Premio alla Memoria a Silvio Bellezza (1941-2000), la motivazione del conferimento avvenuto il 16/11/2019 a Jesi

A continuazione viene riportata la motivazione di conferimento del Premio Speciale “Alla Memoria” attribuito al poeta Silvio Bellezza (1941-2000) conferito in data 16 novembre 2019 a Jesi (AN) presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni in seno alla premiazione della VIII edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, ideato e presieduto da Lorenzo Spurio e organizzato dall’Ass. Culturale Euterpe di Jesi. Alla cerimonia era presente la cugina del poeta, Pinuccia Bellezza Mattia e l’Assessore alla Cultura nonché Vice-Sindaco di Lanzo Torinese Fabrizio Casassa.

Silvio Bellezza, che non ha da essere confuso con il poeta romano Dario Bellezza, nacque a Lanzo Torinese nel 1941, in provincia di Torino. Ci ha lasciato una serie di volumi di poesia, in italiano e in dialetto, contenenti anche alcuni racconti, che sono stati pubblicati dalla casa editrice Genesi di Torino sotto la supervisione e l’incoraggiamento del critico letterario Sandro Gros-Pietro. Due gli elementi distintivi di Silvio Bellezza: l’amore indiscusso per la letteratura e la scrittura in genere e la passione per l’alpinismo. Molte sue opere hanno come ambientazione la montagna, da lui così tanto frequentata e scalata, alla ricerca, forse, di quel percorso ideale dell’uomo in ricerca di sé e di una altezza da scalare nella quale riconoscersi, passo dopo passo. Centrale tra le varie opere appare il volume La neve rossa dove, nella seconda parte dell’opera, si possono leggere avvincenti narrazioni brevi. La poetica di Bellezza è un misto di rimpianto e di aspirazioni al bello, vicina al tradizionalismo e pure curiosa anche verso le introduzioni della novità. Il tono, in alcune circostanze, non manca di essere leggermente polemico, altre volte ironico verso se stesso, altre ancora predilige la costruzione iterativa e interrogativa con la quale cerca di sondare possibili spiegazioni a questioni, aporie, e dilemmi che lo pervadono. Un approfondimento della sua opera ci ha condotto alla decisione, appoggiata dalla famiglia dello stesso nella persona della signora Pinuccia Bellezza Mattia e del Comune di Lanzo Torinese, di ricordarlo con il Premio Speciale “Alla Memoria”. Alcuni suoi componimenti trovano spazio nella nostra antologia del Premio per permettere una maggiore diffusione e conoscenza della sua pregevole opera letteraria.

Lorenzo Spurio

Presidente del Premio

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Da sinistra: Lorenzo Spurio (Presidente del Premio), la sig.ra Pinuccia Bellezza Mattina, Michela Zanarella (Presidente di Giuria), Fabrizio Casassa (Assessore alla Cultura e Vice-Sindaco di Lanzo Torinese)

 

Una scelta di testi poetici dell’autore sono stati pubblicati nella antologia del Premio assieme alla summenzionata motivazione del Premio e alla nota bio-bibliografica che segue. 

 

silvio-bellezza-6282.gifSilvio Bellezza nacque a Lanzo Torinese (TO) nel 1941. Collaborò saltuariamente a riviste specializzate ed è stato redattore di Vernice. Presente in numerose antologie e dizionari di Autori contemporanei, ha collaborato con le case editrici Genesi di Torino e Miano di Milano.

Poeta e narratore, diede alle stampe i volumi Il senso degli anni (1972), Parti di un monologo (1974), Sensa pressa (1979), La rivoluzione mancata (1985), L’alfabeto del silenzio (1989), Il libro degli echi (1991), Una pace precaria (1993) e La neve rossa (1999).  Suoi versi sono stati tradotti in francese e rumeno. Per la saggistica letteraria ha dato alle stampe Il leggio incantato (1990) e Presenze poetiche del secondo novecento in Piemonte, ne La poesia contemporanea (1997).

È stato il più convinto promotore del Premio Letterario di poesia e prosa Città di Lanzo di cui ha seguito tutte le edizioni e che alla sua morte – avvenuta nella sua città nel 2000 – gli venne dedicato. Sulla sua opera poetica si sono espressi, tra gli altri, Giorgio Barberi Squarotti, Sandro Gros-Pietro e Piero Rachetto.

 

BIBLIOGRAFIA

 

Poesia

 Il senso degli anni, Torino, 1972

Parti di un monologo, Torino, 1974

Sensa pressa, Torino, 1979

La rivoluzione mancata, Forlì, 1985

L’alfabeto del silenzio, Genesi, Torino, 1989

Il libro degli echi, Torino, 1991

Una pace precaria, Genesi, Torino, 1993

La neve rossa, Genesi, Torino, 1999

 

Saggistica

Il leggio incantato, Genesi, Torino, 1990

Presenze poetiche del secondo novecento in Piemonte, ne La poesia contemporanea, Milano 1997.

