sezione. A giudizio della commissione giudicante, potranno essere segnalati anche altri autori. Al primo vincitore di ciascuna sezione verrà dato il diploma e una copia gratuita dell’Antologia. Ai secondi e terzi vincitori verrà dato il diploma e a tutti gli autori segnalati verrà dato diploma di segnalazione.

-11- L’Antologia potrà essere acquistata il giorno della premiazione – nella quantità richiesta- dietro ordinazione fatta alla segreteria della rivista oppure potrà essere acquistata online (i siti e i link per raggiungere il libro verranno poi forniti).

-12- Gli autori, per il fatto stesso di inviare le proprie opere, dichiarano di accettare l’informativa sulla Privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196 del 30 giugno 2003.

-13- Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al presente concorso, autorizzano la rivista “Segreti di Pulcinella” a pubblicare le proprie opere sull’antologia, rinunciando, già dal momento in cui partecipano al concorso, a qualsiasi pretesa economica o di natura giuridica in ordine ai diritti d’autore ma conservano la paternità delle proprie opere.

-14- Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al presente concorso, accettano integralmente il contenuto del presente bando.

Per richiedere il bando in formato pdf comprensivo della scheda di iscrizione al concorso, scrivi qui:  segretidipulcinella@hotmail.it