2° Concorso di Poesia “Libera-Verso” promosso dalla Ass. Il Castello di Salerno

CONCORSO DI POESIA “LIBERA VERSO” SECONDA EDIZIONE

EXPO’ SPETTACOLO INTERNAZIONALE DELL’ARTE VISIVA CONTEMPORANEA 

Associazione “Il Castello” – Salerno 

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BANDO CONCORSO

Bruno DI CERBO, Presidente Associazione storico culturale e di spettacolo per la promozione turistica della Campania “IL CASTELLO” e la Poetessa e Scrittrice Silvia CALZOLARI, organizzano in occasione della 1° ed.ne dell’ Expò Spettacolo Internazionale della Pace e dell’Arte Visiva Contemporanea:” ONCE UPON A TIME [C’era una volta… l’ARTE e la POESIA ]”, la 2° ed.ne del  CONCORSO di POESIA inedita: “Libera Verso ”

1)    Il concorso si articola in un’unica sezione di poesia inedita in lingua ITALIANA , a tema è LIBERO.

2)    Possono partecipare tutti coloro sia italiani che stranieri,  che alla data di pubblicazione del bando abbiano compiuto 18 anni e che siano residenti sul territorio nazionale.

3)  E’ possibile partecipare con un massimo di tre poesie che non dovranno superare la lunghezza di 35 versi ciascuna .- Non vi è alcun vincolo di stile o forma ; le opere dovranno essere rigorosamente inedite (è intesa come poesia inedita una composizione che non sia stata pubblicata da editore o autopubblicata in cartaceo o in e-book o inserita in raccolta antologica, messa in vendita al pubblico, e mai premiata o attualmente partecipante ad altri concorsi) alla data di presentazione al Concorso.

4)  Gli autori si assumono ogni responsabilità in ordine alla paternità degli scritti inviati, esonerando l’Associazione da qualsivoglia responsabilità anche nei confronti di terzi. Le opere dovranno essere rigorosamente inedite alla data di presentazione al Concorso.

5)  Ciascun autore dovrà inviare le proprie opere in forma ANONIMA esclusivamente in formato Word, con la dichiarazione di accettazione del regolamento e la scheda di partecipazione compilata e debitamente firmata in ogni parte al seguente indirizzo di posta elettronica: liberaverso2@libero.it entro e non oltre le ore 24,00 del giorno 17 Ottobre 2015.

6)  Ciascun autore, nella scheda di partecipazione contenente le proprie opere, deve inserire il proprio nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, indirizzo e-mail, la dichiarazione che l’opera è frutto esclusivo del proprio ingegno, la dichiarazione che l’autore ne detiene i diritti e l’espressa autorizzazione al trattamento dei propri dati personali ai sensi del D.lgs. n. 196/2003, compilando la scheda allegata al bando.

7)  Si richiede una tassa di lettura pari a 15,00 euro, la quota è da intendersi a partecipante, il pagamento della tassa di lettura dovrà essere effettuato tramite versamento postapay  nr. 4023600674085032 intestata a Bruno DI CERBO c.f. DCRBRN54P18H703G.

8)  La Giuria nominata dall’Associazione è composta da personalità del panorama culturale italiano di cui verrà reso noto iI nominativo con la pubblicazione dei risultati del Concorso e durante la Cerimonia di Premiazione, alla presenza di noti personaggi pubblici e della cultura; il loro giudizio è inappellabile e insindacabile.

9) Verranno proclamati un vincitore assoluto, un secondo e terzo classificato. Dal 4° al 10° classificato Medaglione dorato dell’Associazione. La Giuria si riserva, inoltre, di prevedere segnalazioni o menzioni speciali e di attribuire quindi premi aggiuntivi. L’organizzazione del Concorso si riserva di utilizzare i testi delle poesie meritevoli, senza nulla aver a pretendere da parte degli stessi autori, per pubblicazioni su internet. A tutti i concorrenti partecipanti non finalisti presenti alla Cerimonia verrà consegnato un Diploma di Partecipazione personalizzato.

10)  La premiazione avverrà a Salerno in data e luogo da stabilire (tra Dicembre 2015 e Gennaio 2016) in occasione vernissage salernitano della Rassegna inerente all’ Expò Internazionale della Pace e dell’Arte Visiva Contemporanea: “ONCE UPON A TIME [C’era una volta… l’Arte e la Poesia]”.

11)  I vincitori saranno avvisati esclusivamente via e-mail. I PREMI, i DIPLOMI D’ONORE per i primi tre classificati , di MERITO per i SEGNALATI e di PARTECIPAZIONE verranno consegnati soltanto al vincitore o a un suo delegato per iscritto, in assenza di ciò per tutti gli altri verranno inviati in contrassegno e nel caso dei Diplomi di partecipazione solo su richiesta.

12)  Tutti i partecipanti finalisti al Concorso poetico in questione avranno la possibilità, in una zona predisposta della location, di ESPORRE e FAR CONOSCERE le proprie opere letterarie, sia per finalità di condivisione-lettura, che per scambi professionali o di VENDITA, senza che NULLA sia dovuto all’Associazione organizzatrice.

13)  Gli autori, per il fatto stesso di inviare le proprie opere, dichiarano di accettare  l’informativa sulla Privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196 del 30 giugno 2003.

14)  PREMI IN PALIO –

Al primo classificato:

TROFEO / bassorilievo riproducente CAVALLI in CORSA LIBERA o in assenza la stessa opera riprodotta fotograficamente su tela formato 70 x 50 cm. entrambe di pregiata fattura ; Contratto di pubblicazione con 50 copie cartacee gratuite (max 40 componimenti) con Edizioni Nuovi Occhi sul Mugello 

Diploma d’Onore 

Al  secondo classificato:
GRANDE COPPA e Diploma d’Onore

Al terzo classificato:

TARGA personalizzata e Diploma d’Onore

Dal quarto al decimo classificato:

MEDAGLIA istituzionale e Diploma di merito

Ai rimanenti concorrenti presenti e su richiesta a tutti gli altri, verrà inviato DIPLOMA DI PARTECIPAZIONE.

15)  Tutte le poesie degli autori partecipanti saranno inserite in una elegante ANTOLOGIA che verrà edita da “N.O.S.M. Edizioni”.

16)  Gli Autori, per il fatto stesso di partecipare al presente concorso, accettano integralmente il contenuto del presente bando. Si prega di trasmettere sempre la ricevuta dell’ avvenuto pagamento della quota di partecipazione al Concorso. Per qualsiasi ulteriore informazione in merito al Concorso, si consiglia di avvalersi del seguente contatto: liberaverso2@libero.it

17)  Parte dei proventi provenienti dalle quote di partecipazione al Concorso, al netto delle spese di rappresentanza, saranno interamente devoluti ad Associazioni benefiche, per sostenerle delle molteplici attività di cui si fanno carico giornalmente.-

GLI ORGANIZZATORI DELL’EVENTO
(Bruno Di Cerbo e Silvia Calzolari)

2^ edizione del CONCORSO di POESIA inedita: “Libera Verso” SCHEDA DI PARTECIPAZIONE AL CONCORSO

Nome/Cognome ______________________________________________________________ Nato/a _____________________________________ il ______________________________ Residente in (via) _____________________________Città____________________________ Cap ____________________ Provincia ____________________Stato____________________ Tel. __________________________________Cell.___________________________________

E-mail _______________________________Sito internet: ____________________________
Partecipo alla sezione di : □ A (Poesia)    con le seguenti liriche dal titolo : 
1) ___________________________________________

2) _____________________________________________

3) ___________________________________________

IMPORTANTE
□ Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) e solo relativamente allo scopo del Concorso in oggetto. □ Dichiaro che il/i testi che presento è/sono inediti, frutto del mio ingegno e che ne detengo i diritti a ogni titolo.
□ Autorizzo l’Organizzazione a pubblicare i miei testi nell’opera antologica secondo quanto stabilito nel bando di concorso.La presente scheda compilata in ogni parte e debitamente firmata, è requisito fondamentale per la partecipazione al Concorso .- Alla scheda va, inoltre, inoltrata via email la ricevuta del pagamento della relativa tassa di lettura .-

Firma______________________________ 

Data ___________________________________

BANDO E SCHEDA PARTECIPAZIONE PDF SCARICABILI ECCO I LINK

http://www.file-pdf.it/2015/06/18/bando-libera-verso-2-salerno/

http://www.file-pdf.it/2015/06/18/scheda-partecipazione-libera-verso-2/

“Viole di passione” di Patrizia Pierandrei. Recensione di Lorenzo Spurio

Viole di passione di Patrizia Pierandrei

Editrice Pagine, Roma, 2015.

