Le vicende di un’intera famiglia tra varie generazioni: “L’inatteso” di Cinzia Perrone (Recensione di L. Spurio)

Cinzia Perrone, L’inatteso, Del Bucchia, Massarosa (LU), 2017.

Recensione di Lorenzo Spurio

 

23172642_363777467384562_2642203604729630886_nUna vicenda intricata dai toni per lo più amari quella raccontata da Cinzia Perrone, l’autrice partenopea da vari anni attiva a Jesi che ha recentemente pubblicato anche Mai via da te (Montedit, 2017), cronica romanzata di un momento personale di particolare tormento.

Qui, in L’inatteso (Del Bucchia, 2017), l’autrice ha predisposto una trama dal contorno storico. La cornice permette di iscrivere la storia all’interno di una data fase storica – anche ampia, come vedremo – che ha contraddistinto la vita sociale del nostro Paese. Non un romanzo storico propriamente detto, dunque, ma una serie di episodi collegati alla famiglia Selvaggi che danno vita, nel trascorso generazionale, a vicende successive, digressioni nonché incroci tra personaggi e curiosi ribaltamenti.

La narrazione, dalla cadenza spigliata e dalla preferenza semantica per un lessico piano e d’uso comune, prosegue in maniera piacevole tra i vari capitoli che compongono la densa narrazione. Densa per la gran quantità di personaggi che intervengono a costruire il romanzo, tra figli, nipoti e cugini, tutti in qualche modo legati tra loro – non solo per questioni meramente genetiche – ma per le tematiche di fondo che la Perrone sviscera.

Dal capostipite seguono almeno quattro generazioni che vanno a coprire un tempo superiore a un secolo, aprendosi la narrazione in un’età di fine ‘800 e concludendosi – intuiamo dai riferimenti – attorno agli anni ’70-’80 del Secolo scorso. In questa ampia fascia temporale nella quale l’Italia visse momenti critici come le due guerre mondiali, le problematiche relative alla Ricostruzione, il dominio del ventennio, la transizione democratica e tanto altro ancora alla Perrone non interessa ricostruire fedelmente, dando validi appoggi cronachistici, ciò che nel tessuto socio-economico-politico accadeva. Piuttosto – come già si è accennato – i rimandi a determinati periodi della storia (le due guerre, il regime, etc.) servono per meglio contestualizzare gli episodi di alcuni membri della famiglia e di darne, nel loro continuum, un tracciato completo di nascita, crescita, sviluppo e diffusione di un ceppo familiare.

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L’ambientazione – a differenza della cronologia – non è ben chiarita per espressa volontà dell’autrice ma non è difficile capire, da alcuni piccoli elementi sparsi qua e là, che ci troviamo in una qualche realtà di provincia del Meridione; quel regno del sud dei Borboni che di lì a breve tramonterà, aveva consentito un certo benessere sociale anche per mezzo di un propulsivo incentivo alle attività agricole. Si tratta comunque di un ambiente che la Perrone preferisce non connotare in maniera troppo netta né distintiva per permettere forse di poter leggere la storia come universale, come possibile di ogni ceppo familiare.

Difatti ciò che viene narrato appartiene alla consuetudinarietà della vita: tra figli non voluti, abbandoni, matrimoni che finiscono, allontanamenti, privazioni, precarietà e tanto altro ancora. Notevole il fatto che in tale ampio excursus episodico di vicende umane e familiari la Perrone abbia voluto riferirsi – nella narrazione delle nuove generazioni – a tematiche assai importanti e diffuse la cui trattazione è stata ed è nevralgica nella nostra società contemporanea. Mi riferisco alla questione delle ragazze-madri che consente di parlare e approfondire i temi del pregiudizio sociale, nonché delle difficoltà economiche e psicologiche di sostenere la crescita di un infante in mancanza dell’altra figura genitoriale. Meritano la giusta attenzione anche lo scottante episodio dell’abbandono del tetto coniugale (tema comunemente stigmatizzato come lascivia e immoralità della donna, in decadi a noi non troppo lontane) a seguito di episodi di violenza domestica. Non ultimo per importanza è anche il fatto di aver posto attenzione verso l’universo dell’omosessualità (altro tema che nella nostra società continua a essere stigmatizzato) e di aver, in qualche modo, proposto con la fusione abitativa dei due fratelli (ragazza-madre e omosessuale) un nuovo tipo di nucleo sociale – se non proprio di famiglia canonicamente detta – che può esser valido e aiutare la crescita dell’infante che, per lo meno, matura in un contesto d’amore e di pace tra gli adulti.

