Alcune poesie del toscano Simone Magli – Segnalazione a cura di L. Spurio

Segnalazione a cura di Lorenzo Spurio  

Una mia fotoSimone Magli è nato a Pistoia nel 1984, città nella quale vive. Poeta e aforista, è anche autore di haiku. Durante la sua formazione si è sentito particolarmente attratto dalla poetica di Giuseppe Ungaretti per sentirsi legato poi alla stagione ermetica. Tra i suoi autori prediletti figura anche l’umbro Sandro Penna mentre, tra gli aforisti, riconosce una certa influenza da autori quali Stanislaw Jerzy Lec, in primis e, tra gli italiani, Flaiano, Longanesi, Caramagna, Ansaldi e Castronuovo. Ha pubblicato la silloge La solitudine di certi voli (I.S.R.Pt, 2012). Ha ottenuto vari riconoscimenti in concorsi letterari, soprattutto per la poesia, ma anche per gli aforismi. Nella rubrica Per Competenza diretta dal poeta toscano Roberto Carifi è stato più volte recensito. Note critiche sulla sua produzione sono state stilate anche dai poeti Gilberto Sacerdoti e dalla poetessa fiorentina Mariella Bettarini, fondatrice della nota rivista L’area di Broca. Da novembre 2019 collabora con il blog letterario Lib(e)ro-libro, oltre le parole.

 

A seguire una poesia estratta dalla sua raccolta poetica La solitudine di certi voli (2012) e tre inediti:

 

In questo circolo di creature impazzite

sono l’ombra di un albero ferito,

il leone che corre senza meta per la savana,

l’anima della fiera abbattuta.

Ma soprattutto l’eco del mondo

che subisce la sua perdizione.

 

*

 

Prima che scenda la sera,

dai folti prati, le lucciole

salgono al cielo,

per incidere le stelle.

 

*

 

Guardo uno spicchio di cielo

e un lampo di vita

nel mio cuore si staglia,

pizzicandomi d’immenso.

 

*

 

Che ogni cosa venga

come spunta un filo d’erba

sul campo baciato

dalla nuvola più bella.

 

 

La riproduzione del presente testo e dei brani poetici riportati (dietro consenso dell’autore), sia in forma di stralcio che integrale, non è consentita in qualsiasi forma senza il consenso scritto da parte dei relativi autori.

“L’ “io” in letteratura. Individualità e introspezione”. Le proposte dovranno pervenire entro il 20 aprile

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Il prossimo numero della rivista di poesia e critica letteraria Euterpe avrà come tema: L’ “io” in letteratura. Individualità e introspezione”.

 

I materiali dovranno pervenire entro il 20 aprile 2020 alla mail rivistaeuterpe@gmail.com

Per poter partecipare alla selezione dei testi per detto numero è richiesto di seguire le “Norme redazionali”.

Per essere informati su ogni aspetto relativo alla raccolta e invio di testi si può seguire anche l‘evento FB dedicato cliccando qui.

 

“Federico García Lorca, il poeta tellurico”: ricordando il Poeta a 83 anni dalla sua morte – incontro a Cupramontana (AN) sabato 17 agosto

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Sabato 17 agosto 2019 alle ore 21:15 presso la Sala del Torchio dei Musei in Grotta (MIG) a Cupramontana (AN) si terrà l’evento culturale “Federico García Lorca, il poeta tellurico”, un incontro di approfondimento per ricordare il celebre poeta spagnolo, intellettuale poliedrico (drammaturgo, scenografo, disegnatore e musicista), membro di spicco della Generazione del ’27, ad ottantasei anni dalla sua morte, avvenuta, per mano franchista nel bel mezzo della guerra civile spagnola il 19 agosto 1933 nella campagna fuori Granada, nei pressi di Viznar.

Il corpo del Poeta – che non venne mai ritrovato neppure nel corso delle più recenti ricerche e richieste di scavo dell’area – rimane a tutt’oggi un dilemma insolvibile che, nel corso del tempo, ha dato vita alla creazione di varie piste investigative e tesi anche piuttosto singolari. 

Durante la serata il critico letterario Lorenzo Spurio (autore nel 2016 di una plaquette poetica dedicata al Poeta nell’occasione degli 80 anni dalla morte, Tra gli aranci e la menta, edita per PoetiKanten Edizioni di Firenze)  traccerà il percorso umano e letterario di quello che l’amico Pablo Neruda (che conobbe alla Residencia de Estudiantes di Madrid negli anni ’20 del Secolo Scorso e ritrovò a Buenos Aires nel 1933) definì, ben prima della sua tragica fine, come un “naranjo enlutado“.