Recensione di Lorenzo Spurio

"Viole di passione" (2015)
“Viole di passione” (2015)

Dopo la silloge d’esordio Rose d’amore pubblicata nel 2014, Patrizia Pierandrei ritorna con una nuova pubblicazione, sempre edita dall’editore Pagine di Roma. Il titolo della nuova silloge è Viole di passione e sembrerebbe che rimarchi l’attenzione verso il floreale come era stato nel primo libro e che si prosegua dal punto di vista tematico nell’espressione di un attaccamento e difesa nei confronti della natura. Ciò è in parte vero dato che nel nuovo libro troviamo poesie come “Accecante sole”, “Il leone”, “Luna rossa”, “Il lago” che pongono, cioè, l’attenzione su determinati scenari ambientali che sono concausa dello sprigionarsi delle emozioni della donna, ma vi è anche dell’altro.

Viole di passione si compone di liriche che, come è tipico osservare nella cifra poetica della Pierandrei, amano il verso lungo tendente alla prosaicità, l’impiego di rime alternate e l’utilizzo parsimonioso di metafore ed analogie, e dipartono dal tema centrale dell’amore chiamando in causa tanto i ricordi che appartengono a un mondo ormai passato ma non perduto quanto considerazioni sulla durevolezza, sull’esigenza e sulle problematiche che l’amore reca con sé.

Se era giusto osservare, dunque, che la silloge d’apertura si apriva al lettore come più speziata, policromatica e suggestiva, con immagini nitide e rivelatrici di un’attenta scrutatrice del mondo (con episodi anche di poesia sociale) nella nuova silloge la Pierandrei sembra aver radicalizzato le tematiche all’interno di due ampi filoni: da una parte tutti quei versi che si centralizzano sul concetto di dualità e che chiamano in causa dunque le manifestazioni di contrasti, opposti, polarità che la Nostra ravvisa tanto nella società quanto a livello più personale all’interno di dinamiche domestiche e per le quali si augura che tali parti contrarie di un’unica realtà possano in qualche modo interagire tra loro in maniera sana, razionale e matura.

L'autrice, Patrizia Pierandrei
L’autrice, Patrizia Pierandrei

Dall’altra parte c’è una dark side nella poetica della Nostra che puntualmente, quasi in ogni testo poetico parla di falsità ed ipocrisie, tradimenti, delusioni, abbandoni ed allontanamenti, mettendo in campo cioè l’animo depresso e ripiegato su se stesso di una persona che ha sperimentato nel corso della sua esistenza momenti poco felici nei quali ha subito, è stata costretta ad accettare le volontà e il giudizio di un altro e dunque è stata relegata alle decisioni altrui. Ce ne rendiamo benissimo conto anche dai titoli “Violazione”, “Ritorsione”, “Intrusione” e così via che chiarificano uno stato di lotta con l’essere, una situazione d’angoscia vissuta forse in silenzio e comunque dolorosa tanto da significare un disagio di carattere esistenziale. Chiaramente non è interesse del critico né del lettore avanzare possibili incidenze dei versi a livello biografico della Nostra poiché chi si approssima a leggere un libro deve avere come punto di interesse solamente ciò che è racchiuso all’interno di esso.

I versi spesso lunghi tendono più a spiegare e dunque ad argomentare un episodio o una realtà piuttosto che a evocarlo o a farlo immaginare al lettore; la puntualità del linguaggio e spesso la sua austerità nel descrivere momenti sembra offrirsi al lettore in maniera algida quasi da non permetterne un condizionamento diretto. Nel volume sono presenti, però, anche poesie (pochissime) che abbandonano quel peso esistenziale per dedicare spazio, invece, alla scrupolosa osservazione di ciò che circonda la Nostra, come la luna o la rosa, o degustazioni di sapori, come quello del tartufo.

Permane al termine del volume un senso amaro che ci ha accompagnato nel corso della lettura che non viene edulcorato e che ci riporta alla necessaria riflessione su versi/asserzioni che la Nostra ha fatto nel corso di questo tragitto nel campo della poesia: “Non abbiamo più avuto occasione/ di spiegarci con vera attenzione/ la difficoltà dei diversi punti di opinione” (14). Sembrerebbe questo un fatto banale ma, come la Storia è portavoce, è dall’incomprensione o dal mal-considerazione (la nostra parla anche di pregiudizi) che si partoriscono drammi difficilmente arrestabili.

LORENZO SPURIO

“Le mie parole d’acqua” di Maria Luisa Mazzarini. Recensione di Lorenzo Spurio

Le mie parole d’acqua di Maria Luisa Mazzarini

Edizioni Divinafollia, Caravaggio, 2015

Recensione di Lorenzo Spurio 

“Le mie parole d’acqua” (2015)

Dopo Lanterne per riconoscermi la poetessa Maria Luisa Mazzarini ritorna con una nuova pubblicazione che sin dal titolo e dall’immagine di copertina contribuisce a trasmettere al contempo leggerezza e freschezza. Il nuovo libro edito da Edizioni Divinafollia che si apre con una nota critica di Silvia Denti, porta il titolo di Le mie parole d’acqua. Una ragazza vestita con un tubino fucsia a braccia rilassate fluttuanti si trova visibilmente estasiata immersa nell’elemento acqua che, come vedremo, pervade l’intera raccolta poetica.

La Nostra ci fa fare un percorso curioso e multidirezionale all’interno dell’elemento acqua tanto da poter definire questa silloge un’opera equorea che ha, cioè, un forte legame con la corposità liquida dell’acqua e in maniera particolare con il mare.

Da Talete che identificò nell’acqua l’arché o principio primo di tutte le cose, ad Eraclito che nel celebre Panta Rei di filosofica memoria individuò un principio rigenerante e continuo traducibile come “tutto scorre” e che ci rimanda alla ciclicità e alla rinnovabilità dell’elemento acqua, senza dimenticare la cosmologia di varie culture che fa partire la genesi del mondo proprio dalla presenza di tale elemento, ma neppure la fertilità della Mesopotamia dove nacque la civiltà e si diffusero vari popoli, all’importanza del bagno nel fiume sacro in alcune pratiche demoetnoantropologiche, alla ritualità del battesimo purificatore nella nostra tradizione religiosa, alla lode di “sorella acqua” nel celebre Cantico francescano.

L’acqua è principio e fondamento di vita, elemento imprescindibile per la crescita, lo sviluppo, il sostentamento, per la maturazione e per la sostenibilità di un futuro. Il grande modernista T.S. Eliot nella celebre Terra desolata parlava di uno scenario devastato e improntato al lutto universale proprio per la carenza di acqua e Coleridge nella Ballata del vecchio marinaio nel personaggio del vecchio lupo di mare che si era macchiato della colpa di aver ucciso un albatros senza ragione, intravedeva per lui il pentimento solamente dopo la conversione a Dio e il gesto simbolico della benedizione di alcuni serpi di mare.

Per non divagare troppo e ritornare alla silloge di Maria Luisa Mazzarini devo osservare che una delle cose che più piacevolmente colpisce l’occhio del lettore è la massiccia presenza di citazioni a classici che immortalano l’acqua non solo quale elemento necessario e salvifico ma che lo concettualizzano istituendo metafore con il sentire e il vivere umano. Tra di esse un esergo dedicato alla poetessa milanese Antonia Pozzi che giovanissima si diede la morte in cui leggiamo “l’anima è come acqua” e il tema del suicidio, per osmosi, non può che farmi pensare alla morte di Virginia Woolf che proprio in un fiume decise di togliersi la vita. Episodi drammatici in cui l’elemento vitale si trasforma in nemico e mezzo di morte.

Maria Luisa Mazzarini abbraccia largamente tutte le manifestazioni della presenza dell’acqua, siano esse stagnanti (lago) o sorgive (torrente),siano esse appartenenti alla natura intesa in senso ampio (mare, fiume, lago), sia vengano a rappresentarsi in secrezioni acquose prodotte dalla fisiologica natura dell’uomo (le lacrime). Dell’acqua si sottolinea con attenzione la sua proprietà liquida, il fatto di essere un fluido oscillante, instabile, propagante, capace (è l’unico stato di materia in grado di riuscirci) ad occupare uniformemente ciascun spazio nel quale viene riversato. Alla Nostra non interessa però la Fisica ma va rintracciando nell’elemento acqua non solo il principio vitale ma anche l’ebrezza del sentimento panico con la natura e, di riflesso, istituisce tra molecole d’acqua e sensazioni un’empatia che le parole rendono inscindibile.

