Arriva “Èremos”, romanzo di Emanuela Antonini in terra esotica che fa riflettere sul ruolo della donna

Articolo di Lorenzo Spurio

È appena uscito il nuovo libro della poetessa e scrittrice Emanuela Antonini, il romanzo Èremos, pubblicato per i tipi di Porto Seguro Edizioni di Firenze con prefazione di Lorenzo Spurio.

Èremos narra di un viaggio in Tunisia, destinato a lasciare un segno nella vita della protagonista. La pavese Micol, di famiglia benestante, è per natura anticonformista e ironica, con quel pizzico di romanticismo che la rende particolare. Laureata in Economia e Commercio, dopo un’esperienza professionale in Germania e un matrimonio naufragato, ottiene un ruolo apicale in una nota azienda romana. Consapevole delle difficoltà, connesse al suo essere donna, in un mondo di dominio ancora molto maschile – la storia è ambientata a fine anni Ottanta del secondo millennio – dimostrerà che è possibile coniugare lavoro e famiglia. Nel frattempo, infatti, convola a nozze con Nicola, coronando il suo sogno d’amore con la nascita di due figli. Qualche lieve difficoltà nella coppia e forse un po’ di stanchezza nella protagonista vengono ben presto messe al bando da un’importante opportunità che le si presenta: un viaggio di lavoro in Tunisia. Sarà questo il momento per riflettere sulla propria vita frenetica, divisa tra responsabilità lavorativa e familiare e fare il punto sul suo rapporto di coppia. Quello raccontato da Emanuela Antonini, dunque, è una sorta di viaggio nel viaggio. La permanenza nel territorio africano si rivela una vertiginosa incursione nell’io profondo, luogo di difficile accesso, che i greci indicano con la parola eremos, termine col quale ha deciso d’intitolare l’avvincente narrazione.

Nella prefazione al volume il critico letterario Lorenzo Spurio ha scritto: “Una delle intenzioni dell’Autrice […] è quella di affrontare il tema della donna moderna […], della mancanza di un reale sistema paritario per questo genere rispetto all’uomo. Di approfondire, soprattutto a livello professionale, la questione del divario che ancora esiste tra i vari generi facendo della protagonista, che negli anni ascende da responsabile a dirigente, non solo un esempio positivo, ma una sorta di mosca bianca. [L’Autrice] fa parlare la realtà del periodo, le disattenzioni diffuse verso l’universo femminile, mettendo in luce l’ipocrisia di chi sostiene che l’emancipazionismo della donna si è già avuto e completato da tempo, sottolineando l’esigenza del porre la questione […] quale concreto tema d’indiscussa importanza e di grande attualità che solo insieme e convinti si può cercare di trattare”.

L’autrice Emanuela Antonini

Emanuela Antonini è nata a Perugia nel 1957, vive da molti anni nelle Marche a Fabriano (AN). Biologa, è poetessa e scrittrice. Per la poesia ha pubblicato Sfumature agrodolci (Aletti, Roma, 2014) mentre per la narrativa i romanzi Entropia d’amore (Thyrus, Arrone, 2007) e La vecchia ingannatrice (Neftasia, Pesaro, 2012). Alcune sue poesie sono presenti in varie raccolte antologiche tra cui Il rifugio dell’aria. Poeti nelle Marche (Progetto Cultura, Roma, 2010) a cura di Francesca Innocenzi, Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (PoetiKanten Edizioni, Sesto Fiorentino, 2016) a cura di Lorenzo Spurio e Fiori di poesia. Per la giornata mondiale della Poesia (Euterpe APS, Jesi, 2022; progetto a scopo benefico a sostegno dello IOM) a cura di Lorenzo Spurio. Fondatrice e presidente di due concorsi letterari: il Premio Nazionale di Poesia e Arti Visive “Città del Maglio” a Fabriano organizzato dall’Ente Palio di Fabriano (due edizioni tenutesi) e del Premio Nazionale “Novella Torregiani” – Letteratura e Arti Figurative organizzato da Euterpe APS che si tiene a Porto Recanati (attualmente è in corso la sesta edizione). È Consigliera dell’Associazione Euterpe APS di Jesi. In passato è stata membro di giuria in alcuni concorsi letterari tra cui il Concorso Letterario “Versi in libertà” dell’Accademia “Francesco Petrarca” di Viterbo (2014) e nel Premio “Poesie d’Amore” dell’A.L.I. Penna d’Autore di Torino. In collaborazione con il professor Schiavoni e il Maestro Zingaretti ha organizzato un progetto artistico-letterario all’Ospedale “Profili” di Fabriano dimostrando come poesia e pittura possano felicemente interagire armoniosamente. Numerosi i premi letterari vinti tra cui il 1° Premio al “San Valentino: Poesia, racconti e lettere d’amore” (2008) e il 1° Premio Internazionale di Poesia, Narrativa e Saggistica “Tulliola” (2009).