 

Nota: La riproduzione del presente testo, in forma di stralcio o integrale, non è consentita in qualsiasi forma senza il consenso scritto da parte dell’autore. 

Nuovo appuntamento con l’Angelico Certame sabato a Torino. Conduzione di Max Ponte

Sabato 20 ottobre 2018 alle ore 17.30
L’ANGELICO CERTAME a TORINO / VIII
Container, Via del Carmine 11, Torino

Conduce Max Ponte. Con 6 poeti in gara

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Riparte L’ANGELICO CERTAME dopo l’ultima data del Salone Off di Torino.
L’ANGELICO CERTAME è una gara poetica perfomativa ideata e condotta da Max Ponte. Si tratta di un vero spettacolo, ad ingresso libero, basato sull’arte della parola. L’iniziativa è arrivata al suo ottavo appuntamento e prevede un campionato nazionale biennale e un premio finale in denaro per il primo classificato di 500 euro.

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L’ANGELICO CERTAME, che sarà aperto da un open mic, si svolgerà come segue:
– 3 prove che dovranno affrontare tutti i poeti in gara: una prova di improvvisazione, una performativa e una teatrale. Nella prima prova i poeti dovranno creare una poesia in 10/15 minuti in base ad un tema sorteggiato. Nella seconda potranno performare un loro lavoro a piacere. Nella terza fase dovranno usare oggetti di scena o maschere o costumi per rappresentare il loro lavoro.
– una giuria mista (con due membri tecnici e due sorteggiati dal pubblico).
– 2 minuti di tempo massimo per ogni intervento
– tutte le poesie devon esser proprie, dalla produzione personale del poeta certante

L’ANGELICO CERTAME nasce per dare una ulteriore possibilità d’espressione alla poesia orale e performativa italiana, valorizzando il lavoro dei poeti partecipanti, moltiplicando le possibilità creative in un nuovo format che vuole dare slancio ed eleganza allo spettacolo poetico.

Saranno presenti alla lettura libera introduttiva:
Domenico Cavallo
Chiara Pent
Antonino Natale

I Poeti certanti saranno:
Donatella Lessio
Stefano Bandera
Ermanno Emme
Giuseppe Mastarone
Massimo Brioschi
Luca Rubin

Giudici tecnici: Aldo Berti e Chiara Pent

 

 

Presentazione:

Danilo Torrito.jpg“L’ANGELICO CERTAME è una gara poetica ideata e progettata dal poeta Max Ponte, presentata per la prima volta al pubblico il 9 settembre 2016 a Torino. L’ANGELICO CERTAME si configura come una gara poetica antica e allo stesso tempo vicina alla contemporaneità. Il nome riprende il volgare “certame” dal latino “certamen”, sostantivo neutro che significa appunto “gara” o “lotta” derivato dal verbo “certare”. Il termine “certamen” designa oggi gare in latino. Si è preferito il termine “certame” per marcare una distinzione e favorire la riscoperta di una parola quasi dimenticata. L’ANGELICO CERTAME vuole inserirsi nel solco della tradizione letteraria italiana e ridare prestigio alle competizioni poetiche. La gara permette inoltre di valorizzare a pieno le capacità di tutti i poeti CERTANTI, di tutte le età e di tutte le “appartenenze” letterarie. Qualcuno si chiederà perché l’aggettivo “angelico”. Ogni poeta è un messaggero, quindi è portatore di un messaggio ed è un “angelo” nel senso etimologico del termine. Inoltre l’ideatore di questo gioco, lavorando ad un romanzo che ha come protagonista una creatura a suo modo angelica, è stato colto da una spontanea associazione di idee. L’ANGELICO CERTAME nasce per dare un’opportunità in più di gioco, di confronto e di crescita ai poeti; e per offrire al pubblico uno spettacolo di alto livello in cui la poesia si avvicina alla sua dimensione “totale”. L’angelo ha la capacità di portare le parole lontano e di stabilire “analogie senza fili”. L’esigenza di una maggiore libertà e una maggiore qualità nelle gare poetiche è alla base della nascita de L’ANGELICO CERTAME. L’ANGELICO CERTAME, a differenza di altri tipi di competizioni poetiche, garantisce una maggiore attenzione al poeta e alla valutazione del suo lavoro, lasciando al contempo grande libertà espressiva. Inoltre i partecipanti prenderanno parte a tutte le prove diventando veri protagonisti di questa manifestazione dall’inizio alla fine. ”