Lorenzo Spurio

Jesi, 02-12-2017

 

La riproduzione del presente testo, in forma di stralcio o integrale, non è consentita in qualsiasi forma senza il consenso scritto da parte dell’autore.

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Il Risorgimento a Jesi e nella Vallesina: conferenza domenica 19 alla Biblioteca “La Fornace”

Domenica 19 novembre alle ore 18 presso la Biblioteca “La Fornace” di Moie di Maiolati Spontini (AN) si terrà una conferenza di storia voluta e organizzata dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi. La serata sarà relativa a un approfondimento su alcuni personaggi che hanno contraddistinto la storia locale nel periodo del Risorgimento. Il titolo dell’evento […]

via Il Risorgimento a Jesi e nella Vallesina: conferenza domenica 19 alla Biblioteca “La Fornace” — Associazione Culturale Euterpe

La Jesi rinascimentale rivive con il nuovo romanzo di Stefano Vignaroli

A Jesi venerdì 21 Luglio alle ore 21 la presentazione del nuovo romanzo di Stefano Vignaroli, “La corona bronzea”.

Associazione Culturale Euterpe

cover.jpgCompleta immersione nella Jesi rinascimentale venerdì 21 Luglio con la presentazione al pubblico della nuova creatura letteraria dello scrittore e amante di storia Stefano Vignaroli. L’autore, dopo varie esperienze di pubblicazione e il romanzo “Lo Stampatore – L’ombra del campanile” (autoprodotto), felicemente presentato in più occasioni, farà conoscere al pubblico il suo seguito raccolto sotto il titolo de “La corona bronzea” con esplicito riferimento a uno dei principali e intramontabili emblemi della città.

L’evento, organizzato dalla Associazione Culturale Euterpe di cui Vignaroli è socio fondatore e Consigliere e con il Patrocinio del Comune di Jesi, si terrà il 21 Luglio alle 21 nella piazzetta Ghislieri, dinanzi il Caffè Pergolesi, e sarà condotta dallo scrittore e storico Marco Torcoletti.

Le letture saranno affidate, invece, a Luigi Ramini e Patrizia Giardini. L’accompagnamento musicale sarà a cura di Sara Bonci.

Lo stesso autore, che durante la serata farà conoscere i principali protagonisti della…

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Il sacco di Jesi del 1517 – Conferenza di storia della Ass. Culturale Euterpe

COMUNICATO STAMPA

Domenica 27 novembre alle ore 17:30 si terrà presso la Biblioteca “La Fornace” di Moie di Maiolati Spontini (AN) una conferenza di storia ideata e promossa dalla Associazione Culturale Euterpe.

L’evento è volto a ricordare e ad indagare con maggiore attenzione un anno fondamentale nella storia della città federiciana, il 1517, durante il quale ci fu il “Sacco” della città di Jesi. 

Interverranno Stefano Vignaroli (scrittore, appassionato di storia) che parlerà delle motivazioni politiche e del contesto storico all’interno del quale si è sviluppato il fenomeno del sacco di Jesi e Riccardo Ceccarelli (storico) che si concentrerà, invece, sulle ripercussioni e le conseguenze del saccheggio nella Vallesina. 

Durante l’evento verranno proiettate le tavole grafiche (disegni a china) inerenti al periodo di riferimento, opere del prof. Mario Pasquinelli, con il gentile permesso del figlio.

Si terranno, a margine della conferenza, ance delle letture scelte dal romanzo di Stefano Vignaroli, “L’ombra del campanile”, nei passi nei quali le vicende narrate si iscrivono direttamente all’interno dell’avvenimento storico datato 1517 oggetto della conferenza. 

La conferenza sarà moderata da Marinella Cimarelli. 

Info:

http://www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.