L’ondosità del mare non è altro che immagine di una perturbabilità del pensiero, l’anima sta all’acqua come l’essenza sta alle molecole da laboratorio, così come le esperienze del vissuto stanno a stille di pioggia o gocce spruzzate dalla risacca di un mare tormentato.

Le poesie “Lampi” e “Come” che si trovano in apertura al testo forniscono due marine molto ben tipicizzate, la prima durante la notte, la seconda di giorno dominata dalla presenza dei gabbiani in grado di emozionare la Nostra.

L'autrice, Maria Luisa Mazzarini.
L’autrice, Maria Luisa Mazzarini.

La Poesia per la nostra non è solo il mezzo concreto, scrittorio, che consente di fermare il sentimento nel momento in cui questo viene provato in determinate situazioni ma diviene essa stessa personaggio, presenza fisica in quel processo emozionale che è la Vita tanto da diluirsi nei corsi d’acqua di cui la Nostra parla e nei quali si bagna per respirarne appieno gli effluvi: “E sento su di me/ il cielo, il mare, la terra/ e l’universo intero./ Così, Poesia, ti amo” (20). Il cielo ci trasmette una dimensione di sospensione e ci ricollega al Creatore, il mare contribuisce ad acuire questo sentimento d’infinità e proprio all’interno di questa idea di totalità si inserisce il microcosmo della vita sulla terra, del tangibile, del concreto, del rituale. Nelle multiple interazioni tra i tre sistemi dove sempre è l’acqua a dominare (l’acqua piovana del cielo, l’acqua salata del mare, l’acqua dolce di fiumi e laghi sulla terraferma) la Nostra sperimenta il sentimento edificando la vita in una sapienzalità che ha l’esoterico linguaggio delle rune acquose dell’esistenza.

In “Accadde” l’istintualità del “cogliere il fiore” si allinea con la più importante rivelazione, quasi catartica, che viene a rappresentare un’epifania esistenziale di valore e d’impegno sociale: “Da allora fummo poeti”. Come a dire che sta nel saper cogliere il momento, trasporlo e condividerlo senza arricchimenti fatui e barocchismi l’essenza della creazione poetica, di quell’atto edificante con le parole che non abbisogna di impalcature ridondanti né di formalismi retorici se non l’essenza pura del messaggio che esso stesso evoca facendo trasportare l’anima.

Di cambi di materia si parla in “Gialli ranuncoli” come sempre con un normale e connaturato disinteresse per i passaggi dello stato di materia nel “disgelo” (34) la nostra ravvisa l’incipiente arrivo della verde stagione: “L’acqua che irrora la terra/alimenterà i ruscelli” (34), un procedimento fisico naturale e al contempo necessario che, però, costituirà una sorta di “miracolo” (34) non tanto dal punto di vista naturale e fisico, ma emozionale. La nebulizzazione dell’acqua in gocce la ritroviamo in “Pioggia” (56) mentre nella lirica “Annego” che può ancora ricordarci la morte della Woolf e quindi immetterci in un canale interpretativo all’interno del suicidio di tipo egoistico, in realtà è un dolce annegamento del corpo e della mente, non è un suicidio per acqua ma una rinascita e una purificazione a mezzo del rilassante idromassaggio e al pensiero perso in “esotici mari lontani,/ cascate e torrenti,/ di fiumi ampi e laghi tranquilli” (58).

L’acqua ricorre spesso in modi e forme diverse, nel presente come nel ricordo (la poesia “Al mio Tevere”, 45), a rinvigorire episodi e a nutrire, ma anche come desideri inespressi ed irrealizzabili (“E ripensavo alla neve”, 36). Traccia di una poetica di impegno sociale potrebbe essere letta nel riferimento ai “Naufraghi/ ignoti, ignari,/ perduti al mondo” (62) di cui la cronaca dei nostri giorni è piena. Maria Luisa Mazzarini costruisce versi d’acqua ma a differenza del moto fluttuante ed ondoso tipico dell’acqua, hanno il potere di restare impressi nella mente e nel cuore e di non venir tralasciati via dalla spuma della risacca neppure quando l’onda acquista una tale forza tanto che l’uomo può sentirsi disarmato.

Tra neve, ruscelli, mare, neve, disgeli e laghi resta un sentore d’umidità tra queste pagine, come se la Nostra fosse riuscita ad incamerare la liquidità propria di questi elementi-ecosistemi all’interno di pagine di carta senza lasciarle imbevere del tutto, farne marcire il volume e stingere l’inchiostro. Soprattutto, lasciando al lettore la piacevolezza di sapersi rinfrescato e rinfrancato dal “sangue della vita” (73) che parla al cuore.

LORENZO SPURIO 

Addio al Poeta Renato Pigliacampo, confidente del Silenzio

Dopo lunghi mesi di coma ci ha lasciati oggi 29-06-2015 il professore Renato Pigliacampo, poeta e scrittore, saggista e docente all’università degli Studi di Macerata. Sordo dall’età di dodici anni a causa di una grave forma di meningite, Pigliacampo si è formato nelle migliori scuole per audiolesi e si è laureato all’università “La Sapienza” di Roma in Pedagogia, specializzandosi poi in Psicologia. È stato incaricato di Psicologia del minorato sensoriale e di Lingua e Linguaggi per il sostegno all’università di Macerata, è stato per un periodo insegnante in una scuola specializzata per sordi a Roma, poi psicologo dirigente in un’ASL della regione Marche.

Per l’attività letteraria scientifica si è dedicato prevalentemente alla sociologia del mondo audioleso con un nutrito numero di interventi critici molto importanti sul tema di diffusione nazionale tra cui: Lo Stato e la diversità (1983), Handicappati e pregiudizi: assistenza-lavoro-sessualità (1994), Lingua e linguaggio nel sord (1998), Parole nel movimento. Psicolinguistica del sordo (2007), Nuovo dizionario della disabilità, dell’handicap e della riabilitazione (2009), Lettera ad una logopedista (1996, riedito 2012).

Per la poesia numerose le collaborazioni e i commenti critici da parte di eminenti esponenti del panorama culturale regionale e nazionale tra cui Rosa Berti Sabbieti, Leonardo Mancino, Cesare Zavattini, Guido Garufi, Gastone Mosci e tanti altri. La sua produzione poetica è stata vasta e racchiude le raccolte: Canto del mio silenzio (1971), Dal silenzio (1981), Radice dei giorni (1986), Adobe (1990), Poema Nimittaka per y (2001), Canto per Liopigama (1995), Ascolta il mio silenzio (1999), L’albero di rami senza vento (2006) e Nel segno del mio andare (2013).

Impegnato anche come romanziere pubblicò i libri Una giornata con me (1981), Thulcandra. La città del silenzio (1993) e il romanzo Il vergaro. Storie di contadini nella terra di Leopardi (1999); un nuovo romanzo sulla storia della sua famiglia e dei suoi luoghi era stato appena completato prima che si ammalasse.

Uno scatto della presentazione dei suoi libri alla Biblioteca Comunale di Macerata nel dicembre 2013. Da sinistra Renato Pigliacampo, Lorenzo Spurio, Susanna Polimanti
Uno scatto della presentazione dei suoi libri alla Biblioteca Comunale di Macerata nel dicembre 2013. Da sinistra Renato Pigliacampo, Lorenzo Spurio, Susanna Polimanti

Ho avuto l’occasione di conoscerlo un paio di anni fa in un reading poetico che avevo organizzato a San Benedetto del Tronto sulla tematica del disagio psichico e sociale e poi di ritrovarlo in varie iniziative culturali. Con lui mi sentivo spesso, almeno una volta alla settimana, mediante e-mail e parlavamo della Poesia, mi raccontava dei suoi impegni accademici e tanto altro. Assieme all’amica Susanna Polimanti presentammo due delle sue opere più importanti tra cui la celebre Lettera a una logopedista presso la Biblioteca Comunale di Macerata e poi l’anno scorso mi aveva espressamente voluto in Giuria, quale Presidente, al suo Premio Internazionale di Poesia “Città di Porto Recanati” nella XXV edizione. Avremmo di certo continuato a collaborare perché Renato era una fucina di idee, sempre molto preparato e organizzato nei suoi interventi, volenteroso e anche caparbio. Il suo temperamento faceva di lui un uomo con delle certezze intramontabili e dal bisognoso ricorso alla scrittura, come cantuccio dove sentirsi protetto ed esternare i suoi pensieri e tormenti. Continuerò a ricordarne la spiccata combattività tanto da venir identificato il“Guerriero del Silenzio”, la sua multiforme loquacità, l’impegno serio ed onesto verso il sociale, la generosità d’animo. Il Premio Internazionale di Poesia “Città di Porto Recanati”, da lui ideato e per il quale tanto si è sempre impegnato, sarà un motivo in più che quest’anno in sede di Premiazione ci darà il doveroso piacere di ricordarlo come uomo e poeta che ha lasciato una traccia distinta ed autentica.