Max Ponte, Presentazione de L’Angelico Certame

dal sito ufficiale  www.angelicocertame.org 

La classifica parziale al 17 ottobre 2018: vede in testa Danilo Torrito con 2 gare vinte (99,2+100), Chiara De Cillis 1 gara (112), Nanà 1 gara (104,5), Donatella Lessio (100,3), Valeria Bianchi Mian (100), Bruno Giovetti (98,8), Roskaccio (93).  
Per info e candidature alle prossime puntate: angelicocertame@gmail.com
Per organizzazione Enrica Merlo / Angelico Certame
Grazie a Container Torino di Antonietta Altamore.

L’ingresso per il pubblico è libero, gradita l’offerta per sostenere l’iniziativa all’uscita.

La II edizione del Concorso “Gli autori dell’anno” bandito da Radio Italia1: il bando

RADIO ITALIA UNO E  L’Associazione Culturale “IL CLUB DEI CENTO APS”

Sezione “Gianna Baltaro” di Torino, Con il Patrocinio della Città di Torino e della Circoscrizione 5

bandiscono la II Edizione del Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa “GLI AUTORI DELL’ANNO”

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Questo Concorso letterario nazionale, dedicato alla Poesia e alla Narrativa, è rivolto esclusivamente ad autrici ed autori che, negli ultimi cinque anni (2010-2015), sono stati proclamati tra i primi tre classificati, o hanno conseguito Menzioni e Segnalazioni in eventi letterari nazionali ed internazionali.

Detto Concorso non ha fini di lucro. Si propone di dare risalto e pregio alle migliori opere di autrici ed autori già riconosciuti in altre manifestazioni culturali, per sottolinearne maggiormente il loro valore.

Sono previste n. 4 Sezioni Adulti a carattere nazionale:

POESIA:

CATEGORIA A: Poesia a TEMA LIBERO        (Autrici)

CATEGORIA B:  Poesia a TEMA LIBERO         (Autori)

NARRATIVA:

CATEGORIA C:  Racconto breve a TEMA LIBERO (Autrici)

CATEGORIA D: Racconto breve a TEMA LIBERO (Autori)

REGOLAMENTO

 Art. 1 – La lunghezza dei componimenti lirici à libera. Ogni autore delle categorie A e B potrà partecipare al Concorso con liriche per le quali sia possibile certificare l’avvenuta classificazione in precedenti eventi.

Art. 2 – La lunghezza dei componimenti narrativi è libera. Ogni autore delle categorie C e D potrà partecipare al Concorso con racconti per i quali sia possibile certificare l’avvenuta classificazione in precedenti eventi.

Art. 3 – Possono essere inviati un massimo di n. 3 componimenti per ogni categoria.

Art. 4 –Per ogni poesia o racconto inviati e certificati, è richiesto un contributo di 15 Euro; per n. 3 componimenti è previsto, invece, un contributo di 30 Euro.

Il versamento relativo alle quote d’iscrizione dovrà essere effettuato tramite bonifico bancario intestato a:

    CLUB DEI CENTO APS – corso Laghi 276 – 10051  Avigliana (To)

                            Banca Sella – Agenzia di Alpignano

IBAN IT28 P03268 30040 052565805300

Causale: “Concorso Nazionale ‘Gli Autori Dell’Anno’ – 2° Edizione” e sezione a cui si partecipa.

Art. 5 – Gli elaborati andranno inviati come allegato, in un file unico, senza generalità, al seguente indirizzo di posta elettronica: gliautoridellanno2015@hotmail.com; inviare, inoltre, un allegato contenente le scansioni degli attestati e, nel corpo della mail, indicare:

–        Dati anagrafici dell’autrice/autore

–        Indirizzo

–        Recapito telefonico

–        Indirizzo di posta elettronica

–        Titoli degli elaborati presentati

–        Copia o scansione del bonifico bancario

–        Breve presentazione artistica (max 12 righe)

Art. 6 – Gli elaborati dovranno pervenire entro e non oltre la data del 10 SETTEMBRE 2015 (farà fede la data di invio della mail).

Art. 7 – La Giuria è composta da:

Ninnj Di Stefano Busà (poetessa, scrittrice, critico letterario, saggista e giornalista)

Nazario Pardini      (poeta, critico letterario, docente in letteratura italiana)

Luciano Domenighini  (poeta, critico letterario)

Emanuele Marcuccio   (poeta, aforista, critico letterario)

Mario Barbero                (scrittore, giornalista)

Il giudizio della Giuria è insindacabile ed inappellabile.

