I versi impregnati di vino di Flavia Scebba domenica 9 sett. al Museo Federico II di Jesi

Domenica 9 settembre  alle ore 17 presso il Museo “Federico II – Stupor Mundi” di Jesi (AN) si terrà la presentazione del libro di poesie “Di… vino verso” della poetessa Flavia Scebba. L’iniziativa culturale è organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Euterpe di Jesi, di cui l’autrice è socia e con la casa editrice I luoghi interiori. 

 

Chi è l’autrice?

Flavia Scebba è nata a Fabriano (An) da genitori di origine siciliana. Ha frequentato le scuole superiori a Jesi, dove si è appassionata alla figura dell’Imperatore Federico II, alla poesia e al territorio marchigiano, ricco di risorse culturali e naturali. Dai suggestivi paesaggi della Vallesina, le colline dorate del buon vino, si è poi trasferita nel cuore dell’Umbria e a Montefalco ha ritrovato le impronte dello stupor mundi. Fra i filari di viti e i calici di Sagrantino è nato il suo volume poetico “Di…Vino verso”, opera in cui l’autrice canta le stagioni, brindando a ogni regione d’Italia con versi lieti e coinvolgenti, e da dove emerge l’attaccamento per le sue radici mediterranee.

 

Per informazioni

Tel. 0731-084470

loc.jesi def

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“Un mare di versi”, il 22 giugno a Messina (Palazzo dei Leoni) il reading dell’Ass. Euterpe

A Palazzo dei Leoni il reading poetico “Un mare di versi”

 

L’appuntamento con l’iniziativa dell’Ass. Euterpe è venerdì 22 giugno

 

Con il patrocinio morale della Regione Siciliana, del Comune di Messina e della Città Metropolitana di Messina venerdì 22 giugno a partire dalle 16:45 presso il sontuoso Salone degli Specchi del Palazzo dei Leoni a Messina (ex sede della Provincia) si terrà l’atteso incontro poetico dal titolo “Un mare di versi” ideato, voluto e promosso dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN).

Tale associazione, che vanta di un considerevole numero di associati proprio della regione siciliana, da anni promuove un reading poetico in una città siciliana; in passato si sono tenuti a Palermo in sedi istituzionali quali la Real Fonderia Oretea e Villa Niscemi. L’Associazione Culturale Euterpe sarà rappresentata dal suo presidente, il poeta e critico letterario Lorenzo Spurio e dal segretario il poeta Elvio Angeletti.

Il nuovo reading poetico, che approderà nella città di Messina, è reso possibile grazie alla collaborazione e sostegno di numerose realtà culturali con le quali l’Associazione Euterpe intrattiene rapporti di stima reciproca condividendo finalità sociali e di diffusione della cultura analoghe. Tra di esse l’Associazione Siciliana Arte e Scienza (ASAS) di Messina presieduta dalla pittrice Flavia Vizzari, l’Associazione Culturale Caffè Convivio (CaLeCo) di Catagirone (CT), presieduta dalla poetessa Giusi Contrafatto, il Centro Studi “Maria Costa” di Messina, presieduto dal sig. Pippo Crea. Tra i vari media-partner figurano anche la Libreria Spazio Cultura di Palermo, il Caffè Letterario “S. Quasimodo” di Modica (RG) presieduto dal poeta e saggista prof. Domenico Pisana, la rivista culturale “Lu Papanzicu” di Ravanusa (AG), il Salotto Culturale H2 Donna di Gioiosa Marea (ME), presieduto da Giuliana Scaffidi, i blog letterari e culturali di Luigi Pio Carmina ed Emanuele Marcuccio.

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Amplissima la partecipazione dei poeti che interverranno per dar lettura ai propri componimenti, che giungeranno non solo da Messina e provincia, ma da varie parti della Sicilia e non solo. Al reading prenderanno parte i poeti (qui indicati in ordine alfabetico): Albano Giovanni, Amico Gianni, Anastasi Giuseppe, Angeletti Elvio, Asaro Domenico, Barcellona Giuseppe, Bono Angela, Carmina Luigi Pio, Cavaliere Nicola, Costa Pasquale, Costa Vittorio, De Cicco Rosa Filomena, De Marco Angelo, Di Pane Renato, Dottore Grazia, Faillaci Filippo, Greco Salvatore, Gulino Giovanni, Gusmano Calogero, La Rocca Angelo, La Spina Pierpaolo, Mantineo Gambadauro Rosaria, Marcuccio Emanuele, Milici Anna, Moreal Liliana, Morganti Privitera Maria, Oteri Caterina, Pajno Annamaria, Pedullà Nicoletta, Plutino Sebastiano, Rigano Francesco, Rizzo Mario, Sanguedolce Sebastiano, Schiera Antonino, Scimone Domenica, Seidita Antonella, Sidoti Giulia Maria, Spurio Lorenzo, Tocci Marilena, Vaira Marco.

