La Scampia di Vincenzo Monfregola nel nuovo libro, “Le navi di cemento e amianto”, a cura di L. Spurio

Vincenzo Monfregola, Nelle navi di cemento e amianto, Marotta & Cafiero, Napoli, 2017.

Recensione di Lorenzo Spurio 

Il nuovo libro di Vincenzo Monfregola, noto poeta napoletano con varie sillogi alle spalle e numerosi riconoscimenti in concorsi nazionali, si presenta assai interessante e godibile. Questo per almeno un paio di motivi, il primo dei quali, già noto per chi conosce il profilo letterario del Nostro, è che Vincenzo non solo è un grande amante della poesia ma, nella sua profonda semplicità e umiltà che ne contraddistinguono il carattere, è un poeta propriamente detto. Vale a dire un’anima sensibile, concreta eppure capace di voli e sospensioni verso un mondo meno palpabile e – spesso – più difficilmente mappabile e circoscrivibile a chi non è dotato di quella misterica e autoctona auscultazione dell’interiore. Poeta i cui versi hanno spessore tramite i tracciati di un vissuto non particolarmente edenico eppure rimembrato con leggiadria nonché con un respiro malinconico.

L’altra ragione per la quale il nuovo volume, Nelle navi di cemento e amianto, può dirsi un esperimento letterario valido e consigliabile a terzi è che permette di denudare pregiudizi stantii, fatti di luoghi comuni e ignoranza generalizzata attorno alla questione sociale della realtà di Scampia. Realtà questa quasi sempre presentata come nefanda e sommersa, dominata dal malaffare e dalla corruzione, terra di nessuno e spazio dove non vigono le leggi della civiltà, dello Stato. Con questo non si intende alludere al fatto che Scampia non sia ciò, essendo questo quartiere decentrato del capoluogo partenopeo uno dei principali centri di smistamento e vendita di droga, dello spaccio e di affari loschi, terra abitata da personaggi pericolosi e senza scrupoli che si sono auto-eretti a capi di zona, a boss incontrollati, liberi di spadroneggiare sotto la luce del sole perché, appunto, terra di risulta dalla civiltà.

Quello di Scampia è uno spazio liminare nefando e inquinato, avulso alla civiltà, alla giustizia, al buon governo, alla sicurezza e della salute sociale. Tutto questo è notorio a tutti ed è la Stampa, e più in generale i mezzi di comunicazione, – come pure l’autore osserva nel volume – ad aver permesso di coniare questo brand negativo e spregiudicato di Scampia. Non solo di averlo generato ma di continuare a incrementarne la pericolosità, accentuandone le negatività, le peculiarità che lo contraddistinguono come recesso dell’umanità, terra infeconda e depravata, negletta alle persone buone, giuste, oneste, una sorta di valle delle lacrime, una zona paludosa e invivibile di cui tutti si sono dimenticati. Persino Dio, sembrerebbe. Monfregola – che in una delle note “Vele” ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza – non dice che quel mondo che così conosciamo non esista, ma ci aiuta a capire che non è solo ciò che ci viene mostrato, semplicisticamente o per comodo.

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Le Vele di Scampia (Napoli)

Le poesie si trovano disposte nel volume inframmezzate da brani narrativi scritti come in forma diaristica nei quali l’autore, rievocando episodi di tanti anni fa, ci informa sulla sua infanzia e adolescenza, del suo rapporto con i genitori e del loro impegno e capacità nel “colorare il mondo di fuori” quando esso era monocromatico, grigio, spersonalizzante e di cemento. Brani che ci narrano non tanto delle difficoltà oggettive di vivere quegli spazi ma di cosa, a livello psicologico, il contesto, le variabili ambientali e sociali hanno significato nello sviluppo del ragazzo alla maturità. L’autore, infatti, è orgogliosamente definibile come esempio buono e lucente di quella Scampia che, però, è meglio nota per camorra e droga.