Tel. 327 5914963

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Selezione di poesie per l’antologia civile “Non uccidere” a cura di L. Spurio e I.T. Kostka

ANTOLOGIA TEMATICA

NON UCCIDERE

CAINO ED ABELE DEI NOSTRI GIORNI

Selezione di materiali

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Si selezionano poesie di impronta civile per una antologia tematica dal titolo “Non uccidere. Caino ed Abele dei nostri giorni” che sarà pubblicata da The Writer Edizioni nei primi mesi del 2017.

L’intenzione è quella di proporre, mediante una serie di liriche selezionate dai curatori Izabella Teresa Kostka e Lorenzo Spurio, un percorso concreto all’interno di difficili dinamiche sociali che caratterizzano la nostra contemporaneità dove la violenza, l’indifferenza e l’abuso verso le minoranze sembrano dominare in modo ancor più marcato da come ci viene dato di conoscere mediante la stampa.

Questa antologia parlerà di ciò che di nefasto ed imprevedibile accade nel mondo, di quelle notizie terribili che giungono alle nostre orecchie e che ci fanno star male anche se non vissute direttamente. Il volume darà voce al tormento e alla sfiducia, ma anche all’indignazione e ai moniti di ribellione, farà parlare gli animi di persone che non accettano le ingiustizie che dominano in un mondo gravato dalla corruzione, dal materialismo, dalla facile convenienza. Canti di denuncia, brani di disprezzo e voglia di verità, brani impegnati o semplici riflessioni dettate dal clima di allarmismo e sfiducia nel quale l’uomo purtroppo in questi tempi è piombato.

A seguire le indicazioni tecnico-logistiche per poter prendere parte al progetto antologico:

Tematica:

Si prediligeranno tutti quei componimenti che lasceranno parlare l’uomo stanco di episodi di violenza e discriminazione, casi di violenza domestica, stupri, femminicidi, incesto, pedofilia, abuso psicologico e fisico, bullismo, episodi di xenofobia, omofobia, fanatismo, violazioni dei diritti, tirannie, sistemi corrotti e antidemocratici, nonché si riferiscano a una azione malvagia dell’uomo contro i suoi simili: guerre, scontri civili, lotte di autodeterminazione, segregazioni, discriminazioni razziali, religiose, etc., stragi, terrorismo, minaccia nucleare, insensibilità e disprezzo nei confronti dei propri simili, degli animali e degli ecosistemi.

In base alle varie tematiche i curatori provvederanno ad istituire sezioni interne dedicandole a ciascun argomento/tema trattato.

Non verranno accettate poesie che presentino elementi razzisti o di incitamento all’odio, alla discriminazione e alla violenza, aspetti denigratori, offensivi, blasfemi, pornografici o politici.

Elaborati:

Ciascun poeta può inviare un massimo di tre poesie inedite in lingua italiana. Non verranno prese in considerazione poesie in lingue straniere o in dialetto, seppur accompagnate da relativa traduzione in italiano. Ciascun testo dovrà essere scritto e salvato in formato Word e dovrà avere una lunghezza massima di 30 versi (senza conteggiare gli spazi tra strofe, né il titolo). È gradito, in apertura a mo’ di dedica o in nota a piè di pagina, un accenno diretto al fatto storico/di cronaca al quale ci si riferisce con la lirica o da quale episodio è stata evocata. La nota dovrà essere breve e avere una lunghezza di non più di due righe.

Assieme alle tre poesie è richiesto l’invio della propria nota biobibliografica, in un altro file Word, che dovrà essere scritta in terza persona ed avere una lunghezza non eccedente le 15 righe.

Fotografie:

Si selezionano altresì immagini (fotografie) che richiamino o siano collegate ad una delle tematiche di cui sopra, affinché i curatori provvedano a scegliere tra quelle che perverranno l’immagine di copertina del volume. Ciascun autore può inviare un massimo di tre proposte. Le foto dovranno pervenire alla mail di cui sotto in formato .jpeg. Se di grande dimensioni potranno essere inviate mediante sistema di condivisione We Transfer e ciascuna dovrà avere l’indicazione del suo titolo.