Durante l’evento sarà inoltre presente l’artista performativo palermitano Toni Zanca (in arte “Acnaz”) con una realizzazione “a presa rapida”. L’arista si dedica a opere murales dove esprime l’arte concettuale non trascurando la bellezza e l’aspetto estetico. Nel 2017 a Roma ha partecipato al “Gau 2017” e a Centocelle è presente la realizzazione in urban art di una delle campane di raccolta vetro. Numerose le sue performance artistiche e applicazioni.

L’evento è liberamente aperto al pubblico.

 

Info:

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Tel. 327 5914963

Poeti da tutta Italia a Firenze per la premiazione del 2° Premio “L’arte in versi”

Domenica 17 novembre a Firenze presso la sede provinciale dell’ARCI, sita in Piazza de’ Ciompi 11, si è tenuta la cerimonia di premiazione del 2° Premio di Poesia “L’arte in versi”, un progetto di condivisione poetica ideato e diretto da Lorenzo Spurio. Il concorso, giunto quest’anno alla sua seconda edizione, ha visto nella fase concorsuale un’ampia partecipazione: circa 650 testi totali a rappresentare le due sezioni di concorso: poesia in lingua italiana e poesia in dialetto provenienti da poeti di tutta Italia e anche dall’estero.

Durante la premiazione sono stati consegnati i diplomi di Menzione d’onore e dei selezionati che la Giuria ha scelto al termine del suo lungo lavoro di lettura e di valutazione.

La Giuria era composta da Lorenzo Spurio (scrittore, critico letterario, direttore della rivista “Euterpe” – Presidente del Premio), Marzia Carocci (poetessa, critico-recensionista –Presidente della Giuria), Martino Ciano (scrittore), Salvuccio Barravecchia (poeta e scrittore), Luciano Somma (poeta e paroliere), Michela Zanarella (poetessa e scrittrice), Annamaria Pecoraro (poetessa, scrittrice e direttrice di “Deliri Progressivi”), Iuri Lombardi (poeta, scrittore e Presidente della Ass. Poetikanten Onlus) ed Emanuele Marcuccio (poeta e scrittore).

 

La Giuria ha letto le motivazioni per ciascun premiato con Menzione d’onore e la serata è stata allietata dalla voce e dalla chitarra di Alessandro Moschini.

 

Nel corso della serata, inoltre, si è presentata e diffusa l’opera antologica del Premio di Poesia, pubblicata da TraccePerLaMeta Edizioni che si apre con una prefazione di Lorenzo Spurio e contiene le poesie menzionate e selezionate, una postfazione di Annamaria Pecoraro e i profili degli autori menzionati e dei componenti di giuria.

La stessa antologia potrà essere acquistata a mezzo mail all’Uff. Stampa di TraccePerLaMeta Edizioni (info@tracceperlameta.org) o acquistarla direttamente a questo link.

 

Di seguito foto e video della serata.

 

Ringrazio Annamaria Pecoraro per aver concesso l’utilizzo di alcune delle foto da lei scattate durante la serata. Per vedere il suo album completo delle foto rimando a questo link 

Il Premio di Poesia “L’arte in versi” sarà nuovamente in pista a partire da Gennaio 2014 quando verrà diffuso il nuovo bando di partecipazione di quella che sarà la terza edizione del premio.

 

Lorenzo Spurio

Presidente del Premio “L’arte in versi”

Roma, 19 novembre 2013

Franco Campegiani intervista la poetessa Ninnj Di Stefano Busà

IL RUOLO DELLA POESIA NELLA SOCIETA’ ODIERNA

Intervista alla scrittrice-poetessa Ninnj Di Stefano Busà

a cura di Franco Campegiani

D. Lei è una poetessa notevolmente affermata, come giudica l’impoeticità dei tempi attuali? Si sta forse realizzando la funesta previsione della morte dell’arte, o al contrario la poesia è un bisogno insopprimibile dell’animo umano e la sua assenza nell’arido mondo telematico non fa che evidenziarne per contrasto l’indispensabile valore?