Una voce dal Silenzio che continuerà ad echeggiare.

La II edizione del Concorso “Gli autori dell’anno” bandito da Radio Italia1: il bando

RADIO ITALIA UNO E  L’Associazione Culturale “IL CLUB DEI CENTO APS”

Sezione “Gianna Baltaro” di Torino, Con il Patrocinio della Città di Torino e della Circoscrizione 5

bandiscono la II Edizione del Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa “GLI AUTORI DELL’ANNO”

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Questo Concorso letterario nazionale, dedicato alla Poesia e alla Narrativa, è rivolto esclusivamente ad autrici ed autori che, negli ultimi cinque anni (2010-2015), sono stati proclamati tra i primi tre classificati, o hanno conseguito Menzioni e Segnalazioni in eventi letterari nazionali ed internazionali.

Detto Concorso non ha fini di lucro. Si propone di dare risalto e pregio alle migliori opere di autrici ed autori già riconosciuti in altre manifestazioni culturali, per sottolinearne maggiormente il loro valore.

Sono previste n. 4 Sezioni Adulti a carattere nazionale:

POESIA:

CATEGORIA A: Poesia a TEMA LIBERO        (Autrici)

CATEGORIA B:  Poesia a TEMA LIBERO         (Autori)

NARRATIVA:

CATEGORIA C:  Racconto breve a TEMA LIBERO (Autrici)

CATEGORIA D: Racconto breve a TEMA LIBERO (Autori)

REGOLAMENTO

 Art. 1 – La lunghezza dei componimenti lirici à libera. Ogni autore delle categorie A e B potrà partecipare al Concorso con liriche per le quali sia possibile certificare l’avvenuta classificazione in precedenti eventi.

Art. 2 – La lunghezza dei componimenti narrativi è libera. Ogni autore delle categorie C e D potrà partecipare al Concorso con racconti per i quali sia possibile certificare l’avvenuta classificazione in precedenti eventi.

Art. 3 – Possono essere inviati un massimo di n. 3 componimenti per ogni categoria.

Art. 4 –Per ogni poesia o racconto inviati e certificati, è richiesto un contributo di 15 Euro; per n. 3 componimenti è previsto, invece, un contributo di 30 Euro.

Il versamento relativo alle quote d’iscrizione dovrà essere effettuato tramite bonifico bancario intestato a:

    CLUB DEI CENTO APS – corso Laghi 276 – 10051  Avigliana (To)

                            Banca Sella – Agenzia di Alpignano

IBAN IT28 P03268 30040 052565805300

Causale: “Concorso Nazionale ‘Gli Autori Dell’Anno’ – 2° Edizione” e sezione a cui si partecipa.

Art. 5 – Gli elaborati andranno inviati come allegato, in un file unico, senza generalità, al seguente indirizzo di posta elettronica: gliautoridellanno2015@hotmail.com; inviare, inoltre, un allegato contenente le scansioni degli attestati e, nel corpo della mail, indicare:

–        Dati anagrafici dell’autrice/autore

–        Indirizzo

–        Recapito telefonico

–        Indirizzo di posta elettronica

–        Titoli degli elaborati presentati

–        Copia o scansione del bonifico bancario

–        Breve presentazione artistica (max 12 righe)

Art. 6 – Gli elaborati dovranno pervenire entro e non oltre la data del 10 SETTEMBRE 2015 (farà fede la data di invio della mail).

Art. 7 – La Giuria è composta da:

Ninnj Di Stefano Busà (poetessa, scrittrice, critico letterario, saggista e giornalista)

Nazario Pardini      (poeta, critico letterario, docente in letteratura italiana)

Luciano Domenighini  (poeta, critico letterario)

Emanuele Marcuccio   (poeta, aforista, critico letterario)

Mario Barbero                (scrittore, giornalista)

Il giudizio della Giuria è insindacabile ed inappellabile.

Art. 8 – La Premiazione avverrà a Torino in data 15 novembre 2015, presso il Teatro “Principessa Isabella” di via Verolengo n. 212, a partire dalle ore 15.00.

Art. 9 – La partecipazione al Concorso costituisce espressa autorizzazione ad una eventuale pubblicazione e non dà diritto ad alcun compenso per gli autori, in quanto i diritti degli scritti proposti rimangono di loro proprietà.

Art. 10 – Ai vincitori del Concorso, verranno comunicati esito, data e luogo della Premiazione,  durante la quale saranno letti racconti e liriche premiati; l’evento sarà diffuso anche sui social network e sarà creata una pagina Facebook dedicata al Concorso, sulla quale compariranno i nomi dei finalisti e le foto/video della Premiazione.

PREMI

Categoria A, B, C e D

TARGA oppure COPPA + Attestato al 1° classificato

TARGA oppure COPPA + Attestato al 2° classificato

TARGA oppure COPPA + Attestato al 3° classificato

Le liriche ed i racconti dei soli primi classificati di tutte e quattro le categorie saranno letti durante la trasmissione culturale: “L’ISOLA CHE NON C’E'”, condotta da Giorgia Catalano e Giorgio Milanese su RADIO ITALIA UNO sulle frequenze in FM per tutto il Piemonte (per Torino e provincia 101.250 o 103.150) ed in streaming dal sito: www.radioitaliauno.org

Art. 11 – I vincitori che non potranno ritirare personalmente il premio assegnato potranno avvalersi di un delegato o, su richiesta, potranno riceverlo al proprio domicilio facendosi carico delle spese di spedizione – (i premi non richiesti non saranno spediti).

Art. 12   – Gli organizzatori potranno apportare, al presente regolamento, le opportune modifiche per il buon esito della manifestazione.

Art. 13 – I dati personali saranno trattati in ottemperanza al D.Lgs. 196/2003.

Per ogni altra informazione non contenuta nel presente bando, rivolgersi a:

Giorgio Milanese (Presidente del: “Club Dei Cento APS”):

cell. 340 6815460 – e-mail: milanese_giorgio@yahoo.it

Giorgia Catalano (Fiduciaria sez. “Gianna Baltaro” di Torino):

e-mail: radioitaliaunolisolachenonce@yahoo.it –  acquario26@hotmail.it

Anna Mustico (Responsabile RADIO ITALIA UNO)

Tel. 011 210706 – e-mail: radio_italia1@libero.it

L’antologia di poesia civile “Risvegli: Il pensiero e la coscienza”: i selezionati per la pubblicazione

RISVEGLI – IL PENSIERO E LA COSCIENZA

Tracciati lirici di impegno civile (antologia di poesia civile)

a cura di Marzia Carocci, Lorenzo Spurio e Iuri Lombardi

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A continuazione si trova la lista degli autori disposti in ordine alfabetico che sono stati selezionati per l’antologia in oggetto e vicino i testi che i curatori hanno deciso di pubblicare nella antologia che sarà pubblicata da Poetikanten Edizione dopo il periodo estivo.

Si richiede a tutti coloro che sono stati selezionati di far pervenire alla mail eventipoetici@gmail.com entro e non oltre il 31 Luglio 2015 il modulo di liberatoria compilato e firmato. Gli stessi riceveranno il modulo di liberatoria in una mail.