Il percorso, tra le varie opere dell’autore, che esordì nel 1918 con Impresiones y paisajes, proseguirà fino alle opere più note e celebrate del Romancero Gitano (1928) e del Poema del Cante Jondo (pubblicato nel 1931 ma contenente poesie scritte nei 7-9 anni precedenti) per giungere alle poesie più enigmatiche e dal gusto surrealista di Poeta a New York scritte durante la sua permanenza nella metropoli americana nel periodo 1929-1930 e pubblicate solo nel 1940.

Le letture di brani scelti delle sue opere saranno eseguite dalla scrittrice Gioia Casale e a impreziosire la serata saranno gli interventi musicali alla chitarra del Maestro Massimo Agostinelli che con Lorenzo Spurio ha precedentemente collaborato in altri eventi dedicati al poeta granadino. 

La catanzarese Maria Teresa Murgida esce con “Il filo quotidiano” (opera prima)

Impaginato_Teresa_visto_stampa (1) (1)-page-001.jpgÈ uscito da poco il libro di poesie Il filo quotidiano, opera prima della poetessa calabrese Maria Teresa Murgida per i tipi di Compact Edizioni (Divisione Editoriale di Phoenix – Associazione Culturale di Roma), curatrice di collana Francesca Bullo, con prefazione della poetessa Michela Zanarella.

Dalla quarta di copertina, atta a svelarci le principali pieghe di questo volume secondo una chiave sinottica che desta interesse nel lettore, per mezzo delle parole di Michela Zanarella veniamo a sapere che “questo libro è il riconoscimento ottenuto per essersi qualificata, con il suo componimento in versi ‘In un foglio di mare’ al primo posto al concorso “Metropoli in versi”, dedicato al tema della città e dei luoghi del vivere, ideato e promosso da Phoenix Associazione Culturale […]; il libro è un canto delicato e puro di intuizioni elevate. La scrittura si nutre di semplicità estrema: è proprio nella capacità di osservare il mondo e introiettare le emotività umane e divine, che la poetessa ci offre una parte di sé, delle sue emozioni più intime e vere”.

In appendice è situata anche una parte in prosa accompagnata da suggestive foto rese in scala di grigi. Significativa la sezione dedicata ai ringraziamenti nei quali l’autrice così scrive: “Agli alberi e ai cieli senza i quali non vedrei le cose come realmente sono. Agli occhi dei bambini dove trovo parole senza polvere che fanno luminoso anche il fitto del bosco. A Gianni a Mario a mia madre che aggiungono una piuma sempre nuova alle mie ali di parole, A chi trova nel proprio petto una noce piccola, la apre e la offre attraverso la poesia” (p. 75).

 

Di seguito tre liriche della poetessa tratte dal volume

 

“Le parole che non dico”

 

Le parole che non dico a nessuno

lievitano in una spiga.

 

Nell’ampia piazza del campo di grano

si gonfiano dello scroscio nella pozza sulla strada.

 

Diventano cervo e volpe nei cirri sospesi.

 

Poi sentono un vento arrivare

che sposta i rami.

 

Montano di tramontana nella gola,

plasmano piume,

e urlano nei becchi delle aquile.

 

*

 

“Occorre guardare il cielo”

 

Occorre guardare il cielo,

spiarlo tra le foglie dell’edera,

seguire la fine dei tetti,

strizzare gli occhi dietro ai vetri.

 

Ci si accorge allora delle speranze di una lucciola,

dei covoni fermi dove dorme il sole

e qualche lume di luna.

 

Si esce così dalle prigioni,

si scavalcano le siepi.

 

Il ferro delle gabbie diviene elastico

e vibra di suoni il silenzio.

 

Occorre attaccare le ali agli occhi

più che alle scapole.

 

Nascono favole

più in là

oltre le tegole.

 

*

 

“Le cose da niente”

 

Celebro le piccole cose:

la crepa, lo spacco,

gli occhielli slabbrati.

 

Onoro l’ora di ieri

quella ultima e spaiata

dove fa la casa il ragno

e danza la polvere.

 

Mi sale impetuosa una quiete,

una specie di morte

che sparpaglia l’ordine

tra l’ordito e la trama.

 

Chi è l’autrice?