Un libro che, con semplicità di narrazione ed efficace volontà di denuncia, narra una parte della realtà, per nulla nota e tralasciata, quella del Bene che, in un mondo popolato in via prevalente dal Male, è però a suo modo presente. Segno di un seme buono che nel campo arido, bruciato e contaminato, seppur con lentezza o stento, riesce a radicare e a divenire solida pianta. Pianta che nasce e segue i suoi cicli in un ambiente ostile e inabitabile dove facciamo difficoltà anche a intravedere il sole e che il Nostro, in maniera assai espressionistica e concreta, delinea nella figura brumosa della “bizzarria della speranza” (20).

La definizione identitaria e abitativa con Scampia – come narra il Nostro – era anche foriera di spregevoli disuguaglianze in sede scolastica dove i bambini delle altre zone di Napoli erano meglio considerati rispetto agli abitanti del precario quartiere che erano “macchiati dal peccato originale della mancata appartenenza alla Napoli bene” (18). Inferiorità ed emarginazione che i ragazzi subiscono – in maniera anco più grave e lamentevole – al di fuori dello spazio dal quale provengono dove – in nessun modo – hanno diritto a partecipare alla vita attiva e collettiva, se non allineandosi alle schiere del malaffare.

17474573_10212819350469428_135616267_nVincenzo Monfregola, da poeta e narratore, in tale pubblicazione si mostra anche quale analista di una società in sfacelo, come un reporter che denuncia le difficoltà, gli stati di miseria: la sua voce – pur rivestita da quel suo tono pacato e gentile che sembra percepirsi nella lettura, per chi lo conosce – contiene messaggi assai taglienti atti a denunciare l’inclemenza e l’offesa di vedersi cittadino di una terra che non esiste se non pensata come proprietà dei potenti. Così, con il monito di ribellione che nasce internamente e che prende man mano forma con la formazione scolastica “guard[a] [verso] un mondo che finge di evolversi” (24) eppure, nell’insalubrità dello spazio affossato dai drammi atavici ai quali nessuno sembra particolarmente interessato a porre sano rimedio, intravede luce e speranza proprio nella potenzialità della parola che comunica, fa riflettere, interpella, indaga e confida: “Nessun attimo/ viene vissuto/ più d’una volta sola,/ eppure la gente/ non si accorge/ che la poesia rinasce sempre” (25).

Ecco allora che l’infanzia viene ricollegata a immagini che imprimono di per sé un senso d’alienazione e trasmettono inanità, indifferenza, lontananza dal senso comune di un bene collettivo. Lemmi che ricorrono sono il ‘silenzio’, il ‘cemento’, il ‘teatro’, la ‘maschera’ (non a caso un suo precedente libro portava proprio il titolo di Maschera a sottolineare quanto il tema dello specchio, del doppio, dell’identità e dalla sua difficoltà di definizione sia centrale nei suoi ragionamenti) e ‘bambino’. Su quest’ultimo in particolare vorrei soffermarmi nel dire quanto il tema dell’infanzia sia rilevante non solo in questo libro, ma in maniera più generale e ampia nell’esperienza umana dell’autore.

Il libro – come già osservato – riporta l’autore a ripensare i momenti di quando era giovanissimo e questo fatto – nelle condizioni di cui si è detto – lo ha portato nel tempo a maturare l’esigenza di impegnarsi materialmente in loco per favorire momenti di incontro, socializzazione, condivisione con bambini per eludere la minaccia che finissero in strada e da essa venissero fagocitati. Per tali ragioni nel 2014 è entrato a far parte della Associazione CentroInsieme Onlus – Progetto Vela: Rendere Consapevoli dove ha subito assunto la presidenza. Un ente associativo che – come scrive – “cerca di evitare […] il fenomeno della dispersione scolastica per i minori che hanno dai sei ai dodici anni di età e che, quindi, frequentano la scuola dell’obbligo” (67) e che in questi anni molto si è impegnato e continua a farlo strenuamente con iniziative volte a consapevolizzare in merito alle “possibilità tangibili che esistono per condurre una vita al pari con gli altri” (69).