Art. 8 – La Premiazione avverrà a Torino in data 15 novembre 2015, presso il Teatro “Principessa Isabella” di via Verolengo n. 212, a partire dalle ore 15.00.

Art. 9 – La partecipazione al Concorso costituisce espressa autorizzazione ad una eventuale pubblicazione e non dà diritto ad alcun compenso per gli autori, in quanto i diritti degli scritti proposti rimangono di loro proprietà.

Art. 10 – Ai vincitori del Concorso, verranno comunicati esito, data e luogo della Premiazione,  durante la quale saranno letti racconti e liriche premiati; l’evento sarà diffuso anche sui social network e sarà creata una pagina Facebook dedicata al Concorso, sulla quale compariranno i nomi dei finalisti e le foto/video della Premiazione.

PREMI

Categoria A, B, C e D

TARGA oppure COPPA + Attestato al 1° classificato

TARGA oppure COPPA + Attestato al 2° classificato

TARGA oppure COPPA + Attestato al 3° classificato

Le liriche ed i racconti dei soli primi classificati di tutte e quattro le categorie saranno letti durante la trasmissione culturale: “L’ISOLA CHE NON C’E'”, condotta da Giorgia Catalano e Giorgio Milanese su RADIO ITALIA UNO sulle frequenze in FM per tutto il Piemonte (per Torino e provincia 101.250 o 103.150) ed in streaming dal sito: www.radioitaliauno.org

Art. 11 – I vincitori che non potranno ritirare personalmente il premio assegnato potranno avvalersi di un delegato o, su richiesta, potranno riceverlo al proprio domicilio facendosi carico delle spese di spedizione – (i premi non richiesti non saranno spediti).

Art. 12   – Gli organizzatori potranno apportare, al presente regolamento, le opportune modifiche per il buon esito della manifestazione.

Art. 13 – I dati personali saranno trattati in ottemperanza al D.Lgs. 196/2003.

Per ogni altra informazione non contenuta nel presente bando, rivolgersi a:

Giorgio Milanese (Presidente del: “Club Dei Cento APS”):

cell. 340 6815460 – e-mail: milanese_giorgio@yahoo.it

Giorgia Catalano (Fiduciaria sez. “Gianna Baltaro” di Torino):

e-mail: radioitaliaunolisolachenonce@yahoo.it –  acquario26@hotmail.it

Anna Mustico (Responsabile RADIO ITALIA UNO)

Tel. 011 210706 – e-mail: radio_italia1@libero.it

“Il grande Califfato” di Domenico Quirico presentato a Torino il 2 marzo 2015

IL GRANDE CALIFFATO

la casa editrice Neri Pozza 

ha il piacere di invitarla all’incontro con

DOMENICO QUIRICO

Caffè letterario – Centro Congressi Unione Industriale

Via Vincenzo Vela, 17 – TORINO

lunedì 2 marzo 2015 – alle ore 15.00

Domenico Quirico – Il grande califfato

Il giorno in cui, per la prima volta, parlarono a Domenico Quirico del califfato fu un pomeriggio, un pomeriggio di battaglia ad al-Quesser, in Siria. Domenico Quirico era prigioniero degli uomini di Jabhat al-Nusra, al-Qaida in terra siriana. Abu Omar, il capo del drappello jihadista, fu categorico: «Costruiremo, sia grazia a Dio Grande Misericordioso, il califfato di Siria… Ma il nostro compito è solo all’inizio… Alla fine il Grande Califfato rinascerà, da al-Andalus fino all’Asia».
Tornato in Italia, Quirico rivelò ciò che anche altri comandanti delle formazioni islamiste gli avevano ribadito: il Grande Califfato non era affatto un velleitario sogno jihadista, ma un preciso progetto strategico cui attenersi e collegare i piani di battaglia. Non vi fu alcuna eco a queste rivelazioni. Molti polemizzarono sgarbatamente: erano sciocchezze di qualche emiro di paese, suvvia il califfato, roba di secoli fa.
Nel giro di qualche mese tutto è cambiato, e il Grande Califfato è ora una realtà politica e militare con cui i governi e i popoli di tutto il mondo sono drammaticamente costretti a misurarsi.
Questo libro non è un trattato sull’Islam, poiché si tiene opportunamente lontano da dispute ed esegesi religiose. È soltanto un viaggio, un viaggio vero, con città, villaggi, strade e deserti, nei luoghi del Grande Califfato. Parte da Istanbul e si conclude in Nigeria, fa tappa a Groznyj in Cecenia e nelle pianure di Francia, nel Sahel e in Somalia. Parla di uomini, delle loro storie, delle loro azioni e omissioni. Mostra come al-Dawla, lo stato islamista, esista già, poiché milioni di uomini ogni giorno gli rendono obbedienza, applicano e subiscono le sue regole implacabili, pregano nelle moschee secondo riti rigidamente ortodossi, vivono e muoiono invocandone la benedizione o maledicendone la ferocia.

