Stefano Baldinu su “Ingólf Arnarson – Dramma epico in versi liberi” del poeta Emanuele Marcuccio

Non posso nascondere l’emozione, la curiosità e l’ammirazione che mi hanno animato nella lettura del dramma epico in versi liberi «Ingólf Arnarson» del poeta Emanuele Marcuccio.

In questo dramma epico in versi liberi Marcuccio ha il pregio, e ciò si badi bene non è scontato, di riuscire a rendere partecipe il lettore, anche colui che non è solito fruire il teatro o la poesia, dei mutamenti storico-sociali presenti intorno all’anno mille in Islanda, che fanno da sfondo alle vicende narrate nell’opera. Merito va riconosciuto, in particolare, alla meticolosa ricerca storica eseguita dall’autore sin dal 1989, anno di “gestazione” del dramma, che ha consentito di riprodurre la precisa ambientazione naturalistica, antropologica e storica degli scenari islandesi come è stato molto ben rilevato da Lorenzo Spurio nella sua prefazione.

Lo stile preciso, il verso classico, non classicheggiante, ben cesellato e puntuale, denotando la perfezione versificatoria alla quale è giunto Marcuccio, l’utilizzo sapiente dei cori, di particolare pregio quelli del terzo e del quarto atto, pongono questa opera in diretta correlazione con i grandi drammi in versi della letteratura europea, soprattutto del secolo XIX: da «Adelchi» e il «Conte di Carmagnola» del Manzoni, al «Saul» dell’Alfieri fino al «Boris Godunov» di Puškin, solo per citarne alcuni. Ma ancor più l’opera si colloca a pieno titolo per tematiche e temporalità in sintonia con la saga considerata un caposaldo della letteratura islandese: la Saga di Njall. Infatti, anche in quest’ultima, la quale abbraccia un periodo storico posteriore a quelli dell’Ingólf Arnarson, troviamo ben presenti le faide fra i vari “clan” presenti sull’isola, i tentativi di colonizzazione norvegese, l’amore, i primi vagiti del Cristianesimo.

reykjavik-1912009_1920
La statua di Ingólf Arnarson a Reykyavik.

Di particolare pregio, mi sia consentito rilevarlo, è l’utilizzo dei cori sia nella loro tradizione classica ravvisabile nei primi tre atti sia nella accezione manzoniana, ne è un valido esempio il coro del quarto atto.

Misurarsi con un’opera destinata al teatro non è mai semplice, tanto più se questa è scritta in versi, ma proprio la compattezza stilistica del verso libero, che non rischia mai di sconfinare nella prosa lirica, utilizzato da Marcuccio, consente all’Ingólf Arnarson di presentarsi al lettore come un prodotto letterario curato nei minimi dettagli, di pregevole fattura, che si legge e sa farsi leggere.

Di grande effetto la chiusa dove l’amore dei protagonisti si innalza fino alla Divina Provvidenza che pare restituirlo irrorando la terra di pace.

Stefano Baldinu

San Pietro in Casale (BO), 16 settembre 2017

Annunci

“Le creazioni amorose di un apprendista di bottega” di Stefano Baldinu, recensione di Lorenzo Spurio

Stefano Baldinu, Le creazioni amorose di un apprendista di bottega, Helicon, Arezzo, 2017.

Recensione di Lorenzo Spurio 

3277490.jpgIl poeta bolognese Stefano Baldinu, dopo aver fatto incetta di prestigiosi premi letterari per la poesia in tutta Italia mostrando l’ampia e ricercata capacità lirica di trasfondere col verso la profondità dell’animo, ha recentemente pubblicato un volume dal titolo Le creazioni amorose di un apprendista di bottega (Helicon, Arezzo, 2017) che contempla una serie di testi poetici appositamente selezionati attorno ad un unico fil rouge, quello dell’amore. Collaboratore della rivista di letteratura online “Euterpe”, Stefano Baldinu ha precedentemente dato alle stampe i libri Sardegna (Dreams Entertainment, 2010), Scorci piemontesi (Aletti, 2012) e Genova per me (Aletti, 2013) dedicandosi negli ultimi tempi anche alla poesia dialettale sarda (variante nuorese) essendo conoscitore di quell’idioma per ragioni di carattere familiare.

Se nelle precedenti raccolte aveva impiegato un punto di vista privilegiato verso il mondo esterno, cantando e affrescando luoghi cari alla sua geografia intima, nel nuovo libro il poeta si dedica in maniera assai più approfondita e viscerale a indagare gli scavi emotivi.  Con un metro poetico che spesso sembra strizzare l’occhio alla prosa e una tendenza espositiva atta di frequente a narrare, Baldinu cadenza la sua poesia e compie con acume e perizia introspettiva un esame acuto di alcuni momenti nevralgici dell’esistenza umana, tra i vari stadi dell’approccio amoroso.