R. La poesia non sarà mai obsoleta, possiede quel fascino strano, tra il magico e l’esoterico che fa la differenza, la distanzia dalle altre espressioni umane. Comunicare con la poesia è un evento irripetibile, quasi soprannaturale, l’incipit lo suggerisce un Ente superiore sconosciuto, il resto lo scrive il poeta con la sua umanità, la sua sensibilità, analizzando e scrutando quel suo mondo interiore fatto di deterrente stratiforme, che accompagna questa sorta di messaggio sulle ali del vento, lo fa vibrare, lo trasferisce agli altri come “dono” intermediario tra sé e l’ignoto, tra il sé egoistico e insincero e la voce dell’umanità che ascolta, che interloquisce attraverso la lingua del poeta ad un incanto primordiale di cui nessuno sa dare spiegazione. Sarebbe come dire che il messaggio della Poesia proviene dal profondo, dall’incognita genetica di un destino umano che non è stato creato per deludere la forma, ma per creare armonia e bellezza  -tra le forme stesse-. Perciò non resterà mai ai margini di un processo culturale in evoluzione se si vuole continuare a istruire il concetto di progresso intellettuale, umano e storico dell’umanità. Dico sempre che : finché ci sarà un poeta sulla terra, la poesia vivrà e verrà diffusa nel cuore e nella mente come suprema bellezza del creato, supremo elogio dello spirito contro la materia.

D. Purtroppo, alla superficialità telematica si aggiunge la sciattezza del linguaggio televisivo, contribuendo al totale degrado della comunicazione. Come considera l’innesto del linguaggio letterario in quello mediatico, in particolare l’inserimento di momenti poetici all’interno dei programmi televisivi? È meglio porre a contatto o tenere separati i due linguaggi, che interagiscono e sono tra di loro alternativi?

imagesCAZWROO7R. Se è vero che in Italia esistono, secondo sondaggi Data-Media,  dai 13 milioni ai 15 milioni di scrittori di poesia (o pseudo tali), è anche vero che come minimo si dovrebbero prevedere 60 milioni di lettori (per pareggiare quei famosi 4 lettori di manzoniana memoria). Ma nessuno di noi poeti immagina di avere quattro lettori, a dire il vero, è già tanto, se ci legge anche uno solo. Riguardo l’introduzione di programmi poetici così estemporanei e rarefatti nei format televisivi è un pessimo esempio di cultura, questo sta a significare che l’ascolto dei programmi culturali è sottovalutato e disatteso. In Italia non c’è la cultura lirica, (che è l’essenza della Cultura con la C maiuscola, il suo antefattto, l’humus), non c’è preparazione a capire la Poesia e a renderne partecipe il pubblico, si ritiene (a priori, e a torto) che la cosa non interessi nessuno. Perciò la espongono in ore inconsuete, a notte fonda, o quando non hanno di meglio da proporre. Se qualche dirigente RAI la propone è perché ne è sensibilizzato individualmente, non perchè ritiene abbia “audience”. La cosa sorprende, perché a interessarsi di poesia sono parecchie migliaia di autori, e con un apparato editorialistico da indotto, che lascia intravvedere un mercato gonfio di lauti guadagni da parte di Editori, ma si ritiene (e ripeto a torto) che la Poesia interessi solo un pubblico d’elite, lasciando intendere che c’è una grande massa di utenza che non gradisce e non capisce. Non è affatto così, ma l’emarginazione coatta dei canali mediatici monopolizzati da soubrettine, veline, passaparoline e dirigenti-mercanti senza eccessiva cultura ci hanno  ormai abituati a livelli di arretratezza tali da essere considerati cavernicoli.

D. Come percepisce il pubblico la poesia? La sente vicina, o piuttosto come la voce di una classe elitaria, lontana dalla realtà e dalla vita popolare?

R. La poesia tra il pubblico medio è bene accolta, perché non vi può essere nel genere umano chi non la sappia apprezzare. La poesia è parte dell’esistente di ognuno, la parte più nobile e subliminale della storia spirituale, la più vicina a Dio, la più dotata di bellezza e di fascino, perché sa parlare al cuore e alle menti, sa dare un’accelerazione al vuoto che incombe, alla solitudine che attanaglia, al male che pervasivamente affrontiamo nel quotidiano. La poesia lenisce, rende il progetto d vita più intenso, più ricco, più accettabile dal lato intellettivo e umano.

D. Si può dire dunque che il ruolo della poesia sia di scoprire la vita più intima? Quale impatto può avere tale scoperta nell’odierno assetto sociale?    

R. I tempi che viviamo non sono i più favorevoli alla poesia, non ci orientano verso episodi di luce e di conciliazione interiori. Sono portatori d’inquietudine, di malcontento, di disagio sociale e morale. Il tessuto umano è lacerato da troppe incongruenze, inadeguatezze, assenze, distrazioni, corruzioni. Ognuno vive il suo malessere come qualcosa di ineluttabile, quasi con rassegnazione e passività. Bisognerebbe amarsi di più, invece. Amare ciò che di bello ci circonda, anche la Poesia ad esempio, perché ci porta un minimo di conforto e di compensazione che gratifica il nostro stato d’animo così martoriato e in perenne afflizione. La poesia equivale alle note alte di un violino,  come la musica non può essere ignorata, perché tocca le corde sensibili dell’io, che ci fanno partecipi della cosmogonia, della vastità del nostro essere “cellula” dell’infinito, esuli temporanei in una terra che non ci appartiene. Il ruolo della Poesia dunque è di primaria importanza perché interagisce con un extraterreno, con un ultramaterico che è la condizione -sine qua non- della nostra essenza, della nostra esistenza.