Nondimeno, come Christopher Isherwood approdato nel 1930 a Berlino, con la sua potente narrazione, Domenico Quirico diventa, in queste pagine, «una macchina fotografica» con l’obiettivo così aperto sulla cruda realtà della nostra epoca, che ne svela il cuore di tenebra meglio di mille trattati e saggi.

Domenico Quirico è giornalista de La Stampa, responsabile degli esteri, corrispondente da Parigi e ora inviato. Ha seguito in particolare tutte le vicende africane degli ultimi vent’anni dalla Somalia al Congo, dal Ruanda alla primavera araba. Ha vinto i premi giornalistici Cutuli e Premiolino e, nel 2013, il prestigioso Premio Indro Montanelli. Ha scritto quattro saggi storici per Mondadori (Adua, Squadrone bianco, Generali e Naja) e Primavera araba per Bollati Boringheri. Presso Neri Pozza ha pubblicato Gli Ultimi. La magnifica storia dei vinti e Il paese del male.

«Ho superato, nel momento in cui sono stato catturato, una frontiera fatale, sono entrato, me ne accorgo vivendo con loro, nel cuore di tenebra di una nuova fase storica, di un nuovo groviglio avvelenato dell’uomo e del secolo che nasce: il totalitarismo islamista globale».
Domenico Quirico

“D’un trasognato dove” di Felice Serino. Recensione di Lorenzo Spurio

D’un trasognato dove – 100 poesie
di Felice Serino
Ass. Salotto Culturale Rosso Venexiano, 2014
Pagine: 124
Costo: 12€
 
Recensione di Lorenzo Spurio

 

 

Ha memoria il mare
Scatole nere sepolte nel cuore
Dove la storia
Ha sangue e una voce. (37)

 

D’un trasognato dove– 100 poesie scelte è la nuova densa raccolta poetica di Felice Serino, poeta nato a Pozzuoli nel 1941 che da molti anni vive a Torino.

L’autore mostra di aver compiuto una meticolosa operazione di cernita in questo “canzoniere dell’esistenza”, tante sono le liriche che ne fanno parte e tante le tematiche che Serino trasmette al cauto lettore. Il fatto che esse siano state raggruppate in filoni concettuali intermedi da una parte facilita al lettore la corretta comprensione delle stesse e dall’altra consente all’opera una struttura ulteriormente compatta e costruita organicamente. È così che questi microcosmi-contenitori delle liriche di Serino si concentrano attorno a questioni che hanno a cuore il rapporto con l’aldilà, il tema celeste, il senso dell’esistere, la potenzialità del sogno, l’inesprimibile pregnanza del tessuto semantico, l’impossibilità di dire (l’impermanenza) e si chiude con un nutrito apparato finale di poesie dedicate a personaggi più o meno famosi della nostra scena contemporanea dal quale partirò.

In questo apparato di dediche si concentra il fascino nutrito da Serino verso una serie di immagini-simbolo quali quello della luce e del sogno (nella lirica dedicata Elio Pecora), il tema della Bellezza (nella lirica a Papa Giovanni Paolo II), il risorgere (nella lirica dedicata a David Maria Turoldo) e lo specchio come proiezione e frantumazione dell’io (nella lirica dedicata a J. Luis Borges). Sono queste solo alcune delle liriche che compongono questo apparato finale poiché ve ne sono varie di chiaro interesse civile che affrontano disagi e tragedie dell’oggi quali i disastri per mare dei tanti immigrati che sperano di giungere in Italia, le precarie condizioni degli incarcerati o gravi casi di violenza in cui alcuni giovani hanno riportato la morte come Iqbal Masih, tessitore di tappeti portavoce dei diritti dei bambini lavoratori che venne ucciso nel 1995 all’età di 12 anni e del quale Serino apre la lirica in questo mondo: “come un bosco devastato/ intristirono la tua infanzia/ di pochi sogni” (107).

Nell’intera opera di Serino si nota una pedissequa attenzione nei confronti di isotopie, immagini costruite nelle loro archetipiche forme, che ricorrono, si susseguono, si presentano spesso perché necessarie; esse non sono solamente immagini che identificano o denotano qualcosa, ma simboli, metafore, mondi interpretativi altri: il sogno, la luce, il cielo, il Sole, tanto che permettono di considerare la poetica di Serino come celestiale proprio per il suo continuo rovello sull’aldilà, onirica perché fondata sull’elemento del sogno del quale si alimenta tanto da non poter dire spesso con certezza quale sia la linea di demarcazione tra realtà e finzione. Si penserebbe a questo punto che il tema del tempo possa essere altrettanto centrale in questa silloge di poesie dove, pure, si ravvisa un profondo animo cristiano, ma in realtà il concetto di tempo è ristrutturato da Serino in maniera meno pratica, in chiave esistenziale, come costruzione della mente umana che però risulta avere poca rilevanza nelle elucubrazione di una mente particolarmente attiva.