AUTORI/POESIE SELEZIONATI/E PER LA PUBBLICAZIONE

 

BRUNO AGOSTI: Raccontami (A Yara Gambirasio); Rosanna

CARLA ABBONDI: Migrante; Dimore assolute

RINA ACCARDO: Reclusione; Lontano

VELIA AIELLO: Calabria

FRANCO ANDREONE: L’intolleranza; Il lavoro…avercelo;

ELVIO ANGELETTI: Sbarre; Vecchio

LUCIA BONANNI: Memorandum; Terra nera; Umanità

MIMÌ BURZO: La stagione del vento

VINCENZO CALÒ: Per reagire

SILVIA CALZOLARI: Da ferro-a-oro; Nel tuo occhio futuro

GRAZIELLA CAPPELLI: Vivere nuoce alla salute; Nell’aiuola del nostro tempo; Tasi-Tares

SANDRA CARRESI: A Loris (29 novembre 2014); Viaggi…; Chiodi, vetri e veleno…

FRANCESCO PAOLO CATANZARO: La lacrima della prostituta; Societas civile, nova gens; Un mondo nuovo

LAURA CECCHETTI MANAO: Mediterraneo; Sullo schermo della tv

MARIA CHIARELLO: Vite spezzate

GIOVANNI ROSARIO CONTE: Ho imparato a…; Mio crudele amore

FLORIANA COPPOLA: Basta che io non ci sia che non veda

MARIO DE ROSA: Lontananza;  Oscuri eroi

MARIA ROSARIA DI DOMENICO: Violenza (Per tutte quelle infanzie negate); Donne

GIANNI DI GIORGIO: Quando l’occhio si fa attento

ROSANNA DI IORIO: Canto accorato per gli esclusi; Impazzite le rondini nel cielo (A Melania Rea); Fiori di Bucarest

ANTONIO DI LENA: Il colore della notte; Noir

FRANCESCO DI RUGGIERO: Volo d’amore

ALBERTO DIAMANTI: Il bambino nato dal cuore

FRANCA DONÀ: Storia o utopia; Sguardo al futuro

ALFREDO FAETTI: La gabbia; Profilo d’ebano

SARA FAVOTTO: Il nuovo anno che verrà (In ricordo di Letizia e di tutte le donne vittime di violenza); Quale pietà

ELISABETTA FREDDI: L’eclissi (A tutte le donne eclissate); Ombre nella notte (Alle giovani donne emigrate con inganno); Lembi di luna (A tutti i bambini nei campi profughi)

GIUSEPPE GAMBINI: Violenza ad una donna; Stamani sul metro

VALENTINA GIUA: Un fischietto ed un pallone; Il risveglio di Demos

ROSSANA GUERRA: Un volto, una voce; Apparenza

SEBASTIANO IMPALÀ: Striscia di Gaza; Lampedusa (A tutti i profughi)

CHRISTIAN MICHELE LOCATELLI: Lacerazioni…

FRANCESCA LUZZIO: Mare innocente;  Indietro (Alle donne offese e violentate); E tu mi chiedi

CLAUDIA MAGNASCO: Ogni notte è un rogo nuovo; Nelle fogne del mondo

MICHELA MANENTE: Il poeta della capra (Alla comunità ebraica), Il solco (Storia del Passante di Mestre)

MARIA TERESA MANTA: L’orco; Finalmente liberi!

DONATELLA MARCHESE: Colori che salvano; Metafora nel fango; Histoia magistra vitae

EMANUELE MARCUCCIO: La scuola è in alto mare; Albania; Omaggio a García Lorca

EMIDIO MONTINI: Italia terra indifferente; Il tempo; Oh, la storia

GIULIANA MONTORSI: Arrivi con il sole; Che il nostro canto…

ANDREINA MORETTI: Il nero respiro della fine; Non getterò la spugna

DANIELA NAZZARO: La lotta (A Vittorio Arrigoni); La parola (Ad Erri De Luca); La resistenza (A mio nonno)

MARIA RITA ORLANDO: Bersagli; Lacrime amaranto

GIANNI PALAZZESI: Aspettando tempi migliori; Donna libera

LUIGI PATERNOSTER: Le foibe; Erano due bimbe – Pakistan 2014; L’Isis è arrivata anche in Italia?

ANTONINO PEDONE: L’ali di la spiranza; Li vicchiareddi

STEFANIA PELLEGRINI: La ragazza dai capelli rasta; Oltre le pagine sporche

CLAUDIA PICCINI: Esseri umani

PATRIZIA PIERANDREI: Il collaboratore ecologico; Dottori senza frontiere

MARIA TERESA PIERI: Un groppo in gola

PAOLO PIETRINI: Nei versi la pace; Razza umana

LORENZO POGGI: Endecasillabi sporchi; La prima guerra mondiale:dettagli; Mare nostrum

VINCENZA POSTIGLIONE: Eroe nazionale

ANTONELLA PROIETTI: Camminiamo in fila indiana; Il regalo della povertà

ELFO ARTICO (MASSIMILIANO RENDINA): Millenovecentosessantotto; Dodici dicembre

NICOLINA ROS: Dove sei pietas?; Pace:utopia

MADDALENA ROTOLO: Migranti; Naufragio; A Phia, clochard gentiluomo

IRENE SABETTA:  Homemade war; Kosovo 999

RITA SALAMON: Fermata; Onore

ANNA SCARPETTA: I grattacieli di New York; Nepal

TANIA SCAVOLINI: Donna dal volto spento; Destini immutabili

CARLA SPINELLA: Cimitero dei poveri; Ragazzo speciale

MARCO SQUARCIA: Immagine

CRISTINA TONELLI: La perfetta imperfezione

PAOLO TULELLI: Mare nostrum (Ai profughi naufraghi nel nostro mare); Nella terra dei fuochi

VINCENZO TURBA: L’avvenire; Il tempo

CRISTINA VASCON: Scavi d’anime e colli; Stonetown in bianco e nero; Neppure

Info:  eventipoetici@gmail.com 

Maristella Angeli intervista Ninnj Di Stefano Busà

Intervista alla poetessa Ninnj Di Stefano Busà

a cura di Maristella Angeli

In un mondo così telematico, carico di messaggi multimediali, di comunicazioni via etere, in tempi reali, crede che la Poesia possa avere ancora ascolto? Oppure viene messa da parte come obsoleta?

La poesia non sarà mai obsoleta, possiede quel fascino strano, tra il magico e l’esoterico che fa la differenza, la distanzia dalle altre espressioni umane. Comunicare con la poesia è un evento irripetibile, quasi soprannaturale, la prima frase la suggerisce un Ente superiore sconosciuto, il resto lo scrive il poeta con la sua umanità, la sua sensibilità, analizzando e scrutando quel suo mondo interiore fatto di deterrente stratiforme, senza regole e pervasivo del genere umano che accompagna questa sorta di messaggio sulle ali del vento, lo fa vibrare, lo trasferisce agli altri come dono intermediario tra sé e l’ignoto, tra il sé egoistico e insincero e la voce dell’umanità che ascolta, che interloquisce attraverso la lingua del poeta ad un incanto primordiale di cui nessuno dare spiegazione. Sarebbe come dire che il messaggio della Poesia proviene dal profondo, dall’incognita genetica di un destino umano che non è stato creato per deludere la forma, ma per creare armonia e bellezza. Perciò non resterà mai ai margini di un processo culturale in evoluzione se si vuole continuare a istruire il concetto di progresso intellettuale, umano e storico dell’umanità. Dico sempre che finché c’è un poeta sulla terra, la poesia vivrà e verrà diffusa nel cuore e nella mente come suprema bellezza del creato, supremo elogio dello spirito contro la materia.

La poetessa Ninnj Di Stefano Busà
La poetessa Ninnj Di Stefano Busà

Ogni tanto si vede realizzare dalla TV, in modo del tutto occasionale qualche programma di poesia, qualche lettura. Lei ritiene che introdurre nel linguaggio mediatico la Poesia sia un modo per coinvolgere più lettori? Cosa ne pensa?

Se è vero che in Italia esistono secondo sondaggi aggiornati dai 13.000 ai 15.000 autori di poesia, è anche vero che come minimo si prevedano 60.000 lettori, (per pareggiare quei famosi 4 lettori di manzoniana memoria). Ma nessuno di noi poeti immagina di avere quattro lettori, a dire il vero, è già tanto, se ci legge anche uno solo. Riguardo l’introduzione di programmi poetici così estemporanei e rarefatti nei format televisivi è un pessimo esempio di cultura, questo sta a significare che l’ascolto dei programmi culturali è sottovalutato e disatteso. In Italia non c’è la cultura lirica, (che è l’entroterra della cultura stessa, il suo antefatto, l’humus), non c’è preparazione a capire la Poesia e a renderne partecipe il pubblico, si ritiene (a priori, e a torto) che la cosa non interessi nessuno. Perciò la espongono in ore inconsuete, a notte fonda, o quando non hanno di meglio da proporre. Se qualche dirigente RAI la propone è perché ne è sensibilizzato individualmente, non perchè ritiene abbia “audience”. La cosa sorprende, perché a interessarsi di poesia sono parecchie migliaia di autori, e con un apparato editorialistico, da indotto, che lascia intravedere un mercato gonfio di lauti guadagni da parte di Editori, ma si ritiene (e ripeto a torto) che la Poesia interessi solo un pubblico d’elite, lasciando intendere che c’è una grande massa di utenza che non gradisce e non capisce. Non è affatto così, ma l’emarginazione coatta dei canali mediatici monopolizzati da soubrettine, veline, passaparoline, è ormai a livelli di arretratezza tali da essere considerati cavernicoli.