D. Secondo lei, il mondo giovanile è interessato alla poesia, oppure insegue sogni di potere e di successo immediato, ammaliato da prospettive di guadagno facile? Cosa amano di più i giovani, l’Essere o l’Apparire?  

R. Tocca un ganglo scoperto della società di oggi. Una società fatta a immagine di celluloide, di interessi spiccioli, di principi valoriali depauperati e miopi, da bisogni interiori quasi primordiali, caratterizzati da finalità predatorie, mal si addice alla poesia. Per fortuna, i giovani non sono tutti così. Mi capita spesso, durante i vari incontri nelle Scuole di ogni ordine e grado, alle quali vengo chiamata per introdurre il tema poetico, di trovare giovani molto interessati alla Poesia, qualcuno di essi addirittura dotato di talento e pronto per dare il meglio di sé, certo con un po’ di tirocinio e di buone letture. Il bisogno di Poesia è inversamente proporzionale alla necessità del guadagno. Vi sarà sempre chi preferirà il vile denaro ad una bella poesia, ma in ogni modo il mondo delle scuole è salvo, i nostri ragazzi sono migliori di quanto loro stessi sanno. Non sono marci dentro, vi è in loro la coscienza di un futuro migliore, il desiderio forte del cambiamento che li ispira e li proietta all’alba di un giorno che verrà e non sarà di spregevole pecunia, ma di meravigliose armonie sulla terra dei padri. Non è perduta in loro la speranza. Non spegniamo la luce nei loro occhi, sottovalutando i loro immensi patrimoni intellettivi, esortiamoli e incoraggiamoli a sviluppare forze positive, interessi intellettuali e propositi umani più degni.

D. Si nasce o si diventa poeti? La poesia è il frutto della crescita intellettuale o è una qualità dell’anima che prescinde in un certo senso dalla cultura?

R. La poesia è altro persino da se stessa. La poesia non la crea l’intelletto a tavolino, a freddo, attraverso il cerebralismo tout court, non la crea l’intellettualità astratta e aliena dal sentimento, è parte integrante di un patrimonio, intellettivo, sì,  che definirei <percettivo> perché accoglie su di sé le maggiori, le più intense e ricche suggestioni, le più alte e meno abiette virtù dello spirito. Vi è una parte dell’intelletto, detta: “Area di Broca” (dal suo scopritore) che è deputata al linguaggio. Ragione questa che la mette al riparo da scempi di natura estranea alla poesia stessa, che è armonia, sinergia con i fattori interni all’essere, che sono la fonte dell’ispirazione “perfettibile”. In poche parole, lo spessore intellettuale vi è coinvolto, ma in minima parte, per il resto è un occhio vigile sul mondo, una finestra aperta nel nostro immaginario, nel panorama delle nostre indagini interiori che qualifica e rende unica e irripetibile la buona Poesia. Si può nascere poeti, ma si può scoprire di esserlo in più tarda età, bisogna solo essere dotati e sensibilizzati al poiein, cioè al fare in poesia. Bisogna riscoprire il valore dell’anima, l’eccellenza di una virtù al di fuori dalla mediocrità e del banale, per allargare gli orizzonti visibili della celebrazione dell’essere umano e del ruolo della Poesia.    

La ringrazio, Professoressa, a nome mio personale e dei lettori de “I fiori del male”.

                                                                                                          Franco Campegiani

 

 QUESTA INTERVISTA VIENE QUI PUBBLICATA PER GENTILE CONCESSIONE DELLA POETESSA NINNJ DI STEFANO BUSA’.

LA RIPRODUZIONE E/O DIFFUSIONE DELLA STESSA E’ VIETATA SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELLA POETESSA.

“Per certi versi… poeti” di Cristina Codazza e Alessandro Bertolino

Cristina CODAZZA     &    Alessandro BERTOLINO

presentano:
“PER CERTI VERSI… POETI”
(Viaggio tra emozioni, sentimenti, ricordi… con le migliori poesie di
Alessandro Bertolino e Cristina Codazza)

                           

Domenica,  13 maggio 2012  ore 16.30
  
PALAZZO MISTROT
Via Alla Fonte, 8  –  VILLARBASSE (TO)
Ingresso libero