Il sogno, l’onirismo e il surrealismo (citato anche nel momento in cui viene nominato il pittore catalano Dalì) sono il nerbo fondamentale della silloge dove il trasognare ne identifica l’intero percorso di formazione e conoscenza. Non è un caso che in copertina si stagli un albero frondoso e, dietro di esso, uno scenario meravigliosamente pacificante di un cielo verde-azzurro tipico di una aurora boreale che fa sognare.

Dal punto di vista stilistico Serino predilige un’asciuttezza di fondo per le sue liriche (molte di esse sono molto stringate se teniamo presente il numero dei versi), dove il poeta evita l’adozione delle maiuscole anche quando queste dovrebbero essere impiegate ed ogni forma di punteggiatura, quasi a voler rendere in forma minimale il pensiero della mente proprio come gli è scaturito. Contemporaneamente il lessico impiegato è fortemente pregno di significati, spesso anche molteplice nelle definizioni, ed esso ha la caratteristica di mostrarsi evocativo, più che invocativo (anche se alcune liriche di invocazione sono presenti) o connotativo.

Sprazzi di ricordi salgono a galla (“in sogno sovente ritornano/ amari i momenti del vissuto”, 39) ma questi non hanno mai la forza di demoralizzare l’uomo o di affaticarne la sua esistenza poiché c’è sempre quella “comunione col sole” (47) che dà forza, garanzia e calore all’uomo che sempre ricerca risposte su sé, Dio e il mondo.

 

Lorenzo Spurio

Jesi, 28-10-2014

“Casa di mare aperto” di Felice Serino, recensione di Lorenzo Spurio

Casa di mare aperto

di Felice Serino

 

Recensione a cura di Lorenzo Spurio

imagesE’ una poesia dotta, filosofica e ricca di rimandi alla letteratura europea quella di Felice Serino contenuta nella sua ultima raccolta dal titolo enigmatico “Casa di mare aperto”. Ed è un po’ tutta la poetica di Serino ad essere attraversata da un certo ermetismo che si realizza in un criticismo del linguaggio, in una frantumazione dell’identità e in numerosi squarci visionari e addirittura onirici. Serino parte dal mondo che lo circonda, ma non è quello il suo interesse nell’arte della scrittura, perché l’intenzione è altra. La poetica si trasfonde a un livello più alto, a tratti irraggiungibile a tratti difficile da capire, ma l’artifizio della poesia sta anche in questo: nel dire e nel non dire, nell’utilizzare un concetto per elevarlo a qualcosa d’altro, metafisico, che non può aver concretezza proprio perché ha a che fare con la coscienza dell’uomo.

Importanti e degni di rispetto le poesie d’impianto civile, che nascono cioè dal voler ricordare alcuni personaggi centrali nel processo di crescita e progresso storico com’è la lirica dedicata al Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi nella quale Serino utilizza l’isotopia del sangue e della violenza per tratteggiare il clima d’odio, repressione e vendetta nei confronti della statista appartenente all’opposizione: “Dal suo sangue si leva alto/ il grido d’innocenza/ a confondere intrighi di potenti” (p. 20). La condanna alla tirannia, alla democrazia messa a tacere è evidente anche se il linguaggio di Serino evita la durezza e si contraddistingue sempre per una certa armonia e levità, anche quando parla di drammi in piena regola. Ma ci sono anche poesie in cui il poeta mette allo scoperto terminazioni nervose dolorose dal punto di vista sociale, come è il caso della poesia “A ritroso” ispirata al fenomeno poco noto degli hikikomori in Giappone che riguarda dei giovani che si auto-recludono letteralmente in casa evitando una vera vita sociale.