 

Come viene recepito il messaggio poetico dal pubblico medio per intendersi, quello che non fa poesia?

La poesia tra il pubblico medio è bene accolta, perché non vi può essere nel genere umano chi non la sappia apprezzare. La poesia è parte dell’esistente di ognuno, la parte più nobile e subliminale della storia spirituale, la più vicina a Dio, la più dotata di bellezza e di fascino, perché sa parlare al cuore e alle menti, sa dare un’accelerazione al vuoto che incombe, alla solitudine che attanaglia, al male che pervasivamente affrontiamo nel quotidiano. La poesia lenisce, rende il progetto di vita più denso, più ricco, più accettabile dal lato intellettivo.

 

Quale ruolo ha la poesia nel nostro tempo?

I tempi che viviamo non sono i più favorevoli alla poesia, non ci orientano verso episodi di luce e di conciliazione interiori. Sono portatori d’inquietudine, di malcontento, di disagio sociale e morale. Il tessuto umano è lacerato da troppe incongruenze, inadeguatezze, assenze. Ognuno vive il suo malessere come qualcosa di ineluttabile, con rassegnazione e passività. Bisognerebbe amarsi di più, invece. Amare ciò che di bello ci circonda, anche la Poesia ad esempio, perché ci porta un minimo di conforto e di compensazione che gratifica il nostro stato d’animo così martoriato e in stato di afflizione perenne. La poesia equivale alle note alte di un violino,  come la musica non può essere ignorata, perché tocca le corde sensibili dell’io, allo stesso modo la Poesia ci rende partecipi della cosmogonia, della vastità del nostro essere “cellula” dell’infinito, esuli temporanei in una terra che non ci appartiene. Il ruolo della Poesia dunque è di primaria importanza perché interagisce con un extraterreno, con un ultramaterico che sono la condizione –sine qua non– della nostra essenza, della nostra esistenza.

 

Il senso che coinvolge la Poesia, soprattutto tra i giovani, di oggi, Lei ritiene che è disposto a seguire un mondo astratto, subliminale, che non dà quasi nulla in termini di gratificazione immediata, di successo, e di guadagno facile?

Tocca un ganglio scoperto della società di oggi. Una società fatta a immagine di celluloide, di interessi, di apparenze ingannevoli, di guadagni prezzolati, di mercati articolati sulla speculazione non potrebbe essere quella votata alla poesia. Eppure, mi tocca da vicino (facendo parte  o presiedendo svariate Giurie) di quanto il pubblico dei giovani sia più vicino alla poesia di quanto si suppone, vi è un richiamo, una tendenza a sviluppare il pensiero lirico di quanto ve ne fosse nel passato, E questa tendenza può apparire controcorrente rispetto ai tempi. Per fortuna, i giovani non sono “vuoti di dentro”. Mi capita spesso, durante i vari incontri nelle Scuole di ogni ordine e grado, alle quali vengo chiamata per introdurre il tema poetico, di trovare giovani molto interessati alla Poesia, qualcuno di essi addirittura dotato e pronto per dare il meglio di sé, certo con un po’ di tirocinio e di buone letture (s’intende). Il bisogno di Poesia è inversamente proporzionale alla necessità del guadagno. Vi sarà sempre chi preferirà il vile denaro ad una bella poesia, ma in ogni modo il mondo delle scuole è salvo, i nostri ragazzi sono migliori di quanto loro stessi sanno. Non sono marci dentro, vi è in loro la coscienza di un futuro migliore, l’alba di un giorno che verrà e non sarà di spregevole pecunia, ma di meravigliose armonie sulla terra dei padri. Non è perduta in loro la speranza. Non spegniamo la luce nei loro occhi, sottovalutando i loro immensi patrimoni intellettivi.

 

È lo spessore intellettuale a creare la Poesia? o si nasce Poeti?

La poesia è altro persino da se stessa. La poesia non la crea l’intelletto a tavolino, a freddo, attraverso il cerebralismo tout court, non la crea l’intellettualità astratta e aliena dal sentimento, è parte integrante di un patrimonio, sì, intellettivo  che definirei perché accoglie su di sé le maggiori, le più intense e ricche suggestioni, le più alte e meno abiette virtù dello spirito. Vi è una parte dell’intelletto, detta: “Area di Broca” (dal suo scopritore) che è deputata al linguaggio. Ragione questa che la mette al riparo da scempi di natura estranea alla poesia stessa, che è armonia, sinergia con i fattori interni all’essere, che sono la fonte dell’ispirazione perfettibile. In poche parole, lo spessore intellettuale vi è coinvolto, ma in minima parte, per il resto è un occhio vigile sul mondo, una finestra aperta nel nostro immaginario, nel panorama delle nostre indagini interiori che qualifica e rende unica e irripetibile la buona Poesia. Si può nascere poeti, ma si può scoprire di esserlo in più tarda età, bisogna solo essere dotati e sensibilizzati al poiein, cioè al fare, al creare in poesia.  

26-06-2015

Recital poetico in memoria di Mario Luzi il prossimo 17 ottobre a Firenze

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Sabato 17 ottobre alle ore 17:00 presso la Sede Provinciale dell’ARCI in Piazza de’ Ciompi 11 a Firenze si terrà la Conferenza dal titolo “Mario Luzi: l’uomo e il poeta” e a seguire il recital poetico in memoria del poeta. La manifestazione, ideata e promossa dai scrittori e poeti Marzia Carocci e Lorenzo Spurio, sarà organizzata dalla Ass. PoetiKanten in unione con la rivista di letteratura «Euterpe».

Durante l’evento sarà presentata e diffusa l’antologia dell’evento che conterrà gli atti dei relatori intervenuti durante la conferenza, le poesie presentate al recital e gli altri scritti appositamente inviati per l’evento.

La serata, sulla quale verranno date maggiori informazioni in merito alla partecipazione dei conferenzieri, si svolgerà con il seguente programma

Ore 16:30 – Saluto e ringraziamenti

Ore 16:45 – Conferenza

Interverranno: Caterina Trombetti (poetessa e docente), Ernesto Piccolo (pittore, già docente dell’Accademia di Belle Arti), Catia Migliori (docente dell’Università “Carlo Bo” di Urbino, Responsabile Centro Studi “Mari Luzi” d Montemaggiore al Metauro (PU).

Moderano Marzia Carocci e Lorenzo Spurio 

Ore 18:00 – Recital poetico

Come partecipare al Recital poetico

I poeti che intendono partecipare al recital poetico dovranno inviare due poesie di massimo 30 versi l’una o che siano dedicate al poeta Luzi o che condividano o si rifacciano nei modi, nello stile e nelle immagini alla poetica luziana. Gli organizzatori confermeranno l’avvenuta ricezione dei materiali e l’ammissibilità al recital a mezzo mail. 

I poeti che inviano i propri testi si impegnano a presenziare fisicamente all’evento in programma, fatte salvo le impossibilità sopraggiunte all’ultimo momento che dovranno, comunque, essere comunicate alla organizzazione.

Nel caso in cui parteciperanno molti poeti in sede di recital, i poeti provvederanno a dar lettura a un’unica lirica.

Gli organizzatori non daranno lettura alle poesie di persone assenti, nel caso il poeta voglia inviare un delegato per la lettura, dovrà comunque comunicarlo alla organizzazione.

Pubblicazione in antologia

A testimonianza dell’intero pomeriggio gli organizzatori hanno deciso di organizzare una antologia pubblicata da PoetiKanten Edizioni, disponibile durante l’evento, che conterrà i seguenti testi:

  • gli interventi critici degli organizzatori
  • gli atti dei conferenzieri
  • le poesie inviate per il recital poetico
  • gli articoli e i saggi di coloro che vorranno inviare contributi critici sull’opera di Mario Luzi e che, come per i poeti, si impegnano a partecipare alla serata. Durante l’evento provvederanno a dar lettura a un estratto del saggio o a sintetizzarne le idee di base.

Agli autori presenti in antologia non è obbligato l’acquisto, ma è consigliato.

Le poesie e i saggi presentati per la pubblicazione antologica potranno essere editi o inediti ma nel caso siano editi dovranno indicare dove sono apparsi per la prima volta, se in rivista o in volume indicando titolo, casa editrice, città, anno e numero di pagina.