46090295_123748235299049_896633286112871022_n.jpgMaria Teresa Murgida (Catanzaro, 1976) vive a Vallefiorita, un piccolo paese in provincia di Catanzaro. Lavora e gestisce un centro per la prima infanzia. La scrittura è da sempre il punto fermo del suo quotidiano. Si è avvicinata alla poesia da poco tempo, ottenendo lusinghieri consensi da parte dei lettori. All’interno di alcuni concorsi letterari ha ottenuto riconoscimenti e attestazioni di merito tra i quali il 1° Premio al Premio Nazionale “Città di Latina” (2017) con la lirica intitolata “in un foglio di mare” che, nello stesso anno, si è aggiudicata il primo posto anche al Concorso Nazionale “Metropoli in versi” a Roma. Nella città in cui vive ha ottenuto una Menzione Speciale alla VII edizione del Premio “Versi d’agosto” (2017), questa volta con la poesia “un seme di soffione”. Altri suoi testi compaiono in antologie.

 

L’autrice delle poesie qui riportate e della prefazione, riportata in forma di stralcio in questo articolo, acconsentono alla pubblicazione su questo spazio online senza nulla pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro. E’ severamente vietato copiare e diffondere il presente testo in formato integrale o parziale senza il permesso da parte del legittimo autore. Il curatore del blog è sollevato da qualsiasi problematica possa nascere a seguito di riproduzioni e diffusioni non autorizzate.

Gli haiku vincitori del VI Premio “L’arte in versi” pubblicati sull’AlmanHaiku 2017

Intendo ringraziare profondamente il sig. Daniele Garofalo per aver inserito nel prestigioso “AlmanHaiku” Italiano dell’anno 2017 gli haiku risultati vincitori del VI Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” indetto dall’Ass. Culturale Euterpe di Jesi. 
Essi si trovano alle pagine 115-118 dell’almanacco disponibile a questo link: https://drive.google.com/…/1fic5Q1Ok8q0jOcyckBZ212YCQR5MZ6l…

Dall’introduzione al volume si può leggere: “L’Haiku è un “lampo di poesia” che in soli 3 versi, centrati sulla natura, le stagioni e lo scorrere del tempo, lascia la sensazione di avere letto un’intera storia. L’arte dell’HAIKU è nata in Giappone alla fine del 600 e in poco tempo, per il suo fascino orientale e la sua capacità di cogliere l’essenzialità della vita, si è diffusa in tutto il mondo, dall’Inghilterra alla Romania, dagli Stati Uniti al Marocco. In Italia, quindici anni fa gli appassionati di haiku erano solo 20.000; oggi, a
scrivere questi brevi componimenti, sono più di 1 milione di persone, adulti e
bambini. La lingua italiana, che per la sua enorme ricchezza storica e semantica porta con sé un potenziale evocativo straordinario simile al giapponese, la rende particolarmente adattabile all’arte HAIKU. Per questo mi è nata l’idea di una prima ed unica raccolta di Haiku autenticamente italiani nonché premiati, cioè vincitori o riconosciuti meritevoli di menzione dalle Giurie nei Concorsi tenutisi annualmente nelle varie Regioni d’Italia, organizzati da Associazioni Culturali, in collaborazione con Editori e Comuni dei luoghi in cui le manifestazioni hanno vita. Dunque, con l’apprezzamento particolare dell’Assessorato alla Cultura di Jesi, dal 2017 ALMANHAIKU Italiano è l’Annuario Italiano degli Haiku premiati. Il materiale artistico raccolto nel blog reperibile in rete al link segnalato sul retro della copertina del presente volume e dal quale questa Collezione esclusiva e non reperibile in commercio è stata estratta, è raggruppato per Annualità, Calendari delle rassegne, Testi, Autori e luoghi di origine degli haiku e delle manifestazioni e rappresenta tutto ciò che, al termine degli eventi letterari italiani tenutisi nel corso di ogni anno, integralmente o parzialmente dedicati alla poesia haiku, era stato soltanto ciclo-stilato in occasione delle cerimonie di premiazione, o esclusivamente postato sui social networks o sul blog personale da qualcuno degli Autori oppure pubblicato in separate Antologie a cura degli stessi organizzatori delle rassegne o da editori autorizzati e solo frammentariamente reperibili sul mercato.
Buona lettura


Daniele Garofalo

A seguire le pagine estratte dall’almanacco relative agli haiku vincitori del VI Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” edizione 2017.

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