Centrale anche il tema della morte che ritorna in varie liriche come pensiero spesso assillante, altre volte come semplice dato di fatto dal quale bisogna partire con consapevolezza nell’impostazione del proprio progetto di vita. L’interesse per il mondo, per la socialità, la vicinanza all’altro e la riflessione sulla nostra esistenza fatta di giorni che sembrerebbero identici ma che non lo sono, trova ampiezza in una lirica in particolare, “In questo riflesso dell’eterno” dove il poeta con sagacia e freddezza verga la carta scrivendo: “imbrigliati noi siamo in un tempo/ rallentato/ noi spugne del tempo/ assediati da passioni sanguigne” (p. 61) in cui si ritrovano molti temi/aspetti che contraddistinguono la vita dell’uomo d’oggi: il tempo che scorre in maniera rallentata, troppo lenta, forse perché  non è più in grado di vivere i momenti che riceve in maniera autentica, ma forse perché l’uomo senza lavoro, precario, disoccupato o immigrato che sia, senza una occupazione non può che vedere il suo tempo scorrere in maniera lenta, dolorosa e oziosa; l’uomo è una spugna nel senso che riceve dal mondo, ma è sempre meno in grado di dare; che assorbe, si assoggetta, accetta e che, al contrario, non fa, non dà, non propone. Il mondo frenetico e alienante che propone una società sempre più efficiente, veloce e altamente tecnologizzata in realtà provoca un certo indolenzimento che si ravvisa nel sonnambulismo etico e pratico dell’uomo. Infine gli uomini sono “assediati da passioni sanguigne”: amore e sesso che, come si sa, non sono la stessa cosa e che spesso possono portare alla follia, al delirio, allo spargimento di sangue, in un doloroso banchetto in cui Eros e Thanatos giocano beffardi ignari di cosa stanno combinando. In “L’alba che sa di nuovo” Serino esordisce con versi acuminati: “la si vive nel sangue la nottata” (p. 89).

Numerosissimi i riferimenti e le citazioni a numerosi padri della letteratura europea, tra cui Mallarmé, Ungaretti, Zanzotto, Pessoa  che, oltre a sviscerare il grande amore di Serino nei confronti della letteratura e la sua profonda conoscenza, rendono l’opera un gradevole e profumato percorso in altre storie, tempi e luoghi.

Lascio ai lettori di questa recensione un’ultima lirica del Nostro nella quale si respira un senso d’incertezza e un sentimento di sospensione che non è dato all’uomo capire; il serpente presente quale immagine di fondo della lirica alla quale si tende analogicamente (si richiama il verde e il serpeggiare), rimanda ancora una volta all’immagine del peccato, dell’avvelenamento e dunque della morte. Ma la cosa curiosa è che in questo caso non vi sono vittime, se non la serpe stessa:

 

Di un altrove (p. 78)

di un altrove

d’un altrove

striscia

di luce verde la mente

l’interrogarsi serpeggia

si morde la coda

 Lorenzo Spurio

-scrittore, critico letterario-

 Jesi, 1 Agosto 2013

 

Casa di mare aperto

di Felice Serino

Prefazione di Marco Nuzzo

Centro Studi Tindari, Patti (ME)

Pagine: 90

ISBN: 9-788896-539859

Costo: 10€

 

FELICE SERINO è nato a Pozzuoli nel 1941; autodidatta, vive a Torino.

Ha pubblicato varie raccolte: “Il dio-boomerang” (1978), “Cospirazioni di Altrove” (2011).

Ha ottenuto importanti riconoscimenti e di lui si sono interessati autorevoli critici.

E’ stato tradotto in sei lingue. Intensa anche la sua attività redazionale.

E’ SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E/O PUBBLICARE LA PRESENTE RECENSIONE SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTORE.

Ian McEwan, Margherita Hack, Serena Dandini, Vidia Naipaul e tanti altri al Festival letterario-musicale di Barolo (Cuneo)

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COLLISIONI 2013

CREATURE SELVAGGE

5/6/7/9 LUGLIO – BAROLO (CN)

 

 

VENERDI’ 5 LUGLIO

Ore 21,30: Jamiroquai in concerto – piazza rossa

  

SABATO 6 LUGLIO

Ore 11,30: Ascanio Celestini Reading: “Pro Patria” – piazza blu

Ore 14,00: Margherita Hack presenta: “Il Perché non lo so. Autobiografia in parole e immagini” – piazza blu

Ore 15,30: Ian McEwan.  Note a margine della scrittura – piazza blu

Ore 17,00: Luciana Littizzetto dialoga con Paola Mastrocola. “Non so niente di te”–  piazza rossa

Ore 17,00: Oliviero Toscani. Un sogno: l’abolizione della televisione. Dialoga con Emilio Targia –  piazza blu

Ore 17,30: Deb e i Mostri  in concerto – piazza verde

Ore 18,30: The Traveller  in concerto – piazza verde

Ore 19,30: 2 Fat Man  in concerto – piazza verde

Ore 20,00: Michael Chabon presenta “Telegraph Avenue” – piazza blu

Ore 20,00: Serena Dandini presenta “Ferite a Morte” –  piazza rossa

Ore 20,30: Fake Club  in concerto – piazza verde

Ore 21,30: Gianna Nannini in concerto – piazza rossa

Ore 21,45: Double Trouble  in concerto – piazza verde

Ore 23,00: Brusco  in concerto – piazza verde

Ore 23,30: Elio e Le Storie Tese  in concerto – piazza rossa

Ore 00,00: Riva Starr & Dj Pony  in concerto – piazza verde

  