Scadenza:

Gli elaborati dovranno pervenire alla mail proartem@yahoo.com   entro e non oltre il 10 dicembre 2016.

Selezione:

I curatori del progetto antologico, Izabella Teresa Kostka e Lorenzo Spurio, leggeranno tutti i materiali pervenuti e provvederanno a selezionare quelli che a loro discrezione e giudizio riterranno più pertinenti e di buona qualità. Entreranno nel volume un massimo di 40 poeti che potranno essere presenti –a seconda della selezione- con un unico testo, due poesie o tutte e tre.

I curatori provvederanno ad informare dell’avvenuta selezione entro il 10 gennaio 2017 mediante comunicato diffuso sui Social ed inviato a mezza mail a tutti i partecipanti.

La selezione operata dai curatori è insindacabile e non verranno fornite motivazioni circa l’esclusione al progetto di determinati testi od autori.

Pubblicazione:

Ogni autore selezionato si impegna, con successivo modulo-liberatoria che verrà poi inviato, all’acquisto minimo di 2 (DUE) copie della antologia al prezzo di 20€ (VENTI EURO) comprensivo di spese di spedizione mediante piego di libro ordinario. Il pagamento dovrà essere fatto verso The Writer Edizioni i cui riferimenti verranno forniti in un secondo momento.

Beneficenza:

Scopo dell’iniziativa è quello di sostenere economicamente con questo progetto una realtà di emarginazione, dando vicinanza e supporto anche materiale nei confronti di un ente che si occupa della difesa delle donne

I curatori del volume, d’accordo con The Writer Edizioni, hanno deciso che i ricavi derivanti dalla iniziativa antologica detratti le spese di stampa e i costi tecnici editoriali verranno destinati totalmente all’Associazione contro la violenza sulle donne “Pronto Donna” di Arezzo (www.prontodonna.it).  I curatori provvederanno a dare notizia dell’avvenuto versamento effettuato da The Writer con tale iniziativa antologica mediante i loro canali.

Presentazione:

L’antologia verrà presentata al pubblico in alcuni eventi in varie parti d’Italia durante il 2017 secondo un calendario di date e di eventi che verrà poi indicato per tempo e divulgato affinché i poeti partecipanti alla iniziativa possano intervenire per dar lettura ai propri componimenti.

Norme importanti:

I partecipanti inviando propri componimenti dichiarano automaticamente che le poesie/fotografie sono frutto del proprio unico ingegno e che ne detengono i diritti ad ogni titolo. Dichiarano altresì –per la sezione poesia- che esse sono inedite, dunque non pubblicate in altri volumi cartacei –personali o collettivi- dotati di codici ISBN. Qualora tali indicazioni non saranno rispettate, la responsabilità ricadrà direttamente su di loro.

Informazioni:

Per ciascun tipo di richiesta o di informazione, gli autori possono scrivere alla mail proartem@yahoo.com che verrà letta da entrambi i curatori o scrivere in Facebook nella pagina relativa all’evento, raggiungibile a questo link:

 

I curatori

Izabella Teresa Kostka

Lorenzo Spurio

“A Giovanna d’Arco” poesia di E. Marcuccio con un commento di L. Domenighini

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Nota:

[1] La costruzione “a gli” non è un refuso ma una mia scelta ponderata, per creare un suono più lento, più pensoso, più meditativo; il “corretto” grammaticalmente “agli” sarebbe stato troppo brusco. [N.d.A.]

 