Detti materiali debbono essere inviati, assieme ai propri dati personali nella necessità di un contatto più veloce (nome, cognome, mail, telefono) esclusivamente a mezzo mail all’indirizzo eventipoetici@gmail.com  entro e non oltre giovedì 24 settembre.

A Tassignano (LU) il 2 Luglio per ricordare Julio Monteiro Martins

Nell’occasione della giornata che avrebbe dovuto vederlo festeggiare il suo 60° compleanno il 2 Luglio presso la Biblioteca “Ungaretti” di Tassignano (LU) si terrà un incontro per ricordare lo scrittore e poeta italo-brasiliano Julio Monteiro Martins, recentemente scomparso.

Nell’occasione saranno letti estratti dei suoi scritti, proiettate immagini e ci sarà un intervento musicale del Maestro Alberto Chicayhan.

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Stelle negate di Fiorella Cappelli – Prefazione di Michela Zanarella

Stelle negate
Stelle negate di Fiorella Cappelli

Prima di essere autrice, Fiorella Cappelli è innanzitutto madre premurosa, sa quanto è importante riuscire a comprendere e proteggere un figlio e chi si ama dalle sofferenze del mondo. A sostenerla quotidianamente c’è la poesia, la forza della parola, che infonde coraggio nei momenti difficili che la vita riserva. Ha un cuore immenso Fiorella Cappelli, un cuore di mamma che abbraccia in versi chi soffre, chi ha bisogno di un cenno d’affetto, chi non ha nulla se non se stesso.
La silloge “Stelle negate” è la testimonianza concreta delle emozioni e dei pensieri dell’autrice, che si dona in poesia, coniugando sentimenti e quell’essere portatrice di affetto e solidarietà verso gli altri: “Aggiungo stelle, dentro le favole/per chi, da sempre, le ha avute negate.” Ha un messaggio buono e di speranza Fiorella, anche davanti al dolore più cupo, cerca di portare un po’ di luce che riempia l’anima delle persone. La raccolta di poesie, in metrica, sonetto e verso libero che ci presenta, è divisa in due sezioni, la prima è composta da liriche in lingua, la seconda raccoglie poesie in vernacolo romanesco. Anche se la suddivisione del libro a prima vista appare netta, c’è un legame forte nei contenuti delle poesie, che siano in italiano o in dialetto, rimane costante lo sguardo sull’esistenza, sui legami, sugli affetti, sulle problematiche sociali. E’ evidente la volontà di far emergere ciò che accade nel mondo, ciò che accomuna l’umanità, nel bene e nel male. Particolare l’acronimo dedicato ad Antonio De Curtis, in arte Totò, e l’ironia delle “frasi…per suonati”.
“La vita ci passa sopra e dentro, ci attraversa a volte con amore, altre con pietà ma mai con indifferenza”, questa riflessione acuta dell’autrice ha l’effetto di una verità che trova compiuta espressione in chiunque; ha un senso universale per chi legge e chi è in ascolto.
E’ un dire profondo e spontaneo quello di Fiorella Cappelli, i versi scelti danno ritmo e musicalità alle poesie, ancor più nel dialetto, dove risulta necessario nella struttura dare quel tocco sonoro con la rima baciata o alternata: Portàmola ner monno, la speranza,/damo ‘n’aiuto a chi cià tante pene/e su la Tera pena già abbastanza.”
L’autrice nel vernacolo usa un linguaggio semplice, spesso giocoso, privo di inibizioni linguistiche, privilegia il ricorso ad immagini colorite: “So’ tant’anni che lei vola co’ le toppe sur vestito/ma st’Italia nun mijora/e nun po’ trovà marito.”
E’ da considerarsi tendenza naturale e propria del romanesco che in passato vide il Belli e il Trilussa tra i massimi esponenti o suoi fautori. Con il romanesco Fiorella affronta la tragedia della Costa Concordia, racconta la Befana di Piazza Navona, Roma sparita, spiega il Ponentino ed il Grecale, ci accompagna nei vicoli della Capitale a gustare sapori e tradizioni, senza mai dimenticare chi vive ai margini della società. Il suo impegno civile prende forma in una poesia limpida e vivace, che non teme di toccare anche realtà scomode, il suo canto è una doverosa e consapevole espressione di dissenso verso le contraddizioni del nostro tempo, dove “giovani innocenti vite
pagano il tributo all’incoscienza umana”. Non mancano i riferimenti all’amore, il sentimento più complesso da definire, che per la poetessa va custodito, protetto e alimentato. Sensibile agli elementi della natura e al rispetto dell’ambiente, Fiorella dedica versi ad un albero, alla neve che scende lenta e silenziosa, ad acque cristalline, al Sacro Monte di Varese, all’Euforbia Arborea. E’ un susseguirsi di immagini, emozioni, pensieri che danno una visione ampia della personalità dell’autrice, che non trascura nulla del mondo e di chi lo anima. Nel tentativo di cogliere in ogni cosa l’aspetto positivo, la Cappelli propone una poetica saggia, attenta alle relazioni umane, dove è fondamentale l’incontro e il confronto con l’altro, le parole diventano il tassello indispensabile per creare condivisione, per tessere rapporti in direzione alla solidarietà. “Stelle negate” è una silloge di grande intensità emotiva capace di svelarne umanità, umiltà e creatività.

L’ autrice

L'autrice, Fiorella Cappelli
L’autrice, Fiorella Cappelli

Fiorella Cappelli è nata a Roma, ha lavorato per 30 anni in un’Azienda di Telecomunicazioni Satellitari nel settore Servizi Televisivi. Scrittrice, poetessa giornalista free-lance International Press, inviata di Mondo Notte per StandByTv per il sociale e la cultura, ha pubblicato cinque libri di poesie, racconti aforismi, con parte del ricavato sostiene la Fondazione Città della Speranza. Il suo Secondo libro “Padrone il vento” porta la prefazione di José Van Roy Dalì (figlio di Salvador Dalì) e viene presentato alla Fiera del Libro di Torino nel 2010 in diretta su Rai2, in Doppio Femminile da Jo Squillo. Con le sue liriche è presente, con la casa Editrice Pagine, tra i poeti contemporanei e in numerose antologie. Vincitrice di vari premi nazionali ed internazionali di poesia e narrativa, ha frequentato laboratori di scrittura comico-umoristica presso Accademia del Comico di Max e Morini con Lillo e Greg, scuole di Scrittura Creativa a Roma e Firenze, corsi di dizione (Teatro Kairos) e doppiaggio (Studi Titania), dà la sua voce allo spot 5×1000 Associazione Solidabile Onlus; è socia I.P.L.A.C , socia del Centro Romanesco Trilussa, (Vincitrice premio Fontane di Roma 2012 Associazione la Sponda) scrive e declama anche in vernacolo, sostenitrice dei dialetti, patrimonio della nostra cultura, si interessa allo studio della romanità e alla composizione del sonetto, fa parte dei Poeti dell’Isola del Cinema, è Socio Iscritto SIAE come autrice testi di canzoni, è recensionista, inserita nella Redazione di Aphorism, e con le sue poesie sullo sport sul giornale Romacorre, collabora con varie testate giornalistiche on-line e con il Mensile Letterario “Leggere Tutti”, ideatrice ed organizzatrice di eventi culturali, è a sostegno dei giovani autori emergenti nella presentazione di libri, tematiche sociali e mostre d’Arte, in ambito dell’Associazione Culturale da lei fondata,“Vip Club Innamorati di Roma”, a Fontana di Trevi; Nel 2012 le viene conferita la nomina di “Cavaliere al Merito Templare” dell’Ordine O.S.M.T.H. Gran Priorato d’Italia. Nel 2013 partecipa alla Nave dei Libri per Barcellona in occasione della giornata Mondiale del libro dove presenta, oltre ai suoi libri, anche libri di altri autori. Nel 2014 presenta i libri della casa editrice David & Matthaus alla Fiera internazionale del Libro di Torino e a Roma. Sua è anche l’organizzazione e la presentazione del cortometraggio “Raccontami una Favola” di Victor Daniel ed Ettore Farrauto con la partecipazione del Regista Pupi Avati nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, a Roma. Porta la declamazione delle sue poesie in giro per l’Italia : a Firenze, Taranto, Varese, Padova, Torino, Milano, Reggio Emilia, Magliano dei Marsi. Partecipa con le sue poesie all’evento Wall of Dolls, contro il femminicidio, organizzato a Milano da Jo Squillo ed eventi di solidarietà in ambito Nazionale (Telethon) sempre nel 2014 è vincitrice primo premio assoluto del 1° Poetry Slam del litorale di Roma organizzato dall’Associazione Spazi all’Arte che le dà accesso diretto alla Finale del Poetry Slam di Centro Italia organizzato in Primavera 2015 dalla L.I.P.S Lega Italiana Poetry Slam.