A mio vedere due sono le poesie attorno nelle quali l’autore concentra in maniera sapiente le problematiche, i dilemmi, i pensieri e gli istinti di ribellione interiore nonché di denuncia che lo ha portato all’evidenza della necessità di fare; esse sono rispettivamente “Quando il tempo non conosce differenze” e “Nelle navi di cemento e amianto”, che dà il titolo all’intero libro. Inutile dire che entrambe le composizioni sono risultate premiate in vari concorsi, rispettivamente la prima alla XXVI edizione del Concorso Letterario di Poesia “Città di Porto Recanati” e l’altra risultata meritevole di inserimento nella antologia Borghi, città e periferie: l’antologia del dinamismo urbano (Agemina, 2015 – curata dal sottoscritto). 

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Vincenzo Monfregola, autore del libro

La poesia “Quando il tempo non conosce differenze” esprime, pur nel verso che raramente si calcifica in asprezza, un accorato canto d’indignazione nei confronti dell’insensibilità comune verso chi vive nel disagio dovuto a un handicap sensoriale. Il poeta immagina e intuisce come si può vivere in assenza dei segni distintivi con i quali ci si approccia al mondo e si fa promotore di un universo equo, di sana compartecipazione e solidarietà. Un invito a riscoprire giorno dopo giorno dentro noi stessi la più grande ricchezza che possediamo: la vita. In una società che ha perso la sua identità e nella quale è il clamore per l’effimero a dominare, Vincenzo Monfregola oppone con saggezza e profondo incanto lirico l’esigenza di approfondire il rapporto con sé stessi, unico ingrediente che possa fornire la possibilità di comprendere e aiutare gli altri e di sradicare l’ipocrisia e la freddezza dei “signori dei piani alti” che vivono la vita come egoistico tran-tran senza ascoltare le leggi del cuore.[1]

L’altra poesia, “Nelle navi di cemento e amianto”, l’autore è in grado di trasmettere in maniera molto pregnante la desolazione e la freddezza del suo quartiere e dello spazio abitativo delle Vele di Scampia connotato da materiali inerti che appartengono al mondo sterile dell’edilizia: “le mura di quei mostri di cemento”, “la nave d’amianto”, la “disperazione delle macerie” e il “quartiere abbandonato dalla dignità”. Non c’è spazio in quella terra martoriata per la luce, i raggi del sole, le grida gioiose per la strada, un parco pubblico, una vegetazione spontanea e ridente a contrastare le distese di cemento dell’uomo e i marciapiedi spaccati. Eppure nell’inclemenza degli ambienti e nella desolazione emotiva che da essa può derivare il poeta, quale annunciatore del Buono, senza se e senza ma, è convinto che la ripartenza sia sempre possibile ed è doveroso non abbandonare questo pensiero: “nonostante tutto/ di sorrisi ne nasceranno ancora” perché, come poco dopo chiosa, “Si rinasce là, dove anche i fiori neri sembrano belli./ Là, dove troppi non sanno di esistere” (46). Cito allora anche il poeta marchigiano Elvio Angeletti che nella sua poesia “Erano fiori”[2] racconta con intensi acmi lirici di una conversazione tra Viola e Margherita, due bambine malate nella Terra dei fuochi, costrette a vivere in mezzo all’inquinamento da diossine celle discariche a cielo aperto: “Viola un giorno disse:/ “ce la faremo”/ Margherita pianse di gioia./ […]/ e di lì a poco/ arrivò anche la morte”. Ma, come in Monfregola, la morte e il dolore che da essa si sprigiona, il senso di malessere, la paura e, di riflesso, l’assoggettamento e la convinzione di una perdita, s’intravvede la speranza – pur tenue e logora – di un domani che c’invita e ci sprona, ancora, più consapevoli e maturi, a esserci: “Crebbero rose/ dal colore indeciso/ […] Erano fiori/nati nel prato/al primo sole di primavera”.

Lorenzo Spurio

Jesi, 23-11-2017

 

[1] Si tratta del commento di motivazione da redatto per la poesia in oggetto al conferimento del 1° premio assoluto al XXVI Concorso Letterario “Città di Porto Recanati” (2016), nel mio ruolo di Presidente di Giuria.