L’amore – tematica che è ravvisabile e ben percepibile in tutte le poesie qui contenute – diviene una dimensione logica, vale a dire l’unico filtro con il quale è possibile rievocare, raccontare e vivere il quotidiano. Non viene chiarito quale è il destinatario dei componimenti ma la cosa più ragionevole mi pare quella di credere che, in effetti, i destinatari impliciti siano vari e diversi. Un canzoniere d’amore, dunque, non all’antica maniera dove l’autore innalzava le doti fisiche e morali di una lei precisa, caratterizzata per elementi che consentissero la certa identificazione ma un diván (termine che definisce una raccolta poetica prevalentemente nella cultura islamica), ossia un’antologia compiuta di brani che hanno intenzioni e finalità diverse, tutti accentrati attorno al macro-tema del sentimento amoroso: cosa detta in chi lo vive, come anima gli individui, quanto coinvolge mente e corpo e quanto la fine di un amore possa essere un fatto cruciale e doloroso da sostenere. 

Un amore che non è solo fremito sensazionale ed esigenza atavica d’unione che l’uomo sempre sperimenta ma anche il resoconto di attimi andati che si rievocano con nostalgia, nonché proclami di bisogno, attestazioni di assenze che pesano. Con un’argentina precisione sintattica che dà compimento a quella organicità e pulizia del verso quanto mai apprezzabile, il Nostro affronta così anche i dilemmi di un rapporto consumatosi nel tempo, s’interroga sulla possibilità di un futuro senza l’amata, affronta il lato più mesto degli addii dolorosi.

La poetica di Baldinu guarda spesso al passato, a un tempo che non è importante decifrare in termini di conta degli anni che ci separano da quei momenti, piuttosto amplificati dal silenzio del quale il Nostro sembra volersi attorniare come pure una più spontanea reclusione nella stanza della propria casa dove osserva la fine della giornata.

La natura – com’è in ogni “fare” poetico di spessore – è presente al punto da giocare distintamente il suo ruolo: le ambientazioni, che si richiamano con puntigliosità e che fungono da direttrici ambientali agli episodi vergati sulla tabula delle emozioni, nel loro contorno di presenza sono determinanti e inscindibili nel processo di recupero delle immagini e dei ricordi. La luna – spesso presente –, pur nella complessità di un presente complicato e di un animo travagliato, sembra essere lì pronta a tendere una mano, a scuotere certezze un tempo credute inattaccabili.

IMG_1476.jpg
Il poeta Stefano Baldinu a Jesi durante la premiazone del Premio Naz.le di Poesia “L’arte in versi” di cui è membro di giuria.

Le pagine di Baldinu contengono moniti di una rivincita personale dove l’io, pur addolorato e frastornato, ha l’obbligo di riscoprire la validità della sua essenza. Dinamica dell’inconscio che si realizza prendendo itinerari inconoscibili e imprevisti ma che nell’autore è dettata da ansimi di speranza e ragioni tendenti al bene. Nella rinnovata autocoscienza che si compie, Baldinu ritrova il senso che precedentemente aveva attribuito a un soggetto/oggetto fuori da lui. Ecco allora che può avvenire la riscoperta della luce. Se “la notte è un arido esercizio d’amore”, il giorno diviene rituale cognitivo che, mediante l’introspezione e l’autostima, dà alla persona gli strumenti per ritrovare la direttrice del suo esserci al mondo.

L’amore che ci descrive Baldinu è un sentimento totalizzante e illogico, irrefrenabile eppure indispensabile: se è fautore di ricchezza dell’anima, di conoscenza e di condivisione empatica con l’altro, può anche essere motivo di preoccupazione, che fiacca, fa arrovellare e indebolire l’uomo e la sua mancanza può causare l’inasprimento di odio e rabbia e, dunque, l’adozione di atteggiamenti fobici che possono divenire incontrollabili. La fine di un amore non sempre corrisponde all’allontanamento fisico degli amanti sicché questo alone indicibile fatto di profonde ricordanze e di sete inappagabile può ispessirsi in  un tempo che in poco si fa smisurato e incontrollato. Si compie così la nudità dell’inverno, vale a dire quel passaggio inesplorato di un tempo che si rattrappisce  spaesando l’uomo. 