Luigi Bonaffini ad Orvieto per un convegno sulla “Letteratura italiana nel mondo”

ORVIETO

27 giugno 2015: Sala Consiliare

28-29 Giugno 2015: Sala del Governatore – Palazzo dei Sette

Il Brookyln College della City University di New York e la Fordham University di New York con il Patrocinio del Comune di Orvieto organizzano il

CONVEGNO 

“Letteratura italiana nel mondo” – Nuove prospettive

Coordinatori:

Luigi Bonaffini e Giuseppe Perricone

Brooklyn College e Fordham University

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“Con le ali negli occhi” di Raffaella Amoruso. Prefazione di Lorenzo Spurio

Con le ali negli occhi di Raffaella Amoruso

Prefazione di Lorenzo Spurio

Il titolo della nuova pubblicazione di Raffaella Amoruso, Con le ali negli occhi, chiama a una preliminare riflessione: le ali ci trasmettono un senso di leggerezza e di sospensione mentre gli occhi, occultati dalle ali, sembrano voler identificare un’impossibilità concreta di scrutare il mondo. Nel complesso il titolo evoca, dunque, vaporosità e mistero.

Questo “oceano di parole” che è il libro che il lettore si appresta a leggere si apre con un racconto-prologo intitolato “Una storia come tante” che contiene uno squarcio di una memoria dell’infanzia forse difficile perché a contatto con liti di genitori tanto che portano la nostra a cercare un luogo-non luogo dove potersi rinchiudere con la volontà di annullarsi da quella situazione. Non in uno sgabuzzino né in un garage, ma in un frigo: uno spazio ridotto e inospitale dove cercare riposo e silenzio. Un presente che a suo modo la Nostra vuole fermare di colpo e con esso anche le urla e i litigi dei suoi genitori tanto da cristallizzare gli istanti: non per eternarli e tornare poi a riviverli, piuttosto per de-costruirli, annullarli, renderne impossibile lo svolgimento, la ripetizione, il ricordo. Una volta uscita da quel guscio protettivo (gelido non solo perché è un frigorifero ma soprattutto perché è una culla surrogata, falsa, che non permette calore), la ragazza ritroverà pace e rassicurazione nei “suoi cani, alti quanto lei [che] le trotterellavano a fianco, proteggendola ancora una volta”.  Curioso come un bambino riesca nel suo mondo ludico a fuggire dalle incomprensioni e dalla insofferenza derivante dall’acredine tra i suoi genitori impelagandosi prima in un progetto claustrofilico (il frigo) e poi predisponendosi a credere nella protezione da parte di un soggetto senz’altro forte ma privo di comprensione degli eventi (il cane).

Il titolo di questo racconto-prologo svia il lettore perché anche se l’autrice ci ricorda che è solo “una storia come tante” in realtà sembra essere un episodio che ha una traccia forte nell’esperienza della donna matura e che ne ha in un certo qual modo caratterizzato l’infanzia. Molti possono ritrovarsi in questa descrizione di frequenti alterchi familiari in cui il povero bambino, quale vittima sacrificale, ne subisce le conseguenze senza mai comprendere del tutto; colpisce però la strategia di fuga dal problema della Nostra, la sua capacità reazionale genuina che rivela quanto il mondo dell’infanzia sia delicato e prezioso e quanto spesso basti poco per incrinare la naturale pace del giovane, ispessire o inasprire il suo carattere e farlo maturare scevro di rassicurazioni forti e in maniera sana.

Raffaella Amoruso
Raffaella Amoruso

Seguono liriche che potrebbero sembrare in controtendenza al racconto-prologo dove, contrariamente a quell’amore e affetto ricercati, si dà corpo ad un amore forte, concreto, di donna ormai matura che è in grado di dipingere gli effluvi del sentimento colorando emozioni e facendo brillare di luce propria le parole. Se in “Nati per amare” la poetessa impiega una lessicografia che opera un’analogia con il mondo delle acque (“gocce”, “oceani”, “fluido”, “onde”, “mare”), nella successiva “Nel buio la luce” ricostruisce un rapporto emozionale in chiaro-scuro in cui la rassicurante presenza della luna con la sua “tenue luce di speranza” è a dominare nella “notte [che] resta” a testimonianza di un amore che è empatia anche con la luce e che si ravviva nei reconditi dell’autocoscienza. La parola che più spesso ricorre nella silloge è forse “gocce” che non sta solo a rappresentare l’essenza, la partizione indefinibile di una sostanza liquida quale ad esempio può essere l’acqua nelle sue varie forme, ma anche e soprattutto l’animo concentrato di un vissuto, di una vicenda-esperienza della vita, dunque un distillato della coscienza come quando in “Silenzio” la Nostra ci parla della “silenziosa goccia dell’anima”, costruzione fortemente lirica ed evocativa nella quale non possiamo identificare anche una dimensione ossimorica.

“Historia” ha la fisionomia di un voluto tentativo di oblio di un passato; la Nostra impiega reiterati avverbi di negazione nei versi finali per sottolineare la lucida volontà e la sicurezza che ciò che un tempo fu possibile, non potrà esserlo nel futuro perché è una donna matura e consapevole che ormai è in grado di padroneggiare la sua irrazionalità.

Echi merinani sono ben udibili nella lirica “Visioni” dove leggiamo: “I pazzi sono tutti liberi” che mi ricordano pure una lapidaria ed efficace chiosa del Pasolini degli esordi che così annotava: “Bisogna essere pazzi/ per essere chiari” (in Le ceneri di Gramsci). Ed è proprio la chiarezza di cui la Amoruso parla nel suo mondo lirico che possiamo rivelare quale bisogno non velleitario ma concreto e sorgivo di autenticità e di espressività poetica (“Nell’amplesso dei colori vivi il corpo offro”).

La solitudine dell’infanzia si percepisce nettamente anche nella poesia “Amore, solo amore” dove è una anafora bisillaba (“sola”) a marcare il ricordo di momenti agrodolci delineati struggentemente quali “tramonti di bambina”. Ed anche qui l’insegnamento (che poi non è tale, ma è piuttosto un invito o un’esortazione) è quello di affidarsi alla libertà del sentimento: “Chi perdona ama/ se davvero ami/ nulla è impossibile”.

Evidenti gli intrecci di rancore verso un passato con il quale sembra impossibile trovare una tregua (“se avessi tu un cuore/ ti pregherei” nella lirica dedicata al padre) che mettono in luce una donna scissa, forte nel suo presente ma estremamente vulnerabile nel suo passato nel quale sembra essere mancato qualcosa, magari un semplice gesto d’affetto, una rassicurazione, un atto empatico, un po’ come accade nel racconto-prologo.

In “Rosa di maggio” riappare l’intenzione di auto-reclusione della protagonista che un po’ come accadeva in un celebre racconto degli esordi di McEwan (“Conversation with a Cupboard Man”) la protagonista Debby “[aveva] l’abitudine di nascondersi [in un armadio] quando desiderava rimanere sola con se stessa”. Dalla mancanza di autostima e derelizione personale la donna uscirà dal guscio compiendo un percorso di crescita psicologica non indifferente proprio grazie all’ascolto del suo cuore che la porterà ad esprimere senza timori il su innamoramento per Bob. L’armadio, testimone di un passato di ricerca di se stessa, come un baluardo degli affetti sinora taciuti e tenuti sotto chiave, finalmente si apre e le ante si spalancano con forza proprio come il suo cuore di donna che “amandosi, dovrà donare Amore”.

La Amoruso ci parla di “lacrime mai piante”, di “sogni sfumati” ma anche di “Bimbi/spauriti e magri/ rannicchiati/ in un angolo”, di nonne anaffettive genitori disattenti, colpevoli di dar triste spettacolo dinanzi ai figli delle proprie incomprensioni. La freddezza che l’io lirico traccia sulla carta è il prodotto di un passato algido dove il disinteresse, l’indifferenza e la mancata comprensione hanno condotto a una vera e propria desolazione interiore dalla quale però è sempre possibile ripartire e rialzare la testa perché, come ricorda la nostra: “Ci sono giorni in cui/ incessantemente/ il cuore sbatte e si frantuma”.

È necessario allora saper ascoltare il proprio cuore ed agire di conseguenza.

Lorenzo Spurio

Jesi, 16-03-2015

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