LORENZO SPURIO


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Paese che vai, dittatura che trovi

I recenti disordini scoppiati in Egitto contro il governo del presidente Hosni Mubarak stanno mettendo in ginocchio il paese. Le masse stanno protestando contro il presidente e chiedendo le sue dimissioni ma il rais è apparso in un discorso alla televisione annunciando che non si dimetterà ma che eviterà di candidarsi alla prossime elezioni previste per Settembre. Agli egiziani non basta. La gran parte degli abitanti chiede a Mubarak di abbandonare il governo e il paese anche se, sono comparsi nutriti gruppi di persone a sostegno del presidente. La rivolta in Egitto, che rischia di assumere la piega di una vera e propria guerra civile, pone dubbi ed incertezza per il benessere di tutti i paesi arabi africani, in primo luogo i paesi africani mediterranei e, essendo l’Egitto uno dei principali paesi arabi moderati e portavoce dell’unione araba, rischia di minare anche i difficili rapporti arabo-israeliani in Palestina. Una rivolta di questo tipo ha dunque la forza di poter riscrivere non solo le nuove aree geopolitiche ma anche il riaccendersi di fiammate fondamentaliste di impronta islamista.

Se si analizza da vicino la situazione politica e l’effettivo grado di democraticità dei paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo la questione è abbastanza complessa e preoccupante e, in una certa misura, ricalca le problematiche che ora stanno manifestandosi con inaudita violenza in Egitto.

TUNISIA: La rivolta egiziana è secondo molti scoppiata in seguito alla crisi tunisina causata dall’eccessivo aumento dei prezzi di beni di prima necessità che ha portato alle dimissioni e alla fuga del presidente, Zine El-Abidine Ben Ali in carica dal 1987. Dopo ventiquattro anni di dittatura il presidente è stato scacciato dal suo popolo il 14 Gennaio 2011. Il presidente è fuggito all’estero in un posto a tutt’ora misterioso.

 


ALGERIA: Il presidente Abdelaziz Bouteflika è in carica dal 1999 e nel 2004 ha inaugurato il suo secondo mandato. Il presidente, eletto con l’appoggio delle frange militari, ha spesso utilizzato le armi per contrastare le rivendicazioni della popolazione della Cabilia (dell’Algeria). Noti restano i disordini tra la popolazione e l’esercito noti come “primavera nera” del 2001.

 


LIBIA: Il colonnello Muammar Gheddafi, il leone del Mediterraneo, è in carica dal 1969, anno della rivoluzione libica da lui guidata. Nel 1969 il colonnello, assieme a un nutrito gruppo di militari, depose Re Idris; la monarchia venne abolita e Gheddafi divenne dittatore con poteri assoluti. Antioccidentale e antiamericano il rais finanziò organizzazioni criminali come l’Olp di Yasser Arafat e gruppi armati come l’Ira (Irlanda). In anni più recenti Gheddafi si è aperto all’Occidente, all’Europa e agli Usa. Tuttavia il colonnello rimane un dittatore e nel paese molte delle libertà fondamentali non sono concesse.


EGITTO: Il paese a cui si faceva riferimento all’inizio di questo articolo. Il presidente Hosni Mubarak è in carica dal 1981, cioè da trenta anni.  Divenne presidente in seguito alla morte del presidente Sadat. Mubarak ha manifestato un temperamento orgoglioso e altezzoso durante la sua lunga carriera, è stato responsabile di vari accordi di pace tra arabi e palestinesi e portavoce del mondo arabo moderato. Si è però macchiato di corruzione e ha perso sostegni durante gli ultimi anni. Tali problemi si sono aggiunti alla sua attitudine di comportamento imperiale, alla restrizione di varie libertà e al tentativo di trasmettere i poteri al figlio in modo da istaurare una sorta di dittatura familiare. Le recenti rivolte della popolazione contro la politica economica e antidemocratica di Mubarak richiedono le sue dimissioni.


MAROCCO: In Marocco è presente una monarchia  retta da re Mohammed VI che è salito al trono nel 1999. Re Mohammed VI sembra essere un’eccezione nel panorama dei paesi africani mediterranei retti da dittature. Il re infatti si è progressivamente discostato dalla politica poliziesca e antidemocratica di suo padre, Re Hassan II. Sotto il suo regno il paese si è modernizzato, ha concesso maggiori libertà e va configurandosi come il paese più avanzato dell’intera Africa, secondo solo al Sudafrica.

Ovviamente in questo articolo si è brevemente parlato solamente dei dittatori dei paesi africani mediterranei. Se si allarga un po’ il discorso bisogna ricordare anche il presidente siriano Bashar Al-Asad (in carica dal 2000 e che ha ereditato la dittatura del padre, Hafiz Al-Asad), Ali Abdullah Saleh, presidente dello Yemen dal 1978 e il sultano Qabus dell’Oman (in carica dal 1970) solo per citarne alcuni.

Una sola conclusione a questo breve ma significativo excursus delle dittature dei paesi africani settentrionali: paese che vai, dittatura che trovi.

Lorenzo Spurio

03-02-2011

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