Nel silenzio che ormai s’è ancorato alle giornate che si susseguono indifferenziate e dinanzi a un passato fulgido e appagato si perde così anche il senso di esserci al mondo: “Tutto ha sapore di niente”. In quell’assenza prende piede la perdita d’identità dell’uomo, lo svelamento delle sue problematiche forse mai concepite come tali né sanate, l’annullamento di un benessere vivido una volta ed ora dissipato. Con toni crepuscolari l’autore attesta l’insorgenza di una disaffezione e di una non voluta negligenza verso l’esistenza che, con compassionevole inclinazione, può trovare voce in toni ripiegati: “ho smesso di volare”, toni dall’asciuttezza sbalorditiva che eludono accoglimento.

Sono solo gli ultimi componimenti della raccolta a raccogliere in maniera più asfittica e tesa il dolore di un uomo che subisce o s’appresta all’abbandono dall’amata; il volume, infatti, predispone il lettore a svariate strade più o meno parallele d’affrontare il più importante sentimento cui l’uomo possa riconoscere, giungendo solo in chiusura a darne una lettura piuttosto soccombente nei riguardi degli accadimenti. Amore al quale il Nostro dedica in maniera sentita tutti i versi che compongono il volume, complice una profondità di sentimento e di rigore umano nella quale Baldinu s’identifica in un tempo spesso sciatto e indifferenziato come il nostro dove l’esigenza intima viene spesso asservita al roboante caos di fuori. Solo in tali circostanze e con una rilassatezza che non di rado sembra impraticabile risulta plausibile l’identificazione di un argine a una lancinante situazione d’assenza o d’isolamento: “io sono il gesto taciuto di un ombrello che si ferma/ a calmare il dolore”, scrive. La forza ignota che divampa e scaturisce da noi stessi è il solo valido ingrediente che possa permettere di “continua[re] a sognare, a fuggire il male/ sperando il bene”.

Lorenzo Spurio

Jesi, 23-04-2017

V Premio Naz.le di Poesia “L’arte in versi”: il bando per partecipare

 

testata loghi 

L’Associazione Culturale PoetiKanten in unione con la rivista di letteratura Euterpe, il Patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Ancona e del Comune di Jesi, bandisce la V edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” alla quale collaborano le Associazioni Culturali “Le Ragunanze” di Roma, “Verbumlandi-Art” di Galatone (LE).

  1. Il concorso è articolato in tre sezioni:

Sez. A – poesia in lingua italiana a tema libero

Sez. B – poesia in dialetto a tema libero (accompagnata da relativa traduzione in italiano)

Sez. C – haiku

 

  1. I testi potranno essere editi o inediti, ma non dovranno aver ottenuto un 1°, 2° o 3° premio in un precedente concorso.

 

  1. Per le sezioni A e B si partecipa con un massimo di 3 poesie per ciascuna sezione che non dovranno superare il limite di 30 versi ciascuna. Per la sezione C si partecipa con un massimo di 3 haiku (5-7-5 sillabe) in lingua italiana.

 

  1. Quale tassa di partecipazione è richiesto il pagamento di 10€ a sezione. È possibile partecipare a due sezioni corrispondendo la quota di 20€ o a tutte e tre corrispondendo la quota di 30€. Il pagamento dovrà avvenire con una delle modalità descritte al punto 6 del bando.

 

  1. Il partecipante deve inviare entro e non oltre la data di scadenza fissata al 15 maggio 2016 alla mail arteinversi@gmail.com le poesie con le quali intende concorrere (rigorosamente in formato Word), il modulo di partecipazione compilato e la ricevuta del pagamento. Eventuale curriculum letterario o scheda biobibliografica è gradita, ma non obbligatoria.

In alternativa, l’invio di detto materiale potrà essere effettuato in cartaceo, mediante posta ordinaria, e dovrà essere inviato a:

V Premio Naz.le di Poesia “L’arte in versi”

c/o Dott. Lorenzo Spurio

Via Toscana 3

60035 – Jesi (AN)

Per l’invio mediante posta tradizionale farà fede la data del timbro postale.

 

  1. Il pagamento potrà avvenire con una delle seguenti modalità:

Bollettino postale: CC n° 001029344650

Intestato ad Associazione PoetiKanten

Causale: V Premio di Poesia “L’arte in versi”

Bonifico: IBAN:   IT19N0760102800001029344650

Intestato ad Associazione PoetiKanten

Causale: V Premio di Poesia “L’arte in versi”.

Contanti: Nel caso si invii il materiale per posta tradizionale, la quota di partecipazione potrà essere inserita in contanti all’interno del plico di invio.