14 giugno 2015

Emanuele Marcuccio

Commento critico a cura di Luciano Domenighini

Giovanna D'Arco, opera di Ingres
Giovanna D’Arco, opera di Ingres

Torna al genere agiografico, celebrativo, già frequentato specie agli esordi Emanuele Marcuccio con questa “A Giovanna d’Arco”. Ma lo fa secondo il suo nuovo modulo poetico fortemente sottrattivo, asciutto e frammentario, basato su una ristretta selezione verbale che apre ampi varchi ellittici. Ne risulta una sorta di frammento epigrafico dove il residuo verbale non è il risultato casuale dell’oltraggioso trascorrere del tempo ma è il frutto di una ponderata scelta dell’autore in una sorta di distillazione, di decantazione del verso, di selezione, ispirata e meditata, di quei sintagmi e di quelle parole “chiave” per rappresentare il soggetto poetico. Il dettato intermittente così ottenuto, dopo una prima strofa di terzina ad andamento discendente (di 5, 4, 3 sillabe) assomma tre strofe monoverso di cui la prima è un neologismo di associazione (“donnadono”) e la terza, a mo’ di firma, è il nome della protagonista. Come detto la residuale essenzialità dell’esposto alimenta, tra una strofa e l’altra, larghe pause ellittiche dense di prospettive narrative e ciò avviene perché i concetti esplicitati sono specificanti e consequenziali. L’insieme configura i caratteri del personaggio, eroina a un tempo guerriera e martire. È proprio la vigorosa valenza narrativa del “non detto”, sottaciuto più che sottinteso, il pregio saliente di questa composizione, ermetica eppure nitida ed eloquente, singolare per originalità e audacia sperimentalistica.

Luciano Domenighini

Travagliato (BS), 25-30 luglio 2015

[1] La costruzione “a gli” non è un refuso ma una mia scelta ponderata, per creare un suono più lento, più pensoso, più meditativo; il “corretto” grammaticalmente “agli” sarebbe stato troppo brusco. [N.d.A.]

“Congiunzioni divergenti”, romanzo di Giuse Iannello

“Congiunzioni divergenti”

di Giuse Iannello

congiunzioni-divergentiRacconta la vita parallela e apparentemente distante  di due ragazze della stessa età, a partire dal 2010  fino al 2013 con l’antefatto di un viaggio a Chennai, nell’agosto 2003, durante il quale una delle due ragazze si reca in India per scoprire il suo futuro attraverso la lettura delle foglie del destino.
Lucia Giorgianni,  giovane  architetto vigevanese di origini modeste,  si occupa di arredamento, ed è fidanzata con Cesare Della Rocca. La madre di lui ostacola il loro legame a causa della differenza di ceto e, soprattutto, per la malattia di Lucia, un’insufficienza renale, conseguenza di un’infezione contratta proprio in India e ormai arrivata alla  fase terminale, che la porterà presto alla dialisi.
Sarà poi la stessa Lucia a decidere di lasciare Cesare per non coinvolgerlo nelle sue difficoltà.
Victoria Castro, socia in un’azienda di pulizie, si innamora ricambiata di Patrizio Campisi, vivaista già amante di Lucrezia Della Rocca, madre di Cesare. Vive a Milano con la figlia e la  madre Roxana. Muore in uno strano incidente e le saranno espiantati gli  organi secondo la volontà espressa anni prima, attraverso le procedure previste.
Lo stesso giorno Lucia è chiamata dal Policlinico  di Pavia per essere sottoposta a trapianto. Si può dedurre, ma il narratore non lo dirà mai apertamente, che il suo rene provenga proprio da Victoria. Grazie al suo dono, Lucia potrà sperare di aprire una nuova fase della propria vita, di poter pronunciare nuovamente la parola futuro.
Alla fine della vicenda il lettore si renderà però conto che la realtà è leggermente diversa da come l’aveva pensata durante il dipanarsi della vicenda.

E’ narrato sia in prima persona, attraverso la voce del fratello di Lucia, Andrea, che ha un’irresistibile attrazione verso l’universo femminile, e parla al presente delle sue vicende di famiglia, d’amore, d’amicizia  e di lavoro (fa il gallerista), sia in terza persona attraverso una voce narrante neutrale, che racconta al passato la vicenda.
I due registri narrativi si intersecano e si completano: quello scanzonato, a volte trasgressivo, di Andrea, e quello più classico del narratore.
Grande parte hanno nel romanzo le predizioni, i presagi, i sogni,  senza mai scivolare nell’occulto e sempre facendo verificare al lettore stesso  che la presunta verità di una manifestazione paranormale ha comunque bisogno di una corretta, non facile,  interpretazione.

Titolo : CONGIUNZIONI DIVERGENTI
Autore: Giuse Iannello
Editore: Giuliano Ladolfi editore
Pagine:  240
Prezzo:  15,00 €
ISBN   : 9788866441830