DOMENICA 7 LUGLIO

Ore 10,30: Daria Bignardi presenta “L’Acustica Perfetta” – piazza blu

Ore 12,00: Ayelet Waldman presenta “La ragazza del treno d’oro” piazza rosa

Ore 12,00: Giuliano Sangiorgi. Premio Giovani 2013 di Collisioni – piazza blu

Ore 14,00: il Premio Nobel Vidia Naipaul presenta “La perdita dell’Eldorado” – piazza blu

Ore 14,00: Piergiorgio Odifreddi presenta “Abbasso Euclide!”  – piazza rosa

Ore 15,30: Caterpillar. Incontro i conduttori della famosa trasmissione radiofonica di Rai Radio2 (Massimo Cirri, Paolo Maggioni, Sara Zambotti, Sabina Cortese e Lisa Tropea).- piazza rosa

Ore 15,30: Giuseppe Tornatore. Premio Giovani 2013In collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino – piazza blu

Ore 16,00: Madyon  in concerto – piazza rossa

Ore 17,00: Crifiu  in concerto – piazza rossa

Ore 17,00: Finale contest “Suoni Reali” – Arci Real  in concerto – piazza verde

Ore 17,00: David Grossman presenta: Caduto fuori dal Tempo”  –  piazza blu

Ore 18,00: Boomdabash  in concerto – piazza rossa

Ore 18,00: David Sedaris dialoga con Lella Costa – piazza rosa

Ore 18,30: Valerio Massimo Manfredi. “Il Mio nome è nessuno” – piazza blu

Ore 19,00: Tre Allegri Ragazzi Morti  in concerto – piazza rossa

Ore 19,30: Nuju  in concerto – piazza verde

Ore 20,00: Massimo Carlotto e Marco Videtta presentano “Le Vendicatrici” – piazza blu

Ore 20,30: Maurizio Lastrico Show – piazza verde

Ore 21,00: Marta sui Tubi  in concerto – piazza rossa

Ore 21,00: Lilli Gruber presenta “Eredità” piazza blu

Ore 21,30: Daniele Ronda  in concerto – piazza verde

Ore 22,00: Fabri Fibra in concerto – piazza rossa

Ore 23,00: Feel Good Productions Dj’s  in concerto – piazza verde

 

 

MARTEDI’ 9 LUGLIO

EVENTO SPECIALE

Ore 21,00: Elton John Solo Show  – piazza rossa

Seminario di scrittura a Torino con Contrappunto Literary Management

Seminari di Talent Coaching
Scrittura e motivazione: il Coaching in campo editoriale

COMUNICATO STAMPA


Dal 17 al 19 febbraio Contrappunto Literary Management organizza il secondo seminario di Talent coaching, dal titolo “Scrittura e libertà: il ‘Big Bang’ della creatività e la parola come energia”.
18 ore complessive per una formazione integrata della persona come scrittore e dello scrittore come persona, intersecando le frontiere della comunicazione a quelle della motivazione, al servizio della scrittura, in una visione olistica di ciò che l’uomo sa creare intorno a sé.Per presentare questo progetto di Coaching applicato alla sfera del talento letterario Natascia Pane, ideatrice di Contrappunto e docente, affiancata da Elisabetta Garbarini, coach olistico, avrà il piacere di dare una dimostrazione in pillole di quello che sarà il secondo seminario di febbraio.
L’appuntamento aperto a tutti/e è per
venerdì 27 gennaio alle ore 18
presso la libreria Feltrinelli Express di Torino Porta Nuova.
Vi preghiamo di confermarci la vostra presenza per poter organizzare al meglio l’incontro!Inviamo in allegato il programma del seminario di febbraio e un paio di immagini; nella sezione dedicata al Talent coaching del sito www.agenziacontrappunto.com potrete trovare tutto il materiale necessario (presentazione di Contrappunto, profilo delle docenti, informazioni per l’iscrizione e rassegna stampa).
Restiamo a disposizione per eventuali richieste e informazioni.
Ufficio Stampa Seminari di Talent Coaching Contrappunto
E-mail: press@contrappuntocoaching.com
Laura Fanucci
Cell.: +39 3479739390
Alfonsa Sabatino
Cell.: +39 3470151911
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Contrappunto
Literary Management
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