 

  1. Non verranno accettate opere che presentino elementi razzisti, denigratori, pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione di ciascun tipo.

 

  1. La Commissione di Giuria è composta da esponenti dell’ambiente letterario: Lorenzo Spurio, Susanna Polimanti, Annamaria Pecoraro, Michela Zanarella, Valentina Meloni, Giuseppe Guidolin, Alessandra Prospero, Stefano Baldinu, Emanuele Marcuccio, Cinzia Franceschelli e Luigi Pio Carmina. Il giudizio della Giuria ha valore ultimo e definitivo ed è insindacabile.

 

  1. Verranno premiati i primi tre poeti vincitori per ciascuna sezione. I premi consisteranno in:

Primo premio: targa, diploma con motivazione della giuria e 200€

Secondo premio: targa, diploma con motivazione della giuria e 100€

Terzo premio: targa, diploma con motivazione della giuria e libri.

La Giuria procederà a individuare ulteriori premi che saranno indicati quali “Menzione d’Onore” e “Segnalati dalla Giuria”.

La Giuria attribuirà i seguenti Premi Speciali: Premio Speciale del Presidente di Giuria, Trofeo “Euterpe”, Premio Speciale Associazione “Le Ragunanze”, Premio Speciale “Verbumlandi-Art”, Premio alla Carriera Poetica e Premio alla Memoria.

Nel caso in cui non saranno pervenuti una quantità di testi congrua per una sezione o all’interno dello stesso materiale la Giuria non abbia espresso notazioni di merito per particolari opere, l’organizzazione si riserva di non attribuire determinati premi.

 

  1. La cerimonia di premiazione si terrà in un fine settimana di novembre a Jesi (AN). A tutti i partecipanti verranno fornite con ampio preavviso le indicazioni circa la premiazione.

 

  1. I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione per ritirare il premio o per mezzo di un delegato. In caso di impossibilità, i premi potranno essere spediti a casa dietro pagamento delle spese di spedizione, eccettuati i premi in denaro che debbono essere ritirati tassativamente il giorno della Premiazione dal legittimo vincitore. Parimenti, la targa in oro  messa a disposizione dalla Universum Academy – Switzerland dovrà essere necessariamente ritirata il giorno della Premiazione dal vincitore o suo delegato.

 

  1. Tutti i testi dei vincitori, dei menzionati e dei segnalati dalla Giuria verranno pubblicati nel volume antologico dotato di codice ISBN che sarà presentato nel corso della premiazione e disponibile alla vendita poi attraverso le librerie online.

 

  1. Il Premio di Poesia “L’arte in versi”, da sempre sensibile alle tematiche sociali, devolverà parte dei proventi derivanti dalla vendita delle antologie a una realtà di emarginazione o bisogno, impegnandosi a comunicare ai partecipanti del Premio della relativa donazione. Gli organizzatori del Premio si impegnano a darne comunicazione ai partecipanti a mezzo mail e mediante pubblicazione della notizia sui rispettivi spazi internet.

 

  1. La partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutti gli articoli che compongono il bando.

 

 

    Lorenzo Spurio                                                         Susanna Polimanti

Presidente del Premio                                                 Presidente di Giuria

 

 Info: arteinversi@gmail.com

Evento su FB:    Facebook_New_Logo_(2015).svg

 

  

Scheda di Partecipazione al Concorso

La presente scheda compilata è requisito fondamentale per la partecipazione al concorso. Ad essa va allegata la ricevuta del pagamento.

Nome/Cognome ________________________________________________________________

Residente in via _________________________________Città____________________________

Cap ___________________ Provincia __________________Stato____________

Tel. ____________________________ E-mail _______________________

 

Partecipo alla sezione:

□ A –Poesia in lingua italiana                           

con il/i testo/i dal titolo/i____________________________________________________________

_________________________________________________________________

_________________________________________________________________

□ B – Poesia in dialetto   (specificare dialetto: _____________________)                        

con il/i testo/i dal titolo/i____________________________________________________________

_________________________________________________________________

_________________________________________________________________

□ C – Haiku

con il/i testo/i _________________________________________________________________

_________________________________________________________________

L’autore è iscritto alla SIAE?               □  SI               □  NO

□ Dichiaro che il/i testi che presento è/sono frutto del mio ingegno e che ne detengo i diritti a ogni titolo.

  □ Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) allo scopo del Concorso in oggetto e per iniziative letterarie organizzate dalla rivista di letteratura “Euterpe”.

 Firma____________________________ Data ____________________________