[2] Elvio Angeletti, Refoli di parole, Intermedia, Orvieto, 2017.

 

La riproduzione del presente testo, in forma di stralcio o integrale, non è consentita in qualsiasi forma senza il consenso scritto da parte dell’autore.

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“Nelle navi di cemento e amianto” di Vincenzo Monfregola: come sostenere il progetto di crowfunding

Nelle navi di cemento e amianto di Vincenzo Monfregola

Silloge di prossima pubblicazione – libri dal basso/crowfunding con Marotta & Cafiero Editore, Napoli 

17474573_10212819350469428_135616267_n«In questo libro c’è il racconto dei miei anni, percorro con i lettori il tempo che mi ha portato alla scelta del “chi” diventare da grande, chi esser per me stesso sui principi educativi che mi sono stati trasmessi. É un esperimento, un progetto che ho sviluppato nel tempo, è un percorso che mi ha portato alla consapevolezza di quanto io abbia vissuto in assoluta armonia grazie alla mia famiglia».

Nelle navi di cemento e amianto è un doppio libro, le poesie si alternano col raccontarsi del poeta. È l’autore che si sveste e regala l’anima ai lettori.

«Guardarsi riflesso nello specchio del tempo, là dove l’infanzia viene rubata.

Nelle navi di cemento e amianto esiste un solo colore, di grigio si veste un bambino ma trova il sorriso dove i fiori sembrano avere i petali tinti di nero».

 

Come sostenere il progetto?

Leggere sulla pagina della casa editrice dedicata a questo progetto editoriale cliccando qui.

 

Chi è l’autore?

Vincenzo Monfregola nasce a Napoli nel 1976, frequenta l’istituto tecnico conseguendo il diploma in elettronica nonostante le sue attitudini per le materie umanistiche, per riscattare la sua passione inizia a intraprendere attività culturali, partecipa a numerosi Concorsi Letterari classificandosi egregiamente. Tra gli ultimi gli viene conferita la Targa di Merito al Premio Internazionale di Poesia “Alda Merini”, il Premio alla Carriera  per la Letteratura  al Gala di Poesia di Rende e nel 2016 viene proclamato vincitore assoluto al Premio “Renato Pigliacampo” nella Capitale Europea della poesia Porto Recanati. Pubblica alcune opere in antologie scolastiche e segue la sua prima silloge “Nel tempo dei girasoli” nel 2001; dinamiche personali portano l’autore ad abbandonare le parole in versi per undici anni, solo nel 2012 torna con la silloge “Follia” e la raccolta “Ruvido inchiostro”, nel maggio 2013 pubblica “Maschera”.

 

2°ediz. Concorso Nazionale “Una Poesia per il futuro”

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CentroInsieme Onlus
PROGETTO VELA: RENDERE CONSAPEVOLI
2^ Edizione – Concorso Nazionale di Poesia
“Una Poesia per il futuro”

Il motivo per il quale nasce questa iniziativa è abbattere le barriere dettate dal pregiudizio e mettere a braccetto realtà differenti tra loro. Il nord, il centro e il sud uniti per rappresentare l’Italia in quelle rare manifestazioni a sostegno della creatività, dell’amore per lo scrivere, in modo che le parole rappresentino la libertà di pensiero, l’evolversi e l’arricchirsi.Il concorso “Una poesia per il futuro” vuole essere un sostegno alla cultura in una terra messa in penombra, è uno sprono per i giovani affinché trovino quel coraggio per affacciarsi alla finestra che porta sul mondo. E’ la scoperta che il tempo può essere racchiuso tra le pagine più belle del vissuto.

REGOLAMENTO E MODALITA’ D’ISCRIZIONE ALLA GARA:


1 – Possono partecipare al concorso tutti gli autori residenti nel territorio nazionale, l’iscrizione è aperta anche agli alunni delle classi quarta e quinta delle scuole elementari, e a quelli che frequentano le scuole medie e superiori.
Le sezioni:
A. ADULTI, tutti gli autori Over 18 potranno partecipare con un massimo di n.4 opere;
B. SCOLARI, tutti i bambini iscritti alla quarta e quinta classe delle scuole elementari e gli alunni delle scuole medie, per questa sezione è possibile la partecipazione collettiva delle classi e/o singolare degli alunni.

