Riccardo Carli Ballola esce con la nuova raccolta poetica “Accessori per la sopravvivenza interiore”

A cura di Lorenzo Spurio

Nelle scorse settimane è uscito il nuovo libro di poesia del ferrarese Riccardo Carli Ballola, Accessori per la sopravvivenza interiore (Montag, Tolentino, 2022) all’interno del quale l’autore ha deciso di inserire, in posizione finale, a mo’ di postfazione, una mia lettera, scritta dopo aver letto in anteprima il suo volume.

Per meglio dar a conoscere questa nuova pubblicazione pubblico a continuazione alcuni passi della stessa:

Il titolo dell’opera, Accessori per la sopravvivenza interiore, forse un po’ troppo lungo, quasi catalografico, appare con un’intenzione, pur remota, di voler repertare materiale, catalogare, iscrivere in archivi, leggere dunque una totalità di dati (sensoriali, com’è ovvio) alla luce di un’esperienza matura che è data dall’età presente. Quelli di cui Lei parla nelle liriche, spesso con costruzioni non prevedibili per l’Autore, sono “accessori” per la sopravvivenza, non tanto i reali “arnesi” vale a dire i mezzi concreti e pratici, utili e sicuri, per sopravvivere. Ed è questo un elemento non di poco conto, una dichiarazione che appare come ossimorica e che, nel residuale degli scarti, ben amplifica il concetto che Lei ha voluto incasellare nel titolo dell’opera. Le brevi note anticipatorie alle poesie appaiono utilissime, per quanto smaliziate e vaganti, traccia indelebile di un indiscusso spirito ondivago proteso alla continua ricerca, all’insaziabile volontà di comprendere se stessi.

Estraggo alcuni versi dalla sua opera che mi sembrano rivelatori non solo della sua lettura – particolarissima – del mondo e dell’esistenza nei suoi meandri spesso inesplicabili ma anche di un’età – la nostra – così scissa e difficilmente configurabile in archetipi un tempo validi, rivelatori dell’impegno autentico e sperato dell’uomo verso la comunità.

Dopo un anticipo di matrice filosofica – una chiosa di Epicuro nella quale si parla di felicità e della sua difficile collocazione – Lei è in grado di trascrivere su carta un certo disagio e sbigottimento dell’uomo contemporaneo nell’atto di rivelare se stesso; ci sono tra le righe ombre di incomprensioni, tentativi di collegamento verso un’alterità, riflessioni acute non meno sofferte, sguardi spesso delusi, sentimenti d’incompletezza e di mancata rilassatezza.

 Ce ne rendiamo conto da alcuni versi: “Troppe cose hanno un margine di incertezza / […] / Chiudersi in un eremo è un’alternativa” (poesia “Nel dubbio”); “L’aria è fatta di ombre, / […] i cieli non sono azzurri / (come sembrano), ma neri neri” (poesia “Con gioia”); altre volte i pensieri si concretizzano in potenti interrogativi che – come tutti quelli che si rivolgono a se stessi – non hanno palese risposta: “[…] [C]ome farò / a immaginare l’oltre che dopo di me verrà / se non ponendo limiti a oscure eccezionalità?” (poesia “Paradosso”).

Il suo temperamento è quello di uno scrutatore incallito e meditabondo, di un essere cogitante che non si ferma dinanzi alle apparenze e alle facili immagini: “mi cerco dappertutto” annota nella poesia “La ricerca”, senz’altro una delle più pregevoli dove pure, nell’explicit, si legge: “Anche oggi / la ricerca è finita e la mia mente […] si libera”. In tutto questo, “m’insegue l’ombra del presente” (poesia “Tinte”) e, ancora, “ci domandiamo chi siamo” (poesia “Impossibile”) e l’evidenza lapalissiana ma spesso difficile da rivelare che “ciò che è bello non è tutto” (poesia “Esempi”).

Ripeto: sono solo degli appunti, i miei, elementi che, leggendo la sua raccolta, ho sottolineato perché degni – a mia vista – di un richiamo opportuno. Ma sviscerare l’animo non sempre felice che si annida dietro le sue poesie – ben costruite, con immagini mai ripetute – meriterebbe un ampliamento ulteriore che ora non mi è proprio possibile, pur malvolentieri.

Termino questo breve scritto con alcuni suoi versi che mi sembrano una buona sintesi della sua vena poematica. Li traggo dalla poesia numerata con 35, ovvero “Nuvole”; qui si legge: “Trascorro il tempo concentrandomi su ogni cosa / che passa sulla superficie ariosa, nei colori, / nella mutevolezza della luce. / E riempio un vuoto / immenso perché non mi accontento di poco / ma voglio tutto-tutto-tutto, momento per momento”.

LORENZO SPURIO

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Sangallo Poetry Slam sabato 18 nov. a Tolentino (MC)

L’evento è organizzato dall’Ass. Euterpe e dalle Mezzelane Dopo il grande successo avuto questa estate con il Playa Rosa Poetry Slam tenutosi a Porto Recanati (MC), sabato 18 novembre alle ore 17 presso le grotte di Palazzo Sangallo a Tolentino (MC) si terrà il Sangallo Poetry Slam organizzato dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi e […]

via Sabato 18 novembre a Tolentino (MC) il Sangallo Poetry Slam — Associazione Culturale Euterpe

Il nuovo libro di Massimo Acciai: “La nevicata e altri racconti”

La nevicata e altri racconti

Di Massimo Acciai

Montag Editore, 2013

ISBN: 978-88-97875-62-8

Pagine: 114

Costo: 16€

 

Sinossi:

LanevicataCop copiaIl filo conduttore che unisce i tre racconti della presente raccolta è il mondo della scuola. Uno sguardo inedito ai ricordi scolastici, sognando un’altra istruzione che ancora non esiste e che forse non esisterà mai. Ma sono anche memorie di viaggio, piccole avventure vissute lontano da casa, in altri luoghi, e il viaggio è soprattutto metaforico, nei ricordi, nei sogni, nelle speranze. Il primo lungo racconto, da cui prende il titolo la raccolta, racconta di un viaggio in Calabria, in un immaginario paesino assediato dalla neve, dove si riuniscono personaggi legati in qualche modo al mondo della scuola e della letteratura, riuniti per celebrare la morte di un poeta: è lo spunto per una confessione del protagonista, che esprime liberamente le sue idee sulla pagina: quasi un racconto-saggio. Il secondo testo, “Numeri”, riprende il personaggio del primo e ne racconta l’esame di maturità. Infine “La settimana bianca”, scritto a quattro mani con lo scrittore jesino Lorenzo Spurio, mette in scena un’insolita love story tra due emarginati all’apparenza l’uno l’opposto dell’altra. Si tratta di una rara incursione nella narrativa non-fantastica da parte di un autore che ha abituato il suo pubblico ad una narrativa che si muove tra la fantascienza, il fantasy e l’horror.

 

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