2 – L’opera dovrà avere le seguenti caratteristiche:
– Essere redatta in lingua Italiana;
– Non ha limiti di lunghezza;
– Il tema è libero;
– L’opera potrà essere edita o inedita;
– L’opera deve essere originale e non deve violare in alcun modo i diritti d’autore o di proprietà intellettuale di terzi.

3 – La quota di partecipazione è di Euro 5.00 (Euro Cinque) per ogni opera iscritta, eccetto le classi e/o gli alunni delle scuole dell’obbligo (elementari e medie).
Il ricavato, detratte le spese di organizzazione, sarà devoluto all’associazione CentroInsieme Onlus che opera sul territorio di Scampia ponendosi come obiettivo di portare ai bambini e ragazzi delle possibilità reali, cerca un modo diverso per intrattenerli e con loro sperimenta le vie più ambiziose affinché nessuno abbandoni il percorso scolastico.L’associazione impronta le proprie attività sulla legalità affinché i bambini possano fare di essa il pane quotidiano, cerca con autofinanziamenti a volte limitati, di portare gli occhi oltre le mura grigie del quartiere; un’azione educativa che porterà loro a conoscere il mondo, è importante che ognuno di quei bambini conosca le scelte che una vita può offrire per maturare in loro l’idea che tutti possono scegliere cosa fare da grandi e cosa essere per la propria famiglia, per la propria vita.

4 – Inviare la propria partecipazione indicando nell’oggetto: Concorso “Una poesia per il futuro” e nel corpo della e-mail i dati anagrafici, residenza e recapiti, allegare alla stessa copia della ricevuta di pagamento – entro e non oltre il 30 Aprile 2017 all’indirizzo email centroinsiemeonlus@gmail.com
Le quote di partecipazione dovranno essere inviate contestualmente all’opera con le seguenti modalità di pagamento:
– Ricarica Postepay sulla carta n. 5333 1710 2135 3830, intestata a Monfregola Vincenzo, ma si può ricaricare anche con bonifico bancario sull’IBAN: IT 63 X 0760 1051 3823 3922 633925
– Bonifico bancario sul ccb di CentroInsieme Onlus Progetto Vela: Rendere Consapevoli sull’IBAN IT 72 H033 5901 6001 0000 0101127
– Conto PayPal: centroinsiemeonlus@gmail.com

5 – La Giuria verrà resa nota il giorno della premiazione.
Le opere saranno valutate, a insindacabile giudizio della commissione, dal giorno successivo alla scadenza del concorso.

6 – Premi
I° premio – Diploma e Opera dello scultore di fama Internazionale Riccardo Dalisi
II° premio – Diploma e Targa
III° premio – Diploma e Targa
Dal IV° al X° posto – Diploma e Box Made in Scampia – La scatola contiene prodotti tipici, libri e cd musicali

Evento Facebook

E’ uscito “Maschera” di Vincenzo Monfregola

1059196_10201933685174599_435965659_nMASCHERA “…ci trucchiamo ai confini del cuore…”
di  Vincenzo Monfregola
Casa Editrice: egoEdizioni
ISBN: 978-88-98410-24-8
Numero Pagine: 140
Prezzo: 13,90
 
link per l’acquisto: http://www.twinsgroup.it/twinsstore/home/113-vincenzo-monfregola-maschera.html
 
link pagina facebook: https://www.facebook.com/maschera.it
 
Sinossi:

Porto a voi parole in versi, emozioni in lettere, colori su carta; a voi che respirate di sole, di cielo, di aria quella pura, a voi che amate, piangete, sorridete, vi emozionate. Porto a voi la mia poesia, possa essere di compagnia, di sfogo, di lettura nel tempo, di conservazione per quelli che verranno, per coloro che non vedono, non sentono, non parlano.Porto a voi la mia anima senza veli affinché alcuna maschera salga su quel palco che recita la vita.